E’ un vero e proprio Convivio con tanto di condivisione del cibo, gratuito ma con la gentilezza della prenotazione obbligatoria, il ciclo di incontri organizzati dalla Fondazione TRG alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani aperti alla collettività, per riflettere su tre diversi linguaggi teatrali legati ad altrettanti spettacoli in stagione. Il primo incontro è stata la lectio di Ugo Morelli sul linguaggio della filosofia. 

Così, in un estratto concessoci, il Prof Morelli, riporta verso quell’orizzonte di senso e significato che la filosofia si è dato da sempre:

Nell’epoca in cui la pervasività della tecnica sembrerebbe risolvere e neutralizzare ogni bisogno di interrogarsi, di dubitare e di pensare, scopriamo che siamo capaci di andare oltre ogni determinismo. Mentre la tecnica è deterministica ed è il risultato delle nostre stesse azioni e invenzioni come essere tecnologici, la nostra capacità di pensare e creare, componendo e ricomponendo in modi almeno in parte originale i repertori esistenti del mondo, è irriducibile e non deterministica. In questo senso la filosofia diventa un modo di essere più che una sola pratica intellettuale e riguarda l’esercizio della responsabilità che ognuno di noi ha prima di tutto rispetto a sé stesso e all’uso che fa della propria vita, e poi rispetto agli altri.

Può accadere, e purtroppo accade, che l’angoscia della certezza e il nostro atavico bisogno di sicurezza ci consegnino al conformismo e rischino di ridurre le nostre relazioni e la nostra socialità, il nostro bisogno di ricercare i significati e di esercitare il dubbio, ad una logica di branco o di massa, in cui la nostra capacità di pensare sembra ottusa, mentre seguiamo un capo branco che ulula e con cui ci disponiamo tacitamente ad ululare, adulandolo. Sarà, auspicabilmente, ancora una volta la filosofia, a consentirci una domanda che apra uno spiraglio, una inedita finestra di comprensibilità, su quello che stiamo facendo e su quello che sta accadendo. Quella domanda potrà costare molto a noi che ce la facciamo, ma scopriremo che farsela è vivere, tutto il resto è vegetare”

Ugo Morelli

 

Il secondo appuntamento in programma si terrà giovedì 11 aprile alle ore 17.30 con il pianista, compositore e musicologo italiano Carlo Boccadoro, e sarà dedicato al linguaggio della Musica. Boccadoro rifletterà su come la musica sia linguaggio universale che favorisce di per sé l’inclusione, in grado di trasmettere non solo melodie, ma anche idee. Musica e linguaggio sono infatti due aspetti innati nell’essere umano, e quest’ultima può diventare un importante strumento didattico ed educativo, grazie anche all’allenamento all’ascolto. Non per nulla Carlo Boccadoro (Macerata, 1963) è un compositore, musicologo e direttore d’orchestra di fama internazionale, ha fondato l’ensemble di musica contemporanea Sentieri selvaggi, e ha scritto numerosi libri, pubblicati da EDT, Garzanti, Marcos y Marcos, Longanesi, Einaudi e SEM.

L’ultimo incontro del Convivio, pensato per essere un tramite di esperienza e conoscenza, si terrà lunedì 13 maggio alle ore 17.30, con la psicologa e psicoterapeuta Carla Weber che dedicherà una riflessione al Mito; nell’ambito del Salone Off e organizzato in collaborazione con il Salone Internazionale del Libro, la lectio è legata allo spettacolo P. come Penelope, diretto da Emiliano Bronzino, che replicherà, sempre lunedì, alle ore 19.30.

La valorizzazione del linguaggio, architrave portante della Fondazione TRG, nelle sue molteplici declinazioni: virtuale, sonoro, del mito, della natura, della scienza, è sentito come imprescindibile strumento di comprensione e comunicazione, nella consapevolezza che i linguaggi teatrali possano dare un contributo alla crescita delle nuove generazioni nella realtà contemporanea.

Al tema della musica è legato anche lo spettacolo L’usignolo e l’imperatore, ispirato alla fiaba di Andersen, da martedì 16 a domenica 21 aprile, sia per le scuole che per le famiglie nel fine settimana e anche all’interno del Festival Giocateatro Torino.