Mentre il dibattito legato all’alta velocità coinvolge la città, parte la corsa al velocipede.

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Mentre il dibattito sulla realizzazione della Tav si fa ogni giorno più acceso e ricco di colpi di scena, o sotto la cintura, come quello di ieri, assai prevedibile, avvenuto con il voto della Città Metropolitana, il Comune va in “direzione ostinata e contraria” e mette sul piatto altre formule di mobilità.

Archiviato il pattino elettrico, sparpagliati come girasoli i motorini  gialli, depredate come fossero predoni del deserto le corse degli autobus, costruito innovativi luoghi di aggregazione circolare in periferia vedi Piazza Baldissera, non c’era momento migliore per dare avvio al bando per l’autorizzazione al trasporto di persone con velocipedi. Il vecchio è amatissimo risciò per intenderci, noto in Asia e Africa con il simpatico nome di pousse-pousse.

Apparsi in India attorno al 1880 i risciò  furono utilizzati inizialmente dai mercanti cinesi per trasportare le merci e solo dal 1914 vennero autorizzati al trasporto delle persone, il mezzo è inoltre protagonista involontario del libro La città della gioia di Dominique Lapierre e più di recente del film franco-vietnamita Cyclo di Tran Anh Hung, non proprio opere da catalogare come commedia brillante.

velocipede

 

Se si legge con attenzione il comunicato cittadino si evince che nessun piede nudo percorrerà con la neve e con il caldo il macadam  della strada.  

A breve anche a Torino i turisti potranno essere accompagnati nella visita della città, tra le piazze auliche e i principali monumenti del centro, a bordo di un triciclo a pedalata assistita.

Si aprono oggi le iscrizioni per partecipare al concorso pubblico (per soli titoli) per l’assegnazione di dodici autorizzazioni per servizio turistico di trasporto di persone con velocipede. 

In particolare, a chi è chiamato ad accompagnare i turisti spingendo sui pedali è richiesta un’età di almeno 21 anni, il possesso della patente di guida oltre che una specifica certificazione medica attestante, tra l’altro, ‘l’idoneità a svolgere attività di particolare ed elevato impegno cardiovascolare’.

Oltre agli obblighi professionali ed etici, come quelli di presentare e mantenere pulito e in perfetta efficienza il veicolo o di consegnare al competente ufficio del Comune qualsiasi oggetto dimenticato dal cliente, per i conducenti di tricicli e motocarrozzette è previsto l’impegno a sottostare a un vero e proprio codice di abbigliamento. Il modello è scaricabile dal sito www.comune.torino.it/bandi 

Le autorizzazioni saranno rilasciate a titolari di imprese artigiane (iscritti all’albo) e agli imprenditori privati e le domande (una per le persone fisiche e fino a un massimo di tre per le persone giuridiche) potranno essere presentate da oggi sino alle ore 14 del 21 gennaio 2019. La graduatoria avrà una validità di 4 anni dalla data di approvazione.

Quindi Torino come una città della gioia, dove si verrà scorrazzati, a seguito di elevato impegno cardiovascolare con un triciclo, nessun riferimento a Shining o ad una infanzia irrimediabilmente perduta, a pedalata assistita e finché batteria non ci abbandoni.

Una mobilità tutta da scoprire, soprattutto se tra piazza auliche e monumenti del centro non si desideri fare una capatina nelle vituperate periferie dalle piazze rozze e prive di equestri monumenti ancora una volta escluse dai percorsi. L’ispirazione di tale impulso alla modernità deriva probabilmente da Amsterdam dove la cosa è in uso da tempo, molti canali ma nessuna collina, in salita, chiama ad una gita romantica.

Si spera che il pedale ad alta velocità non si inchiodi subito in agguerrite fazioni di No-Risciò.

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Risciò ad Amsterdam

 

Edmondo Bertaina

Autore: Edmondo Bertaina

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