Portare la cultura fuori dai luoghi d’élite e restituire alle note la loro capacità di creare comunità: con questo spirito torna a Torino il festival Sotto lo stesso cielo. La musica che include. Ideata da Lingotto Musica in coproduzione con la Fondazione Sermig – Arsenale della Pace, la rassegna raggiunge quest’anno la sua terza edizione, trasformando i quartieri di Aurora e Barriera di Milano in un cantiere diffuso di suoni, emozioni e partecipazione dal basso. Dal 23 al 25 ottobre, un lungo fine settimana ad ingresso gratuito animerà le chiese, i giardini e gli spazi dell’Arsenale della Pace grazie al sostegno del bando “Torino, che cultura!”
Per questo terzo capitolo, intitolato Consonanze a colori, la manifestazione sceglie di dedicarsi interamente all’universo dei più piccoli, dopo aver esplorato nelle edizioni precedenti i temi della multiculturalità e delle fragilità legate alla malattia o alla disabilità.
I colori della rassegna sono quelli con cui i bambini guardano e raccontano il mondo: è a partire dal loro sguardo che la musica si fa gioco, racconto e scoperta. Come sottolinea il direttore Luca Mortarotti, il cartellone intreccia pagine per pianoforte che rileggono l’infanzia attraverso gli occhi degli adulti a laboratori pensati per essere vissuti in prima persona dai più piccoli. Gli fa eco Mauro Tabasso, direttore del Laboratorio del Suono del Sermig, ricordando come per un bambino la musica sia meraviglia che prende forma, una magia capace di parlare al cuore con semplicità per piantare nelle piccole orecchie di oggi le emozioni e i ricordi più belli di domani.

Il viaggio prende il via venerdì 23 ottobre al mattino presso la Scuola dell’infanzia «I Piccoli della Pace» con La musica delle emozioni, un laboratorio curato da Daniele Pinato per esplorare il legame tra suono ed emotività attraverso giochi vocali e ritmici. La sera stessa, alle 20.30, l’Auditorium del Sermig ospita il recital di Gabriele Carcano, tra i pianisti italiani più apprezzati della sua generazione, impegnato in un programma che attraversa la percezione dell’infanzia da più prospettive: dalle Kinderszenen di Schumann ai Children’s Corner di Debussy, passando per i Poems di Larcher e due Improvvisi di Schubert.
La giornata di sabato 24 ottobre si apre al mattino nel Giardino delle Rose del Sermig con L’orchestra silenziosa delle piante, esperienza ideata da Davide Spina per bambini dai 4 ai 10 anni in cui sensori speciali traducono in suono le micro-variazioni elettriche della linfa, permettendo ai partecipanti di ascoltare la voce di un seme piantato e di assistere a un suggestivo dialogo tra un violino e la pianta stessa. Nel pomeriggio, l’attenzione si sposta sulla grande fiaba musicale con l’Orchestra dell’Arsenale della Pace diretta da Mauro Tabasso: dopo la Kindersinfonie di Angerer, l’orchestra propone Pierino e il lupo di Prokof’ev con la voce recitante di Lorenzo Branchetti, il celebre «Maestro Lorenzo», che coinvolge poi il pubblico in brani popolari insieme alle mascotte Maki e Lulu.
Il festival si avvia alla conclusione domenica 25 ottobre, cominciando al mattino con l’Open Singing per famiglie, un laboratorio di canto corale aperto a tutti condotto da Elisa Dal Corso con Ilaria Zuccaro per scoprire il piacere di cantare in gruppo. La rassegna si chiude infine alle 20.30 nella Chiesa di San Gioacchino con il concerto Guarda quella stella dei Piccoli Cantori di Torino, diretti da Elisa Dal Corso e accompagnati da Gianfranco Montalto. In scaletta spicca la toccante composizione La mia stella di Ivo Antognini, vincitrice del concorso SKJF 2015, che narra la traversata in mare di un bambino migrante, a suggello di un percorso interamente dedicato all’ascolto, all’empatia e all’inclusione.
Pier Sorel

