Martedì 17 sarà davvero difficile decidere dove portare le orecchie a gioire. 
La sfida a suon di musica di ottimo livello, è tra il programma del Lingotto Giovani, nella Sala Cinquecento dove Sébastian Jacot, vincitore dell’Internationaler Musikwettbewerb der ARD di Monaco di Baviera insieme a Lucas Buclin ci porteranno a passeggio con un programma che prende le mosse dalla Ballade (1939) di Frank Martin, massimo compositore svizzero del Novecento. Seguono i Fantasiestücke op. 73 (1849) di Robert Schumann, destinati originariamente a clarinetto o violoncello con accompagnamento di pianoforte e qui eseguiti in una insolita versione per flauto. Ispirata all’omonimo racconto di Friedrich de la Motte Fouqué, la Sonata op. 167 «Undine» (1882) di Carl Reinecke narra la tragica storia di una Ondina, spirito acquatico del folclore germanico, mentre Le merle noir (1951) è una breve pagina che rispecchia gli interessi di Olivier Messiaen nell’ambito ornitologico, scritta per testare le abilità dei flautisti candidati all’ammissione presso il Conservatorio di Parigi. Chiude la serata la Fantaisie brillante sur l’opéra Carmen de Georges Bizet di François Borne, unica opera dell’autore ancora oggi in repertorio e paradigmatico esempio di quella fioritura ottocentesca di trascrizioni, parafrasi e fantasie basate su temi celebri delle più note opere del teatro musicale.
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Sébastien Jacot

Ma attenzione perché l’altro contendente i melomani della città non è da meno.
Infatti Per il primo appuntamento 2017, l’Orchestra Filarmonica di Torino mette in scena la sfida tra un temerario compositore di oggi – Fortunat Frölich, che ha composto per OFT 7 note, in prima esecuzione assoluta – e  Ludwig van Beethoven, del quale come antitesi va in scena la Sinfonia n. 5 in do minore op. 67. Sul palco, accanto all’Orchestra Filarmonica di Torino ed a Nathan Brock, direttore celebrato per le sue profonde interpretazioni, ci sarà la violinista Suyoen Kim, talento straordinario dal 2014 partner artistico di OFT, con la quale ha incantato il pubblico di Piazza San Carlo durante il Torino Classical Music Festival 2016.
OFT - Suyoen Kim

Suyoen Kim

Quando venne presentata, alla leggendaria serata natalizia del 22 dicembre 1808, nella quale Beethoven eseguì in prima assoluta anche altri capolavori, l’impatto che destò nel pubblico la Sinfonia n. 5 fu da subito enorme. Plasticità scultorea, un gioco di variazioni minute subito percepibili all’ascolto, forza espressiva e coerenza di condotta, energia incalzante e capacità di occupare lo spazio uditivo e psichico dell’ascoltatore, esposto alla potenza di un’immaginazione straripante… Ancora oggi, per quanto sia forse l’opera del repertorio più conosciuta al mondo, e comunque la Sinfonia di Beethoven più registrata in tutta la storia della discografia, il suo fascino non si stempera e la sua forza non si perde. ”Solo in una puntata dei Simpson, geniale e corrosiva come sempre, dopo aver ascoltato le prime note il pubblico si alzava pensando che l’essenziale fosse tutto lì: «abbiamo già sentito il ta-ta-ta-ta, il resto è sciacquettio», diceva uscendo Lou il poliziotto ad un incredulo clone di Karajan sul podio. In realtà – scrive il critico Stefano Catucci – proprio la ripetizione di quel motto ci cattura e ci sfida a riconoscerlo, a inseguirlo in fondo alle sue riapparizioni, ai suoi mascheramenti, a lasciarcene catturare e sorprendere come se dalla prima volta in cui l’abbiamo ascoltata, nella vita, nessun’altra esperienza musicale e nessuna stanchezza fosse riuscita a mitigarne l’effetto”.
OFT - Nathan Brock

Nathan Brock