Fondazione Crt | GazzettaTorino https://www.gazzettatorino.it/wordpress Testata giornalistica dedicata all’informazione locale Thu, 16 Apr 2020 20:03:53 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.7 Ogr: cambio temporaneo di destinazione d’uso. Le visioni di un letto vuoto. https://www.gazzettatorino.it/wordpress/ogr-cambiare-destinazione-duso/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/ogr-cambiare-destinazione-duso/#respond Thu, 16 Apr 2020 17:23:40 +0000 https://www.gazzettatorino.it/wordpress/?p=27709 Ogr: cambiare destinazione d’uso. Ci sono immagini che erano riposte con cura nel dossier della memoria, vi dormivano silenti, come avessero esaurito la loro rilevanza artistica o la portata di senso. Finché qualcosa non le desta e le riconsegna all’attualità. E’ allora che riemergono con un significato sorprendente, inatteso, che connette passato e presente. La […]

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Ogr: cambiare destinazione d’uso.

Ci sono immagini che erano riposte con cura nel dossier della memoria, vi dormivano silenti, come avessero esaurito la loro rilevanza artistica o la portata di senso. Finché qualcosa non le desta e le riconsegna all’attualità. E’ allora che riemergono con un significato sorprendente, inatteso, che connette passato e presente.

Ogr: cambiare destinazione d'uso.

Allestimento delle OGR

La foto in questione unisce musica e letti ospedalieri.

A riportarla al presente è quanto sta accadendo alle Ogr di Torino, le Officine Grandi riparazioni, dove è in atto la realizzazione di un’area sanitaria temporanea che sarà destinata a pazienti affetti da Coronavirus di lieve e media entità. Solo la parte denominata Sala Fucine verrà interessata per il progetto sanitario, concesso a canone zero dalla Fondazione Crt . Nel 2017 le Ogr sono state completamente ristrutturate divenendo in poco tempo uno dei principali punti cardinali della città per musica, concerti, mostre e attività culturali.

Esattamente dove si andava a ballare, a sentire il festival del jazz o la musica elettronica, in quell’enorme plateau, vi saranno collocati un centinaio di letti e tutte le attrezzature per questo presidio realizzato per alleggerire l’attuale incidenza del carico ospedaliero, all’interno delle terapie intensive.

Ogr: cambiare destinazione d'uso.

La visione di un letto vuoto” questa fu la suggestione che ebbe David Gilmour, un cantante e chitarrista di una certa fama. La sua visione determinò lo scatto, la foto che torna portando con sé l’universo musicale, un messaggio ambiguo e straniante e la qualità artistica del suo esecutore.

A eseguire con un riconoscibile tocco evocativo l’idea fu ingaggiato Storm Thorgerson. Un fotografo inglese che si era affermato per aver lavorato alle immagini per le copertine delle band più importanti della scena internazionale.

Niente Photoshop allora. Tutto faticosamente vero e pesante. Per allestire una scena ci volevano maestranze, oggetti, mezzi, era un set cinematografico.

Trovare i letti fu una impresa difficilissima. I letti dovevano ricordare lo stile vittoriano, con la struttura in acciaio. Furono trovati 700 letti, corredati di biancheria e coperta poi disposti con ritmo alternato a Saunton Sands, nel Devon settentrionale.
Occorse un’intera giornata di lavoro per piazzare quella mole di materiale, poi si mise a piovere, e la troupe fu costretta ad abbandonare l’impresa, per tentarla nuovamente due settimane dopo, fino a riuscire nello scatto raffigurato in copertina che tutti conosciamo.

La copertina è quella di “A momentary lapse of reason” anno 1987, tredicesimo album dei Pink Floyd. Una lunga fila di letti rossi si estende per tutto il paesaggio come un fiume, seguendo il profilo del bagnasciuga in una spiaggia deserta che pare infinita.

Ogr: cambiare destinazione d'uso.

Immagine dall’Album A momentary lapse of reason

La disposizione ordinata, il cielo di un grigio violaceo che si appoggia alla seppia scura della spiaggia, il senso d’irrealtà, d’inquietudine di qualcosa che ha occupato un posto che non gli era destinato e lo sgomento rigido e freddo che provoca. Lo stesso che probabilmente proverà chi si troverà sotto le capriate altissime delle Ogr a lavorare o ad essere curato.

Cambiano le destinazioni d’uso. Le Ogr riflettono questa situazione di emergenza adattandosi e cambiando pelle ancora una volta.

Cambiano, in attesa di poter riaprire, ma senza stravolgere la loro vocazione . Ossia i programmi culturali ed espositivi, continuano gli appuntamenti online e i seminari sul web legati al mondo dell’innovazione e al tech, accentuando il lato digital hanno aperto un canale Spotify su musica arte e innovazione.

Il periodo, limitato nel tempo, di questo nuovo assetto dedicato all’assistenza sanitaria, rendono le Ogr una volta di più, protagoniste della storia migliore di questa città.

Scriveva Calvino che “D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda”. La domanda impellente e indifferibile oggi è quella legata alla cura delle persone. La risposta è nei fatti.

 

http://www.ogrtorino.it/updates/ogr-torino-gianaria-e-lapucci-pronti-a-mettere-le-ogr-a-disposizione-della-collettivita

Ich bin sehr skeptisch in Bezug auf alles andere als pass through the pearly gates traditionelle medizinische ed generika Behandlung détails und hoffe.

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“La pace è ogni passo”. Il Meic organizza tre giorni di dialoghi e incontri. https://www.gazzettatorino.it/wordpress/la-pace-e-ogni-passo/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/la-pace-e-ogni-passo/#respond Thu, 24 Oct 2019 17:54:35 +0000 http://www.gazzettatorino.it/wordpress/?p=27174 “La pace è ogni passo”: il Meic a Torino per la convivenza tra i popoli Dal 25 al 27 ottobre tre giorni di dialoghi e incontri. Elia: “Mobilitare le coscienze contro i nuovi venti di guerra” 18 ottobre, dal 25 al 27 ottobre, a Torino, tre giorni di dibattiti e visite alla città nel nome […]

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“La pace è ogni passo”: il Meic a Torino per la convivenza tra i popoli Dal 25 al 27 ottobre tre giorni di dialoghi e incontri.
Elia: “Mobilitare le coscienze contro i nuovi venti di guerra” 18 ottobre, dal 25 al 27 ottobre, a Torino, tre giorni di dibattiti e visite alla città nel nome della pace.
La Pace ad ogni passo
Il Movimento ecclesiale di impegno culturale vuole raccogliere una sfida difficile: far incontrare persone dalle appartenenze religiose e culturali diverse per confrontarsi sulla convivenza tra i popoli e sullo sviluppo sostenibile.
Il convegno “La pace è ogni passo” dà appuntamento nella Sala Sangalli, a Valdocco (via Maria Ausiliatrice 32) a coloro che vogliono capire qual è la situazione del pianeta e conoscere chi sta già realizzando esperienze concrete di condivisione. «Parlare di pace oggi, quando i venti di guerra sono tornati a soffiare in terra siriana con l’aggressione al popolo curdo, e il suo seguito di morte, distruzione, esodi di massa, sembra a molti un esercizio inutile e quasi ingenuo», spiega Beppe Elia, presidente nazionale del Meic. «Eppure siamo convinti che, non solo attraverso il necessario dialogo fra i responsabili degli stati, ma anche per mezzo di una grande mobilitazione di coscienze, una discussione franca e coraggiosa sulle ragioni dei conflitti, un impegno di ogni comunità, anche piccola, a seminare gesti di fraternità e a gridare il rispetto della vita e dei diritti di ogni uomo e donna, la pace potrà camminare».
Il convegno si aprirà venerdì pomeriggio, 25 ottobre, con un’analisi delle crisi mondiali presentata da Paolo Beccegato, vicedirettore della Caritas italiana, che spiega come armi, povertà e nuove schiavitù alimentano la “terza guerra mondiale a pezzi”. Alla sera, oErnesto Olivero, fondatore del Sermig-Arsenale della pace, racconterà come i giovani sono protagonisti di scelte coinvolgenti di giustizia e fraternità.
La mattina di sabato 26 ottobre sarà dedicata alla presentazione di alcune esperienze di collaborazione positiva esistenti in Italia e all’estero: la nonviolenza è raccontata da Angela Dogliotti, del Centro studi Sereno Regis, il co-sviluppo sostenibile è spiegato da Cleophas Adrien Dioma, del Summit nazionale delle diaspore, e l’esperienza dei corridoi umanitari è ricostruita da Maria Bonafede, della Chiesa valdese di Torino, mentre Edoardo Greppi, dell’Università di Torino, mostrerà come si tutelano i beni culturali in tempo di guerra. Nel pomeriggio, sono proposte quattro visite a luoghi dove l’incontro tra mondi differenti si sperimenta ogni giorno: un percorso interculturale a Porta Palazzo e San Salvario con le guide di Migrantour, una visita al Museo Egizio accompagnata da guide nord-africane di Mondi in città, la scoperta delle chiese legate alla Sindone e alla santità torinese con l’Associazione Guarino Guarini e la conoscenza dell’Arsenale della pace del Sermig sono gli itinerari dentro le molte “città della fraternità” che già esistono a Torino.
Domenica 27 ottobre, la mattinata sarà dedicata al confronto sul tema della fraternità: dopo l’intervento di Filippo Pizzolato, dell’Università di Padova, sul principio costituzionale di fraternità, rav Ariel Di Porto, della comunità ebraica, il pastore Daniele Garrone, della Facoltà teologica valdese, e l’imam Yahya Pallavicini, di Co.Re.Is. Italia, dialogheranno sul modo in cui tale principio è al tempo stesso elemento di frattura e ricomposizione in ciascuna delle tre confessioni.
La collaborazione con altre associazioni ha reso possibile al Meic la realizzazione del convegno. Partecipano, infatti, Associazione Amici del Meic, Associazione Guarino Guarini, Azione cattolica di Torino, Centro studi Sereno Regis, Centro culturale protestante, Migrantour-Viaggi solidali, Mondi in città onlus. Hanno aderito Noi siamo Voi, Comitato Interfedi, Missioni Don Bosco, Ufficio pastorale sociale e del Lavoro, con il patrocinio di Città di Torino e Città Metropolitana di Torino e con il contributo della Fondazione CRT.
La Pace ad ogni passo
La coralità organizzativa e progettuale, che è stata una delle esperienze più belle del percorso di preparazione del convegno, è frutto delle relazioni consolidate che il Meic di Torino ha con queste e molte altre realtà del territorio e che di certo costituisce già l’eredità metodologica del convegno per lo spazio locale. Nel merito, la storia e la mission di ognuna di questi partner testimonia che percorsi concreti di pace e dialogo (dal co-sviluppo ai corridoi umanitari, dai migrantour ai comitati interreligiosi, dalle esperienze interassociative a percorsi di cittadinanza interculturale) sono già un dato di fatto, sperimentato e vissuto quotidianamente a Torino come in molte altre città italiane; esperienze che dicono che la pace e il dialogo non sono missioni impossibili, ma sono già la nostra realtà.
Per informazioni: tomeic2019@gmail.com
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La Fondazione CRT rielegge il Professor Giovanni Quaglia come Presidente. https://www.gazzettatorino.it/wordpress/fondazione-crt/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/fondazione-crt/#respond Tue, 07 May 2019 15:39:15 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=20148 Come era facile immaginare il Professor Giovanni Quaglia è stato rieletto all’unanimità Presidente della Fondazione CRT per i prossimi quattro anni, nella seduta di insediamento del Consiglio di Indirizzo appena rinnovato. Nel discorso programmatico per il mandato 2019-2023, il Presidente Quaglia ha ringraziato i Consiglieri di Indirizzo per averlo eletto con voto unanime, e rivolto […]

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Come era facile immaginare il Professor Giovanni Quaglia è stato rieletto all’unanimità Presidente della Fondazione CRT per i prossimi quattro anni, nella seduta di insediamento del Consiglio di Indirizzo appena rinnovato.

Fondazione CRT

Il Presidente Giovanni Quaglia

Nel discorso programmatico per il mandato 2019-2023, il Presidente Quaglia ha ringraziato i Consiglieri di Indirizzo per averlo eletto con voto unanime, e rivolto un cordiale saluto al Consiglio di Amministrazione e al Segretario Generale della Fondazione CRT con tutta la struttura.

Nel sottolineare “il rapporto sereno e proficuo con le istituzioni civili, economiche e religiose, le fondazioni e associazioni del territorio, le tante realtà culturali, imprenditoriali, del mondo del lavoro e delle professioni, il variegato e fondamentale mondo del terzo settore”, il Presidente Quaglia ha salutato la Sindaca di Torino e i primi cittadini del Piemonte e Valle d’Aosta, i Presidenti, gli Assessori e i Consiglieri di entrambe le Regioni, delle Province e i responsabili di tutte le realtà territoriali, in particolare di quelle situate in aree marginali e che fanno più fatica: “A loro – ha detto – va l’assicurazione di un convinto riconoscimento del difficile compito di amministrare la cosa pubblica e del primato delle Istituzioni”. Ai Presidenti delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte, riuniti nell’omonima Associazione da lui stesso presieduta, Quaglia ha espresso “la disponibilità a continuare e, se possibile, rendere più pregnante ed efficace un condiviso comune servizio al territorio”.

 

La scelta unanime che avete effettuato – ha detto il Presidente rivolgendosi ai Consiglieri di Indirizzo della Fondazione CRT – dà certamente più forza e autorevolezza alla mia Presidenza, ma conferisce un prestigio e una forza straordinari allo stesso CdI. Inoltre, la pressoché unanime modalità di designazione e di scelta di ognuno di voi, smentisce ricorrenti insinuazioni di interferenze o pressioni dall’esterno. Abbiamo l’orgoglio di essere uomini liberi! Pertanto, sarò difensore attento, al vostro fianco, dell’autonomia della Fondazione, delle vostre libere scelte, delle decisioni che andrete ad assumere, soprattutto negli appuntamenti cruciali, tra due anni per il rinnovo del CdA e, tra quattro, per la nomina del mio successore. Mi auguro che tutte le Istituzioni, ai vari livelli, abbiano la stessa determinazione, la stessa autonomia, la stessa libertà di giudizio e la stessa trasparenza che ha e che avrà la Fondazione CRT”.

 

Rivendicare con forza il proprio ruolo – ha spiegato il Presidente Quaglia – significa rafforzare e rendere chiara la propria identità, che sta certamente in quello che abbiamo fatto e facciamo, ma anche, e forse soprattutto, nella relazione con il territorio e i suoi attori”. Quindi, dopo aver ricordato che, in oltre 27 anni, “la Fondazione è cresciuta, si è consolidata, ha rafforzato e differenziato il patrimonio, potendo così svolgere un ruolo significativo nella promozione della coesione sociale, economica e culturale del Piemonte, della Valle d’Aosta e, con le altre Fondazioni, del Paese”, il Professor Quaglia ha aggiunto: “Il profilo dell’impegno del mondo delle Fondazioni, nell’attuale scenario, dovrà sempre più privilegiare le partnership con altri soggetti, per poter rispondere in modo efficace ed efficiente alle sfide del cambiamento e creare così valore per le comunità e per il territorio”.

 

Per il futuro ci saranno di grande aiuto le indicazioni emerse nella prima fase degli Stati Generali, la grande operazione di ascolto collettivo per ridefinire mission, vision e strategie della Fondazione per i prossimi anni. E questo, nella convinzione dell’imprescindibile esigenza di collocare le scelte in una prospettiva sistemico-strategica, di fare squadra per condividere analisi e decisioni e di lavorare insieme per far percepire a tutti che Fondazione CRT è una comunità di persone impegnate per gli altri”.

Fondazione CRT

Il Presidente Giovanni Quaglia

 

Dopo aver sintetizzato i possibili profili per il futuro ruolo della Fondazione CRT – tra cui quello di “agente di sviluppo”, con la messa in campo non solo di risorse economiche, ma anche di una più ampia gamma di competenze tecniche, relazionali, finanziarie, progettuali, e di “tessitrice di reti” con le istituzioni, il mondo del no profit e del terzo settore –, il Presidente Quaglia ha affermato: “È emersa dagli Stati Generali una grande aspettativa nei confronti della Fondazione CRT che, nel corso della propria storia, ha attivato risorse per 1,6 miliardi di euro senza trascurare neppure uno dei 1.284 Comuni piemontesi e valdostani. In un quadro di generale indebolimento dei corpi intermedi, la Fondazione si è negli anni rafforzata sul territorio per capacità progettuale, coraggio di sperimentare, solidità di bilancio, formazione di capitale umano e costruzione di reti, sempre attenta alle aree periferiche, all’innovazione, all’esplorazione delle frontiere degli investimenti a impatto sociale e ambientale. Possiamo avere l’ambizione di affiancare le Istituzioni elettive su questioni che non rientrano nei programmi e nelle linee di intervento di una politica dominata dalla logica di breve periodo, ma necessitano di azioni rispettose dei tempi lunghi della società”.

 

Il Presidente Quaglia ha quindi auspicato che la Fondazione CRT possa “essere una comunità che ha una propria identità, ma che non si isola, avendo un forte senso di appartenenza, impegnandosi a interagire con le più ampie comunità di riferimento, come la Città di Torino e le realtà territoriali del Piemonte e della Valle d’Aosta, ovviamente inserite nel sistema Italia e in Europa”.

 

 

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Una mostra della Fondazione Veronesi dedicata alla sensibilizzazione sui vaccini. https://www.gazzettatorino.it/wordpress/fondazione-veronesi/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/fondazione-veronesi/#respond Fri, 22 Mar 2019 12:17:10 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=20001 “Sui vaccini si è parlato molto, ma non sempre in maniera efficace e autorevole al fine di una corretta divulgazione scientifica. Fondazione ritiene sia importante ricostruire un dialogo sereno, che non punti a giudicare ma a fare chiarezza, e che includa una parte importante della nostra società che forse non viene coinvolta abbastanza su questo […]

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Sui vaccini si è parlato molto, ma non sempre in maniera efficace e autorevole al fine di una corretta divulgazione scientifica. Fondazione ritiene sia importante ricostruire un dialogo sereno, che non punti a giudicare ma a fare chiarezza, e che includa una parte importante della nostra società che forse non viene coinvolta abbastanza su questo tema: gli studenti” – afferma Agnese Collino, Supervisore Scientifico di Fondazione Umberto Veronesi.
Questo uno dei motivi per cui da lunedì 25 marzo a venerdì 5 aprile 2019, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione CRT, con la collaborazione del Comune di Torino, porteranno la mostra ideata per le scuole “Io Vivo Sano – prevenzione e vaccini” presso il Museo Diocesano (piazza San Giovanni,4). La mostra sarà visitata da circa 1.400 studenti e docenti delle scuole primarie e secondarie di I grado.
Fondazione Veronesi
Il progetto Diderot della Fondazione CRT ‘accompagna’ le scuole piemontesi e valdostane, offrendo un programma collaterale rispetto al percorso tradizionale didattico – afferma il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia –. Grazie alla sinergia con le scuole e con partner consolidati, la Fondazione mette a disposizione degli studenti ulteriori e nuove opportunità di apprendimento, formazione e crescita, non solo individuale ma collettiva, su tematiche particolarmente attuali e innovative”.
“Io Vivo Sano – prevenzione e vaccini” è un progetto ideato da Fondazione Umberto Veronesi e da Fondazione CRT nell’ambito del Progetto Diderot per fornire corrette informazioni scientifiche in tema di prevenzione e vaccini. I divulgatori scientifici che condurranno l’attività spiegheranno agli studenti cosa succede nell’organismo durante l’attacco di un virus o di un batterio, come si attiva il sistema immunitario e il principio di azione dei vaccini.
Si approfondirà la storia delle vaccinazioni, con alcuni esempi di eradicazione di malattie infettive grazie alla vaccinazione su larga scala, dal primo esempio del vaiolo a livello mondiale, ai più recenti come la scomparsa dei ceppi oncogeni circolanti di HPV in Australia. Si analizzerà, inoltre, il concetto di immunità di gruppo e di soglia di sicurezza di popolazione vaccinata per contenere lo scoppio di epidemie infettive e tutelare i soggetti vulnerabili, che non possono vaccinarsi per seri motivi di salute.
È inoltre previsto un incontro di approfondimento per i docenti, le famiglie e la società civile, che si terrà martedì 26 marzo dalle 18.00 alle 19.30 presso il Museo Diocesano di Torino. Alessandro Vitale – Supervisore Scientifico di Fondazione Umberto Veronesi e Donatella Barus – Direttore Magazine fondazioneveronesi.it, affronteranno l’argomento della prevenzione e vaccini alla luce di quanto condiviso oggi dalla comunità scientifica internazionale. L’incontro è gratuito e aperto a tutti previa registrazione su https://ivsvaccininovara.eventbrite.it
Dopo Torino, la mostra sarà ospitata all’Uni-Astiss Polo Universitario Asti Studi Superiori “Rita Levi Montalcini” dall’8 al 12 aprile, per un coinvolgimento totale dei tre appuntamenti piemontesi (Novara, Torino ed Asti) di circa 3.000 studenti.
Si consolida e rafforza la collaborazione tra Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione CRT, con l’obiettivo di educare le nuove generazioni all’importanza del progresso scientifico nel campo della salute e della prevenzione, ponendo al centro del processo di apprendimento un approccio interattivo.
Il Progetto Diderot della Fondazione CRT ha coinvolto finora 880.000 studenti tra i 6 e i 20 anni, oltre 43.000 classi e più di 58.000 insegnanti, per un impegno complessivo di oltre 19 milioni di euro della Fondazione. Il Diderot offre gratuitamente una duplice opportunità a bambini e ragazzi di tutti gli Istituti di istruzione primaria e secondaria di I e II grado del Piemonte e della Valle d’Aosta: avvicinarsi in modo creativo e stimolante a discipline non sempre inserite nei programmi curricolari e, nello stesso tempo, approfondire le materie tradizionali con metodologie innovative.
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Il Santuario della Consolata ha un "cuore" romanico. https://www.gazzettatorino.it/wordpress/santuario-della-consolata/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/santuario-della-consolata/#respond Thu, 07 Feb 2019 11:16:17 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=19809 È stato svelato il “cuore” romanico del Santuario della Consolata di Torino. Dopo 240 giorni di cantiere, grazie al sostegno della Fondazione CRT che ha raddoppiato le donazioni dei cittadini, sono tornati alla luce gli affreschi delle prime campate della storica Chiesa di Sant’Andrea, costruita nell’XI secolo, su cui venne eretto nel 1675 l’attuale tempio […]

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È stato svelato il “cuore” romanico del Santuario della Consolata di Torino. Dopo 240 giorni di cantiere, grazie al sostegno della Fondazione CRT che ha raddoppiato le donazioni dei cittadini, sono tornati alla luce gli affreschi delle prime campate della storica Chiesa di Sant’Andrea, costruita nell’XI secolo, su cui venne eretto nel 1675 l’attuale tempio Guariniano. 

I lavori di recupero, condotti dal Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, hanno interessato le murature dell’antica chiesa ancora conservate nella cosiddetta Cappella del Convitto. Sono stati rimossi gli intonaci e le coloriture moderne, facendo riemergere alcuni “gioielli” nascosti, risalenti all’epoca romanica, restaurati anche con l’ausilio del laser.
Sulla parete Sud è apparsa una grande figura dalla veste colorata, nell’atto di protendere una mano verso l’alto e reggere con l’altra un cartiglio. Le parole scritte rivelano la possibile identità del personaggio: il patriarca Abramo. Sulla parete Nord sono comparse due grandi figure inquadrate da elementi architettonici, che recano in mano dei cartigli.
Alla sommità delle pareti, nelle fasce decorate, si riconoscono due volti: uno maschile con grandi occhi, naso affilato e barba, il cui copricapo ci dice che potrebbe trattarsi di un monaco, probabilmente San Benedetto, come suggeriscono alcune lettere rinvenute ai lati (i primi monaci della chiesa di Sant’Andrea erano proprio benedettini); l’altro volto, femminile, col capo velato, è caratterizzato da uno sguardo intenso.
Non si è lavorato però solo al romanico. Nel catino absidale, di probabile costruzione seicentesca, è stata riportata alla luce una decorazione floreale, a ghirlande e motivi vegetali, nascosta dalle più recenti ridipinture, le cui tracce erano state rilevate già con le prime indagini. Questo importante svelamento è il traguardo di un percorso avviato nel 2009 dal Santuario, in collaborazione con le Soprintendenze del Piemonte, con il primo cantiere di indagini che ha portato alla luce significativi elementi dell’architettura e della decorazione della prima chiesa, un unicum nel panorama torinese.
Santuario della Consolata di Torino
La Fondazione CRT, principale sostenitore delle opere di restauro del Santuario e del Convitto della Consolata, nel 2016 dà seguito a prime ricognizioni stratigrafiche e archeologiche e ai primi studi, sostenendo la prosecuzione dell’opera di svelamento del cuore romanico, attraverso una modalità innovativa di raccolta fondi, con il raddoppio delle donazioni da parte della Fondazione CRT. La Fondazione avvia così una campagna di fundraising, mettendo a disposizione del Santuario della Consolata una giovane risorsa formata nell’ambito del proprio progetto Talenti per il Fundraising.
La volontà di collaborare al cantiere romanico, mettendo assieme forze e competenze, viene quindi formalizzata: la Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Torino redige nel 2018 un protocollo d’intesa che viene congiuntamente firmato dalla Soprintendenza stessa, dal Santuario della Consolata, dalla Curia Arcivescovile, dall’Università di Torino, dal Politecnico di Torino, dal Centro Conservazione Restauro “La Venaria Reale” e dalla Fondazione CRT. Viene istituito un gruppo di lavoro composto da funzionari, docenti, tecnici e da liberi professionisti per valutare procedure e metodologie di intervento in vista della definizione di un piano di restauri complessivo, da cui prende avvio la fase più operativa del cantiere romanico.
“Fondazione CRT, da sempre il principale sostenitore privato del Santuario della Consolata cui ha storicamente destinato 4 milioni di euro, continua a mettere a disposizione risorse economiche, competenze e idee progettuali per la valorizzazione e la salvaguardia di questo meraviglioso ‘gioiello’, confermando il proprio impegno per il patrimonio artistico ecclesiastico – afferma il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia –. L’importante scoperta del ‘cuore’ romanico del Santuario, ultimo tassello di un lungo percorso di restituzione alla città, ha potuto contare sul lavoro corale delle forze e maestranze del territorio”.
Santuario della Consolata
“Con il Santuario della Consolata, la Fondazione CRT ha inaugurato un modello di filantropia innovativa applicata per la prima volta a un bene ecclesiastico – dichiara il Segretario Generale della Fondazione CRT Massimo Lapucci –. In aggiunta al tradizionale sostegno erogativo, infatti, abbiamo avviato una campagna di fundraising ad hoc e, con il meccanismo del matching grant, abbiamo raddoppiato oltre 270 donazioni, dalla città e non solo. Nell’ultimo anno, per il recupero degli affreschi romanici, le risorse hanno toccato complessivamente quota 135.000 euro”. 
Il Soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Torino, Arch. Luisa Papotti, spiega: “La rilevanza e la forza del disegno barocco di Torino, che comprende come punto di forza e elemento direttore l’edificio guariniano della Consolata, spesso mette in ombra le fasi più antiche della città, e ci fa dimenticare che Torino è rimasta importante e viva, attenta alla sua forma ed alla bellezza del suo edificato dalla fondazione in età augustea fino ai nostri giorni. Grazie all’unione di competenze di eccellenza ed al sostegno innovativo della Fondazione CRT, proprio il Santuario della Consolata ci restituisce oggi una pagina quasi sconosciuta della storia urbana. Davanti a nostri occhi ricompare infatti l’architettura imponente della antica basilica conventuale di Sant’Andrea, che i monaci fuggiti da Novalesa ricostruirono intorno all’anno 1000 nell’angolo nord-occidentale della città medievale. Ne ritroviamo la muratura laterizia esterna scandita da lesene, fregi di archetti pensili e monofore, ma anche le decorazioni interne, animate da fregi policromi e da ieratiche figure di profeti e santi, ciascuna illustrata da un cartiglio. I risultati presentati oggi confermano la sopravvivenza di un’importante testimonianza del medioevo torinese, che richiede ancora – per essere a pieno conosciuta e restituita alla fruizione – un lungo lavoro di indagine, restauro e studio cui la Soprintendenza intende porre attenzione e impegno”. 
“L’intervento condotto dal Centro di Restauro di Venaria dal 7 maggio 2018 ad oggi nella Cappella del Convitto ha permesso la riscoperta e il restauro delle pitture murali romaniche, costituendo un primo fondamentale tassello nel recupero complessivo dell’eccezionale apparato decorativo dell’antica Sant’Andrea. Ringrazio per la fiducia accordata al Centro di Restauro, che è riuscito ad ottenere importanti riscontri grazie alla professionalità delle sue équipe interdisciplinari di lavoro e al sostegno della Fondazione CRT”, commenta il Presidente della Fondazione Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” Stefano Trucco.

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I canti eterni di Ute Lemper hanno incantato il conservatorio torinese. https://www.gazzettatorino.it/wordpress/ute-lemper/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/ute-lemper/#respond Fri, 01 Feb 2019 15:26:40 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=19793 Ute Lemper ha incantato con la sua voce il suo stile inconfondibile e leggiadro il conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino con una performance davvero indimenticabile.  Il concerto – evento “Songs of Eternity”, canzoni sulle vittime dell’Olocausto composte nei lager tra il 1941 e il 1944, ha visto protagonista la cantante tedesca con marito ebreo, sensibile […]

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Ute Lemper ha incantato con la sua voce il suo stile inconfondibile e leggiadro il conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino con una performance davvero indimenticabile. 
Il concerto – evento “Songs of Eternity”, canzoni sulle vittime dell’Olocausto composte nei lager tra il 1941 e il 1944, ha visto protagonista la cantante tedesca con marito ebreo, sensibile interprete delle canzoni nate nei ghetti e nei campi di concentramento da musicisti ebrei deportati, più volte paragonata a una delle dive più amate della prima parte del ‘900.

Ute Lemper

Ute Lemper

Un concerto, nato nell’ambito delle iniziative per il giorno della Memoria, organizzato dal Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte e dal Polo del ‘900, con il sostegno della Compagnia di San Paolo e della Fondazione CRT, in collaborazione con il Goethe-Institut Turin e con il patrocinio della Città di Torino e della Comunità Ebraica di Torino.
Stasera compiamo un viaggio, doloroso e difficile, ma necessario, rievochiamo con le note la tragedia di tanti deportati, per non dimenticare”, ha commentato durante il concerto Ute Lemper. Sul palco la versatile artista è stata accompagnata da quattro straordinari musicisti: Vana Gierig pianoforte, Daniel Hoffman violino, Gilad arel clarinetto, Romain  Lecuyer contrabbasso. Il suggestivo percorso ha evocato in musica tante microstorie, fra dolore e speranza, paura e coraggio, attraverso una varietà di generi musicali, dal tango al klezmer alle sonorità jazzistiche.
In mattinata  Ute Lemper ha incontrato al Polo del ‘900 gli studenti di alcune scuole di Torino raccontando il suo percorso di artista che si è sempre impegnata sul fronte della memoria e del ricordo dell’Olocausto e per la denuncia di ogni rigurgito antisemita e nazifascista.

Ute Lemper

Ute Lemper

Ute Lemper prosegue il suo tour in Italia con una replica al Toselli di Cuneo questa sera di “Songs for Eternity”, mentre domenica 3 febbraio al Teatro Bonci di Cesena e lunedì 4 febbraio alla Sala Santa Cecilia del Parco della Musica porta invece “Rendez-vous with marlene”, omaggio a Marlene Dietrich, l’attrice tedesca che furoreggiò in film come “L’angelo azzurro” simbolo di Berlino e della Repubblica di Weimar. Nel 1930 partì per gli Stati Uniti e  durante la seconda guerra mondiale, si proclamò apertamente contro Hitler e andò a tenere spettacoli per le forze alleate contro la sua ex patria. 
La Lemper ha scelto il titolo “Rendez-vous with Marlene” riferendosi a “una lunga telefonata deel 1988 tra la grande attrice e la giovanissima Ute a Parigi”, dove Marlene Dietrich viveva da reclusa dal 1979 e dove morì nel 1992.
Luca Rolandi

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Riapre la Chiesa del S. Sudario una perla nel cuore di Torino. https://www.gazzettatorino.it/wordpress/chiesa-del-santo-sudario/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/chiesa-del-santo-sudario/#respond Mon, 14 Jan 2019 10:06:03 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=19697 Nel cuore della città antica, a due passi da porta palazzo, sulla via che fu governata spiritualmente dai domenicani per Ottocento anni, rinasce la Chiesa del Santo Sudario. Un intervento importante che ridona alla città della Sindone un luogo di culto e di arte. E’ una delle perle  della Torino barocca che sorge all’incrocio tra via […]

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Nel cuore della città antica, a due passi da porta palazzo, sulla via che fu governata spiritualmente dai domenicani per Ottocento anni, rinasce la Chiesa del Santo Sudario. Un intervento importante che ridona alla città della Sindone un luogo di culto e di arte.

E’ una delle perle  della Torino barocca che sorge all’incrocio tra via Piave e via San Domenico, nell’area dei Quartieri Militari della città settecentesca. Costruito nel Settecento, precisamente tra il 1734 e il 1764, è legata alla Confraternita del Santo Sudario ed è proprio la seconda sede di questa realtà con alle spalle oltre 420 anni di vita (è stata fondata nel capoluogo piemontese nel 1598) e che al suo interno conserva opere d’arte di inestimabile valore, mentre nella cripta è allestito il celebre Museo della Sindone.
A fare gli onori di casa sarà Gianfranco Favarato, presidente della Confraternita del SS. Sudario, proprietaria della chiesa. Tra gli invitati presenti all’incontro le rappresentanti delle dieci restauratici del Centro Conservazione e Restauro della Venaria Reale che ha condotto gli interventi di recupero delle inquadrature “trompe l’oeil” firmate dal veneziano Pietro Alzeri e del dipinto al centro della volta: la Trasfigurazione di Cristo, realizzato nel 1734 dal pittore piemontese Michele Antonio Milocco. 
A spiegare il valore artistico e culturale del progetto Stefano Trucco, presidente del CCR e gli esponenti degli enti sostenitori del restauro che hanno sostenuto l’opera di restauro con quasi 100 mila euro di investimenti: Giovanni Quaglia, presidente di Fondazione CRT, Laura Fornara, vice responsabile dell’Area Arte, Attività e Beni Culturali della Compagnia di San Paolo, mentre Carlo Piccolo del Niaf (National Italian American Foundation di Washington), ha inviato una lettera di felicitazioni per la positiva conclusione dell’opera.
Gli approfondimenti sui restauri saranno a cura di Valeria Moratti, storico dell’arte della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città di Torino e di Michela Cardinali, direttore del Laboratorio di restauro del Centro Conservazione e Restauro della Venaria. Un intervento sulla storia della chiesa, è stato realizzato da Gian Maria Zaccone, direttore del Centro Internazionale di Sindonologia, ente che da 50 anni segue le ricerche scientifiche sulla Sindone e che è anche responsabile della conduzione scientifica del Museo della Sindone.
Ora la Chiesa potrà tornare a servizio delle funzioni religiose e degli incontri dei Confratelli del SS. Sudario. Ma l’intenzione è quella di estenderne la fruizione alla città, con calendari di mostre, conferenze e concerti. Il primo della serie sarà quello in programma proprio l’11 gennaio, alle 21. Organizzato dal’Associazione Musicaviva – presidente e direttore artistico Daniela Costantini – il concerto è un estro poetico armonico sui Salmi di Benedetto Marcello e sarà eseguito da Soli, Coro e Camerata strumentale di San Pancrazio sotto la direzione di Bruno Bergamini.
Luca Rolandi

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Torino Domani. Sei domande per indagare il futuro della città. Silvio Saffirio. https://www.gazzettatorino.it/wordpress/torino-domani/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/torino-domani/#respond Tue, 02 Oct 2018 17:23:15 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=19381 GazzettaTorino, ha deciso di raccogliere opinioni, pareri, punti di vista, sul futuro della città, rivolgendo sei domande, sempre le stesse, a persone impegnate a diverso titolo nella società, nella politica e nella cultura, su un tema rilevante del dibattito pubblico, a nostro avviso trascurato: la Torino di domani. La città appare in questo momento, come […]

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GazzettaTorino, ha deciso di raccogliere opinioni, pareri, punti di vista, sul futuro della città, rivolgendo sei domande, sempre le stesse, a persone impegnate a diverso titolo nella società, nella politica e nella cultura, su un tema rilevante del dibattito pubblico, a nostro avviso trascurato: la Torino di domani.
La città appare in questo momento, come si suol dire “sotto lo zelo di Abramo”, ossia pronta ad essere sacrificata senza sapere bene per chi o per che cosa. E noi, come Isacco, vorremmo che alla fine si salvasse.
Iniziamo con Silvio Saffirio, ringraziandolo per la partecipazione a Torino Domani.

Torino Domani

Silvio Saffirio

Dopo un viaggio all’estero, al rientro la città e talvolta l’Italia tutta appare più piccola, bloccata, come fosse imprigionata dentro ad un incantesimo cattivo. Prova anche lei questa sensazione, e se la risposta è si da cosa reputa sia dettato questo sentimento.
Il ritorno da un viaggio all’estero comincia con la lettura di un quotidiano italiano del quale per 15 giorni abbiamo fatto a meno senza sforzo. E lì ripiombi nello scoramento. Nulla è cambiato, anzi ti pare che sia la stessa copia che avevi letto all’andata… A far notizia sono semmai i crolli, le inondazioni, i terremoti ma quanto alla politica e allo stato del Paese, nulla cambia, ormai da decenni.
Ci siamo assuefatti al vaniloquio. Solo ogni tanto qualcuno riaccende la speranza. E poi la spegne lui stesso. Ognuno riferisca questa frase alla sua esperienza. Le cause? In disordine: non siamo divenuti un popolo con valori omogenei. Non lo eravamo 150 anni fa, non ce l’abbiamo fatta. Classe politica livello zero. Forse dovremmo ringraziare Tangentopoli di questo azzeramento che ha terremotato i grandi partiti e la scuola politica (pur con tutte le riserve) che essi rappresentavano. Certo c’era la corruzione. Adesso no, figurarsi.
C’era però preparazione, capacità di analisi, possesso della tecnica politica e competenza nell’amministrazione pubblica; dove oggi c’è improvvisazione, pressapochismo e profonda ignoranza. Poi c’è il debito pubblico che impedisce, anche volendola e sapendola fare, qualsiasi scelta di investimento pubblico.
Un debito pubblico spaventoso e in crescita perché nessuno metterà mai mano né alla sua restituzione né ai famosi tagli della spesa pubblica. Infine: non abbiamo mai scelto se essere un paese capitalistico. Cosa volete che aumenti il Pil se fare impresa in Italia è scoraggiato. La vox populi considera l’imprenditore un evasore non certo qualcuno che rischia, da lavoro e paga le tasse, anche se questo è vero nella stragrande maggioranza dei casi.
Il dibattito sul futuro di Torino, su cosa voglia divenire, cosa ambisca a rappresentare, quale tipo di identità desideri per se ed i suoi abitanti sembra inabissarsi e virare ad un pensiero che verte solo sui conti, sui debiti, sulle spese; una grande liquidazione dei progetti e dei sogni. Come siamo arrivati a questo?
Torino è un bel problema. Sì, tanto bellina è diventata ma… Adesso è pure collegata con l’alta velocità a Milano. Così veloce che non fai a tempo a leggere il quotidiano. Dovrebbe valere nei due sensi, non è vero? Invece vale soltanto per i professionisti torinesi che senza anche un ufficio a Milano non lavorerebbero più. Non conosco un solo milanese che lavori a Milano ma abbia casa a Torino. Eppure per arrivare a Torino da Milano ci vuole molto meno tempo che andare da Milano a Monza. Il problema di Torino è però soltanto in parte l’eccessiva vicinanza a Milano. Il problema di Torino è l’assenza da troppo tempo di una classe dirigente orgogliosa e capace. Torino e il Piemonte non hanno rappresentanza politica, anche qui da tempo immemorabile.
La Fiat ovvero l’esistenza di un’unica impresa e dei suoi vassalli ha svuotato il serbatoio di capacità che nascono dalla diversità. E oggi insieme a un pesante lascito di omologazione culturale in campo imprenditoriale si è eclissata anche la Fiat. Senza la manifattura una città delle dimensioni di Torino non ce la può fare. La manifattura (moderna, tecnologica, robotica, ambientalmente compatibile) dovrebbe ancora trovare in Torino un ambiente propizio. Basso costo delle costruzioni, mano d’opera disponibile anche psicologicamente, sistema di trasporti sufficiente.
Poi aggiungiamo pure la nuova risorsa del turismo ma è un dato di fatto che il turismo può “arrotondare” le entrate ma non sostituirsi alla manifattura. E poi le infrastrutture di trasporto: aeroporto, alta velocità e strade. La Asti-Cuneo è ancora ferma. La TAV… Dico questo perché troppo spesso ci si dimentica che Torino è in Piemonte e non è prescindendo da questo dato che si può mettere mano al futuro. 
Cosa sarebbe opportuno fare per ripristinare fiducia, grinta, carattere, alla città ? Trovare un modello da seguire, che so Amsterdam o Londra, per dinamismo e opportunità, o dobbiamo individuare e inventarci un’altra strada ?
Prima vorrei evidenziare due business sui quali puntare: Università e Sanità. La parola business sembra impropria per simili attività ma possono essere due grandiosi fattori di crescita economica. Dovremmo poter diventare, più di quanto non accada già oggi, un centro di attrazione mondiale per gli studenti di tutto il mondo, non soltanto del terzo, e per i pazienti stranieri in cerca di medicina di qualità. Quanto alle città non ho esempi da citare o ne avrei troppi.
Vorrei piuttosto suggerire un metodo: inventariare tutto quanto è ancora sano e virtuoso nei vari ambiti (esempio: Il Museo Egizio, il nostro MOMA, la sede ONU, mai abbastanza valorizzata, le attività industriali di eccellenza) e organizzarne la sinergia, accrescerne l’attrattiva. C’è tanta roba a Torino. Il solo fatto di renderne cosciente la cittadinanza porterebbe risultato. Forse sto parlando troppo da pubblicitario… Già che ci sono vorrei suggerire anche un soggetto che spiani la strada alla politica insufficiente: le Fondazioni bancarie. Non per distribuire denaro a cultura e disagi sociali ma per finanziare una task force strategica (pochi cattedratici, please).
Compagnia di San Paolo o Fondazione CRT, ci aspettiamo che prendiate voi l’iniziativa di un progetto di ampio respiro e poi lo trasferiate alla politica che non ha né menti né volontà per farlo. 
La politica possiede ancora la capacità di coinvolgere e costruire un’appartenenza, ha perduto la pietra focaia che accende passioni o, semplicemente ha smesso di usarla?
La politica è regredita. Di volta in volta c’è l’illusionista di turno.  A questo punto mi piacerebbe provare un nuovo tipo d’illusionista. Quello che non racconta balle. Che dice la verità nuda e cruda e propone rimedi “sangue, sudore e lacrime”. Chissà, magari un 8% lo racimolerebbe. Il mio voto di sicuro.
A cosa attribuisce il fatto e la responsabilità di non vedere e sottostimare le cose meritevoli e buone del nostro paese?
A una malattia morale che si è impossessata di noi tutti. Personalmente credo che il nostro ’68 ci abbia nuociuto e basta.
C’è un libro, un film, o uno spettacolo teatrale, che a suo dire rappresenti al meglio il nostro tempo e prefiguri un indizio interessante per il domani ?
Consiglio vivamente un libro: “Il Grande Gualino” di un mio ex-socio di tanti anni fa, Giorgio Caponetti, edizioni UTET. Scoprirete una Torino, prima città industriale d’Italia e tra le prime in Europa. Non una monocultura industriale come poi divenne.
Una multicultura industriale dove gli imprenditori spesso erano mecenati e dove Milano era semplicemente la capitale lombarda e non New York come ormai sembra di sentirsi. 

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Archivissima. Nasce in sordina una manifestazione dal grande potenziale. https://www.gazzettatorino.it/wordpress/archivissima/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/archivissima/#respond Thu, 07 Jun 2018 09:34:08 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=19014 Da oggi fino a venerdì, nella totale indifferenza un po’ di tutti, si terrà a Torino la prima edizione di una manifestazione interessantissima: “Archivissima”. Come dice la parola stessa che riprende le ben più famose e consacrate fiere d’arte che si tengono nella città sabauda, questa volta si parla di archivi i quali, non si […]

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Da oggi fino a venerdì, nella totale indifferenza un po’ di tutti, si terrà a Torino la prima edizione di una manifestazione interessantissima: “Archivissima”.
Come dice la parola stessa che riprende le ben più famose e consacrate fiere d’arte che si tengono nella città sabauda, questa volta si parla di archivi i quali, non si possono comprare ma che aziende, associazioni, fondazioni, enti aprono al pubblico in maniera nuova, ossia dando accesso a documenti inediti e attraverso cui una storia si può approfondire e, scoprirla nell’interezza di tutti i suoi punti di vista: è infatti questo il grandissimo potere di un archivio, mettere a nudo ogni sfaccettatura possibile e permettere di ricostruire vicende spesso straordinarie. 
Archivissima

L’iniziativa è stata concepita su tre direttrici principali: incontri, esperienze e contaminazioni. Gli interessati, dopo essersi registrati (obbligatoriamente) sul sito www.archivissima.it, possono scegliere fra laboratori, workshop, tavole rotonde, conferenze, tour in luoghi simbolo, seminari, panel, mostre temporanee, proiezioni, visite guidate e concerti, il tutto culminante ne La Notte degli Archivi di venerdì 8 giugno e assolutamente a ingresso libero.
Variegatissima e davvero per tutti i gusti la proposta: si va dalla storia all’economia, dalla biblistica allo sport, dalla musica all’arte, dallo spettacolo all’artigianato, dalla letteratura e filosofia di genere alla sociologia, dalla scienza alla cucina, dall’industria all’agricoltura, dalla medicina alle nuove tecnologie. Il tutto in sedi esclusive e normalmente precluse al pubblico come gli archivi della Fondazione Alberto Colonnetti, della Mediateca Rai, del Fondo Tullio del Mauro, della Città di Torino, dell’Accademia delle Scienze, della Compagnia di San Paolo, di Stato di Torino, della Reale Mutua, del Centro Storico Fiat, solo per citarne alcuni.
Numerosi gli ospiti che interverranno alla Notte dei Musei: Stefano Trinchero all’Archivio Storico Fiat, Piergiorgio Odifreddi all’Archivio Storico Italgas, Luca Beatrice al Centro Studi del Teatro Stabile, Luca Bianchini al FiorFood Coop, Andrea Scanzi alla Rai, Bruno Gambarotta su un tram Storico dell’ATTS-GTT (il programma completo sul sito). 
Archivissima
L’evento, ideato e sostenuto da Promemoria e Archivissima, consta di partner importanti come Intesa San Paolo, la Compagnia di San Paolo e la Fondazione CRT, archivi storici TIM e SIAE, Reale Mutua, Lavazza, Italgas, FiorFood Coop, FCA Heritage, il quotidiano La Stampa, il magazine Archivio, GTT e la Scuola Holden.

IN MOSTRA I BOZZETTI PER LE PUBBLICITA’ FIAT

Una delle iniziative più interessanti all’interno del ricchissimo programma del quale abbiamo parlato, è stata presentata ieri al Centro Storico Fiat di via Chiabrera – antico stabilimento della fabbrica di automobili torinese – e si intitola “Dietro la Pubblicità”.
È una bella mostra – possibile grazie alla sponsorship e all’interessamento di FCA Heritage, dipartimento del Gruppo dedicato alla valorizzazione del patrimonio storico industriale dei marchi Fiat, Abarth, Lancia e Alfa Romeo – di circa 1300 bozzetti presenti nel colossale archivio Fiat (ben 3 km di documentazione cartacea), per altro quasi completamente digitalizzati, che raccontano attraverso disegni, spesso vere e proprie opere d’arte, la storia dell’azienda ma anche le tecniche, le relazioni tra direzione, tecnici e pubblicitari per mettere in risalto questo o quel particolare, la ricerca di un linguaggio capace di colpire, di far leva sulla sfera emotiva e sublimare.
Archivissima
Ed ecco allora sfilare sotto i nostri occhi tratti di autori che non hanno certo bisogno di presentazioni come Sironi, Romano, Codognato, Riccobaldi, Dudovich, Puppo. Si parte dai primi del Novecento con vetture come la 514 o la 522 e si compie una lunga cavalcata che, passando dalle celeberrime Balilla e Topolino, 1100, 1500, 1900 e 500 arriva fino alla Ritmo e alla Uno degli anni ’80.
Ma non si parla solo di automobili: abbiamo parlato prima della potenza degli archivi: ecco, perdendosi nei colori e nei disegni dei bozzetti per le pubblicità Fiat, ci accorgiamo subito della varietà e della eterogeneità del suo prodotto: negli anni infatti anche autobus, camion, navi, aerei, treni perfino luoghi turistici (come Sestriere, tanto per dirne una, località nata proprio dalla volontà della famiglia Agnelli) ed elettrodomestici, come quella dove un bellissimo cigno candidissimo sta acquattato incuriosito sopra una lavabiancheria Fiat, sono diventati protagonisti della pubblicità.
Oltre alla mostra, Il Centro Storico Fiat, nella sua elegante sede in stile liberty, ospiterà la sera di venerdì (20.30) il reading sul progettista Dande Giacosa di Stefano Trinchiero e il flashmob del liceo Coreutico Germana Erba “Torino – Detroit e ritorno. Gli albori del fordismo alla Fiat”, al quale seguirà una tavola rotonda condotta da Maurizio Torchio, direttore dell’Archivio. Negli stessi giorni, l’Archivio è eccezionalmente visitabile dalle 15 alle 23.
Luca Marconetti

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Promozione turistica in road show per Langa e Roero. Guide e brochure per l'Europa. https://www.gazzettatorino.it/wordpress/promozione-turistica-in-road-show-per-langa-e-roero-guide-e-brochure-per-leuropa/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/promozione-turistica-in-road-show-per-langa-e-roero-guide-e-brochure-per-leuropa/#respond Wed, 11 Apr 2018 15:03:58 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=18783 12 mila copie della Guide Vert Weekend Michelin Turin Langhe Roero Monferrato in distribuzione in tutti i paesi francofoni (Francia, Svizzera, Canada, Benelux) e nei punti vendita italiani serviti da Michelin, catene librarie (Feltrinelli, Mondadori, Autogrill, Giunti) e nelle edicole. Oltre 10 mila brochure di promozione turistica realizzate in italiano e in inglese descrittive dei […]

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12 mila copie della Guide Vert Weekend Michelin Turin Langhe Roero Monferrato in distribuzione in tutti i paesi francofoni (Francia, Svizzera, Canada, Benelux) e nei punti vendita italiani serviti da Michelin, catene librarie (Feltrinelli, Mondadori, Autogrill, Giunti) e nelle edicole.
Oltre 10 mila brochure di promozione turistica realizzate in italiano e in inglese descrittive dei due territori. Un road show di promozione internazionale che toccherà Stoccolma, San Pietroburgo, New York, Londra, Cannes.

Langhe Roero

Monteu Roero

Sono solo le prime, e alcune, delle azioni realizzate e in programma facenti parte di un più ampio progetto di promozione internazionale ideato dalle ATL Turismo Torino e Provincia e Langhe e Roero – con il contributo di Fondazione CRT, Città di Torino, Sagat, Città di Alba e Bra – che vede Torino e il territorio di Langa e Roero insieme sotto il claim “Langhe Roero and Turismo Torino Together”.
Il progetto nasce a seguito del protocollo d’intesa siglato lo scorso aprile tra le città di Torino, Alba e Bra, le ATL Turismo Torino e Provincia e Langhe e Roero e la Regione Piemonte. L’obiettivo sarà presentare i due territori come un’unica opportunità di viaggio sui mercati internazionali – promuovendo il brand turistico Torino e le Langhe – al fine di incrementare i flussi turistici.
Torino e le Langhe e Roero non sono quindi mai state così vicine e unite. Torino capitale sabauda, con le sue splendide residenze reali, città dell’innovazione tecnologica e del design e le Langhe e il Roero, ai quali l’UNESCO ha riconosciuto l’ambito traguardo di paesaggio culturale, sono costellati di castelli e incantevoli borghi medievali da vivere e ammirare.

E poi l’art de vivre che si respira a Torino è pari alle sensazioni che si provano nei luoghi del vino delle Langhe e del Roero come fare shopping per le vie del centro di Torino è altrettanto emozionante che perdersi tra le sale del WIMU (Wine Museum) di Barolo mentre la natura e il verde delle vallate alpine che circondano Torino sono eccitanti come le attività outdoor da praticare tra le colline di Langhe e Roero.
Ed infine, ma non per importanza, è facile farsi conquistare dalle due capitali del gusto al ritmo di tartufo e cioccolato, tajarin e formaggii d’alpeggio, con un bonèt e un bicerin.
Ecco quindi che i due cuori si uniscono per partire in un road show alla volta di mercati strategici collegati direttamente con l’aereo o il treno, con una serie di azioni mirate, al fine di stimolare l’attenzione di operatori turistici del settore, media e opinion leader.
La prima fase del road show si è svolta nel novembre 2017 in occasione del World Travel Market di Londra, il più importante evento B2B dedica- to all’industria turistica globale, svoltosi dal 6 all’8 novembre e in occasione della Cena di Gala (20 novembre) dedicata alla cucina piemontese all’interno dell’evento Italian festival Weeks – Food, la settimana dedicata alla cucina italiana a Dubai.
Stoccolma è la tappa prevista nel mese di maggio 2018, grazie al nuovo collegamento aereo di Blue Air in occasione dell’iniziativa “La settimana piemonte- se” organizzata nella nuova sede di Eataly che ha trovato casa nell’ex cinema Roda Kvarn sulla via dello shopping Biblioteksgatan.
Mnlf in audizione: no a numero chiuso, a capo dell’Unità per la prevenzione e il contrasto della contraffazione dei farmaci a uso umano dell’Agenzia italiana del farmaco http://vgrnorge.com.

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