Torino partecipa alle celebrazioni per il centenario della morte di Satie, inauguratesi il 31 ottobre a Honfleur, sua città natale.Il convegno Satie 2025. Cent ans d’héritage propone non solo momenti scientifici, ma anche attività divulgative e collaborazioni con istituzioni culturali cittadine.

Tra gli eventi principali:

  • Concerto al Conservatorio “Giuseppe Verdi” (5 dicembre, sera), con omaggi a Satie e nuove composizioni delle classi di composizione, pianoforte e musica da camera.
  • Proiezioni al Cinema Massimo, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema: Entr’acte di René Clair e Fuoco fatuo di Louis Malle, con esecuzione dal vivo delle musiche composte da Satie per il film muto di Clair.

Come un sogno che si ripete, minuto dopo minuto, eco dopo eco, Torino si prepara a immergersi nel miracolo silenzioso di Vexations di Erik Satie: ventiquattro ore di musica continua, in cui il tempo si piega, la percezione si dissolve e la memoria risuona. Dal pomeriggio di venerdì 5 dicembre, quando le prime note risuoneranno alle 15 nell’atrio di Palazzo Nuovo, fino alla mattina di sabato 6 dicembre, intorno alle 12: un flusso di suoni che non conosce pausa, curato da circa quarantacinque pianisti che si alterneranno senza sosta. Docenti, studenti, musicisti, amanti del suono e della contemplazione — un coro di mani, mente e anima.

Vexations non è semplice musica: è un atto di fede nella ripetizione, una preghiera sonora che chiede silenzio, concentrazione, abbandono. Le 152 note di un motivo fragile, ripetute 840 volte come un mantra, trasformano il tempo in materia vivente, liquida, sospesa. Satie stesso suggeriva di affrontarla solo con «serie e scrupolose immobilità». A diffondere il suono un pianoforte gran coda, un piccolo salotto, una penombra intima, un monitor che segna la progressione delle ripetizioni. Tutto cresce piano, in silenzio. E il suono prende corpo lo spazio attorno, come un respiro lento e profondo.

Erik Satie

La maratona sonora sarà resa possibile grazie a un’installazione multimediale — opera di Andrea Malvano, Luca Martone e Andrea Valle — costruita in collaborazione con Studium Lab. Non solo musica, ma ambiente, atmosfera, partecipazione: il pubblico potrà entrare, uscire, osservare, ascoltare, riflettere. Palazzo Nuovo resterà aperto tutta la notte, trasformandosi in cattedrale della ripetizione, in tempio della devozione sonora.

L’evento torinese non è un semplice omaggio: è un atto di memoria e rinascita per il centenario della morte di Satie. Inserito nel convegno internazionale Satie 2025. Cent ans d’héritage, è parte di un più ampio mosaico di iniziative: concerti, prime esecuzioni di giovani compositori, proiezioni di film muti musicati dal vivo, momenti di riflessione e celebrazione. Tra le mura di un’università e l’anima di un Conservatorio, la figura di Satie — eccentricità, ironia, sensibilità — torna a vibrare, con i suoi fantasmi e le sue visioni.

Poiché Vexations non è un’esperienza facile: chiede tempo, pazienza, silenzio, è una prova di resistenza e di apertura: di fronte all’infinito, di fronte all’eco che ritorna, possiamo sentire l’intimità del mondo, il respiro nascosto delle note. E forse riscoprire che la musica non serve solo a suonare, ma a meditare. A trasformare il presente. A toccare l’eterno.

Pier Soler

Erik Satie (Honfleur, 1866 – Parigi, 1925) è stato uno dei compositori più originali e visionari del Novecento. Spirito eccentrico, ironico e profondamente anticonvenzionale, ha attraversato i salotti bohémien di Montmartre lasciando un’impronta indelebile nella musica moderna. Formatosi al Conservatorio di Parigi — da cui fu respinto più volte per il suo stile fuori dagli schemi — Satie cercò per tutta la vita un linguaggio essenziale, libero da ogni retorica. Autore delle celebri Gymnopédies e Gnossiennes, pioniere della ripetizione e dell’anti-virtuosismo, è stato amico e ispiratore di Debussy, Cocteau e Picasso, collaborando anche con i Ballets Russes di Diaghilev. Figura appartata ma influentissima, Satie è oggi considerato un precursore della minimal music, dell’arte concettuale e delle avanguardie del XX secolo: un poeta del suono, capace di unire semplicità e mistero come pochi nella storia della musica.