A Dolceacqua, paesino dell’entroterra di Bordighera, nella Riviera di Ponente (dove il Castello dei Doria ha recentemente ospitato la mostra dedicata al pittore impressionista Claude Monet, che si innamorò e dipinse il suo celebre ponte in pietra, dotato di un arco inferiore di luce lungo ben 33 metri!) Enio Andrighetto, inventore del Visionarium – nel quale si proiettano i suoi incredibili documentari in 3D e 4D e – ha rimosso da un suggestivo vicolo l’esposizione di ombrelli sulla parte inferiore dei quali aveva fatto riportare originali massime espresse da grandi personaggi del passato. Una per tutte, di Albert Einstein: “La mente è come un paracadute: Funziona solo se si apre”. 

Il Visionarium di Dolceacqua

Il Visionarium di Dolceacqua

 

Dopo essere stato a Yunnan, nella Cina del sud, confinante con Laos e Vietnam, per girare l’ultimo dei suoi capolavori (là, quando cala il sole, tetti e pareti alte delle case vengono illuminati, lo si vede nel suo documentario), Andrighetto ha sostituito gli ombrelli con le rosse lanterne tipiche di quel paese, decorando il vicolo Cassini (integro esempio dell’architettura medioevale di  Dolceacqua, con case esclusivamente in pietra di 5 o 6 piani) facendole muovere su e giù, in alternanza, dal motorino del tergicristallo di un vecchio furgone, collegato a una batteria d’auto. 

“Il Visionarium di Dolceacqua”

La prima lanterna è fissa e accoglie gli spettatori sulla porta del Visionarium, dove si può scegliere tra i 27 documentari (anche in lingua straniera) che Enio ha realizzato, aggiungendo il recente Yunnan a quelli girati nel 2018 sul Cile-Isola di Pasqua e sulla Polinesia. Quest’ultimo inizia con le riprese su un mare di una bellezza incomparabile, sottolineato da una stupenda canzone scelta, come tutte, da Andrighetto: la celebre “La mer”, cantata dal francese Charles Trenet.

Il Visionarium di Dolceacqua

 

Oltre alla curiosità delle lanterne cinesi, dopo uno dei documentari vi raccomandiamo di non perdere (chiedeteglielo) un magico “short” di 3 minuti sul volo delle “farfalle Monarca” le quali, prima dell’inverno, emigrano dal Canada a Rosario, in Messico, nel “Santuario della Mariposa” (dove concluderanno la loro vita), dopo aver percorso qualcosa come 200 chilometri al giorno, per un totale di 4.000 ! Avrete la netta sensazione di averle in sala con voi!

http://www.visionarium-3d.com

 

 

 

                                                                                                   Gian dell’Erba