Si è tenuta martedì 14 gennaio alle 18, nell’elegante sala della musica del Circolo dei Lettori di Torino, la presentazione del libro “L’importo della ferita e altre storie”, di Pippo Russo.
L’intervista, tenuta da Darwin Pastorin, era ripresa dalle telecamere di  Quartarete tv. Pippo Russo, giornalista e scrittore, insegna Sociologia all’università di Firenze. In questo libro esamina pagina per pagina i best seller italiani degli ultimi anni, trovando non solo strafalcioni grammaticali, ma anche eccessi, incongruenze e nonsense che fanno dubitare della qualità delle nostre letture.
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L’autore ha letto pagina dopo pagina tutte le opere di cui tratta, tra cui i romanzi di Faletti, Volo e Moccia – definiti libro-panettonisti – una coppia di narratori improvvisati, Pupo e Giuliano Sangiorgi, per finire con scrittori premiati come Scurati e Piperno. Lavoro che gli ha occupato oltre un anno e mezzo tra letture e ricerche. L’operazione è la stessa che per anni l’autore, ironico e caustico, ha eseguito con i colleghi giornalisti sportivi nella rubrica “Pallonate” ospitata dal “Manifesto”, poi da “l’Unità” e dal “Fatto Quotidiano”. La sua, infatti, non è critica letteraria, ma semplice lettura attenta che mette in evidenza l’impoverimento progressivo cui la nostra lingua è soggetta. La causa non è solo la necessità economica di produrre in fretta un “libro oggetto” da vendere in quantità sempre maggiori a discapito della qualità, ma anche la sciatteria e l’abitudine del lettore ad acquistare un libro quasi fosse un sottofondo televisivo mentre si fa altro. Non solo si legge poco, le statistiche sono preoccupanti, ma si legge male. Da una parte la disabitudine alla lingua corretta e dall’altra i tempi sempre più stretti in cui ci troviamo a vivere. La fretta che ci fa sorvolare sugli errori che noi stessi notiamo e che invece, avendo pagato per acquistare un prodotto, dovremmo segnalare o punire smettendo di acquistare ciò che non ci soddisfa.
Pippo Russo non ci mette nulla di suo, se non le considerazioni, i testi sono lì e non mentono. Sono riportati romanzo per romanzo, in modo chiaro e limpido, talmente chiaro che quasi ci si sente in imbarazzo ad aver letto quei libri – magari non tutti, magari solo uno – senza accorgersi degli errori. Potrebbe sembrare un libro contro gli autori, o contro un modo di fare editoria. In realtà, a mio parere, si tratta di un lavoro per aiutare il lettore a non cadere ignaro in un meccanismo in cui a perderci è sempre lui.
Una cattiva lettura impoverisce il lettore facendo passare per corretti parole e forme grammaticali che non lo sono e rendendo sempre più mediocre la qualità degli scritti.
L’autore si occupa anche di autori premiati, i cui lavori magari non contengono grossi errori. Cosa rimprovera, allora, Pippo Russo a questi personaggi? L’eccessivo uso di un linguaggio pesante, barocco, che non lascia respirare il lettore, che si sofferma su frasi ridondanti o si auto-celebra in un costante “quanto sono bravo”. Quelli i cui romanzi sono talmente ritorti su loro stessi da non permettere al lettore di comprenderne la trama se non tornando costantemente indietro. Testi che sembrano esercizi di stile destinati a pochi intellettuali, che forse nemmeno li leggeranno.
Insomma, una lotta per la difesa del lettore. Una battaglia per la qualità.
Un incontro interessante, quello di martedì, con interventi da parte del pubblico e una breve discussione. Il suo libro l’ho comprato. Non riesco a immaginare quanto ci troverò, lì dentro, di assolutamente utile non solo per il mio modo di scrivere o leggere, ma proprio per vedere le cose in una prospettiva differente, con più attenzione ai dettagli.
Le parole sono importanti.
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Leggete queste frasi:

“Presero posto una di fronte all’altra, fronteggiandosi.” Giorgio Faletti

“Forse era umano avere timore quando si sente che si sta per morire” Giorgio Faletti

“Provavo da seduto e succedeva che dopo un po’ si afflosciava, ma non del tutto, e la pipì usciva tutta da quello spazietto che resta tra la ciambella e il water. Tutto sulle mutande e per terra. Mi toccava fare la scarpetta con la carta igienica.” Fabio Volo

“L’odore della sua pelle mi ha fatto venire un’erezione al cuore.” Fabio Volo

“Bacio. Bacio morbido,bacio lento, bacio non irruento. Bacio al Traminer, bacio leggero, bacio di lingue in lotta, bacio surf, bacio sull’onda, bacio con morso, bacio che vorrei andare via ma non posso. Bacio non si può. Bacio c’è gente.” Federico Moccia

“Gin mi si avvicina e mi dà una slinguazzata pazzesca dal basso verso l’alto, tipo frenata di caduta di cono gelato mezzo sciolto.” Federico Moccia

Pippo Russo
L’importo della ferita
Edizioni Clichy
2013, pp. 303, € 15,00
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