Il treno è passato e l’occasione persa.

Un pubblico stabile come un affetto a casa, con fin troppo tempo da dedicare allo schermo e a mamma Rai, non era mai accaduto. L’occasione perfetta, come la tempesta che ha investito il paese è stata sottovalutata, incompresa e dismessa senza nemmeno provare a fare qualcosa. A vincere è stata la sciatteria, l’inedia e il deficit insanabile di fantasia e coraggio. I palinsesti potevano rinnovarsi, cambiare pelle, stile, idee e voce. Invece niente. Non i format, non la programmazione, non gli orari delle trasmissioni. Un buco nell’acqua che ha dato ulteriore spazio e pay tv, internet, persino qualche libro o giornale.

Il web ha colmato la noia, le ha fatto da contraltare. Ha sviluppato modelli nuovi di connessione come le piattaforme per gli incontri virtuali, ha caricato sulle spalle del wifi la didattica per adulti e ragazzi affermandosi come strumento indispensabile.

Didattica e indispensabilità sono i temi a cui un progetto particolarmente accorto, realizzato da promosso da Fondazione Agnelli, GEDI Visual e Google, in collaborazione con Università di Bolzano, Università di Trento e Università Lumsa merita di essere raccontato.

Oltre le distanze, Idde e azioni per una scuola più inclusiva, questo il titolo. Lo motiva il promuovere strategie e interventi d’inclusione per allievi con disabilità e bisogni educativi speciali, in tutti i livelli scolastici, imparando e migliorando a farle anche a distanza.

Per farlo, da giovedì 7 maggio farà partire un programma – completamente gratuito – di 9 webinar e 45 workshop online rivolti a insegnanti di ogni ordine e grado, di sostegno e curricolari. Nei Webinar, a partecipazione libera, esperti di pedagogia dell’inclusione in video conferenza affronteranno trasversalmente i tanti aspetti problematici, interrogandosi su come il lavoro d’inclusione possa adattarsi e essere il più possibile all’altezza della. dura prova dell’emergenza e della distanza.

Didattica e web per la scuola

I Workshop avranno, invece, tematiche più specifiche e spesso declinate per grado scolastico. Saranno a piccoli gruppi, con un coordinatore, e sarà necessario iscriversi. Ogni Workshop darà ai docenti un’occasione per discutere fra loro, scambiandosi buone pratiche e confrontandosi sui problemi comuni, in una logica di collaborazione.

C’è il rischio è di escludere e isolare i più fragili. Come gli allievi con disabilità e bisogni educativi speciali. Lasciando indietro con loro, anche le famiglie. Nell’emergenza coronavirus, questi studenti stanno soffrendo la chiusura degli istituti scolastici ancora più degli altri compagni. Perché per loro la scuola è certamente apprendimento, ma deve continuare a essere anche inclusione, costruzione di autonomie, relazioni e scambi interpersonali.

Questo rischio l’hanno confermato, con preoccupazione e insieme desiderio di mettersi in gioco, 3200 insegnanti di sostegno e curricolari che da tutta Italia hanno risposto a un questionario nel quale si chiedeva loro di segnalare quali siano in questa fase le maggiori criticità e i bisogni per proseguire le attività inclusive.L’obiettivo è quindi provare ad accorciare le distanze, per quanto possibile e un passo per volta, con azioni e proposte di didattica a distanza che sappiano essere più inclusive, arrivando nelle case degli studenti con disabilità e bisogni educativi speciali.

Il web, utilizzato nelle sua forma migliore, diverrà probabilmente la strada primaria per lavorare anche sul sostegno. Una novità, ma solo nell’uso di un mezzo perché dietro, a dargli contenuto, significato e senso, c’è l’esperienza fatta sul campo di chi conosce i problemi e si interroga sul come trovare qualche soluzione.

 

https://lab.gedidigital.it/gedi-visual/2020/oltre-le-distanze/

 

Didattica e web per la scuola