Varcare la soglia del nuovo stabilimento di Leone 1857 a Collegno non significa semplicemente entrare in un sito di produzione, ma compiere un vero e proprio salto temporale e concettuale. Progettato dallo studio milanese Piuarch, con il progetto museale curato dal Luca Molinari Studio, il nuovo complesso da 7.000 metri quadrati battezzato “La Fabbrica della Felicità” reinventa il concetto di manifattura industriale, trasformandolo in un’esperienza visiva, sensoriale ed emotiva.

Già dall’esterno, la struttura dichiara la sua particolare identità. Le facciate esterne sono state realizzate con lamelle verticali di ceramica dal tipico colore rosso-arancio, interrotte dall’inserimento di elementi in ceramica di diverse tonalità. Questa scelta cromatica non è casuale: le lamelle multicolori richiamano la vivace policromia delle celebri scatoline di caramelle Leone, un’icona che accompagna torinesi e appassionati da quasi 170 anni. Nel loro insieme, gli elementi ceramici agiscono come un sipario architettonico che si schiude, invitando il visitatore a lasciarsi alle spalle il mondo esterno ed entrare in una scatola di pastiglie.
L’elemento che cattura immediatamente l’attenzione osservatore è l’accurato uso del colore e dei volumi. L’estetica attinge a piene mani dalle cromie iconiche delle celebri scatoline di latta: rosa cipria, azzurro carta da zucchero, giallo canarino e verde menta s’intrecciano in una composizione geometrica e simmetrica che rimanda inevitabilmente alla cinematografia di Wes Anderson. Proprio come nei set di The Grand Budapest Hotel o The French Dispatch, ogni dettaglio geometrico appare studiato per creare una scenografia viva. Le campate luminose, le grandi vetrate che aprono la vista sui macchinari in funzione e gli arredi dalle linee vintage evocano quell’eleganza retrò e rigorosa, ma al tempo stesso giocosa, tipica del regista americano.

Oltre l’impatto cromatico, ciò che rende straordinaria la struttura è la sensazione di sospensione spaziale e temporale. Entrare nello stabilimento significa isolarsi dal ritmo convulso dell’esterno per immergersi in un “sistema diverso“, regolato da leggi proprie.
Il percorso espositivo si snoda sopra le linee produttive, le abbraccia, attraverso passerelle e affacci trasparenti, permettendo ai visitatori di osservare la lavorazione delle caramelle e del cioccolato senza interruzioni. Questo dialogo continuo tra il lavoro artigianale e il percorso d’esplorazione crea un’atmosfera quasi ovattata, dove il tempo sembra rallentare e la realtà industriale sfuma in una fiaba architettonica.

L’opera rappresenta anche un modello di architettura sostenibile: l’impianto sfrutta pannelli fotovoltaici, sistemi di recupero dell’acqua piovana e materiali naturali e riciclabili, integrando ampie vetrate per massimizzare l’uso della luce naturale e la continuità con il verde circostante. Con un investimento significativo nel territorio torinese, intorno ai 20 milioni di euro, Leone 1857 non ha inaugurato solo una fabbrica, ma un vero e proprio polo esperienziale in grado di fondere storia, design d’avanguardia e la magia senza tempo dell’alta pasticceria. A poca distanza da Torino c’è un museo tutto nuovo da gustare con occhi e con la gola.


