Il nuovo Piano Regolatore Generale (PRG) di Torino, la cui adozione formale in Consiglio Comunale è attesa per l’inizio del 2026 dopo l’approvazione in Giunta prevista a dicembre, segna un’inversione di rotta epocale rispetto al PRG del 1995, abbandonando la logica dell’espansione per concentrarsi sulla rigenerazione, il riuso e la trasformazione del tessuto urbano. Questo strumento, definito dal Sindaco Stefano Lo Russo come un “patto per il futuro“, è mirato a dotare la città di una “struttura adattiva” capace di gestire sfide complesse e correggere l’obsolescenza del precedente strumento urbanistico.
La visione centrale del PRG, promossa congiuntamente da Lo Russo e dall’Assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni, è la Città dei 15 Minuti, un modello di urbanistica della prossimità che mira a trasformare Torino in un sistema policentrico. L’obiettivo è garantire a ogni cittadino l’accesso ai sei servizi essenziali (abitare, lavorare, curarsi, rifornirsi, istruirsi e sviluppare sé stessi) nel raggio di un quarto d’ora a piedi o con mobilità dolce, un approccio che mira a incrementare il Benessere Interno Lordo (BIL), unendo innovazione e giustizia sociale. L’Assessore Mazzoleni, le cui vicende giudiziarie milanesi “troppo edificanti” tengono con il fiato sospeso, è la figura chiave nella redazione del PGR; ha specificato che il Piano intende dotare i quartieri dei necessari servizi di prossimità e introdurre le Figure di Ricomposizione Urbana (FRU), nuovi strumenti urbanistici mirati a indirizzare la riqualificazione di vaste aree strategiche e dismesse, essenziali per incentivare lo sviluppo produttivo e manifatturiero.
Un elemento distintivo e di notevole spessore internazionale in questo processo è il contributo di Bloomberg Associates. La Città di Torino si è avvalsa della consulenza gratuita di questa organizzazione, che fa parte di Bloomberg Philanthropies e lavora con amministrazioni locali in tutto il mondo per migliorarne la gestione e l’efficacia. La collaborazione ha portato la rinomata urbanista Amanda Burden e i suoi colleghi a supportare direttamente gli uffici comunali, garantendo che il Piano Regolatore potesse beneficiare di un confronto con modelli internazionali e arricchirsi di un know-how specialistico globale, specialmente nella definizione di regole semplici, sicure e abilitanti.
Questo team di consulenza ha lavorato a stretto contatto con il nutrito gruppo tecnico (66 persone) e gli Atenei coinvolti, contribuendo a rafforzare l’ecosistema professionale e a posizionare Torino come hub nelle connessioni europee, in linea con le otto direzioni strategiche del PRG, che includono il potenziamento di infrastrutture come la Linea 2 della metropolitana e il Parco della Salute. In sintesi, la collaborazione con Bloomberg Associates ha assicurato che il PRG nascesse da una solida base di analisi della realtà torinese, supportata dalla campagna di ascolto “Voci di quartiere”, ma con una visione globale per il futuro.
Se la bontà delle intenzioni appaiono palesi meno certe sono le valutazioni e le realistiche possibilità di realizzare il progetto. In primis il fatto che a contraltare dei discorsi la metropolitana 2 continua a restare in voce e sulla carta. Così la Città della Salute, come la possibilità concreta di intervenire sui vuoti urbani per reindirizzarli a nuova funzione.
Inoltre i 15 minuti come ipotesi spazio temporale va in spazientito contrasto con l’attesa di un mezzo pubblico. Tolte le fasce del primo mattino i passaggi medi dei bus superano di gran lunga i 25 minuti.
A ciò si aggiunge un crollo demografico consistente, che se destinato a non mutare inciderà ferocemente sul sistema cittadino. Coinvolgendo scuole, servizi, abitanti e abitazioni. La fuga giovanile, dopo il periodo di formazione, che questa città offre in maniera eccellente, dovuta alle scarsissime chance lavorative con dignità economica, porterà la città a rivestirsi di rosa antico. Un modo per dire che potrebbe trasformarsi in modo imprevedibile fino ad assomigliare a quelle cittadine della Florida color pastello che prosperano per l’accoglienza mirata per le persone anziane.
I medici consigliano, con cognizione di causa, alle persone in età, una passeggiata giornaliera di circa 15 minuti nel proprio quartiere.

