Il cantastorie, il bardo, il trovatore/poeta è la mitologica figura che scavallando i secoli ha raccontato le storie del proprio tempo e degli uomini. In epoche molto distanti fra loro ha percorso le umane vicende: dall’inferno delle guerre ai sentimenti e ai sussurri d’amore, dalle usanze di corte a quelle della gente comune, dalle serate di festa, alle “veglie” di famiglie e di intere comunità. Per secoli i cantastorie hanno parlato, raccontato e scritto e intanto il sapere del mondo piano piano si è riversato nel DNA umano e dagli antenati è arrivato fino alle nostre vite.

E’ questo stesso filo teso che definisce l’attività e la passione di uno dei cantori del nostro tempo, l’antropologo e ricercatore Remo Schellino.
A questo antico “mestiere” Remo ha aggiunto una particolarità dei nostri tempi: ha riversato su pellicola ogni ricerca ed ogni intervista, realizzandola appunto con l’ausilio della sua macchina da presa, e divenendo nel contempo regista di tutte le sue produzioni. Oggi, dopo più di trent’anni di lavoro, ha all’attivo una serie impressionante di testimonianze. Una mole di documentazione che ha preso forma di film, documentari, trilogie. Un vasto retaggio di memoria di tutta una collettività.
Remo nasce nel cuore delle Langhe, a Dogliani, negli anni difficili e poveri del secondo dopoguerra, anni che già si affacciano al nuovo e al progresso, ma ancora restano tenacemente attaccati all’essenza contadina di queste terre. Quest’essenza l’ha succhiata con il latte, l’ha assorbita negli anni e fatta sua. E alla fine il ricercatore curioso che è in lui ha fatto in tempo a raccoglierne l’anima e la ricchissima memoria.
A Farigliano c’è la sua “fabbrica”, ovvero lo studio dove scrive, elabora e custodisce chilometri e chilometri di pellicola. Qui è il cuore, il punto fermo dell’attività: si chiama Polistudio, ed è la sua piccola casa di produzione cinematografica. Dalla Polistudio i “chilometri di pellicola”, ovvero i film, di chilometri ne percorreranno ancora tanti, al seguito del progetto Schellino: il cinema itinerante. Si parte con la sua autovettura: una Renaul 4 con la scritta sulle fiancate: Cinema itinerante Terra, cielo ed altre storie, sulla quale vi è anche la necessaria attrezzatura.

E si viaggia; curve, stradoni e colline. Si raggiungono i paesi e le piazze dei paesi, i teatri e le sale. Si va ovunque, si va dove vengono richieste le sue serate di cinema all’aperto: da Bossolasco a Dogliani, a Cherasco, a Cuneo, ad Alba, a Torino.
Meritava assistere a qualcuno degli spettacoli a Bossolasco, dove sono stati proiettati, in questo caldissimo agosto, uno ogni giovedì, i film della trilogia: Venire al Mondo, Stare al mondo e Andare all’altro mondo”, il senso compiuto di ogni vita. Si parte dai racconti delle levatrici, importanti figure di riferimento in ogni comunità, a colloquio con la loro infinita esperienza, gestrici dell’atto più alto dell’esistenza, quel “levare” che fa entrare una vita nel mondo. Si prosegue con il multiforme racconto dello Stare al mondo “per scelta o per destino”. E qui le voci restituiscono una dignità spesso negata all’universo femminile in epoche passate. Vi sono quelle della “scelta”, ovvero della ricerca di indipendenza, ma anche quelle del “destino”, una “non scelta” incolpevole eppure dignitosa. Tra le intervistate, la cuoca del presidente Luigi Einaudi nella sua casa di Dogliani; quella di una maestra elementare diventata primo sindaco donna in Piemonte, quella di una suora Priora generale di un convento, e quella della storica titolare di un dancing famoso e lungamente frequentato. L’ultimo capitolo della trilogia è un commovente e delicato racconto intorno alla morte, con i riti, le credenze, la profondità e la ricchezza della memoria.

Nella lista dei docufilm che suscitano maggiore interesse c’è un titolo che appare inusuale: In verità vi dico. Il sottotitolo recita “Storie di uomini”. Qui si tocca un argomento inusuale, che corre tra il sacro e il profano. Sono le voci dei parroci e la domanda sottesa attiene alla scoperta, alla rivelazione dell’animo di chi vive dedicandosi agli altri ma risponde a se stesso, alla propria fede e ai dubbi, con la fragilità e la coscienza di ogni essere umano.
Mariuccia Assola
Ricchissime per tutto settembre fino ad autunno inoltrato le serate nelle quali saranno proposti i film e i documentari: un’occhiata al sito di Remo vi terrà aggiornati: www.remoschellino.it
Calendario delle ultime proiezioni in programma:
2/9 PIEVE A NIEVOLE /PISTOIA CERCANDO ENRICO (Berlinguer)
15/9 ALBA IN VERITA’ VI DICO – Storie di uomini
8/10 CUNEO IN VERITA’ VI DICO – Storie di uomini


