Con “Girl Power Tarot” Lo Scarabeo celebra l’emancipazione femminile attraverso il linguaggio dei Tarocchi
Le donne nei Tarocchi non sono più solo Papesse, Imperatrici o Regine. Adesso indossano camici da laboratorio, guidano rivoluzioni, scrivono la storia e cambiano il mondo. A reinventare i 78 arcani è la casa editrice Lo Scarabeo. Nasce a Torino “Girl Power Tarot”, un mazzo ideato da Paola Vecchi e Sara Marzullo.

Da Marie Curie a Harriet Tubman, da Margaret Hamilton a Ruth Bader Ginsburg, ogni carta diventa un atto di memoria e riscrittura. Non un banale esercizio di stile, ma un gesto politico e artistico insieme. Il Matto non è più un vagabondo maschile, ma Madeleine Pelletier, psichiatra francese e pioniera dell’aborto. L’Imperatore si trasforma in Irene d’Atene, donna che ha governato l’Impero bizantino al posto di un uomo. Gli Amanti diventano Anne Lister e Ann Walker, coppia lesbica ottocentesca la cui unione fu un atto d’amore e di autodeterminazione. La Ruota della Fortuna? Gira attraverso Alfonsina Strada, prima e unica donna al Giro d’Italia.
Il mazzo, raffinato tanto nel disegno quanto nell’idea, nasce da una riflessione sullo squilibrio simbolico della rappresentazione: se per secoli il potere è stato associato all’archetipo maschile, oggi il linguaggio visivo può (e deve) farsi strumento di riequilibrio. In questo, “Girl Power Tarot” è più di un mazzo: è un nuovo pantheon. O, meglio, un’alternativa al pantheon esistente.

Come ha scritto la filosofa Alenka Zupančič, il femminismo non nasce per affermare un’identità altra, ma perché per troppo tempo le donne non sono esistite politicamente. Questo mazzo cerca di colmare quella assenza con volti, storie e visioni.
Non poteva che nascere a Torino, patria di una delle più prestigiose case editrici nel campo della divinazione: Lo Scarabeo, realtà leader mondiale nel settore dei Tarocchi. Fondata nel 1987, la casa editrice ha fatto dei mazzi d’autore un marchio di fabbrica. È così che si uniscono ricerca storica e cura dell’immagine, e si avvicinando i grandi illustratori italiani – da Guido Crepax a Milo Manara, da Sergio Toppi a Elisa Seitzinger – al mondo simbolico delle carte.

Con Girl Power Tarot, Lo Scarabeo colma dunque un vuoto. Restituisce corpo a un immaginario che troppo a lungo ha ignorato il contributo delle donne. Non più figure archetipiche, ma donne che hanno agito, scelto, lasciato un segno. Le carte restano le stesse, sono i volti a vivere di nuovo significato. Il femminismo, qui, non è uno slogan: è uno strumento politico e culturale per combattere le disuguaglianze di genere.
Gaia Bertotti

