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La libertà 2016

PIÙ ARTE

Nello spazio dell’inquietudine sperimentale, nella galleria d’arte d’avanguardia dove entrerebbero aeroplani e macchine da corsa, si forma una nuova controcultura: non essendo preparato al nuovo totalitarismo dipingo, scrivo lettere e penso che ci vuole più arte: basta una pennellata, non so mai dove finirò, la pittura fa scoprire ciò che prima non si sapeva, portandoci verso nuova conoscenza, verso la libertà.
Più gioia, più studio, più scienza e nessuno potrà toglierci la libertà.

Si è voluto qui riprodurre integralmente il manifesto poetico che introduce la nuova personale di Nicola De Maria presso la galleria Persano e che sostituisce, per sua volontà, ogni altro testo esplicativo; dipinto su carta, è anche un’opera della mostra, visitabile sino al prossimo febbraio,  dal titolo “Libertà”, fatto che dichiara subito, indiscutibile, la contaminazione tra pittura e parola poetica in una modalità fluida, magmatica, post-futurista (non sfugge la citazione alle “macchine”) propria del suo linguaggio espressivo.
Per ogni sua nuova mostra-installazione (e sono molte e prestigiose nella sua ormai lunga e internazionale carriera) l’artista-poeta si fa dunque, per sua stessa ammissione, umile messaggero alato di una pittura che, prima di tutto, è una dichiarazione d’intenti poetici, dove il vocabolario lirico è declinato in cromatismi che non prevede soluzioni di continuità, ma piuttosto arricchimenti, collage, piccole scatole contenitori di “spirito e materia psichica”, astri fatati e vorticosi che l’attraversano grandi campiture, squarci d’eternità catturati su una parete, un foglio, una tela.

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Nicola De Maria

Nella conversazione avuta la mattina dell’inaugurazione della sua nuova personale l’artista si è raccontato con generosità; ha tenuto a ribadire il ruolo meramente strumentale dell’artista, che si deve porre al servizio dell’arte, delle opere, donandosi in una piena comunione emotiva con esse. Quest’ultime, una volta generate da una scintilla di pura creatività, devono potersi esprimere liberamente e seguire il loro destino: l’artista non esiste più. De Maria se ne separa tuttavia con una certa difficoltà, tanto che il suo studio è una stratificazione di opere che possono addirittura costituire, come nel caso di questa mostra, la forza propulsiva per nuovi lavori: una valigia, anch’essa dipinta e contenente altri disegni, è stata realizzata dall’artista nel 1992 ed è posta al centro della costruzione realizzata quest’anno: entrambe si chiamano “Libertà felice”.

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P.R.I.N.I 2016

La nuova mostra (3 tele di grandi dimensioni, collage, opere su carta e una grande costruzione interamente dipinta posta al centro dello spazio) è partita proprio da qui. Ed è bello pensare che per l’artista le opere, generate da un mondo fantastico per suo natura atemporale, abbiano perso proprio il concetto di “Tempo”. Una circolarità che sfugge i limiti del caso: come lui stesso fa notare, con sua stessa sorpresa, l’ultima mostra presso la galleria Persano, Astri Fatati, avveniva il 25 ottobre del 2004, esattamente 12 anni fa.
La forza dell’Arte (fuggitivo mistero!) può portare dunque imperiture parole di rivoluzione (si veda l’opera P.R.I.N.I., acronimo per rivoluzionare i nuovi ideali) e gioia, ma soprattutto di Libertà. 
Libertà di sfuggire alla riproduzione del male, libertà di “guardare il cielo” e stupirsi nuovamente della meraviglia dei colori, in un anelito verso una spiritualità panteistica che genera sempre nuovi miracoli, come l’aneddoto magico e struggente, degno di una soave leggenda, secondo il quale due sconosciuti in visita ad una sua mostra a Spoleto nel 1982 s’incontrarono e si sposarono, come “presi da incantamento” e anni dopo lo andarono a ringraziare.
Se il poeta avesse un unico grido sarebbe “libertà”!
Se la gioia fosse un colore probabilmente sarebbe dipinto da Nicola De Maria.

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La bicicletta dell’artista

Giorgio Persano
via Principessa Clotilde 45
10144 Torino – Italia