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Appuntamento con la musica in Torino e dintorni: date dei concerti, informazioni sui cantanti

Appuntamento con la musica in Torino e dintorni: date dei concerti, informazioni sui cantanti

 

Gli incantesimi di un Auditorium. Lingotto Musica ospita la Mahler Chamber Orchestra.

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Gli incantesimi di un Auditorium. Lingotto Musica ospita la Mahler Chamber Orchestra.

Lingotto Musica. I grandi spazi vuoti, dai silenziosi soffitti altissimi, dove le luci sfumano nell’ombra e si apre la possibilità di un incantesimo sublime, sono talvolta luoghi colmi di ineffabile, paradossalmente lontani da quella definizione perfetta di Marc Auge, l’antropologo francese: “non-lieu”, non luoghi. Perfetto per un viaggiatore smarrito, stazione di sosta per un tempo sociale, in cui l’identità sottomette l’anonimato imperante, progettato per assolvere ad un rito tanto essenziale quanto arcaico l’Auditorium di Torino, sotterraneo ipogeo del Lingotto come etrusca caverna è il baricentro di indubbie felicità acustiche. Sul suo placo trovano casa i concerti della stagione sinfonica di Lingotto Musica e a giorni arriverà la Mahler Chamber Orchestra accompagnata da un violinista d’eccezione, il finlandese Pekka Kuusisto, per precisione venerdì 30 alle ore 20 e 30. La serata si aprirà con Le tombeau de Couperin di Maurice Ravel, trascrizione dello stesso autore dell’omonima suite pianistica datata 1914. Omaggio di Ravel a Couperin, simbolo di un’età dell’oro della musica francese, fu successivamente orchestrata per la compagnia dei Balletti Svedesi di Rolf de Maré. A seguire il Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 35 di Pëtr Il’ič Čajkovskij, opera scritta nel 1878 e sin dalla sua prima esecuzione, a Vienna nel 1881, divenuta una delle pagine più amate dal grande pubblico nonostante la tiepida accoglienza della critica dell’epoca; in anni più recenti la sua fortuna ha raggiunto una dimensione che travalica il mondo della musica classica per essere stato il brano protagonista del film “Il concerto” del regista rumeno-francese Radu Mihăileanu. La conclusione, grandiosa. sarà affidata alla Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92 di Ludwig van Beethoven, composta nel 1812 quasi in contemporanea all’Ottava e a quattro anni di distanza dalla precedente Sinfonia Pastorale. va ricordato come la sinfonia fu accolta con stupore dai contemporanei per il suo carattere eccentrico, sebbene il celebre Allegretto riscosse sin da subito unanime consenso. Toccherà all’acutezza critica di Wagner capovolgere le ricorrenti censure contro la stravaganza, cogliendo l’essenza di quella ebrezza che freme nell’opera: “questa Sinfonia è l’apoteosi stessa della danza, è la danza nella sua essenza più sublime”....

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“Around Bach” la musica antica dell’ensemble Armoniosa per l’Unione musicale.

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“Around Bach” la musica antica dell’ensemble Armoniosa per l’Unione musicale.

Con il concerto di stasera, da giorni in sold out, biglietti tutti venduti, l’Unione Musicale inaugura una nuova stagione della serie L’altro suono, che da oltre vent’anni porta a Torino i più interessanti artisti specializzati nel repertorio di musica antica. Sul palco del Teatro Vittoria, alle ore 20, ci sarà l’ensemble Armoniosa, nato nel 2012 dall’équipe artistica formatasi all’interno dell’Istituto Liturgico-Musicale della Diocesi di Asti e composta da Francesco Cerrato, Stefano Cerrato, Marco Demaria e Daniele Ferretti, a cui si è aggiunto il cembalista ed esperto di basso continuo Michele Barchi.  Un team che si è guadagnato un posto speciale sulla scena barocca internazionale, grazie a eccellenti incontri con artisti come Reinhard Goebel e Trevor Pinnock, a una regolare presenza nei più importanti festival europei e all’intensa attività discografica per l’etichetta tedesca MDG. Elogiati dalla critica per «la coesione dell’insieme e per un amalgama timbrico morbido e luminoso», i musicisti di Armoniosa propongono al pubblico di Torino un programma intitolato Around Bach perché «dopo esserci dedicati lungamente alla musica italiana, siamo “approdati” a Bach e ci piace proporlo con la nostra visione, ci piace usare i nostri strumenti, la nostra formazione, e presentarlo al pubblico in una declinazione sonora certamente nuova, innovativa». Ma nel programma di Armoniosa non c’è solo Bach: «abbiamo voluto inserire anche alcuni brani italiani, perché Bach guardava all’Italia, tanto da portare ai suoi ascoltatori le trascrizioni per tastiere dei concerti di Vivaldi, a studiarli profondamente, a farli suoi». Armoniosa presenterà dunque in apertura una Sonata per violino, violoncello e continuo di Giovanni Benedetto Platti, autore veneto trasferitosi presso la corte dell’arcivescovo di Würzburg, in Germania, e due Concerti dall’Estro Armonico op. 3 di Vivaldi che, prendendo spunto dalle versioni bachiane per clavicembalo solo, sono stati trascritti da Michele Barchi per clavicembalo, archi e continuo. Particolare anche la proposta della Seconda suite per violoncello di Bach, realizzata col basso continuo: «Quanti violoncellisti studiano ogni giorno le Suites immaginando un accompagnamento, cercando una guida armonica? Noi abbiamo provato a realizzare quello che tutti gli amanti di queste pagine hanno immaginato… il risultato è sorprendente ed emozionante». Una interessante intervista all’ensemble Armoniosa è possibile leggerla a questo link:  http://www.unionemusicale.it/serviamo-la-musica-con-rigore-e-passione-intervista-esclusiva-ad-armoniosa/  ...

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L’Ottetto d’archi della Filarmonica di Berlino omaggia Strauss, Brahms e Mendelssohn.

Pubblicato da alle 16:51 in galleria home page, Musica, Spettacoli | 0 commenti

L’Ottetto d’archi della Filarmonica di Berlino omaggia Strauss, Brahms e Mendelssohn.

Il piacere timbrico, tutto tedesco, di un’ensemble così coeso e corposo come quello che è previsto per il varo della nuova stagione dell’Unione Musicale di Torino è una rarità di indubbio prestigio. Il Conservatorio Giuseppe Verdi ospiterà infatti il concerto dell’Ottetto d’archi della Filarmonica di Berlino.  Vi si erano esibiti esattamente dieci anni fa, ora la storica formazione nata tra le file dell’Orchestra berlinese, fondata nel 1994, composta da quattro violini due viole e due violoncelli sono Daniel Stabrawa, Peter Brem, Andreas Neufeld, Christoph von der Nahmer violini, Martin von der Nahmer, Walter Küssner viola. Mathias Donderer, Christoph Igelbrink violoncello. Acclamato dalla critica mondiale per la sua «tecnica straordinaria, l’entusiasmo del suonare assieme e il suono di intenso spessore armonico», l’Ottetto realizza la sintesi perfetta tra l’intimismo cameristico e la sonorità generosamente sinfonica dei gloriosi Berliner. Guidato da Daniel Stabrawa, primo violino di spalla anche dell’Orchestra, l’ensemble adatta la sua formazione a seconda delle esigenze di programma, suonando quindi anche in quartetto, sestetto e nonetto con l’aggiunta del contrabbasso. Saranno due sestetti ad aprire il concerto di Torino, tutto dedicato al repertorio tedesco: si comincia con l’ouverture per sestetto d’archi di Capriccio, ultima opera teatrale di Richard Strauss (1942), un brano che ha conosciuto grande fortuna come pezzo strumentale autonomo.  A seguire il giovanile Sestetto in si bemolle maggiore op. 18 di Brahms, opera emblematica per la sua collocazione storico-estetica fra le categorie del Romanticismo musicale. Nato tra il 1859 e il 1860 ad Amburgo come prova di scrittura per soli archi, nonostante l’originale intenzione sperimentale ottenne fin da subito uno spontaneo successo presso i contemporanei per il suo spirito amabile e disteso e per la strumentazione raffinata, densa di colori sfumati. Nella seconda parte l’ensemble si presenta al completo per eseguire l’Ottetto in mi bemolle maggiore op. 20, composto da Mendelssohn quando aveva appena sedici anni, brano che a buon diritto si può considerare come sua prima vera opera matura. Quello che colpisce di più è l’abilità nel maneggiare un organico così vasto, usato spesso a otto parti reali, un intreccio in cui ogni strumento suona una parte diversa e indipendente. È un prodigio di esuberanza giovanile che si guadagnò il plauso entusiasta di Schumann e rimase sempre tra i lavori preferiti dal suo autore. Pier Sorel  ...

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La Missa Solemnis di Beethoven apre la 25° stagione di Lingotto Musica.

Pubblicato da alle 12:12 in Musica, Prima pagina, Spettacoli | 0 commenti

La Missa Solemnis di Beethoven apre la 25° stagione di Lingotto Musica.

Preceduto da una conferenza introduttiva di Giorgio Pestelli prevista alle 18.30 nella Sala Berlino del Centro Congressi del Lingotto, il concerto che inaugura la venticinquesima stagione dei Concerti del Lingotto di giovedì 11 ottobre sarà ’esecuzione, della Missa Solemnis in re maggiore per soli, coro e orchestra op. 123 di Ludwig van Beethoven, pietra miliare nella storia della musica sacra e capolavoro unico e irripetibile nella produzione dell’autore. Il concerto è dedicato alla memoria di Sergio Marchionne, che è stato vicepresidente di Lingotto Musica dal 2008 fino alla sua prematura scomparsa avvenuta nel luglio di quest’anno. Ad aprire questa nuova edizione sarà il direttore tedesco Frieder Bernius, per la prima volta sul palco dell’Auditorium Giovanni Agnelli, insieme al Kammerchor Stuttgart, formazione vocale da lui fondata nel 1968 e ben presto impostasi all’attenzione internazionale, e alla Hofkapelle Stuttgart, altra sua creatura nata nel 2006 come naturale ampliamento della Barockorchester Stuttgart, con la finalità di riproporre il repertorio classico e romantico attraverso esecuzioni su strumenti d’epoca e relativo diapason. L’opera, appartenente all’ultimo periodo della creatività beethoveniana, doveva inizialmente essere dedicata all’arciduca Rodolfo d’Asburgo, allievo e amico di Beethoven, in occasione della sua investitura ad arcivescovo di Olmütz in programma nel marzo del 1820. La gestazione dell’opera, iniziata già nel 1818, si protrasse oltre il dovuto e questa fu consegnata nelle mani del dedicatario solamente nel 1823. La prima esecuzione parziale del lavoro (furono presentati inizialmente Kyrie, Credo e Agnus Dei) ebbe luogo in forma di concerto il 7 marzo 1824, insieme alla prima esecuzione nientemeno che della Nona Sinfonia, mentre per la prima esecuzione integrale bisognerà attendere l’aprile del 1824, quando fu eseguita a San Pietroburgo per conto del Principe Nikolaus Galitzin. Il cast vocale della Messa è costituito dal soprano Johanna Winkel, il mezzosoprano Sophie Harmsen, il tenore Sebastian Kohlhepp e il baritono Arttu Kataja.   Alla prima pare che Beethoven, vestisse con un frac verde e, abbia assistito al concerto dalla fossa dell’orchestra; senza udire la musica, senza sentire gli applausi, si accorse del successo quando il pubblico inizia a sventolare dei fazzoletti bianchi. Salì in proscenio, commosso, per inchinarsi....

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Le notti torinesi “over” dondolano nell’amarcord musicale ’80 ’90.

Pubblicato da alle 15:54 in Fashion, I nuovi Shop, Musica, Prima pagina | 0 commenti

Le notti torinesi “over” dondolano nell’amarcord musicale ’80 ’90.

Esiste un universo notturno che sa ancora essere galante. Dove la donna non paga dopo le 23 o le vengono riservati sconti e agevolazioni se vuole gustare apericena e drink. E dove, soprattutto, alla porta d’ingresso i body guard sanno essere dei veri cavalieri. E’ l’universo della “generazione over” (trenta) di Torino nel Mondo, fondata da Roberto Di Crescenzo, che sta per ripartire con un lungo calendario invernale. Abbandonate le piste a cielo aperto del Whitemoon o del Patio, il primo appuntamento con le serate “adulte” di Tnm è per venerdì 5 ottobre quando riaprirà i battenti una delle discoteche più grandi di Torino, il Bamboo, immerso nel verde ai piedi della collina, in corso Moncalieri 145. L’ambient perfetto per tornare al passato, a quegli anni ’80 e ’90 quando nelle piste da ballo nascevano amori, si vivevano esperienze sulla scia di una colonna sonora che le avrebbe rese indelebili. E quella colonna sonora sarà ogni volta riproposta da Roberto Di Crescenzo attraverso i live di cover band quali gli Explosion o i Disco Inferno. O attraverso i suoi tanti dj set con gli artisti migliori del panorama musicale. Ma, per gli over trenta più “giovani” a disposizione c’è anche una pista dedicata all’house e per i più ballerini, una dedicata alla musica latino americana. La notte della “generazione over” inizia alle 21 con l’apericena (12 euro gli uomini, 10 le donne) per poi continuare fino a notte fonda. “La generazione adulta è quella che ha voglia di divertirsi nel massimo confort e relax – spiega Roberto Di Crescenzo – per questa ragione le nostre serate non possono trascurare i particolari, come la galanteria verso le donne, il buon cibo, la location e la buona musica”. Dal venerdì al mercoledì il passo è breve, e dalla prossima settimana, infatti, ecco Tnm approdare sulle splendide terrazze del Turet, proprio in piazza Solferino. Anche qui si comincia con un ricco aperitivo (13 e 10 euro) e la possibilità di cenare al tavolo. Sabato 13 ottobre, infine, la “generazione over” avrà la possibilità di partecipare all’apertura del nuovissimo locale torinese il Different, in corso Vittorio 21, un luogo nuovo, disposto su due piani, unico in città, un po’ discoteca, un po’ ristorante, che sarà in grado di stupire i propri clienti. Si comincia anche qui dall’aperitivo (13 e 10 euro), per continuare con la musica anni ’80 e ’90, l’house e il latino americano. info. e prenotazioni...

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“E lucevan le stelle…. “ I love you Tosca: un melodramma per tutti a MITO.

Pubblicato da alle 10:42 in galleria home page, Musica, Spettacoli | 0 commenti

“E lucevan le stelle…. “ I love you Tosca: un melodramma per tutti a MITO.

“E lucevan le stelle…. “ per Mito Settembre Musica Tre atti memorabili che rendono la Tosca una tra le più famose opere liriche musicate. Tre atti che per gli spettatori-ragazzi diventano un trampolino di lancio nel  mondo delle passioni, della storia, del dramma. Mito Settembre Musica anche quest’anno dedica uno spazio magico ai bambini. Alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani è andata in scena la grande opera di Giacomo Puccini, in una versione “giovanile” , travolgente e vivace. Bravi i principali ed unici attori Yanmei Yang, voce e Marco Mazzoni, performer. La rivisitazione melodramma del grande compositore è diretta e semplice. Essenziale. Non sono presenti tutti gli orpelli storici e gli intrighi di palazzo del libretto pucciniano, ma ogni battuta e ogni canzone espongono il vero significato dell’opera: la passione in tutte le sue sfumature.  Floria Tosca è la prima vittima del dramma. La folle gelosia percorre il personaggio dall’inizio alla fine in un crescendo di colpi di scena, necessari ed invadenti, che richiamano l’oblìo, il delirio, l’annientamento, il tormento, lo sgomento. La morte. Il cavaliere Mario Cavaradossi, pittore e amante di Tosca non è da meno. Personaggio poco riuscito, forse,  ma con un ruolo determinante. Appassionato dell’arte e dell’amore, della bellezza e dei nobili ideali, il pittore appare debole ma deciso: sa esporsi con prestigio e rilevanza scenica. Indimenticabile ed unica, come la melodia, la sua performance, prima della morte. Anche lui sarà una vittima, della falsità e della malevolenza, dell’ingiustizia e dell’ipocrisia. Della cieca gelosia. Cesare Angelotti, ex Console della caduta Repubblica Romana bonapatista, fratello della marchesa Attavanti; vive della sola passione politica e della gloria. Personaggio informe e sfortunato, nelle battute e nell’esito finale. Ma forse era questo l’intento di Puccini. Il barone Scarpia, feroce e malvagio nel suo ruolo ufficiale è alquanto subdolo e sprezzante. Drammaticamente e musicalmente “indecente” nella sua libidine è vittima della passione sensuale, del possesso, del raggiro. Ricatta Tosca nella maniera più infame per poi morire tragicamente. Funesta morte che provocherà il declino della storia e del melodramma.  La Tosca di Giacomo Puccini si ascolta e si vive attraverso il turbamento degli animi, la vera passio del latino classico. E non si può fare a meno di provare una forte emozione lungo lo svolgersi degli eventi, un’emozione violenta che è capace di dominare la volontà di chi la sperimenta attraverso le melodie accorate e calde del compositore. Apprezzata dal giovane pubblico, I love you Tosca ha saputo trasmettere il vero significato del melodramma: la commovente forza drammatica della rappresentazione scenica, dove musica, teatro e danza stravolgono e ribaltano gli eterni temi dominanti dell’uomo. Amore e morte. Maria Giovanna...

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Teatro Regio e Conservatorio aprono le audizioni per il Coro delle voci bianche.

Pubblicato da alle 13:30 in Musica, Notizie, Prima pagina, Spettacoli | 0 commenti

Teatro Regio e Conservatorio aprono le audizioni per il Coro delle voci bianche.

Il Teatro Regio e il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino organizzano, nei giorni 4 e 7/9/2018 dalle ore 16.30 alle ore 18 presso la Sala Caminetto del Teatro Regio due open days volti a presentare alle famiglie l’attività del Coro di voci bianche. L’intento è quello di far conoscere al maggior numero possibile di persone, assistendo direttamente allo svolgimento di una lezione-tipo, l’opportunità di prendere parte a un’attività di altissima rilevanza sia sul piano artistico sia su quello didattico; ai ragazzi che ogni anno, a seguito di una selezione, entrano a far parte della realtà del Coro di voci bianche viene infatti offerta l’opportunità di iniziare un percorso che, attraverso uno studio approfondito del solfeggio e della tecnica vocale, li condurrà sul palcoscenico di uno dei teatri d’opera più prestigiosi nel panorama nazionale e non solo, la particolarità che è doveroso segnalare è, che si tratta di un’attività completamente gratuita. Nel corso degli open days i ragazzi interessati, potranno iscriversi alle audizioni annuali per accedere ai Corsi Propedeutici all’ingresso nel Coro di voci bianche: l’attività dei corsi si articolerà in due appuntamenti settimanali: una lezione di Canto presso la Sala Coro del Teatro Regio e una lezione di solfeggio presso la sede del Conservatorio. Per sostenere l’audizione, i ragazzi dovranno preferibilmente preparare il canto popolare Sentiam nella foresta, la cui traccia audio e il testo sono disponibili tramite questo collegamento. Udiam nella foresta il cuculo cantar, ai piedi di una quercia lo stiamo ad ascoltar, cu cu, cu cu, cu cu, cu cu… La notte tenebrosa non c’è chiaror lunar. Sentiam nel fitto bosco i lupi ad ulular, Ahu, ahu, ahu, ahu, ahu… Dalle lontane steppe sentiam fin quaggiù rispondere alle renne gli allegri caribù, bau, bau, bau, bau, bau… Le audizioni, che si terranno nel mese di settembre, sono riservate agli allievi delle classi II,III, IV e V della Scuola Primaria.   Per informazioni e iscrizioni agli open days e alle audizioni contattare: tel: 011.8815.227 dal lunedì al venerdì dalle ore 11.30 alle ore...

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L’Opera Lirica raccontata da Mario Acampa per Sky Classica ha per teatro le OGR.

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L’Opera Lirica raccontata da Mario Acampa per Sky Classica ha per teatro le OGR.

“L’opera lirica è quella rappresentazione in cui il tenore cerca di portarsi a letto il soprano, ma c’è sempre un baritono che glielo vuole impedire”.  Condensato in questo fulminante e amatissimo aforisma di George Bernard Shaw, è facile ritrovare tutta la mitologia di una forma d’arte che fu nazionalpopolare e ora, pare, riservata a pochi. Un pò emarginata dai grandi media, acclamata o criticatissima a seconda del momento, conquista la ribalta nazionale solo nel momento in cui alla Scala di Milano si palesano politici e personaggi influenti per assistere alla prima, mentre attraversano il foyer. Un accenno al direttore, un sospiro sull’allestimento e finalmente il discorso può gettarsi armi e bagagli sulle mise femminili delle consorti. E tanti saluti al teatro che si fa musica. Eppure, come scrive Alberto Mattioli, nel suo ultimo fortunato  libro Meno Grigi più Verdi, edito da Garzanti, “… nel complesso l’opera italiana è stata anche un fenomeno nazionalpopolare. Una specie di utopia, non solo culturale ma anche sociale, per una volta realizzata: uno spettacolo che nasce dalle corti, élitario, costosissimo, difficile basato su convenzioni improbabili, cantato in una lingua alta e letteraria, sostanzialmente artificiale e su forme musicali talvolta basiche, ma più spesso assai complesse che però misteriosamente riesce a parlare a tutti, o almeno a tutti quelli che riescono ad avvicinarglisi”.         Ecco, l’opera rimane tutt’ora questa diavoleria di matrice prettamente italiana che parla a tutti, o quasi. Per provare ad intenderla meglio e, magari apprezzarla un giovane artista torinese ha messo in scena una trasmissione televisiva, il grande medium, dal titolo TAO, scegliendo come sede delle riprese le Officine Grandi Riparazioni di Torino. A trasmettere tutte le dieci puntate il canale di Sky, Classica HD.  Nessun riferimento al pensiero cinese, ma più semplicemente un acronimo: Tutti all’Opera. A scrivere e condurre le dieci puntate è Mario Acampa, voce e volto molto noto, tra radio, cinema e televisione. L’occasione della puntata dedicata alla Traviata di Verdi, appena andata in onda e l’imminente Turadot pucciniana prevista per settembre ci ha convinto ad incontrarlo. Come è nata l’idea di fare un programma legato alle opere musicali? Soprattutto se rivolta ad un pubblico giovane? Mi sono avvicinato all’opera per la prima volta come attore, quando avevo 20 anni circa. Mi proposero il ruolo protagonista nell’operetta Al cavallino Bianco. Ero abituato al musical e non sapevo a cosa sarei andato incontro, ma quando ho sentito l’orchestra suonare quelle musiche e ho avuto la possibilità di cantare, ho capito la potenza dell’opera e della musica classica. Amo l’opera e mi ha cambiato la vita. Adesso che sono anche autore e conduttore vorrei dare quella gioia ai ventenni che non sanno cosa si perdono. Così è nato TAO, Tutti All’opera, grazie soprattutto al direttore di Sky Classica Piero Maranghi e al direttore artistico Paolo Gavazzeni che hanno creduto nella mia idea e hanno sostenuto il progetto con passione e lungimiranza. La scelta di utilizzare le OGR come set da cosa deriva?  Una disponibilità offerta o un preciso disegno per generare un certo tipo di ambiente, di suggestione? Il format che ho scritto si basa su un concetto molto semplice, prendere la tradizione, capirla fino in fondo e con rispetto, e divulgarla in modo immediato. Serviva una location che riuscisse ad esprimere questo messaggio e ho pensato subito alle...

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Seeyousound, l’immagine della musica. Quinta edizione e nuovo direttore.

Pubblicato da alle 13:08 in Innovazione, Musica, Prima pagina, Spettacoli | 0 commenti

Seeyousound, l’immagine della musica. Quinta edizione e nuovo direttore.

Seeyousound: incombe la V edizione del festival che unisce cinema e musica, prevista dal 25 gennaio al 3 febbraio nella sale del Cinema Massimo. Non solo musical, non solo biopic ma un insieme di produzioni, spesso indipendenti, che esplorano questi temi. La sfida è portare sotto gli occhi di tutti un cinema che ha influito sulla tradizione popolare e quanto il suo impatto, sul comune sentire, sia lontano dall’esaurirsi. Seeyousound è il festival di cinema a tematica musicale organizzato dall’Associazione Choobamba e, ai blocchi di partenza c’è un nuovo direttore: Carlo Griseri. Chi è Carlo? Come diavolo sei finito in mezzo a immagini, musica, cinema e racconti? Sono un giornalista, da anni mi occupo (anche) di monitorare, promuovere, sostenere il cinema a Torino. Avevo saputo dei lavori in corso di una prima, piccola, sperimentale edizione di un nuovo festival dedicato a cinema e musica. Ho contattato lo staff per un’intervista, sperando di poter aiutare Seeyousound a farsi conoscere un po’ di più: sono uscito da quel caffé preso con Maurizio Pisani con l’invito a entrare a far parte dello staff… Avevo sempre seguito i festival come membro della stampa, mi incuriosiva vederne uno “da dentro”. Negli anni poi i miei compiti sono cresciuti, prima come responsabile dei cortometraggi poi, lo scorso anno, come coordinatore cinematografico dell’intero festival. Ora, con mio grande orgoglio, l’incarico da direttore. Cosa significa arrivare sul ponte di comando di un Festival che in pochi anni si è imposto sulla scena cittadina raccogliendo interesse e pubblico? Significa una grande responsabilità! Per mia fortuna conosco bene la “macchina” festival, tutto lo staff e cosa è stato fatto in questi anni. I quattro anni di direzione a cura di Maurizio Pisani, che è passato a guidare il brand-Seeyousound a livello nazionale, sono un precedente che sarà difficile superare! Ma tutti insieme sono convinto ce la potremo fare… Da un paio di anni Rai 5 con Ghiaccio Bollente, ri-propone documentari musicali, alcuni tratti dalla BBC inglese, cosa ne pensi, ti piacciono, li guardi? La produzione cinematografica che riguarda la musica ha avuto un incremento pazzesco negli ultimi anni! L’offerta si è arricchita, i film e i documentari interessanti si sono moltiplicati… Il nostro compito è diventato non più solo quello di mostrare i migliori, ma anche quello di cercare modi diversi e originali di raccontare la musica, la sua importanza e i suoi protagonisti. Senza dimenticare il valore cinematografico delle opere, cresciuto in modo impensabile negli ultimi tempi. C’è un festival similare in giro per l’Europa? Sai se sta nascendo qualcosa di simile? Ce ne sono, per quanto riguarda il cinema che racconta la musica. Sono tutte esperienze diverse tra loro, e molti di questi festival saranno a Torino per Seeyousound numero 5: l’obiettivo è quello di creare insieme a loro un network europeo di settore, stiamo lavorando (anche) in questa direzione. A Torino tutto è sempre difficilissimo, è stato così anche per SYS oppure no? Sì, inutile nasconderlo. La nostra “forza” è sempre stata l’assenza di fondi pubblici, e quella di una speranza di averli! Mi spiego meglio: siamo nati in un momento di crisi generale del settore e abbiamo dovuto da subito far fronte a tale situazione, puntando su sponsor privati e investendo il nostro tempo a prescindere dal ritorno economico immediato. Siamo un grande gruppo, in senso qualitativo e...

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Lingotto Musica celebra 25 anni e nomina un nuovo Presidente: Giuseppe Proto.

Pubblicato da alle 13:09 in galleria home page, Musica, Spettacoli | 0 commenti

Lingotto Musica celebra 25 anni e nomina un nuovo Presidente: Giuseppe Proto.

Il 6 maggio del 1994 inaugurava con mediatica enfasi l’Eurotunnel. La galleria appoggiata sul fondo marino ad oltre 40 metri di profondità che unisce, la Francia allora guidata da Mitterand, all’Inghilterra della Thatcher collegando i due paesi sotto lo stretto della Manica. Lo stesso giorno del 1994, a Torino, si apriva un’altro importante canale di comunicazione europeo, anch’esso scavato sotto terra, a circa dieci metri sotto il livello del mare. Era l’Auditorium Giovanni Agnelli, progettato da Renzo Piano dentro a quella che fu la fabbrica per antonomasia della Fiat: il Lingotto; esso apriva le sue porte alla città con due pezzi da novanta, il maestro Claudio Abbado a dirigere e i Berliner Philarmoniker al gran completo per la Sinfonia n.9 di Gustav Mahler. In concomitanza con l’edificazione dell’Auditorium, nasceva l’Associazione Lingotto Musica, dando così il via alla rassegna dei Concerti del Lingotto che fortunatamente perdura e prospera. In occasione dell’ultimo Consiglio di Amministrazione di Lingotto Musica l’ing. Giuseppe Proto è stato nominato nuovo Presidente dell’Associazione, succedendo così al dr. Lodovico Passerin d’Entrèves, motivo per cui abbiamo deciso di conoscerlo e farci raccontare qualcosa sulle prospettive future. Nato nel 1969 e laureato in Ingegneria gestionale, Giuseppe Proto entra in SADEM nel 1999, ricoprendo negli anni diversi ruoli. Nel 2006 entra nel gruppo ARRIVA ricoprendo il ruolo di Direttore della SAPAV e della SADEM. Nel 2009 viene nominato Amministratore Delegato della SADEM e cura il processo di fusione e integrazione operativa della SAPAV in SADEM. Nel Maggio 2018 viene nominato Direttore Business Development di Arriva Italia, divisione creata allo scopo di creare un percorso di crescita sul territorio nazionale. Già Consigliere di Lingotto Musica e della De Sono Associazione per la Musica, è il quinto Presidente nella storia dell’Associazione torinese, dopo Filippo Beraudo di Pralormo, Franzo Grande Stevens, Gianluigi Gabetti e Lodovico Passerin d’Entrèves; questo recita il curriculum vitae pubblicato sul sito dell’associazione. Presidente Proto come è nata questa avventura e questo incarico prestigioso? Nella mia nomina ha giocato un ruolo cruciale Francesca Gentile Camerana, Direttore artistico di Lingotto Musica, mi ha coinvolto e infine convinto ad accettare l’incarico. Ho studiato musica, la amo, frequentato i concerti ma non posso considerarmi un esperto. Le mie competenze sono di tipo manageriale,  provengo dal mondo dell’industria, dei servizi, i trasporti soprattutto, con Arriva e le Ferrovie tedesche. Ero diventato sponsor grazie a Giuseppe Lavazza, così è nata l’amicizia e la condivisione di una passione; riconoscendo altresì l’impegno della De Sono, per la sua storia e  quello che rappresenta in un paese che investe sempre meno nell’istruzione musicale. Riceve un’eredità pesante… Si è così, però arrivo in un anno straordinario, il 25esimo anniversario e l’arrivo dei Berliner. Il mio primo obiettivo, sarà garantire un alto livello di sponsor, per avere sempre concerti di qualità; purtroppo senza sponsor non si può vivere. Quindi si deve mantenere coloro che già ci sono e riuscire a coinvolgerne di nuovi. Quindi parlare alle aziende con la lingua dei manager ? Gli sponsor cercano un ritorno, un vantaggio e un approccio manageriale è sicuramente utile in questo senso. Lingotto musica rappresenta qualcosa di serio, la sua immagine ha una valore importante. Direi che dovremmo cercare di “vendere meglio questo brand”, Torino non ha nulla da invidiare a Milano o altre città, ha un’offerta musicale elevatissima, ed il nostro punto di forza...

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