Call europea per artisti.

Artisti siate liberi di cercarvi un co-finaziatore dei Vostri progetti perché le risorse sono davvero scarse. Soltanto 2000 euro ai vincitori di un bando europeo.  Attenzione al massimo 2000 e la copertura delle spese di viaggio e di ospitalità. Ed è un progetto europeo che coinvolge 4 paesi insieme all’Italia. Lo scrisse con infinita lungimiranza Gabriel García Márquez «Non aspettarti nulla dal XXI secolo, perché il XXI secolo si aspetta tutto da te».

L’ente ideatore e capofila è l’Ecole Nationale d’Art di Parigi http://www.enda.fr  l’Idensitat di Barcellona  https://www.idensitat.net, e il Minitremu di Târgu Mureș della Romania http://www.facebook.com/Minitremu. 

 

Call europea per artisti

 

La Fondazione Bottari Lattes partecipa, unica per l’Italia, al  nuovo progetto europeo ETI  Expérimenter une Transformation Institutionnelle – Sperimentare una Trasformazione Istituzionale.

L’intenzione nobile nei principi e irricevibile nella forma, intende affrontare una sfida che dicono non procrastinabile per fare cultura nel nuovo millennio, seguendo le linee dell’audience engagement. Peccato che la vera sfida sia quella di riuscire a trovare chicchessia disposto a finanziare sul serio un progetto: un engagement che difficilmente troverà la voglia di audience. 

 Il progetto ETI intende andare alla scoperta e far emergere azioni finora poco esplorate, capaci di favorire l’accesso libero ed egualitario all’arte e cultura a pubblci inconsueti, creare comunità attorno alla cultura e ridurre la frattura istituzionale tra l’arte e la società.

Per affrontare queste sfide il progetto ETI si appella agli artisti, alla loro capacità visionaria di intercettare nuove tendenze, bisogni, direzioni e quindi alla loro forza creativa nell’immaginare innovative modalità di fruizioni dei prodotti culturali. Il tutto per avvicinare all’arte, alla letteratura, alla musica e a ogni esperienza culturale anche il pubblico meno interessato. Tutto ciò a basso costo s’intende. Quindi una delle più difficili operazioni culturali innovative deve avvenire quasi per magia.

Call europea per artisti

Ecco cosa dice la call.

Il bando del progetto ETI si rivolge ad artisti di ogni forma espressiva (arte figurativa, musica, scrittura, video arte, ecc.), a cui si chiede di proporre un progetto di riformulazione istituzionale che sperimenti l’accesso alla Fondazione Bottari Lattes da parte di nuovi pubblici.

Il carattere innovativo del progetto risiede soprattutto nel coinvolgomento di privati e imprese.  Per esprimere la propria candidatura l’artista, infatti, deve affiancarsi a un partner privato (persona fisica o giuridica) che sia espressione di competenze specifiche, radicato in un territorio, impegnato nello sviluppo economico e sociale.

Dalla viticoltura al tessile, dall’agroalimentare all’artigianato, dall’ecologia al digitale,  l’artista potrà scegliere tra diversi comparti, facendo perno sulle specificità del settore economico preso in considerazione. Non dovrà creare un’opera unica dalla classica fruizione attraverso il modello della mostra, ma dovrà ideare progetti, metodi, attività innovative che possano essere mobilitati o riutilizzati sulla stregua di un format culturale. Questa sperimentazione permetterà di combinare i modelli tradizionali con modelli operativi, economici, di visibilità e di accessibilità, favorendo così nuove vie di sviluppo dei pubblici di riferimento.

Le candidature dovranno pervenire entro il 5 aprile 2020, compilando il form online: http://eti-europe.eu/it/candidatura.

La selezione sarà effettuata dei quattro enti partner del Progetto ETI.

L’artista potrà sentirsi libero di ricercare in proprio cofinanziamenti per la realizzazione del suo progetto. Gli artisti selezionati parteciperanno a un insieme di azioni per una durata di due anni con un primo incontro a maggio 2020 (data da confermare) e una programmazione locale (date in funzione del Paese). Il progetto ETI si concluderà con un forum organizzato a Parigi a settembre 2021, in cui saranno presentate le sperimentazioni condotte nel corso dei due anni precedenti.

Sarà l’occasione di proporre a livello europeo un’istanza di consultazione comune, che consenta di accompagnare le istituzioni dell’arte e della cultura nel lavoro di trasformazione dei loro modelli.

Poveri artisti, come aveva ragione Sergio Cammariere quando cantava la Vita d’artista:

Ma viva l’Italia, paese dell’arte
Viva i suoi artisti tenuti in disparte
Fuori dal mondo per settimane
Schiavi del cuore e di un pezzo di pane
Vita d’artista senza illusioni
Vivendo i sogni nelle canzoni

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