Difficile trovare parole adatte per descrivere la ricca personalità di Oriana Fallaci, giornalista, scrittrice, attivista, polemista, donna. Riconoscere la sua portata liberale e rivoluzionaria significa ascoltare una voce autorevole del XX secolo che, con tenacia, coraggio e coerenza ha saputo essere spietata nel raccontare gli orrori delle guerre, decisa nel prendere posizioni, forte nell’esprimere e difendere la sua indipendenza, risoluta nel gestire e svelare la rabbia, le emozioni, le delusioni e i dolori. Severa e dolce allo stesso tempo, circondata da amici ma schiva e riservata, affettuosa ma esplosiva, affabile ma guerriera. Carattere passionale il suo che ha reso celebre il personaggio, la scrittrice, la donna.

Chi era Oriana Fallaci e chi sarà per i posteri? Un talento incontestabile ed una reporter di vasta cultura, brava nell’inventare un giornalismo che, con la forza delle parole, ha rivoluzionato la cronaca e l’inchiesta. Femminile, egocentrico, impavido e passionale, il lavoro di Oriana Fallaci sintetizza la rivolta interiore di un’esistenza schierata in difesa del diritto di espressione e della libertà di pensiero.

Difficile, dunque, omaggiarla ma doveroso, perché grazie alla sua identità di scrittrice e di giornalista ha saputo interpretare in chiave ironica e aggressiva, quasi mezzo secolo di storia. Temuta e stimata dall’intellighenzia di tutto il mondo, invidiata, evitata o imitata dai colleghi, Oriana Fallaci rimarrà nella storia anche per la sua tempra morale e le sue qualità umane, il suo stile deciso, ma modesto e discreto, la sua classe.

Utilizzando le armi giornalistiche dell’inventiva o della polemica, dell’intervista o del reportage, della confessione letteraria o romanzesca ha raccontato la sua grande passione morale e civile e, con sdegno e tremore, ha avvertito la crisi della coscienza dell’uomo, le asperità e turbolenze della storia, i limiti e le debolezze del potere democratico, i disagi e le paure del mondo occidentale.

Storiche le travolgenti interviste ai grandi della terra, Gheddafi, Yasser Arafat, Indira Gandhi, l’ayatollah Khomeini, Henry Kissinger. Nessuno di loro si è potuto sottrarre all’impeto della sua prosa aggressiva, ai toni esasperanti delle sue domande. E’ riuscita, con una straordinaria franchezza e freddezza, a parlare di giustizia e di rispetto. Di libertà.

Non si possono non menzionare gli argomenti fondamentali che l’hanno caratterizzata e definita: la condanna della guerra e l’invettiva totale contro gli estremismi e le discriminazioni politico-sociali. E’ stata sempre in prima linea, fin da quando, bambina, faceva la staffetta durante la liberazione di Firenze, con il fucile in mano e gli occhi ben aperti per poter riferire e ricostruire gli avvenimenti vissuti, senza alterarne i fatti. Coinvolta più volte nei conflitti bellici Oriana Fallaci ha partecipato alla storia dal di dentro, nel momento in cui è accaduta, a Firenze, come in Vietnam o nella guerra indo-pakistana, a Beirut come in Messico. Con lucidità e freddezza è riuscita ad interrogarla, raccontarla, giudicarla o condannarla.

Testimone d’eccezione dei drammi dell’uomo contemporaneo, dopo l’attacco alle Twin Towers e dopo anni di ostinato silenzio, come una novella Cassandra non è rimasta zitta dopo le minacce terroristiche dell’Islam. Sempre coraggiosa e sempre spietata nello scovare il male e, contro ogni convenzionalismo occidentale, e contro ogni bigotteria, nel distruggerlo con pesanti invettive e profezie. Sempre audace e mai accomodante.

Rabbia e orgoglio insieme, per non dimenticare i drammi di un’umanità ferita e di una società desolata.

Come si sarebbe comportata oggi? Probabilmente avrebbe giudicato con freddezza e oggettività la situazione critica e preoccupante degli  attuali sconvolgimenti bellici devastanti. E osservando il comportamento politico, etico e sociale di chi detiene il potere? Quasi sicuramente non avrebbe mai giustificato o difeso nessuno. 

Grazie Oriana: esempio di coerenza e fortezza.

Maria Giovanna Iannizzi