rosso rosso Valentine_Archivio di Stato Torino

Inaugurata nelle auliche sale dell’Archivio di Stato di Torino in Piazzetta Mollino, rimane aperta sino al 31 dicembre l’interessante mostra documentaria dal titolo “rosso, rosso Valentine Olivetti, un caso di design e comunicazione”, dedicata ad un prodotto simbolo del costume degli anni‘60, la Valentine Olivetti, macchina da scrivere portatile rosso fiammante disegnata da Ettore Sottsass jr.
La portatile, oggi, diventa un oggetto che uno si porta dietro come si porta dietro la giacca, le scarpe, il cappello; voglio dire quelle cose alle quali si bada e non si bada, cose che vanno e vengono, cose che tendiamo a smitizzare sempre di più”… “Ho immaginato la Valentine come fosse la biro delle macchine per scrivere… il prodotto pop della Olivetti in contrapposizione alla chic Lettera 22…”.Con queste parole Ettore Sottsass introduceva la presentazione della sua nuova creatura.
Siamo nel 1969; il mercato delle macchine per scrivere  – professionali e portatili, meccaniche ed elettriche – è dovunque prossimo alla saturazione, mentre l’elettronica comincia a penetrare nel mondo delle imprese con i medi e grandi sistemi e con i primi calcolatori da tavolo (es. l’Olivetti Programma 101 uscita nel 1965). Figlia degli anni della contestazione studentesca, Valentine segna una rottura con la tradizione olivettiana delle Lettera 22 e Lettera 32, è realizzata in plastica al posto dell’alluminio, è trasgressiva, si rivolge ai giovani, fa appello alla moda e al nuovo stile di vita che sta nascendo. A distanza di quasi mezzo secolo è ancora una fresca immagine della ventata innovativa di quegli anni.
La mostra è curata dall’Associazione Archivio Storico Olivetti con il patrocinio della Regione Piemonte. L’associazione, che ha sede ad Ivrea, è membro del CoBis, coordinamento delle Biblioteche Speciali e Specialistiche di Torino, di cui ricordiamo il recente e interessante convegno su Biblioteche e Wikipedia organizzato lo scorso settembre presso l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica.
Attraverso pannelli, foto, manifesti, locandine e documenti la mostra racconta la particolare vicenda di un prodotto che ha segnato un momento di innovazione nel design, ma che ha introdotto anche l’idea di comunicazione integrata. La campagna pubblicitaria che ha accompagnato il lancio della Valentine, infatti, è caratterizzata dai toni scherzosi dei testi e dalla grafica dei bozzetti che corrispondeva, in qualche modo, al design e al colore stesso della Valentine.

Rosso rosso Valentine

Grafici noti come Milton Glaser (autore di un famoso poster pubblicitario ispirato alla Morte di Procri di Piero di Cosimo del 1495 conservato alla National Gallery di Londra) Yoshitaro Isaka e George Leavitt sono riusciti a creare un’immagine Valentine che prevalse persino sull’immagine globale della Olivetti. 
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La mostra si articola in cinque aree tematiche, introdotte da un pannello esplicativo che ne introduce i contenuti, che vanno dal progetto di  Ettore Sottsass e il contesto storico alla campagna pubblicitaria di lancio, sino all’iconica immagine scelta per i manifesti per l’affissione.
Un punto video nella mostra propone alcuni degli spot pubblicitari dedicati alla Valentine, anch’essi espressione della cultura di quegli anni. All’ingresso un altro punto video propone un filmato storico sulla Olivetti e uno short di Ettore Sottsass sul design delle macchine per scrivere.

  • Purtroppo l’altra sera è scomparsa  Laura Olivetti, figlia di Adriano, nella sua casa di Ivrea dove risiedeva.
    Presidente della Fondazione Adriano Olivetti dal 1997, quest’anno aveva ricevuto il Premio Unesco Ombre della Sera alla Cultura.
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