L’avevi creduto
davvero che avremmo preso la Metro Due
L’avevi creduto davvero o l’avevi sperato soltanto?
Ma che tempo, e che mobilità.
Ma che Metro che è, e che Metro che sarà.
Ma quanto ci vorrà, non lo vedi che ci si prova
Non lo senti che si muove già? Non lo senti che sprona
È lontana però, sembra già più vicina,
questa Metro che abbiamo sentito già.

Babbo c’è un trenino, fallo arrivare.
Babbo c’è un indovino, non lo fare parlare.
Babbo c’è un trenino, vestito di nuovo,
c’è la pelle di un vecchio progetto appena uscito da un uovo.
E c’è un forte rumore di niente, un forte rumore di niente.

Sperando che De Gregori non si adiri troppo per aver maltrattato il testo di una sua vecchia canzone, l’altro giorno abbiamo sentito la musica suadente del concorso che la giuria internazionale di esperti, presieduta da Dominique Perrault, architetto e urbanista di fama internazionale, ha premiato il progetto di UNStudio, United Network Studio di Ben Van Berkel, che vince il concorso internazionale di architettura, design e identità visiva della Linea 2 della metropolitana di Torino, riconoscendone la profonda coerenza, l’elevata cura nelle scelte dei materiali e delle tecnologie utilizzate e la qualità degli spazi interni.

La giuria ha riscontrato come il progetto evidenzi un’attenta strategia nei confronti dell’ambiente urbano, capace di modulare le strutture attraverso forme di ispirazione naturale e di esaltare la leggerezza e la smaterializzazione del costruito.

Nella fase di valutazione, la giuria ha attribuito particolare rilievo anche alla fase dei cantieri, che dovrà essere accompagnata da soluzioni progettuali e da un approccio comunicativo capaci di limitare i disagi per cittadini e attività, rafforzando al contempo la comunicazione dell’opera, dei suoi tempi e dei benefici attesi.

L’attenzione è posta sulla capacità del progetto di caratterizzare in modo chiaro e coerente l’intera linea, migliorando visibilità, accessibilità e leggibilità degli spazi, anche attraverso sistemi di orientamento efficaci, pensati per tutti gli utenti. Il raggruppamento guidato dall’archistar internazionale ha vinto il concorso di idee superando, in una finale di altissimo livello, studi di fama mondiale come Zaha Hadid Architects e Kengo Kuma, classificatisi rispettivamente al secondo e terzo posto.


E se i rendering messi a disposizione sono di indubitabile fascino e intrinseca modernità la domanda fondamentale resta sempre la stessa, davvero la vedremo mai?

Della costruzione della Metro Due se ne parla dal 2006, quando inaugurò per le Olimpiadi la Linea Uno; utile, rapida bella ma che dopo vent’anni resta una ragazzina che alle 9 è già a letto a dormire, mentre la città ancora lavora, esce, si muove e vorrebbe poterla utilizzare come è d’uso in tutte le città europee almeno fino all’ora delle streghe.

Sulla realizzazione fattiva, sui cantieri aperti, sui tunnel da scavare, sui binari da stendere, sulle stazioni da edificare, purtroppo si continua a sentire “un forte rumore di niente, un forte rumore di niente” mentre le ultime fermate della Linea Uno languono.