Il nuovo acceleratore di Fondazione Sviluppo e Crescita CRT e Zest punta a trasformare le Officine Grandi Riparazioni nel motore della transizione tecnologica per il Nord-Ovest. Torino non vuole solo guardare al futuro, vuole costruirlo nei capannoni e nelle linee di produzione. È questo il senso profondo di “TechTO Industry Accelerator”, l’ambizioso programma triennale lanciato da Fondazione Sviluppo e Crescita CRT e Zest che mette a sistema un investimento di 1,9 milioni di euro. L’obiettivo è chiaro: abbattere il muro tra l’ingegno delle startup e la solidità del sistema industriale di Piemonte e Valle d’Aosta, portando l’innovazione direttamente sul campo attraverso collaborazioni industriali e test reali.
Il progetto, che avrà il suo quartier generale nel cuore pulsante delle OGR Torino, si concentra su tre pilastri strategici per l’economia moderna. In primo piano la logistica intelligente e il trasporto, seguiti dalle infrastrutture digitali capaci di auto-monitorarsi grazie all’intelligenza artificiale e, infine, la sfida cruciale della sostenibilità. Non si tratta di semplice assistenza finanziaria, ma di un innesto di tecnologia nei processi aziendali per ridurre sprechi, consumi ed emissioni, in linea con i parametri ESG che oggi definiscono il valore di un’impresa sul mercato globale.
Il modello operativo è un percorso a tappe forzate verso il mercato. Zest aprirà le danze selezionando dieci startup ad alto potenziale, garantendo loro un primo “ticket” di ingresso da 35.000 euro. La selezione diventerà poi ancora più stringente: solo le sei realtà capaci di dimostrare la validità delle proprie soluzioni attraverso progetti pilota con le aziende locali accederanno a un secondo investimento di almeno 50.000 euro ciascuna, garantito dalla Fondazione. Un filtro rigoroso che punta a premiare non solo l’idea, ma la sua applicabilità immediata.
“Crediamo in iniziative capaci di mettere in relazione impresa, competenze e capitale“, spiega Cristina Di Bari, Presidente di Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, sottolineando come la Fondazione agisca da attivatore di processi per generare un impatto duraturo sul territorio. Le fa eco Marco Gay, Presidente Esecutivo di Zest, che vede in TechTO lo strumento ideale per trasformare il talento in valore industriale. Con il supporto delle OGR come piattaforma di connessione, Torino si candida così a diventare un modello nazionale per il trasferimento tecnologico, dimostrando che la transizione ambientale e digitale non è solo un obbligo normativo, ma la più grande opportunità di crescita del decennio.

