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“Con usura nessuno ha una solida casa”. Un manuale online per conoscere e difendersi.

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“Con usura nessuno ha una solida casa”. Un manuale online per conoscere e difendersi.

Il nuovo Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia, il Presidente de La Scialuppa CRT Onlus Ernesto Ramojno e il Sindaco di Torino Chiara Appendino hanno aperto il convegno della Fondazione CRT  “Sovraindebitamento e usura: responsabilità e prevenzione”. L’occasione è stata propizia per la presentazione del volume “Per un uso responsabile del denaro”,  liberamente consultabile on line sul sito www.lascialuppacrtonlus.org: un Manuale anti usura, curato da Rodolfo Bosio ed edito da La Scialuppa CRT Onlus – Fondazione Anti Usura, che sarà distribuito anche durante gli incontri con gli studenti da parte dei volontari de La Scialuppa CRT Onlus. Il volume, pensato per una gestione più consapevole delle risorse finanziarie ha l’obiettivo di contrastare il fenomeno del sovraindebitamento e dell’usura – un business da oltre 80 miliardi di euro l’anno, secondo i dati Eurispes. La giornata sembra l’occasione giusta per ricordare il poeta statunitense Ezra Pound che scrisse sull’usura; all’argomento dedicò, oltre al Canto XLV dei suoi Cantos, due libri: Abc dell’Economia e Lavoro e Usura.  Con usura nessuno ha una solida casa di pietra squadrata e liscia per istoriarne la facciata, con usura non v’è chiesa con affreschi di paradiso harpes et luz e l’Annunciazione dell’Angelo con le aureole sbalzate, con usura nessuno vede dei Gonzaga eredi e concubine non si dipinge per tenersi arte in casa ma per vendere e vendere presto e con profitto, peccato contro natura, il tuo pane sarà staccio vieto arido come carta, senza segala né farina di grano duro, usura appesantisce il tratto, falsa i confini, con usura nessuno trova residenza amena. Si priva lo scalpellino della pietra, il tessitore del telaio Nell’ultimo anno La Scialuppa CRT ha gestito 793 richieste d’aiuto, di cui l’80% provenienti da persone (637) e il 20% da imprese (156), in Piemonte e Valle d’Aosta. Il 61% delle persone in difficoltà ha tra i 36 e i 55 anni, il 29% oltre i 56 anni, e solo il 10% fino a 35 anni.  Crescono i finanziamenti bancari alle famiglie, cresce il credito al consumo, ma cresce anche il sovraindebitamento, spesso anticamera dell’usura. Troppi debiti, accumulati anche a causa di imprevisti, e l’impossibilità di far fronte a tutti gli impegni finanziari, comportano molti rischi: il blocco dell’accesso a nuovi crediti, pignoramenti, sequestri, tagli di luce e gas, chiusura del riscaldamento, perdita della casa, ecc. Costituita quasi vent’anni fa (nel 1998) dalla Fondazione CRT che la sostiene, finora La Scialuppa CRT ha fornito gratuitamente consulenza e assistenza a quasi 13.000 famiglie e stanziato 34 milioni di euro a garanzia di circa 2.000 finanziamenti bancari a soggetti che, altrimenti, avrebbero rischiato di cadere vittime di usura. “La Fondazione CRT ha costituito la Fondazione Antiusura La Scialuppa CRT, in linea con il proprio impegno a favore delle persone economicamente e socialmente più fragili – ha detto il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia in apertura del convegno –. Accanto a interventi concreti di contrasto e aiuto per far fronte alla piaga sociale dell’usura, abbiamo messo in campo strumenti per diffondere una cultura della prevenzione e una maggiore consapevolezza economico-finanziaria tra i cittadini, in sinergia con le istituzioni del territorio”. Al convegno sono intervenuti: Gabriele Molinari, co-presidente dell’Osservatorio regionale sul fenomeno dell’usura; Daniele Ciravegna, professore emerito di Economia politica all’Università di Torino; Massimo Terzi, presidente del Tribunale di Torino; Luciana Malatesta, Consigliere delegato de La Scialuppa CRT Onlus; Giovanni Godino, socio AIDP Gruppo Regionale Piemonte – Associazione italiana per la direzione del personale.  ...

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Alla scoperta della Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo

Pubblicato da alle 11:04 in DOXA segnalazioni, Economia, galleria home page, Notizie | 0 commenti

Alla scoperta della Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo

Alla scoperta della Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo – II parte  Il nostro viaggio all’interno della sede della Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo prosegue con il racconto sui progetti scientifici e borse di studio, attraverso le parole della dottoressa Ballaira e della direttrice Cantaluppi La Fondazione promuove ricerche sull’età e la cultura del Barocco con diverse pubblicazioni: il recente convegno sulle mostre del novecento su questo tema in Italia (di cui Gazzetta ha parlato) ha riunito studiosi da tutto il mondo. Ce ne può parlare? (Dottoressa Ballaira) Il convegno ha avuto grande successo, specialmente tra i giovani studiosi che hanno potuto vedere filmati originali e immagini delle mostre del Novecento, in particolare quelle piemontesi del 1937 e 1963, e sentire le impressioni di prima mano di diversi curatori. I documenti video saranno pubblicati sul sito della Fondazione. Numerosi i volumi di prossima pubblicazione esito del progetto, curato dai professori Michela di Macco e Giuseppe Dardanello, che si inserisce in un programma operativo più ampio, risultato del lavoro di cinque gruppi seminariali in Università in Italia e all’estero sul tema sul rapporto Antico e Moderno nella cultura del Barocco. E’ di prossima pubblicazione un volume sui libri fondativi di questa materia nella critica del ‘900, testo che sarà uno strumento prezioso per gli studiosi. Dedicare un programma di studi in questo campo rappresenta non solo un contributo per valorizzare uno dei periodi più originali nella storia di Torino e del Piemonte ma anche una opportunità di ricerca qualificata per giovani studiosi nel campo delle discipline umanistiche Questo è uno degli obbiettivi principali della Fondazione, Dottoressa Cantaluppi? La Fondazione ha due compiti principali: il primo di valorizzare e gestire l’Archivio Storico della Compagnia di San Paolo e l’altro di promuovere la cultura e l’alta formazione umanistica con particolare riferimento alla cultura del Barocco, con cinque borse annuali per gli studi di alta specializzazione. I risultati sono pubblicati con ebook on line in modo integrale, e in una edizione collettanea dei Quaderni cartacei: il primo in uscita (borse 2013) è sull’Età di Juvarra. Ad oggi sono state elargite 18 borse di studio in 4 edizioni e ad aprile 2017 bandiremo la quinta edizione per cinque nuove borse: fino ad oggi sono stati erogati oltre € 700.000 euro per il sostegno alla ricerca nel campo delle humanities per ricercatori specializzandi sotto i 35 anni: puntiamo proprio ad una categoria specifica di sostegno là dove sono venuti meno i fondi universitari. A breve uscirà il nuovo bando? Si, tra qualche settimana pubblicheremo sul sito il nuovo bando – siamo giunti alla quinta edizione – per 5 nuove borse di studio per studiosi italiani e stranieri sotto i 35 anni: il tema riguarderà sempre un argomento del Barocco, l’anno scorso ad esempio era sugli aspetti decorativi. La borsa consiste il 23.000 euro più 1500 euro per viaggi di studio; avranno a disposizione un tutor che noi incarichiamo che affianca per tutto l’anno il borsista: si sono create delle belle squadre di studio, intergenerazionali, che hanno dato ottimi risultati. A conclusione i borsisti e i tutor si incontrano in una riunione plenaria per relazionare sul loro percorso e scambiarsi valutazioni e buone pratiche. Pubblicheremo on line sul nostro sito i risultati in versione integrale. Di cosa si occupa invece l’Ufficio Pio?  Nel 1595 il capitale rischiava...

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Nella sede della Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura. Un ex educatorio divenuto cittadella culturale.

Pubblicato da alle 16:56 in Economia, galleria home page, Innovazione, Mostre | 0 commenti

Nella sede della Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura. Un ex educatorio divenuto cittadella culturale.

In Piazza Bernini 5 a Torino una vera e propria Cittadella della Cultura: alla scoperta della Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo [ Prima parte ] L’imponente edificio che chiude diagonalmente il lato sud di Piazza Bernini con due corpi laterali che si estendono verso via Duchessa Jolanda e Corso Ferrucci, già Educatorio Duchessa Isabella e oggetto in anni recenti di una considerevole riqualificazione, è dal 2015 sede della Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo; nell’ampio comprensorio trovano spazio uffici amministrativi e altri enti strumentali della Compagnia (ossia enti autonomi operativi su aree specifiche), come la Fondazione per la Scuola, l’Ufficio Pio e il centro amministrativo del Gruppo. La Fondazione gestisce l’Archivio Storico della Compagnia di San Paolo, vero e proprio patrimonio documentario che copre un periodo amplissimo, dal XVI al XX secolo, testimonianza della storia plurisecolare della Compagnia. I documenti derivano dall’Antica Compagnia e dal Monte di Pietà, dalle Opere Pie di San Paolo e dall’Istituto Bancario San Paolo di Torino: il patrimonio dell’Archivio – oltre due chilometri lineari – è una fonte di ricerca importante per la storia piemontese e nazionale, a disposizione di studiosi e cittadini che possono fare richiesta per usufruire della sala di consultazione. Incontriamo in questa sede, e in particolare negli uffici dove un tempo c’era la grande cappella rettangolare che occupava tutto il primo piano di cui rimane lo splendido soffitto a cassettoni, Anna Cantaluppi, direttrice, Elisabetta Ballaira, responsabile culturale e Ilaria Bibollet, responsabile dell’Archivio, per farci raccontare le attività della Fondazione 1563.   Dalle loro parole emergono con competenza ed entusiasmo le molte attività promosse, i progetti seguiti, le attività di conservazione e ricerca in ambito archivistico, storico, e storico artistico. La Fondazione ha come altro filone di attività fondamentale un articolato programma di studi sull’età e la cultura del barocco. L’impressione è che dietro alla sobria e severa facciata chiara di piazza Bernini ci sia oggi una vera e propria cittadella della cultura, operativa e vitale, che molti cittadini non hanno ancora scoperto nella sua ricchezza, specificità, multidisciplinarietà.  Una centrale operativa con un atteggiamento di grande apertura verso l’esterno che vale la pena di svelare e scoprire con attenzione, a partire dall’edificio. Ci facciamo accompagnare in un percorso di scoperta articolato e affascinante, che, data la vastità degli argomenti trattati, in questo primo incontro si focalizza sulla storia della Compagnia, sull’edificio e sulla preziosa quadreria. In un secondo momento analizzeremo gli archivi e i progetti di ricerca. Dottoressa Cantaluppi, ci racconta brevemente la storia della Compagnia?  La Compagnia nasce nel 1563 per iniziativa di 7 cittadini torinesi riunitisi per aiutare la gente povera nel solco della Controriforma. La novità è che non sono sette nobili ma sono esponenti delle nuove classi emergenti, borghesi, categoria sulla quale fa affidamento Emanuele Filiberto per fondare lo stato moderno del ducato sabaudo, infatti sin da subito sono registrati molti rapporti con la corte, con i diversi ordini sociali e anche con i gesuiti, che saranno punto di riferimento religioso per la Compagnia. È da ricordare anche la riapertura ad opera della Compagnia del Monte di Pietà cittadino per elargire prestiti che debellassero in qualche modo la piaga dell’usura: per farlo i confratelli (dal più ricco a quello che nei documenti viene definito “povero)” si autotassarono per...

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In Europa la riforma sul copyright. Appello ai parlamentari europei dall’Associazione Nazionale Stampa Online

Pubblicato da alle 13:18 in DOXA segnalazioni, Economia, Innovazione, Prima pagina | 0 commenti

In Europa la riforma sul copyright. Appello ai parlamentari europei dall’Associazione Nazionale Stampa Online

Riceviamo e pubblichiamo. Testo in discussione in Europa, ANSO – Associazione Nazionale Stampa Online – lancia un appello agli europarlamentari italiani affinché si attivino a tutela delle realtà editoriali.   Proteggere i contenuti originali dagli habitués del copia-incolla con una tassa sui link. Sembra andare in questa direzione la riforma europea sul copyright. Una direzione che «molto piace ai grandi editori, ma che finirà per danneggiare la piccola editoria digitale», denuncia il vice presidente di ANSO – Associazione Nazionale Stampa Online – Matteo Rainisio. «Facciamo quindi un appello ai nostri parlamentari europei affinché si impegnino a tutela delle migliaia di realtà presenti in Italia e che spesso rappresentano voci importanti dell’informazione locale e non solo». La questione è emersa nel recente appuntamento organizzato dallo European Internet Forum al quale Rainisio ha partecipato e che ha raccolto tutte le principali aziende IT, dal settore editoria (Sky, Guardian) a quello del commercio elettronico e non (ebay, Apple), dello streaming (Netflix, Amazon), oltre le principali compagnie telefoniche europee, la BEUC la principale associazione europea dei consumatori europei, decine di parlamentari e lobbysti (nel senso di americano del termine). All’ordine del giorno la riforma europea per il mondo del web. «Una risoluzione che dovrebbe essere approvata entro la fine del 2017 e che andrà a ridisegnare le regole del mercato europeo in materia di e-commerce, diritto d’autore e responsabilità di provider e gestori telefonici sulle azioni dei propri utenti/clienti», spiega il vicepresidente di ANSO. Dal punto di vista del mondo dell’editoria, l’articolo 11 della risoluzione, che una volta approvata dovrà essere applicata in tutti gli stati membri, ha il lodevole scopo di voler proteggere e valorizzare notizie e contenuti foto e video prodotte dalle testate presenti nel panorama europeo dal saccheggio che quotidianamente si verifica da parte di aggregatori e siti dediti al copia-incolla. «Per far questo però viene prevista l’introduzione dell’Ancillary Copyright o neighbouring rights che obbligherà chi condivide/linka/riproduce anche in forma parziale il contenuto a remunerare chi lo ha prodotto», precisa Rainisio. «L’introduzione di questi diritti piace molto ai grandi editori, ma finirà per danneggiare l’intero ecosistema della piccola editoria digitale in Italia e in Europa». Del resto, aggiunge, «dove una legge simile è in vigore – vedi Germania e Spagna -, i risultati hanno portato al fallimento di centinaia di start up editoriali. Addirittura, per com’è scritta oggi, la norma potrebbe imporre una vera e propria tassa sul link, anche a quelli condivisi su twitter. L’adozione di questo sistema obbligherebbe quindi i piccoli editori di tutta Europa a dover rinunciare al traffico proveniente da servizi come Google news o Facebook, aprendo così la strada ad una tassazione sui link presenti nei motori di ricerca. Ovviamente le aziende, come fatto in Spagna dove si è giunti alla chiusura del servizio di Google news, piuttosto che pagare vieteranno la condivisione di articoli danneggiando così i piccoli editori che perderanno un’autentica linfa vitale, mentre i grandi potranno da un lato guadagnare per i link, godere di una minore concorrenza e quindi di un aumento del traffico a discapito dei piccoli editori che invece, in molti casi, saranno costretti a spegnere i server». Di questo argomento, come spesso accade per tutto quello che riguarda l’iter legislativo del Parlamento Europeo, si parla poco. Il testo al momento è in Commissione e probabilmente approderà in Parlamento europeo solamente dopo l’estate...

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A presiedere la Fondazione CRT sarà Giovanni Quaglia. “Farsi storia per essere storia”.

Pubblicato da alle 16:48 in DOXA segnalazioni, Economia, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

A presiedere la Fondazione CRT sarà Giovanni Quaglia. “Farsi storia per essere storia”.

In un incontro organizzato appositamente per la stampa il Presidente Quaglia ha dato le prime indicazioni sulle linee che intende perseguire nel suo mandato, ha detto: “Costruire una Fondazione che sia sempre più una comunità di persone impegnate per gli altri e per il territorio, La Fondazione CRT deve farsi storia essa stessa per essere parte della storia”, ricordando poi il primo quarto di secolo di attività della Fondazione – con gli oltre 37.000 interventi per il welfare, la salvaguardia del territorio, l’arte, la cultura, la ricerca, l’istruzione e l’innovazione – e sottolineando alcune scelte compiute negli anni: in particolare, la costituzione della Fondazione Sviluppo e Crescita-CRT, della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea-CRT, della Società consortile per azioni OGR-CRT, della Fondazione Antiusura La Scialuppa CRT Onlus, nonché il ruolo essenziale avuto nell’istituzione e nel rilancio di REAM SGR S.p.A. e nella creazione di fondi immobiliari sociali nell’ambito della nuova frontiera della venture philanthropy, oltre al recente ingresso nell’azionariato di Equiter. “Guardando al futuro dobbiamo avere presenti tre esigenze: collocare le scelte in una prospettiva sistemico-strategica, fare squadra per condividere strategie, analisi e decisioni, perché da soli si può correre, ma solo insieme si può andare lontano, e costruire una Fondazione che sia sempre più una comunità di persone. Una comunità che ha una propria identità, ma che non si isola, avendo un forte senso di appartenenza e impegnandosi a interagire con le comunità di riferimento, come la Città di Torino e le realtà territoriali del Piemonte e della Valle d’Aosta, ovviamente inserite nel sistema Italia”. “Da ultimo – ha concluso il Presidente Quaglia – assicuro il massimo di passione e impegno per un compito che ritengo essere il coronamento di una vita spesa per il bene comune, ha assicurato che combatterà, con l’arguzia della citazione “in senso paolino” naturalmente. “Esprimo le più sincere congratulazioni e un ‘in bocca al lupo’ di buon lavoro al nuovo Presidente Giovanni Quaglia – così il Segretario Generale Massimo Lapucci – che, ne sono certo, come già avvenuto in passato potrà continuare a mettere al servizio della Fondazione CRT e del territorio la propria fattiva esperienza pluriennale, acquisita in aziende e istituzioni del Paese”. Giovanni Quaglia ha ricoperto per 11 anni la carica di Sindaco di Genola (il più giovane Sindaco d’Italia, allora ventiduenne), è stato Consigliere regionale del Piemonte (1983-1988) con il ruolo di Vice Presidente della Commissione Programmazione, Bilancio-Finanze, Personale, e Presidente della Provincia di Cuneo (1988-2004). È autore di numerose pubblicazioni scientifiche su temi economici e filantropici, ed è stato insignito di diversi titoli onorifici tra cui: Cavaliere di Gran Croce della Repubblica italiana dal 2002, dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi e Commendatore dell’Ordine di San Gregorio Magno, da San Giovanni Paolo II nel 2004. Ha ottenuto, inoltre, nel lontano 1995 dal Ministro Luigi Berlinguer, la Medaglia d’oro di prima classe per meriti particolari nel settore della cultura, dell’arte e dell’istruzione. Cuneese, classe 1947, laureato in Lettere, docente di Economia e Direzione delle Imprese presso l’Università degli Studi di Torino (Dipartimento di Management – Sezione di Economia e Direzione delle Imprese), Revisore Ufficiale dei Conti, giornalista pubblicista, il Presidente Giovanni Quaglia ha una consolidata esperienza al vertice di società anche quotate, enti, istituzioni, associazioni culturali e organizzazioni non profit.  Presidente delle società OGR-CRT, REAM SGR, Autostrada Torino-Savona, il Professor Quaglia è stato vice Presidente vicario sia della Fondazione CRT (1994-2000 e 2004-2012) sia della Fondazione Sviluppo e Crescita CRT (2007-2012). È stato Consigliere di Amministrazione di Unicredit fino al 2015, con il ruolo di componente dei Comitati...

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Quali sono le strategie per gestire i soldi ? Spiega tutto Debora Rosciani in un libro.

Pubblicato da alle 13:42 in Economia, Notizie, Pagine svelate, Prima pagina | 0 commenti

Quali sono le strategie per gestire i soldi ? Spiega tutto Debora Rosciani in un libro.

Martedì 7 febbraio alle 18.00 si terrà al Museo del Risparmio la presentazione del libro “Donne di denari. Le strategie vincenti per gestire i tuoi soldi”, in collaborazione con la casa editrice De Agostini. Impostato come un percorso a tappe che traccia l’evoluzione anagrafica e finanziaria di una donna (da sola e in coppia, eredità, divorzio, la casa, mondo del lavoro, investimenti, gestione dei soldi, come investire sui figli, pensione, previdenza e salute), il libro rappresenta una sorta di guida pratica alla gestione del denaro al femminile, che spiega quali sono gli errori da evitare, fornisce consigli e contiene interviste a esperte ed esperti finanziari. In allegato la locandina. Interverranno Debora Rosciani, autrice del libro e conduttrice della rubrica “Cuore e denari” su Radio 24, e la giornalista economica Barbara de Amicis. La presentazione sarà seguita da un piccolo aperitivo. L’ingresso è gratuito e l’iscrizione è obbligatoria entro il 6 febbraio scrivendo a INFO@museodelrisparmio.it e indicando il proprio nominativo e il numero di eventuali accompagnatori. Le iscrizioni saranno accettate fino al raggiungimento della capienza massima della sala....

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Il progetto di Confindustria sceglie Torino. Nascerà qui il primo Digital Innovation Hub.

Pubblicato da alle 19:38 in Economia, Eventi, Innovazione, Prima pagina, Università | 0 commenti

Il progetto di Confindustria sceglie Torino. Nascerà qui il primo Digital Innovation Hub.

La sede dell’Unione Industriale di Torino è stata scelta, prima in Italia, per la nascita e la Presentazione del primo Digital Innovation Hub. Questa Officina 4.0 sarà un soggetto che metterà in relazione i Competence Center, localizzati presso università e istituti di ricerca, luoghi ideali per sviluppare progetti ad alto contenuto tecnologico – e le imprese. Il piano prevede di aprirne una quindicina in tutta Italia. Nel suo intervento Elio Catania, Presidente di Confindustria Digitale, senza parafrasare ha evidenziato uno dei grandi problemi italiani, ossia la lentezza con cui abbiamo affrontato la rivoluzione digitale, un gap di circa 15 anni ci separa da altri paesi come la Germania. A questo problema si sta cercando una soluzione e i Digital Hub sono un passo nella direzione giusta. Necessitiamo una vera e propria trasformazione digitale finalizzata a rendere il paese più competitivo. Nel saluto rivolto alla platea ospitata nella sala dei 500, Dario Gallina, Presidente dell’Unione Industriale di Torino, ha ribadito che “la denominazione “Officina” intende sottolineare i caratteri tipici della cultura del lavoro propri della nostra area; concretezza, attenzione al particolare, capacità realizzative e nel contempo d’innovazione.  Nello stesso tempo, con il riferimento ad officina non intendiamo limitare alle attività manifatturiere questa indispensabile evoluzione, ma applicarla anche a tutte le attività di servizio.Quello che si prospetta è infatti un compito importantissimo, cruciale, per rendere più dinamiche ed efficienti le nostre imprese.  Si tratta di un passaggio fondamentale per consentire alla nostra manifattura e ai nostri servizi di restare competitivi a livello internazionale e al passo con i tempi. In concreto, il Digital Innovation Hub del Piemonte sarà a disposizione delle imprese per: sensibilizzarle rispetto alle opportunità di Industria 4.0, supportarle nell’accesso agli strumenti di finanziamento pubblici e privati e nella pianificazione degli investimenti, sostenerle nella crescita con un’attività di mentoring. Ma affinché l’operazione abbia successo è necessario che siano molte, moltissime le aziende che si rivolgeranno al Digital Innovatin Hub. E se non verrete voi da noi, verremo noi da voi. Perché oggi la trasformazione digitale è un passaggio fondamentale e necessario per ogni impresa che abbia a cuore il proprio futuro e che voglia confrontarsi ad armi pari con i concorrenti.  Sulla stessa linea Fabio Ravanelli, Presidente di Confindustria Piemonte, “vogliamo che la Governance di questo nuovo Digital Innovation Hub sia la più rappresentativa possibile, affinché ogni missione e ogni bandiera vi si possa riconoscere in un obiettivo condiviso. Presente anche Fabrizio Gea, Coordinatore Nazionale Hub Digitali, inserito nel gruppo di lavoro Nazionale guidato da Elio Catania, insieme hanno portato all’attenzione del Ministro Carlo Calenda.“I Digital Innovation Hub rappresentano un modello snello e concreto di supporto innovativo alle imprese con un coinvolgimento bottom up di territori, università e centri di ricerca di eccellenza e costituiscono un asset strategico per la crescita e lo sviluppo economico e industriale del nostro Paese. Il progetto ha l’obiettivo di creare una rete di “centri di competenza digitale” in grado di sviluppare servizi di orientamento, accompagnamento, studi di fattibilità e pre-analisi che consentano alle imprese di scegliere l’innovazione e applicarla in tempi e modi che ne consentano la massima valorizzazione sul piano tecnologico ed...

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Verrà restaurata e ricollocata la fontana di Piazza Benefica. Accordo tra Città, Intesa San Palo e il Centro Restauro di Venaria.

Pubblicato da alle 14:13 in .Arte, DOXA segnalazioni, Economia, galleria home page | 0 commenti

Verrà restaurata e ricollocata la fontana di Piazza Benefica. Accordo tra Città, Intesa San Palo e il Centro Restauro di Venaria.

L’opera d’arte “La totalità” dell’artista greco Costas Varotsos che dal 1999 è collocata nel giardino Luigi Martini di Piazza Benefica verrà restaurata e spostata all’interno di un’area del Giardino Grosa, lungo Corso Vittorio Emanuele II. Questa è la sintesi del Protocollo d’Intesa tra la Città di Torino, la Fondazione Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” e Intesa Sanpaolo, che sarà siglato a breve. Intesa Sanpaolo ha dato la propria disponibilità a sostenere il progetto di restauro e spostamento con un contributo di 150mila euro. Lo spostamento dell’opera è previsto entro la primavera. L’Assessorato alla Cultura si è molto adoperato per risolvere le problematiche legate a Piazza Benefica contattando la Circoscrizione e i cittadini e coinvolgendo il Centro di Restauro di Venaria e Intesa Sanpaolo. L’opera d’arte, collocata nel 1999 in piazza Benefica, è costituita da una struttura metallica inclinata in ferro su cui poggiano lastre triangolari di vetro sovrapposte che sorgono all’interno di una vasca d’acqua, posta al centro della piazza. Alta circa 9 metri fu ideata dall’artista greco Costas Varotsos e realizzata dall’Impresa di costruzioni Dioguardi che aveva costruito la nuova sede del palazzo Telecom, attualmente sede della RAI. Negli ultimi anni è emersa l’esigenza di trovare soluzioni per la sicurezza legate alle condizioni dell’opera. L’area della fontana dell’artista Varostos è stata molto tempo chiusa su tutti i quattro lati per evitare anche danneggiamenti e manomissioni. Piazza Benefica infine sarà oggetto di un progetto di riqualificazione che seguirà un percorso partecipato con la Circoscrizione e i cittadini. Fin qui il comunicato della Città, dove una spesa di circa mille euro al mese pesava sulle casse comunali per l’affitto della struttura che la impacchettava. Quello che è difficile sapere se l’arte verrà sostituita con l’arte, se la riqualificazione prevista prevede uno zampillo o un’idea che regali alla piazza un’identità contemporanea, la caratterizzi e le regali fascino. Dipenderà sicuramente dalle risorse disponibili, dai cittadini, dalla Circoscrizione ma più di tutto dalle idee. Si avrà tempo fino a primavera, quando la scultura verrà tolta e al suo posto si spera non resti solo un vuoto o il ricordo di un’opera d’arte. Pressapoco ciò che è successo all’imbocco della città, nella rotonda Maroncelli  con la scultura “Triade” di Arnaldo Pomodoro, sostituita da una rotonda indecorosa e triste....

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Nel 2010 nasceva l’associazione Archivio Carol Rama. Cristina Mundici, amica di lunga data dell’artista spiega tutela e promozione delle opere.

Pubblicato da alle 13:24 in Economia, Mostre, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Nel 2010 nasceva l’associazione Archivio Carol Rama. Cristina Mundici, amica di lunga data dell’artista spiega tutela e promozione delle opere.

Intervista a Maria Cristina Mundici, membro del Comitato Scientifico dell’Associazione Archivio Carol Rama e amica dell’artista. Olga Carolina Rama, nota come Carol Rama (Torino, 1918 – Torino, 24 settembre 2015) è una delle artiste del Novecento più interessanti e poliedriche che la storia dell’arte contemporanea abbia conosciuto.     A poco più di un anno dalla sua scomparsa Torino, la sua città natale, le dedica una mostra personale retrospettiva, che ripercorre gli oltre settant’anni della sua carriera, dal titolo The Passion According To Carol Rama, in corso alla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino fino al 5 febbraio 2017. In un’indagine più approfondita sulla controversa figura dell’artista torinese, dalle innegabili doti pittoriche, rivolgiamo alcune domande a Maria Cristina Mundici, storica dell’arte e membro del comitato scientifico dell’Associazione Carol Rama (insieme a Raffaella Roddolo ed Elena Volpato), colei che ha seguito l’artista negli ultimi vent’anni della sua vita, affiancandola e sostenendola non solo a livello professionale, ma anche amicale. L’Associazione Archivio Carol Rama nasce nel 2010, quando l’artista era ancora in vita. Cosa pensava Carol di questo progetto? Carol dall’estate del 2005, all’età di 87 anni, ebbe purtroppo una flessione dal punto di vista fisico e mentale, che evidenziò la necessità di una tutela legale e l’affiancamento, a lei, di persone che si prendessero amorevolmente cura di lei e la assistessero in tutte le sue necessità quotidiane. Da quel momento, anno dopo anno, Carol subirà un lento ma costante declino psichico e relazionale, seppur con una salute ferrea: per tutto il corso della sua vita Carol aveva seguito i dettami di uno zio – come lei amava ricordare – per una corretta igiene quotidiana, che favorirono il suo stato di salute anche negli ultimi tempi, quando si cibava esclusivamente di uova, gelati, omogeneizzati e spremute. Quindi Carol non ha avuto nel 2010 consapevolezza della costituzione dell’Associazione Archivio che nasceva proprio con le due funzioni principali di tutelare e promuovere la sua produzione artistica, attraverso due azioni indispensabili di cui quella precipua è l’archiviazione delle opere e di conseguenza l’elaborazione e la redazione di un catalogo ragionato. Mi può raccontare come si struttura il lavoro di ricerca e archiviazione delle opere? Il lavoro si articola su più fronti, ma sempre a partire dalla visione diretta delle opere per poter emettere un’archiviazione il più seria e corretta possibile. Innanzitutto spesso sono i proprietari dei lavori dell’artista che si rivolgono all’Archivio per l’archiviazione delle stesse. Per la redazione della “storia” di ciascun lavoro è necessario indicare la tecnica, la datazione, l’eventuale presenza di iscrizioni (collocate normalmente sul fondo o sul retro dell’opera) e – elemento molto importante – la specifica della provenienza, che risulta indispensabile per poter ricostruire i vari passaggi subiti dall’opera e rendere così il più precisa possibile la carta d’identità dell’opera stessa. A questa fase si somma la ricerca attraverso le fonti, che possono essere cataloghi e libri o testimonianze di persone che abbiano conosciuto e frequentato l’artista. Talvolta è l’archivio che contatta direttamente i collezionisti che sa essere in possesso di opere. Quest’ultima è stata un’operazione facilitata dal fatto che nel 1998, avendo io curato una mostra personale dell’artista allo Stedelijk Museum di Amsterdam e al The Institute of Contemporary Art di Boston, avevo condotto molte ricerche presso i collezionisti dell’artista anche grazie al suo...

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Progetti: quaranta giorni su Eppela e a 50% dell’obiettivo raggiunto CRT raddoppia.

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Progetti: quaranta giorni su Eppela e a 50% dell’obiettivo raggiunto CRT raddoppia.

  Dal 16 dicembre i vincitori del bando di Fondazione Sviluppo e Crescita CRT ed Eppela lanciano la raccolta fondi online.   Dai laboratori di cucina africana sotto la guida di donne migranti in veste di chef, alla “sonorizzazione” di parchi e giardini metropolitani, con esibizioni dal vivo di musicisti e mini lezioni di arte; dall’apertura al pubblico dei soundcheck dei concerti più importanti della stagione artistica dello storico locale torinese CAP10100 in riva al Po, al Festival delle borgate alpine per il “risveglio” culturale di 20 luoghi montani con ospiti nazionali e internazionali.        “Con Fondazione Sviluppo e Crescita CRT vogliamo incrementare ulteriormente il coinvolgimento dei cittadini tramite il web, affinché diventino co-protagonisti del sostegno diretto a progetti culturali e sociali rilevanti per il territorio – afferma il Segretario Generale della Fondazione Sviluppo e Crescita CRT Massimo Lapucci –. Saranno proprio gli utenti on line con le loro donazioni a determinare il successo delle campagne e le proposte più meritevoli: a noi il compito di raddoppiare le risorse raccolte, grazie al nostro contributo. Il crowdfunding, quindi, oltre a confermarsi come occasione di crescita anche per iniziative non profit, diventa anche una misura significativa e tangibile del valore di nuove iniziative attraverso un raddoppio del sostegno espresso con una modalità particolarmente ‘democratica’”.   Sono questi i primi quattro progetti di enti non profit culturali e sociali del Piemonte e Valle d’Aosta che hanno vinto il bando +Risorse di Fondazione Sviluppo e Crescita CRT ed Eppela e sono pronti, da venerdì 16 dicembre, a raccogliere fondi on line sulla piattaforma eppela.com/sviluppoecrescitacrt: a fronte delle offerte effettuate, i sostenitori saranno i primi beneficiari dei progetti stessi.   Presentati oggi in anteprima dal Segretario Generale della Fondazione Sviluppo e Crescita CRT Massimo Lapucci e dall’Amministratore delegato di Eppela Nicola Lencioni, questi quattro progetti hanno l’opportunità di andare alla conquista del mercato italiano del crowdfunding, il cui valore potenziale è stimato in circa 60 milioni di euro.    Le campagne di crowdfunding che si apriranno il 16 dicembre dureranno 40 giorni. È previsto il cofinanziamento delle offerte raccolte secondo il meccanismo del matching grant, per cui, al raggiungimento del 50% dell’obiettivo fissato, le donazioni saranno raddoppiate da Fondazione Sviluppo e Crescita CRT: il tetto massimo di risorse disponibili per l’intero progetto ammonta a 80 mila euro.   “La collaborazione con le Fondazioni di origine bancaria, per la valorizzazione del tessuto regionale italiano, è tra gli obiettivi che ci prefiggiamo di raggiungere nel prossimo biennio. Questa partnership con una realtà di prestigio come Fondazione Sviluppo e Crescita CRT segna un percorso importante su questa strada”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Eppela, Nicola...

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