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E’ on line il Bando 2017 dalla Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo

Pubblicato da alle 12:39 in Economia, galleria home page, Innovazione | 0 commenti

E’ on line il Bando 2017 dalla Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo

  È on line il Bando per borse di alti studi 2017 promosso dalla Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo, l’ente strumentale della Compagnia di San Paolo di Torino che ne conserva e valorizza l’Archivio Storico, giunto alla sua quinta edizione. Il bando, la cui data di scadenza è il 16 luglio 2017, offre la possibilità di cinque borse di alti studi sull’Età e la Cultura del Barocco da 23.000 euro ciascuna. Il Programma di studi sull’Età e la Cultura del Barocco si propone di promuovere la ricerca e potenziare le possibilità da parte di giovani studiosi di titoli utili per l’accesso ai canali professionali delle istituzioni accademiche e culturali. In tale prospettiva la Fondazione ha realizzato dal 2013 al 2016 un bando per borse di studio e ricerca sulla cultura del Barocco, rivolto a giovani studiosi italiani e stranieri sotto i 35 anni. Incontriamo la Dottoressa Elisabetta Ballaira, Responsabile Culturale della Fondazione, che ci illustra il bando 2017. Dottoressa Ballaira, qual è il tema di quest’anno? Un tema particolarmente suggestivo, Ritratti Barocchi, tema che può essere affrontato sotto diversi angolazioni. Questa è una peculiarità delle borse promosse dalla Fondazione: tutti gli argomenti, anche quelli proposti nelle precedenti edizioni, sono proposti in chiave multidisciplinare. Ci rivogliamo a tutti i ricercatori che si applicano alle humanities, storici, filosofi, storici dell’arte, musicologi, e vorremmo quindi che il ritratto non fosse inteso in senso stretto, pittorico e scultoreo, ma analizzato anche attraverso la letteratura, la museologia, la storia, la politica, la musica… Non a caso abbiamo messo come immagine del bando una caricatura di Vivaldi realizzata da Pier Leone Ghezzi. Come si legge anche sul sito, il tema del ritratto può essere ulteriormente analizzato secondo diverse declinazioni: formule d’obbligo, fortuna di modelli, affermazione di nuovi orientamenti nella narrazione identitaria e nella cultura di rappresentazione di figure, di luoghi, di contesti. Il progetto di ricerca, inedito e originale, dovrà essere compreso nella cronologia che va dal 1680 al 1750; la trattazione potrà essere diacronica o sincronica a seconda delle esigenze scientifiche poste dalla ricerca stessa.  A chi si rivolge? Il bando è indirizzato a giovani ricercatori nati dal 1° gennaio 1982, in possesso di laurea magistrale o di laurea, o titolo equipollente, di vecchio ordinamento conseguita presso Università italiane o di attestati equivalenti conseguiti presso Università straniere. Costituirà titolo preferenziale il possesso di un dottorato di ricerca o di titolo equipollente conseguito presso Università italiane o straniere.  L’obiettivo del bando è di favorire opportunità di futuro inserimento nel mondo del lavoro (non solo Università, ma anche Soprintendenze, Musei, Conservatori, Istituzioni culturali) e di contribuire, con le Istituzioni preposte, alla formazione di operatori culturali sensibili e preparati. Quali le procedure? Le candidature possono essere presentate esclusivamente tramite application form sul sito web www.fondazione1563.it. Gli uffici della Fondazione (tel. 011.4401405, info@fondazione1563.it) sono a disposizione per fornire ulteriori informazioni o chiarimenti. Quali sono altre peculiarità della borsa di studio? I cinque vincitori saranno affiancati per un anno da un tutor incaricato dalla nostra Fondazione, studioso che spesso individuiamo nel panorama internazionale, in modo tale che ci sia una maggiore circolazione di conoscenze. I borsisti avranno inoltre la copertura per le spese di viaggi di studio fino a un massimo di 1.500 euro. È attivo presso la Fondazione un archivio delle ricerche effettuate grazie alle borse...

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ll bando OPEN: innovazione e partecipazione culturale.

Pubblicato da alle 10:39 in DOXA segnalazioni, Economia, Innovazione, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

ll bando OPEN: innovazione e partecipazione culturale.

Il Museo non è un’isola: Nati con la Cultura, esempio virtuoso di audience engagement. Il bando OPEN, istituito dalla Compagnia di San Paolo nel 2015, sostiene i progetti che mirano ad ampliare e diversificare la domanda culturale del pubblico, attraverso la proposta di nuove forme di coinvolgimento attivo. “Ogni pubblico ha proprie peculiarità e il bando OPEN nasce per individuare risposte adeguate alle domande e ai bisogni culturali di una comunità. Negli ultimi due anni, Compagnia di San Paolo ha intrapreso un percorso di esplorazione di questo tema, proponendosi come interlocutore di riferimento per le istituzioni culturali intente a individuare le corrette modalità per stimolare il coinvolgimento attivo di diversi pubblici, lavorando sulla costruzione dell’offerta culturale per tener conto e stimolare la crescita di una domanda che non esisteva in precedenza” – afferma Matteo Bagnasco, Responsabile dell’Area Innovazione Culturale di Compagnia di San Paolo. “OPEN è in quest’ottica uo strumento volto ad avviare proposte e iniziative in grado di produrre una risposta fattiva. Nelle due edizioni del bando sono stati premiati complessivamente 31 progetti su territorio nazionale, tutti caratterizzati da una grande varietà di ambiti di applicazione e dall’attenzione diversificata a molteplici target di riferimento”. Come emerso dall’Osservatorio Culturale del Piemonte durante il Convegno conclusivo degli Stati Generali della Cultura tenutosi il 14 dicembre 2016, il Piemonte sta continuando nel suo percorso di sviluppo del settore museale e dei beni culturali. Tuttavia, considerando l’intero territorio italiano, se l’offerta resta considerevole, la domanda e la partecipazione rimangono essenzialmente immutate quando non ridotte rispetto al passato. In questo contesto si inserisce l’intervento della Compagnia di San Paolo, fondazione sempre più attiva nella ricerca e nel sostegno in tema di innovazione culturale, che ritiene l’audience engagement elemento prioritario, in quanto forza propulsiva volta alla costruzione di una risposta concreta alle necessità culturali del territorio. Il bando OPEN ha ottenuto una risposta importante in entrambe le edizioni (2015 e 2016) con un totale di 315 progetti ricevuti nel periodo di apertura delle due call. Il Comitato di Gestione della Compagnia di San Paolo ha premiato complessivamente 31 progetti, di cui 13 nel 2015 e 18 nel 2016, per un impegno complessivo di € 465.000 per il 2015, incrementato del 30% nella seconda edizione, fino ad arrivare ad un contributo di € 609.000 per i progetti vincitori del 2016 (totale nel biennio: € 1.074.000). Anche nel 2017 lo stile di intervento dell’ente in tema di innovazione culturale si conferma in gran parte sperimentale, alla ricerca di modelli ed esperienze da far emergere e sistematizzare con un investimento di circa 6.000.000 di euro. Gli interventi della Compagnia di San Paolo si articolano  sull’individuazione e il sostegno  di nuove forme espressive, sull’innovazione finalizzata all’inclusione sociale ed alla partecipazione culturale, sulla sinergia di scienza e cultura in ambito sociale e sulla promozione di nuove imprenditorialità e professionalità creative. In particolare Nati con la Cultura, il progetto concepito all’Ospedale Sant’Anna di Torino dalla Onlus Fondazione Medicina a Misura di Donna, è cresciuto in una logica di sistema con Abbonamento Musei Torino Piemonte e Osservatorio Culturale del Piemonte, che hanno attivato un percorso di ricerca condivisa tra musei e famiglie a partire dall’implementazione dei servizi per tutti i cittadini. Vincitore della prima edizione del bando OPEN di Compagnia di San Paolo dedicato allo sviluppo dei pubblici, il progetto contribuisce...

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Riservisti per l’Europa. Concorso per 124 funzionari amministratori.

Pubblicato da alle 16:06 in Economia, Innovazione, Prima pagina | 0 commenti

Riservisti per l’Europa. Concorso per 124 funzionari amministratori.

L’Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO) organizza un concorso generale per esami al fine di costituire un elenco di riserva dal quale le istituzioni dell’Unione europea potranno attingere per l’assunzione di nuovi funzionari «amministratori» (gruppo di funzioni AD). Il numero dei posti disponibili nell’elenco di riserva è di 124. I candidati oltre a godere dei diritti civili in quanto cittadini di uno Stato membro dell’UE, essere in regola con le norme nazionali vigenti in materia di servizio militare e offrire le garanzie di moralità richieste per l’esercizio delle funzioni da svolgere devono conoscere almeno 2 lingue ufficiali dell’UE ; la prima almeno al livello C1 (conoscenza approfondita) e la seconda almeno al livello B2 (conoscenza soddisfacente). Inoltre i candidati devono possedere un livello di studi corrispondente a una formazione universitaria completa di almeno 3 anni attestata da un diploma, mentre non è richiesta esperienza professionale. Occorre iscriversi entro il 3 maggio 2017. Per ulteriori informazioni:...

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Previste 1200 piante a dimora tra platani, tigli, ippocastani, aceri, carpini e alberi di Giuda.

Pubblicato da alle 14:07 in Economia, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Previste 1200 piante a dimora tra platani, tigli, ippocastani, aceri, carpini e alberi di Giuda.

Nei prossimi giorni saranno messe a dimora le prime delle 1200 piante previste dal piano di piantamenti lanciato alla fine del 2015 con un investimento di 600mila euro. Gran parte degli alberi sarà collocato in primavera, con una coda di lavori in autunno. A questi alberi si aggiungeranno in aprile i 200 destinati a via Zino Zini, dopo gli altrettanti collocati a novembre in lungo Stura Lazio, grazie all’iniziativa “1000 alberi per Torino” avviata dell’Amministrazione comunale in occasione della Giornata mondiale dell’Albero del 20 novembre scorso, con il coinvolgimento di cittadini e associazioni nella messa a dimora. Altri 630 alberi troveranno una collocazione nei parchi e nelle vie alberate della città – Circoscrizioni 2, 5, 6, 8 – nel 2018, grazie ai fondi ministeriali previsti dal Progetto Periferie (ambito 1.18). Infine, in queste settimane saranno piantati i 24 alberi donati dai cittadini nel periodo settembre-dicembre 2016, nell’ambito dell’iniziativa “Regala un albero alla tua città”. Viali alberati Ad avvantaggiarsi di più dei nuovi esemplari saranno i viali alberati, dove nel tempo si sono creati dei vuoti. Questi gli interventi previsti: Platani. La specie più diffusa in città: saranno 45 per corso Galileo Ferraris e altrettanti in corso Unione Sovietica; 20 per corso Traiano, 10 in corso Siracusa e in corso Turati, 9 in corso Principe Eugenio. Tigli. In corso Trapani 74, 25 in via Vigliani, 21 in via Lanzo. Ippocastani. In corso Re Umberto 45, altri 33 in corso Stati Uniti, 14 in corso Vinzaglio e 12 in corso Montevecchio. Acer pseudoplatanus. Ne verranno messi a dimora 12 in corso San Maurizio; Aceri. In corso Arimondi 20, 30 aceri per corso Cosenza e per corso Corsica, 40 in corso Benedetto Croce. Carpini. Per ripristinare tutte le fallanze di corso Vercelli ne servono 51, dove si è appena completata la potatura dell’intero asse; altri 80 saranno poi piantati in via Botticelli nell’autunno. Liquidambar Ne sono previsti 45 per Via Ventimiglia. Nocciolo di Costantinopoli. Andrà a colmare con 32 alberi il filare di corso Regio Parco, dove si è deciso di ripristinare le fallanze cambiando la specie. Il frassino, che caratterizza il corso, è una specie che ha manifestato forti situazioni di stress in ambiente urbano e il cui utilizzo è sconsigliato perché è stato riscontrato un nuovo patogeno di origine fungina.   • Alberi di Giuda (Cercis siliquastrum). La fioritura di intenso color ciclamino è in corso in questi giorni: la magnifica specie andrà ad abbellire corso Trento e corso Trieste (14), corso Sommeiller, via Bartoli e via Richelmy (3). • Prunus: 12 piantati in corso Massimo d’Azeglio e 14 in viale Agudio. Parchi e giardini Anche parchi e giardini saranno oggetto di nuovi inserimenti: 10 i noccioli di Costantinopoli che verranno piantati nel giardino di via Bonfante, 6 nel giardino Zumaglia e 15 nel giardino di via Martina; 25 prunus ravviveranno con i loro fiori il Parco Di Vittorio, mentre 30 platani e 2 tigli verranno messi a dimora nel Parco Cavalieri di Vittorio Veneto (Piazza D’Armi). 20 platani saranno ripiantati nel parco Suor Michelotti e in corso Tortona, che negli anni hanno visto numerosi abbattimenti di piante affette da cancro colorato e su cui si utilizzerà, come già fatto in passato anche in altre aree oggetto di diffusione della malattia, la varietà Platanor (clone resistente). Un importante intervento, molto...

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“Coloriamo la ricerca”. La Fondazione Veronesi a sostegno dell’oncologia pediatrica.

Pubblicato da alle 16:42 in DOXA segnalazioni, Economia, Eventi, Medicina, Prima pagina, Università | 0 commenti

“Coloriamo la ricerca”. La Fondazione Veronesi a sostegno dell’oncologia pediatrica.

Matite colorate a sostegno dell’oncologia pediatrica. Al via la prima edizione dell’iniziativa di piazza.  Sostenere la ricerca scientifica nell’oncologia pediatrica per garantire le migliori cure possibili ai bambini malati di tumore e aumentare le loro aspettative di guarigione. È questo l’obiettivo per cui sabato 25 e domenica 26 marzo, i volontari di Fondazione Umberto Veronesi saranno nelle piazze di tutta Italia per la prima edizione di “Coloriamo la ricerca”. L’iniziativa si svolgerà nelle principali città italiane e vedrà oltre 900 volontari distribuire confezioni di dodici matite colorate di Fila-Giotto a fronte di una donazione minima di 10 euro che contribuirà a sostenere il progetto Gold for Kids, con cui la Fondazione finanzia la ricerca scientifica e contribuisce alla copertura dei costi di avviamento e di gestione dei progetti di ricerca. Con il progetto Gold for Kids dal 2014 Fondazione Umberto Veronesi sostiene la ricerca scientifica e le cure mediche nel campo dell’oncologia pediatrica. Grazie al ricavato di “Coloriamo la ricerca” in particolare si impegna a finanziare per il 2017 il lavoro di 15  medici e ricercatori di altissimo profilo che hanno deciso di dedicare il proprio lavoro allo studio di migliori e più efficaci terapie per la cura di tumori di bambini e adolescenti.     Per maggiori info e per conoscere la piazza più vicina: www.fondazioneveronesi.it oppure telefonare al numero dedicato 373...

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Chissà se le Fondazioni bancarie leggono poesia. Forse ne sono influenzate, senza saperlo.

Pubblicato da alle 15:24 in Economia, Eventi, Musica, Prima pagina, Spettacoli | 0 commenti

Chissà se le Fondazioni bancarie leggono poesia. Forse ne sono influenzate, senza saperlo.

  Il grande e poeta turco Nazim Hikmet, che in questi tempi di forti attriti con quel paese, andrebbe riletto per farsi carezzare dalle sue parole e dai suoi pensieri, scriveva nel 1962 una poesia intitolata: Autobiografia. In questo breve poema ripercorre le cose accadute e quello che è stata la sua esperienza esistenziale, ad un certo punto dice questo: . . . ho viaggiato in treno in areoplano in macchina i più non possono farlo sono stato all’Opera i più non ci vanno non sanno nemmeno che cosa sia   Da sole, queste poche righe contengono il cuore di un progetto realizzato oggi a Torino. La Fondazione CRT, forse influenzata da Hikmet, forse no, ha deciso di mettere a disposizione oltre 1.500 biglietti per assistere gratuitamente allo spettacolo “Don Pasquale”, tratto dall’opera di Gaetano Donizetti. Lo spettacolo, proposto al pubblico in una versione appositamente elaborata nell’ambito della linea “Ascoltar Cantando” del progetto Diderot della Fondazione CRT, andrà in scena venerdì 24 marzo, alle ore 21, al Teatro Nuovo di Torino e martedì 11 aprile, alle ore 21, al Toselli di Cuneo. Il progetto della Fondazione CRT è realizzato in collaborazione con il Liceo Germana Erba-Fondazione Teatro Nuovo, l’Associazione La Fabbrica dei Suoni, l’Accademia di Alta Formazione Artistica e Musicale Perosi Onlus di Biella, l’Associazione Orchestra Bartolomeo Bruni della Città di Cuneo e l’Orchestra dei Talenti Musicali composta dagli ex borsisti della Fondazione CRT. “Don Pasquale” è l’ultima opera buffa scritta da Gaetano Donizetti. Si tratta senz’altro del massimo capolavoro comico del compositore bergamasco e rappresenta il trionfo del modo di fare teatro “all’italiana”. Lo spettacolo, in poco più di un’ora, farà vivere al pubblico in sala l’emozione del teatro. Pur restando fedele alla trama e alla propria identità di opera buffa, il “Don Pasquale” verrà reinterpretato in una versione multidisciplinare, rendendo l’opera coinvolgente e adatta alla comprensione da parte di un pubblico di tutte le età, grazie a un mix di canto, danza, musica e prosa che conquisterà lo spettatore. Oltre alle due rappresentazioni serali gratuite aperte al pubblico, sono previste 35 repliche per 25.000 studenti delle scuole elementari e medie del Piemonte e della Valle d’Aosta, in 8 teatri: oltre al Nuovo di Torino e al Toselli di Cuneo, il Teatro Giacosa di Aosta, il Maggiore di Verbania, l’Alfieri di Asti, l’Odeon di Biella, il Civico di Vercelli, il Coccia di Novara.   L’ingresso è libero fino a esaurimento posti, con prenotazione obbligatoria ai seguenti contatti: per Torino tel. 011/6500205 –  segreteria@teatronuovo.torino.it; per Cuneo tel. 3892113384 – 3313802826 (dalle 10 alle 12 da lunedì a sabato) – segreteria@orchestrabruni.it.  ...

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Ricercatori torinesi scoprono alcune funzioni del “vestito” del DNA

Pubblicato da alle 18:43 in DOXA segnalazioni, Economia, Innovazione, Medicina, Prima pagina, Università | 0 commenti

Ricercatori torinesi scoprono alcune funzioni del “vestito” del DNA

  Risale a poco tempo addietro la rilevante scoperta, nel campo della biologia molecolare, frutto della ricerca di un team di ricercatori torinesi, che ha messo in luce una nuova funzione della metilazione del DNA. Il DNA (acido desossiribonucleico) è una molecola contenuta nelle cellule che contiene informazioni essenziali per il corretto funzionamento del nostro corpo. La metilazione è una modificazione del DNA, non strettamente legata alla sua sequenza, che protegge i geni da una lettura errata, garantendo, in questo modo, l’assenza di errori nell’interpretare queste informazioni. Questo meccanismo è frequentemente alterato nei tumori e in altre patologie. La scoperta è stata pubblicata su “Nature”, una delle più importanti riviste scientifiche internazionali. Il team protagonista del progetto di ricerca è formato da giovani e brillanti ricercatori coordinati dal Prof. Salvatore Oliviero, responsabile dell’Unità di ricerca di Epigenetica, la branca della biologia molecolare che studia le mutazioni genetiche e la trasmissione di caratteri ereditari che non interessano direttamente la sequenza del DNA, presso la Human Genetics Foundation (HuGeF) di Torino. La HuGeF è una fondazione costituita alcuni anni fa dalla compagnia di San Paolo, dall’Università degli Studi di Torino e dal Politecnico di Torino proprio allo scopo di sviluppare una ricerca di eccellenza nel campo della genetica, genomica e proteomica umana. Abbiamo incontrato il Prof. Oliviero ed il suo gruppo di lavoro per comprendere meglio l’importanza e l’impatto della loro scoperta. Potete spiegarci in che cosa consiste il vostro lavoro e qual è l’importanza della recente scoperta? Il DNA contiene tutte le informazioni per far funzionare una cellula e, quindi, un organismo. Queste informazioni devono però essere lette in maniera corretta dalle cellule, affinché le loro normali funzioni si possano svolgere adeguatamente. Immaginiamo che il DNA sia un insieme di lettere e di parole le une attaccate alle altre, senza spazi. È necessario comprendere quali sono le parole che lo compongono per capirne il senso: se si iniziasse a leggere dal centro di una parola oppure se non si concludesse la lettura nel punto esatto, non si potrebbe capire il significato. Per poter funzionare al meglio, il DNA è sempre associato a numerose modificazioni che, pur lasciando inalterata la sequenza delle lettere e delle parole, possono rendere più facile o più difficile la lettura. In altre parole, sappiamo che il DNA è controllato da proteine di regolazione ed enzimi che ne creano il “vestito”, rendendolo più o meno accessibile e determinando così l’attivazione o l’inibizione di alcuni geni. La nostra recente scoperta ha evidenziato che uno di questi enzimi, chiamato metiltransferasi, agisce all’interno dei geni producendo delle modificazioni che li proteggono da una lettura sbagliata. In questo modo, impedisce che si verifichino errori. Nel nostro laboratorio è anche in corso uno studio sul ruolo dell’RNA,-  molecola grazie alla quale vengono prodotte le proteine all’interno delle cellule-  probabilmente molte funzioni sono legate alla sua capacità di assumere complesse strutture tridimensionali. Quali sono le possibili applicazioni pratiche della vostra ricerca nell’approccio diagnostico e terapeutico alle patologie e, nello specifico, ai tumori? In generale, a che punto siamo nella battaglia contro il cancro? Sappiamo che molto spesso nei tumori l’enzima metiltransferasi non è presente o è presente in quantità ridotte e, di conseguenza, la lettura del DNA può risultare poco fedele e vengono prodotte proteine alterate, portando all’insorgenza o alla progressione maligna dei...

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Arte Lungo Dora. Tre nuove installazioni d’arte contemporanea in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua.

Pubblicato da alle 16:34 in .Arte, Economia, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Arte Lungo Dora. Tre nuove installazioni d’arte contemporanea in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua.

Saranno inaugurate in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, il 22 marzo alle 16, le nuove sculture per il giardino Schiapparelli, sul Lungo Dora Savona, all’incrocio con corso XI febbraio, di fronte alla sede della Smat: “Fiati” dell’artista Paolo Grassino (Torino 1967) Genesi di Luigi Stoisa (Selvaggio di Giaveno 1958) e Loto eccentrico di Luisa Valentini (Torino 1954). Il progetto di arte urbana installativa, nasce da un’iniziativa della Smat con il progetto dell’Architetto Silvio Ferrero, già ideatore e promotore di Arte alle Corti, da sempre sostenitore, anche grazie alla sensibilità delle amministrazioni che si sono succedute, della riqualificazione del Lungo Dora come luogo in cui valorizzare le risorse naturali dotandole di infrastrutture, per una fruizione sempre più piacevole e partecipata da parte della cittadinanza. Oggi si aggiungono tre nuove sculture per quello che si riconfigura come un salotto verde di arte contemporanea che Smat, in accordo con la Circoscrizione 7, ha reso di nuovo pienamente godibile per i cittadini allestendo anche un Punto Acqua. Con l’acquisto delle storico palazzo dei Vigili Urbani di proprietà della città di Torino adiacente alla sua sede, Smat si è infatti impegnata, nel corso degli ultimi anni, a riqualificare tutta l’aria circostante. Il primo intervento estetico-urbanistico prende avvio con il restauro della facciata aziendale e dell’ingresso istituzionale di corso XI Febbraio e la risistemazione del giardinetto antistante: qui nel 2007 ha trovato collocazione l’opera unica Fonte Dinamica con l’imponente scultura Cuneo con frecce realizzata dal maestro Arnaldo Pomodoro appositamente per Smat. Gli interventi nell’area circostante proseguono nel 2011, quando Smat prende in carico la manutenzione del Giardino Schiapparelli e commissiona la realizzazione di un murales su una delle pareti che circoscrivono il giardino, agli artisti street–art Wens e Reser del Collettivo Style-Orange. A completamento della riqualificazione dell’area ora trovano spazio le tre nuove sculture dei noti artisti torinesi. Si riporta qui la presentazione del progetto di Angelo Mistrangelo, responsabile della curatela artistica: Arte contemporanea e spazi pubblici, interventi «site specific» e dialogo con l’acqua e il  verde,  costituiscono  alcuni  degli  aspetti  di  «Arte  Lungo  Dora»,  del  «viaggio» intorno alla cultura visiva attraverso una ricerca intensa e intensamente elaborata da Paolo  Grassino,  Luigi  Stoisa  e  Luisa  Valentini,  con  l’assistenza  di  tre  allievi dell’Accademia Albertina, rispettivamente Stefano Scaiola, Simone Scardino e Luca Mollo, che ha trasformato il Giardino Schiapparelli in un museo a cielo aperto. E in questo spazio urbano tra la Dora e il Palazzo della SMAT, si entra in diretto contatto, secondo il progetto espositivo di Silvio Ferrero, con l’installazione «Fiati» di Paolo Grassino, composta da due sorprendenti e singolari cervi in ferro (con smaltatura color canna di fucile), che diventano «parte integrante  del  paesaggio»  e  della natura.  E i suoi simbolici cervi erano anche l’’immagine centrale della mostra «Contaminazioni», curata da Guido Curto alla Pinacoteca Albertina. Osservando la scultura «Genesi» di Luigi Stoisa, realizzata in bronzo e pietra di Luserna, si coglie il senso del suo «discorso sullo spazio», come sottolinea Giorgio Verzotti, e la strenua energia delle due forme-figure che prepotentemente emergono dalla materia. Una materia in cui «positivo e negativo» esprimono «un perpetuo e infinito vivere», in una dimensione tra riflessione e interiore visione. Con l’acciaio inox, Luisa Valentini ha «costruito» la scultura «Loto eccentrico» che «ricorda un albero rovesciato», dove «al suo culmine è  sbocciato  un carnoso e sensuale  fiore di  Loto». Un fiore sospeso e ...

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Un Convegno sul lavoro e le professioni nel mondo musicale. Fare il musicista è possibile ?

Pubblicato da alle 16:34 in D'Uomo, Economia, Eventi, galleria home page, Musica, Università | 0 commenti

Un Convegno sul lavoro e le professioni nel mondo musicale.  Fare il musicista è possibile ?

  Il Conservatorio statale di musica “G. Verdi” di Torino, il 18 e 19 Marzo propone una riflessione sulle professioni artistiche e dello spettacolo, attraverso il confronto tra rappresentanti delle istituzioni musicali di tradizione e quelli appartenenti a nuove realtà culturali dotate di un forte carattere innovativo: –  Cosa vuol dire oggi fare della musica e dello spettacolo una professione? Quale ruolo potrebbe avere l’Alta Formazione Musicale nell’orientare e formare gli studenti verso i diversi ambiti delle nuove professioni musicali? –  Come si pone il dibattito sull’utilizzo delle risorse pubbliche rispetto alla sperimentazione e alla produzione del ‘nuovo’ rispetto alla conservazione della tradizione? Quanto le strategie politiche possono incidere sul mondo del lavoro in campo artistico? –  È possibile trasformare la ‘passione’ da vuoto stereotipo a preziosa risorsa da ‘scambiare sul mercato’, aiutando i giovani musicisti a sostenersi economicamente? Le tematiche proposte allo studio ed alla riflessione condivisa dei relatori e del pubblico coinvolgono in modo particolare: amministratori pubblici, operatori culturali, musicisti professionisti, studenti delle Università e delle Istituzioni di Alta Formazione Artistico-Musicale. L’attività convegnistica – a partecipazione gratuita e integralmente aperta al pubblico – si articolerà su due giornate. È prevista una sessione mattutina con due incontri/discussione, sulle tematiche individuate e aperte al pubblico. Ogni incontro, della durata di 1 ora e 30′ ciascuno, prevede la presenza di un moderatore e di vari relatori (rappresentanti di organizzazioni, ambiti progettuali e formazioni molto differenziate). Nella sessione pomeridiana saranno poi creati alcuni tavoli di lavoro e discussione con la presenza di un moderatore e degli ospiti (musicisti, docenti e professionisti dei vari settori) che avranno il compito di animare la discussione portando diverse esperienze e punti di vista. I partecipanti potranno pertanto approfondire le seguenti tematiche: 1. CHE COSA FARÒ DA GRANDE… Aspettative e reali opportunità lavorative in ambito musicale Cosa vuol dire oggi essere un professionista della musica? È possibile immaginare il conservatorio come un’agenzia formativa in grado di offrire una preparazione ottimale che consenta un reale ingresso nel mondo musicale professionale? Come valorizzare le competenze dei docenti rispetto a questo aspetto della formazione del giovane musicista? 2. SIAMO NANI SULLE SPALLE DEI GIGANTI… Le risorse Il ruolo delle politiche culturali rispetto al dilemma tra conservazione del patrimonio e della tradizione e investimento nella produzione del nuovo pone il problema della destinazione delle risorse. Comprendere quali siano e come si realizzino le politiche per la cultura e in particolare per la musica per i prossimi anni è tema assolutamente da non trascurare, se vogliamo mantenere un’identità culturale e creare le condizioni per far crescere artisti innovativi, creatività, quindi occupazione per tutto l’indotto. 3. CHI SIAMO, COSA FACCIAMO .. MA PER CHI? Il pubblico L’audience development, ovvero l’ingaggio e la partecipazione del pubblico come leva per crescita di nuovi progetti e di nuove professioni musicali. Ormai non ci sono più dubbi: saranno gli spettatori i nuovi protagonisti dei progetti culturali e di spettacolo. Confronteremo significativi esempi di festival e alcuni progetti innovativi che prevedono il coinvolgimento attivo del pubblico e discuteremo insieme sul ruolo delle future politiche culturali italiane ed europee. 4. INVESTIRE LA PROPRIA CREATIVITÀ INNOVANDO Nuovi progetti a confronto Negli ultimi anni accanto all’offerta di spettacolo tradizionale sono nati e cresciuti centinaia di nuovi progetti sfruttando i numerosi bandi dedicati all’innovazione culturale, rivolti a piccole organizzazioni formate da...

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Al Motor Show di Ginevra, catturati dagli affreschi digitali degli stand e dal lusso.

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Al Motor Show di Ginevra, catturati dagli affreschi digitali degli stand e dal lusso.

La quarantottesima edizione del Motor Show di Ginevra ha aperto il suo sesamo a forma di portellone e, come una caverna degna di Ali Babà all’interno aveva stipato un tesoro fatto di 99 debutti mondiali e 27 anteprime europee. L’Italia ha portato in dote molti gioielli, ma quelli che spiccano e abbagliano sono la nuova Ferrari 812 Superfast, la Stelvio dell’Alfa Romeo, entrambe rosse fuoco e la rivisitata Lamborghini Aventador S. Il Salone è una kermesse meravigliosa. Costruito per ospitare senza limiti di spazio, illuminato con gusto, concede grandi possibilità alle case automobilistiche di allestire stand in competizione tra loro come fossero su un circuito. Nel giorno dedicato alla stampa le macchine ancora coperte come monumenti di piazza in attesa della banda e dell’inaugurazione rivelano soltanto volumi e forme avvolte da panni pesanti, esse catalizzano l’attenzione per la sorpresa. Le conferenze stampa seguono un programma serrato, senza sovrapporsi ma senza dare tregua ai cronisti. Gentilezza, affabilità e disponibilità del personale andrebbe tutelato dalla convenzione cittadina, oltre al casting di bellezze holliwoodiane che sorridono sotto i flash dentro a tacchi vertiginosi e qualche vestito improbabile. Soffrono la scomfort zone da scarpe eleganti in opposizione al comfort di avvolgente comodità progettata dentro ai veicoli a cui aprono la porta invitando a entrare e sedersi. I veri protagonisti della manifestazione sono le enormi pareti a video degli stand, su cui sono trasmessi brevi filmati di altissima qualità e costruzione scenica girati ad hoc per enfatizzare i prodotti. Tutto quello che la video arte, dagli anni ’60 in poi aveva pazientemente costruito, qui è ripresa e dopata al massimo delle sue possibilità. Senza mai scadere nella banalità, anzi ri-progettando al meglio tutte le invenzioni di una stagione che utilizzava come mezzo espressivo il tubo catodico ancora in bianco e nero. Da segnalare il wall diviso in tre parti della Jeep, un cinerama ad effetto natura e sport degno di un festival del cinema. Vige una palese analogia, tra questi smisurati paraventi di pixel contemporanei, memori, forse invidiosi o ispirati al fascino delle cromie coloristiche degli affreschi rinascimentali, ed i sistemi di visione impiegati all’interno di tutte le nuove automobili. I pannelli digitali, detentori di ogni sorta d’informazioni, che sovrastano, come il camino della casa di un tempo, ogni cruscotto paiono in scala ridotta quelli che svettano fuori. Come se rubassero la vista del paesaggio fuori dai finestrini per condurre il guidatore a dedicarsi solo alla loro efficenza informatica. L’abitacolo delle auto, malgrado il design avveniristico che scolpisce lo spazio nelle forme esterne, possiede un nuovo amore per l’utilizzo della pelle, pregiata e colorata anche per le city car, e il frequente inserimento di una barriera, in luogo del cambio, tra il guidatore ed il passeggero ricca di accessori ma che allontana. Scomodo e quasi impossibile baciarsi per coloro che si siedono davanti, impensabile amoreggiare. Consolerà il wifi, le serie tivù in streaming, le telefonate in viva voce, la musica in alta fedeltà e quant’altro ? Ci accontenteremo di guardare un video tenendoci per mano mentre l’auto ci porterà da sola a destinazione ? Il PalaExpo rossocrociato è il posto giusto per sfatare ogni più cupa previsione sull’innovazione, sulla voglia di ricerca, sulla sicurezza di chi viaggia in automobile. L’automobile è uno dei luoghi su cui la voglia di futuro non ha recinti, il cambio di alimentazione per...

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