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I Mille questa volta sono alberi e sbarcano tutti a Torino.

Pubblicato da alle 11:57 in Economia, Innovazione, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

I Mille questa volta sono alberi e sbarcano tutti a Torino.

Saranno gli Acer Campestre, i Celtis Australis, i Quercius Robur e i Sobus Aucuparia a trovare nuova dimora in città. Infatti è‘ prevista per domenica 20 maggio – condizioni climatiche permettendo – con inizio verso le ore 10 fino alle 13, la piantumazione da parte di cittadini volontari  di 600 nuovi alberi – che si aggiungono agli altri 600 piantati a novembre – nello spazio verde di via Gorini 50, nei pressi dell’inceneritore, tangenziale sud, non lontano dal cimitero.  L’intervento sarà svolto in collaborazione con i tecnici del Comune e il gruppo Badili Badola Guerrilla Gardening (Official) Turin. Piante, pale e zappe saranno messe a disposizione dal Servizio Verde Pubblico della Città di Torino. L’invito a partecipare da parte della Città è rivolto a tutti i torines e per via social, chi è interessato a prendere parte a questa iniziativa, può selezionare “parteciperò” all’evento su Facebook. Una parte degli alberi che troveranno dimora in via Gorini è stata acquistata grazie al contributo di compensazione della “carbon footprint”, dalla società IRIS srl nell’ambito del progetto di ricerca “BOREALIS”: un laboratorio condiviso a livello europeo da centri di ricerca di sei Paesi e finanziato dall’Unione europea (Horizon 2020, Grant Agreement n°636992) per realizzare una macchina in grado di produrre componenti metallici complessi in “produzione additiva”, ovvero con tecniche di stampa in 3D. L’intervento di Borealis prevede il contributo alla Città di Torino di seimila euro per l’acquisto e la messa a dimora di alberi, che troveranno casa in via Gorini. Quello del 20 maggio è il quarto appuntamento di “1000 Alberi a Torino”, e segue quelli del 21 novembre 2016, in Circoscrizione 6 (lungo Stura Lazio) e del 14 maggio 2017, in Circoscrizione 8 (via Zino Zini); il primo appuntamento in via Gorini è stato il 19 novembre 2017. Pier Sorel   In caso di maltempo l’iniziativa sarà...

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Gli Stati Generali della Fotografia ottengono una Direttiva Ministeriale grazie a Franceschini.

Pubblicato da alle 16:01 in .Arte, DOXA segnalazioni, galleria home page, Innovazione | 0 commenti

Gli Stati Generali della Fotografia ottengono una Direttiva Ministeriale grazie a Franceschini.

Stati generali della fotografia. Era la primavera del 2017, quando il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo per tutti “MiBACT”, Dario Franceschini, ha decretato la costituzione di una Cabina di regia per la fotografia, al fine di conservare, valorizzare e diffondere la fotografia in Italia come patrimonio storico e linguaggio contemporaneo, strumento di memoria, di espressione e comprensione del reale, utile all’inclusione e all’accrescimento di una sensibilità critica autonoma da parte dei cittadini.   Con l’obiettivo di definire un Piano strategico volto ad adattare l’intervento pubblico alle mutazioni tecniche ed economiche del settore e a determinare nuove opportunità per la fotografia italiana a livello nazionale e internazionale, il Ministero ha indetto gli Stati generali della fotografia.   A distanza di quasi un anno il 24 aprile 2018 è stata registrata la Direttiva del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo per lo sviluppo della fotografia in Italia. La Direttiva indirizza gli organi del Ministero per l’attuazione degli obiettivi individuati dal ‘Piano strategico di sviluppo della fotografia in Italia’, consultabile per esteso a questo link. Consigliere del Ministro Dario Franceschini per la valorizzazione del patrimonio fotografico nazionale c’è la torinese Lorenza Bravetta, l’abbiamo interpellata sul felice esito della Direttiva ministeriale.  “E’ stato un lavoro intenso e partecipato, i lunghi mesi dedicati a raccogliere esperienze sono serviti a tracciare un quadro di riferimento del settore, di cui si aveva un impellente necessità. E’ ovviamente solo un inizio, per fare un lavoro completo, occorrono una riforma normativa e fiscale. Spero vivamente nel proseguo di questa iniziativa.  I punti che mi stanno più a cuore sono tre, l’attenzione al mondo la conservazione e della memoria, gli archivi, ed un censimento dei materiali. Per il  presente è fondamentale l’importanza della divulgazione della produzione e internazionalizzazione della fotografia italiana. Unita alla didattica, all’educazione all’immagine, alla conoscenza  del linguaggio delle immagini per i più giovani, ricordando che non c’è una vera laurea dedicata a questa disciplina”. L’Italia è tra i primi paesi a dotarsi di una Direttiva siffatta, suscitando particolare attenzione, al punto che la Francia ha chiesto di poter visionare il documento per poterne trarne utili indicazioni.       La Corte dei Conti registrando la direttiva avvia di fatto il Piano Strategico di Sviluppo che avrà una durata quinquennale, dal 2018 al 20122, determinando così nuove prospettive per la fotografia sia per il nostro paese sia a livello internazionale restituendo importanza al grande patrimonio fotografico italiano che necessita di essere conservato, tutelato e reso fruibile al pubblico.  ...

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Il 9 maggio è la Festa dell’Europa. Dodici Comuni metropolitani siglano un protoccollo.

Pubblicato da alle 10:18 in DOXA segnalazioni, Economia, galleria home page, Innovazione | 0 commenti

Il 9 maggio è la Festa dell’Europa. Dodici Comuni metropolitani siglano un protoccollo.

Unione Europea. Far conoscere l’Europa e facilitare l’accesso alle informazioni sull’Unione Europea è l’obiettivo del protocollo che 12 comuni firmeranno il 9 maggio, in occasione della Festa dell’Europa, con la Città metropolitana. La festa dell’Europa del 9 maggio celebra la pace e l’unità in Europa. La data è stata scelta per ricordare la storica dichiarazione  resa proprio il 9 maggio del 1950  dall’allora ministro degli esteri francese Robert Schuman, in cui proponeva la sua idea di una nuova forma di cooperazione politica per l’Europa, che avrebbe reso impensabile una guerra tra le nazioni europee. Nel 1950, le nazioni europee cercavano ancora di risollevarsi dalle conseguenze devastanti della Seconda guerra mondiale, conclusasi cinque anni prima. Determinati ad impedire il ripetersi di un simile terribile conflitto, i governi europei giunsero alla conclusione che la fusione delle produzioni di carbone e acciaio avrebbe fatto sì che una guerra tra Francia e Germania, storicamente rivali, diventasse – per citare Robert Schuman – “non solo impensabile, ma materialmente impossibile“. Si pensava, giustamente, che mettere in comune gli interessi economici avrebbe contribuito ad innalzare i livelli di vita e sarebbe stato il primo passo verso un’Europa più unita. L’adesione alla CECA era aperta ad altri paesi. Con queste parole apre la dichiarazione il ministro Shuman: “La pace mondiale non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano. Il contributo che un’Europa organizzata e vitale può apportare alla civiltà è indispensabile per il mantenimento di relazioni pacifiche. La Francia, facendosi da oltre vent’anni antesignana di un’Europa unita, ha sempre avuto per obiettivo essenziale di servire la pace. L’Europa non è stata fatta : abbiamo avuto la guerra. L’Europa non potrà farsi un una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto. L’unione delle nazioni esige l’eliminazione del contrasto secolare tra la Francia e la Germania: l’azione intrapresa deve concernere in prima linea la Francia e la Germania. A tal fine, il governo francese propone di concentrare immediatamente l’azione su un punto limitato ma decisivo. Il governo francese propone di mettere l’insieme della produzione franco-tedesca di carbone e di acciaio sotto una comune Alta Autorità, nel quadro di un’organizzazione alla quale possono aderire gli altri paesi europei”. Con lo stesso intento mercoledì 9 maggio alle 11 nello spazio dello Europe Direct Torino in corso Inghilterra 7, sede della Città metropolitana, i sindaci dei Comuni di Alpignano, Balangero, Carmagnola, Condove, Moncalieri, Pomaretto, Rivalta, Rivoli, San Mauro Torinese, Settimo Torinese, Vidracco e Villarfocchardo sottoscriveranno con la Città metropolitana un protocollo di intesa che rafforza il loro impegno nella promozione e condivisione di azioni di informazione e comunicazione sull’Europa e sull’Unione europea, e promuove la dimensione europea per lo sviluppo economico e sociale del territorio attraverso al gestione di sportelli informativi denominati Antenna Europa. La giornata della Festa dell’Europa del 9 maggio 2018 sarà anche l’occasione per presentare ufficialmente il nuovo spazio dedicato allo sportello Europe Direct Torino nella sede della Città metropolitana di corso Inghilterra 7 a Torino. All’inaugurazione, alle 10,  prenderanno parte il vicesindaco e la consigliera delegata alle politiche europee della Città metropolitana. Dalle 9 alle 16 verranno distribuite pubblicazioni gratuite e verrà svolto un servizio di informazione e consulenza per vivere, studiare formarsi e lavorare in Europa. Dal 10 al 14 maggio lo Europe...

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Giovani creativi mettetevi al “Tavolo”. Parte il concorso “PROGETTI SM’art”.

Pubblicato da alle 16:47 in Fashion, Innovazione, Prima pagina, talenTO, Università | 0 commenti

Giovani creativi mettetevi al “Tavolo”.  Parte il concorso “PROGETTI SM’art”.

Si lamenta spesso il gap che esiste in Italia tra gli studi universitari e il mondo del lavoro: gli studenti non entrerebbero in contatto con gli aspetti pratici e produttivi dell’attività professionale. Partendo da questa e da altre riflessioni la SM’art, una giovane, ma già ben posizionata realtà industriale nell’ambito dei materiali per l’industria del mobile, ha deciso di entrare in contatto con giovani creativi sotto i 30 anni  italiani e stranieri e con gli studenti che a Torino frequentano il Politecnico, lo IED, lo IAAD e l’Accademia Belle Arti di Cuneo (corsi di Product and Interior Design).  A loro è infatti rivolta la prima edizione del concorso  “PROGETTI SM’art”, ai futuri talenti e protagonisti del design italiano che per partecipare dovranno ideare un TAVOLO interamente realizzato con i prodotti della SM’art.  Tre le diverse categorie che verranno premiate: Miglior progetto in assoluto Miglior progetto nuova idea Miglior progetto colore “Il Made in Italy è una garanzia nel mondo soprattutto per alcuni settori di beni di consumo tra cui l’arredamento” sottolinea Francesco Bellantuono, export manager della SM’art, “noi stessi ne siamo l’esempio: una giovane realtà che in pochi anni –la SM’art è stata fondata nel 2005- è riuscita a imporsi a livello internazionale con competitor molto più grandi e potenti, grazie all’originalità della proposta e alla qualità. Per noi essere innovativi è fondamentale: usciamo quasi ogni sei mesi con nuove proposte che vanno dai diversi decorativi sino ai nuovi materiali e crediamo molto nell’entusiasmo e nell’audacia tipiche dei giovani creativi che vogliamo aiutare dando loro un assaggio di cosa potrebbero fare una volta laureati con gli strumenti e il know how giusti. Questa è la prima edizione del premio e abbiamo quindi voluto scegliere il tavolo, un oggetto dalle mille declinazioni, un po’ come i nostri materiali, ma negli anni a venire seguiranno altre call e occasioni di collaborazione con gli studenti e i giovani designer” C’è tempo sino al 30 giugno per iscriversi al concorso accedendo al sito della SM’art nella sezione news http://www.s-m-art.it/progetti-IT.html; che vinca il migliore dunque e viva il Made in Italy!   Emanuela...

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I top manager amano gli sport estremi.

Pubblicato da alle 17:57 in Economia, Innovazione, Prima pagina, Sport | 0 commenti

I top manager amano gli sport estremi.

Imprenditori, dirigenti di banche d’investimento, consulenza e Borsa: sottoposti a elevatissimi livelli di stress, forti impatti emotivi e ritmi decisamente frenetici. La continua lotta contro il tempo e la pressione di dovere prendere decisioni importanti, rendono la corsa, il ciclismo, il triathlon e gli sport estremi (arrampicata, alpinismo e scialpinismo, skyrunning, kitesurfing e parapendio, immersioni…) la migliore attività fisica per questi profili. Questi sport permettono, infatti, di allenarsi all’aperto e di liberare la mente, incrementare la resistenza fisica e psichica alla fatica e la forza di volontà. È per questo motivo che non è raro vedere amministratori delegati di grandi aziende sulla griglia di partenza di una maratona, che si entusiasmano non solo quando “danno i numeri” di fatturati ma anche per performance sportive stellari, meglio se personali. E sono sempre di più i top manager che ai pomeriggi sul campo da golf preferiscono levatacce per correre una ventina di chilometri sognando l’Ironman. Gli sport estremi sono la nuova passione dei top manager. Che siano adrenalinici, specialità dove un cedimento può costare la vita come praticando parapendio, immersioni, kitesurfing, arrampicata, freeride oppure di resistenza (in primis, maratone e triathlon) poco importa: quello che conta è che le attività richiedano impegno e fatica e soprattutto spingano verso il limite. Del resto “exercise furiously” (fare sport “furiosamente”) è al secondo posto (dopo lo scontato “svegliarsi prima che il gallo canti”) tra le «14 attività che la persona di successo fa prima di colazione» secondo il World Economic Forum. Perché questi sport, che chiedono il massimo alla mente ma soprattutto al corpo, hanno fatto breccia nelle “Board room”? La risposta più ovvia è che competizione e gusto del rischio portino chi ha posizioni di responsabilità a mettersi in gioco e sfidarsi anche nel (poco) tempo libero. Ma secondo gli esperti ci sono fattori più complessi in gioco. Per Giuseppe Vercelli (psicologo della prestazione, tre Olimpiadi alle spalle, responsabile area psicologica della Federazione italiana sport invernali e canoa kayak, nonché consulente Juventus) questo tipo di attività è spesso un pretesto per allenare meccanismi comportamentali manageriali, in primis il controllo emotivo e l’uso delle emozioni. Nell’alpinismo, per esempio, creatività, calcolo del rischio e capacità di prendere decisioni ad alta velocità sono fattori chiave, come nella gestione di un business. Fra l’altro, è emerso che solo per il 10% vincere è importante. Per gli altri, gare e allenamenti sono occasioni per incontrare persone con cui hanno almeno due cose in comune: lavoro stressante e passione per lo sport all’aperto. Chi inizia ad allenarsi dopo i 45 anni, infatti, è più interessato alla competizione con se stesso e contro il tempo che con gli altri. Gli sport estremi sono la scelta di uno stile di vita: attivo, all’aperto, salutare, elitario ma autentico. Che si sceglie per sentirsi e essere diversi, ritrovare un legame con la natura e persone affini: non a caso l’esplosione di questo fenomeno è avvenuta con i social network. Infine, le attività di performance all’aperto insegnano il coraggio e soprattutto l’umiltà, ovvero la coscienza della propria piccolezza come esseri umani. Se non è questa una lezione di vita per chi gestisce patrimoni e destini professionali delle persone, cos’altro può esserlo? Marina Bosio Una fonte preziosa di questo post è stato il blog di Laura Traldi Design@Large. https://enordovest.blogspot.it...

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La Compagnia di San Paolo rimette in gioco villa Abegg. Un bando come una Fenice.

Pubblicato da alle 19:05 in Economia, galleria home page, Innovazione, Notizie | 0 commenti

La Compagnia di San Paolo rimette in gioco villa Abegg. Un bando come una Fenice.

La Fondazione Abbegg a sede a Riggisberg, nei pressi di Berna in svizzera, essa raccoglie e studia tessuti storici dalle origini fino al 1800, provenienti prevalentemente dall’area europea e del Mediterraneo. Inoltre, grazie alla collezione privata di Werner e Margaret Abegg, possiede anche una raccolta significativa di opere di arte applicata, pittura e plastica. Nel dicembre del 1961 Werner e Margaret Abegg fondarono, dopo una lunga attività di raccolta privata, l’Istituto della Fondazione Abegg,  a Riggisberg, in Svizzera nei pressi di Berna. Sin dai primi anni dedicarono il loro interesse e impegno allo studio e alla preservazione dei tessuti antichi. La collezione di tessuti della Fondazione Abegg gode di fama mondiale. Essa comprende piu di 7000 tessuti provenienti da tutta Europa, dal Vicino Oriente e dalle regioni delle vie della seta, datati tra il IV secolo a.C. e il 1800. La Fondazione Abegg possiede inoltre una significativa collezione di opere dell’arte applicata, pittura e opere d’arte scultorea. Oltre ai tessuti la fondazione presenta opere d’arte dei più diversi generi, volti a illustrare con maggiore chiarezza la loro reciproca «fecondazione» e influenza.   Nel 1927 fu proprio la famiglia di Werner Abegg, industriale svizzero del tessile e collezionista, ad acquistare e trasformare la La Vigna di Madama Reale di Torino in un centro studi internazionale, in stretto rapporto con il Museo Civico di Palazzo Madama e con Vittorio Viale, suo direttore dal 1930 al 1965. Nel 1983 i signori Abegg donano la proprietà alla Città di Torino e l’Istituto Bancario San Paolo di Torino acquista la proprietà superficiaria della Villa e l’uso di parte dei giardini . La restante porzione del Parco fa parte del Verde pubblico di Torino, Parchi collinari, ed è aperta alle visi e (sabato e domenica). La Vigna di Madama Reale, restaurata negli anni Ottanta, è sede di rappresentanza e ospita l’Archivio Storico della Compagnia di San Paolo. Oggi la Compagnia di San Paolo, in accordo con Intesa Sanpaolo e Città di Torino, lancia un bando di idee per dare nuova vita alla Vigna di Madama Reale, con una gestione che potrebbe durare fino a sessant’anni dal titolo The Phoenix Renewed, la fenice rinnovata. L’avviso è aperto ad una molteplicità di enti: italiani e stranieri, pubblici e privati, singoli o in raggruppamento. Le attività possibili sono moltissime, tutte quelle previste dalla normativa locale. Dall’istruzione inferiore, superiore e universitaria alle fondazioni culturali e i centri di ricerca; dai servizi sociali alle attività per il tempo libero e sportive, oltre a molte altre. La Compagnia di San Paolo è inoltre disponibile a valutare un sostegno alla realizzazione di interventi di manutenzione straordinaria dell’immobile, al fine di consentire la realizzazione dell’attività prevista dal progetto che verrà selezionato. Il Progetto The Phoenix Renewed è promosso in collaborazione con la coppia di scrittori ed intellettuali Bruce Sterling e Jasmina Tesanovic, che si sono conosciuti e innamorati a Torino e attratti dalla bellezza e dal fascino della cultura subalpina hanno deciso di vivere qui. Infatti saranno loro a vivere e lavorare all’interno della villa. “Con questo progetto la Fondazione si pone l’obiettivo di richiamare su Torino energie e risorse, progettualità e intelligenze, anche per contribuire a rafforzare il prestigio a livello internazionale della città” dichiara Piero Gastaldo, Segretario Generale della Compagnia di San Paolo. L’intento è quello di rivalutare non solo la Villa – caratterizzata da una straordinaria bellezza...

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Gli studenti del Galfer sono i migliori nel concorso europeo “I giovani e le scienze”

Pubblicato da alle 12:29 in Eventi, Innovazione, Notizie, Prima pagina, talenTO | 0 commenti

Gli studenti del Galfer sono i migliori nel concorso europeo “I giovani e le scienze”

Commissione Europea. Con il loro progetto  “(R)Evolution Simulator” gli studenti  Federico Malnati (2000), Matteo Palmieri (2000), Alessandro Sosso (2000), del Liceo Scientifico Galileo Ferraris di Torino, per tutti Galfer, sono stati selezionati come i migliori  della selezione italiana del concorso europeo “I giovani e le scienze”  e parteciperanno alla selezione europea prevista a Dublino dal 14 al 19 settembre assieme agli inventori del progetto “Techno-B Brace (Techno-Back Brace)” Nicolò Vallana (2000), Luca Fermi (2000), Edoardo Puce (2000), dell’ITTS Da Vinci – O. Belluzzi di Rimini. “La scienza e la ricerca sono fondamentali per il futuro dell’Europa,” dice il dott. Massimo Gaudina, Capo Rappresentanza a Milano, Commissione europea,” Investire sui giovani talenti non è un lusso ma un bisogno essenziale per assicurare il progresso  e la crescita economica delle nostre società. Per questo motivo la Commissione europea continua a investire in programmi di ricerca, come Horizon 2020, per valorizzare le eccellenze e preparare il nostro futuro e la Direzione Generale Ricerca realizza ogni anno il concorso europeo I GIOVANI E LE SCIENZE”.  A Milano  ieri 25 marzo e oggi, lunedì 26 marzo si svolge aperta al pubblico la mostra delle invenzioni e dei progetti di ragazzi e ragazze di età compresa tra i 14 e i 21 provenienti da tutta Italia che partecipano  della Selezione Italiana del concorso europeo “I giovani e le scienze” della Direzione Generale della Commissione europea EUCYS e il 26 mattina n ple Morandi 2 la cerimonia di premiazione alla presenza delle massime autorità.   Con l’edizione 2018 ‘I giovani e le scienze’, che è l’evento più prestigioso a livello europeo in quanto voluto sia dal Parlamento che dalla Commissione e dal Consiglio, il concorso, giunto alla sua trentesima edizione, raggiunge in totale ben 2401 progetti presentati da 5412 ragazze e ragazzi. Sono 867 i lavori selezionati per le finali, realizzati da 1827 studenti. Si tratta dell’Italia che cresce, rappresentano i veri talenti e molti di loro negli anni hanno anche brevettato le loro invenzioni e avviato delle start up estremamente innovative. Il dott. Alberto Pieri, segretario generale della FAST-Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche, che organizza per la DG Ricerca  della Commissione europea ogni anno, tale finale nazionale spiega:” alla finale europea prevista quest’anno a Dublino dal 14 al 19 settembre  i neoArchimede vincono sino a settemila euro per le loro invenzioni e prototipi;  a Milano il 26 marzo alla finale italiana vengono elargite borse di studio, viaggi, attestati di prestigiose realtà europee ed internazionali.   Ci sono ben 26 stand e invenzioni in mostra, allestiti da ragazze e ragazzi di tutta Italia con scoperte curiose ed utili”. Sono 61 gli studenti finalisti. Arricchiscono la rassegna anche 16 finalisti provenienti da altri Stati. I progetti riguardano tutte le materie: da quelle umanistiche a quelle scientifiche e tecniche;  anche quest’anno sono estremamente interessanti. Molte sono legate al desiderio da parte dei giovani di trovare soluzioni pratiche a problemi reali, come in questi progetti ad esempio: una innovativa applicazione per poter prenotare il pranzo al bar della scuola riducendo le attese e lo spreco alimentare; oppure  un particolare alimentatore mobile per innovare le aule di informatica; uno studio su uno stent pericardico auto-espandibile; un nuovo programma open-source di grafica 3D, che permette di costruire ed eseguire flow chart; ma anche un nuovo modello sperimentale per monitorare nel tempo lo stato di conservazione dell’olio di oliva; ed un ...

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Investimenti sostenibili e virtuosi tra AZIMUT Wealth Management e ONLUS H4O.

Pubblicato da alle 11:20 in Economia, Innovazione, Notizie, ONG piemontesi, Prima pagina | 0 commenti

Investimenti sostenibili e virtuosi tra AZIMUT Wealth Management e ONLUS H4O.

Si è svolta lo scorso gennaio nei locali Azimut Wealth Management di Via Cernaia, divisione di Azimut Capital Management dedicata ai patrimoni più importanti per dimensioni e complessità, la presentazione del comparto AZ Fund Multiasset Sustainable Equity Trend e della collaborazione con la Onlus H4O, Help for Optimism, fondata a Torino nel 2014 per iniziativa del giovane ingegnere torinese Edoardo Bono. Nel corso della serata, in cui i visitatori sono stati accolti dal catering di Pepino e La Drogheria, che hanno sostenuto l’iniziativa, abbiamo incontrato Paola Bifulco, wealth manager di Azimut e Edoardo Bono, che ci hanno illustrato come è nata questa collaborazione. In primo luogo Paola Bifulco ha presentato il fondo di investimenti e come questo possa impattare positivamente anche su progetti di beneficenza opportunamente selezionati Paola Bifulco: Per rispondere all’attenzione crescente che si sta generando sulla tutela dell’ambiente e la responsabilità sociale, il Gruppo Azimut ha lanciato AZ Fund Multiasset  Sustainable Equity Trend, un comparto azionario globale che coniuga sostenibilità e rendimento unendo alla selezione dei titoli l’analisi basata sui criteri di sostenibilità ESG (Environmental Social Governance). Criteri questi ultimi che includono la promozione di uno sviluppo sostenibile sia dell’ambiente sia delle norme sociali e in cui gli emittenti sostenibili si impegnano tipicamente a minimizzare la loro impronta ecologica e considerano la corporate governance e i criteri sociali. L’investimento sostenibile, tenendo conto di tutti questi fattori, genera “un circolo virtuoso” in grado di cambiare l’economia mondiale.  Come è strutturato questo comparto? P.B. Questo nuovo prodotto è gestito in modo attivo da AZ Fund Management che si occupa della costruzione e della gestione del portafoglio di investimento. L’universo dei titoli azionari investibili è costituito da oltre 4.500 società appartenenti all’indice Msci World, da cui vengono selezionati solamente quelli che rispondono ai criteri ESG. Su questo universo, composto da circa 1.400 titoli, viene successivamente condotta una valutazione quantitativa per individuare le società che soddisfano criteri minimi di redditività (quasi 500 titoli). Infine, la costruzione e la gestione del portafoglio viene eseguita dal team di gestione che seleziona circa 70-100 titoli di qualità. I sottoscrittori del comparto potranno infine decidere di donare, tutta o in parte ( 100% o 50%) la cedola trimestrale ad una Onlus tra quelle che possiedono i requisiti necessari per beneficiare del servizio di solidarietà, ovvero essere iscritte all’anagrafe Onlus dell’Agenzia delle Entrate ed esistere da almeno 2 anni.Tra queste abbiamo selezionato H4O che oggi abbiamo il piacere di presentare ai nostri investitori e che è stata fondata da un giovane ingegnere di Torino. H4O sviluppa progetti di sostenibilità in Madagascar: il progetto, selezionato tra più di 2000 concorrenti, ha vinto il premio come Project of the Year Award 2016 dell’Università di Leeds. Edoardo, come è nato il tuo interesse per il Madagascar e il desiderio di contribuire ad uno sviluppo concreto in aiuto della popolazione locale? Ho approcciato il Madagascar come turista e sono tornato più volte negli anni per la bellezza del luogo, rendendomi però conto che c’erano situazioni che non venivano mostrate ai visitatori, ma che rappresentavano gravi criticità per gli abitanti: in Madagascar il 92% della popolazione vive infatti con meno di due dollari al giorno, sotto alla soglia di povertà. Come ingegnere ho pensato a qualcosa di estremamente pratico che intervenisse su uno dei problemi più seri, ossia l’assenza di servizi igienici, che comporta drammatiche conseguenze...

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Il Tribunale Arbitrale per Impresa, Lavoro e Sport apre una propria sede a Torino.

Pubblicato da alle 16:10 in Economia, I nuovi Shop, Innovazione, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Il Tribunale Arbitrale per Impresa, Lavoro e Sport apre una propria sede a Torino.

Tribunale arbitrale: Anche in Piemonte, la Giustizia torna a farsi prossimità al cittadino Prevista per venerdì 23 febbraio alle ore 18  presso gli Uffici di Via Caprera, 28 a Torino l’inaugurazione della Delegazione provinciale del Tribunale Arbitrale per l’Impresa, il Lavoro e lo Sport.    Una Giustizia di prossimità al cittadino e all’impresa che basa il suo fondante operativo sulla terzietà del giudizio, sulla professionalità dei giudici arbitri chiamati a dirimere la lite, scelti appunto per competenza da una qualificatissima commissione di giudici tributari e di pace, sulla brevità dei tempi per la sentenza che verrà espressa nell’arco dei sei mesi successivi all’istaurarsi della lite. È un giudizio di primo grado a tutti gli effetti, che si sostituisce al primo grado del Tribunale ordinario divenendo immediatamente esecutivo, avverso cui si può opporre, come nel giudizio ordinario, ricorso in Corte d’Appello. Una giustizia, semplice, immediata ed efficiente che può garantire la certezza del diritto nelle controversie contrattuali e superare  le ben note lungaggini della giustizia ordinaria. Per usufruire dei servizi su esposti sarà sufficiente sostituire la clausola penale presente nei contratti con quella che conferisce il giudizio al Tribunale Arbitrale per l’Impresa il Lavoro e lo Sport. Chiamato a presiedere la delegazione regionale del Tribunale il Dottor Francesco D’Alessandro, professionista, imprenditore,  consulente e corrispondente diplomatico, da sempre a sostegno della piccola e media impresa del territorio, che aggiunge un nuovo servizio nell’ottica della facilitazione della risoluzione delle controversie per le PMI.  ...

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Un protoccollo d’intesa per il welfare regionale. We care, strategie per le problematiche sociali.

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Un protoccollo d’intesa per il welfare regionale. We care, strategie per le problematiche sociali.

Il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e il Presidente dell’Associazione delle 12 Fondazioni di origine bancaria (FOB) del Piemonte Giovanni Quaglia hanno presentato oggi in Fondazione CRT il protocollo d’intesa per collaborare sulla strategia di innovazione sociale “Wecare – Welfare Cantiere Regionale”.   Nell’ambito del programma WECARE verranno sviluppate attività condivise: in particolare, le Fondazioni piemontesi sosterranno progetti che, in linea con i principi della strategia regionale, siano capaci di costruire reti pubblico-private di welfare comunitario e di rispondere in modo innovativo alle problematiche sociali.   Va sottolineato che, nell’ambito della propria mission, le 12 FOB del Piemonte hanno aumentato da tempo la propria attenzione al welfare, ambito cui hanno destinato complessivamente oltre 100 milioni di euro lo scorso anno.   “Il protocollo d’intesa siglato oggi è il punto di approdo di una collaborazione da sempre attiva e viva con la Regione Piemonte e, nello stesso tempo, è il punto di partenza di un ‘percorso’ condiviso tra pubblico e privato per un grande obiettivo: l’innovazione sociale al servizio del bene comune – dichiara il Presidente dell’Associazione delle Fondazioni di origine bancaria Giovanni Quaglia –. Le Fondazioni stanno dimostrando sempre più di essere incubatori di idee, veri e propri agenti di cambiamento, capaci di mettere a disposizione del territorio non solo risorse finanziarie, ma anche conoscenze e competenze. Questo lavorare insieme per il Piemonte, che valorizza le prerogative e le specificità di ciascun soggetto, è un modello che può fare scuola nel resto del Paese”.   La strategia regionale per l’innovazione sociale “WECARE” – che coniuga misure diverse attraverso il Fondo Sociale Europeo e il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, per un investimento di risorse complessive pari a 20 milioni di euro (15 FSE e 5 FESR) – è il primo e unico caso a livello nazionale in questo settore. Nasce dal lavoro di un tavolo inter-assessorile composto da 4 assessorati della Regione Piemonte: Politiche Sociali, della Famiglia e della Casa; Diritti Civili e Pari Opportunità; Attività produttive; Istruzione, Lavoro e Formazione Professionale (seguito da Gianna Pentenero).     L’Assessore alle Politiche Sociali, della Famiglia e della Casa Augusto Ferrari afferma: “Innovare il modo di concepire e praticare le politiche sociali è una necessità fondamentale, per poter ridare sostanza alla missione su cui i nostri sistemi di welfare sono nati e a cui oggi non riescono più a dare una risposta soddisfacente: ridurre le disuguaglianze sociali. Il percorso di WECARE è nato su queste premesse, coinvolgendo tutti gli attori pubblici e privati nella sfida di coniugare politiche sociali, politiche del lavoro e sviluppo economico, pensando alla coesione sociale come grande occasione di sviluppo territoriale ed alla crescita come una sfida da realizzare attraverso la riduzione delle diseguaglianze sociali. La collaborazione con le Fondazioni bancarie piemontesi, attore fondamentale di sviluppo dei territori, è un grande passo in avanti per attuare questa strategia”.   Nel mese di dicembre 2017 è stato lanciato il primo bando per la creazione dei cosiddetti distretti di coesione sociale. Obiettivo: stimolare processi collaborativi sui territori, sperimentando azioni innovative di welfare territoriale e promuovendo una migliore governance locale. In primavera è prevista l’uscita di un secondo bando dedicato ai progetti di innovazione sociale per il terzo settore. Successivamente, saranno varate le linee per la promozione del welfare aziendale e il rafforzamento di attività imprenditoriali che producono effetti socialmente...

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