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Il web: un mondo di possibilità per le aziende. La manifattura digitale nel Piano Nazionale Impresa.

Pubblicato da alle 17:43 in Economia, I nuovi Shop, Innovazione, Prima pagina, Università | 0 commenti

Il web: un mondo di possibilità per le aziende. La manifattura digitale nel Piano Nazionale Impresa.

Maniffatura digitale. Investire sul digitale è da qualche anno una strategia vincente per le imprese, piccole e non, in Italia e nel mondo. Sempre più aziende si stanno espandendo online, scoprendo nuovi mercati, nuovi clienti e nuovi modi di farsi conoscere. Nonostante il nostro paese non sia così avanzato sotto questo aspetto, sta cercando di prendere la rincorsa. Secondo i dati diffusi dal Politecnico di Milano sulla Manifattura Digitale, nel 2015, il 38% delle aziende italiane non aveva nessuna conoscenza delle tecnologie 4.0, e solo il 10% pensava che nuovi modelli di business fossero necessari per decollare in un mondo sempre più connesso. A distanza di pochi anni, i dati sono migliorati, ma non così tanto come ci si augurerebbe: i dati ISTAT relativi alle imprese piemontesi dimostrano di essere in linea con le tendenze nazionali: con una grande diffusione della banda larga, ma poca presenza online, soprattutto per vendere. Sono inoltre presenti molte differenze fra diverse zone, anche a livello regionale. Tuttavia, ad esempio, la città di Torino si sta dimostrando più attiva su questo fronte e più disposta ad aprirsi ai mercati internazionali anche tramite Internet, con molte aziende presenti in rete, molte incubatrici di start-up tecnologiche, anche attraverso le università, come il Politecnico di Torino.   L’introduzione del Voucher Digitali I4.0 nell’ambito del Piano Nazionale Impresa 4.0 del Ministero dello Sviluppo Economico e del progetto Punto Impresa Digitale PID, e offerto dalla Camera di commercio di Torino si dirige nella direzione giusta per la digitalizzazione sempre più dinamica che si sta verificando in Italia. Si tratta di una cifra di 700.000 euro, a fondo perduto, dedicata alle imprese di dimensione ridotta, da micro a medie imprese, e pensata per coloro che vogliono investire in consulenze e formazione sulle nuove tecnologie digitali in ogni tipo di attività. Tutti possono quindi trarne vantaggio, ma vediamo insieme delle altre tecniche free da poter utilizzare per dare slancio al vostro business. In questo contesto, l’aumento della presenza sui social network è necessario, non solo per farsi conoscere, ma anche per capire i trend del mercato, quindi di quali prodotti o tecnologie il potenziale cliente ha bisogno. Una buona strategia per iniziare e farsi conoscere online è quindi creare un’attività di e-commerce, ovvero vendere i propri prodotti tramite la creazione di un sito proprio o attraverso i canali di e-shopping. Proprio su queste piattaforme, sarà possibile collaborare con altri brand per far apparire i propri prodotti nelle prime pagine di ricerca o in altri siti come featured products. Questa tattica potrà essere molto utile per le piccole e medie imprese con tanta voglia di crescere, soprattutto se nel settore export possono contare sul fascino ancora forte del made in Italy. Non finisce qui: l’utilizzo di strategie di marketing definite inbound permette di trasformare potenziali clienti in affezionati compratori, o customer, attraverso pochi passaggi e ponendo le necessità dell’utente al centro del percorso. Alcuni esempi di siti di successo sono quelli che si pongono come guide per l’utente, facendogli scoprire i siti più vantaggiosi o più sicuri dove fare shopping online. Si tratta di servizi utili, visto che spesso i clienti non sanno destreggiarsi nel modo migliore nel mare di offerte presenti nella rete, e hanno bisogno di fidarsi per spendere. Siti del genere sono ancora più di successo se in grado di offrire bonus e promozioni sui siti terzi, dai quali ricevono ovviamente delle sponsorizzazioni. Per esempio, un sito che tratta articoli o servizi nel settore wellness potrà facilmente includere un link ad un’azienda che distribuisce...

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Il MARKETERs Club Torino prepara un evento dedicato a management e comunicazione.

Pubblicato da alle 10:58 in Notizie, Prima pagina, Spettacoli, Sport, Università | 0 commenti

Il MARKETERs Club Torino prepara un evento dedicato a management e comunicazione.

Il MARKETERs Club Torino è lieto di annunciare il prossimo evento per gli appassionati di Marketing, Comunicazione, Management e Innovazione. Il giorno fatidico sarà venerdì 29 giugno, presso la Scuola di Management ed Economia di Torino, dove si terrà la prima edizione, del comitato torinese, del MARKETERs Day. Per chi non l’avesse mai sentito nominare il MARKETERs Day è uno degli appuntamenti targati MARKETERs Club, associazione riconosciuta a livello nazionale che realizza eventi con lo scopo di portare le migliori realtà aziendali e i migliori brand internazionali all’interno del mondo universitario. Il nome ed il tema dell’edizione 2018 è MARKETERs Day: Sport Players – Join the game. Durante la giornata verrà analizzato il mondo dello sport, di come sia cambiato negli anni fino a diventare una leva economica molto rilevante. Gli scorsi eventi hanno visto partecipare in veste di relatori: Tommaso Saronni Director PR, Social & Digital di Adidas Group, Simone Maggi CEO & Co-founder di Lanieri, Sabrina Ciamba Retail Area Manager di Falconeri, Maurizio “Juni” Vitale Founding Director di Movement Entertainment e Lorenzo Gianeri, in arte ”Lollino”, VP di Vari Productions srl Maria Fossarello Marketing Manager di BlaBlaCar, Simonluca Scravaglieri Marketing Manager di Ceres, Andrea Crociani Country Leader di oBike, Veronica Dolce Marketing Manager di Rolling Stone Italia, Alessandro Baldi Southern Europe Sales manager e Lucian Beierling Marketing & Communications Manager di Soundreef. Anche in occasione di questo evento tre ospiti terranno alto il livello raggiunto fino ad ora e ancora una volta saranno gli studenti e i neolaureati dell’Università degli Studi di Torino ad organizzare la giornata nella sua interezza con interventi proposti che non deluderanno le aspettative. Questo evento rappresenta l’atto conclusivo del primo anno del Comitato di Torino che proprio un anno fa, nel mese di giugno ha realizzato il primo evento contando più di 150 partecipanti. Nel mese di settembre ha avuto luogo la recruiting per i nuovi soci con il conseguente tesseramento e, ad oggi, il MARKETERs Club conta più di 1000 soci a livello nazionale. Ad oggi hanno già dato conferma della propria partecipazione nel ruolo di ospiti: Mauro Zanetti, PMO at Juventus FC Matteo Cappelli, Brand Manager La Gazzetta dello Sport at RCS MediaGroup     Grazie ai talk interattivi degli ospiti, che saranno annunciati nel corso della campagna di Comunicazione, il MARKETERs Club mostrerà come i grandi brand legati al mondo dello sport si siano evoluti negli anni, modificando le strategie di marketing e creando prodotti altamente customizzati per soddisfare i bisogni di consumatori sempre più esigenti e consapevoli. La giornata avrà inizio con l’accredito e proseguirà con i talk degli ospiti intervallati da un coffee break e da un pranzo. Il tutto sarà offerto dal MARKETERs Club e dagli Sponsor dell’evento, tra cui Lavazza, Raspini e OPES Piemonte. MARKETERs Club Torino è su Facebook, Twitter,...

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Per l’Unione Industriale di Torino questa è “una città per investire”.

Pubblicato da alle 19:25 in Economia, galleria home page, Innovazione, Università | 0 commenti

Per l’Unione Industriale di Torino questa è “una città per investire”.

Circondata di ingenti forze di Polizia e Carabinieri la Nuvola, nuova sede della Lavazza, ha ospitato, al riparo dal sole, l’affollatissima  Assemblea generale dell’Unione Industriale di Torino. Molto attesa anche per l’iniziativa lanciata dall’Unione per accogliere idee e suggerimenti per il futuro della città. Domani.To il nome dell’iniziativa promossa via web, che ha raccolto oltre quattrocento voci; un esperimento mai fatto prima, sintomo di un’apertura nuova e necessaria per coinvolgere e individuare nuove energie. La capriata altissima della sala allestita per la riunione, contiene passato e presente del mondo manifatturiero. Il passato nelle mura e l’alta tecnologia nella trasformazione in luogo del presente.  La relazione del Presidente dell’Unione Dario Gallina, ha riscosso lunghi applausi e, ha messo in gioco, tra le altre, una proposta importante: candidare Torino come Capitale della cultura italiana per il 2021.  Di seguito una parte del suo discorso odierno. “La Nuvola è un nuovo luogo simbolo della Torino che crede nel proprio futuro.  Qui si fondono una lunga tradizione imprenditoriale di famiglia, uno sguardo rivolto al futuro e un legame forte con Torino. Il tema che abbiamo scelto per questa nostra assemblea è proprio il futuro della nostra Città. TORINO  Crediamo che un futuro migliore sia possibile.  Il format di quest’anno ci ha portati a coinvolgere le Istituzioni locali in un modo meno rituale rispetto al passato; anziché con il tradizionale saluto iniziale, abbiamo chiesto alla Sindaca Chiara Appendino e al Presidente Sergio Chiamparino di contribuire attivamente al dibattito nel corso della successiva tavola rotonda.  …abbiamo lanciato la Call for ideas chiamata DOMANI.TO e vogliamo tradurre le idee e i suggerimenti pervenuti dai torinesi, in progetti per il futuro della Città.  Abbiamo svolto un’ampia consultazione degli stakeholder del sistema locale, ed abbiamo raccolto le idee di valore che saranno approfondite e diffuse attraverso il blog OPEN UI e i canali Social.  L’elaborazione è stata affidata al Prof. Giorgio Barba Navaretti che ringrazio caldamente.  È inoltre doveroso ringraziare i Professori Giuseppe Berta e Domenico Siniscalco per i loro contributi; così come la Camera di Commercio di Torino per il sostegno ricevuto.  Mi preme sottolineare che non abbiamo, con questa iniziativa, alcuna intenzione egemonica e non coltiviamo nessuna ambizione politica.  Spero che ciò che abbiamo fatto col lavoro di questi mesi possa diventare, da subito, una buona base di partenza per tutti i soggetti che hanno a cuore Torino e che vogliono lavorare insieme.  Solo il lavoro in comune consentirà di ottenere dei risultati di valore. E per centrare l’obiettivo è necessario operare sulla frontiera della contemporaneità    Ciò significa essere una città aperta, profondamente integrata nell’economia globale, in grado di sfruttare sinergie significative con le altre città metropolitane del Nord Italia, Milano e Genova in primo luogo.  Significa anche essere una città inclusiva, capace di attrarre e integrare investimenti dall’estero e di esportare; di lavorare alla frontiera di tecnologia e ricerca, integrando industria e digitale, economia tangibile e intangibile.  Ma vuol anche dire essere un melting pot di discipline e specialità: industria e innovazione con la cultura, arte contemporanea e patrimonio dei musei, con le esperienze del sociale e del terzo settore, industria del food e del turismo.  Sono convinto che Torino, oggi più che mai, abbia questo nella propria missione, se vuole puntare al futuro.  Alla politica competono le scelte strategiche per ottenere crescita e benessere. ...

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La tribolata e avventurosa vita di una biblioteca cittadina. Mercoledì un incontro pieno di idee.

Pubblicato da alle 17:00 in .Arte, Prima pagina, Università | 0 commenti

La tribolata e avventurosa vita di una biblioteca cittadina. Mercoledì un incontro pieno di idee.

Galleria d’Arte Moderna di Torino Una biblioteca, il granaio della memoria, non dovrebbe aver bisogno di un comitato di difesa. Per esempio è accaduto che in Francia un Presidente, Mitterand, volesse lasciare come ricordo del suo passaggio terreno una delle più imponenti biblioteche del mondo, la Bibliothèque nationale de France  che svetta con le sue quattro torri angolari alte 79 metri, corrispondenti simbolicamente a quattro libri aperti.   Poi c’è Torino e la piccola e valorosa Biblioteca dedicata all’arte dei Musei Civici di Torino – Fondazione Torino Musei. E qui oltre la biblioteca si fa piccola piccola anche la sua storia. La svolazzante e ardita idea di chiuderla, poi di trasferirla per finire nel classico cul de sac del vedremo, chissà, facciamo passare la buriana e magari con l’estate che tutti distrae e distoglie la rendiamo momentaneamente indisponibile. Della memoria dell’arte che cosa potremmo mai ottenere ? Di tutta quella carta, i cataloghi, le riviste, le foto, viene sonno solo a pensarci. Toglie il sonno invece pensare a reperire le risorse per farla la lavorare al meglio. Così il 31 maggio 2018 è nata l’Associazione “Amici della Biblioteca d’Arte dei Musei Civici di Torino – Fondazione Torino Musei”. Un’associazione, che ha come scopo primario difendere, incrementare e valorizzare il patrimonio della Biblioteca. L’associazione si è posta due obiettivi, piuttosto ambiziosi. Il primo è rafforzare il carattere specialistico che rende un’eccellenza la Biblioteca, avviando e sostenendo progetti di ricerca e digitalizzazione di alcuni fondi speciali; Il secondo valorizzare il patrimonio attraverso iniziative pubbliche che aprano la Biblioteca ad un pubblico vasto (gruppi di lettura, presentazioni di libri, conferenze), partecipando anche alle molte iniziative organizzate dalla Città. Va detto che la Biblioteca, unitamente all’Archivio Storico e all’Archivio Fotografico, è il luogo di riferimento per la comunità di tutti gli studenti, i curiosi, e i professionisti legati al mondo dell’arte che vivono a Torino e in tutto il Nord Italia: docenti, insegnanti, ricercatori, curatori, conservatori dei musei, restauratori, artisti, giornalisti, editori, antiquari, galleristi, professionisti della divulgazione legata alle iniziative culturali e turistiche. Insomma, un universo di devoti ad un desueto culto ormai forse in via d’estinzione. A sentire le parole della docente di Storia dell’Arte Moderna dell’Università di Torino Gelsomina Spione, interpellata per avere qualche ulteriore ragguaglio non sarebbe così. Anzi, ci dice che la forza della Biblioteca è proprio quella di intercettare mondi diversi e diverse professioni e che i fruitori sono molti di più di quanto si pensi. Tra le iniziative che si vorrebbe realizzare, ci confida la professoressa, c’è la digitalizzazione del ricco fondo Lorenzo Rovere, che fu direttore dei Musei civici dal 1921 al 1930, e l’Album dell’Esposizione Nazionale avvenuta nel 1880.  Il Consiglio Direttivo dell’Associazione riflette il variegato mondo dell’arte ed è composto da Mattia Azeglio (Studente UniTo), Simone Baiocco (Conservatore Palazzo Madama), Giorgina Bertolino (Storica dell’Arte), Aurora Laurenti (Storica dell’Arte), Simone Mattiello (Antiquario), Riccardo Passoni (Direttore GAM e Dirigente Biblioteca d’Arte), Maria Teresa Roberto (Docente Accademia Albertina), Bruno Signorelli (Presidente Spaba), Gelsomina Spione (Docente UniTo). Mercoledì 20 giugno, nella Sala Uno della GAM alle ore 18.00, l’Associazione con il suo Consiglio Direttivo presenterà pubblicamente i suoi progetti e le sue iniziative e avvierà la campagna di tesseramento, mentre il docente Fabio Belloni dell’Università degli Studi di Torino interverrà su L’ultimo quadro di storia. Renato Guttuso e i “Funerali di Togliatti”, raccontando l’esperienza di ricerca fondata sui materiali della Biblioteca...

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Il Salone dell’Auto di Torino vince la grande pioggia. Al Parco del Valentino le auto dei sogni.

Pubblicato da alle 10:51 in Fashion, galleria home page, MotorInsider, Spettacoli, Università | 0 commenti

Il Salone dell’Auto di Torino vince la grande pioggia. Al Parco del Valentino le auto dei sogni.

È giunto alla sua IV edizione ma è già un successo al quale le case automobilistiche sembrano proprio non voler rinunciare. E insieme a loro nemmeno gli appassionati, i curiosi, gli interessanti a comprare un’auto nuova – beati loro che possono – che si aggirano numerosissimi tra i padiglioni. Tanto clamore ha portato, in questi seppur pochi anni, il Salone Parco del Valentino a ingrandirsi e “diffondersi” in praticamente tutto il centro di Torino, con sfilate, kermesse, iniziative dedicate non solo alle auto moderne e alle supercar ma anche ai modelli storici, i possessori dei quali sembrano partecipare con sempre rinnovato fervore. Il merito va soprattutto alla formula: nessun biglietto, nessuna coda ai botteghini, nessun parcheggio a pagamento (se non quelli ordinari della città) e nessuna struttura fieristica dove si sta assiepati come sardine e ti spennano per bere un caffè. Qui i padiglioni di esposizione – tutti uguali, semplicissimi, dove al centro dell’allestimento c’è prima di tutto la vettura – si dipanano tra le frescure e i monumenti del Parco del Valentino, storico polmone verde della città che, grazie anche a eventi del genere, si riprende un po’ dei suoi antichi fasti e si scrolla di dosso quella bruttissima fama che ormai ha di ricettacolo di malavita e violenza. Almeno per cinque giorni. Il circus è già cominciato ieri, 6 giugno, e andrà avanti fino a domenica notte. Dopo l’inaugurazione alla presenza dell’organizzatore di tutto, il vulcanico Andrea Levy, del neoministro delle infrastrutture Danilo Toninelli, della sindaca Chiara Appendino e del presidente della regione Sergio Chiamparino, un bel giro fra i 70 stand è d’obbligo. Balza subito all’occhio la presenza in pompa magna del gruppo FCA, con la presenza di ben 3 supercar Ferrari, delle veloci Stelvio e Giulia Quadrifoglio e Veloce e della nuovissima – è svelata in anteprima assoluta proprio qui – Jeep Renegade, coinvolta da un poderoso restyling di metà carriera e portabandiera degli inediti propulsori turbobenzina da 1 e 1,3 litri (potenze tra i 130 e i 180 CV). Dalla Francia con furore lo stand di Peugeot, dove è presentata la nuova berlina-coupé 508, una vera sorpresa, un’auto straordinaria, a nostro avviso. Non mancano i “big” tedeschi: Mercedes con due stratosferiche AMG-GT in versione a 2 e 4 porte e con la Classe A, appena presentata (presa d’assalto dai giovani); BMW punta tutto sull’elettrico con la bella i8; Volkswagen va fuoristrada con la completa gamma SUV composta da T-Roc, Tiguan e il nuovissimo Touareg; Audi con le sportive. Dall’Asia approdano Kia e Hyundai con i loro modelli ibridi; Suzuki con la sportiva Swift Sport; Honda in grande stile con auto e moto; Lexus con i suoi SUV ecologici e puliti (è stata la prima ad equipaggiarli con motori ibridi); Mazda con la cattivissima MX-5 Yamamoto. Poi ancora Land Rover con un bel Range Sport, Jaguar con la I-Pace, la sua prima vettura totalmente elettrica, Tesla, Volvo, Pagani, McLaren, Bentley. Ma non ci sono solo i grandi nomi: numerose e graditissime le partecipazioni di aziende che lavorano al futuro dell’auto con concept e soluzioni innovative (Giugiaro, IED Torino, Spice-X, UP Design). Molto apprezzata la rassegna dei prototipi (40 in tutto) di designer che hanno fatto la storia dell’automobilismo: Pininfarina, Stola, Spada, Touring Superleggera e Bertone, con la presentazione di quattro bei prototipi della collezione ora...

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I destini dell’Europa e dell’Italia in un convegno al Polo del ‘900 con la Fondazione Donat-Cattin

Pubblicato da alle 11:53 in DOXA segnalazioni, Eventi, galleria home page, Università | 0 commenti

I destini dell’Europa e dell’Italia in un convegno al Polo del ‘900 con la Fondazione Donat-Cattin

I destini dell’Europa e dell’Italia, sono stati oggetto di un progetto integrato del Polo del ‘900 a Torino, con il coordinamento della Fondazione Carlo Donat-Cattin, al quale hanno partecipato Bernard Guetta, Maurizio Cotta, Franco Chittolina e  Lucio Caracciolo, esperto italiano di geopolitica, direttore delle riviste “Limes” e docente all’Università Luiss di Roma.  Abbiamo chiesto a Lucio Caracciolo di aiutarci a capire meglio alcuni aspetti legati all’Europa, all’Italia e al Mediterraneo.   Quale sarà il futuro dell’Europa ? «Il punto è che l’Europa in senso compiuto resta largamente un’utopia, anzi stiamo assistendo a una compressione delle possibilità di realizzarla. Aumentano, invece, le possibilità che dentro l’Unione europea si creino delle sub-Europe omogenee più piccole, attorno a un Euronucleo a guida tedesca, fatto da Germania, Francia e da tutti i Paesi che economicamente ruotano attorno alla Germania stessa: dall’Olanda alla Danimarca, dalla Repubblica Ceca all’Austria». L’Italia come si colloca in questo processo? «Rischia ovviamente di non essere parte di questo gruppo, di restarne tagliata fuori.Accanto allafrattura tra Nord e Sud Europa, l’Italia è poi attraversata dalla frattura tra il suo Nord e il Sud, che a partire dalla crisi del 2008 non ha mai cessato di allargarsi. La politica italiana non se ne occupa. Dal punto di vista culturale non sembra attrezzata a comprendere questa fase, che del resto è piuttosto scioccante». Il rischio della frantumazione europea da che dipende? «L’Europa così come è oggi, è troppo larga per permettere una reale convergenza: ci sono differenze economiche, linguistiche, culturali, che ostacolano questo processo. In tale contesto si aprono, appunto, prospettive per la costruzione di mini-imperi, che vanno anche oltre i singoli stati nazionali. Le differenze pesano e l’Olanda è sicuramente più vicina alla Germania di quanto non lo possa essere Cipro». Che ruolo può avere il Mediterraneo? «Purtroppo non è e non è mai stato al centro dei nostri interessi come Paese. E invece avrebbe dovuto esserlo. Ma noi, i nostri interessi li facciamo sempre poco e male. La Cina, per esempio, sarebbe interessata all’Italia come hub lungo la via della seta, ma l’Italia non sta facendo proprio nulla in termini logistici e marittimi per poterlo diventare. E così per il Mediterraneo. Che è e resta il mare delle tragedie umanitarie legate alle grandi migrazioni». L’Europa che ruolo ha nella gestione di questa emergenza? «Nessuno. L’Europa non c’entra nulla, perché le politiche migratorie sono solo nazionali, dunque ciascun Paese si regola come crede e tutela unicamente i propri interessi nazionali. Così vediamo delle frontiere a Nord sempre più chiuse e delle frontiere a Sud sempre più permeabili». Luca...

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Torinesi illustri. Un convegno all’Università ricorda la figura di Donato Bachi.

Pubblicato da alle 12:16 in D'Uomo, Eventi, Prima pagina, Università | 0 commenti

Torinesi illustri. Un convegno all’Università ricorda la figura di Donato Bachi.

Era la fine giugno del 1999 quando nacque la Fondazione Fabretti Onlus, per iniziativa dell’allora presidente della  Società per la Cremazione di Torino, Luciano Scagliarini, che riuscì a sensibilizzare gli enti locali e le università piemontesi e a coinvolgerli come soci fondatori dell’istituzione nascente. Tra le molteplici attività chela fondazione svolge vale segnalare il seminario previsto per giovedì 24 maggio, che si terrà nel Dipartimento di Lingue e letterature straniere e culture moderne, nella Sala Lauree di Via Verdi, 10 Torino dedicato alla figura di un torinese illustre: Donato Bachi. Dedicata all’impegno politico e sociale della famiglia Bachi (Donato, Emilio e Guido), la Fondazione Ariodante Fabretti ha bandito nel 2017 un’apposita borsa di studio. Al seminario parteciperanno relatori dell’Università di Torino, il prof. Alessio Bottai, che traccerà una breve biografia di Bachi sottolineando alcuni aspetti del suo impegno sociale e politico, il prof. Marco Scavino parlerà del socialismo e il ruolo che il PSI ebbe a Torino fino al 1925, il prof. Marco Miletto dell’associazionismo laico torinese e in particolare di quelle associazioni di cui Bachi fu il fondatore e l’animatore come per esempio l’Università popolare, il prof. Marco Novarino parlerà dell’ambiente anticlericale e cremazionista e farà un accenno alla comunità ebraica. Il seminario organizzato da Socrem Torino e dalla Fondazione Fabretti, sarà un incontro di studio aperto a tutti e intenderà fare il punto ed esplorare gli ambiti politici, sociali e culturali che videro protagonista Donato Bachi.   Ma chi era e quale fu la storia di Donato Bachi ? Bachi naque l’11 marzo 1866 a Torino. Avvocato, tra i più noti socialisti torinesi fino all’avvento del fascismo, è tra i fondatori dell’Istituto Case Popolari e, con Pio Foà, dell’Università Popolare di Torino in cui riveste la carica di presidente; per lunghi anni è anche presidente dell’Istituto Cesare Lombroso di Torino. Per tre legislature viene eletto consigliere comunale per il Partito Socialista di Torino ed è una delle firme più ricorrenti nella stampa socialista; collaboratore del «Il Popolo d’Italia», giornale mussoliniano, fonda inoltre con Camillo Olivetti il giornale «Tempi Nuovi», la cui sede è presa d’assalto nel 1925 dagli squadristi fascisti. È arrestato più volte durante gli anni del regime e nel 1940 viene condannato al confino prima a Rocca di Mezzo e poi a Macerata Feltria. Per sottrarsi alla deportazione in Germania trova rifugio nella casa di cura diretta dal medico Carlo Angela, in cui rimane fino a Liberazione avvenuta. Di religione ebraica, Donato Bachi muore a Torino il 23 febbraio 1952 all’età di 85 anni. Socio della Società per la Cremazione di Torino sin dal 1906, appartiene ad una famiglia di lunga tradizione cremazionista e suo figlio sarà presidente della società tra il 1961 e il 1990. La sua salma è cremata il 25 febbraio e le ceneri deposte nella tomba di famiglia del Cimitero israelitico di Torino. Amico fraterno del presidente della Repubblica Luigi Einaudi, come figura importante dell’antifascismo torinese la città di Torino lo ha inserito nella toponomastica dedicandogli una...

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Giovani creativi mettetevi al “Tavolo”. Parte il concorso “PROGETTI SM’art”.

Pubblicato da alle 16:47 in Fashion, Innovazione, Prima pagina, talenTO, Università | 0 commenti

Giovani creativi mettetevi al “Tavolo”.  Parte il concorso “PROGETTI SM’art”.

Si lamenta spesso il gap che esiste in Italia tra gli studi universitari e il mondo del lavoro: gli studenti non entrerebbero in contatto con gli aspetti pratici e produttivi dell’attività professionale. Partendo da questa e da altre riflessioni la SM’art, una giovane, ma già ben posizionata realtà industriale nell’ambito dei materiali per l’industria del mobile, ha deciso di entrare in contatto con giovani creativi sotto i 30 anni  italiani e stranieri e con gli studenti che a Torino frequentano il Politecnico, lo IED, lo IAAD e l’Accademia Belle Arti di Cuneo (corsi di Product and Interior Design).  A loro è infatti rivolta la prima edizione del concorso  “PROGETTI SM’art”, ai futuri talenti e protagonisti del design italiano che per partecipare dovranno ideare un TAVOLO interamente realizzato con i prodotti della SM’art.  Tre le diverse categorie che verranno premiate: Miglior progetto in assoluto Miglior progetto nuova idea Miglior progetto colore “Il Made in Italy è una garanzia nel mondo soprattutto per alcuni settori di beni di consumo tra cui l’arredamento” sottolinea Francesco Bellantuono, export manager della SM’art, “noi stessi ne siamo l’esempio: una giovane realtà che in pochi anni –la SM’art è stata fondata nel 2005- è riuscita a imporsi a livello internazionale con competitor molto più grandi e potenti, grazie all’originalità della proposta e alla qualità. Per noi essere innovativi è fondamentale: usciamo quasi ogni sei mesi con nuove proposte che vanno dai diversi decorativi sino ai nuovi materiali e crediamo molto nell’entusiasmo e nell’audacia tipiche dei giovani creativi che vogliamo aiutare dando loro un assaggio di cosa potrebbero fare una volta laureati con gli strumenti e il know how giusti. Questa è la prima edizione del premio e abbiamo quindi voluto scegliere il tavolo, un oggetto dalle mille declinazioni, un po’ come i nostri materiali, ma negli anni a venire seguiranno altre call e occasioni di collaborazione con gli studenti e i giovani designer” C’è tempo sino al 30 giugno per iscriversi al concorso accedendo al sito della SM’art nella sezione news http://www.s-m-art.it/progetti-IT.html; che vinca il migliore dunque e viva il Made in Italy!   Emanuela...

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A naso in sù sotto le cupole. Una conferenza per conoscere gli emisferici soffitti.

Pubblicato da alle 12:07 in D'Uomo, galleria home page, Notizie, Università | 0 commenti

A naso in sù sotto le cupole. Una conferenza per conoscere gli emisferici soffitti.

Palazzo Madama ospita giovedì 3 maggio 2018 alle ore 17.30 un incontro gratuito dedicato alla storia e all’evoluzione delle tecnologie usate nella costruzione di monumenti del passato. La conferenza, a cura del professor Giorgio Croci, esperto nello sviluppo di teorie e analisi innovative per la diagnostica e la salvaguardia dei monumenti, è organizzata grazie alla collaborazione con l’Associazione Amici della Fondazione Torino Musei. L’incontro illustrerà, anche con supporto multimediale, il comportamento strutturale delle grandi volte e cupole di chiese e palazzi, e le soluzioni tecniche adottate in relazione alle conoscenze scientifiche e ai materiali che caratterizzano le diverse epoche e i differenti stili architettonici. Oltre alla Domus Aurea, al Pantheon, a Santa Maria del Fiore e alla Basilica di San Pietro, che rappresenta l’apice di questa evoluzione, viene analizzato anche il comportamento di diverse altre strutture architettoniche e monumentali di varie epoche e nazioni. Infine viene indagata la cupola della Cappella della Santa Sindone, realizzata dall’architetto Guarino Guarini, che ha un comportamento strutturale eccezionalmente interessante benché poco visibile. A guidare la conferenza sarà l’esperienza del professor Giorgio Croci, nato a Roma nel 1936, laurea in Ingegneria Civile nel 1960. Nominato Professore Ordinario di “Tecnica delle Costruzioni” e di “Principi strutturali dei monumenti storici”, ha contribuito allo sviluppo di teorie e analisi innovative per la diagnostica e la salvaguardia dei monumenti. Alle attività di studio e ricerca ha sempre corrisposto un’intensa e prestigiosa attività professionale. È stato membro delle commissioni per i progetti del Restauro del Colosseo, della salvaguardia dei templi di Angkor (Cambogia), della Torre di Pisa, di Santa Sofia in Istanbul e del Ponte di Messina. Tra i suoi più significativi progetti ricordiamo inoltre gli interventi di restauro e consolidamento della Basilica di San Francesco di Assisi in seguito al terremoto del 1997, lo studio preventivo dello stato di conservazione del Palatino, il progetto di restauro e protezione sismica del complesso del Topkapi a Istanbul e il progetto di rinforzo strutturale del Tempio di Konarack in India. Diversi sono i premi a lui conferiti, tra cui la “Medaglia d’Oro ai Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte”, conferita dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano. L’ingresso è libero e ci saranno disposizione un centinaio di...

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Intervista al numero due del Politecnico: il Prorettore Patrizia Lombardi.

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Intervista al numero due del Politecnico: il Prorettore Patrizia Lombardi.

Il nuovo Prorettore del Politecnico di Torino è Patrizia Lombardi, Professore Ordinario del Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio, Membro effettivo del Collegio di Architettura e Membro effettivo del Collegio di Pianificazione e Progettazione. Abbiamo deciso di incontrarla per conoscerla e per rivolgerle qualche domanda. Poco tempo addietro avevamo intervistato l’attuale Rettore del Politecnico, il professor Guido Saracco al momento della sua candidatura. Qui il link all’intervista. http://www.gazzettatorino.it/18004-2 L’ufficio dove ci accoglie il nuovo Prorettore è luminoso, arredato con  sobrietà ma pregiato dal design di un tavolo progettato da Mollino. La prima domanda riguarda cosa comporta questa importante carica, quali sono i doveri che le competono. Il mio ruolo è di fare le veci del Rettore, in sua assenza o per impedimenti, oltre a ciò sono impegnata in tutta una serie di doveri e adempimenti, tra questi presenziare nel senato e nel cda e naturalmente supportare il Rettore nelle sue attività. Non ho delle deleghe specifiche, tranne una. La delega nel campo della sostenibilità. Questo esplicitamente voluto, perché io prima avevo questo come incarico; nel team del Politecnico il gruppo di lavoro che si occupa della sostenibilità, cioè rendere più sostenibili i processi, in un campus grande come il nostro è molto importante. L’università ha tre missioni principali, la prima è l’educazione la seconda la ricerca e la terza è di avere un ruolo attivo nella società; non solo il trasferimento tecnologico, ma il coinvolgimento e la condivisione della conoscenza, quindi l’attenzione alle risorse del pianeta. Il Poltecnico ha aderito dell’Agenda 2030. L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Gli Obiettivi per lo Sviluppo vertono su un insieme di questioni importanti per lo sviluppo: la lotta alla povertà, l’eliminazione della fame e il contrasto al cambiamento climatico, per citarne solo alcuni. ‘Obiettivi comuni’ significa che essi riguardano tutti i Paesi e tutti gli individui: nessuno ne è escluso, né deve essere lasciato indietro lungo il cammino necessario per portare il mondo sulla strada della sostenibilità. Quindi ci sono questi tra gli obiettivi in capo al Prorettore…? Si certo. Prendiamo l’Energia.. Dal 2008 abbiamo messo a punto una cabina di regia che si chiama living Lab, che si occupa di monitorare i consumi energetici di tutta la struttura, abbiamo quattro sedi. Il Living Lab è l’unità di controllo centralizzato di tutti i sistemi di monitoraggio attivi. Permette di verificare l’andamento dei consumi delle diverse fonti energetiche utilizzate dal Politecnico e costituisce un laboratorio dimostrativo delle potenzialità di efficientamento degli edifici e impianti dell’ateneo. Esiste un portale Living Lab che rappresenta l’interfaccia di comunicazione e interazione con gli utenti allo scopo di sensibilizzare e rafforzare la cultura della sostenibilità e del risparmio energetico. L’utilizzo consapevole, informato e responsabile delle fonti energetiche di cui si approvvigiona il Politecnico per garantire servizi quali l’elettricità, il riscaldamento, la climatizzazione, rappresenta un fattore chiave per contribuire a ottimizzare i consumi e favorire il risparmio energetico. Inoltre il Poli produce energia e compra energia verde. Il nostro impatto risulta molto forte sulla mobilità. Il problema è proprio quello, su questo aspetto dobbiamo lavorare in sinergia con la città. Aderendo all’agenda 2030, dovremmo diminuire dell’80% le nostre emissioni. I nostri riferimento per la didattica e la ricerca sono mappate su questi...

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