Martedì 30 settembre inaugura a Torino la nuova sede della Scuola di Teatro Daimon; abbiamo chiesto all’ideatore, Giacomo Pace, di dirci qualcosa a riguardo.
Come nasce e cos’è la scuola di teatro Daimon ?
Daimon nasce dall’iniziativa di due persone, Giacomo Pace, formatosi presso lo Stella Adler Studio of Acting di New York e gli Actor Studio seminars NewYork e Migle Mececkaite, diplomatasi presso la scuola d’arte M.K. Ciurlonis di Vilnius in Lituania.
La scuola inaugura il 30 alle ore 20, con una nuova sede, un vero e proprio palco per le prove, in Via Domodossola 27, dove a breve cominceranno i corsi per l’anno 2014 – 2015.
Una nuova scuola di recitazione ?
Si, e per molti aspetti. Il panorama torinese offre molte possibilità, da quelle più professionali a quelle con un taglio prettamente amatoriale, la nostra sensazione è che manchi una realtà meno tradizionale, meno legata alla tipica impostazione teatrale italiana; abbiamo puntato ad uno stile maggiormente internazionale, capace di fornire un metodo di preparazione serio, pratico ed efficace per i nuovi attori e le nuove attrici.
Serio. Questo vuole dire che è difficile ?
Il metodo che propone la Scuola di Teatro Daimon è un metodo che applica i principi di Konstantin Stanislavskij, il grande regista russo cui si ispirano direttamente le più famose scuole americane come l’Actor Studio e lo Stella Adler. “Serio” non vuole dire obbligatoriamente dire difficile, perché come diceva Stanislavskij “non esiste un sistema di recitazione Stanislavskij. Esiste la natura umana”. Tutte le grandi intuizioni del suo sistema mirano essenzialmente a risvegliare in ogni attore la sua specifica qualità interpretativa e creativa. Nella nostra scuola, ogni allievo dai primi semplici esercizi a quelli più complessi a far emergere le proprie qualità, non a riprodurre cliché o a copiare i grandi attori. In fondo si tratta di imparare a fare a comando su di un palco, davanti ad un pubblico ciò che nella vita già sappiamo fare e facciamo senza rendercene conto, e questo è molto più facile di quanto sembri.
Pratico e funzionale. Che cosa lo rende tale ?
L’esperienza. Grandi maestri come Stella Adler, Lee Strasberge, Sanford Meisner hanno applicato i principi del sistema Stanislavskij con centinaia di attori di fama e successo. Oltre alla logica considerazione che la funzionalità di un metodo lo si giudica dai risultati, vale anche una considerazione pratica: ogni giovane attore davanti ad un nuovo personaggio si chiede sempre da dove iniziare, cosa deve fare e come.
Il metodo fornisce una procedura che aiuta gli attori a capire il testo, il personaggio e le sue motivazioni. Fornire ad un attore un sistema per iniziare a capire il personaggio vuol dire rispondere a quelle domande. Il risultato finale è sempre un risultato personale, creativo, unico.
Pare un approccio molto metodico. E’ adatto ai principianti e soprattutto non trasforma il divertimento, il piacere di recitare in un percorso oltremodo impegnativo?
Il divertimento è parte fondamentale di questo approccio, senza il divertimento l’allievo non libera mai la sua creatività. E’ interessante notare come in inglese ed in francese “recitare” si traduca con giocare, play, jouer.
Lo stesso Stanislavskij capì alcuni principi del suo sistema osservando i giochi dei bambini. Questa è una delle chiavi del sistema: tornare bambini per recuperare quella spontaneità gioiosa che crescendo abbiamo perso.
Info: www.daimonteatro.it

 

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