Sarà la Sala Mostre dell’Auditorium Vivaldi della Biblioteca Nazionale Universitaria, in piazza Carlo Alberto 5 di Torino, ad accogliere da sabato 14 fino al 28 settembre la mostra dedicata alla ricerca dell’artista Franco Valsecchi, intitolata «Connessioni. Linguaggio tra arte e scienza» sotto l’attenta cura di Angelo Mistrangelo.

Biblioteca Nazionale Universitaria

Situazioni 1972

Ospitata nel programma espositivo della Biblioteca Nazionale Universitaria, con l’Associazione Amici della Biblioteca Nazionale Universitaria e la fattiva collaborazione della Famiglia Valsecchi, l’esposizione si sviluppa attraverso 54 opere che documentano il percorso espressivo e l’intenso e interiorizzato linguaggio concettuale di Franco Valsecchi  nato a Biella nel 1929 e scomparso a Torino 2015.

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Genesi 1975

Per questa occasione, vengono presentati i lavori dei cicli «Numeri trauma», «Mutazioni», «Io entità», «Genesi», «Situazioni», «Composizioni strutturali» e «Arte Psichica», che hanno riscosso nel tempo un ampio riconoscimento da giornalisti e critici d’arte come Giorgio Sebastiano Brizio, Claudio Cerritelli, Paride Chiapatti, Angelo Dragone, Albino Galvano, Francesco Prestipino, Franco Torriani.

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Mutuazione-scrittura 1978

Formatosi pittoricamente negli studi di Cesare Maggi, Guido Mosca, Raffaele Pontecorvo e Antonio Zucconi, Valsecchi ha frequentato la scuola di grafica pubblicitaria diretta dal creativo Armando Testa.

Per avvicinarsi alla poetica di questo artista le parole del curatore Angelo Mistrangelo sono sicuramente le più indicate.

I numeri trauma, le mutazioni, i segni-colore terapia, stabiliscono connessioni con la ricerca artistica del secondo Novecento, con l’indagine intorno all’evoluzione della stagione tecnologica, con il determinante rapporto tra l’artista e il proprio tempo, le vicende sociali e le riflessioni sul valore dell’esistenza.

In questa dimensione si colloca il discorso di Franco Valsecchi, il senso di una visione che travalica il vero per trasmettere le sottili vibrazioni e tensioni che presiedono alla realizzazione dei suoi collage su tela o vetro, alla definizione di una sperimentazione estremamente rigorosa, controllata, concettuale.

Una sperimentazione che gli ha permesso di vincere il 1° Premio al XIV° Premio Internazionale di Grafica Joan Mirò a Barcellona, dove aveva presentato nel 1975 l’opera «Genesi».

Ricerca e sottesa spiritualità, magia della scrittura e genesi del linguaggio, sguardi e pagine astratte, si identificano nell’esperienza di Valsecchi, in quella struttura, lieve e immateriale, che emerge dalla raffigurazione con tutta l’energia del colore, dell’immagine evocata, del segno che si snoda nello spazio.

Un’immagine che, con la tecnica del collage, assume una particolare espressività, che ha fatto dire a Giorgio Sebastiano Brizio di trovarsi di fronte a «Una interpretazione di vita come messaggio realizzata attraverso la stesura ripetuta ossessivamente di numeri stampati su carta e riportati su tela, atti a sottolineare l’ossessività di una certa realtà odierna in cui l’uomo è inglobato…».

Ordine, rigore e poesia delineano un itinerario creativo che ritorna in piena evidenza nella sala della Biblioteca Nazionale Universitaria e, in estrema sintesi, diventa misura di questo nostro e complesso tempo”.

Pier Sorel

Inaugurazione: sabato 14 settembre, alle ore 11

Periodo: 14-28 settembre 2019

Orario:  lunedì-venerdì 10-18, sabato 10-13, ingresso libero

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Autoritratto 1968