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The Great Silence

Quartz Studio è un project space di 18 metriquadri che apre a Torino, quartiere Vanchiglia, nel 2014 come vetrina sull’arte contemporanea di ricerca.

Grazie all’esperienza curatoriale ed all’intraprendenza di Francesca Referza nasce un progetto creativo che – come afferma la fondatrice stessa – ha “l’intento di aiutare gli artisti invitati a visualizzare le proprie idee” attraverso una doppia modalità: da un lato sostenendoli nella produzione di lavori site-specific, dall’altro acquisendo l’opera in mostra per inserirla nella collezione di Quartz.
In due anni lo spazio ha ospitato opere inedite di artisti internazionalmente riconosciuti, come Jonathan Monk, Liam Gillick, Maurizio Nannucci, Ryan Gander, tra gli altri.
Dal 4 novembre scorso e fino al 7 gennaio, ad accogliere il visitatore da Quartz Studio è The Great Silence, la raffinata e intrigante video proiezione del duo artistico, di fama internazionale, Jennifer Allora (Philadelphia, USA, 1974) e Guillermo Calzadilla (Havana, Cuba, 1971). 
Gli artisti, residenti a Porto Rico, presentano in esclusiva, per il project space torinese, l’edizione 2016, monocanale, della celebre video installazione a tre canali realizzata nel 2014 ed esposta, per la prima volta, presso il Philadelphia Museum of Art.
The Great Silence nasce dalla collaborazione di Allora & Calzadilla con Ted Chiang, pluripremiato autore americano di testi fantascientifici, con l’intento di costruire un progetto artistico, dal forte impatto sinestetico, che associasse immagini e suoni ad un ritmo narrativo coinvolgente.
In poco più di 16 minuti si alternano, in un dialogo incalzante, “visioni” tratte da due realtà completamente diverse: il radiotelescopio a singola apertura, più grande al mondo, che registra e trasmette onde radio nell’universo, situato nell’Osservatorio di Arecibo ad Esperanza, Porto Rico e la foresta circostante di Rio Abajo, habitat ideale del pappagallo portoricano Amazona vittata, oggi purtroppo in via d’estinzione.
Il suono roboante della strumentazione in movimento e le delicate sonorità della natura fanno da sfondo alla storia, raccontata in chiave fiabesca da un pappagallo, nei sottotitoli del video.
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Gli umani usano Arecibo per cercare forme d’intelligenza aliena. Il desiderio di contattarle è tale da averli spinti a creare un orecchio capace di sentire fin nell’universo. Eppure noi pappagalli siamo qui. Perché agli umani non interessa ascoltare la nostra voce? Siamo una specie non umana in grado di comunicare con loro. Non è proprio quello che cercano?” dice l’esemplare di Amazona vittata.
E continua dimostrando l’intelligenza dei pappagalli e portando ad esempio lo studio trentennale (1977-2007) condotto realmente dalla ricercatrice americana Irene Pepperberg sul pappagallo cenerino Alex che, prima di morire, riuscì a domandarsi di che colore fosse il suo piumaggio e a rispondere correttamente, confermando così che i pappagalli possono comprendere nozioni complesse legate al colore ed alla forma.
Nella storia riportata nel video il pappagallo racconta: “Alex è stato l’unico dei miei cugini a essere preso sul serio come interlocutore dagli umani. È morto all’improvviso quand’era ancora piuttosto giovane. La sera prima ha detto a Pepperberg: “Tu buona. Io voglio bene”.”
Lo script induce a molteplici riflessioni non solo sul rapporto (di armonia e contrasto) tra specie umana ed animale a livello esistenziale e comportamentale, ma anche sullo studio del linguaggio e sulla relazione antropologica tra le diverse culture nel mondo.
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La poetica di Allora & Calzadilla affronta in maniera ricorrente tematiche sociali, naturalistiche e scientifiche attraverso la lente caleidoscopica dell’arte.
Lo stesso titolo dell’opera The Great Silence si basa su una delle possibili risposte al Paradosso di Fermi, che porterebbe a pensare alla naturale esistenza di civiltà evolute, oltre alla specie umana, sugli innumerevoli pianeti dell’universo, dalla sua origine.
Il Grande Silenzio è il sistema che le specie extraterresti intelligenti hanno adottato per occultare la propria presenza ed evitare di essere bersaglio di eventuali predatori. Mentre gli Amazona vittata non hanno agito in questo senso.
La fiaba termina con un messaggio di sentimento e positività tra le specie viventi.  Una metafora di buon auspicio che gli artisti dedicano all’umanità proprio attraverso le parole del pappagallo: “Sebbene siano state le loro attività a portare la mia specie sull’orlo dell’estinzione, non ce l’ho con gli umani. Non l’hanno fatto con malignità, sono semplicemente stati incuranti. E sono capaci di creare miti stupendi: hanno proprio una straordinaria immaginazione. Sarà per questo che hanno anche immense aspirazioni. Pensate ad Arecibo. Qualunque specie in grado di costruire un apparecchio simile deve avere in sé una qualche forma di grandezza. Temo che la mia specie non vivrà a lungo: è anzi probabile che si estingua prima del tempo e che anche noi finiremo nel Grande Silenzio. Prima di sparire, però, vogliamo mandare un messaggio all’umanità. Speriamo che il radiotelescopio di Arecibo le permetta di sentirlo. Ecco il messaggio: Tu buona. Io voglio bene”.
La mostra sarà aperta fino al 7 Gennaio 2017 su appuntamento.
www.quartzstudio.net
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