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Palazzo Madama ospita sino al 23 gennaio 2017, in Sala Ceramiche, la mostra I segreti della porcellana. Materie prime, capolavori barocchi e forme contemporanee. L’esposizione – a cura di Cristina Maritano, conservatore del museo, con la collaborazione di Lorenzo Mariano Gallo e Annalaura Pistarino del Museo di Scienze Naturali di Torino – costituisce la quarta tappa del ciclo espositivo Terra!, La via della Ceramica tra Liguria e Piemonte, iniziativa che collega sotto un comune denominatore il Museo Civico d’Arte Antica di Torino ai musei legati alla storia della ceramica: i musei di Castellamonte e Mondovì per il Piemonte e quelli di Savona, Albissola Marina e Albisola Superiore per la Liguria.
Un progetto di rete di ampio respiro teso a valorizzare lo speciale legame territoriale e produttivo tra due regioni contigue e affini, tanto da individuare una terra di mezzo, mappatura ideale punteggiata da tradizioni e unità produttiva differenti (alcune ancora in funzione, altre dismesse) ma legate dalla comune attenzione alla terra come elemento vivo e alle sue declinazioni artigianali sviluppate in secoli di cultura materiale. Una risorsa che ha segnato profondamente l’economia, la creatività dei territori coinvolti, “i cui destini – racconta la Dottoressa Andreina d’Agliano, presidente della Fondazione Museo della Ceramica di Mondovì (che con Luca Bochicchio ha curato l’intero progetto) – sono stati contrassegnati nel corso del tempo da scambi di fonti, tecniche e artisti”.
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Il progetto, finanziato dalla Compagnia di San Paolo e durato circa tre anni, ha visto la partecipazione attiva dei diversi distretti attraverso l’organizzazione di mostre e convegni, ed è stata intelligentemente raccontata da un’unica pubblicazione, a cura di Paola Gribaudo per gli Ori di Pistoia.
Per la sede torinese si è scelto di illustrare gli aspetti storici e tecnologici della produzione della porcellana, tecnica ben rappresentata nelle raccolte del museo, dove è custodita una delle collezioni più importanti al mondo che annovera notevoli esemplari di porcellana medicea, Saint-Cloud, Sèvres, Meissen.
Grazie alla collaborazione con il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino (ancora in attesa di riapertura!) si è scelto di esporre una campionatura di terre e minerali utilizzati anticamente nelle manifatture europee per la produzione della porcellana dura e di quella tenera, evidenziando le differenze nei procedimenti. I campioni furono spediti nel 1833 dal direttore della fabbrica di Sèvres, Alexandre Brongniart, ad Angelo Sismonda, professore di mineralogia dell’Università di Torino (a cui è dedicata anche una via!) e sono recentemente venuti alla luce nei depositi del Museo di Scienze Naturali. Una testimonianza di come nell’Ottocento positivista continuasse tra gli scienziati lo scambio di informazioni sulle materie prime utilizzate nella fabbricazione della porcellana.
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Ad arricchire il percorso, come ideale continuità tra passato e contemporaneo, sono esposte le opere di The Bounty Killart, un “quartetto” di giovani artisti torinesi incontratisi sui banchi dell’Accademia Albertina, che stanno già riscuotendo un buon successo sulla scena internazionale e che si ispirano alle porcellane settecentesche, reinterpretandole in chiave ironica. Da sempre The Bounty Killart considera l’arte del passato (antico, rinascimentale, recente) fonte principale della propria produzione. Reinterpretando le immagini restituiscono loro la parola, rendendole portatrici di nuovi significati e, soprattutto, trasformandole nell’oggetto principale di un’attività ludica da cui ha origine gran parte del processo conoscitivo.
Le sculture in ceramica presentate a Palazzo Madama si inseriscono in questa linea di pensiero, mostrando all’opera non solo l’estro d’immaginazione, ma anche la perizia della tecnica, in ideale continuità con l’antico, splendidamente rappresentato dalle opere esposte nelle vetrine di Fontana Arte degli anni ’30, disegnate da Gio Ponti.
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