A metà settembre si alzerà il velo di riservatezza che circonda il futuro di Palazzo del Lavoro, l’altro gioiello di Pier Luigi Nervi a Torino, abbandonato da vent’anni. Massimiliano Miano, presidente della circoscrizione 8, ha deciso di convocare un consiglio aperto del quartiere cui parteciperà l’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni, che sta seguendo per conto del Comune la trattativa tra Cdp – proprietaria dell’immobile – e il fondo sovrano del Qatar. «Dopo le prime indiscrezioni su un interesse del Qatar uscite ad aprile il dialogo è andato avanti e, anche se da Cassa Depositi prestiti sono più che abbottonati, trapela un certo ottimismo su una conclusione positiva della trattativa – spiega Miano -. Sarebbe una gran bella notizia non solo perché dopo Torino Esposizioni la città recupererebbe l’altro capolavoro di Nervi, ma per le prospettive che si aprirebbero sotto il profilo culturale. L’inaugurazione di un centro per l’arte contemporanea favorirebbe lo sviluppo di sinergie con Rivoli e Gam, consolidando il ruolo di primo piano che Torino ha in questo filone dell’arte. E poter contare su un nuovo polo culturale rispetto a un centro commerciale di cui non si sentiva il bisogno è l’altro aspetto positivo che si sta concretizzando per Torino. Si va oltre a una semplice riqualificazione immobiliare».

Al Mayassa bint Hamad Al-Thani

Al Mayassa, la sceicca che ama l’arte

Al centro di tutto ci sarebbe la sceicca Al Mayassa bint Hamad Al-Thani, sorella dell’emiro del Qatar, nota per la sua passione per l’arte e la cultura. E’ lei che immagina di impiegare – tramite il fondo “Vision 2030” creato per incentivare investimenti in cultura, innovazione e arte – mezzo miliardo di euro per trasformare l’edificio icona dell’ingegneria italiana in un nuovo centro d’arte. Ma non solo.

Secondo alcune indiscrezioni il progetto del Qatar per il Palazzo del Lavoro sarebbe un’operazione di più ampia portata, che mira a creare a Torino un nuovo polo d’eccellenza. La vocazione principale sarebbe quella di un centro espositivo internazionale dedicato all’arte, che potrebbe ospitare mostre di alto profilo e collezioni permanenti, proiettando il Palazzo del Lavoro sulla mappa del panorama artistico globale. Ma nel polo ci sarebbe spazio anche per formazione e ricerca. Si ipotizza di utilizzare alcune aree del complesso per la formazione e la ricerca in ambito medico e sanitario in sinergia con la vicina futura “Città della salute”, favorendo – accanto al centro d’arte – lo sviluppo di un hub di innovazione e conoscenza. Un’ipotesi di cui hanno discusso il sindaco Stefano Lo Russo e il presidente della Regione Alberto Cirio nelle recenti missioni istituzionali a Doha, mirate a rafforzare le relazioni con il Qatar.

Una veduta interna di Palazzo del Lavoro (Foto Open house)

Con il polo dell’arte un hub di ricerca sulla salute

C’è da augurarsi che il progetto si concretizzi in tempi rapidi per cancellare quel colpo al cuore che si prova ogni volta entrando in Torino da Sud: il capolavoro di Nervi completamente abbandonato. Non è così. Miano, che ha compiuto anche un sopralluogo tra le storiche arcate, conferma che Cdp ha speso due milioni e mezzo per consolidare la struttura e metterla in sicurezza, evitando che si deteriori ulteriormente. Ma chi passa in corso Unità d’Italia ha tutta un’altra impressione.

Pier Paolo Luciano