Un ritorno cha ha del leggendario quello dei  Berliner Philharmoniker. Tornano per Lingotto Musica a celebrare  i propri 25 anni di attività e con essi il venticinquesimo anniversario dell’Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto. Tanti infatti sono gli anni trascorsi dal 6 maggio 1994 in cui un memorabile concerto dell’orchestra tedesca, allora diretta da Claudio Abbado fece riecheggiare nelle rinnovate mura dell’ex stabilimento FIAT le note della Nona Sinfonia di Mahler dando così il via alla fortunata rassegna dei Concerti del Lingotto.

Lingotto Musica

Berliner Philharmoniker Ph. Stefan Hoederath

Durante questo quarto di secolo l’Associazione Lingotto Musica ha inserito nella propria programmazione oltre 300 concerti che hanno visto la partecipazione delle massime formazioni e dei più celebri direttori e solisti presenti sulla scena mondiale, raggiungendo circa 400.000 spettatori complessivi e conquistando un bacino stabile di circa 1200 abbonati.
La origini dell’Associazione Lingotto Musica affondano le proprie radici nella storia del riutilizzo a fini musicali dell’omonima storica struttura industriale torinese che aveva cessato l’attività produttiva nel 1982; una storia che racconta di una prima “camera acustica” nell’ex Sala Presse dello stabilimento, per un pionieristico concerto dei Wiener Philharmoniker e di Claudio Abbado organizzato dalla FIAT nel settembre del 1990 sotto la direzione artistica di Francesca Gentile Camerana.
Da quell’occasione, su suggerimento dello stesso Abbado, nacque l’idea di realizzare un Auditorium, intitolato poi a Giovanni Agnelli, nell’ambito del progetto di riqualificazione del comprensorio del Lingotto affidato pochi anni prima all’architetto genovese Renzo Piano. Abbado si prestò ad affiancare in prima persona Piano nelle varie fasi di progettazione della sala e coinvolse l’ingegnere del suono tedesco Helmut Müller. Il risultato fu una sala da concerto di 1900 posti all’avanguardia, interamente rivestita in pannelli di legno di ciliegio, con assetto acustico variabile e tempi di riverberazione differenti a seconda dell’organico impiegato.

Lingotto Musica

Daniel Harding

Sin dalla sua fondazione la programmazione dell’Associazione è stata affidata a Francesca Gentile Camerana, Direttore artistico tuttora in carica e in precedenza consulente per le iniziative musicali in ambito FIAT, che nel corso degli anni ha portato al Lingotto molte delle maggiori eccellenze internazionali tra orchestre, direttori e solisti. Primo Presidente dell’Associazione è stato Filippo Beraudo di Pralormo, cui nel 2003 è succeduto Franzo Grande Stevens, che l’anno successivo ha lasciato il testimone a Gianluigi Gabetti. Nel biennio 2016-2018 Presidente è stato Lodovico Passerin d’Entrèves, mentre la carica è attualmente ricoperta da Giuseppe Proto.
Il concerto con cui Lingotto Musica celebra questi 25 anni di attività in programma il 2 maggio 2019 alle 20.30 non poteva che coinvolgere la storica formazione berlinese con cui tutto era cominciato e che tante volte ha calcato il palco dell’Auditorium Giovanni Agnelli. A dirigerla sarà Daniel Harding, uno dei giovani direttori in cui Abbado ha creduto di più, da lui stesso voluto appena ventunenne come suo assistente proprio presso i Berliner Philharmoniker e successivamente lanciato alla guida della Mahler Chamber Orchestra nel 2001 al Festival di Aix-en-Provence. La storia di Harding è inoltre strettamente legata a quella di Lingotto Musica: proprio su suggerimento di Abbado Francesca Gentile Camerana lo volle a dirigere la Mahler Chamber Orchestra in un Festival pluriennale chiamato Sintonie che a partire dal 2003 culminò nel 2006 in concomitanza ai Giochi Olimpici Invernali di Torino.

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Claudio Abbado, Helmut Müller e Francesca Gentile Camerana (1994)

Il programma della serata del 2 maggio, unica tappa italiana della tournée che porterà i Berliner anche a Parigi e Lugano, si articola attraverso pagine sinfoniche tratte perlopiù dal repertorio operistico franco-tedesco di Otto e primo Novecento presentate secondo una disposizione palindroma.
Apertura nel segno di Richard Wagner, con l’esecuzione del Karfreitagszauber (Incantesimo del Venerdì Santo) con cui si conclude la prima scena dell’Atto III di Parsifal, ultimo dramma musicale dell’autore andato in scena a Bayreuth nel 1882. A seguire la Scène d’amour dalla Sinfonia drammatica per soli, coro e orchestra intitolata «Roméo et Juliette» (1839) di Hector Berlioz. Si rimane in Francia con il Prélude à l’Après-midi d’un faune di Claude Debussy, poema sinfonico datato 1894 e ispirato all’omonimo poema di Stéphane Mallarmé, che narra in un’ambientazione bucolica le vicende di un fauno tra suoni di flauto, tentazioni amorose delle ninfe e sonni beati. Ancora Debussy ad aprire la seconda parte del concerto con la Suite dall’opera Pelléas et Mélisande, messa in scena per la prima volta al Théâtre National de l’Opéra-Comique di Parigi il 30 aprile 1902 e qui eseguita in forma parziale secondo scelte operate da Daniel Harding sulla Suite predisposta da Erich Leinsdorf. Si ritorna a Berlioz con Chasse royale et orage (Caccia reale e tempesta), Pantomima tratta dall’Atto IV di Les Troyens, la monumentale opera completata nel 1858, ma rappresentata nella sua forma integrale solamente nel 1890, oltre vent’anni dopo la morte del suo autore.
Ancora Wagner in chiusura con una delle pagine strumentali più celebri dell’intera produzione del compositore: Vorspiel und Isoldes Liebestod (Preludio e morte di Isotta) da Tristan und Isolde, capolavoro insuperato del romaticismo tedesco e paradigma di un nuovo modo di intendere la funzioni tonali tradizionali.
Pier Sorel

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L’Auditorium