Domenica 24 maggio a Giaveno, dalle 10,00 alle 18,00 presso il parco dell’Istituto Pacchiotti (oggi Casa di Carità Arti e Mestieri), in via Pacchiotti 51, si terrà l’edizione zero di “Giaveno, dai Celti al medioevo”, una rievocazione storica patrocinata dalla città di Giaveno e organizzata dalla Associazione storica culturale Compagnia 1016 del Drago, dell’Orso e del Cinghiale congiuntamente con l’Associazione storica di divulgazione della cultura celtica Terra degli Adanates, giavenese e curatrice di uno spazio didattico aperto al pubblico nella frazione di Mollar dei Franchi.
L’ingresso è gratuito, ottemperando alla volontà di fare divulgazione in modo semplice e aperto a tutti.
Alberto Busca e Ugo Giai Gischia, entrambi giavenesi, presidenti delle due associazioni e curatori della sala didattica celtica, hanno trovato l’appoggio forte e convinto del Sindaco Stefano Olocco che, credendo all’iniziativa, ha messo in campo il suo staff per rendere possibile un evento di indubbia attrattiva e che potrebbe diventare appuntamento fisso. L’ufficio turistico, nelle persone di Caterina e Daniele, il dipartimento dei lavori pubblici, con Elena Paviolo e la segreteria dell’ufficio del Sindaco, con Simone Baglivo, insieme con il Comando della Polizia Locale, capitanata dal Comandante Gianni Franchino, si sono adoperati per rendere possibile l’iniziativa, curandone gli aspetti organizzativi che la rendessero fruibile, in tutta sicurezza, al pubblico che si prevede numeroso e che si unirà al concomitante mercatino delle pulci che invaderà simpaticamente le vie del centro.


La rievocazione storica, lungi dallo strizzare l’occhio a simili manifestazioni orientate al fantasy, avrà carattere prettamente filologico, offrendo uno scorcio di vita dei nostri antenati con accampamenti, abiti e arredi rigorosamente storici.
La formula è quella dell’accampamento didattico aperto al pubblico dove i rievocatori saranno a disposizione per spiegare e dare dimostrazioni di tecniche di combattimento, artigianato ed antichi mestieri, tinture, lavorazione del ferro e del cuoio. Una sezione dell’evento sarà dedicata alla musica con un’esposizione di strumenti musicali storici, spiegati dallo psicologo Lorenzo Tamagnone e con le perfonmances di suonatori che intratterranno gli ospiti che vorranno visitare il campo: Gli AlnusLyra con musiche Franco provenzali popolari e i Mystiknot con musiche popolari norrene. Non mancheranno spettacoli di giullaria e impro teatrali, gestite da Lorenzo Tamagnone (in arte LaurieBlas de Malomodo) e Luca Vallino, esperto di giocoleria e scherma medievale. Altrettanto attrattiva sarà la forgia storica di Midgrad Forge.
Gli accampamenti accompagneranno il visitatore in un viaggio multiepocale che partirà dai Celti, transitando attraverso gli antichi Romani per arrivare fino al medioevo dei Templari, dei Vichinghi, dei Longobardi e delle più moderne compagnie mercenarie del 1400 e del 1500. Un itinerario che passerà attraverso le suggestioni degli antichi mestieri, dalla lavorazione del ferro a quella del cuoio, dal telaio alle sostanze per comporre le tinture, fino ai rapaci del falconiere “Noctus”.
A dar corpo alla varietà di periodi storici rappresentati saranno diversi gruppi di rievocazione storica, oltre alla Compagnia 1016 e Terra degli Adanates e provenienti da tutto il Piemonte: Ars bellum, Condotta mercenaria, Compagnia del Lupo, Conti Vagnone di Trofarello, Figli di Hela, Pedites Gaudentes, Legio Adamantina, Clan Saille, Fara di Belmonte. Insieme apriranno la manifestazione con una sfilata che a partire dalle ore 11,00, occuperà le vie del centro cittadino per poi tornare al parco del Pacchiotti dovrà avrà luogo il resto dell’evento e l’apertura al pubblico degli accampamenti. Da non perdere “la lizza degli eroi”: una serie di duelli ad eliminazione diretta in cui si scontreranno combattenti di diverse epoche, utilizzando ognuno le proprie tecniche di duello.

Non mancherà l’avvicinamento all’arco storico, gestito dai Pedites Gaudentes, istruttori certificati che daranno modo anche al pubblico di provare un’esperienza indubbiamente nuova e coinvolgente.
Un importante contributo culturale arriverà da una miniserie di conferenze di trenta minuti ognuna, che si terranno dalle 16,00 alle 18,00 presso l’aula magna dell’Istituto Pacchiotti che ospiterà l’intero evento. Interverranno storici e divulgatori del calibro di Mauro Minola, storico e saggista, che racconterà “Antichi Romani in Val di Susa e Valsangone”, Gianfranco Bongioanni, divulgatore storico specializzato in archeologia, che parlerà di “Riti nella pietra: espressioni di megalitismo” e Katia Bernacci, saggista e divulgatrice storica, che racconterà “Medioevo segreto, leggende, enigmi e scoperte sorprendenti”.
Katia Bernacci, torinese, editrice per Yume editore, oltre che divulgatrice e saggista, scrive: “Quale luogo potrebbe essere migliore di Giaveno, la Gavensis già citata nella Cronaca della Novalesa, per parlare dei misteri del Medioevo? Lungo la via francigena si sviluppavano i commerci e si diffondeva la cultura, la stessa che in questi giorni si respirerà nella rievocazione Giaveno Multiepoca. Si apriranno gli scriptorium ed emergeranno i segreti di un’epoca affascinante e unica.”

Così anche Mauro Minola, giavenese, storico specializzato sull’area valligiana torinese e sulle strutture militari, nonché autori, tra gli altri, di uno splendido libro sugli Egizi a Torino, anticipando il tema della propria conferenza dice: “I Romani in Valle di Susa e Val Sangone” è un viaggio nella storia antica delle Alpi occidentali, tra strade consolari, commerci, valichi strategici e testimonianze archeologiche. Vedremo la romanizzazione del territorio attraverso i principali siti della valle, da Segusio all’enigmatico Ocelum, fino ai ritrovamenti della Val Sangone e all’antico Vicus Gavensis, origine romana di Giaveno. Un approfondimento storico che mette in luce il ruolo fondamentale di queste vallate nei collegamenti tra Italia e Gallia durante l’età romana.”
Sotto l’ala coperta dell’Istituto saranno inoltre presenti due stand di Editori, interamente dedicati alla storia: la giavenese Gondour Edizioni del gruppo MarcoValerio e facente capo al Centro Studi Silvio Pellico, di via XX settembre 13, e la torinese Yume editore, specializzata in saggistica storica.
Alberto Busca

