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Il Salone dell’Auto di Torino vince la grande pioggia. Al Parco del Valentino le auto dei sogni.

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Il Salone dell’Auto di Torino vince la grande pioggia. Al Parco del Valentino le auto dei sogni.

È giunto alla sua IV edizione ma è già un successo al quale le case automobilistiche sembrano proprio non voler rinunciare. E insieme a loro nemmeno gli appassionati, i curiosi, gli interessanti a comprare un’auto nuova – beati loro che possono – che si aggirano numerosissimi tra i padiglioni. Tanto clamore ha portato, in questi seppur pochi anni, il Salone Parco del Valentino a ingrandirsi e “diffondersi” in praticamente tutto il centro di Torino, con sfilate, kermesse, iniziative dedicate non solo alle auto moderne e alle supercar ma anche ai modelli storici, i possessori dei quali sembrano partecipare con sempre rinnovato fervore. Il merito va soprattutto alla formula: nessun biglietto, nessuna coda ai botteghini, nessun parcheggio a pagamento (se non quelli ordinari della città) e nessuna struttura fieristica dove si sta assiepati come sardine e ti spennano per bere un caffè. Qui i padiglioni di esposizione – tutti uguali, semplicissimi, dove al centro dell’allestimento c’è prima di tutto la vettura – si dipanano tra le frescure e i monumenti del Parco del Valentino, storico polmone verde della città che, grazie anche a eventi del genere, si riprende un po’ dei suoi antichi fasti e si scrolla di dosso quella bruttissima fama che ormai ha di ricettacolo di malavita e violenza. Almeno per cinque giorni. Il circus è già cominciato ieri, 6 giugno, e andrà avanti fino a domenica notte. Dopo l’inaugurazione alla presenza dell’organizzatore di tutto, il vulcanico Andrea Levy, del neoministro delle infrastrutture Danilo Toninelli, della sindaca Chiara Appendino e del presidente della regione Sergio Chiamparino, un bel giro fra i 70 stand è d’obbligo. Balza subito all’occhio la presenza in pompa magna del gruppo FCA, con la presenza di ben 3 supercar Ferrari, delle veloci Stelvio e Giulia Quadrifoglio e Veloce e della nuovissima – è svelata in anteprima assoluta proprio qui – Jeep Renegade, coinvolta da un poderoso restyling di metà carriera e portabandiera degli inediti propulsori turbobenzina da 1 e 1,3 litri (potenze tra i 130 e i 180 CV). Dalla Francia con furore lo stand di Peugeot, dove è presentata la nuova berlina-coupé 508, una vera sorpresa, un’auto straordinaria, a nostro avviso. Non mancano i “big” tedeschi: Mercedes con due stratosferiche AMG-GT in versione a 2 e 4 porte e con la Classe A, appena presentata (presa d’assalto dai giovani); BMW punta tutto sull’elettrico con la bella i8; Volkswagen va fuoristrada con la completa gamma SUV composta da T-Roc, Tiguan e il nuovissimo Touareg; Audi con le sportive. Dall’Asia approdano Kia e Hyundai con i loro modelli ibridi; Suzuki con la sportiva Swift Sport; Honda in grande stile con auto e moto; Lexus con i suoi SUV ecologici e puliti (è stata la prima ad equipaggiarli con motori ibridi); Mazda con la cattivissima MX-5 Yamamoto. Poi ancora Land Rover con un bel Range Sport, Jaguar con la I-Pace, la sua prima vettura totalmente elettrica, Tesla, Volvo, Pagani, McLaren, Bentley. Ma non ci sono solo i grandi nomi: numerose e graditissime le partecipazioni di aziende che lavorano al futuro dell’auto con concept e soluzioni innovative (Giugiaro, IED Torino, Spice-X, UP Design). Molto apprezzata la rassegna dei prototipi (40 in tutto) di designer che hanno fatto la storia dell’automobilismo: Pininfarina, Stola, Spada, Touring Superleggera e Bertone, con la presentazione di quattro bei prototipi della collezione ora...

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I destini dell’Europa e dell’Italia in un convegno al Polo del ‘900 con la Fondazione Donat-Cattin

Pubblicato da alle 11:53 in DOXA segnalazioni, Eventi, galleria home page, Università | 0 commenti

I destini dell’Europa e dell’Italia in un convegno al Polo del ‘900 con la Fondazione Donat-Cattin

I destini dell’Europa e dell’Italia, sono stati oggetto di un progetto integrato del Polo del ‘900 a Torino, con il coordinamento della Fondazione Carlo Donat-Cattin, al quale hanno partecipato Bernard Guetta, Maurizio Cotta, Franco Chittolina e  Lucio Caracciolo, esperto italiano di geopolitica, direttore delle riviste “Limes” e docente all’Università Luiss di Roma.  Abbiamo chiesto a Lucio Caracciolo di aiutarci a capire meglio alcuni aspetti legati all’Europa, all’Italia e al Mediterraneo.   Quale sarà il futuro dell’Europa ? «Il punto è che l’Europa in senso compiuto resta largamente un’utopia, anzi stiamo assistendo a una compressione delle possibilità di realizzarla. Aumentano, invece, le possibilità che dentro l’Unione europea si creino delle sub-Europe omogenee più piccole, attorno a un Euronucleo a guida tedesca, fatto da Germania, Francia e da tutti i Paesi che economicamente ruotano attorno alla Germania stessa: dall’Olanda alla Danimarca, dalla Repubblica Ceca all’Austria». L’Italia come si colloca in questo processo? «Rischia ovviamente di non essere parte di questo gruppo, di restarne tagliata fuori.Accanto allafrattura tra Nord e Sud Europa, l’Italia è poi attraversata dalla frattura tra il suo Nord e il Sud, che a partire dalla crisi del 2008 non ha mai cessato di allargarsi. La politica italiana non se ne occupa. Dal punto di vista culturale non sembra attrezzata a comprendere questa fase, che del resto è piuttosto scioccante». Il rischio della frantumazione europea da che dipende? «L’Europa così come è oggi, è troppo larga per permettere una reale convergenza: ci sono differenze economiche, linguistiche, culturali, che ostacolano questo processo. In tale contesto si aprono, appunto, prospettive per la costruzione di mini-imperi, che vanno anche oltre i singoli stati nazionali. Le differenze pesano e l’Olanda è sicuramente più vicina alla Germania di quanto non lo possa essere Cipro». Che ruolo può avere il Mediterraneo? «Purtroppo non è e non è mai stato al centro dei nostri interessi come Paese. E invece avrebbe dovuto esserlo. Ma noi, i nostri interessi li facciamo sempre poco e male. La Cina, per esempio, sarebbe interessata all’Italia come hub lungo la via della seta, ma l’Italia non sta facendo proprio nulla in termini logistici e marittimi per poterlo diventare. E così per il Mediterraneo. Che è e resta il mare delle tragedie umanitarie legate alle grandi migrazioni». L’Europa che ruolo ha nella gestione di questa emergenza? «Nessuno. L’Europa non c’entra nulla, perché le politiche migratorie sono solo nazionali, dunque ciascun Paese si regola come crede e tutela unicamente i propri interessi nazionali. Così vediamo delle frontiere a Nord sempre più chiuse e delle frontiere a Sud sempre più permeabili». Luca...

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Torinesi illustri. Un convegno all’Università ricorda la figura di Donato Bachi.

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Torinesi illustri. Un convegno all’Università ricorda la figura di Donato Bachi.

Era la fine giugno del 1999 quando nacque la Fondazione Fabretti Onlus, per iniziativa dell’allora presidente della  Società per la Cremazione di Torino, Luciano Scagliarini, che riuscì a sensibilizzare gli enti locali e le università piemontesi e a coinvolgerli come soci fondatori dell’istituzione nascente. Tra le molteplici attività chela fondazione svolge vale segnalare il seminario previsto per giovedì 24 maggio, che si terrà nel Dipartimento di Lingue e letterature straniere e culture moderne, nella Sala Lauree di Via Verdi, 10 Torino dedicato alla figura di un torinese illustre: Donato Bachi. Dedicata all’impegno politico e sociale della famiglia Bachi (Donato, Emilio e Guido), la Fondazione Ariodante Fabretti ha bandito nel 2017 un’apposita borsa di studio. Al seminario parteciperanno relatori dell’Università di Torino, il prof. Alessio Bottai, che traccerà una breve biografia di Bachi sottolineando alcuni aspetti del suo impegno sociale e politico, il prof. Marco Scavino parlerà del socialismo e il ruolo che il PSI ebbe a Torino fino al 1925, il prof. Marco Miletto dell’associazionismo laico torinese e in particolare di quelle associazioni di cui Bachi fu il fondatore e l’animatore come per esempio l’Università popolare, il prof. Marco Novarino parlerà dell’ambiente anticlericale e cremazionista e farà un accenno alla comunità ebraica. Il seminario organizzato da Socrem Torino e dalla Fondazione Fabretti, sarà un incontro di studio aperto a tutti e intenderà fare il punto ed esplorare gli ambiti politici, sociali e culturali che videro protagonista Donato Bachi.   Ma chi era e quale fu la storia di Donato Bachi ? Bachi naque l’11 marzo 1866 a Torino. Avvocato, tra i più noti socialisti torinesi fino all’avvento del fascismo, è tra i fondatori dell’Istituto Case Popolari e, con Pio Foà, dell’Università Popolare di Torino in cui riveste la carica di presidente; per lunghi anni è anche presidente dell’Istituto Cesare Lombroso di Torino. Per tre legislature viene eletto consigliere comunale per il Partito Socialista di Torino ed è una delle firme più ricorrenti nella stampa socialista; collaboratore del «Il Popolo d’Italia», giornale mussoliniano, fonda inoltre con Camillo Olivetti il giornale «Tempi Nuovi», la cui sede è presa d’assalto nel 1925 dagli squadristi fascisti. È arrestato più volte durante gli anni del regime e nel 1940 viene condannato al confino prima a Rocca di Mezzo e poi a Macerata Feltria. Per sottrarsi alla deportazione in Germania trova rifugio nella casa di cura diretta dal medico Carlo Angela, in cui rimane fino a Liberazione avvenuta. Di religione ebraica, Donato Bachi muore a Torino il 23 febbraio 1952 all’età di 85 anni. Socio della Società per la Cremazione di Torino sin dal 1906, appartiene ad una famiglia di lunga tradizione cremazionista e suo figlio sarà presidente della società tra il 1961 e il 1990. La sua salma è cremata il 25 febbraio e le ceneri deposte nella tomba di famiglia del Cimitero israelitico di Torino. Amico fraterno del presidente della Repubblica Luigi Einaudi, come figura importante dell’antifascismo torinese la città di Torino lo ha inserito nella toponomastica dedicandogli una...

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Giovani creativi mettetevi al “Tavolo”. Parte il concorso “PROGETTI SM’art”.

Pubblicato da alle 16:47 in Fashion, Innovazione, Prima pagina, talenTO, Università | 0 commenti

Giovani creativi mettetevi al “Tavolo”.  Parte il concorso “PROGETTI SM’art”.

Si lamenta spesso il gap che esiste in Italia tra gli studi universitari e il mondo del lavoro: gli studenti non entrerebbero in contatto con gli aspetti pratici e produttivi dell’attività professionale. Partendo da questa e da altre riflessioni la SM’art, una giovane, ma già ben posizionata realtà industriale nell’ambito dei materiali per l’industria del mobile, ha deciso di entrare in contatto con giovani creativi sotto i 30 anni  italiani e stranieri e con gli studenti che a Torino frequentano il Politecnico, lo IED, lo IAAD e l’Accademia Belle Arti di Cuneo (corsi di Product and Interior Design).  A loro è infatti rivolta la prima edizione del concorso  “PROGETTI SM’art”, ai futuri talenti e protagonisti del design italiano che per partecipare dovranno ideare un TAVOLO interamente realizzato con i prodotti della SM’art.  Tre le diverse categorie che verranno premiate: Miglior progetto in assoluto Miglior progetto nuova idea Miglior progetto colore “Il Made in Italy è una garanzia nel mondo soprattutto per alcuni settori di beni di consumo tra cui l’arredamento” sottolinea Francesco Bellantuono, export manager della SM’art, “noi stessi ne siamo l’esempio: una giovane realtà che in pochi anni –la SM’art è stata fondata nel 2005- è riuscita a imporsi a livello internazionale con competitor molto più grandi e potenti, grazie all’originalità della proposta e alla qualità. Per noi essere innovativi è fondamentale: usciamo quasi ogni sei mesi con nuove proposte che vanno dai diversi decorativi sino ai nuovi materiali e crediamo molto nell’entusiasmo e nell’audacia tipiche dei giovani creativi che vogliamo aiutare dando loro un assaggio di cosa potrebbero fare una volta laureati con gli strumenti e il know how giusti. Questa è la prima edizione del premio e abbiamo quindi voluto scegliere il tavolo, un oggetto dalle mille declinazioni, un po’ come i nostri materiali, ma negli anni a venire seguiranno altre call e occasioni di collaborazione con gli studenti e i giovani designer” C’è tempo sino al 30 giugno per iscriversi al concorso accedendo al sito della SM’art nella sezione news http://www.s-m-art.it/progetti-IT.html; che vinca il migliore dunque e viva il Made in Italy!   Emanuela...

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A naso in sù sotto le cupole. Una conferenza per conoscere gli emisferici soffitti.

Pubblicato da alle 12:07 in D'Uomo, galleria home page, Notizie, Università | 0 commenti

A naso in sù sotto le cupole. Una conferenza per conoscere gli emisferici soffitti.

Palazzo Madama ospita giovedì 3 maggio 2018 alle ore 17.30 un incontro gratuito dedicato alla storia e all’evoluzione delle tecnologie usate nella costruzione di monumenti del passato. La conferenza, a cura del professor Giorgio Croci, esperto nello sviluppo di teorie e analisi innovative per la diagnostica e la salvaguardia dei monumenti, è organizzata grazie alla collaborazione con l’Associazione Amici della Fondazione Torino Musei. L’incontro illustrerà, anche con supporto multimediale, il comportamento strutturale delle grandi volte e cupole di chiese e palazzi, e le soluzioni tecniche adottate in relazione alle conoscenze scientifiche e ai materiali che caratterizzano le diverse epoche e i differenti stili architettonici. Oltre alla Domus Aurea, al Pantheon, a Santa Maria del Fiore e alla Basilica di San Pietro, che rappresenta l’apice di questa evoluzione, viene analizzato anche il comportamento di diverse altre strutture architettoniche e monumentali di varie epoche e nazioni. Infine viene indagata la cupola della Cappella della Santa Sindone, realizzata dall’architetto Guarino Guarini, che ha un comportamento strutturale eccezionalmente interessante benché poco visibile. A guidare la conferenza sarà l’esperienza del professor Giorgio Croci, nato a Roma nel 1936, laurea in Ingegneria Civile nel 1960. Nominato Professore Ordinario di “Tecnica delle Costruzioni” e di “Principi strutturali dei monumenti storici”, ha contribuito allo sviluppo di teorie e analisi innovative per la diagnostica e la salvaguardia dei monumenti. Alle attività di studio e ricerca ha sempre corrisposto un’intensa e prestigiosa attività professionale. È stato membro delle commissioni per i progetti del Restauro del Colosseo, della salvaguardia dei templi di Angkor (Cambogia), della Torre di Pisa, di Santa Sofia in Istanbul e del Ponte di Messina. Tra i suoi più significativi progetti ricordiamo inoltre gli interventi di restauro e consolidamento della Basilica di San Francesco di Assisi in seguito al terremoto del 1997, lo studio preventivo dello stato di conservazione del Palatino, il progetto di restauro e protezione sismica del complesso del Topkapi a Istanbul e il progetto di rinforzo strutturale del Tempio di Konarack in India. Diversi sono i premi a lui conferiti, tra cui la “Medaglia d’Oro ai Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte”, conferita dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano. L’ingresso è libero e ci saranno disposizione un centinaio di...

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Intervista al numero due del Politecnico: il Prorettore Patrizia Lombardi.

Pubblicato da alle 14:32 in galleria home page, talenTO, Università | 0 commenti

Intervista al numero due del Politecnico: il Prorettore Patrizia Lombardi.

Il nuovo Prorettore del Politecnico di Torino è Patrizia Lombardi, Professore Ordinario del Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio, Membro effettivo del Collegio di Architettura e Membro effettivo del Collegio di Pianificazione e Progettazione. Abbiamo deciso di incontrarla per conoscerla e per rivolgerle qualche domanda. Poco tempo addietro avevamo intervistato l’attuale Rettore del Politecnico, il professor Guido Saracco al momento della sua candidatura. Qui il link all’intervista. http://www.gazzettatorino.it/18004-2 L’ufficio dove ci accoglie il nuovo Prorettore è luminoso, arredato con  sobrietà ma pregiato dal design di un tavolo progettato da Mollino. La prima domanda riguarda cosa comporta questa importante carica, quali sono i doveri che le competono. Il mio ruolo è di fare le veci del Rettore, in sua assenza o per impedimenti, oltre a ciò sono impegnata in tutta una serie di doveri e adempimenti, tra questi presenziare nel senato e nel cda e naturalmente supportare il Rettore nelle sue attività. Non ho delle deleghe specifiche, tranne una. La delega nel campo della sostenibilità. Questo esplicitamente voluto, perché io prima avevo questo come incarico; nel team del Politecnico il gruppo di lavoro che si occupa della sostenibilità, cioè rendere più sostenibili i processi, in un campus grande come il nostro è molto importante. L’università ha tre missioni principali, la prima è l’educazione la seconda la ricerca e la terza è di avere un ruolo attivo nella società; non solo il trasferimento tecnologico, ma il coinvolgimento e la condivisione della conoscenza, quindi l’attenzione alle risorse del pianeta. Il Poltecnico ha aderito dell’Agenda 2030. L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Gli Obiettivi per lo Sviluppo vertono su un insieme di questioni importanti per lo sviluppo: la lotta alla povertà, l’eliminazione della fame e il contrasto al cambiamento climatico, per citarne solo alcuni. ‘Obiettivi comuni’ significa che essi riguardano tutti i Paesi e tutti gli individui: nessuno ne è escluso, né deve essere lasciato indietro lungo il cammino necessario per portare il mondo sulla strada della sostenibilità. Quindi ci sono questi tra gli obiettivi in capo al Prorettore…? Si certo. Prendiamo l’Energia.. Dal 2008 abbiamo messo a punto una cabina di regia che si chiama living Lab, che si occupa di monitorare i consumi energetici di tutta la struttura, abbiamo quattro sedi. Il Living Lab è l’unità di controllo centralizzato di tutti i sistemi di monitoraggio attivi. Permette di verificare l’andamento dei consumi delle diverse fonti energetiche utilizzate dal Politecnico e costituisce un laboratorio dimostrativo delle potenzialità di efficientamento degli edifici e impianti dell’ateneo. Esiste un portale Living Lab che rappresenta l’interfaccia di comunicazione e interazione con gli utenti allo scopo di sensibilizzare e rafforzare la cultura della sostenibilità e del risparmio energetico. L’utilizzo consapevole, informato e responsabile delle fonti energetiche di cui si approvvigiona il Politecnico per garantire servizi quali l’elettricità, il riscaldamento, la climatizzazione, rappresenta un fattore chiave per contribuire a ottimizzare i consumi e favorire il risparmio energetico. Inoltre il Poli produce energia e compra energia verde. Il nostro impatto risulta molto forte sulla mobilità. Il problema è proprio quello, su questo aspetto dobbiamo lavorare in sinergia con la città. Aderendo all’agenda 2030, dovremmo diminuire dell’80% le nostre emissioni. I nostri riferimento per la didattica e la ricerca sono mappate su questi...

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Frank Lloyd Wright alla Pinacoteca Agnelli. Disegni, edifici, progetti del grande architetto.

Pubblicato da alle 13:55 in galleria home page, Mostre, Università | 0 commenti

Frank Lloyd Wright alla Pinacoteca Agnelli. Disegni, edifici, progetti del grande architetto.

  Se c’è qualcuno che sa viaggiare in solitaria, fuori dalle rotte già battute e osa proposte di pregio senza curarsi, giustamente, di quanti biglietti si staccano, questa è la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli. Questa volta fa approdare da oltreoceano una deliziosa mostra dal titolo “Frank Lloyd Wright tra America e Italia, a cura di Jennifer Gray. Frank Lloyd Wright, Richland Center, 8 giugno 1867 – Phoenix, 9 aprile 1959, è stato tra i più influenti architetti del XX secolo. Nel 1939 espresse il suo pensiero nel libro Architettura organica, un testo determinante, dove l’armonia tra uomo e ambiente, natura trovava un equilibrio inedito interconnesso e finito appunto organico.  “Per Architettura Organica io intendo un’architettura che si sviluppi dall’interno all’esterno, in armonia con le condizioni del suo essere, distinta da un’architettura che venga applicata dall’esterno” Attraverso fotografie, oggetti, cataloghi, litografie e disegni originali, la mostra esplora il pensiero di Wright in merito all’architettura organica a partire dal suo primo soggiorno in Italia nel 1910 fino alla sua ultima visita nel 1951, portando l’accento sul suo coinvolgimento nel dibattito architettonico, urbanistico e paesaggistico italiano. Il percorso si sviluppa attraverso alcune sezioni che esplorano le differenti tipologie di edificio – case, musei, uffici e grattacieli – dove opere iconiche come Fallingwater e il Guggenheim Museum di New York sono presentate insieme a progetti meno noti. Durante un lungo viaggio in Europa, nel 1910 Wright trascorse sei mesi a Fiesole, vicino a Firenze, dove elaborò i temi trattati nel suo saggio “The Sovereignty of the Individual in the Cause of Architecture”, introduzione a Ausgeführte Bauten und Entwürfe von Frank Lloyd Wright, una pubblicazione artistica di litografie che illustravano i suoi principali progetti architettonici realizzati fino ad allora. Wright scrisse che in Italia non vi è prova più grande di un felice abitare. I palazzi, i dipinti e le sculture sembrano “nascere come fiori al lato della strada e cantare la loro esistenza”. I temi di architettura, democrazia e natura illustrati in questo saggio sarebbero diventati un interesse costante per Wright, lo avrebbero accompagnato per tutta la vita e avrebbero costituito un elemento di coesione per molti architetti italiani nei decenni che precedettero e che seguirono alla Seconda guerra mondiale. Proprio a Torino, il 21 gennaio 1935, Edoardo Persico  – il direttore antifascista di Casabella – tenne una lezione in cui Wright fu assunto ad arbitro della libertà, dell’individualismo e della diversità, segnando l’avvio di un impegno decennale a sostegno della teoria dell’ architettura organica di  Wright e l’inizio della sua risonanza nella cultura italiana. All’indomani della guerra, Bruno Zevi pubblicò il suo fondamentale testo Verso Un’Architettura Organica (1945), il quale – a causa della carenza di carta – includeva una sola immagine di copertina: Fallingwater, la rivoluzionaria casa di Wright sospesa su una cascata a Bear Run in Pennsylvania. Nello stesso anno fu fondata l’Associazione per l’Architettura Organica (APAO), che vide Zevi protagonista e che servì da manifestazione formale dell’esistenza di una scuola di architettura wrightiana in Italia. Questa costellazione di eventi suggerisce che nell’Italia del Dopoguerra l’architettura organica di Wright abbia rappresentato quell’ideale di libertà e democrazia che architetti e critici italiani auspicavano di perseguire nella ricostruzione del Paese. Nel 1951, quando Frank Lloyd Wright ritornò in Italia per accompagnare la sua mostra itinerante Sixty Years of Living Architecture fu celebrato come visionario dell’architettura moderna...

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Torinesi a New York. Al Graduate Center si parla di Antropo-Scenari.

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Torinesi a New York. Al Graduate Center si parla di Antropo-Scenari.

Nel cuore di Manhattan, all’angolo con l’Empire State Building, sulla 365 Fifth Avenue, si trova il Graduate Center, City University of New York, in questa importante sede è stato presentato un libro scritto da due docenti torinesi: Daniela Fargione e Carmen Concilio. Entrambe appartenenti all’Università di Torino, hanno curato un testo a più voci dall’impegnativo titolo «Antroposcenari. Storie, paesaggi, ecologie», edito per i tipi del Mulino. L’antropocene, parola a cui hanno aggiunto scenari è, secondo la Treccani “L’epoca geologica attuale, ossia l’ambiente terrestre, nell’insieme delle sue caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche“. Il termine  antropocene fu coniato nel 2000 dal chimico olandese premio Nobel Paul Crutzen.   «Antroposcenari. Storie, paesaggi, ecologie» è il risultato del confronto e del dibattito aperto di vari studiosi di scienze umane ambientali (o «environmental humanities») su aspetti cruciali dell’Antropocene, l’era geologica in cui all’attività di un’unica specie – quella umana, appunto – si è attribuita la causa principale delle alterazioni sulla Terra. I saggi raccolti nel libro riflettono un ampio ventaglio di discorsi articolati con un preciso approccio critico interdisciplinare – dalla filosofia alla meteorologia, dalla letteratura alla sociologia, dalla linguistica alla cinematografia. L’obiettivo è far luce sull’antropizzazione che si ripercuote su clima, territori, paesaggi, sul sistema delle acque, su cibi e migrazioni, offrendo una visione panoramica – locale e globale – dei problemi ambientali in tutte le loro sfaccettature. Senza voler offrire soluzioni consolatorie, il volume intende rinnovare la nostra episteme, erroneamente radicata nella profonda e netta frattura tra natura e cultura. Come scrive Serenella Iovino nella prefazione, gli scenari dell’Antropocene pongono sfide che anche gli umanisti sono pronti ad accogliere, integrando i discorsi di tecnici e scienziati.  Ed è proprio la visualizzazione di questa condizione ibrida che occorre amplificare attraverso un discorso transdisciplinare. La complessità culturale e scientifica posta da fenomeni quali il riscaldamento globale, la perdita della biodiversità, l’insostenibile crescita della popolazione, la deforestazione, l’aumento della salinità dei mari, la desertificazione, le migrazioni, tanto per citarne alcuni, richiede una narrazione altrettanto complessa. Come scrive nell’introduzione al testo Daniela Fargione, le produzioni artistiche e letterarie – dai romanzi ai film, dalle fotografie alle poesie – descrivono le metamorfosi dell’Antropocene come fenomeni controversi, globali e correlati in un fitto intreccio di interconnessioni umane e non umane – una dimensione naturalculturale, per dirla con la teorica americana Donna Haraway – sicché l’ambiente non costituisce più un semplice sfondo per le storie narrate, bensì influisce sulle trame e sui personaggi generando traiettorie narrative del tutto nuove, dando spazio a prospettive multiple che includono il non umano e contribuiscono a «trovare una via d’uscita dall’immaginario individualizzante in cui siamo intrappolati». Le tremende verità su Katrina, tato per citare un esempio, sono affiorate attraverso un libro e un film, che hanno ben spiegato la catastrofe come un intreccio di politica, capitalismo, nuova guerra al terrorismo, a sua volta genitrice di nuove forme di nazionalismo, iper-patriottismo, cinismo… Come auspica Amitav Ghosh mentre si interroga sulle molteplici rotture che hanno sconvolto le nostre esistenze e che ora richiedono abitudini nuove (a partire proprio dalle nostre modalità narrative), non possiamo che augurarci una nuova messe di opere che trovino ispirazione da ciò che ci circonda. «Antroposcenari. Storie, paesaggi, ecologie» si propone questo esatto obiettivo: conciliare rigore scientifico ed estro creativo nell’intento di risanare le numerose storie monche che abbiamo letto finora sulle...

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Senza Europa, il futuro è incerto e aumenteranno le diseguaglianze.

Pubblicato da alle 19:04 in DOXA segnalazioni, Economia, galleria home page, Notizie, Università | 0 commenti

Senza Europa, il futuro è incerto e aumenteranno le diseguaglianze.

Nell’Aula Magna del Politecnico di Torino per il percorso culturale e didattico “Costruire il futuro”, progetto ideato da Piero Angela con il sostengo della Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo e il Miur, è stato il giorno di Romano Prodi e di Francesco Profumo. Con la sapiente regia del giornalista e divulgatore scientifico Piero Bianucci, il presidente Prodi e l’ex rettore Profumo hanno affrontato il tema “la produttività nel mondo globalizzato. Il quarto mondiale cambia. L’Italia?” senza reticente e inganni, andando al cuore dei problemi e delle sfide dell’epoca contemporanea. Il presidente della Compagnia di San Paolo ha raccontato i trent’anni del progetto Erasmus, il più importante dei progetti culturali in grado di costruire non solo una rete di relazioni e di saperi umanistici e scientifici ma soprattutto l’avvio di una identità europea come sedimento fondante il mondo futuro. Prodi non è stato tenero nella sua disamina sulla realtà politica mondiale. Intanto ha ribadito come la storia che lo studioso nippo-americano Fukuyama aveva definitivamente archivato alla fine degli anni Ottanta, da allora ha avuto una accelerazione incredibile con nuovi attori protagonisti in prima fila: i soliti Stati Uniti, la Cina, la Russia e oggi anche l’India. L’Europa invece è in affanno e lacerata. Ma il suo destino – ha ricordato il presidente – o è nel destino comune dell’unità, con cessioni di sovranità nazionale, o sarà, come la storia del passato ci insegna, terra di conquista e di declino. L’ex leader dell’Ulivo e già presidente della Commissione Europa ha poi ribadito «non sono uno specialista di statistica ma conosco la storia e mi risulta che le diseguaglianze siano create dalle pestilenze e dalle guerre. Questa è la realtà. Soltanto nel secondo dopoguerra le diseguaglianze si sono attenuate ma quella era un’eccezione. Negli anni successivi i divari sono cresciuti in modo impressionante. Io credo che ci sarebbe bisogno di un organismo mondiale in grado di redistribuire le risorse ma da questo punto di vista sono tutt’altro che ottimista. Le difficoltà che si incontrano ad esempio nel tassare le nuove multinazionali come Google e Apple sono significative. Comunque penso che spetti alla politica, ai governi invertire questo trend. Ma non mi pare che ci siano progetti credibili». Luca...

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Comunicazione religiosa e media contemporanei. Un corso ad hoc per giornalisti.

Pubblicato da alle 19:03 in D'Uomo, Economia, galleria home page, Notizie, Università | 0 commenti

Comunicazione religiosa e media contemporanei. Un corso ad hoc per giornalisti.

Trasmettere modalità corrette per aprocciare il fatto religioso in ambito comunicativo, con particolare attenzione ai giornalisti professionisti e pubblicisti iscritti all’Ordine. Questo l’intento del corso  di specializzazione in teologia morale con indirizzo sociale della sezione di Torino della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, che verrà attivato in collaborazione con l’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (ALMED) dell’Università Cattolica di Milano, il Corso di Alta formazione «Comunicazione religiosa e media contemporanei». L’importante iniziativa formativa, si avvale della collaborazione dell’Ufficio Regionale per le Comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Piemontese (CEP); Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) – Delegazione di Piemonte Valle d’Aosta e Liguria; Ucsi (Unione Cattolica della Stampa Italiana) Piemonte, ed intende trasmettere modalità corrette per approcciare il fatto religioso in ambito comunicativo, con particolare attenzione ai giornalisti professionisti e pubblicisti iscritti all’Ordine. Inoltre offre una formazione teorico-operativa di base a persone che lavorano nell’ambito della comunicazione religiosa nelle chiese locali: parrocchie, oratori, sale di comunità e centri pastorali, comunità religiose, collaboratori delle testate giornalistiche diocesane, blogger, gestori e operatori di siti istituzionali. L’iniziativa formativa, sovvenzionabile con la “carta del docente”, è rivolta anche agli insegnanti dei vari ambiti disciplinari per incrementare le competenze conoscitive e pratiche nell’utilizzo dei new-media in ambito scolastico. Strutturato in otto sessioni di lavoro, a partire dal 2 marzo, previste in altrettanti venerdì (9.00-13.30/15.00-18.00) da marzo a novembre 2018, presso la sede della Facoltà Teologica di via XX Settembre 83 a Torino. La quota di partecipazione è contenuta in 300 euro più IVA (366 euro complessivi) per favorire la partecipazione dei giovani, anche grazie a opportune borse di studio promosse dagli enti e istituzioni di riferimento. Per esigenze amministrative dell’Università Cattolica il corso potrà essere attuato in presenza di 35 iscritti. Questo limite rende necessaria una tempestiva iscrizione delle persone interessate, entro il 25 febbraio 2018. Tutte le informazioni e le procedure di iscrizione (esclusivamente on line) sono disponibili sul sito: http://almed.unicatt.it/almed-comunicazione-religiosa-e-media-contemporanei-ammissione-e-iscrizione. Il materiale informativo è ugualmente reperibile sul sito della Facoltà Teologica di...

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