Tendiamo a supporre che i geni creativi si occupino della raffigurazione della bellezza.

Il mercante inglese John Reynolds, di Exeter, fu invece specializzato nella brutalità e nell’omicidio truce. Tuttavia, a partire dal 1621, dette all’umanità non uno ma due generi che prosperano ancora oggi: la cronaca nera popolare e il fumetto a strisce.

La cronaca nera

I suoi affari lo portavano spesso sul Continente, specialmente in Francia, Spagna e – pare, di lui si sa pochissimo – anche in Italia.

Durante i viaggi raccolse i “fatti” più crudi per comporre una sorta di storia in sei libri dei crimini più tremendi. Come d’uso all’epoca, l’opera aveva un titolo chilometrico: “Triumphs of Gods Revenge and the Crying and Execrable Sin of (Wilful and Premeditated) Murther”.

Naturalmente, Reynolds fece tutto a fin di bene. Spiegò che si occupava di argomenti così disdicevoli solo per poter sottolineare l’inevitabile pena divina che colpisce i colpevoli di simili atrocità: “Vediamo come ambizione, vendetta e omicidio sempre risultano crimini fatali per chi li commette, essendo vizi che talmente eclissano il nostro giudizio e oscurano la nostra comprensione che vedremo non solo con dolore ma con pentimento come portano vergogna per gloria, afflizione per contentezza e sofferenza al posto della felicità”.

La striscia sopra racconta sinteticamente l’avvelenamento da parte di Alphonso della propria madre, Sophia, seguito dall’uccisione con una fucilata a tradimento di tale Cassino. Alphonso, preso, confessò, fu decapitato e i suoi resti bruciati al rogo.

La cronaca nera 

C’era anche uno sfondo politico. I crimini descritti discendono perlopiù da matrimoni in qualche modo sbagliati e con conseguenze tragiche. Hanno luogo nei paesi cattolici e (per gli inglesi) “debosciati” del Continente e appaiono in un momento storico quando si tentò con una vasta cospirazione – quella detta dello “Spanish Match” – di riportare l’Inghilterra protestante verso la comunione con il Papa attraverso un prospettato matrimonio tra il Principe Carlo, l’erede al trono, e l’Infanta cattolica Maria Anna di Spagna.

La questione politica è lungamente superata, ma forse non l’interesse per un’illustrata raccolta di brutali omicidi, gelosia e incesto, sadismo e cannibalismo, la morte per avvelenamento, da colpo di fulmine, spada e pistolettata, al rogo e per essere murati vivi.

I libri del catalogo degli orrori “gotici” di Reynolds furono poi raccolti in un unico volume uscito per la prima volta nel 1635.

Una versione digitale (molto voluminosa) è disponibile qui.

Courtesy James Hansen

by Nota Design