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Venerdì 6 maggio, certi di aver indossato un abito scuro, intorno alle 20 e 15, dirigetevi dalle parti di Via San Francesco da Paola, al numero 17 c’è il Palazzo Costa Carrù della Trinità, progettato dal conte Ignazio Birago di Borgaro nel 1781, sotto la volta di questo gioiello barocco è in programma una cena di gala. 
Questa la sede scelta dalla Delegazione Torinese della Fondazione Veronesi, per sostenere un progetto dedicato all’oncologia pediatrica: un’occasione di serena convivialità, una cena per raccogliere fondi da dedicare al progetto Gold for Kids.
Ad accogliervi ci sarà il Professor Paolo Veronesi, Direttore Divisione di Senologia Chirurgica IEO e Consigliere della Fondazione Umberto Veronesi, la dott.ssa Adele Artom rappresentante della Delegazione Torinese, il maestro Ugo Nespolo, lo scrittore e regista Ivan Cotroneo, l’attrice Ornella Muti, il Sindaco della Città di Torino, il violinista Guido Rimonda, il coro delle voci bianche di Valperga Caluso e molti altri amici accomunati dalla stessa sensibilità.
 
Gold for Kids nasce nel 2014 a sostegno dell’oncologia pediatrica, con l’obiettivo di sostenere le migliori cure secondo i più elevati standard internazionali per i pazienti di oggi e favorire la ricerca clinica per i pazienti di domani.
Grazie alla generosità di molti, nei primi due anni sono stati raccolti circa 430.000 euro.
Nel biennio 2014-2015 ciò ha reso possibile l’apertura di due studi clinici (leucemia mieloide acuta e linfoma di Hodgkin) e tre studi osservazionali (MOD 1.01, ROT e leucemia mieloide cronica).
Per il 2016 Fondazione Veronesi ha deciso di sostenere le cure per i tumori cerebrali pediatrici, i più diffusi dopo le leucemie e, spesso, più difficili da curare. Per questo è ancora più importante sostenere i migliori protocolli di cura. 
I tumori del sistema nervoso centrale rappresentano per incidenza la seconda neoplasia dell’età pediatrica dopo le leucemie. Sono i tumori solidi più comune nei primi 15 anni di vita e rappresentano il 20-25% di tutti i tumori pediatrici. In Italia, si ammalano ogni anno tra 400 e 450 bambini da zero a 15 anni.  I trattamenti multidisciplinari basati su neurochirurgia, radioterapia e chemioterapia hanno determinato in Europa un miglioramento della sopravvivenza a 5 anni dal 60% al 73% dal 1970 agli anni 2000 con una riduzione del rischio di morte del 3% per anno, ma l’obiettivo finale è arrivare, naturalmente, al 100%.
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