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La Palazzina di Caccia di Stupinigi riapre l’Appartamento del Re: fulgente bellezza settecentesca.

Pubblicato da alle 12:53 in Economia, Eventi, galleria home page, Mostre | 0 commenti

La Palazzina di Caccia di Stupinigi riapre l’Appartamento del Re: fulgente bellezza settecentesca.

“Oggi la Fondazione CRT riconsegna alla fruizione di tutti la bellezza dell’Appartamento del Re della Palazzina di Caccia di Stupinigi –  afferma il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia –. Questo nuovo traguardo, dopo il recente recupero dell’Appartamento della Regina, è l’ultimo tassello di un più ampio intervento avviato 30 anni fa dalla Cassa di Risparmio di Torino e portato avanti dalla Fondazione CRT, per salvare una Reggia Sabauda che è patrimonio dell’umanità. Abbiamo la responsabilità di tutelare l’eredità che viene dal passato, trasformandola in un bene contemporaneo e vivo”. Riapre al pubblico domani, dopo 13 anni, l’Appartamento del Re nella Palazzina di Caccia di Stupinigi, restituito al suo originario splendore grazie a 10.000 ore di lavoro. L’intervento è stato interamente finanziato dalla Fondazione CRT, storicamente il principale sostenitore privato del grande progetto di recupero e valorizzazione della Residenza Sabauda con un investimento complessivo di circa 20 milioni di euro, e realizzato in collaborazione con la Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino.   “L’intervento di restauro dell’Appartamento del Re nella Palazzina di Caccia di Stupinigi conclude il recupero di tutti gli ambienti del corpo centrale della residenza sabauda – dice Adriana Acutis Presidente di Consulta –. Un passo importante nel cammino di recupero della Palazzina reso possibile dalla collaborazione fra Imprese, Istituzioni e Soprintendenza, finanziato dalla Fondazione CRT, socio fondatore di Consulta. Consulta, incaricata della progettualità e della gestione dell’intervento, è lieta di questa collaborazione costante nel tempo finalizzata alla rinascita della residenza, Patrimonio Unesco dell’Umanità, consapevole delle grandi potenzialità ancora inespresse a favore del territorio di questo gioiello sabaudo”.     L’intervento sull’Appartamento del Re ha riguardato il restauro degli apparati decorativi fissi, in particolare dei dipinti murali delle volte e delle pareti, delle boiserie dipinte e dorate, della tappezzeria novecentesca, della carta da parati, dei serramenti, dei camini e della pavimentazione in seminato alla veneziana.   Il restauro sugli sguinci delle aperture dell’Anticamera ha riportato alla luce l’originaria decorazione settecentesca, di grande impatto formale e cromatico. Le indagini conoscitive eseguite sulle volte dell’Anticamera e della Camera da letto, dipinte dal 1737 al 1739 da Michele Antonio Milocco, il cui restauro è stato completato unitamente a quello sui cornicioni, hanno fornito interessanti informazioni sullo stato di conservazione e sulla tecnica esecutiva.    Riportata al suo splendore anche tutta la boiserie dell’Appartamento, in gran parte di fattura settecentesca, che presentava in particolare sulle porte gravi problemi conservativi con sollevamenti importanti. Si è proceduto alla pulitura e al consolidamento delle superfici in legno dipinto e dorato – che ha riportato cromie e dorature all’antico fulgore – e all’esecuzione di piccole stuccature e integrazioni cromatiche della foglia d’oro. Sono inoltre stati restaurati tutti i dipinti su tela delle sovrapporte: le opere di Domenico Olivero dell’Anticamera e quelle della Galleria e del Gabinetto da toeletta. “Con il restauro dell’Appartamento del Re si aggiunge un nuovo, essenziale tassello al lungo percorso di recupero e valorizzazione della Palazzina di Caccia di Stupinigi – dichiara Luisa Papotti, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino –. Ci viene restituito nella sua interezza il fastoso corpo centrale, ideato da Juvarra per essere un ‘luogo magnifico’, una cornice di respiro teatrale adatta ad accogliere sia le feste ed i balli della corte, sia la vita segreta dei sovrani, in un’ariosa sequenza di sale e gabinetti via via più nascosti. Lo splendore delle sale restituite testimonia oggi non soltanto...

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La Lirica occupa – simbolicamente – le Sovrintendenze. Ridiscutere la riforma è l’obiettivo.

Pubblicato da alle 12:01 in DOXA segnalazioni, Economia, Eventi, Musica, Prima pagina | 0 commenti

La Lirica occupa – simbolicamente – le Sovrintendenze. Ridiscutere la riforma è l’obiettivo.

Riceviamo e pubblichiamo da: le OO.SS. territoriali di Torino e le RSU del Teatro Regio di Torino Per rilanciare il ruolo della lirica, per tornare a essere un Paese che attrae le eccellenze e per bloccare l’attuale fuga degli artisti, il giorno la Sovrintendenza del Teatro Regio di Torino verrà occupata simbolicamente, contemporaneamente all’occupazione delle Sovrintendenze di tutte le 14 Fondazioni Lirico-Sinfoniche Italiane. In quella sede, i Segretari territoriali CGIL, CISL, UIL, FIALS e le RSU del Teatro Regio di Torino consegneranno un documento sindacale unitario nazionale al Sovrintendente Walter Vergnano. Inoltre, dalla Sovrintendenza del Teatro Regio di Torino, le segreterie OO.SS. e le RSU terranno una conferenza stampa per spiegare la grave situazione generata dall’articolo 24 della legge 160/2016 che intende declassare i teatri che non raggiungeranno il pareggio di bilancio. Le Fondazioni Liriche da tempo sono interessate da una crisi debitoria, principalmente dovuta alla progressiva riduzione delle risorse pubbliche.  I provvedimenti legislativi, emanati fino a oggi dal Governo Italiano, hanno indicato quale soluzione a questo problema il taglio del costo del lavoro. Questo intervento non ha ridotto i debiti ma ha comportato la perdita di posti di lavoro, la riduzione degli stipendi dei lavoratori e la chiusura dei corpi di ballo, oltre a esternalizzazione dei servizi, interruzioni di attività e aumento della precarietà. Noi chiediamo di discutere una vera riforma delle Fondazioni Liriche, che abbia come base la tutela dei dipendenti, la garanzia di contributi pluriennali basati su un forte coordinamento tra le risorse nazionali e quelle locali, la garanzia di una governance trasparente e un’attenta vigilanza da parte del Ministero. le OO.SS. territoriali di Torino  e le RSU del Teatro Regio di...

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A Palazzo Madama il convegno Affidarte. Arte, mercato, finanza, collezionismo e nuovi servizi.

Pubblicato da alle 11:58 in Economia, Eventi, Innovazione, Prima pagina | 0 commenti

A Palazzo Madama il convegno Affidarte. Arte, mercato, finanza, collezionismo e nuovi servizi.

Presentato a Palazzo Madama un nuovo progetto che estrae valore finanziario dalle opere d’arte e offre servizi di avanguardia al collezionismo pubblico e privato.   Si è svolta nella prestigiosa Aula del Senato di Palazzo Madama di Torino il convegno su arte e mercato dal titolo Affidarte, un nuovo paradigma sul valore dell’arte.  Il convegno, svoltasi alla presenza di un folto pubblico di professionisti e collezionisti, è stato organizzato da Azimut Capital Management, società del Gruppo Azimut – la più grande realtà finanziaria indipendente nel mercato italiano quotata alla Borsa di Milano con un patrimonio di oltre 46 miliardi di euro – e  da Cofircont Compagnia Fiduciaria ed è stato coordinato da Michele Muscolo, amministratore delegato di e ha coinvolto un panel di autorevoli relatori formato da istituzioni ed esperti d’arte, di finanza, legali, fiscali, fiduciari e di servizi di casa d’asta e depositari di opere d’arte. La prima parte del convegno ha proposto uno stato dell’arte sui beni culturali in Italia, analizzando le diverse forme di collezionismo che hanno dato origine a musei e raccolte private e sul significato, anche filosofico, di possesso e di fruizione di un bene artistico da parte del singolo e delle comunità, concetto brillantemente espresso da Carolyn Christov-Bakargiev, Direttore del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e Direttore di GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino.  Le opere d’arte sono state quindi analizzate nei passaggi ereditari come beni mobili, oggetti di passaggi di proprietà resi fluidi dalle aste e da movimenti di mercato, spesso limitati dai vincoli posti dalle Soprintendenze alla circolazione internazionale delle opere, rendendo di fatto molti beni vincolati, cioè soggetti a tutela per effetto di un formale provvedimento di dichiarazione di interesse culturale. Questi argomenti sono stati analizzati da un punto di vista giuridico ed economico da Giulio Biino, Presidente del Consiglio Notarile di Torino, e Luca Asvisio, Presidente dell’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino e Provincia. Fulvia Tesio, Dottore Commercialista e Revisore Contabile ha invece ricordato i punti cardine dell’Art Bonus, provvedimento che consente un credito di imposta, pari al 65% dell’importo donato, a chi effettua erogazioni liberali a sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano. Paolo Martini, Amministratore Delegato Azimut Capital Management e Co-Direttore Generale Azimut Holding ha quindi introdotto il tema dell’arte nei servizi di wealth planning, argomento che è stato al centro dei lavori pomeridiani e che ha svelato un progetto del tutto nuovo, presentato in anteprima sul territorio nazionale, relativo alla possibilità di utilizzare le proprie opere d’arte per ottenere liquidità senza ricorrere necessariamente alla loro vendita. Oggi in Italia l’opera d’arte non viene di fatto accettata a garanzia per ottenere finanziamenti e il possessore di un’opera che abbia necessità finanziarie anche di breve periodo spesso si trova costretto a “svenderla”, andando incontro ad altissimi costi e privandosi di un bene di affezione. Stefano Zorzi, esperto d’arte e collezionista, ha presentato Fidartis, progetto che si propone di “liberare valore” dalle opere d’arte attraverso un’assistenza (nell’ambito di un affidamento e una fiducia condivisa, come giustamente evoca il nome scelto) in tutto il processo di gestione finanziaria e di conservazione del bene, in modo da consentire al privato, ma anche al soggetto pubblico, di utilizzare le opere d’arte al pari di valori mobiliari. Il progetto si avvale di un network integrato di molteplici...

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A Stoccarda con la nuova Mercedes Classe E. Dove tutto ebbe inizio…

Pubblicato da alle 18:14 in Economia, Innovazione, MotorInsider, Prima pagina, Sport | 0 commenti

A Stoccarda con la nuova Mercedes Classe E. Dove tutto ebbe inizio…

  Come sono cambiati i tempi? Basta fare il paragone fra il viaggio di ritorno dalla Mille Miglia 1956 a bordo delle – all’epoca – rivoluzionarie Mercedes 220 Ponton (vittoria di classe) dall’Italia verso Stoccarda, quartier generale della Casa della Stella a tre punte e quello che abbiamo fatto oggi, quasi 60 anni dopo, sullo stesso percorso ma a bordo dell’erede più prossima di quelle berline di lusso che però erano state in grado di imporsi anche in una gara massacrante, la nuovissima Classe E220d (motore a gasolio di 2 litri da 194 CV), declinata nell’esclusivo allestimento “Tribute To Ponton 1956”, creato in soli 10 esemplari appositamente per l’ufficio stampa Mercedes Benz italiano – le vetture saranno press supporter alla prossima Mille Miglia – basate su un allestimento “AMG Style” e caratterizzate dalla doppia stella sul frontale e dalla targhetta identificatica interna.   Fra queste due vetture, idealmente nonna e nipote, c’è veramente un’abisso: all’epoca, nonostante la Ponton – nome che indicherà da qui in poi la carrozzeria integrata come la intendiamo tuttora, senza i tipici e massicci passaruota separati dell’anteguerra – fosse fra le vetture più all’avanguardia, si andava lenti e le strade non erano quelle senza intoppi (per lo meno fuori dall’Italia) di oggi – ma almeno non c’era il traffico che abbiamo trovato. E poi i sistemi di sicurezza non esistevano, servosterzo e servofreno nemmeno contemplati, figuriamoci l’aria condizionata. La nostra E 220d invece è quanto di più confortevole, lussuoso e tecnologico oggi possa circolare su gomma e un viaggio di 1100 km in meno di due giorni diventa come per incanto un piacere, perfino le code intorno alle inaspettatamente affollate città svizzere. Col suo motore gasolio relativamente compatto (4 cilindri) e lo straordinario cambio automatico a 9 rapporti, si viaggia nella più totale souplesse, nel silenzio e consumando come un triciclo a pedali… almeno fin quando i limiti imbarazzanti delle autostrade svizzere non ci permettono altro, poi viene il bello: in modalità dinamica sport (ancora meglio la sport+, che regola elettronicamente assetto, ammortizzatori, risposta del cambio e angolo di attacco dell’acceleratore), il diesel sfodera senza troppi complimenti i suoi 190 CV, schiacciando sul gas il cambio “tira” per bene le marce e i 200 km/h si raggiungono in men che non si dica e pure a quella velocità si ha l’impressione di muoversi appena (complice anche l’assetto perfetto, grazie ai cerchi da 19” e alle sospensioni pneumatiche Air Body Control, che tengono sotto controllo lo stato della strada e regola il comportamento degli ammortizzatori di conseguenza). Intendiamoci, non siamo a bordo di una vettura sportiva, per quello ci pensano le versioni coupé o le supervitaminizzate AMG, però la sensazione di trovarsi su di un oggetto prestigioso, coccolante e appagante, c’è tutta. Eppure finora abbiamo parlato di caratteristiche che accomunano un po’ tutte le berline di lusso: cosa ha di diverso quindi, questa nuova Classe E? Una “diavoleria” elettronica che però ci è piaciuta tantissimo: la guida assistita, in pratica un cruise control evoluto (chiamato Drive Pilot) che, oltre a mantenere costante la velocità impostata, frena da solo la vettura se di fronte ha un mezzo più lento ma soprattutto, leggendo la segnaletica sulla carreggiata, imposta autonomamente le curve delle strade a scorrimento veloce e ruota da solo il volante e, addirittura, sorpassa o rientra secondo...

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Il road show del Presidente di Federlegno arriva in Piemonte per incontrare gli imprenditori.

Pubblicato da alle 12:07 in Economia, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Il road show del Presidente di Federlegno arriva in Piemonte per incontrare gli imprenditori.

  Non proprio delle teste di legno i piemontesi, infatti il Piemonte esporta nel settore Mobile il 40% della sua produzione; dal 2009 a oggi le sue esportazioni sono cresciute del 51% e le importazioni hanno subito solo una lieve flessione (-7%). Le destinazioni principali sono: Francia (36% del totale esportato) poi Svizzera e Spagna. Le importazioni maggiori invece arrivano dalla Cina (18%)e dalla Germania (14%). I principali Paesi dai quali il Piemonte importa le materie prime sono Austria (23%), Francia (16%) e Germania (9%). Le esportazioni del Legno invece sono dirette in Francia (con una quota del 14%), Germania e Svizzera. La provincia di Torino è la più rappresentativa per la filiera Legno Mobile: al primo posto in entrambi i settori per numero di imprese, numero di addetti e fatturato prodotto. Qui sono concentrate le principali società di capitale, diversamente dal resto della regione dove invece prevalgono le piccole realtà di tipo artigiano.   “La filiera del legno arredo sfiora i 41 miliardi di euro di fatturato, facendo registrare significativi segnali di presa. Vogliamo continuare a crescere e possiamo essere più forti solo facendo sistema, con l’obiettivo di recuperare le quote di mercato erose dalla crisi e accrescere la presenza sui mercati internazionali. Vicinanza, ascolto, dialogo sono le priorità che contraddistingueranno il percorso di questa presidenza, incontrando le imprese sul territorio per raccogliere bisogni e lavorare insieme per dare risposte”, questo il commento del presidente di FederlegnoArredo, Emanuele Orsini. Dal 15 febbraio 2017 in carica di Presidente di FederlegnoArredo. In Piemonte hanno sede il 7% delle imprese della filiera Legno-Mobile italiana che corrispondono al 10% delle imprese manifatturiere piemontesi, ma pesano “solo” l’1% del totale manifatturiero della regione dove la produzione di gran lunga prevalente è l’automotive con la prima azienda nazionale e il suo distretto. Nella Filiera è di rilievo il distretto delle “rubinetterie” piemontesi che portano la regione al secondo posto, dopo la Lombardia, nella produzione del settore Arredobagno con il 28% della produzione nazionale. Novara è la prima provincia italiana per il settore Arredobagno proprio per la presenza dei principali produttori di articoli per la rubinetteria e per il bagno con un fatturato che copre da solo il 19% della produzione del settore Arredobagno (oltre 445 milioni di €) con 50 società attive nel comparto. Tuttavia, il Piemonte gioca un ruolo importante nella filiera soprattutto nel Legno che rappresenta il 70% del fatturato, degli addetti e delle imprese (è la quarta regione) sul totale mentre al Mobile resta il 30% residuo. Una caratteristica specifica è la quota di imprese artigiane che è addirittura superiore alla media nazionale raggiungendo il 90% del totale e assorbendo il 60% degli addetti. La produzione invece resta sempre concentrata prevalentemente società di capitali (76% del totale) con un fatturato medio superiore alla media italiana. La relazione con i mercati esteri della filiera Legno Mobile del Piemonte è in continua crescita con un saldo commerciale positivo, seppure modesto in relazione alle prime regioni, pari a circa 71 milioni €.   Il Presidente Emanuele Orsini ha esposto i punti chiave del suo programma: Ambiente, energia e lavoro Sono tre aree strategiche per le nostre Imprese e per lo sviluppo del Paese; la Federazione continuerà a rafforzare il dialogo con le istituzioni e a essere presente ai tavoli del Governo e nel rapporto con le parti sociali in modo stabile e permanente. Il Bonus Mobili ha ridato fiato...

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E’ on line il Bando 2017 dalla Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo

Pubblicato da alle 12:39 in Economia, galleria home page, Innovazione | 0 commenti

E’ on line il Bando 2017 dalla Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo

  È on line il Bando per borse di alti studi 2017 promosso dalla Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo, l’ente strumentale della Compagnia di San Paolo di Torino che ne conserva e valorizza l’Archivio Storico, giunto alla sua quinta edizione. Il bando, la cui data di scadenza è il 16 luglio 2017, offre la possibilità di cinque borse di alti studi sull’Età e la Cultura del Barocco da 23.000 euro ciascuna. Il Programma di studi sull’Età e la Cultura del Barocco si propone di promuovere la ricerca e potenziare le possibilità da parte di giovani studiosi di titoli utili per l’accesso ai canali professionali delle istituzioni accademiche e culturali. In tale prospettiva la Fondazione ha realizzato dal 2013 al 2016 un bando per borse di studio e ricerca sulla cultura del Barocco, rivolto a giovani studiosi italiani e stranieri sotto i 35 anni. Incontriamo la Dottoressa Elisabetta Ballaira, Responsabile Culturale della Fondazione, che ci illustra il bando 2017. Dottoressa Ballaira, qual è il tema di quest’anno? Un tema particolarmente suggestivo, Ritratti Barocchi, tema che può essere affrontato sotto diversi angolazioni. Questa è una peculiarità delle borse promosse dalla Fondazione: tutti gli argomenti, anche quelli proposti nelle precedenti edizioni, sono proposti in chiave multidisciplinare. Ci rivogliamo a tutti i ricercatori che si applicano alle humanities, storici, filosofi, storici dell’arte, musicologi, e vorremmo quindi che il ritratto non fosse inteso in senso stretto, pittorico e scultoreo, ma analizzato anche attraverso la letteratura, la museologia, la storia, la politica, la musica… Non a caso abbiamo messo come immagine del bando una caricatura di Vivaldi realizzata da Pier Leone Ghezzi. Come si legge anche sul sito, il tema del ritratto può essere ulteriormente analizzato secondo diverse declinazioni: formule d’obbligo, fortuna di modelli, affermazione di nuovi orientamenti nella narrazione identitaria e nella cultura di rappresentazione di figure, di luoghi, di contesti. Il progetto di ricerca, inedito e originale, dovrà essere compreso nella cronologia che va dal 1680 al 1750; la trattazione potrà essere diacronica o sincronica a seconda delle esigenze scientifiche poste dalla ricerca stessa.  A chi si rivolge? Il bando è indirizzato a giovani ricercatori nati dal 1° gennaio 1982, in possesso di laurea magistrale o di laurea, o titolo equipollente, di vecchio ordinamento conseguita presso Università italiane o di attestati equivalenti conseguiti presso Università straniere. Costituirà titolo preferenziale il possesso di un dottorato di ricerca o di titolo equipollente conseguito presso Università italiane o straniere.  L’obiettivo del bando è di favorire opportunità di futuro inserimento nel mondo del lavoro (non solo Università, ma anche Soprintendenze, Musei, Conservatori, Istituzioni culturali) e di contribuire, con le Istituzioni preposte, alla formazione di operatori culturali sensibili e preparati. Quali le procedure? Le candidature possono essere presentate esclusivamente tramite application form sul sito web www.fondazione1563.it. Gli uffici della Fondazione (tel. 011.4401405, info@fondazione1563.it) sono a disposizione per fornire ulteriori informazioni o chiarimenti. Quali sono altre peculiarità della borsa di studio? I cinque vincitori saranno affiancati per un anno da un tutor incaricato dalla nostra Fondazione, studioso che spesso individuiamo nel panorama internazionale, in modo tale che ci sia una maggiore circolazione di conoscenze. I borsisti avranno inoltre la copertura per le spese di viaggi di studio fino a un massimo di 1.500 euro. È attivo presso la Fondazione un archivio delle ricerche effettuate grazie alle borse...

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ll bando OPEN: innovazione e partecipazione culturale.

Pubblicato da alle 10:39 in DOXA segnalazioni, Economia, Innovazione, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

ll bando OPEN: innovazione e partecipazione culturale.

Il Museo non è un’isola: Nati con la Cultura, esempio virtuoso di audience engagement. Il bando OPEN, istituito dalla Compagnia di San Paolo nel 2015, sostiene i progetti che mirano ad ampliare e diversificare la domanda culturale del pubblico, attraverso la proposta di nuove forme di coinvolgimento attivo. “Ogni pubblico ha proprie peculiarità e il bando OPEN nasce per individuare risposte adeguate alle domande e ai bisogni culturali di una comunità. Negli ultimi due anni, Compagnia di San Paolo ha intrapreso un percorso di esplorazione di questo tema, proponendosi come interlocutore di riferimento per le istituzioni culturali intente a individuare le corrette modalità per stimolare il coinvolgimento attivo di diversi pubblici, lavorando sulla costruzione dell’offerta culturale per tener conto e stimolare la crescita di una domanda che non esisteva in precedenza” – afferma Matteo Bagnasco, Responsabile dell’Area Innovazione Culturale di Compagnia di San Paolo. “OPEN è in quest’ottica uo strumento volto ad avviare proposte e iniziative in grado di produrre una risposta fattiva. Nelle due edizioni del bando sono stati premiati complessivamente 31 progetti su territorio nazionale, tutti caratterizzati da una grande varietà di ambiti di applicazione e dall’attenzione diversificata a molteplici target di riferimento”. Come emerso dall’Osservatorio Culturale del Piemonte durante il Convegno conclusivo degli Stati Generali della Cultura tenutosi il 14 dicembre 2016, il Piemonte sta continuando nel suo percorso di sviluppo del settore museale e dei beni culturali. Tuttavia, considerando l’intero territorio italiano, se l’offerta resta considerevole, la domanda e la partecipazione rimangono essenzialmente immutate quando non ridotte rispetto al passato. In questo contesto si inserisce l’intervento della Compagnia di San Paolo, fondazione sempre più attiva nella ricerca e nel sostegno in tema di innovazione culturale, che ritiene l’audience engagement elemento prioritario, in quanto forza propulsiva volta alla costruzione di una risposta concreta alle necessità culturali del territorio. Il bando OPEN ha ottenuto una risposta importante in entrambe le edizioni (2015 e 2016) con un totale di 315 progetti ricevuti nel periodo di apertura delle due call. Il Comitato di Gestione della Compagnia di San Paolo ha premiato complessivamente 31 progetti, di cui 13 nel 2015 e 18 nel 2016, per un impegno complessivo di € 465.000 per il 2015, incrementato del 30% nella seconda edizione, fino ad arrivare ad un contributo di € 609.000 per i progetti vincitori del 2016 (totale nel biennio: € 1.074.000). Anche nel 2017 lo stile di intervento dell’ente in tema di innovazione culturale si conferma in gran parte sperimentale, alla ricerca di modelli ed esperienze da far emergere e sistematizzare con un investimento di circa 6.000.000 di euro. Gli interventi della Compagnia di San Paolo si articolano  sull’individuazione e il sostegno  di nuove forme espressive, sull’innovazione finalizzata all’inclusione sociale ed alla partecipazione culturale, sulla sinergia di scienza e cultura in ambito sociale e sulla promozione di nuove imprenditorialità e professionalità creative. In particolare Nati con la Cultura, il progetto concepito all’Ospedale Sant’Anna di Torino dalla Onlus Fondazione Medicina a Misura di Donna, è cresciuto in una logica di sistema con Abbonamento Musei Torino Piemonte e Osservatorio Culturale del Piemonte, che hanno attivato un percorso di ricerca condivisa tra musei e famiglie a partire dall’implementazione dei servizi per tutti i cittadini. Vincitore della prima edizione del bando OPEN di Compagnia di San Paolo dedicato allo sviluppo dei pubblici, il progetto contribuisce...

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Riservisti per l’Europa. Concorso per 124 funzionari amministratori.

Pubblicato da alle 16:06 in Economia, Innovazione, Prima pagina | 0 commenti

Riservisti per l’Europa. Concorso per 124 funzionari amministratori.

L’Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO) organizza un concorso generale per esami al fine di costituire un elenco di riserva dal quale le istituzioni dell’Unione europea potranno attingere per l’assunzione di nuovi funzionari «amministratori» (gruppo di funzioni AD). Il numero dei posti disponibili nell’elenco di riserva è di 124. I candidati oltre a godere dei diritti civili in quanto cittadini di uno Stato membro dell’UE, essere in regola con le norme nazionali vigenti in materia di servizio militare e offrire le garanzie di moralità richieste per l’esercizio delle funzioni da svolgere devono conoscere almeno 2 lingue ufficiali dell’UE ; la prima almeno al livello C1 (conoscenza approfondita) e la seconda almeno al livello B2 (conoscenza soddisfacente). Inoltre i candidati devono possedere un livello di studi corrispondente a una formazione universitaria completa di almeno 3 anni attestata da un diploma, mentre non è richiesta esperienza professionale. Occorre iscriversi entro il 3 maggio 2017. Per ulteriori informazioni:...

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Previste 1200 piante a dimora tra platani, tigli, ippocastani, aceri, carpini e alberi di Giuda.

Pubblicato da alle 14:07 in Economia, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Previste 1200 piante a dimora tra platani, tigli, ippocastani, aceri, carpini e alberi di Giuda.

Nei prossimi giorni saranno messe a dimora le prime delle 1200 piante previste dal piano di piantamenti lanciato alla fine del 2015 con un investimento di 600mila euro. Gran parte degli alberi sarà collocato in primavera, con una coda di lavori in autunno. A questi alberi si aggiungeranno in aprile i 200 destinati a via Zino Zini, dopo gli altrettanti collocati a novembre in lungo Stura Lazio, grazie all’iniziativa “1000 alberi per Torino” avviata dell’Amministrazione comunale in occasione della Giornata mondiale dell’Albero del 20 novembre scorso, con il coinvolgimento di cittadini e associazioni nella messa a dimora. Altri 630 alberi troveranno una collocazione nei parchi e nelle vie alberate della città – Circoscrizioni 2, 5, 6, 8 – nel 2018, grazie ai fondi ministeriali previsti dal Progetto Periferie (ambito 1.18). Infine, in queste settimane saranno piantati i 24 alberi donati dai cittadini nel periodo settembre-dicembre 2016, nell’ambito dell’iniziativa “Regala un albero alla tua città”. Viali alberati Ad avvantaggiarsi di più dei nuovi esemplari saranno i viali alberati, dove nel tempo si sono creati dei vuoti. Questi gli interventi previsti: Platani. La specie più diffusa in città: saranno 45 per corso Galileo Ferraris e altrettanti in corso Unione Sovietica; 20 per corso Traiano, 10 in corso Siracusa e in corso Turati, 9 in corso Principe Eugenio. Tigli. In corso Trapani 74, 25 in via Vigliani, 21 in via Lanzo. Ippocastani. In corso Re Umberto 45, altri 33 in corso Stati Uniti, 14 in corso Vinzaglio e 12 in corso Montevecchio. Acer pseudoplatanus. Ne verranno messi a dimora 12 in corso San Maurizio; Aceri. In corso Arimondi 20, 30 aceri per corso Cosenza e per corso Corsica, 40 in corso Benedetto Croce. Carpini. Per ripristinare tutte le fallanze di corso Vercelli ne servono 51, dove si è appena completata la potatura dell’intero asse; altri 80 saranno poi piantati in via Botticelli nell’autunno. Liquidambar Ne sono previsti 45 per Via Ventimiglia. Nocciolo di Costantinopoli. Andrà a colmare con 32 alberi il filare di corso Regio Parco, dove si è deciso di ripristinare le fallanze cambiando la specie. Il frassino, che caratterizza il corso, è una specie che ha manifestato forti situazioni di stress in ambiente urbano e il cui utilizzo è sconsigliato perché è stato riscontrato un nuovo patogeno di origine fungina.   • Alberi di Giuda (Cercis siliquastrum). La fioritura di intenso color ciclamino è in corso in questi giorni: la magnifica specie andrà ad abbellire corso Trento e corso Trieste (14), corso Sommeiller, via Bartoli e via Richelmy (3). • Prunus: 12 piantati in corso Massimo d’Azeglio e 14 in viale Agudio. Parchi e giardini Anche parchi e giardini saranno oggetto di nuovi inserimenti: 10 i noccioli di Costantinopoli che verranno piantati nel giardino di via Bonfante, 6 nel giardino Zumaglia e 15 nel giardino di via Martina; 25 prunus ravviveranno con i loro fiori il Parco Di Vittorio, mentre 30 platani e 2 tigli verranno messi a dimora nel Parco Cavalieri di Vittorio Veneto (Piazza D’Armi). 20 platani saranno ripiantati nel parco Suor Michelotti e in corso Tortona, che negli anni hanno visto numerosi abbattimenti di piante affette da cancro colorato e su cui si utilizzerà, come già fatto in passato anche in altre aree oggetto di diffusione della malattia, la varietà Platanor (clone resistente). Un importante intervento, molto...

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“Coloriamo la ricerca”. La Fondazione Veronesi a sostegno dell’oncologia pediatrica.

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“Coloriamo la ricerca”. La Fondazione Veronesi a sostegno dell’oncologia pediatrica.

Matite colorate a sostegno dell’oncologia pediatrica. Al via la prima edizione dell’iniziativa di piazza.  Sostenere la ricerca scientifica nell’oncologia pediatrica per garantire le migliori cure possibili ai bambini malati di tumore e aumentare le loro aspettative di guarigione. È questo l’obiettivo per cui sabato 25 e domenica 26 marzo, i volontari di Fondazione Umberto Veronesi saranno nelle piazze di tutta Italia per la prima edizione di “Coloriamo la ricerca”. L’iniziativa si svolgerà nelle principali città italiane e vedrà oltre 900 volontari distribuire confezioni di dodici matite colorate di Fila-Giotto a fronte di una donazione minima di 10 euro che contribuirà a sostenere il progetto Gold for Kids, con cui la Fondazione finanzia la ricerca scientifica e contribuisce alla copertura dei costi di avviamento e di gestione dei progetti di ricerca. Con il progetto Gold for Kids dal 2014 Fondazione Umberto Veronesi sostiene la ricerca scientifica e le cure mediche nel campo dell’oncologia pediatrica. Grazie al ricavato di “Coloriamo la ricerca” in particolare si impegna a finanziare per il 2017 il lavoro di 15  medici e ricercatori di altissimo profilo che hanno deciso di dedicare il proprio lavoro allo studio di migliori e più efficaci terapie per la cura di tumori di bambini e adolescenti.     Per maggiori info e per conoscere la piazza più vicina: www.fondazioneveronesi.it oppure telefonare al numero dedicato 373...

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