Il team “Space Eagle” conquista la giuria di Frascati con un sistema basato sullo space edge computing per monitorare i ghiacci artici in tempo reale. C’è un filo rosso anzi, un’orbita ben tracciata, che unisce i banchi dei licei scientifici torinesi, le aule del Politecnico e le vette della ricerca aerospaziale europea. Torino torna a confermarsi la capitale dell’innovazione e dello spazio grazie al trionfo del team Space Eagle, che lo scorso 23 giugno ha conquistato il primo posto assoluto all’EO Makerspace Hackathon, la prestigiosa competizione internazionale organizzata da IngeniArs nell’ambito del Phi Innovation Summit dell‘ESA (l’Agenzia Spaziale Europea).

Il verdetto, arrivato nella cornice della sede ESA di Frascati, ha visto il team superare agguerriti progetti provenienti da tutta Europa grazie a un’idea rivoluzionaria che unisce intelligenza artificiale e salvaguardia del pianeta.

Il cuore del progetto premiato affronta una delle sfide più urgenti della nostra epoca: il cambiamento climatico e il monitoraggio in tempo reale del ghiaccio artico. Rispetto ai sistemi tradizionali, che raccolgono dati in orbita e li inviano a terra per essere elaborati — saturando la banda e accumulando ritardi —, la soluzione di Space Eagle introduce lo space edge computing. In parole semplici, gli algoritmi di intelligenza artificiale vengono eseguiti direttamente a bordo dei satelliti. Questo permette di elaborare le informazioni ad altissima velocità, azzerando la latenza e riducendo drasticamente lo spreco di banda: un enorme passo avanti per l’efficienza e la gestione degli impatti ambientali globali.

La vittoria non è solo un prestigioso riconoscimento simbolico: il primo premio garantisce al team un importante contributo economico e, soprattutto, le chiavi d’accesso come espositori a due degli eventi europei più importanti del settore tech nel 2027, l’AI Festival e il WMF (We Make Future). Un trampolino che proietta questi giovani al centro della scena internazionale.

Torino mi ha dato gli strumenti per trasformare una passione in un progetto scientifico serio” – racconta con orgoglio Giuseppe Mondilla, Presidente di Space Eagle e studente di ingegneria aerospaziale al Politecnico. “Studiare qui mi ha permesso di affrontare la sfida con rigore. Ma la vittoria è il risultato di un team straordinario: vedere ragazzi che vanno ancora al liceo competere e vincere a livello europeo davanti all’ESA dice molto sul potenziale dei giovani di questa città

La forza di Space Eagle sta proprio nella sua composizione, un mix perfetto tra università e scuole superiori. Accanto a Mondilla (originario di Castrovillari, CS), il nucleo torinese della squadra è composto da due giovanissimi talenti ancora sui banchi di scuola: Lorenzo Razzano, studente del Liceo Scientifico Majorana, e Federico Fassio, del Liceo Scientifico Galileo Ferraris. A completare la squadra, portando le competenze economiche necessarie a far quadrare il modello di sostenibilità del progetto, c’è Simone Avella (di Cava de’ Tirreni), laureato in economia all’Università di Trento

Una vittoria che dimostra come l’eccellenza non sia una questione di età, e che il futuro dello spazio europeo, oggi, parla torinese.