Voci e fotografie “scomode”. Il Caffè dei Giornalisti incontra Bassel Tawil.

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Moschea di Al-Fadil Città di Homs

Dal 26 novembre al 4 dicembre 2015 Siria: immagini dalla guerra. Mostra fotografica da Homs del fotogiornalista siriano Bassel Tawil Main hall – Campus Luigi Einaudi (Lungo Dora Siena 100, Torino)

Per la rassegna “Voci scomode”, l’associazione Caffè dei giornalisti, in collaborazione con il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino e la Maison des journalistes di Parigi, porta a Torino le fotografie di Bassel Tawil, fotogiornalista siriano, rifugiato da pochi mesi in Francia e accolto dalla Maison des journalistes di Parigi.

Le immagini esposte sono state scattate da Tawil durante l’assedio del regime siriano nel suo quartiere, a Homs, assurdamente devastata dalle bombe e dalla guerriglia: “Per me non è facile rivedere queste immagini perché portano con sé i miei ricordi legati alla città dove sono nato e vissuto e da dove sono dovuto fuggire. Ho sempre sperato venissero pubblicate… vorrei che tutti vedessero cosa accade in Siria”, spiega Tawil.

Bassel Tawil è nato a Homs, in Siria, nel 1988. Nel 2011 lascia l’esercito (il servizio di leva obbligatorio) per tornare nella sua città. Da quel momento comincia a interessarsi agli atti criminali del regime siriano, commessi nei confronti della popolazione del suo quartiere. Bassel lavora quindi con molte agenzie di stampa, in particolare l’Agence France Presse (AFP) e documenta l’assedio del regime siriano nella sua città a partire dal maggio del 2012: dal quel momento Homs vive una situazione molto critica per un lungo periodo, durante i quali gli abitanti non hanno rifornimento di del cibo, acqua ed elettricità. Sulla black list del dipartimento della sicurezza a causa della sua attività di fotografo, Bassel viene arrestato e detenuto per dieci giorni.

Città di Homs Cecchino

Riesce quindi a recarsi clandestinamente in Libano, dove rimane per sette mesi e dove le minacce continuano. Finalmente anche tramite l’impegno di Reporters sans frontières, l’AFP lo aiuta a ottenere i documenti necessari per trovare rifugio in Francia. Ottenuto lo status di rifugiato politico anche grazie al supporto di Committee to Protect Journalists, Bassel ora vive alla Maison des journalistes, dove continua a lavorare per documentare l’assedio della città di Homs, che rimane nel suo cuore: “Penso sempre alla mia casa e che presto ritornerò. Penso che Assad e Isis spariranno e che in Siria, un giorno, riusciremo a fare quello che vogliamo veramente, a vivere, a lavorare, senza paura”. Bassel Tawil sostiene il progetto Presse19, progetto di portata europea di sensibilizzazione alla libertà di espressione e all’importanza del pluralismo dell’informazione, promosso dalla Maison des journalistes, in cui si inserisce l’incontro “Voci scomode: storie di chi sfida il potere in Africa” che si terrà venerdì 27 novembre, alle 15, presso l’Aula Magna del Campus Luigi Einaudi.

Il progetto deve il suo nome all’articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948, che sancisce il diritto alla libertà di opinione ed espressione. La mostra “Siria: immagini dalla guerra” propone le fotografie di Bassel Tawil da Homs in una posizione non consueta, “scomoda”, per invitare a uno sguardo consapevole su quanto è raffigurato: troppe volte, infatti, le foto della guerra, delle rovine e delle persone che cercano di sopravvivere nonostante tutto, ci passano davanti veloci e violente dalle prime pagine dei giornali e dagli schermi televisivi. Qui invece chiniamo la testa per scegliere di vedere quello che è accaduto e continua ad accadere.

Le fotografie saranno esposte dal 26 novembre al 4 dicembre 2015 nella mail hall del Campus Luigi Einaudi. “Voci scomode” è organizzato con il patrocino di Comune di Torino e Ordine dei Giornalisti del Piemonte.

Edmondo Bertaina

Autore: Edmondo Bertaina

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