Graffiti anamorfici. Quando i writer ingannano l’occhio.

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Graffiti anamorfici.

I disegni grafici anamorfici sono quelli che, visti dalla giusta angolazione, “ingannano l’occhio” e assumono un’illusoria forma tridimensionale. Sono abbastanza familiari quelli degli eredi dei madonnari che, lavorando in gesso, creano la temporanea illusione di allarmanti voragini nei marciapiedi urbani.

Graffiti anamorfici

Sergio Odeith

La tecnica, comunque complessa, non si presta molto ai comuni graffiti, tipicamente fatti a mano libera e senza una dettagliata preparazione. Perfino i “maestri” riconosciuti – come l’artista e writer inglese Banksy – perlopiù favoriscono disegni tecnicamente semplici, adeguati ai muri scrostati che decorano.

In questo panorama fa eccezione il writer e ex tatuatore portoghese Sergio Odeith, noto soprattutto per i giganteschi – e preoccupanti – insetti che lascia sulle superfici libere dei sottopassaggi e dei palazzi abbandonati del suo Paese. Odeith, che si pregia di “vivere d’arte dalla metà degli anni ’90”, presta il suo considerevole talento anche a clienti del calibro di Kingsmill, la Coca-Cola Company, Estradas de Portugal, Samsung, Sport Lisboa, Calcio Benfica e molti committenti municipali portoghesi.

Duecento delle sue opere – compresi dei notevoli murales, un genere particolarmente apprezzato in Portogallo – sono visibili sulla pagina Instagram dell’artista: qui

James Hansen

Courtesy Nota Design

Graffiti anamorfici

Redazione GT

Autore: Redazione GT

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