Si avvicinano estatici e minacciosi, sostenuti dal ritmo incalzante dei tamburi. Portano indosso abiti bianchi chiusi in vita da una cintura scura e hanno pose guerriere e sguardi fissi, sfidanti.

Incutono timore, audacia, velocità improvvisa e coscienza della propria forza.

Fortunatamente rimangono immobili, fissati ad olio su tela e tavole. Rappresentano i grandi maestri del Karate. A realizzare queste opere è un’artista torinese, Mery Rigo e, per dargli dinamicità e presenza ha montato un video dove i maestri si susseguono incastonati in luoghi ipotetici. Un dojo galleria immaginario e virtuale. Il dojo è il luogo, la palestra, la sede dove si insegnano e praticano le arti marziali e da cui prende il nome questo singolare progetto: Concept Mostra #Dojoartproject.

Sincretico e coinvolgente il progetto della Rigo unisce diversi ambiti della pratica artistica collocandola alle pareti di questi tempi impensabili. La pittura come esecuzione, la costruzione di un percorso visivo che si fa cronistoria di una disciplina e delle sue guide: i maestri. Tutto racchiuso, compreso in un video breve, suggestivo, giusto un tocco per incuriosire e uscire dalla logica del down psicologico e dal lock estetico; perché l’unica via per mostrare le opere, oggi passa sotto l’architrave del web, dei social.

 

 

Da Mery Rigo abbiamo cercato qualche risposta, rivolto qualche domanda per farci raccontare il percorso di questo lavoro.

Come sei arrivata a pensare questa mostra virtuale, e dove eravamo rimasti ?

L’idea della mostra nasce nel gennaio 2017.

Il mio lavoro precedente sull’Estrattismo e sulla frammentazione della realtà per riuscire a carpirne l’essenza, era arrivato alla fine. Iniziavo a ripetermi, era diventato un lavoro di forma, senza più un contenuto nuovo.Allora ho rivolto lo sguardo della ricerca non più fuori di me, indagando la realtà dell’oggetto, ma dentro di me.  Paragonando la mia ricerca artistica ad una clessidra sdraiata in orizzontale si può dire che ero arrivata alla strozzatura della clessidra e guardavo attraverso ad un foro…. Di là mi aspettava l’abisso….me stessa.

Ho iniziato a vedere chi ero e visto molte “me” diffuse nei molteplici ruoli della quotidianità. Ho visto me contornata da troppi oggetti e quegli stessi oggetti mi allontanavano dal centro di me stessa, ho visto me frammentata da tutti media ed i mille modi diversi che la modernità ci fornisce per la comunicazione, ho visto me frammentata nel mondo e vulnerabile, sottoposta ai troppi condizionamenti esterni.

Dojoartproject

#Dojoartproject

 Quindi che soluzione hai intrapreso ?

Mi sono resa conto che gli unici momenti in cui ero nel “qui e ora“ era quando dipingevo e quando facevo Karate. Pratico karate dal 2003, sono cintura nera secondo Dan. Attraverso la pratica del Karatè ho imparato molte cose su di me, ma forse quella che può riassumerle tutte è il provare la meravigliosa sensazione di quando spirito-mente-corpo diventano una cosa sola.

Il dipingere “per dipingere” lo conoscevo, ma il dipingere il karate non lo conoscevo. Dal momento che anche il karate è un Arte, un’ Arte Marziale appunto, e vedendo che in entrambe le arti c’erano regole simili…… ho sentito il bisogno di portare lo spirito del karate nella pittura. Ho sentito che dovevo provare a rappresentare Lo Spirito, o una forma di esso. Sono quindi tornata all’origine (all’UNITA’)del karate Shotokan che conosciamo noi in Europa.

 Chi sono i protagonisti dei tuoi dipinti ?

Per cominciare il fondatore M°Gichin Funakoshi, rappresentato in Seza su una tela 180×200, che apre la video mostra. Nato nel 1868 diffuse il karate tradizionale nel mondo attraverso alcuni dei suoi allievi che io ho rappresentato nelle prime immagini del video. I maestri sono sei , rappresentati con pittura ad olio su tavole ovoidali di legno assemblate insieme in forme irregolari. Le dimensioni variano intorno al metro per un metro le figure sono rappresentate in scala 1:1 circa. Due lavori molto grandi circa 200x 200 rappresentano il Kumitè, combattimento, dipinti ad olio su tavole.

Nell’ultima parte del video invece ci sono delle opere pittoriche inseriitie digitalmente all’interno di fotografie backligt. Di dimensioni 120 x 150 circa. Da questi lavori nacque poi l’idea dell’FPF1, progetto sul quale sto lavorando dal 2018, processo pittorico-fotografico- digitale.

La realizzazione dei lavori è durata un paio di anni. Per scegliere i maestri da poter rappresentare ho dovuto chiedere il permesso al Maestro Hiroshi Shirai, il massimo rappresentante del karatè Shotokan in Italia e colui lui che l’ha diffuso in Italia a partire dagli anni 60. L’incontro con il grande Maestro in persona è stato molto emozionante.

#Dojoartproject

#Dojoartproject

 Opere concluse, tutto pronto per essere esposto ?

 Si. Questa mostra era pronta da un po’ di mesi e mi stavo dedicando a far conoscere il progetto ad alcuni Musei e gallerie quando è arrivato il COVID-19…..e per tutti …..il caos, lo sconforto, l’angoscia, per alcuni…. Il buio. Che fare? Aspettare nuovi contatti e che il mondo ricominciasse a girare ? Ci sarebbero voluti altri mesi…. In momenti di crisi l’arte è la prima a fermarsi e l’ultima a ripartire…..quindi ….

Ho deciso di fare una mostra virtuale sperando di poterla poi replicare dal vivo in un museo o una galleria. Ho montato il video e dopo diverse ore di lavoro ho prima lanciato un promo e dopo pochi giorni la mostra intera. Dovevo presentarla. Era tempo.

Ora sto lavorando ad un altro progetto artistico sulla rappresentazione di monumenti naturali quali gli alberi vetusti. Concepito a Torino nel 2019 per la residenza artistica BOCS ART di Cosenza, a cura di Giacinto Di Pietrantonio, continua ora con la rappresentazione di altri alberi vetusti rappresentati con il processo fotografico-pittorico-digitale.

Dojoartproject

Mery Rigo

 

http://www.meryrigo.it/