convegno | GazzettaTorino https://www.gazzettatorino.it/wordpress Testata giornalistica dedicata all’informazione locale Wed, 28 Aug 2019 06:37:20 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.7 Allergologi e pneumologi in un convegno internazionale sulle patologie asmatiche. https://www.gazzettatorino.it/wordpress/asma/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/asma/#respond Thu, 11 Jan 2018 09:43:45 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=18273 Patrocinato dalla Scuola di Medicina dell’Università di Torino Al Centro Congressi Torino Incontra si svolgerà il Convegno Internazionale “Meet the Experts in Severe Asthma”, venerdì 12 e sabato 13 gennaio 2017, al che porta nel capoluogo piemontese i nomi più prestigiosi della pneumologia a livello internazionale.  Il percorso di questo Congresso Internazionale, organizzato con il patrocinio […]

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Patrocinato dalla Scuola di Medicina dell’Università di Torino

Al Centro Congressi Torino Incontra si svolgerà il Convegno Internazionale “Meet the Experts in Severe Asthma”, venerdì 12 e sabato 13 gennaio 2017, al che porta nel capoluogo piemontese i nomi più prestigiosi della pneumologia a livello internazionale. 
Il percorso di questo Congresso Internazionale, organizzato con il patrocinio della Scuola di Medicina dell’Università di Torino, partirà dalla definizione di asma grave per poi affrontare le variabili nella fenotipizzazione del paziente, la sua gestione clinica, le terapie presenti e le prospettive terapeutiche future.
Una intensa due giorni che ha come obiettivo quello di far crescere tra gli specialisti allergologi e pneumologi la capacità di identificazione del paziente asmatico grave, per poter successivamente indirizzarlo alla più appropriata terapia personalizzata.

Scuola di Medicina dell'Università di Torino

Torino Incontra

Sulla base di questa condizione patologica, la parola chiave nella valutazione clinica è appunto fenotipizzazione, dove per fenotipo si intendono le caratteristiche osservabili di un organismo dovute all’interazione tra patrimonio genetico e fattori ambientali che sono relativamente stabili nel tempo.
I Fenotipi sono definibili sulla base di fattori clinici come abitudini di vita (ad es. gli asmatici fumatori) o comorbilità (obesità, rinosinusite, reflusso gastroesofageo), della valutazione funzionale (come l’asma con ostruzione delle vie aeree non più reversibile) e del tipo di infiammazione misurabile con metodi non-invasivi e invasivi. Prima di definire un paziente affetto da asma grave è necessaria quindi una valutazione più approfondita per escludere diagnosi alternative all’asma e per eventualmente riconoscere altre forme di asma non-grave prendendo in considerazione fattori di aggravamento, comorbilità, aderenza alla terapia, controllo della malattia nel tempo.
«Qualcuno, forse provocatoriamente, – spiega il prof. Fabio Ricciardolo, docente di Malattie dell’Apparato Respiratorio presso il Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologichedell’Università di Torino e responsabile scientifico del convegno – sostiene che i pazienti con asma grave siano quelli non trattati. Di sicuro però, esiste circa un 10% di pazienti asmatici che non sono omologabili alla rimanente parte in cui l’asma può essere trattata appropriatamente e con una buona compliance del paziente. Per loro il controllo dell’asma è ottenibile solo con alte dosi di terapia farmacologica o, più frequentemente, non è raggiungibile per la gravità della malattia o per la presenza di comorbilità. Loro forse non la chiamano per nome, ma ciascuno conosce bene come si manifesta la propria particolare forma d’asma e l’affronta ogni giorno e ogni notte; si potrebbe dire ogni volta che respira. L’asma grave è una patologia molto invalidante e ancora sottovalutata. Noi siamo qui per loro. Anzi, noi siamo qui per ognuno di loro. Lev Tolstoj, in “Anna Karenina”, scriveva: “Tutte le famiglie felici si assomigliano, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”. Ecco, lo stesso vale per gli asmatici gravi».

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L'odiosamata Torino rende omaggio al suo "Guido". Il poeta Guido Ceronetti compie novant'anni. https://www.gazzettatorino.it/wordpress/18091-2/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/18091-2/#respond Tue, 28 Nov 2017 11:54:20 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=18091 Il 15 novembre, nel palazzo Dal Pozzo della Cisterna di Torino, ha avuto luogo il Convegno “Guido Ceronetti, torinese fuori ordinanza, poeta contro il conformismo e il consumismo”, col quale il Centro Pannunzio, con il patrocinio della Città metropolitana di Torino,  ha voluto rendere omaggio all’intellettuale torinese in occasione del recente compimento del novantesimo anno […]

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Kaminski, Rota, Biondi, Ramella, Vecellio

Il 15 novembre, nel palazzo Dal Pozzo della Cisterna di Torino, ha avuto luogo il Convegno “Guido Ceronetti, torinese fuori ordinanza, poeta contro il conformismo e il consumismo”, col quale il Centro Pannunzio, con il patrocinio della Città metropolitana di Torino,  ha voluto rendere omaggio all’intellettuale torinese in occasione del recente compimento del novantesimo anno d’età, indagando i vari aspetti del suo genio poliedrico: la poesia, il giornalismo, le straordinarie traduzioni dei poeti latini- in particolare di Catullo-  le traduzioni dall’ebraico antico dei testi biblici, il Teatro dei Sensibili, nonchè la sua convinta scelta vegetariana, “un’incrinatura sensibile all’uniformità sociale, dettata da un così alto rispetto per gli animali da potersi considerare essa stessa una nobile manifestazione di pensiero.
I temi sono stati sviluppati da Valter Vecellio, vicecaporedattore di Rai 2 e direttore di Notizie Radicali, Sarah Kaminski, traduttrice e docente di ebraico all’Ateneo di Torino,  Carmen Nicchi Somaschi, Presidente dell’Associazione Vegetariana Italiana; Giovanni Ramella, critico letterario e indimenticato preside dello storico Liceo Classico D’Azeglio di Torino, e da Gilberto Giuseppe Biondi, docente di letteratura latina all’Università di Parma e direttore del Centro Studi Catulliani, che, commentando appassionatamente la sua preziosa edizione Millenni dell’Einaudi,  ha saputo coinvolgere il folto pubblico in tutto l’incanto e il tormento degli splendidi frammenti dedicati a Lesbia nella versione ceronettiana.

Guido Ceronetti

Che Torino dedichi  un omaggio a Guido Ceronetti può apparire quasi paradossale, dati i sentimenti controversi che l’anomalo intellettuale nutre per la sua città, dalla quale si è allontanato nel 2009, preferendole il refugium di Cetona, borgo medievale fra le colline senesi, dove vive da moderno anacoreta, lontano dai siparietti chiassosi della mondanità e dei luoghi comuni. Cosi simile, in questo suo atteggiamento, a un altro grande torinese sui generis, il conoscitore di segreti Elémire Zolla, che detestava la sua città natale, e che proprio all’amico Ceronetti- come lui emarginato dall’intellighenzia allineata, e come lui ritiratosi in aristocratico esilio in Toscana- dedicò alcune pagine evocatrici della sua infanzia in una Torino oppressa dal grigiore post- industriale, dove il geniale bambino Zolla si aggirava smarrito, cercando invano, in qualche suo scorcio, un frammento di bellezza.
Dalla fine degli anni Sessanta, quando lo stesso Zolla pubblicò sulla rivista Conoscenza religiosa un saggio ceronettiano in difesa della luna, nel quale l’autore esprimeva tutto il suo sdegno nei confronti dell’allunaggio, da lui considerato uno stupro e un’esplosione di stupidità umana (“Giù le mani dalla luna!” , gridava agli astronauti), il Filosofo Ignoto ha percorso il suo sentiero solitario di gnostico non irretito da facili ottimismi, di profeta di catastrofi e sventura, persuaso dell’inestirpabilità del male nel mondo e dell’esistenza di una pianificazione nella stupidità umana contemporanea.
Bersagliato da polemiche, definito antimodernista a reazionario dalla cultura omologata per i suoi sfottò alla New Age, per le sue ferme prese di posizione contro i trapianti d’organo, contro lo strapotere dello Stato del Vaticano sull’Italia- da lui avvicinato a quello della Cina sul Tibet-, contro l’ ondata migratoria, a suo parere inevitabile premessa di guerre sociali e religiose, Ceronetti, come un chirurgo impietoso, cauterizza con la parola, affidando le sue opinioni scomode a una prosa ribollente di indignazione e folgorante nelle metafore, nella quale perfino i suoi più meticolosi detrattori sono costretti a riconoscere i toni di una remota verità.

Quando Pier Franco Quaglieni, Direttore del Centro Pannunzio, consapevole della mia ammirazione  per Ceronetti, mi affidò l’incarico di coordinare il Convegno, provai a convincere il Grand Vieux a parteciparvi, nel corso di due conversazioni telefoniche, avvenute rigorosamente allo scoccare delle 22, in osservanza a certi suoi misteriosi rituali-. “Tu mi fai vibrare di piacere”, rispose Ceronetti, piacevolmente sorpreso dall’iniziativa, “ma venire a Torino per me sarebbe un suicidio”.

Città ‘degradata’, Torino, città triste, in cui lui, così solitario, si sente irrimediabilmente solo. La sua voce pareva provenire da uno spazio ormai remoto; esile, come il suo corpo sottile e incurvato: uno schiaffo a una società sempre più ossessionata dal culto della fisicità . Una fragilità che rievoca un aforisma de Il silenzio del corpo: “Nulla, nessuna forza può rompere una fragilità infinita, elegante ossimoro nel quale, dichiarando una fragilità, l’autore ne rivendica l’invincibile forza.
Invita al convegno Vittorio, che mi conosce bene, e può parlare per conto mio”, mi consigliò Ceronetti, riferendosi al comune amico Sgarbi, che nutre per lui una straordinaria ammirazione, tanto da averne proposto la nomina a senatore a vita.
Ciò che è risultato impossibile il 15 novembre per impegni già assunti dal critico d’arte si realizzerà nel periodo natalizio; quando, su iniziativa dello stesso Sgarbi, busseremo alla porta dell’eremo  ceronettiano di Cetona per registrare una videontervista da allegare agli atti del convegno.
Chissà, magari il Filosofo Ignoto ci offrirà una tazza del suo tè giapponese, anche se, come ha dichiarato, per lui il tè in compagnia è una specie di pena.  In questi casi, infatti,  “Qualcosa ne strangola il piacere, obbligando a scambi futili di parole, e annullandone l’effetto magico sui nervi e sul pensiero”.
Marina Rota

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Il 2 febbraio abbiamo avanzato questa richiesta all’Ats – conferma Vincoli -, prevista. Conasfa su Ccnl: Collaboratori investimento più importante Viagra per le farmacie affette da disfunzione, la crescita Cialis esponenziale degli accessi nel 2019.

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I 400 colpi di Torino Spiritualità bussano per un Piccolo Me. La XIII edizione guarda all'infanzia. https://www.gazzettatorino.it/wordpress/17485-2/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/17485-2/#respond Thu, 31 Aug 2017 17:23:51 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=17485 Per collettiva fortuna ritorna Torino Spiritualità e sceglie per la sua XIII edizione un tema ed un titolo poetico e intimo come “Piccolo Me”.  Una zoomata verso l’infanzia, dove la domanda tra Restare o diventare bambini? a cui si sfugge con calcolo, come a quella se la donna o l’uomo che si è divenuti, ha […]

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Per collettiva fortuna ritorna Torino Spiritualità e sceglie per la sua XIII edizione un tema ed un titolo poetico e intimo come “Piccolo Me”. 
Una zoomata verso l’infanzia, dove la domanda tra Restare o diventare bambini? a cui si sfugge con calcolo, come a quella se la donna o l’uomo che si è divenuti, ha tradito o no i sogni e le aspirazioni di una stagione imprescindibile e determinante della vita di ognuno.
Rifiutarsi di crescere oppure ritrovare da grandi un tesoro che si pensava perduto. Dal 21 al 25 settembre Torino Spiritualità sarà il PICCOLO ME da ritrovare, cinque giorni di incontri, dialoghi e spettacoli per riflettere e magari scoprire quanto “piccolo me” vive ancora nel “grande me” che ogni adulto è diventato.
Scrive nella presentazione Armando Bonaiuto,
Inoltrandoci nell’età adulta crediamo che l’infanzia debba sfumare alle nostre spalle. Eppure non è raro scoprire che, silenziosa, l’età bambina ancora ci accompagna: fa capolino nel passo incerto della timidezza, nell’inciampo di fragilità mai risolte, nelle paure che rallentano il cammino, ma anche nell’impeto della curiosità, nello slancio che non teme l’errore, nella corsa fiduciosa dietro a visioni, invenzioni, intuizioni e meraviglie. A riconoscerla, la traccia dell’infanzia è una presenza preziosa, che varrebbe la pena custodire.

Alla complicata e fatata stagione dell’infanzia nessun film, si è accostato con maggiore coinvolgimento e delicatezza come I 400 colpi di Truffaut. Il fanciullo che diviene monello con l’incontro del mondo adulto, non compreso ne ascoltato o creduto, è un viaggio nel cuore di qualcosa che appartiene in diverso modo a tutti.

Nel finale di questo film in bianco e nero divenuto una specie di icona, si corre, a perdifiato, insieme al lungo piano sequenza, con il nostro piccolo protagonista che scappa dal riformatorio fino ad arrivare al mare, mai visto prima e metafora di tutto; del domani, del futuro, della libertà come dell’impossibilità. Nell’ultimo fotogramma, il ragazzo si gira, ci guarda serio e immobile per scoprire se qualcosa di quando eravamo piccoli è ancora vivo in noi: un piccolo me a cui fare appello.
Nell’immagine di Guglielmo Castelli che Torino Spiritualità ha scelto, c’è qualcosa di quel film, un’amarezza di fondo, una solitudine estenuata di fronte a delle dune o ad un mare grigio, gli stessi pantaloni corti e incuranti delle stagioni e una lontananza da affrontare, in piedi, senza troppa paura.
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Qui tutto il programma:
www.torinospiritualita.org

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Sensi e parole per comprendere l’Arte https://www.gazzettatorino.it/wordpress/17189-2/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/17189-2/#respond Tue, 06 Jun 2017 10:03:21 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=17189 Buone pratiche di fruizione e comunicazione dell’arte a Torino. Sensibilizzare e promuovere una nuova cultura dell’accessibilità è stato l’obiettivo del convegno Sensi e Parole per comprendere l’Arte, nell’ambito del progetto Making Sense, con il sostegno dell’UICI – Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Torino e della Regione Piemonte e ospitato al Teatro Gobetti di Torino, […]

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Buone pratiche di fruizione e comunicazione dell’arte a Torino.

Sensibilizzare e promuovere una nuova cultura dell’accessibilità è stato l’obiettivo del convegno Sensi e Parole per comprendere l’Arte, nell’ambito del progetto Making Sense, con il sostegno dell’UICI – Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Torino e della Regione Piemonte e ospitato al Teatro Gobetti di Torino, il 25 e 26 maggio scorsi.

Convegno Sensi e Parole per comprendere l’Arte

Numerosi gli enti coinvolti nel progetto tra associazioni e centri di ricerca per la disabilità visiva (Tactile Vision Onlus, Irifor Onlus, UICI), Istituzioni e Musei d’Arte (Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Pav – Parco d’Arte Vivente, Museo Nazionale del Cinema, Palazzo Madama – Museo d’Arte Antica di Torino, GAM – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, Reggia di Venaria, Museo Tattile Statale di Ancona), la Città di Torino con la Direzione Politiche Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie e il Politecnico di Torino con il Turin Accessibility Lab del Dipartimento di Architettura e Design.
Making Sense è una piattaforma laboratoriale in progress sul territorio torinese, che dal 2013 conduce una ricerca sui sensi e le parole nella fruizione dell’opera d’arte, ponendosi come finalità la comunicazione efficace di contenuti artistici, innanzitutto nei confronti dei disabili visivi, ma rivolta a tutti, attraverso i principi del design for all.
I soggetti che compongono il team di Making Sense sono Annamaria Cilento (Dipartimento Educativo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo), Orietta Brombin (Attività Educative e Formative del PAV – Parco d’Arte Vivente), Cristina Azzolino e Angela Lacirignola (Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino), Tea Taramino (Direzione Politiche Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie, Servizio Disabili, Città di Torino), Rocco Rolli (Tactile Vision Onlus) e Francesco Fratta (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Torino). Insieme, nel 2011, hanno già concorso alla stesura del Manifesto della cultura accessibile a tutti: “[…] E’ indispensabile leggere, sotto l’ottica dell’accessibilità, della fruibilità e della piacevolezza, tutti gli anelli connessi all’esperienza culturale qualunque essa sia, in modo da formare la catena dell’accessibilità, che deve consentire a chiunque di vivere un’esperienza culturale in modo appagante, soddisfacente, piacevole in condizioni di autonomia, comfort e sicurezza […]

Visita guidata LIS, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea

Ed è proprio con questi presupposti che si è aperto il convegno Sensi e Parole per comprendere l’Arte: è stata davvero un’occasione di scambio e confronto sulle buone pratiche dell’accessibilità alla cultura, attraverso la sperimentazione e i risultati ottenuti dalle diverse realtà museali sul territorio, dagli studi sulla comunicazione, in campo linguistico e dal mondo della disabilità. L’idea di progetto è stata quella di contribuire ad una ricerca accurata, e il più possibile corale, su quali siano le strategie più adatte per una fruizione universale di ogni forma d’arte.
Tra gli altri, Annamaria Cilento, responsabile del Dipartimento Educativo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ha citato il workshop Comunicare la pittura, del 13 aprile 2013, in relazione alla mostra dell’artista tedesco Gerhard Richter, Edizioni 1965-2012 dalla Collezione Olbricht, in corso in quel periodo negli spazi della Fondazione, sottolineando la partecipazione al laboratorio di soggetti vedenti e non, per favorire un confronto di tipo relazionale. Le attività includevano una sperimentazione teorica accanto alle opere, seguita da un’esperienza di pittura tattile.
Orietta Brombin, responsabile delle Attività Educative del PAV – Parco d’Arte Vivente ha introdotto all’esperienza percettiva, didattica e laboratoriale, soprattutto in relazione alla video art, attuata cercando di coinvolgere il pubblico (vedente e non) nelle gestualità e nei movimenti realizzati dagli stessi artisti performativi per attivare un processo “osmotico” tra artista, opera e fruitore.
Tea Taramino, ideatrice e curatrice di Arte Plurale, progetto di arte relazionale condotto nell’ambito della Direzione Politiche Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie, Servizio Disabili della Città di Torino, ha raccontato i risultati del suo percorso professionale iniziato nel 1982 con il Laboratorio la Galleria.
La Galleria si dedica alla valorizzazione dell’espressività delle persone con disabilità psichica e intellettiva, ne custodisce le opere e organizza workshop ed eventi culturali in collaborazione con enti pubblici e privati e dipartimenti educativi museali sul territorio. Negli anni Tea Taramino è stata curatrice e custode della collezione d’Arte Irregolare, frutto di un lavoro appassionato e continuativo, di raccolta e tutela dei manufatti realizzati dai soggetti coinvolti. La collezione è oggi inserita nel progetto regionale di valorizzazione di Arte Irregolare, Mai Visti e Altre Storie, a cura delle storiche dell’arte Beatrice Zanelli e Annalisa Pellino di Arteco.
Flavia Barbaro, responsabile del Dipartimento Educazione della GAM di Torino e Giorgia Rochas, referente, nella stessa sede, delle attività per persone disabili e famiglie, hanno presentato il progetto Solidisegni per tutti.

Laboratorio Solidisegni, GAM, Torino

Il 13 dicembre 2014, in occasione della mostra Felice Casorati. Il pensiero assorto, il Dipartimento Educazione GAM, in collaborazione con UICI, Tactile Vision Onlus e Primo Liceo Artistico di Torino ha preparato un percorso didattico interessante coinvolgendo un gruppo di 65 persone vedenti e non. Tutti i partecipanti hanno interagito tra loro e con le opere attraverso dispositivi realizzati ad hoc dagli studenti del liceo – 30 tavole tattili modulabili e scomponibili e una riproduzione della scultura Ada di Casorati – che permettessero una percezione aumentata. Per questo percorso multisensoriale Tactile Vision ha prodotto 20 disegni a rilievo e 3 schede audio, mentre l’UICI ha tradotto in braille la biografia dell’artista e 3 schede realizzate dal Dipartimento Educazione GAM. Il progetto Solidisegni è stato un momento di confronto importante e costruttivo in cui il Dipartimento Educazione GAM ha potuto attivare nuove collaborazioni – come quella con l’Istituto Sordi di Torino – per promuovere l’accessibilità, la comunicazione e l’inclusione sociale, temi inseriti quotidianamente nella progettualità didattica museale.

Anche Brunella Manzardo, referente Accessibilità del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli, Museo d’Arte Contemporanea ha portato al convegno la testimonianza della realtà museale in cui lavora, come eccellenza nel campo delle politiche di accessibilità della cultura.
Dalla collaborazione con l’Istituto Sordi di Torino e l’Ente Nazionale Sordi è nata nel 2007 al Castello di Rivoli, la prima sperimentazione in Italia dedicata all’incontro tra il mondo della sordità e l’arte contemporanea: a conclusione del percorso è stato pubblicato il primo Dizionario di arte contemporanea in LIS al mondo (Umberto Allemandi & C.). Inoltre il Castello di Rivoli è stato il primo Museo di Arte Contemporanea ad affidare la conduzione di attività divulgative a professionisti sordi, in seguito ad un percorso di formazione ad opera del Dipartimento Educazione. La formazione di guide museali sorde è una pratica essenziale per l’inclusione di soggetti con disabilità nell’attività museale.

Percorso tattile_Castello di Rivoli

Percorso tattile, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea

Si è poi consolidata anche la collaborazione con l’UICI per percorsi museali multisensoriali per vedenti e non: in particolare il Professor Francesco Fratta, non vedente e membro direzionale dell’UICI Nazionale, conduce visite guidate al museo, proponendo ai vedenti (che se lo desiderano possono essere bendati) il suo speciale approccio di avvicinamento all’arte attraverso sensorialità alternative alla vista.
Tra i progetti di inclusione culturale e sociale attivati dal Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli vi è anche Abi-tanti la moltitudine migrante. Si tratta di un gioco, risultato di un laboratorio di assemblaggio polimaterico, pensato per la piazza intesa come Agorà – luogo d’incontro e confronto – per sintetizzare i concetti d’identità e differenza e di interazione con l’altro. Gli Abi-tanti sono realizzati su base lignea, a partire da singoli elementi, da montare e rivestire con infiniti materiali, colori, segni grafici, alfabeti. Il gioco è nato per favorire nella dimensione pubblica la relazione tra le persone e la riflessione su temi etici, culturali e scientifici.

Nei due giorni di convegno – in cui è stato garantito anche il servizio di interpretariato LIS (Lingua Italiana dei Segni) – numerosi sono stati gli interventi (qui menzionati solo in parte) e da ciascuno di essi è emersa l’importanza della metodologia di comunicazione nei confronti del fruitore dell’opera d’arte: solo la semplicità espressiva conduce all’ inclusione.
Produrre didascalie chiare a corredo dell’opera che possano essere di facile lettura per tutti (seguendo i parametri indicati dalla Comunità Europea per dimensione e tipo si carattere), attivare dispositivi di sensibilità plurime, realizzando oggetti concreti che possano far accedere tutti nella dimensione percettiva dell’opera, produrre mappe tattili, narrare gli spazi museali e consentire l’immedesimazione di soggetti diversi nelle reciproche sensibilità percettive sono solo alcuni esempi di buone pratiche culturali già attive in diverse realtà museali e istituzionali nazionali.
E’ tuttavia indispensabile comprendere che, affinché tali pratiche possano essere sviluppate e costantemente aggiornate, è necessario che siano promosse, sostenute e assimilate dal grande pubblico, non come attività fuori dal comune, o dedicate a utenze specifiche, ma come risorse imprescindibili per una corretta e universale diffusione della cultura.

Abi-tanti, Torino

Abi-tanti, Torino

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Un Convegno sul lavoro e le professioni nel mondo musicale. Fare il musicista è possibile ? https://www.gazzettatorino.it/wordpress/un-convegno-sul-lavoro-e-le-professioni-nel-mondo-musicale-fare-il-musicista/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/un-convegno-sul-lavoro-e-le-professioni-nel-mondo-musicale-fare-il-musicista/#respond Thu, 16 Mar 2017 15:34:22 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=16759 Il Conservatorio statale di musica “G. Verdi” di Torino, il 18 e 19 Marzo propone una riflessione sulle professioni artistiche e dello spettacolo, attraverso il confronto tra rappresentanti delle istituzioni musicali di tradizione e quelli appartenenti a nuove realtà culturali dotate di un forte carattere innovativo: –  Cosa vuol dire oggi fare della musica e […]

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Il Conservatorio statale di musica “G. Verdi” di Torino, il 18 e 19 Marzo propone una riflessione sulle professioni artistiche e dello spettacolo, attraverso il confronto tra rappresentanti delle istituzioni musicali di tradizione e quelli appartenenti a nuove realtà culturali dotate di un forte carattere innovativo:

  • –  Cosa vuol dire oggi fare della musica e dello spettacolo una professione? Quale ruolo potrebbe avere l’Alta Formazione Musicale nell’orientare e formare gli studenti verso i diversi ambiti delle nuove professioni musicali?
  • –  Come si pone il dibattito sull’utilizzo delle risorse pubbliche rispetto alla sperimentazione e alla produzione del ‘nuovo’ rispetto alla conservazione della tradizione? Quanto le strategie politiche possono incidere sul mondo del lavoro in campo artistico?
  • –  È possibile trasformare la ‘passione’ da vuoto stereotipo a preziosa risorsa da ‘scambiare sul mercato’, aiutando i giovani musicisti a sostenersi economicamente?
    Le tematiche proposte allo studio ed alla riflessione condivisa dei relatori e del pubblico coinvolgono in modo particolare: amministratori pubblici, operatori culturali, musicisti professionisti, studenti delle Università e delle Istituzioni di Alta Formazione Artistico-Musicale.
    L’attività convegnistica – a partecipazione gratuita e integralmente aperta al pubblico – si articolerà su due giornate. È prevista una sessione mattutina con due incontri/discussione, sulle tematiche individuate e aperte al pubblico. Ogni incontro, della durata di 1 ora e 30′ ciascuno, prevede la presenza di un moderatore e di vari relatori (rappresentanti di organizzazioni, ambiti progettuali e formazioni molto differenziate).
Nella sessione pomeridiana saranno poi creati alcuni tavoli di lavoro e discussione con la presenza di un moderatore e degli ospiti (musicisti, docenti e professionisti dei vari settori) che avranno il compito di animare la discussione portando diverse esperienze e punti di vista.
I partecipanti potranno pertanto approfondire le seguenti tematiche:
1. CHE COSA FARÒ DA GRANDE…
Aspettative e reali opportunità lavorative in ambito musicale
Cosa vuol dire oggi essere un professionista della musica? È possibile immaginare il conservatorio come un’agenzia formativa in grado di offrire una preparazione ottimale che consenta un reale ingresso nel mondo musicale professionale? Come valorizzare le competenze dei docenti rispetto a questo aspetto della formazione del giovane musicista?
2. SIAMO NANI SULLE SPALLE DEI GIGANTI… Le risorse
Il ruolo delle politiche culturali rispetto al dilemma tra conservazione del patrimonio e della tradizione e investimento nella produzione del nuovo pone il problema della destinazione delle risorse. Comprendere quali siano e come si realizzino le politiche per la cultura e in particolare per la musica per i prossimi anni è tema assolutamente da non trascurare, se vogliamo mantenere un’identità culturale e creare le condizioni per far crescere artisti innovativi, creatività, quindi occupazione per tutto l’indotto.
3. CHI SIAMO, COSA FACCIAMO .. MA PER CHI? Il pubblico
L’audience development, ovvero l’ingaggio e la partecipazione del pubblico come leva per crescita di nuovi progetti e di nuove professioni musicali. Ormai non ci sono più dubbi: saranno gli spettatori i nuovi protagonisti dei progetti culturali e di spettacolo. Confronteremo significativi esempi di festival e alcuni progetti innovativi che prevedono il coinvolgimento attivo del pubblico e discuteremo insieme sul ruolo delle future politiche culturali italiane ed europee.
4. INVESTIRE LA PROPRIA CREATIVITÀ INNOVANDO Nuovi progetti a confronto
Negli ultimi anni accanto all’offerta di spettacolo tradizionale sono nati e cresciuti centinaia di nuovi progetti sfruttando i numerosi bandi dedicati all’innovazione culturale, rivolti a piccole organizzazioni formate da giovani sotto i 35 anni. Gli spazi per le nuove idee e per le collaborazioni innovative e su progetti trasversali ai linguaggi artistici possono trasformarsi in opportunità di lavoro per migliaia di giovani musicisti. Una rassegna dei progetti di successo che hanno saputo trasformare le idee in attività.
ISCRIZIONI
Per partecipare ai tavoli di discussione è opportuno prenotarsi anticipatamente inviando una email a seguente indirizzo: convegno@conservatoriotorino.eu

IL PROGRAMMA:

Sabato 18 Marzo 2017

9.00 – 9.30 registrazione dei partecipanti

9.30 – 11.00 prima sessione:

Che cosa farò da grande? Aspettative e reali opportunità lavorative in ambito musicale

Susanna Franchi, moderatore

Intervengono:
Marco Zuccarini, direttore del Conservatorio G. Verdi di Torino
Sonia Bertolini, Università di Torino
Dipartimento di Culture, Politica e Società
Massimo Russo, Università di Urbino
Lucia Di Cecca, Conservatorio di Frosinone
Emanuele Arciuli, pianista, scrittore

11.00 – 11.30 pausa
11.30 – 13.00 seconda sessione:

Siamo nani sulle spalle dei giganti… Le risorse

Intervengono:

Antonella Parigi, assessore alla cultura della Regione Piemonte
Luca dal Pozzolo, direttore dell’Osservatorio Culturale del Piemonte

Valter Vergnano, sovrintendente Teatro Regio di Torino Giorgio Pugliaro, direttore artistico Unione Musicale di Torino
Nicola Campogrande, direttore Artistico MITO

Carlo Boccadoro, direttore artistico ensemble Sentieri Selvaggi

14.30 – 16.30
Tavoli di lavoro aperti al pubblico e agli studenti, sulle tematiche del convegno con testimonianze di musicisti e docenti e operatori (iscrizione gratuita)

Domenica 19 Marzo 2017
10.30 – 12.00 prima sessione:
Chi siamo, cosa facciamo… ma per chi?… Il pubblico
Dario De Cicco, moderatore
Intervengono:
Francesca Leon, assessore alla cultura di Torino Filippo Del Corno, compositore assessore alla cultura di Milano
Ricciarda Belgiojoso, direzione artistica di
Piano City Milano
Luisella Carnelli, Fondazione Fitzcarraldo
12.00 – 13.30 seconda sessione:
Investire la propria creatività innovando. Nuovi progetti a confronto
Intervengono
Simona Martini, fondazione Fitzcarraldo Rappresentanti di progetti di innovazione culturale vincitori dei bandi 2015 e 2016
Mercato Sonato Teatroxcasa Twletteratura Jobonbon Tourné da bar Palco 5
15.00 – 17.00
Tavoli di lavoro aperti al pubblico e agli studenti, sulle tematiche del convegno con testimonianze di musicisti e docenti e operatori (iscrizione gratuita)

ore 17.30 Concerto
Coro da Camera del Conservatorio G. Verdi di Torino Dario Tabbia, direttore – Astrid Saraceni, pianoforte

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Al Salone del Libro le testate digitali del Piemonte fanno rete. https://www.gazzettatorino.it/wordpress/14934-2/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/14934-2/#respond Wed, 18 May 2016 09:36:50 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=14934 Luca Rolandi de La Voce del Popolo (www.lavocedeltempo.it), Edoardo Lombardo di Retrò Online Magazine (www.retroonline.it), Vittorio Pasteris di Quotidiano Piemontese (www.quotidianopiemontese.it) ed Edmondo Bertaina di Gazzetta Torino sono stati tra i promotori di un incontro che si è svolto nello spazio Book to the Future, al Salone Internazionale del Libro di Torino, lo scorso lunedì 15 […]

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Luca Rolandi de La Voce del Popolo (www.lavocedeltempo.it), Edoardo Lombardo di Retrò Online Magazine (www.retroonline.it), Vittorio Pasteris di Quotidiano Piemontese (www.quotidianopiemontese.it) ed Edmondo Bertaina di Gazzetta Torino sono stati tra i promotori di un incontro che si è svolto nello spazio Book to the Future, al Salone Internazionale del Libro di Torino, lo scorso lunedì 15 maggio.
Tra gli obiettivi della nuova realtà, quello di iniziare un’attività di lobbying positiva e costruttiva nell’ottica di ottenere una maggiore rappresentanza nelle istituzioni e poter garantire una maggiore qualità del prodotto giornalistico offerto. Durante l’incontro è stato lanciato un accorato appello a tutte le testate digitali piemontesi perché si possa dar finalmente vita ad una realtà associativa che rappresenti degnamente le testate digitali e che, in collaborazione con gli enti preposti, possa riconoscere pragmaticamente la qualità a garanzia dell’operato e della professionalità delle sempre più numerose voci diffuse via web.
Tema del convegno “fare rete” tra i protagonisti dell’informazione digitale e dar vita ad una forte alleanza tra i principali editori e periodici on-line per dare rappresentanza ad una forma di giornalismo in forte ed esponenziale crescita. Queste quattro realtà digitali rappresentano, insieme, fino a un milione di lettori mensili.
I promotori del progetto, inoltre, guardano avanti: «Sarà necessario – affermano – che il Piemonte consolidi il suo ruolo di capofila nella diffusione di infrastrutture per l’accesso ad internet e che si doti, in questo ambito, di policies al passo coi tempi. C’è la possibilità di farlo prima degli altri e di diventare un esempio, mantenendo così inalterati i valori fondanti e la deontologia del giornalismo anche nel mondo dei social network e della connettività continua».
L’intento del convegno è di porre una prima pietra per la costruzione del soggetto che si incaricherà di questo ruolo prevedendo una valutazione «sui soggetti che già esistono, in questo ambito, a livello nazionale».

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I camposanti non hanno rimpianti, cantavano i Baustelle. Un convegno a Torino affronta il tema. https://www.gazzettatorino.it/wordpress/13293-2/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/13293-2/#respond Thu, 10 Dec 2015 16:08:09 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=13293 CIMITERI: MUSEI APERTI. UN CONVEGNO DOMANI A TORINO I responsabili dei maggiori cimiteri monumentali d’Italia, gli esperti del settore e i rappresentanti delle istituzioni, si incontreranno a Torino per confrontarsi sul tema della valorizzazione storica, artistica, culturale e turistica dell’enorme patrimonio presente nei luoghi di sepoltura italiani. Chissà se  hanno mai ascoltato ascoltato i Baustelle cantare […]

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CIMITERI: MUSEI APERTI. UN CONVEGNO DOMANI A TORINO
I responsabili dei maggiori cimiteri monumentali d’Italia, gli esperti del settore e i rappresentanti delle istituzioni, si incontreranno a Torino per confrontarsi sul tema della valorizzazione storica, artistica, culturale e turistica dell’enorme patrimonio presente nei luoghi di sepoltura italiani.
Chissà se  hanno mai ascoltato ascoltato i Baustelle cantare Monumentale, il cui testo recita:

I cimiteri non danno pensieri,
sei tu che ti sbagli, se stanco, disperi
E piangi per colmare i buchi dell’assenza,
vive come il pieno la vacanza e non spira mai.
Quindi lascia perdere i dibattiti,
la rete, i palinsesti
per un giorno non studiare,
non chattare, ma piuttosto
stringi forte chi ti ama,
fra le mute tombe del monumentale,
non c’è Dio e non c’è male, solo vaga oscurità.

I camposanti non hanno rimpianti,
sei tu che li covi, li rendi fantasmi,
li canti per sentirne meno la mancanza,
come non bastasse l’esistenza e l’eco che fa.
Giace qui ad libitum la tua imbecillità.
Quindi lascia perdere i programmi
coi talenti, i palinsesti,
per piacere non andare a navigare sulla rete,
stringi forte chi ti vuole bene
tra le tombe del monumentale,
trovi Dio, trovi Montale, ed un’opaca infinità.

Quindi lascia perdere i salotti
coi talenti e le baldracche,
vieni all’ombra dei cipressi
dona amore, al pomeriggio
a chi sospende la sua vita
tra le urne amiche del monumentale,
di realtà e d’irreale, vieni a fartene un’idea.

I Baustelle

Organizzato da Sefit, l’associazione delle aziende di servizi funerari, con il supporto di AFC Torino e il patrocinio della Città, l’appuntamento in programma domani dalle ore 10 al centro congressi Torino Incontra si preannuncia sin dalla vigilia di sicuro interesse: sono ben centocinquanta, infatti, gli iscritti alla chiusura delle preregistrazioni, venerdì scorso. Merito dell’argomento trattato quest’anno e particolarmente sentito: la valorizzazione turistica, culturale e monumentale dei cimiteri.

Secondo una ricerca condotta tra l’ottobre del 2013 e il marzo dello scorso anno da ASCE, l’ associazione dei cimiteri storico-monumentali in Europa, i cimiteri italiani di potenziale interesse turistico sono il 55% del totale europeo, pari a 192 cimiteri dislocati nelle varie regioni. Meno della metà, all’incirca 90, sono quelli che offrono servizi, circuiti, propongono visite e si promuovono a fini turistici.
Tra questi, il Cimitero Monumentale di Torino all’interno del quale, da marzo dello scorso anno, il Comune, insieme con Afc, ha dato il via ai tour guidati, in programma ogni lunedì e nel primo weekend del mese. Sempre qui, nell’ambito degli appuntamenti di Torino Spiritualità, a settembre si sono ritrovati in tanti per assistere alla lettura da parte dello scrittore Paolo Nori del racconto di Tolstoj :“La morte di Ivan Il’ič”.
Una innovazione – racconta l’Assessore ai Servizi Cimiteriali, Stefano Lo Russo – per verificare come anche a Torino il cimitero possa diventare un vero e proprio spazio culturale a cielo aperto. Come succede da anni all’estero, dove in questi spazi sono programmate iniziative e manifestazioni culturali. Luoghi finora non adeguatamente valorizzati, ricchi di opere d’arte, per la cui conservazione e tutela è auspicabile – spiega Lo Russo – l’estensione dell’Art Bonus, il provvedimento che ha introdotto sgravi fiscali per i privati che effettueranno donazioni agli enti pubblici per la tutela delle opere storiche e artistiche.”
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Nel cielo torinese delle start up volano i Business Angel. https://www.gazzettatorino.it/wordpress/nell-cielo-torinese-delle-start-up-volano-i-business-angel/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/nell-cielo-torinese-delle-start-up-volano-i-business-angel/#respond Tue, 17 Nov 2015 10:06:06 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=12997 Il ruolo dei Business Angel nel successo delle startup Martedì 17 novembre 2015, ore 14,30 – Torino, via Vela 17 Non saranno poetici, consapevoli e saggi come gli angeli del film Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders, ma perlomeno possiedono il senso pratico dell’economia questi angeli del business piemontesi. Il  loro ruolo si concentra nello sviluppo […]

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Il ruolo dei Business Angel nel successo delle startup
Martedì 17 novembre 2015, ore 14,30 – Torino, via Vela 17
Non saranno poetici, consapevoli e saggi come gli angeli del film Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders, ma perlomeno possiedono il senso pratico dell’economia questi angeli del business piemontesi.
Il  loro ruolo si concentra nello sviluppo delle nuove realtà imprenditoriali: come dei veri e propri angeli, affiancano le realtà nascenti, entrano a far parte del progetto, si assumono i rischi di investimento e guidano la startup verso la fase successiva.
Alla loro figura è dedicato Business Angel si diventa, meeting in programma martedì 17 novembre, organizzato dalla Società Consortile OGR-CRT (nell’ambito del progetto Cantieri OGR) e dal Club degli Investitori, in collaborazione con 42Accelerator e l’Unione Industriale di Torino.
Nel corso dei lavori verrà tracciato un quadro del panorama generale in cui si muovono i Business Angel in Italia e all’estero, si racconteranno le case history di chi “ce l’ha fatta” tramite le voci di founder e angel coinvolti, per terminare con una tavola rotonda su cosa si può fare oggi per sostenere e incrementare il ruolo dei BA in Italia.
Ad aprire i lavori Licia Mattioli, Massimo Lapucci e Giancarlo Rocchietti, rispettivamente Presidente dell’Unione Industriale Torino, Direttore Generale Società Consortile OGR-CRT e Presidente Club degli Investitori.
A seguire le analisi di Vincenzo Capizzi, Professore Ordinario Università del Piemonte Orientale e Docente SDA Bocconi, Francesco Marini Clarelli, fondatore di IAG e Sophie Manigart, Professore e Fondatore BAN Vlaanderen, primo Business Angel Network belga: l’obiettivo sarà quello di dare una panoramica sulle caratteristiche dei Business Angel, varcando i confini nazionali, attraverso la testimonianza di un’ospite di fama internazionale come Sophie Manigart.
Nella parte centrale saranno protagoniste tre case history raccontate dalla viva voce dai diretti interessati: a portare la loro esperienza diretta saranno fondatore e business angel di MyTable, SeoLab e Win Medical.
A chiusura una tavola rotonda in cui si discuteranno le modalità di coinvolgimento e di sviluppo del ruolo dei Business Angel in Italia, analizzando l’importante ruolo che questi ultimi possono giocare nella crescita di nuove imprese, soprattutto sul proprio territorio di riferimento. Ne parleranno Marco Bicocchi Pichi, Presidente Italia Startup; Paolo Anselmo, Presidente Iban; Domenico Nesci, Presidente Angel Partner Group, Cristina Tumiatti, Board Member Invitalia Ventures e Presidente GGI Torino e Enrico Cattaneo, Managing Partner 42Accelerator; coordina i lavori il giornalista de La Stampa Luca Fornovo.

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La città. Pensata, costruita e in divenire nel convegno dove il Disegno è il medium per intenderla. https://www.gazzettatorino.it/wordpress/la-citta-pensata-costruita-e-in-divenire-nel-convegno-dove-il-disegno-e-il-medium-per-intenderla/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/la-citta-pensata-costruita-e-in-divenire-nel-convegno-dove-il-disegno-e-il-medium-per-intenderla/#respond Mon, 14 Sep 2015 14:54:41 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=12248 Il Politecnico di Torino ospita il 37° convegno internazionale dei docenti della rappresentazione e il congresso annuale della Società Scientifica “Unione Italiana per il Disegno”, per condividere esperienze su come ripensare la Città a partire dal disegno che diventa osservatorio privilegiato e mediatore attivo di conoscenza dal 17 al 19 settembre 2015   Osservare, disegnare, leggere, […]

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Il Politecnico di Torino ospita il 37° convegno internazionale dei docenti della rappresentazione e il congresso annuale della Società Scientifica “Unione Italiana per il Disegno”, per condividere esperienze su come ripensare la Città a partire dal disegno che diventa osservatorio privilegiato e mediatore attivo di conoscenza dal 17 al 19 settembre 2015  
Osservare, disegnare, leggere, raffigurare, vedere, rappresentare, comunicare sono solo alcune delle azioni che caratterizzano gli approcci di metodo utilizzati nel Disegno e che permettono di configurare il Disegnare come un laboratorio, un medium attraverso il quale  comprendere e interpretare  ciò che connota la Città sia come luogo fisico che come  ambiente di relazioni, di cultura e di arte. Al contempo il Disegno è scienza, può trasmettere conoscenza e divulgare informazioni rappresentando la complessità della città e delle sue relazioni.
I due termini Disegno & Città si possono ridefinire se ispirati ai concetti fondativi di Cultura, Arte, Scienza e Informazione.
Il Convegno organizzato in occasione del congresso annuale dell’UID – Unione Italiana per il Disegno da Anna Marotta del Dipartimento di Architettura e Design e da Pina Novello del Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica del Politecnico di Torino, ha trovato sostegno nella Fondazione CRT, mentre Intesa Sanpaolo ha offerto ospitalità all’ultima giornata di lavori  e all’assemblea degli iscritti UID nell’Auditorium del Grattacielo progettato da Renzo Piano.
Nelle diverse sessioni si affronterà il rapporto Disegno & Città, seguendo tre linee tematiche: “disegnare per la città pensata” come processo ideativo e di comunicazione per condividere ideazioni, proposte progettuali e ipotesi alternative per una Città anche concepita e vissuta in modo virtuale come spazio  complementare rispetto alla città reale; “disegnare per la città costruita” dedicata ad analisi e elaborazioni interpretative sui sistemi materiali e immateriali caratterizzanti città, territori e sistemi aggregativi consolidati e in trasformazione, accoglie studi su metodologie integrate, (tradizionali e innovative) per prefigurare strategie finalizzate alla sostenibilità degli interventi attraverso disegni intelligenti; “rappresentare la città in divenire” per mettere in evidenza le complesse dinamiche della città -mutamenti e criticità- e esprimere con rappresentazioni adatte anche le istanze delle comunità coinvolte favorendo processi di partecipazione maggiormente collaborativa. Fra i casi studio che saranno presentati vi sono ricerche su Londra, Amsterdam, Madrid, Bologna, Roma, Malta, Torino, Ispahan, Palermo, Cartagine, Zamora.
Il programma delle giornate prevede interventi di respiro internazionale e l’assegnazione del premio Targa d’oro UID a Massimo Giovannini, ordinario di Disegno e  già Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, ad Aimaro Oreglia d’Isola, progettista e professore emerito del Politecnico di Torino, e all’architetto Odile Decq.
Il programma è consultabile al link:
http://www.politocomunica.polito.it/news/allegato/(idnews)/6554/(ord)/0

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Omaggio a Walter Bonatti: le sue foto al Forte di Bard ed un convegno a Bardonecchia. https://www.gazzettatorino.it/wordpress/omaggio-a-walter-bonatti-le-sue-foto-al-forte-di-bard-ed-un-convegno-a-bardonecchia/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/omaggio-a-walter-bonatti-le-sue-foto-al-forte-di-bard-ed-un-convegno-a-bardonecchia/#respond Fri, 28 Aug 2015 14:06:21 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=12108 Sessanta anni fa, precisamente il 28 agosto 1955,  il grande alpinista, esploratore e giornalista Walter Bonatti riceveva la cittadinanza onoraria dal comune di Bardonecchia. Per celebrare l’evento sabato 29 agosto si svolgeranno nella cittadina convegni, dibattiti e proiezioni. Il Sindaco di Bardonecchia, Roberto Borgis, spiega che “con la cerimonia e la posa della targa su una roccia posta […]

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Sessanta anni fa, precisamente il 28 agosto 1955,  il grande alpinista, esploratore e giornalista Walter Bonatti riceveva la cittadinanza onoraria dal comune di Bardonecchia. Per celebrare l’evento sabato 29 agosto si svolgeranno nella cittadina convegni, dibattiti e proiezioni. Il Sindaco di Bardonecchia, Roberto Borgis, spiega che “con la cerimonia e la posa della targa su una roccia posta sui giardini dinanzi al palazzo comunale in piazza De Gasperi, l’amministrazione comunale vuole stringere ancor più il legame simbolico con un uomo, che proprio a Bardonecchia, negli anni ’50, trascorse il suo periodo di leva, affinando le tecniche alpinistiche ed aprendo nel 1951 una via nelle pareti del Croz in Valle Stretta, oggi denominata Via Bonatti”.

Completa la giornata un’intenso programma di convegni sul turismo sostenibile e le sue prospettive, sull’azione delle associazioni, sul quadro normativo e sulle strategie possibili per la montagna, alla presenza dell’assessore regionale all’ambiente e alla montagna Alberto Valmaggia.

Ma Bardonecchia non è la sola a celebrare Walter Bonatti, il Castello di Bard ha raccolto ed esposto una avvincente serie di fotografie del grande alpinista. Oltre che alpinistae guida alpina, fu autore di libri e numerosi reportage  molti dei quali come inviato esploratore del settimanale Epoca.

La mostra Walter Bonatti, Fotografie dai grandi spazi, omaggia uno dei più grandi alpinisti italiani. Con l’ausilio di video, di documenti inediti e di un allestimento coinvolgente all’interno dell’Opera Mortai della fortezza, il progetto ripercorre il racconto visivo, le vicende esistenziali e le avventure dell’alpinista ed esploratore italiano.
Le immagini testimoniano oltre trent’anni di viaggi alla scoperta dei luoghi meno conosciuti e più impervi della Terra e raccontano la passione di Bonatti per l’avventura insieme alla straordinaria professionalità di un grande reporter.

Il Forte di Bard ha deciso di proporre la mostra anche in ragione della concomitanza particolarmente significativa dell’apertura della nuova Funivia del Monte Bianco Skyway e del 150esimo anniversario della conquista del Cervino, due vette centrali nella storia umana e alpinistica di Walter Bonatti.

 

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