Centoventi anni di storia, di innovazione e di radici industriali fertili e profonde. L’Unione Industriali Torino ha celebrato il suo 120° anniversario richiamando l’evento fondativo del 1906, quando oltre duecento imprenditori diedero vita alla Lega Industriale, il primo nucleo da cui nel 1910 avrebbe preso forma la stessa Confindustria. L’assemblea, svoltasi alla presenza di oltre settecento imprenditori e delle principali autorità civili e politiche — tra cui il Ministro per le Imprese e il Made in Italy Adolfo Urso, il Presidente di Confindustria Emanuele Orsini, il Sindaco di Torino Stefano Lo Russo e i rappresentanti della Regione Piemonte —, ha rappresentato un’importante occasione per tracciare le prospettive di sviluppo dell’economia piemontese.

L’appello centrale dell’evento è giunto dal Presidente dell’Unione Industriali Torino, Marco Gay, che ha proposto la firma di un vero e proprio “Patto per la città“. Nelle intenzioni di Gay, imprese, istituzioni, università, parti sociali e società civile devono fare squadra, definendo compiti chiari, risorse adeguate, tempi certi e risultati verificabili per accompagnare la crescita del territorio. Il legame tra il capoluogo piemontese e la produzione industriale resta infatti indissolubile: se l’automotive continua a garantire occupazione e posizionamento, l’industria torinese si propone oggi come un distretto fluido, integrato e multidisciplinare.

Per sostenere questa trasformazione occorrono infrastrutture adeguate e certezze sui tempi di realizzazione. Tra le opere ritenute fondamentali figura la Torino-Lione, strategica per consolidare i collegamenti internazionali. Parallelamente, il trasferimento tecnologico si conferma una leva decisiva per settori di punta come l’aerospazio, che nel torinese genera ben 7 miliardi di euro di fatturato, pari al 50% dell’export del Nord Italia nel comparto. Per contrastare la fuga dei talenti e offrire opportunità concrete ai giovani, Gay ha auspicato una sinergia sempre più stretta con gli atenei cittadini, da attuare attraverso sportelli universitari dedicati alle PMI, dottorati industriali, tirocini e contratti di ricerca più rapidi.

Sul piano dell’innovazione, la ricetta dell’associazione si fonda sulla cosiddetta “politica industriale 2.0”, strutturata attorno a quattro pilastri fondamentali: Innovazione, Industria, Istruzione e Infrastrutture. La sfida principale si gioca sul terreno dell’intelligenza artificiale e, in particolare, della Physical AI applicata alla manifattura di qualità. Non potendo competere sui volumi con potenze come Stati Uniti e Cina, il territorio deve puntare sull’eccellenza, sulla robotica avanzata e sull’integrazione tecnologica nei prodotti per difendere la propria sovranità strategica. In questo contesto, anche la realizzazione dei data center diventa un tassello imprescindibile per non rimanere esclusi dai processi di digitalizzazione.

Un’attenzione particolare è stata dedicata al mondo del lavoro e della fiscalità. Il Presidente ha espresso forti riserve verso l’estensione dei regimi di flat tax per le partite IVA, giudicandoli deleteri poiché rischiano di accentuare la precarietà lavorativa con ripercussioni negative sui futuri percorsi pensionistici delle nuove generazioni. Sguardo aperto anche verso l’Europa e i mercati globali, rifiutando ogni tentazione protezionistica a favore di una concorrenza leale con regole uguali per tutti. I giovani rappresentano la vera speranza del Paese, sia quelli attratti da carriere estero, sia quelli rimasti nelle periferie con percorsi precari. In merito agli episodi di violenza di piazza verificatisi nei giorni scorsi, Gay ha ribadito una ferma condanna, confermando la totale assenza di tolleranza verso ogni forma di prepotenza.

In chiusura dei lavori, il presidente Gay, affiancato da sei ex presidenti dell’Unione Industriali Torino, ha premiato le diciassette storiche aziende che risultano iscritte ininterrottamente fin dal 1906, anno di fondazione dell’associazione. Tra le realtà celebrate figurano Ahlstrom Italia, Becchis Osiride, Elantas Europe (già Albesiano), Faiveley Transport Italia, Ferrino & C., Francesco Lavaggi & Figlio, Giovanni Ambrosetti Autologistica, Italgas, Lanificio di Torino, Lindt & Sprüngli (già Caffarel), Martin Bauer (già Ulrich), Martini & Rossi, Michelin Italiana, SKF Industrie, Sta-Società Tecnologie Avanzate, Tessitura Bosio e Vincenzo Bona.

Renata Abegg