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Scienza e arte alleate per un futuro più sostenibile con InBetween all’Environment Park.

Pubblicato da alle 15:18 in Eventi, Innovazione, Prima pagina, Università | 0 commenti

Scienza e arte alleate per un futuro più sostenibile con InBetween all’Environment Park.

Due mondi opposti che si attraggono: scienza e arte saranno protagonisti indiscussi a “InBetween” mercoledì 12 dicembre, a partire dalle 17 presso l’Environment Park, il Parco scientifico tecnologico di Torino focalizzato sull’ambiente sito in via Livorno 6o. Un evento aperto a tutti, per conoscere e condividere esperienze. Il primo passo di un percorso partecipato verso l’immaginazione di un futuro economicamente, socialmente e ambientalmente sostenibile. L’appuntamento InBetween punta infatti ad aprire un dialogo tra il mondo scientifico e quello artistico e creativo. Aziende e start up legate al Polo d’innovazione Clever, gestito e coordinato da Environment Park e da sempre concentrato nel creare soluzioni innovative in campo ambientale, si confrontano con il mondo accademico-scientifico dell’Università degli Studi di Torino, del Politecnico di Torino e con quello accademico-artistico e creativo dell’Accademia Albertina e di altre realtà innovative del territorio. Tre momenti di dialogo incentrati su società, economia circolare e ambiente, in cui gli esperti attiveranno un confronto aperto e ricco di spunti creativi. Ai talk saranno alternate performance di video-arte e da un’esposizione di lavori video degli studenti dell’Accademia Albertina sugli SDGs (obiettivi di sviluppo sostenibile proposti dall’ONU) e sull’idea di futuro sostenibile.  La serata si chiuderà con una tavola rotonda incentrata sull“Utopia sostenibile”. Questo primo incontro attiverà un percorso che si concluderà nel maggio 2019 in concomitanza con il Festival per lo Sviluppo Sostenibile. InBetween nasce dalla collaborazione tra greenTO (associazione che promuove la sostenibilità ambientale), il collettivo IF – Immaginare il Futuro (nato nel 2018 dall’Accademia Albertina di Torino per promuovere e sensibilizzare un futuro sostenibile attraverso l’arte e l’innovazione tecnologica) e il Polo d’innovazione Clever, uno dei 7 Poli di Innovazione della Regione...

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L’età della finzione: media, iper-media digitali tra realtà e finzione. Un libro per approfondire.

Pubblicato da alle 12:53 in Pagine svelate, Prima pagina, Università | 0 commenti

L’età della finzione: media, iper-media digitali tra realtà e finzione. Un libro per approfondire.

È la televisione, secondo Massimo Melotti, il mass-media – tutt’altro in via di estinzione – che ha rivoluzionato tanto i sistemi di comunicazione quanto le assiologie culturali sulle quali si fonda quella che egli chiama «età della finzione». Nella nuova edizione aggiornata del saggio, uscito nel 2008, che vanta una introduzione dell’antropologo Marc Augé secondo il quale «un evento che non sia mediatizzato semplicemente non esiste», il professore e sociologo dell’arte torinese analizza alcune delle questioni fonti di preoccupazioni contemporanee alla luce del dualismo ontologico che i mass-media (e ancor più gli iper-media digitali) portano a dissolvere: quello fra realtà e finzione. Il dibattito intorno alle fake news e alla manipolabilità del vero che affligge la Rete, la sicurezza informatica o le riflessioni intorno alla condizione always-on degli individui, che li rende fagocitatori in tempo reale di contenuti, sarebbe quindi studiabile alle origini della cultura mediale, con la televisione che normatizza la spettacolarizzazione del quotidiano e l’ingresso nella fiction age. Nella contemporaneità, in cui accanto alla televisione troviamo il computer e i digital media come «finestre sul mondo», Melotti recupera le teorie sociologiche di Guy Debord, incentrando l’analisi sull’aspetto visivo della percezione come la dimensione estatica, quella fredda e stupefatta fascinazione che non aspira a risolversi, e quella voyeristica incarnata dai reality show e, oggi, dal proliferare di forme ibride di docu-fiction. Dai grandi malls americani alle stazioni (i non-luoghi di Augé) che mettono in scena i consumatori, dagli «effetti speciali» della cultura consumistica alle performance sperimentali della Fura del Baus che attraverso la provocazione e il detournement degli spazi metaforizzano il meta discorso dell’arte contemporanea e palesano il processo di convergenza fra le i due istinti dell’arte e della vita: l’apollineo, quello razionale e identificato da Nietzsche (La nascita della tragedia) nell’arte plastica, il dionisiaco, invece irrazionale e individuabile nella trasgressione e nell’assenza di censure (proprio come è, in parte, il web). Un volume che oltre a rispolverare alcune delle più influenti teorie sulla cultura di massa, da Roland Barthes a Jean Baudrillard fino a Zygmunt Bauman, mira a organizzare un database di riferimenti ed esempi la cui contaminazione dà vita a quella condizione intermediale nella quale l’individuo si trova a vivere nell’illusione di partecipare al fatto culturale che, invece, spesso si traduce in una mera e solipsistica mediatizzazione del sé.   Federico Biggio...

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Inaugura l’anno accademico del Politecnico di Torino. Situazione difficile per il Piemonte.

Pubblicato da alle 17:05 in Notizie, Prima pagina, Università | 0 commenti

Inaugura l’anno accademico del Politecnico di Torino. Situazione difficile per il Piemonte.

Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia e il Capo Dipartimento per la Formazione Superiore e per la Ricerca del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Giuseppe Valditara, sono stati gli invitati scelti dal Politecnico di Torino per l’inaugurazione del suo anno accademico. Il Rettore Guido Saracco ha presentato l’indirizzo strategico che il Politecnico di Torino perseguirà nei prossimi sei anni, seguendo le linee guida delineate nel Piano Strategico PoliTo4Impact, che è stato il tema portante dell’inaugurazione dell’Anno Accademico 2018/2019 dell’Ateneo di questa mattina. “Il nostro Ateneo non potrà limitarsi a promuovere e sostenere i processi innovativi che avvengono nella società, ma dovrà diventare esso stesso sempre più capace di innovazione e cambiamento al proprio interno.  Partendo dai propri valori fondanti come Università pubblica – quali: rigore, integrità e apertura alla collaborazione – impronterà la sua azione al conseguimento di un impatto positivo sulla società e sull’economia, con spirito di iniziativa e lungimiranza, promuovendo una vera e propria mobilitazione di una massa critica di intenti e azioni, insieme agli attori politici, sociali ed economici del territorio, senza trascurare la dimensione nazionale e internazionale”.  Le linee programmatiche sono state presentate dal Rettore alla comunità accademica, al mondo politico e alla società civile, concludendo un percorso fortemente partecipativo che ha portato alla definizione del Piano Strategico. Il Rettore si è quindi rivolto al Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, a Chiara Appendino, Sindaca della Città di Torino, Sergio Chiamparino, Presidente della Regione Piemonte e Giuseppe Valditara, Capo Dipartimento per la Formazione Superiore e per la Ricerca, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, e idealmente a tutto il territorio e alla comunità che opera a stretto contatto con il Politecnico: “Il territorio piemontese, e l’area torinese in particolare, si trova oggi marginalizzato e in ritardo rispetto ad altri territori più dinamici. Benché Torino si stia caratterizzando sempre più come “città universitaria” capace di attrarre studenti anche da altri territori, italiani e stranieri, la città offre scarse opportunità di impiego e di vita professionale che stimolino a rimanere e radicarsi a questo territorio. Il tessuto industriale del territorio deve essere rigenerato, a partire dalle competenze e dagli importanti fattori competitivi, tuttora presenti e vitali, compensando così il parziale disimpegno dal territorio di diverse grandi aziende, l’ancora scarsa presenza di imprese medio-grandi e la frammentazione che caratterizza un vasto tessuto di piccole e medie imprese. D’altro canto è ben percepibile proprio in questo territorio una volontà di “rinascita” che oramai da molto tempo non si provava più”. “È tempo di dare un forte impulso positivo all’Università, soprattutto dal punto di vista finanziario”, è l’auspicio del Rettore, che chiede alla politica risorse per permettere ai tanti studenti che si formano al Politecnico di poter rimanere dopo la laurea a lavorare in Italia, dando un contributo allo sviluppo del Paese, perseguendo quell’impatto che, grazie alle sue attività di didattica, ricerca e trasferimento e condivisione della conoscenza, l’Ateneo si propone di ottenere, come indicato dal nuovo Piano Strategico. Il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia è tornato su queste tematiche nella sua Lectio inaugurale, dal titolo “Università e Ricerca. Leve di sviluppo e crescita delle imprese e della società”, nella quale ha delineato le caratteristiche delle imprese del futuro – ad alto valore aggiunto, alta intensità d’investimenti, alta produttività – e specificato che dovranno imparare ad essere eccellenti in ogni funzione per essere all’altezza...

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Torino Domani. Sei domande per indagare il futuro della città. Tiziana Andina.

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Torino Domani. Sei domande per indagare il futuro della città. Tiziana Andina.

GazzettaTorino, ha deciso di raccogliere opinioni, pareri, punti di vista, sul futuro della città, rivolgendo sei domande, sempre le stesse, a persone impegnate a diverso titolo nella società, nella politica e nella cultura, su un tema rilevante del dibattito pubblico, a nostro avviso trascurato: la Torino di domani. La città appare in questo momento, come si suol dire “sotto lo zelo di Abramo”, ossia pronta ad essere sacrificata senza sapere bene per chi o per che cosa. E noi, come Isacco, vorremmo che alla fine si salvasse. Tiziana Andina  è docente e ricercatrice di filosofia teoretica dell’Università di Torino, la ringraziamo per la partecipazione a Torino Domani. Dopo un viaggio all’estero, al rientro la città e talvolta l’Italia tutta appare più piccola, bloccata, come fosse imprigionata dentro ad un incantesimo cattivo. Prova anche lei questa sensazione, e se la risposta è si da cosa reputa sia dettato questo sentimento. Amo molto l’Italia, alle volte un po’ meno gli italiani. Il nostro è un paese complicato: continua a essere diviso in due macroaree dopo oltre cento e cinquanta anni di storia unitaria. Il nord guada con sospetto il sud e il sud si sente incompreso e depredato, di risorse e di capitale umano. E poi c’è una criminalità diffusa e una tendenza alla corruzione che permea sia il nord che il sud: gli italiani resistono a considerare la cosa pubblica una cosa di tutti, spesso preferiscono vederla come qualcosa da utilizzare per i propri scopi. Credo che questo sia uno dei problemi più resilienti che l’Italia ha. Non siamo imprigionati in un incantesimo cattivo, semplicemente abbiamo moltissima difficoltà a considerare l’etica pubblica come un valore da proteggere e tramandare. Mi viene in mente un famosissimo saggio scritto qualche anno fa da Garrett Hardin (1968) sui beni comuni: “The Tragedy of Common”. Hardin notava come le risorse naturali pubbliche (che sono a tutti gli effetti dei commons) sono costitutivamente limitate; ciononostante non ci preoccupiamo affatto di utilizzare a nostro vantaggio quella parte che sarebbe destinata al benessere delle future generazioni. Questo perché, in linea di massima, siamo portati a pensare che se qualcuno può utilizzare qualcosa che non gli appartiene, la cui disponibilità è per di più gratuita, certamente lo farà senza avere alcun riguardo per la conservazione della risorsa e, dunque, senza alcun riguardo per chi verrà dopo di lui. Ecco, gli italiani sono specialisti in questo, guidati da una antropologia negativa – ovvero dall’idea che il loro prossimo, non lui stesso, abbia la tendenza a raccomandare, rubare, traccheggiare – che è diffusa e radicata. In realtà, molto modestamente, impera un individualismo davvero poco edificante. Un esempio: pensi a come negli anni Settanta del secolo scorso il governo Rumor ha programmato il futuro del paese attraverso l’assetto del sistema pensionistico. Si sono fatte andare in pensione milioni di dipendenti pubblici, dopo che avevano lavorato dai 14 ai 25 anni, con il semplice scopo di consolidare il consenso, creando un buco gigantesco nel nostro sistema pensionistico e caricando le nuove generazioni di debiti da pagare. Credo che questo sia uno dei vizi peggiori di questa Italia sofferente: non possiede una dimensione politica e sociale istituzionale, non pensa di avere una dimensione transgenerazionale, ma si pensa solo qui ed ora, ed anche questo, spesso, le riesce male. Il dibattito sul futuro di Torino,...

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Ivan Krpan, vincitore del premio Busoni nella sala dei 500 per Lingotto Giovani.

Pubblicato da alle 13:33 in galleria home page, Spettacoli, Università | 0 commenti

Ivan Krpan, vincitore del premio Busoni nella sala dei 500 per Lingotto Giovani.

Lingotto Musica “Carissimo Arturo, che ne diresti dell’idea di indire a Bolzano un grande concorso pianistico internazionale, nel 25° anniversario della morte di Ferruccio Busoni? La ricorrenza non impone l’obbligo morale di ricordare ed onorare in ogni paese il nome di questo grande artista? […] L’impresa è ardua, lo so, ma vorrei poter contare sul tuo appoggio e sulla tua preziosa e cordiale collaborazione”. Con questa lettera di Cesare Nordio ad Arturo Benedetti Michelangeli, scritta tra il gennaio/febbraio del 1949 l’allora direttore del Conservatorio di Bolzano si iniziavano a porre le basi per quello che sarebbe diventato il Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni, ad oggi indiscutibilmente una delle manifestazioni più longeve e influenti della scena musicale internazionale. Ivan Krpan è il vincitore del Busoni 2017 e sarà la sua riconosciuta abilità a inaugurare la stagione 2018 2019 di Lingotto Giovani martedì 13 novembre alle ore 20.30 nella Sala Cinquecento.  Nato a Zagabria nel 1997, a soli vent’anni ha trionfato nell’edizione 2017 del Concorso Pianistico Internazionale «Ferruccio Busoni», iscrivendo il proprio nome nell’albo d’oro della competizione, insieme a quelli di grandissimi interpreti come Martha Argherich, Jörg Demus e Lilya Zilberstein. Il programma della serata, prenderà il via con la Sonata n. 27 in mi minore op. 90 di Ludwig van Beethoven, opera scritta nel 1814 che segna il passaggio in ambito sonatistico tra il cosiddetto “periodo eroico” culminato con l’Appassionata e il successivo “terzo stile” inaugurato dalla Sonata op. 101.  A seguire la Sonata n. 30 in mi maggiore op. 109, primo esemplare del trittico composto insieme alle op. 110 e 111 tra 1819 e il 1822, che rappresenta il vero testamento beethoveniano nel genere della Sonata per pianoforte. A conclusione del concerto Après une lecture de Dante. Fantasia quasi Sonata di Franz Liszt, settima e ultima pagina del secondo quaderno, dedicato all’Italia, della racconta Années de pèlérinage; ispirato alla Divina Commedia, un testo molto amato da Liszt, il brano è una raffigurazione sonora di tre momenti particolarmente significativi del poema: l’inferno, l’angosciosa supplica dei dannati e l’episodio di Paolo e Francesca. Grazie al rinnovato accordo con l’Università di Torino e il corso di laurea in DAMS anche questa stagione i concerti della rassegna saranno introdotti da una breve guida all’ascolto a cura dei migliori studenti dell’Ateneo: il primo concerto sarà introdotto da Camilla Canalini. Prima del concerto, infine, il Presidente Giuseppe Proto e il Direttore Artistico Francesca Gentile Camerana premieranno i vincitori del concorso di critica musicale Scrivere di musica dal vivo 2017-2018, invitando il giovane pubblico della Sala 500 a prendere nuovamente parte alla nuova edizione per la stagione 2018-2019...

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Il web: un mondo di possibilità per le aziende. La manifattura digitale nel Piano Nazionale Impresa.

Pubblicato da alle 17:43 in Economia, I nuovi Shop, Innovazione, Prima pagina, Università | 0 commenti

Il web: un mondo di possibilità per le aziende. La manifattura digitale nel Piano Nazionale Impresa.

Maniffatura digitale. Investire sul digitale è da qualche anno una strategia vincente per le imprese, piccole e non, in Italia e nel mondo. Sempre più aziende si stanno espandendo online, scoprendo nuovi mercati, nuovi clienti e nuovi modi di farsi conoscere. Nonostante il nostro paese non sia così avanzato sotto questo aspetto, sta cercando di prendere la rincorsa. Secondo i dati diffusi dal Politecnico di Milano sulla Manifattura Digitale, nel 2015, il 38% delle aziende italiane non aveva nessuna conoscenza delle tecnologie 4.0, e solo il 10% pensava che nuovi modelli di business fossero necessari per decollare in un mondo sempre più connesso. A distanza di pochi anni, i dati sono migliorati, ma non così tanto come ci si augurerebbe: i dati ISTAT relativi alle imprese piemontesi dimostrano di essere in linea con le tendenze nazionali: con una grande diffusione della banda larga, ma poca presenza online, soprattutto per vendere. Sono inoltre presenti molte differenze fra diverse zone, anche a livello regionale. Tuttavia, ad esempio, la città di Torino si sta dimostrando più attiva su questo fronte e più disposta ad aprirsi ai mercati internazionali anche tramite Internet, con molte aziende presenti in rete, molte incubatrici di start-up tecnologiche, anche attraverso le università, come il Politecnico di Torino.   L’introduzione del Voucher Digitali I4.0 nell’ambito del Piano Nazionale Impresa 4.0 del Ministero dello Sviluppo Economico e del progetto Punto Impresa Digitale PID, e offerto dalla Camera di commercio di Torino si dirige nella direzione giusta per la digitalizzazione sempre più dinamica che si sta verificando in Italia. Si tratta di una cifra di 700.000 euro, a fondo perduto, dedicata alle imprese di dimensione ridotta, da micro a medie imprese, e pensata per coloro che vogliono investire in consulenze e formazione sulle nuove tecnologie digitali in ogni tipo di attività. Tutti possono quindi trarne vantaggio, ma vediamo insieme delle altre tecniche free da poter utilizzare per dare slancio al vostro business. In questo contesto, l’aumento della presenza sui social network è necessario, non solo per farsi conoscere, ma anche per capire i trend del mercato, quindi di quali prodotti o tecnologie il potenziale cliente ha bisogno. Una buona strategia per iniziare e farsi conoscere online è quindi creare un’attività di e-commerce, ovvero vendere i propri prodotti tramite la creazione di un sito proprio o attraverso i canali di e-shopping. Proprio su queste piattaforme, sarà possibile collaborare con altri brand per far apparire i propri prodotti nelle prime pagine di ricerca o in altri siti come featured products. Questa tattica potrà essere molto utile per le piccole e medie imprese con tanta voglia di crescere, soprattutto se nel settore export possono contare sul fascino ancora forte del made in Italy. Non finisce qui: l’utilizzo di strategie di marketing definite inbound permette di trasformare potenziali clienti in affezionati compratori, o customer, attraverso pochi passaggi e ponendo le necessità dell’utente al centro del percorso. Alcuni esempi di siti di successo sono quelli che si pongono come guide per l’utente, facendogli scoprire i siti più vantaggiosi o più sicuri dove fare shopping online. Si tratta di servizi utili, visto che spesso i clienti non sanno destreggiarsi nel modo migliore nel mare di offerte presenti nella rete, e hanno bisogno di fidarsi per spendere. Siti del genere sono ancora più di successo se in grado di offrire bonus e promozioni sui siti terzi, dai quali ricevono ovviamente delle sponsorizzazioni. Per esempio, un sito che tratta articoli o servizi nel settore wellness potrà facilmente includere un link ad un’azienda che distribuisce...

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Il MARKETERs Club Torino prepara un evento dedicato a management e comunicazione.

Pubblicato da alle 10:58 in Notizie, Prima pagina, Spettacoli, Sport, Università | 0 commenti

Il MARKETERs Club Torino prepara un evento dedicato a management e comunicazione.

Il MARKETERs Club Torino è lieto di annunciare il prossimo evento per gli appassionati di Marketing, Comunicazione, Management e Innovazione. Il giorno fatidico sarà venerdì 29 giugno, presso la Scuola di Management ed Economia di Torino, dove si terrà la prima edizione, del comitato torinese, del MARKETERs Day. Per chi non l’avesse mai sentito nominare il MARKETERs Day è uno degli appuntamenti targati MARKETERs Club, associazione riconosciuta a livello nazionale che realizza eventi con lo scopo di portare le migliori realtà aziendali e i migliori brand internazionali all’interno del mondo universitario. Il nome ed il tema dell’edizione 2018 è MARKETERs Day: Sport Players – Join the game. Durante la giornata verrà analizzato il mondo dello sport, di come sia cambiato negli anni fino a diventare una leva economica molto rilevante. Gli scorsi eventi hanno visto partecipare in veste di relatori: Tommaso Saronni Director PR, Social & Digital di Adidas Group, Simone Maggi CEO & Co-founder di Lanieri, Sabrina Ciamba Retail Area Manager di Falconeri, Maurizio “Juni” Vitale Founding Director di Movement Entertainment e Lorenzo Gianeri, in arte ”Lollino”, VP di Vari Productions srl Maria Fossarello Marketing Manager di BlaBlaCar, Simonluca Scravaglieri Marketing Manager di Ceres, Andrea Crociani Country Leader di oBike, Veronica Dolce Marketing Manager di Rolling Stone Italia, Alessandro Baldi Southern Europe Sales manager e Lucian Beierling Marketing & Communications Manager di Soundreef. Anche in occasione di questo evento tre ospiti terranno alto il livello raggiunto fino ad ora e ancora una volta saranno gli studenti e i neolaureati dell’Università degli Studi di Torino ad organizzare la giornata nella sua interezza con interventi proposti che non deluderanno le aspettative. Questo evento rappresenta l’atto conclusivo del primo anno del Comitato di Torino che proprio un anno fa, nel mese di giugno ha realizzato il primo evento contando più di 150 partecipanti. Nel mese di settembre ha avuto luogo la recruiting per i nuovi soci con il conseguente tesseramento e, ad oggi, il MARKETERs Club conta più di 1000 soci a livello nazionale. Ad oggi hanno già dato conferma della propria partecipazione nel ruolo di ospiti: Mauro Zanetti, PMO at Juventus FC Matteo Cappelli, Brand Manager La Gazzetta dello Sport at RCS MediaGroup     Grazie ai talk interattivi degli ospiti, che saranno annunciati nel corso della campagna di Comunicazione, il MARKETERs Club mostrerà come i grandi brand legati al mondo dello sport si siano evoluti negli anni, modificando le strategie di marketing e creando prodotti altamente customizzati per soddisfare i bisogni di consumatori sempre più esigenti e consapevoli. La giornata avrà inizio con l’accredito e proseguirà con i talk degli ospiti intervallati da un coffee break e da un pranzo. Il tutto sarà offerto dal MARKETERs Club e dagli Sponsor dell’evento, tra cui Lavazza, Raspini e OPES Piemonte. MARKETERs Club Torino è su Facebook, Twitter,...

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Per l’Unione Industriale di Torino questa è “una città per investire”.

Pubblicato da alle 19:25 in Economia, galleria home page, Innovazione, Università | 0 commenti

Per l’Unione Industriale di Torino questa è “una città per investire”.

Circondata di ingenti forze di Polizia e Carabinieri la Nuvola, nuova sede della Lavazza, ha ospitato, al riparo dal sole, l’affollatissima  Assemblea generale dell’Unione Industriale di Torino. Molto attesa anche per l’iniziativa lanciata dall’Unione per accogliere idee e suggerimenti per il futuro della città. Domani.To il nome dell’iniziativa promossa via web, che ha raccolto oltre quattrocento voci; un esperimento mai fatto prima, sintomo di un’apertura nuova e necessaria per coinvolgere e individuare nuove energie. La capriata altissima della sala allestita per la riunione, contiene passato e presente del mondo manifatturiero. Il passato nelle mura e l’alta tecnologia nella trasformazione in luogo del presente.  La relazione del Presidente dell’Unione Dario Gallina, ha riscosso lunghi applausi e, ha messo in gioco, tra le altre, una proposta importante: candidare Torino come Capitale della cultura italiana per il 2021.  Di seguito una parte del suo discorso odierno. “La Nuvola è un nuovo luogo simbolo della Torino che crede nel proprio futuro.  Qui si fondono una lunga tradizione imprenditoriale di famiglia, uno sguardo rivolto al futuro e un legame forte con Torino. Il tema che abbiamo scelto per questa nostra assemblea è proprio il futuro della nostra Città. TORINO  Crediamo che un futuro migliore sia possibile.  Il format di quest’anno ci ha portati a coinvolgere le Istituzioni locali in un modo meno rituale rispetto al passato; anziché con il tradizionale saluto iniziale, abbiamo chiesto alla Sindaca Chiara Appendino e al Presidente Sergio Chiamparino di contribuire attivamente al dibattito nel corso della successiva tavola rotonda.  …abbiamo lanciato la Call for ideas chiamata DOMANI.TO e vogliamo tradurre le idee e i suggerimenti pervenuti dai torinesi, in progetti per il futuro della Città.  Abbiamo svolto un’ampia consultazione degli stakeholder del sistema locale, ed abbiamo raccolto le idee di valore che saranno approfondite e diffuse attraverso il blog OPEN UI e i canali Social.  L’elaborazione è stata affidata al Prof. Giorgio Barba Navaretti che ringrazio caldamente.  È inoltre doveroso ringraziare i Professori Giuseppe Berta e Domenico Siniscalco per i loro contributi; così come la Camera di Commercio di Torino per il sostegno ricevuto.  Mi preme sottolineare che non abbiamo, con questa iniziativa, alcuna intenzione egemonica e non coltiviamo nessuna ambizione politica.  Spero che ciò che abbiamo fatto col lavoro di questi mesi possa diventare, da subito, una buona base di partenza per tutti i soggetti che hanno a cuore Torino e che vogliono lavorare insieme.  Solo il lavoro in comune consentirà di ottenere dei risultati di valore. E per centrare l’obiettivo è necessario operare sulla frontiera della contemporaneità    Ciò significa essere una città aperta, profondamente integrata nell’economia globale, in grado di sfruttare sinergie significative con le altre città metropolitane del Nord Italia, Milano e Genova in primo luogo.  Significa anche essere una città inclusiva, capace di attrarre e integrare investimenti dall’estero e di esportare; di lavorare alla frontiera di tecnologia e ricerca, integrando industria e digitale, economia tangibile e intangibile.  Ma vuol anche dire essere un melting pot di discipline e specialità: industria e innovazione con la cultura, arte contemporanea e patrimonio dei musei, con le esperienze del sociale e del terzo settore, industria del food e del turismo.  Sono convinto che Torino, oggi più che mai, abbia questo nella propria missione, se vuole puntare al futuro.  Alla politica competono le scelte strategiche per ottenere crescita e benessere. ...

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La tribolata e avventurosa vita di una biblioteca cittadina. Mercoledì un incontro pieno di idee.

Pubblicato da alle 17:00 in .Arte, Prima pagina, Università | 0 commenti

La tribolata e avventurosa vita di una biblioteca cittadina. Mercoledì un incontro pieno di idee.

Galleria d’Arte Moderna di Torino Una biblioteca, il granaio della memoria, non dovrebbe aver bisogno di un comitato di difesa. Per esempio è accaduto che in Francia un Presidente, Mitterand, volesse lasciare come ricordo del suo passaggio terreno una delle più imponenti biblioteche del mondo, la Bibliothèque nationale de France  che svetta con le sue quattro torri angolari alte 79 metri, corrispondenti simbolicamente a quattro libri aperti.   Poi c’è Torino e la piccola e valorosa Biblioteca dedicata all’arte dei Musei Civici di Torino – Fondazione Torino Musei. E qui oltre la biblioteca si fa piccola piccola anche la sua storia. La svolazzante e ardita idea di chiuderla, poi di trasferirla per finire nel classico cul de sac del vedremo, chissà, facciamo passare la buriana e magari con l’estate che tutti distrae e distoglie la rendiamo momentaneamente indisponibile. Della memoria dell’arte che cosa potremmo mai ottenere ? Di tutta quella carta, i cataloghi, le riviste, le foto, viene sonno solo a pensarci. Toglie il sonno invece pensare a reperire le risorse per farla la lavorare al meglio. Così il 31 maggio 2018 è nata l’Associazione “Amici della Biblioteca d’Arte dei Musei Civici di Torino – Fondazione Torino Musei”. Un’associazione, che ha come scopo primario difendere, incrementare e valorizzare il patrimonio della Biblioteca. L’associazione si è posta due obiettivi, piuttosto ambiziosi. Il primo è rafforzare il carattere specialistico che rende un’eccellenza la Biblioteca, avviando e sostenendo progetti di ricerca e digitalizzazione di alcuni fondi speciali; Il secondo valorizzare il patrimonio attraverso iniziative pubbliche che aprano la Biblioteca ad un pubblico vasto (gruppi di lettura, presentazioni di libri, conferenze), partecipando anche alle molte iniziative organizzate dalla Città. Va detto che la Biblioteca, unitamente all’Archivio Storico e all’Archivio Fotografico, è il luogo di riferimento per la comunità di tutti gli studenti, i curiosi, e i professionisti legati al mondo dell’arte che vivono a Torino e in tutto il Nord Italia: docenti, insegnanti, ricercatori, curatori, conservatori dei musei, restauratori, artisti, giornalisti, editori, antiquari, galleristi, professionisti della divulgazione legata alle iniziative culturali e turistiche. Insomma, un universo di devoti ad un desueto culto ormai forse in via d’estinzione. A sentire le parole della docente di Storia dell’Arte Moderna dell’Università di Torino Gelsomina Spione, interpellata per avere qualche ulteriore ragguaglio non sarebbe così. Anzi, ci dice che la forza della Biblioteca è proprio quella di intercettare mondi diversi e diverse professioni e che i fruitori sono molti di più di quanto si pensi. Tra le iniziative che si vorrebbe realizzare, ci confida la professoressa, c’è la digitalizzazione del ricco fondo Lorenzo Rovere, che fu direttore dei Musei civici dal 1921 al 1930, e l’Album dell’Esposizione Nazionale avvenuta nel 1880.  Il Consiglio Direttivo dell’Associazione riflette il variegato mondo dell’arte ed è composto da Mattia Azeglio (Studente UniTo), Simone Baiocco (Conservatore Palazzo Madama), Giorgina Bertolino (Storica dell’Arte), Aurora Laurenti (Storica dell’Arte), Simone Mattiello (Antiquario), Riccardo Passoni (Direttore GAM e Dirigente Biblioteca d’Arte), Maria Teresa Roberto (Docente Accademia Albertina), Bruno Signorelli (Presidente Spaba), Gelsomina Spione (Docente UniTo). Mercoledì 20 giugno, nella Sala Uno della GAM alle ore 18.00, l’Associazione con il suo Consiglio Direttivo presenterà pubblicamente i suoi progetti e le sue iniziative e avvierà la campagna di tesseramento, mentre il docente Fabio Belloni dell’Università degli Studi di Torino interverrà su L’ultimo quadro di storia. Renato Guttuso e i “Funerali di Togliatti”, raccontando l’esperienza di ricerca fondata sui materiali della Biblioteca...

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Il Salone dell’Auto di Torino vince la grande pioggia. Al Parco del Valentino le auto dei sogni.

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Il Salone dell’Auto di Torino vince la grande pioggia. Al Parco del Valentino le auto dei sogni.

È giunto alla sua IV edizione ma è già un successo al quale le case automobilistiche sembrano proprio non voler rinunciare. E insieme a loro nemmeno gli appassionati, i curiosi, gli interessanti a comprare un’auto nuova – beati loro che possono – che si aggirano numerosissimi tra i padiglioni. Tanto clamore ha portato, in questi seppur pochi anni, il Salone Parco del Valentino a ingrandirsi e “diffondersi” in praticamente tutto il centro di Torino, con sfilate, kermesse, iniziative dedicate non solo alle auto moderne e alle supercar ma anche ai modelli storici, i possessori dei quali sembrano partecipare con sempre rinnovato fervore. Il merito va soprattutto alla formula: nessun biglietto, nessuna coda ai botteghini, nessun parcheggio a pagamento (se non quelli ordinari della città) e nessuna struttura fieristica dove si sta assiepati come sardine e ti spennano per bere un caffè. Qui i padiglioni di esposizione – tutti uguali, semplicissimi, dove al centro dell’allestimento c’è prima di tutto la vettura – si dipanano tra le frescure e i monumenti del Parco del Valentino, storico polmone verde della città che, grazie anche a eventi del genere, si riprende un po’ dei suoi antichi fasti e si scrolla di dosso quella bruttissima fama che ormai ha di ricettacolo di malavita e violenza. Almeno per cinque giorni. Il circus è già cominciato ieri, 6 giugno, e andrà avanti fino a domenica notte. Dopo l’inaugurazione alla presenza dell’organizzatore di tutto, il vulcanico Andrea Levy, del neoministro delle infrastrutture Danilo Toninelli, della sindaca Chiara Appendino e del presidente della regione Sergio Chiamparino, un bel giro fra i 70 stand è d’obbligo. Balza subito all’occhio la presenza in pompa magna del gruppo FCA, con la presenza di ben 3 supercar Ferrari, delle veloci Stelvio e Giulia Quadrifoglio e Veloce e della nuovissima – è svelata in anteprima assoluta proprio qui – Jeep Renegade, coinvolta da un poderoso restyling di metà carriera e portabandiera degli inediti propulsori turbobenzina da 1 e 1,3 litri (potenze tra i 130 e i 180 CV). Dalla Francia con furore lo stand di Peugeot, dove è presentata la nuova berlina-coupé 508, una vera sorpresa, un’auto straordinaria, a nostro avviso. Non mancano i “big” tedeschi: Mercedes con due stratosferiche AMG-GT in versione a 2 e 4 porte e con la Classe A, appena presentata (presa d’assalto dai giovani); BMW punta tutto sull’elettrico con la bella i8; Volkswagen va fuoristrada con la completa gamma SUV composta da T-Roc, Tiguan e il nuovissimo Touareg; Audi con le sportive. Dall’Asia approdano Kia e Hyundai con i loro modelli ibridi; Suzuki con la sportiva Swift Sport; Honda in grande stile con auto e moto; Lexus con i suoi SUV ecologici e puliti (è stata la prima ad equipaggiarli con motori ibridi); Mazda con la cattivissima MX-5 Yamamoto. Poi ancora Land Rover con un bel Range Sport, Jaguar con la I-Pace, la sua prima vettura totalmente elettrica, Tesla, Volvo, Pagani, McLaren, Bentley. Ma non ci sono solo i grandi nomi: numerose e graditissime le partecipazioni di aziende che lavorano al futuro dell’auto con concept e soluzioni innovative (Giugiaro, IED Torino, Spice-X, UP Design). Molto apprezzata la rassegna dei prototipi (40 in tutto) di designer che hanno fatto la storia dell’automobilismo: Pininfarina, Stola, Spada, Touring Superleggera e Bertone, con la presentazione di quattro bei prototipi della collezione ora...

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