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Per l’Unione Industriale di Torino questa è “una città per investire”.

Pubblicato da alle 19:25 in Economia, galleria home page, Innovazione, Università | 0 commenti

Per l’Unione Industriale di Torino questa è “una città per investire”.

Circondata di ingenti forze di Polizia e Carabinieri la Nuvola, nuova sede della Lavazza, ha ospitato, al riparo dal sole, l’affollatissima  Assemblea generale dell’Unione Industriale di Torino. Molto attesa anche per l’iniziativa lanciata dall’Unione per accogliere idee e suggerimenti per il futuro della città. Domani.To il nome dell’iniziativa promossa via web, che ha raccolto oltre quattrocento voci; un esperimento mai fatto prima, sintomo di un’apertura nuova e necessaria per coinvolgere e individuare nuove energie. La capriata altissima della sala allestita per la riunione, contiene passato e presente del mondo manifatturiero. Il passato nelle mura e l’alta tecnologia nella trasformazione in luogo del presente.  La relazione del Presidente dell’Unione Dario Gallina, ha riscosso lunghi applausi e, ha messo in gioco, tra le altre, una proposta importante: candidare Torino come Capitale della cultura italiana per il 2021.  Di seguito una parte del suo discorso odierno. “La Nuvola è un nuovo luogo simbolo della Torino che crede nel proprio futuro.  Qui si fondono una lunga tradizione imprenditoriale di famiglia, uno sguardo rivolto al futuro e un legame forte con Torino. Il tema che abbiamo scelto per questa nostra assemblea è proprio il futuro della nostra Città. TORINO  Crediamo che un futuro migliore sia possibile.  Il format di quest’anno ci ha portati a coinvolgere le Istituzioni locali in un modo meno rituale rispetto al passato; anziché con il tradizionale saluto iniziale, abbiamo chiesto alla Sindaca Chiara Appendino e al Presidente Sergio Chiamparino di contribuire attivamente al dibattito nel corso della successiva tavola rotonda.  …abbiamo lanciato la Call for ideas chiamata DOMANI.TO e vogliamo tradurre le idee e i suggerimenti pervenuti dai torinesi, in progetti per il futuro della Città.  Abbiamo svolto un’ampia consultazione degli stakeholder del sistema locale, ed abbiamo raccolto le idee di valore che saranno approfondite e diffuse attraverso il blog OPEN UI e i canali Social.  L’elaborazione è stata affidata al Prof. Giorgio Barba Navaretti che ringrazio caldamente.  È inoltre doveroso ringraziare i Professori Giuseppe Berta e Domenico Siniscalco per i loro contributi; così come la Camera di Commercio di Torino per il sostegno ricevuto.  Mi preme sottolineare che non abbiamo, con questa iniziativa, alcuna intenzione egemonica e non coltiviamo nessuna ambizione politica.  Spero che ciò che abbiamo fatto col lavoro di questi mesi possa diventare, da subito, una buona base di partenza per tutti i soggetti che hanno a cuore Torino e che vogliono lavorare insieme.  Solo il lavoro in comune consentirà di ottenere dei risultati di valore. E per centrare l’obiettivo è necessario operare sulla frontiera della contemporaneità    Ciò significa essere una città aperta, profondamente integrata nell’economia globale, in grado di sfruttare sinergie significative con le altre città metropolitane del Nord Italia, Milano e Genova in primo luogo.  Significa anche essere una città inclusiva, capace di attrarre e integrare investimenti dall’estero e di esportare; di lavorare alla frontiera di tecnologia e ricerca, integrando industria e digitale, economia tangibile e intangibile.  Ma vuol anche dire essere un melting pot di discipline e specialità: industria e innovazione con la cultura, arte contemporanea e patrimonio dei musei, con le esperienze del sociale e del terzo settore, industria del food e del turismo.  Sono convinto che Torino, oggi più che mai, abbia questo nella propria missione, se vuole puntare al futuro.  Alla politica competono le scelte strategiche per ottenere crescita e benessere. ...

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Ultrasettantenni in pole position nelle aziende piemontesi.

Pubblicato da alle 11:19 in Economia, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Ultrasettantenni in pole position nelle aziende piemontesi.

Alle “pantere grigie” oltre 132.000 posti crescono le cariche aziendali degli over 70 Altro che “rottamazione” dei senior. Sarà per l’infinita crisi economica, sarà per la volontà di aiutare figli e nipoti, sta di fatto che, nelle tre regioni del Nord Ovest, le “pantere grigie” si tengono stretto il posto e, anzi, guadagnano posizioni. A prescindere dalla legge Fornero e con gioia del presidente Tito Boeri, che vede entrare nelle casse dell’Inps i contributi anche degli ultrasettantenni.   Già, perchè sono in aumento le cariche tenute nelle imprese dagli “over 70”. Il fenomeno emerge dai dati di Infocamere (Unioncamere). Al 31 marzo 2018, infatti, le cariche imprenditoriali tenute da persone con più di settant’anni nel Nord Ovest – cariche di amministratore o socio o titolare di azienda – sono risultate 132.386, oltre 4.000 in più rispetto alla stessa data dell’anno scorso. L’incremento è del 3,17%. In Piemonte le cariche ricoperte dagli “over 70” a fine marzo erano 91.323 (+2,9% rispetto al 31 marzo 2017), in Liguria 38.704 (+3,6%) e in Valle d’Aosta 2.359 (+3,4%). In particolare, per quanto riguarda la carica di amministratore, Infocamere ha rilevato che quelle detenute dalle “pantere grigie” erano 43.067 in Piemonte (41.439 un anno prima), 17.946 in Liguria (17.196) e 1.030 in Valle d’Aosta (984). Invece, le cariche di socio in capo a ultrasettantenni erano 23.509 (22.697) in Piemonte, 11.572 (11.233) in Liguria e 722 (696) in Valle d’Aosta. Infine, le cariche di titolare: Infocamere ne ha censite 18.125 (18.000) in Piemonte, 6.370 (6.179) in Liguria e 469 (456 in Valle d’Aosta). Disaggregando i dati per provincia, emerge che le cariche di amministratore tenute da ultrasettantenni a fine marzo 2018 erano 3.235 nell’Alessandrino (3.082 alla stessa data 2017), 1.682 nell’Astigiano (1.588), 1.919 nel Biellese (1.855), 5.602 nel Cuneese (5.374), 2.681 nel Novarese (2.575), 1.159 nel Verbano-Cusio-Ossola (1.100) e 1.128 nel Vercellese (1.062); 10.949 nella provincia di Genova (10.505), 2.357 nell’Imperiese (2.259), 1.928 nello Spezzino (1.807) e 2.712 nel Savonese (2.625) e nella provincia di Aosta 1.030 (984). Quanto alle cariche di socio, gli “over 70” ne avevano 2.321 nella provincia di Alessandria (2.240 al 31 marzo 2017), 1.033 nell’Astigiano (1.011), 2.096 nel Biellese (2.048), 2.181 nel Cuneese (2.124), 1.136 nel Novarese (1.110), 502 nel Verbano-Cusio-Ossola (493) e 989 nel Vercellese (937); 7.713 nella provincia di Genova (7.467), 1.335 nell’Imperiese (1.310), 1.055 nello Spezzino (1.013), 1.469 nel Savonese (1.443) e 722 nella provincia di Aosta (696). Infine, gli ultrasettantenni titolari di impresa, suddivisi per provincia, al 31 marzo 2108: Alessandria 2.987 (3.056 alla stessa data 2017), Asti 1.795 (1.818), Biella 560 (527), Cuneo 4.721 (4.646), Novara 815 (773), Verbania 384 (358), Vercelli 690 (662), Genova 2.966 (2.848), Imperia 21.281 (1.244), La Spezia 752 (730), Savona 1.371 (1.357), Aosta 469 (456). Rodolfo Bosio...

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Il volto di Torino Magazine in copertina per celebrare trent’anni di attività.

Pubblicato da alle 12:03 in Economia, Fashion, galleria home page, Pagine svelate | 0 commenti

Il volto di Torino Magazine in copertina per celebrare trent’anni di attività.

E’ dal 1998 che una testata racconta la città di Torino utilizzando un volto, una faccia, un viso di un persona nota dedicandogli lo spazio dell’intera copertina. Colto in primo piano, il personaggio, talvolta è capace di interpretare il momento, il carattere, l’indole, la natura di quella categoria sfuggente e inafferrabile che rappresenta la comunità dei cittadini di una piccola metropoli. Le foto rispettano il tratto individuale del prescelto e non trasformano mai le persone in personaggi, interpretando perciò al meglio la sottile diffidenza tipica del torinese che ama la ribalta per il tempo di un minuto per poi dedicarsi subito a cose concrete. Dietro a questa scelta c’è probabilmente molta della filosofia che guida una rivista al traguardo dell’età adulta: trenta primavere. Arrivandoci in piena salute, solida, apprezzata e vivace di curiosità leggera e  ben informata.    Per i suoi trent’anni cambia solo apparentemente modello e, in copertina mette se stessa. Fondo argentato, testo in rosso, anni di percorrenza in bianco in posizione centrale e 252 pagine di interviste esclusive e reportage con l’obiettivo di informare i torinesi, mostrando loro il meglio che Torino aveva e avrà da offrire. Uno storytelling corale che dal 1988 prosegue ancora oggi continuando ad animare e colorare il territorio. Dice il Direttore Guido Barosio “Se ci voltiamo indietro ad osservare il lavoro fatto non possiamo che farci prendere dall’emozione. Nelle nostre trentamila pagine abbiamo accompagnato la città nel suo cammino, abbiamo visto Torino trasformarsi e raccogliere tante sfide: le Olimpiadi, il Salone del Libro e quello del Gusto, i centocinquantanni dell’unità d’Italia, il rinnovamento urbanistico che oggi esibisce il grattacielo Intesa Sanpaolo, la nuova Porta Susa, la metropolitana e le OGR. E noi ci siamo stati sempre, abbiamo raccontato e abbiamo anticipatolo lo spirito dei tempi. Come quando Torino Magazine ha avvicinato la città a Expo 2015. Raccontare il patrimonio storico e culturale della città, documentare con attenzione il presente attraverso gli occhi dei protagonisti che nel corso del tempo si sono avvicendati tra le pagine e con questo spirito che oggi Torino Magazine si rivolge al futuro confermando il proprio legame con Torino.  Tiene a precisare Andrea Cenni, direttore editoriale della testata, «Questa è l’occasione per dire un grazie sincero a tutti i torinesi che in questi anni si sono ‘dati da fare’ in mille modi per questa città. sappiamo perfettamente che senza di loro Torino Magazine non sarebbe potuto esistere». Tornado ai volti che campeggiano le copertine di centinaia di numeri tornano in mente le parole di una canzone di Renato Zero che sembrano ben attagliarsi: Dietro questa maschera, c’è un uomo e tu lo sai! L’uomo di una strada che è la stessa che tu fai. E mi trucco perché la vita mia, non mi riconosca e vada via… Ogni giorno racconto la favola mia La racconto ogni giorno, chiunque tu sia… E mi vesto di sogno per darti se vuoi, L’illusione di un bimbo che gioca agli...

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Riccardo Gualino imprenditore ed umanista. Il Centro Studi Piemontesi edita una nuova biografia.

Pubblicato da alle 16:18 in Economia, Pagine svelate, Prima pagina | 0 commenti

Riccardo Gualino imprenditore ed umanista. Il Centro Studi Piemontesi edita una nuova biografia.

All’inizio dell’anno alla Galleria Sabauda, museo reale che deve molto alla donazione dell’imprenditore mecenate biellese Riccardo Gualino, amante dell’arte e finanziatore del cinema di Federico Fellini e Mario Sodati, tramite la sua Lux cinematografica che metteva in scena anche gli spettacoli di Erminio Macario nel Teatro di Torino in via Verdi, prima lo Scribe, nato sotto l’egida del biellese è stata presentata un’aggiornata biografia su Riccardo Gualino edito dal Centro Studi Piemontesi. La biografia gualiniana dell’economista Claudio Bermond riempe un vuoto nella letteratura documentaria sotto la Mole e va ad affiancarsi  alla recente biografia dell’imprenditore umanista di Valerio Occhetto, già responsabile della settore Storia della Rai su Adriano Olivetti. Mancano ancora all’appello una biografia attendibile, come le suddette, sul risorgimentale Costantino Nigra e sull’intellettuale irregolare, Giacomo Noventa,  amico di Gramsci e Gobetti. Peccato perché si tratta di uomini che vissero nelle più vivaci dal punto di vista artistico e politico di Torino. Nigra, come si sa, fu uomo politico risorgimentale come lo fu Quintino Sella, zio della famiglia di banchieri biellesi in ottimi rapporti sia con Gualino che con Olivetti. Entrambi furono travolti da grandi crack finanziari del Novecento, forse perché erano imprenditori lungimiranti che non guardavano al profitto come fine, ma come mezzo.  Alla bancarotta  si sono opposti con le forze che ancora gli restavano dopo una vita inimitabile. Gualino perché liberale, pure in economia, si era opposto all’economia autarchica del Ventennio e per questo mandato al confino a Lipari. L’Olivetti fu affossata – con molte probabilità – dalle speculazioni di Carlo De Benedetti e Roberto Colaninno. Allora non c’era il recente fondo interbancario in favore della finanza: il cosiddetto decreto salvabanche. E Claudio Bermond alla Galleria sabauda lo ha fatto ben capire, illustrando in un incontro l’avventura finanziaria del biellese manager della Banca Agricola Italiana, confluita nell’Istituto bancario San Paolo. Nel suo libro spiega come il Duce lo tenesse d’occhio, attraverso l’Iri e la Banca d’Italia. Un po’ come è stato fatto ora con Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca. L’obiettivo dei governi è sempre stato quello di monitorare il sistema creditizio. La stringente attualità di Gualino, ma anche di Olivetti, la cui gloriosa azienda è appena stata sotto processo per le morti di amianto, sta proprio qui. Curiosa coincidenza è, poi, che la redazione torinese del Corriere della sera aperta da un mese si trovi proprio in Galleria San Federico dove Riccardo Gualino incontrava Mario Sodati e Felice Casorati che lo riconoscevano come il mecenate per eccellenza. Accanto a a piazza San Carlo c’è ancora il cinema Lux che almeno nel nome ricorda la casa cinematografica gualiniana, fiore all’occhiello della Settima arte tra le due guerre. Amedeo Pettenati...

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Una delle voci italiane più influenti dell’Unione Europea al Polo del ‘900: Beatrice Covassi.

Pubblicato da alle 12:17 in DOXA segnalazioni, Economia, galleria home page | 0 commenti

Una delle voci italiane più influenti dell’Unione Europea al Polo del ‘900: Beatrice Covassi.

Beatrice Covassi è ambasciatrice del governo di Bruxelles ora guidato da Jean-Claude Juncker ed​ è una delle voci italiane più autorevoli ed influenti nella Ue grazie ad​ un’esperienza quindicennale nelle istituzioni e nella diplomazia europea. E’ stata a Torino per inaugurare il progetto integrato del Polo del ‘900 sull’Europa coordinato dalla Fondazione Carlo Donat-Cattin. Covassi ha riconosciuto la difficoltà del momento vissuto ma evidenziato come questo momento difficile sia anche”un’opportunità per ripensare a come costruire insieme il futuro”. Fondamentale è il dialogo per comprendere meglio, ma anche lavorare sulla “percezione” delle minacce, come nel caso della crisi dei migranti, con “un numero di arrivi in Italia che quest’anno non ha subito aumenti. Sono numeri che restano importanti ma che sono contenuti rispetto alle previsioni più allarmistiche”. Ci può dire quali sono le aspettative e i timori della Commissione sull’attualità politica italiana? Seguiamo gli sviluppi con grande attenzione e interesse. Come ha ribadito il presidente Juncker siamo fiduciosi che il presidente Mattarella saprà trovare la quadra istituzionale, compito non facile. Le tempistiche saranno importanti​: la Commissione non vuole mettere fretta, ma è utile ​ricordare che a giugno ci sarà un Consiglio particolarmente rilevante. Oggi è in corso un dibattito fondamentale sul futuro dell’Unione e le sue prospettive finanziarie. Un Paese come l’Italia ha tutto l’interesse a stare nei tavoli negoziali giusti al momento giusto. Una delle grandi sfide che metterà alla prova il progetto europeo è la Difesa Comune. A che punto siamo? Credo che il risultato più concreto raggiunto su questo fronte sia il Fondo Europeo per la Difesa, che comprende il finanziamento della ricerca e la condivisione di attrezzature e know how. Il costo della “non Europa” nel settore della Difesa è altissimo e crea delle enormi economie di scala. In futuro ci sarà la possibilità di fare appalti congiunti a livello europeo. Se siamo arrivati qui è perché non siamo partiti dalle dichiarazioni di principi ma dal progetto comunitario.   Le elezioni italiane sono state l’ennesima tornata elettorale in Europa che ha visto crescere le forze euroscettiche. Come rilanciare il messaggio europeista? Serve una nuova narrativa che racconti un’Europa di crescita, di opportunità, non solo l’Europa dell’austerità e delle regole. Ma soprattutto serve uno scatto ulteriore, di cui la Commissione vuole essere partecipe: riconnettere i cittadini con le istituzioni, riscoprire un’Europa dei popoli, per far tornare i cittadini europei protagonisti, anche in vista delle elezioni europee del 2019. Rimangono però ferite aperte come la Brexit. Quali sono le maggiori difficoltà incontrate nel corso dei negoziati fra Commissione e Downing Street? La difficoltà maggiore per i negoziatori è stata dover rescindere una serie di rapporti giuridicamente complessi, coltivati per oltre quarant’anni. A questo si è aggiunto il dato politico: ci sono state delle pressioni, soprattutto da parte inglese, per muoversi in direzioni non sempre chiare. Ultimamente il governo britannico ha dichiarato che uscirà da tutto, compresa l’unione doganale, smentendo voci che circolavano negli ultimi tempi. Il nostro negoziatore capo Michel Barnier ha sempre ribadito l’importanza delle tempistiche: il 29 marzo del 2019 il Regno Unito uscirà dall’Ue, non abbiamo un tempo indefinito per negoziare l’uscita. Bisogna procedere in modo spedito.Innanzitutto la definizione del “divorzio” finanziario su cui serve far chiarezza. Poi i diritti dei cittadini, che devono essere reciprocamente garantiti. Infine la delicata questione irlandese: è fondamentale mantenere il Good Friday Agreement e non...

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La delegazione torinese della Fondazione Veronesi al suo terzo charity event per l’oncologia pediatrica.

Pubblicato da alle 13:29 in EATpiemonte, Economia, Eventi, Prima pagina | 0 commenti

La delegazione torinese della Fondazione Veronesi al suo terzo charity event per l’oncologia pediatrica.

La Responsabile della Delegazione di Torino di Fondazione Umberto Veronesi, Adele Artom, ha mostrato ancora una volta il suo impegno nei confronti dell’oncologia pediatrica, organizzando la terza edizione della cena di gala torinese. L’evento di raccolta fondi si è tenuto nella serata di mercoledì 16 maggio presso il Castello di Rivoli, in Piazzale Mafalda di Savoia a Rivoli, e la giornalista Cristina Parodi è stata la conduttrice della serata.   “L’annuale cena di raccolta fondi rappresenta un evento importante perché i torinesi dimostrano con la loro partecipazione di essere legati alle iniziative di Fondazione e soprattutto perché i fondi sono destinati a Gold for Kids, il progetto a sostegno dell’oncologia pediatrica. L’anno scorso abbiamo finanziato la creazione di una rete di collegamento tra presidi territoriali e centri per l’oncologia pediatrica mentre quest’anno la sfida è avviare un protocollo internazionale di cura sulla leucemia linfoblastica acuta. Sono progetti ambiziosi che però grazie alla generosità dei torinesi potranno trovare una realizzazione. La delegazione si occupa anche della prevenzione nei giovani e per questo abbiamo fatto un incontro divulgativo con studenti degli ultimi anni dei licei. Altrettanto importante è stato l’incontro sui vaccini e quello relativo alle dipendenze. La nostra delegazione è molto attiva su molti fronti ed io sono una convinta sostenitrice delle idee del grande Professor Umberto Veronesi e tutte noi della delegazione di Torino speriamo di poter realizzare, almeno in parte, alcuni dei suoi meravigliosi sogni” – ha affermato Adele Artom, Responsabile della Delegazione di Torino, in occasione della annuale cena di raccolta fondi.     Per maggiori informazioni è possibile contattare la Delegazione di Torino di Fondazione Umberto Veronesi all’indirizzo email:...

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[ Non ] Capire il Paesaggio. Un convegno tra Università di Torino e l’Industrial Landscape Biella

Pubblicato da alle 14:01 in DOXA segnalazioni, Economia, Eventi, galleria home page | 0 commenti

[ Non ] Capire il Paesaggio. Un convegno tra Università di Torino e l’Industrial Landscape Biella

La Compagnia di San Paolo ha lanciato una linea di finanziamento per progetti proposti da gruppi di studio delle Università piemontesi che abbiano potenziali ricadute di interesse sul territorio piemontese o sue parti. Una valente opportunità per le unità di ricerca dell’università, in perenne fame di risorse ; e forse anche un’occasione di riscatto per i frequentatori di materie considerate normalmente troppo astratte e distanti dalle esigenze che animano la società fuori dalle mura dell’accademia. E’ così che un gruppo di filosofi estetici e teorici dei media, capeggiato dal professor Federico Vercellone, ha elaborato  « ILaB – Industrial Landscape Biella ».   Trattasi di un progetto interdisciplinare che ha come obiettivo di studiare i processi di identità e di reciproco riconoscimento alla luce delle loro tracce sul paesaggio. Già la filosofia politica si occupa di identità e di riconoscimento, in termini di conflitto tra forze sociali, di riconoscimento dei diritti e di istituzioni, etc. La novità del progetto ILaB è doppia. Da una parte, esso si propone, sotto il profilo teorico, di legare il dibattito sul riconoscimento (i cui riferimenti sono Habermas, Honneth, Ricœœur) allo stato sesibile dei luoghi. Profondi cambiamenti economici, sconvolgimenti occupazionali, ma anche evoluzioni demografiche, religiose e culturali possono mettere in crisi i rapporti di reciproco riconoscimento interni a una comunità, nonché la percezione di sé e del proprio luogo di appartenenza nel contesto di un mondo che cambia troppo rapidamente. Lo studio estetico interviene a questo punto, nella misura in cui è in grado di cogliere, nelle trasformazioni sensibili del paesaggio, nelle sue ferite e cicatrici, nelle tracce di ciò che c’era e non è più e nei segnali di ciò che potrebbe essere, ma non è ancora, lo stato di un’identità culturale e i suoi orizzonti di possibilità. La seconda novità è rappresentata dal fatto che questo studio teorico viene svolto in concomitanza con un lavoro di campo, svolto da un assegnista di ricerca. L’obiettivo è quello di comprendere le trasformazioni del paesaggio attraverso le interpretazioni che ne danno gli attori che ogni giorno hanno a che fare con esse. Sono stati intervistati per ora una quindicina tra istituzioni pubbliche, rappresentanze sindacali e datoriali, fondazioni culturali e associazioni informali. La prima restituzione del lavoro svolto finora si terrà durante il convegno « (NON) capire il paesaggio », che si terrà il 25-26 maggio presso la sede di Cittadellarte-Fondazione Pistoletto, nell’ambito della manifestazione artistica da quest’ultima organizzata: « Arte al Centro ». Il convegno presenta un parterre di relatori di primo livello, dal notissimo antropologo Marc Augé al celebre studioso dei media Peppino Ortoleva, dallo studioso di public management alla Bicocca Giorgio Bigatti al professore di meccanica applicata dell’Istituto Superiore Sant’Anna Massimo Bergamasco, dallo stesso Federico Vercellone alla docente di storia del cinema Chiara Simonigh, i quali si alterneranno tra la mattina del 25 e la mattina del 26. Il pomeriggio del 25, invece, sarà svolto nella forma di tavoli di lavoro, aperti a tutti, in cui in particolare gli attori e stakeholders locali saranno invitati a ragionare insieme su un obiettivo pratico comune : la realizzazione di un itinerario turistico di patrimonio industriale, la messa in rete degli archivi tessili, la demolizione intelligente di capannoni abbandonati inutilizzabili sono solo alcuni esempi che saranno sottoposti alla pubblica discussione. Il convegno, aperto al pubblico, rappresenta una sfida per pensare in modo proattivo il cambiamento...

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I Mille questa volta sono alberi e sbarcano tutti a Torino.

Pubblicato da alle 11:57 in Economia, Innovazione, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

I Mille questa volta sono alberi e sbarcano tutti a Torino.

Saranno gli Acer Campestre, i Celtis Australis, i Quercius Robur e i Sobus Aucuparia a trovare nuova dimora in città. Infatti è‘ prevista per domenica 20 maggio – condizioni climatiche permettendo – con inizio verso le ore 10 fino alle 13, la piantumazione da parte di cittadini volontari  di 600 nuovi alberi – che si aggiungono agli altri 600 piantati a novembre – nello spazio verde di via Gorini 50, nei pressi dell’inceneritore, tangenziale sud, non lontano dal cimitero.  L’intervento sarà svolto in collaborazione con i tecnici del Comune e il gruppo Badili Badola Guerrilla Gardening (Official) Turin. Piante, pale e zappe saranno messe a disposizione dal Servizio Verde Pubblico della Città di Torino. L’invito a partecipare da parte della Città è rivolto a tutti i torines e per via social, chi è interessato a prendere parte a questa iniziativa, può selezionare “parteciperò” all’evento su Facebook. Una parte degli alberi che troveranno dimora in via Gorini è stata acquistata grazie al contributo di compensazione della “carbon footprint”, dalla società IRIS srl nell’ambito del progetto di ricerca “BOREALIS”: un laboratorio condiviso a livello europeo da centri di ricerca di sei Paesi e finanziato dall’Unione europea (Horizon 2020, Grant Agreement n°636992) per realizzare una macchina in grado di produrre componenti metallici complessi in “produzione additiva”, ovvero con tecniche di stampa in 3D. L’intervento di Borealis prevede il contributo alla Città di Torino di seimila euro per l’acquisto e la messa a dimora di alberi, che troveranno casa in via Gorini. Quello del 20 maggio è il quarto appuntamento di “1000 Alberi a Torino”, e segue quelli del 21 novembre 2016, in Circoscrizione 6 (lungo Stura Lazio) e del 14 maggio 2017, in Circoscrizione 8 (via Zino Zini); il primo appuntamento in via Gorini è stato il 19 novembre 2017. Pier Sorel   In caso di maltempo l’iniziativa sarà...

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Lavoro. La Fondazione Asti Musei cerca il suo primo direttore.

Pubblicato da alle 18:53 in Economia, Eventi, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Lavoro. La Fondazione Asti Musei cerca il suo primo direttore.

La Fondazione Asti Musei cerca il suo primo direttore. Chi aspira all’incarico può presentare la propria candidatura alla Praxi, la prestigiosa società specializzata nella ricerca e selezione delle risorse umane, cliccando: http://recruitment.praxi/Ricercheaperte/Dettaglio/15632/ES10582/Direttore-Fondazione-Asti-Musei. La risorsa, in possesso di adeguate competenze ed esperienze di management nel settore culturale, sarà chiamata a partecipare alla definizione degli assetti organizzativi della neo costituita Fondazione per poi curarne la gestione operativa. Alla Fondazione Asti Musei, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e dal Comune, saranno conferiti alcuni specifici edifici, musei e luoghi di particolare interesse storico-culturale, con gli obiettivi di una gestione integrata e sinergica, di una maggiore valorizzazione e promozione del patrimonio culturale locale e di un incremento dei visitatori e dei...

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Gli studenti dell’Istituto Ettore Majorana di Moncalieri incontrano il Congo e la sua economia.

Pubblicato da alle 18:02 in Economia, ONG piemontesi, Prima pagina | 0 commenti

Gli studenti dell’Istituto Ettore Majorana di Moncalieri incontrano il Congo e la sua economia.

  Perché un uomo decide di spendere la propria esistenza per realizzare un sogno? Perché marciare senza mai arrivare e arrivare per poi ripartire? Perché parlare di un paese ricco – anzi tanto ricco! –  annientato dalla ingordigia delle società multinazionali e dalle guerriglie locali?    Perché John  Mpaliza non poteva più stare zitto e perché è un uomo che crede nel valore della pace. Si può sperare in un cambiamento? Si può migliorare uno status quo che impoverisce civilmente l’uomo e la società? Sì può dare un futuro ad un paese– il Congo – dilaniato da una guerra senza fine, inumana e silenziosa? John Mpaliza è fiducioso e non demorde. Un passo guadagnato è una piccola vittoria e ogni singola voce può essere importante per arrivare lontano.  Una marcia per la rinascita, dunque, di tutti i popoli oppressi dai sistemi politici ed economici, che annientano le civiltà e le dignità dell’essere umano. John Mpaliza ci crede e percorre le strade di tutta Europa per incontrare giovani e adulti, per risvegliare quella coscienza sopita di giustizia sociale, doverosa e necessaria per proteggere il bene dell’uomo. Gli studenti dell’I.I.S. Ettore Majorana di Moncalieri, sezione Tecnico-Economica lo hanno incontrato. E non è stato un incontro che passa in sordina. Attenti ed interessati hanno ascoltato la sua storia, conosciuto le sue battaglie, condiviso le sue paure e le sue speranze. Ingegnere informatico di 49 anni John  Mpaliza è nato a Bukavu nella Repubblica Democratica del Congo. Cittadino italiano a tutti gli effetti ha lavorato come programmatore informatico presso il Comune di Reggio Emilia. Circa sette anni fa ha deciso di lasciare tutto e di dedicarsi pienamente alla causa del suo popolo. Gira a piedi per l’Europa per parlare dell’oppressione della sue gente. Il suo intento? Sensibilizzare persone ed istituzioni sulla reale situazione di sfruttamento del popolo congolese, promuovere una’economica più responsabile e presentare una petizione al Parlamento Europeo di Bruxelles sulla tracciabilità del cobalto e del coltan e sulla necessità impellente di far cessare un genocidio che sta distruggendo un’intera nazione. Perché? Perché il Congo è un paese ricco di risorse minerarie e soprattutto di coltan, un materiale strategico per l’economia mondiale. Il coltan ottimizza le prestazioni dei circuiti elettrici presenti nei chip di cellulari, tablet, pc, consolle, airbag, fibre ottiche, attrezzature chirurgiche, macchine fotografiche, laptop. Tutti i moderni apparecchi dell’hi-tech. Ma per estrarlo vengono schiavizzati – anche da  gruppi mercenari locali – civili innocenti, soprattutto donne e bambini. Scavano a mani nude, per ore ed ore, alla  ricerca di questo materiale fortemente radioattivo che a lungo andare provoca la morte. Il Congo possiede circa l’80% delle riserve mondiali di coltan e tutte le grandi multinazionali sono interessate ad estrarlo, a qualunque costo. A discapito del popolo congolese, sfruttato e condannato anche dall’inerzia del governo locale. John Mpaliza marcia anche per informare soprattutto i giovani sull’utilizzo improprio dei mezzi elettronici. Agli studenti ha ribadito l’importanza della riparabilità e del riciclo, della spesa intelligente, del giusto valore da dare alle cose materiali. E’ bene pensare alle persone che partecipano per costruire il nostro benessere. Un piccolo passo, quello di ognuno, che se ben fatto può salvare molte vite umane. Maria Giovanna...

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