Bene ha portato lo sguardo attonito, esterrefatto e stupito dell’attrice Barbara Steele, alla trentasettesima edizione del Torino Film Festival, che lampeggiava dai manifesti. Una locandina giocata sula forza dello sguardo incorniciato nel mascara, del fascino e della memoria per i film che questa attrice ha girato inserendosi a diritto come icona dell’horror italiano e straniero.

Torino Film Festival

Un Festival nel complesso ben riuscito, apprezzato e vissuto con il tipico piacere dell’inedito, della ricerca e del film da ricordare perché le sale mainstream non lo distriburanno.

Ma venendo ai dati concreti, il Festival ha registrato  61.000 presenze, 2.090 accreditati (stampa e professionali/industry), 26.165 biglietti singoli, 674 gli abbonamenti venduti e 234.000 euro di incasso.

Nell’edizione 2018 le presenze sono state 62.500, 2.161 accreditati (stampa e professionali/industry), circa 26.700 biglietti singoli, 644 gli abbonamenti venduti, per un totale di 236.000 euro di incasso.
Alla luce di questi elementi, i dati del 37 Torino Film Festival restano in linea con quelli della precedente edizione. Una conferma della rilevanza e del livello che il Torino Film Festival mantiene nel panorama dei festival cinematografici italiani.

Torino Film Festival

L’occhio di Barbara Steele

Quindi qualche giornalista e spettatore in meno, peccato, qualche abbonamento venduto in più e purtroppo una flessione di incasso. 

Il Direttore artistico, Emanuela Martini ci ha detto di essere soddisfatta, ha visto sale piene, code, e retrospettive in grado di richiamare curiosità e interesse. Carlo Verdone ha dato un buon apporto e la sua gentilezza comunicativa è stata di sicuro valore.

Alla domanda se la politica, che finanzia e dovrebbe manifestare interesse per il Festival, si fosse vista nelle sale, la direttrice risponde che l’unica cosa che controlla accuratamente è la fila della giuria d’onore, e quella non è mancata; gli esponenti politici non si sa, in genere siedono in prima fila, peccato che al cinema sia quella dove lo spettacolo si vede peggio. Sarà per quello che nessuno li ha incontrati.