Innovazione

innovazione torino

Gazzetta Torino è un quotidiano online di informazione sulla città di Torino. calendario eventi torino, notizie torino, concerti a torino, mostre a torino, teatro torino, news torino, sport torino, racconti brevi, torino, innovazione. Gazzettatorino è il quotidiano on line di Torino: Cronaca e notizie dai principali quartieri della città, e informazioni di sport e cultura. Gazzetta Torino è un quotidiano online di informazione sulla città di Torino. calendario eventi torino, notizie torino, concerti a torino, mostre a torino, teatro torino, news torino, sport torino, racconti brevi, torino. Gazzettatorino è il quotidiano on line di Torino: Cronaca e notizie dai principali quartieri della città, e informazioni di sport e cultura, innovazione. innovazione torino

innovazione torino

Gazzetta Torino è un quotidiano online di informazione sulla città di Torino. calendario eventi torino, notizie torino, concerti a torino, mostre a torino, teatro torino, news torino, sport torino, racconti brevi, torino. Gazzettatorino è il quotidiano on line di Torino: Cronaca e notizie dai principali quartieri della città, e informazioni di sport e cultura. Gazzetta Torino è un quotidiano online di informazione sulla città di Torino. calendario eventi torino, notizie torino, concerti a torino, mostre a torino, teatro torino, news torino, sport torino, racconti brevi, torino. Gazzettatorino è il quotidiano on line di Torino: Cronaca e notizie dai principali quartieri della città, e informazioni di sport e cultura. innovazione torino

innovazione torino

http://www.comune.torino.it/ Gazzetta Torino è un quotidiano online di informazione sulla città di Torino. calendario eventi torino, notizie torino, concerti a torino, mostre a torino, teatro torino, news torino, sport torino, racconti brevi, torino. Gazzettatorino è il quotidiano on line di Torino: Cronaca e notizie dai principali quartieri della città, e informazioni di sport e cultura. Gazzetta Torino è un quotidiano online di informazione sulla città di Torino. calendario eventi torino, notizie torino, concerti a torino, mostre a torino, teatro torino, news torino, sport torino, racconti brevi, torino. Gazzettatorino è il quotidiano on line di Torino: Cronaca e notizie dai principali quartieri della città, e informazioni di sport e cultura. calendario eventi città di torino

A Torino il primo Workshop Nazionale sulle Gestione delle Emergenze.

Pubblicato da alle 11:57 in DOXA segnalazioni, Eventi, galleria home page, Innovazione, talenTO, Università | 0 commenti

A Torino il primo Workshop Nazionale sulle Gestione delle Emergenze.

  L’Associazione Italiana Cultura Qualità con Thales Alenia Space ( J.V. tra Thales e Leonardo) ha organizzato il primo Workshop Nazionale sulle Gestione delle Emergenze.  Il convegno si aprirà con i saluti della Sindaca Chiara Appendino , del Vice Presidente del Consiglio Regionale Nino Boetti, della  Presidente AICQ Giorgia Garola e del Vicepresidente di Thales Alenia Space Walter Cugno. Il chairman del Convegno è Mario Ferrante Thales Alenia Space e Vicepresidente AICQ. Il convegno farà il punto  sullo stato dell’arte nella Gestione e Prevenzione delle Emergenze, crea un forum periodico su questo tema, promuovere il trasferimento di metodologie ed esperienze da un settore all’ altro, rafforza la consapevolezza che le tecnologie spaziali e moderne contribuiscono a migliorare la gestione delle emergenze per condividere l’esperienza delle industrie, agenzie spaziali, associazioni internazionali, università e servizi. L’ AICQ ha sempre avuto un’attenzione particolare non solo ai temi classici della Qualità, ma anche a temi che riguardano la Qualità della Vita del cittadino. L’AICQ e Thales Alenia Space hanno organizzato un evento di notevole interesse. Nel 2016 si mise in opera il primo Workshop Nazionale sulla “Gestione dell’errore Umano” con interventi nel settore Spaziale, Accademico e Sanitario e nel 2017 su questo nuovo tema anch’esso trasversale  sulla “Gestione delle Emergenze”. La Qualità migliora sicuramente nel confronto e nella condivisione. Dai tempi antichi ai giorni nostri l’emergenza è un aspetto che ha coinvolto tutto il nostro Pianeta  Esempi ci sono dati dalle api che in mancanza di fiori producono il miele, utilizzando le secrezioni di altri insetti, oppure dalle formiche che in caso di alluvioni, per proteggere la regina, costruiscono con i loro corpi una zattera.  Anche nelle antiche civiltà precolombiane c’era una particolare attenzione alla prevenzione, basti osservare la tecnica di costruzione degli edifici per ridurre il rischio di collasso in caso di terremoti (Peru – Ollantaytambo). Per Thales Alenia Space, che ha come vision “Lo Spazio come orizzonte dell’Umanità per costruire sulla Terra una vita migliore e sostenibile”,  il contributo all’ organizzazione di questo convegno rappresenta sicuramente un fatto positivo. I satelliti forniscono un notevole supporto alla gestione delle Emergenze come nel caso di COSMO-SkyMed  sistema duale  dell’ ASI e del Ministero della Difesa e Sentinel dell’ESA. Da non dimenticare anche la prevenzione delle Emergenze nello Spazio ed in particolare sulla Stazione Spaziale dove l’Azienda ha realizzato il 50% del Volume Abitabile negli stabilimenti di Torino. L’obiettivo di questo convegno non è alimentare allarmismi, ma far conoscere la straordinaria competenza ed eccellenza su questo tema ed evidenziare nei diversi domini, da quelli ad alta tecnologia come lo Spazio, ai Servizi, alla Sanità, alle Industrie, lo stato dell’arte dell’Emergenza in termini di Prevenzione e Gestione. L’ importanza della partecipazione a questo evento è dettata dall’attualità dell’argomento affrontato con relazioni da parte di esperti, anche di fama internazionale, che spaziano in tutti i campi. Valorizzare e promuovere i risultati raggiunti  Il convegno, grazie al contributo di Intesa San Paolo nonché di altri importanti sponsor, si terrà in un luogo molto suggestivo: il Grattacielo Intesa San Paolo di Torino. Le istituzione hanno dato il massimo supporto a questo evento insieme agli Ordini professionali e ai vari Sponsor che hanno riconosciuto e sostenuto l’importanza di questo tema . Il Workshop è indirizzato sia al grande pubblico che alla Comunità Industriale, Scientifica, Sanitaria, Universitaria , Servizi, Professionisti e Istituti di ricerca....

Continua

“L’infinita curiosità. Un viaggio nell’universo in compagnia di Tullio Regge”

Pubblicato da alle 12:17 in galleria home page, Innovazione, Mostre, Spettacoli, Università | 0 commenti

“L’infinita curiosità. Un viaggio nell’universo in compagnia di Tullio Regge”

Dall’immensamente grande all’estremamente piccolo con la mostra “L’infinita curiosità. Un viaggio nell’universo in compagnia di Tullio Regge” Nella cornice di un’Accademia delle Scienze recentemente ristrutturata e riconsegnata alla cittadinanza, si è inaugurata la mostra “L’infinita curiosità. Un viaggio nell’universo in compagnia di Tullio Regge”. Il progetto è realizzato nell’ambito delle attività del Sistema Scienza Piemonte, un accordo promosso dalla Compagnia San Paolo e sottoscritto dai principali enti torinesi che si occupano di diffusione della cultura scientifica. Invitati permanenti ai tavoli di lavoro anche la Regione Piemonte, la Città di Torino e la Città metropolitana di Torino. “La ristrutturazione degli spazi adibiti alla mostra”, ha spiegato Alberto Piazza, il presidente dell’Accademia delle Scienze, “ha avuto inizio nel 2016, grazie all’importante sostegno della Compagnia San Paolo, ed è terminata nel gennaio 2017, interessando gli spazi che, nell’edificio originario dell’Accademia – risalente al 1687 – ne costituivano la cappella. Senza il contributo della Compagnia San Paolo oggi non saremmo qui a celebrarne la realizzazione, e vorrei, a questo proposito, sottolineare che il finanziamento di quest’ultima ha sempre obbedito a un disegno preciso e lungimirante di riqualificazione sia culturale sia edilizia del tessuto cittadino: infatti, dal 2005 a oggi, la Compagnia San Paolo ha investito oltre 9 milioni di euro per la cura del palazzo dell’Accademia. Grande, quindi, è il nostro senso di gratitudine nei suoi confronti, e con questa mostra, dal tema quanto mai attuale, ospitata in tali locali rinati a nuova vita, vorrei sottolineare l’impegno di tutti coloro che hanno partecipato alla sua riuscita, per promuovere l’innovazione e la propagazione di progetti di ricerca e della conoscenza, favorendo il nostro spirito critico e un dialogo tra scienza e società”. La mostra, suddivisa in sei sezioni, ha lo scopo di esplorare i temi più affascinanti della fisica contemporanea, dalle onde gravitazionali ai buchi neri, dalla relatività ai quanti, dalle particelle elementari ai macrosistemi: un viaggio immaginario nell’universo, dall’immensamente grande all’estremamente piccolo, attraverso lo spazio, il tempo e la materia. Guida ideale di quest’ultimo sarà Tullio Regge, uno dei più celebri scienziati della seconda metà del Novecento, autore di importanti scoperte scientifiche nel campo della fisica e appassionato divulgatore scientifico. Ed è proprio la sua curiosità, che dà il titolo all’esposizione – accostata all’aggettivo infinita perché “Regge”, come ha specificato Alberto Piazza, “non si è dedicato solo a temi propriamente scientifici, ma anche alla politica, agli organismi geneticamente modificati, al disegno e non solo” – a rappresentare il filo conduttore dell’intero percorso. Questo “si snoda attraverso le due grandi teorie che consentono di interpretare l’universo”, ha affermato Piero Bianucci, curatore della mostra insieme a Vincenzo Barone, “ossia la relatività generale di Einstein e la fisica quantistica, con un passaggio nel “mondo di mezzo” che riguarda molecole, particelle e simili”. “Ci sono, inoltre, due registri, all’interno della rassegna: uno pop, con installazioni, ambienti immersivi, video, exhibit interattivi, che forniscono delle intuizioni e suscitano emozioni, e uno più raffinato, costituito dai testi e dalle bacheche in cui sono esposti i documenti storici che presentano gli studi fondamentali circa questa materia”. “Regge”, infine, “ne è la guida ideale perché, nel corso della sua vita, ha toccato e studiato tutti i temi qui affrontati”. La rassegna sarà, inoltre, accostata a un ricco programma di eventi collaterali che prevedono incontri con grandi scienziati e divulgatori, incroci e contaminazioni...

Continua

Formazione gratuita per studenti, ricercatori e imprenditori che credono nell’innovazione.

Pubblicato da alle 12:58 in Economia, Innovazione, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Formazione gratuita per studenti, ricercatori e imprenditori che credono nell’innovazione.

    Saranno 40 i posti disponibili  per studenti, ricercatori e imprenditori che vogliano imparare da esperti come si crea un’azienda dedicata all’innovazione, in particolar modo applicata al settore delle Smart City  A partire dal 25 ottobre, e per 10 settimane, si terrà il primo corso di formazione dedicato alle start up indirizzato al mercato delle ‘Smart City’. “Company Creation” è il nome del programma di formazione e lo ha ideato StarBoost Academy in collaborazione con Planet Idea. StarBoost è un movimento imprenditoriale, parte di un importante gruppo industriale con esperienza decennale nel campo dell’innovazione digitale, che aggrega imprenditori, investitori, advisor e mentori per formare, supportare e valorizzare i talenti nel processo di creazione della propria azienda. Mentre Planet Idea è un centro di competenze che sviluppa progetti per integrare l’innovazione in ambito urbano. È specializzato nella progettazione di edifici, complessi residenziali, quartieri o interi ecosistemi urbani. I partecipanti al corso avranno a disposizione un team di professionisti che li aiuteranno, a mettere a punto un business model e impostare la società nel modo più solido dal punto di vista legale e societario.  “Grazie al nostro modello di Company Creation evitiamo il fenomeno dell’alta percentuale di fallimento delle start up in fase di partenza, proprio perché affianchiamo l’innovatore nell’analisi del suo modello di business fornendo strumenti strategici a livello legale e contrattuale ed aiutandolo nella delicata fase di costruzione di un team coeso,“Con la prima Smart City al mondo rivolta al social Housing, Planet ha tra i suoi obiettivi anche quello di delineare una nuova definizione di smart city: non più ambito teorico e progetto utopico, realizzabile solo con alti investimenti ma prototipo di modello ecologicamente sostenibile e promotore di sviluppo economico locale attraverso modelli di sharing e collaborative economy –afferma Gianni Savio, Presidente di Planet Idea, che prosegue – “promuovendo i programmi di Company Creation StarBoost, Planet ambisce a diventare un Hub di innovazione sociale e di sviluppo di nuove idee creando le condizioni per svilupparle al meglio e valorizzarle al massimo all’interno del proprio progetto”. Iscrizioni entro e non oltre il 16 ottobre: academy.starboost.it/planet-idea Il corso si svolgerà dal 25 ottobre 2017 al 24 gennaio 2018, tutti i mercoledì dalla 18:30 alle 21:00 a Torino nella sede di Planet Idea c/o Spazio Copernico, Corso Valdocco, 2.  ...

Continua

La luce come non la si era mai vista. Ad accenderla è la Slux, qualcosa di nuovo sotto il sole.

Pubblicato da alle 12:26 in DOXA segnalazioni, Economia, galleria home page, Innovazione, talenTO | 0 commenti

La luce come non la si era mai vista. Ad accenderla è la Slux, qualcosa di nuovo sotto il sole.

Sarà stato un richiamo Pindarico quello che sin da giovanissimo Alessandro Pasquali ha perseguito con caparbietà e dedizione, frutto di una curiosità per quel dono fondamentale e misterioso che è la luce; fatto sta, che l’inseguire e cercare qualcosa nei fasci luminosi lo ha portato a volare molto in alto.  La dimostrazione è venuta alla luce, per giocare con le parole, qualche sera fa nel castello di Carrù, perché anche se altamente tecnologica sempre di una piccola favola si tratta: quindi il castello, il giardino e, una festa aperta a tutti per la fine dell’estate. La scoperta di questo giovane scienziato, supportato dal socio Bob Tal e Norberto Bertaina, è divenuta una start-up italo svizzera, in grado di rivoluzionare le trasmissioni wireless sostituendo le onde radio con fasci di luce, onde luminose. Una tecnologia nuova, inattesa, che lascia sconcertati e affascinati. Apparentemente semplice, quando la si vede in azione, fendere l’aria come una spada bianca e innocua, frutto però di moltissime sperimentazioni e miglioramenti continui. A credere in questo germoglio di futuro è stata la Banca Alpi Marittime di Carrù, che ha deciso di supportarne la crescita organizzando la prima presentazione pubblica con un concerto e uno spettacolo di grande coinvolgimento. Sul palco l’orchestra Baravalle di Fossano, alle loro spalle un grande schermo come quello di un cinema all’aperto su cui sono passano materiali d’archivio, foto, filmati e una voce guida che ha narrato con particolare qualità, la storia della banca sorta nel 1899 dentro un affresco storico sociale, intervallato da canzoni rappresentative di alcuni momenti del cambiamento del paese.  Non si può dire che non abbia colpito sentir cantare Bella Ciao e La locomotiva di Guccini in uno spettacolo del genere, canzoni che non hanno sfiorato il direttore Carlo Ramondetti, vero mattatore della kermesse. Quando afferma che la “visione – della Banca –  è orientata alle innovazioni più illuminate” coglie davvero nel segno, infatti il concerto è stato trasmesso con il sistema Li-Fi promosso dalla Slux e a fine concerto si è lanciato con un raggio blu un segnale verso le stelle. Lo spirito seriamente orientato alla ricerca vuole sempre giungere alle cose, espandere le conoscenze. Come le carte dei navigatori che, attraversavano gli oceani dopo Colombo, resero navigabile l’imprevedibilità dei mari grazie a un sistema di informazioni, così le nuove possibilità insite nella luce sono una nave, un veicolo di trasporto sicuro per moltissimi tipi di dati, fisseranno i futuri percorsi e probabilmente muteranno il conosciuto con scenari nuovi. Vicini alla luce misteriosa di Slux innesca il desiderio di essere lì dove le cose accadono, dove il domani ha poggiato i suoi passi, accanto alle scoperte e alle persone che le hanno pensate. Per ora, fortunatamente, la Slux vola lontano dai soli delle grandi multinazionali, speriamo che sia attenta a non avvicinarsi troppo e bruciarsi le...

Continua

Oggierre. Il grande WoW. Le Officine Grandi Riparazioni in anteprima.

Pubblicato da alle 11:37 in Economia, Eventi, galleria home page, Innovazione | 0 commenti

Oggierre. Il grande WoW. Le Officine Grandi Riparazioni in anteprima.

  E’ il giorno in cui i giornalisti sono stati invitati dalla Fondazione Crt ad un sopralluogo delle rinnovate Officine Grandi Riparazioni della città. La Fondazione Crt come un piccolo atlante torinese se le è caricate in spalla e mira a lanciarle nel futuro. Non per una punizione inflitta da Zeus, come riporta la mitologia, ma per decisione volontaria o meglio come scelta di venture philanthropy su un unico grande progetto, quasi sicuramente il più grande d’Europa.  La punizione di Atlante avvenne per essersi alleato con il padre di Zeus, Crono, che ordì una rivolta contro l’Olimpo. Fatte le debite proporzioni, rimettere in sesto e far fiorire a nuove possibilità le Ogr possiamo quasi considerarlo una rivolta contro l’Olimpo delle difficoltà del nostro paese, non solo della città; per quanto riguarda il tempo, crono aspetta tutti, implacabile, il 30 settembre. Giorno dell’inaugurazione ufficiale.  Ai giornalisti, entrando, è stato consegnato un simpatico caschetto di plastica bianco, di quelli che gli operai utilizzano durante i lavori, corretto simbolo di quanto lavoro è stato compiuto nei mille giorni di cantiere e scaramantica protezione dai fulmini di qualsivoglia critica possa arrivare. Insieme al caschetto c’era il grigio ardesia della cartella stampa. Un indovinato grigio treno, binario, polvere d’officina su cui spicca il bellissimo logo celeste delle nuove Ogr. All’interno della cartella, tradotto in parole e cifre impressionanti, ciò che è stato fatto per trasformare quella che era una cattedrale della storia industriale abbandonata in uno straordinario pavillon unico e dalle enorme proporzioni. Oltre agli spazi coperti si scoprono due grandi piazze aperte fiancheggiate dalle fiancate restaurate in maniera conservativa. Nel visitare questi spazi immensi, dalle capriate altissime e al momento colme di un insondabile e profetico vuoto non si può trattenere un grande wow, senza meno, che il tipico contegno torinese fa risuonare soltanto nel propri pensieri. Per chi non lo rammentasse le Ogr sono le più antiche officine ferroviarie italiane, vennero realizzate a Torino, intorno alla metà dell’Ottocento, in concomitanza con la realizzazione delle linee di collegamento con Genova (1853) e con Novara (1856). Le nuove OGR, riqualificate e restituite alla città dalla Fondazione CRT, danno vita al Distretto della Creatività e dell’Innovazione. Ospiteranno, in continua rotazione, mostre, spettacoli, concerti, eventi di teatro, danza e arti performative, laboratori, start up, imprese innovative volte a unire le idee e i valori della creatività con gli strumenti e i linguaggi delle nuove tecnologie digitali. L’incrocio urbanistico in cui sorgono le Ogr, prossimo al centro e fortunatamente lontano da incurabili periferie, sposterà il baricentro della mobilità e della curiosità, rinnovando abitudini e percorsi. Il 30 settembre Torino ritornerà capitale. Con significati e valori diversi per ognuno. Se vorranno vedere di cosa si tratta dovranno venire qui, in questa strana e difficile città. Nel cauto sorriso dei torinesi c’è il sottile piacere e la certezza che questa meraviglia i milanesi o chiunque altro, non potranno, in alcun modo, portarsela via.     Tutte le informazioni sul sito ufficiale:...

Continua

Viaggio premio a Seattle per gli studenti torinesi vincitori degli Innovation Award di Amazon

Pubblicato da alle 18:35 in Economia, Innovazione, Prima pagina, talenTO | 0 commenti

Viaggio premio a Seattle per gli studenti torinesi vincitori degli Innovation Award di Amazon

    Giunti alla seconda edizione, gli Innovation Award, lanciato da Amazon Italia in collaborazione con alcune università, con l’obiettivo di stimolare gli studenti a mettere in gioco le proprie conoscenze e la propria creatività elaborando idee e soluzioni originali ed innovative, anche grazie all’uso di nuove tecnologie. La prima edizione, svoltasi nel 2016, aveva visto il coinvolgimento degli studenti del Politecnico di Milano. Quest’anno l’iniziativa si è svolta parallelamente in tre città: Torino, in partnership con il Politecnico e l’Università; Roma con l’Università di Tor Vergata; Milano, con il Politecnico. Nelle tre città hanno partecipato al contest complessivamente oltre 400 studenti. L’evento odierno è quindi il primo di tre appuntamenti: oltre alla tappa torinese, il 20 settembre a Roma saranno premiati gli studenti dell’Università di Tor Vergata e il 25 settembre a Milano quelli del Politecnico milanese. “Last mile deliveries”, ovvero l’organizzazione del percorso finale di consegna dei prodotti acquistati, è il tema della seconda edizione degli Amazon Innovation Award, sul quale gli studenti del Politecnico di Torino e dell’Università degli Studi di Torino, in team di tre/cinque persone, si sono sfidati elaborando un progetto originale. Tutti gli studenti che hanno aderito all’iniziativa hanno avuto modo di visitare il centro di distribuzione Amazon di Castel San Giovanni per vedere da vicino come opera la logistica di Amazon. Gli elaborati presentati dagli studenti sono stati valutati da una giuria composta da manager di Amazon. I criteri che hanno guidato la scelta del team vincitore sono stati fattibilità, scalabilità, impatto sul cliente, applicabilità delle tecnologie oltre ai quattro principi di leadership di Amazon: pensare in grande, inventare e semplificare, insistere sugli standard più elevati e analizzare in profondità. Ad aggiudicarsi il primo premio è stato il team composto da Mirko Raimondi, Virginio Giulio Clemente e Tommaso Ruffino, che ha sviluppato un sistema basato sull’integrazione del modello di consegna dell’azienda con altri soggetti esterni, con l’obiettivo di ottimizzare, velocizzare e rendere flessibili le consegne ai clienti finali, migliorando l’esperienza degli utilizzatori. I tre studenti, premiati da Gabriele Sigismondi, Director IT Amazon Logistics, parteciperanno a un viaggio premio a Seattle, che include la visita ad alcuni dei più innovativi centri di distribuzione di Amazon. I componenti del team classificatosi al secondo posto si sono aggiudicati ciascuno un Kindle e-reader, mentre il team terzo classificato è stato premiato con un Fire tablet per ciascun componente. “L’Amazon Innovation Award 2017 rappresenta una sfida vinta per Torino: diventare una piattaforma abilitante per immaginare e testare nuove soluzioni ai problemi della città. Problemi concreti come la logistica dell’ultimo miglio sono stati analizzati da gruppi di studenti delle due Università, che con la loro creatività e le loro competenze hanno sviluppato soluzioni originali non solo con un approccio tecnologico ma anche sociale. Modelli sociali di innovazione, tecnologie e testing delle soluzioni sul nostro territorio sono gli ingredienti principali per sviluppare innovazione nella nostra Città. Intendo ringraziare la Sindaca Chiara Appendino e gli Assessori Maria Lapietra, Alberto Sacco, Marco Alessandro Giusta per l’impegno e la collaborazione” ha dichiarato Paola Pisano, Assessore all’Innovazione e alla Smart City del Comune di Torino nella sua introduzione all’evento. Marco Pironti Direttore del Centro di Innovazione Tecnologica ICxT dell’Università degli Studi di Torino ha affermato: “Questo progetto testimonia ancora una volta l’enorme valore derivante dalla collaborazione tra i docenti e gli studenti dei...

Continua

Parte il progetto Entrepreneurs for Social Change, sosterrà 25 giovani imprenditori.

Pubblicato da alle 13:06 in Economia, Innovazione, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Parte il progetto Entrepreneurs for Social Change, sosterrà 25 giovani imprenditori.

  L’Agenzia delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale (UNIDO) e Fondazione CRT lanciano il progetto Entrepreneurs for Social Change, per formare e sostenere 25 giovani imprenditori sociali dell’area euro-mediterranea. Entrepreneurs for Social Change aiuterà gli imprenditori euro-mediterranei under 35 a specializzarsi in settori industriali particolarmente promettenti, puntando in particolare sull’economia verde per il 2017 e 2018, sulle industrie creative e sull’imprenditoria digitale negli anni successivi. Il programma si focalizzerà sulla creazione di nuovi posti di lavoro, a partire dai Paesi dove forte è il fenomeno migratorio. Il bando per selezionare i migliori giovani talenti presenti nei 26 Paesi con sbocco sul Mediterraneo è aperto fino al 15 agosto sul sito di Entrepreneurs for Social Change www.e4sc.org. I vincitori parteciperanno al training a Torino in autunno. Successivamente, e per un anno, ai 25 selezionati verranno forniti gli strumenti e le tecniche più efficaci per avviare o ingrandire un’impresa sociale nel proprio Paese d’origine: la formazione riguarderà temi quali business sociale, fundraising, marketing, leadership e dialogo interculturale, tutti fattori chiave del successo nell’imprenditoria sociale. “Il nostro obiettivo è formare una nuova generazione di imprenditori sociali capaci sia di creare opportunità d’impiego, sia di essere ‘ambasciatori’ di un cambiamento positivo attraverso il dialogo, la conoscenza, il rispetto reciproco al di là delle divisioni – afferma il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia –. Anche così si costruiscono ‘ponti’ in una regione del mondo segnata da grandi sfide, come l’emergenza migranti, le difficoltà di occupazione specie tra i giovani e le donne, le tensioni politico-sociali, le ferite degli estremismi e dei conflitti”.   “E4SC, giunto quest’anno alla quarta edizione, è stato ideato e realizzato dalla Fondazione CRT in collaborazione con le Nazioni Unite – dichiara il Segretario Generale della Fondazione CRT Massimo Lapucci –. Il progetto vuole essere innanzitutto una scommessa sul futuro del Mediterraneo: puntiamo sui giovani di talento, che sono un elemento strategico per lo sviluppo e la crescita di ogni società. I giovani imprenditori sociali che verranno temporaneamente a Torino dai vari paesi dell’area euro-mediterranea, costituiscono un vero e proprio ponte con il nostro territorio, contribuendo a rafforzare i legami con i vari paesi soprattutto nel medio e lungo termine”. “La zona euro-mediterranea – spiega il direttore dell’UNIDO Li Yong – vive una fase turbolenta dove una persistente instabilità economica si mischia a crescenti fenomeni migratori difficili da gestire. L’imprenditoria sociale può essere un veicolo di sviluppo e di coesione e può avere successo solo grazie allo sforzo congiunto di governi, organizzazioni internazionali, enti non profit e imprese private. Questo è l’obiettivo di Entrepreneurs for Social Change e della nostra partnership con la Fondazione CRT”.   Nei tre anni di sperimentazione che hanno preceduto il lancio del nuovo programma di Fondazione CRT con l’ONU, Entrepreneurs for Social Change ha selezionato e formato 60 imprenditori sociali. Le candidature, provenienti dai 26 Paesi del Mediterraneo, sono quasi quadruplicate, passando da 350 nella prima edizione sperimentale del 2013 a oltre 700 nella seconda, fino al picco di 1.230 nella terza (a fronte di 20 posti disponibili ogni anno). Alcuni partecipanti, proprio grazie al programma della Fondazione CRT e delle Nazioni Unite, sono stati eletti tra i migliori giovani imprenditori del proprio Paese, e hanno potuto ampliare le opportunità di impiego, budget e beneficiari delle proprie attività fino a 10 volte di più rispetto all’inizio della propria attività.  ...

Continua

V come vivere, viaggiando. L’HomeExchange per scambiare città e abitazioni.

Pubblicato da alle 12:21 in Economia, Innovazione, Pagine svelate, Prima pagina | 0 commenti

V come vivere, viaggiando. L’HomeExchange per scambiare città e abitazioni.

Un sito, homeexhange.com, apre una prospettiva diversa sul viaggio per scambiare città e abitazioni. Avete presente quella cinematografia che offre un diversivo alla stanchezza mentale e vi pone in una condizione di meri spettatori?  Nel 2006  il film “L’amore non va in vacanza” con Cameron Diaz, Kate Winslet e Jude Law riprodusse sul grande schermo l’idea dello scambio casa, ispirandosi al progetto ‘HomeExchange’ creato e avviato, qualche anno prima, nel 1992, da Ed Kushins, un pioniere del consumo collaborativo di Los Angeles. Sono i numeri, oggi, a parlar chiaro: oltre un milione di scambi dal 1992 ad oggi,  67.000 soci di HomeExchange e, solo nel 2016,  135.000 scambi in 150 Paesi. Da marzo 2017 HomeExchange, acquisita dalla società GuesttoGuest , diventa francese e, pur mantenendo immutata la sua vision, si rende ancora più appetibile  per  un pubblico  giovane. A divulgare storia, filosofia ed esperienze legate all’homeexchange, ci ha pensato  Cristina Pagetti, da 15 anni referente per l’Italia dell’organizzazione internazionale HomeExchange.com e “scambista per casa” convinta, con il suo libro “ Benvenuto a casa tua”, una  riflessione culturale ma anche personale, sullo  Scambio Casa, una delle forme più autentiche di “sharing economy”, il cui obiettivo è quello di  viaggiare per il mondo, senza alcun costo se non l’iscrizione al sito. Costi contenuti, quindi, ma fino a che punto? « L’iscrizione a ScambioCasa.com – la costola italiana di HomeExchange.com – costa 130 euro l’anno e poi è possibile fare tutti gli scambi che si vogliono». Ci ricorda Cristina, ribadendo che, a differenza di altri  circuiti non è previsto alcun costo per l’alloggio, ma la semplice reciprocità su cui si basa il circuito internazionale che esiste in Italia dal 2000. Cinque, i must dello scambio casa: viaggiare con un budget preciso e stare comodi,  una modalità di fare vacanza differente dagli hotel e dalle case in  affitto, la propria “Casa dolce Casa” diventa un passaporto per viaggiare ovunque nel mondo, legalità e nessuna tassa,  un ecosistema basato sulla fiducia e sulla cordialità. Incuriositi da una nuova prospettiva del viaggio ci apriamo direttamente allo scambio casa e  sperimentiamo una diversa avventura sulla nostra pelle. Cosa cambia, dunque,  da un affitto casa qualsiasi all’homeexchange? Sicuramente, ciò che muta è la  lente, l’angolatura con cui si vive una città, lo sguardo. Un guardare che ha fatto a pugni con il solo vedere  per poter immergersi  nell’hummus di un’altra storia. La casa parigina di Emmanuelle e Sebastienne, a due passi dallo storico cimitero di Pere Lachaise, aveva un corpo e un’eco. Era bella, questo sì. Ma bella perchè vissuta. Legno, vetro e un inconfondibile amore per le cose del passato la caratterizzavano. Intonaci naturali, esotici o provenzali, un pout pourri di stili e poi, libri, chitarre, olii essenziali, collezioni di specchi rococò e spazzolini da denti anni ’30. Detta così potrebbe sembrare la fotografia di un museo. E, invece, era il contrario: la precisa e puntuale incarnazione del luogo con la l maiuscola. La Ville Lumiere,  con le sue luci e le sue ombre, ci è parsa così più  familiare:  un corpo da conoscere, da attraversare con scarpe meno strette ma più calde. Una mappa di cui scoprire la parte classica e quella più nascosta, gli angoli meno meno battuti e, soprattutto, i gusti dei  suoi abitanti. All’incirca la stessa cosa è accaduta con un breve soggiorno...

Continua

Ultimi giorni per essere a FLAT: la prima fiera in Italia dedicata all’editoria d’arte.

Pubblicato da alle 11:48 in .Arte, DOXA segnalazioni, galleria home page, Innovazione, Mostre | 0 commenti

Ultimi giorni per essere a FLAT: la prima fiera in Italia dedicata all’editoria d’arte.

Torino come New York: FLAT  Fiera Libro Arte Torino, la prima fiera internazionale in Italia dedicata all’editoria d’arte.   Quest’anno, nella prima settimana di novembre, un nuovo evento si aggiungerà alla settimana dell’arte contemporanea torinese. Si tratta di FLAT – fiera libro arte Torino, che per la prima volta in Italia, fornirà un focus sulla cultura del libro d’artista, pratica d’eccellenza, ancora poco valorizzata presso il grande pubblico, ideatori e fondatori di FLAT sono Chiara Caroppo, Beatrice Merz e Mario Petriccione.   Il 20 di luglio terminerà la possibilità di aderire alla fiera che darà l’opportunità ad ogni partecipante di presentare un progetto editoriale per il Premio FLAT – Fondazione Arte CRT: il progetto selezionato verrà realizzato nel 2018 con il sostegno di Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT. Abbiamo incontrato i tre direttori artistici di FLAT  per entrare nel vivo dell’iniziativa. Com’è nata l’idea di FLAT – Fiera Arte Libro Torino? Avete pensato ad un modello di riferimento in particolare? Il progetto è nato osservando la crescita e il successo di eventi come le Art Book Fairs di New York e Los Angeles, di Londra, Parigi e Berlino, che testimoniano la vitalità di un ambito di ricerca che negli ultimi anni ha registrato anche in Italia un interesse sempre più forte da parte di artisti, collezionisti, studiosi o semplici appassionati.   Pensiamo che FLAT possa diventare un ulteriore elemento del sistema di Istituzioni, musei e gallerie che fa di Torino un modello nella valorizzazione dell’arte contemporanea. La sua vocazione specifica e il pubblico a cui fa riferimento ne determinano la collocazione nell’ambito della settimana che Torino dedica all’arte contemporanea, a completare strategicamente il panorama degli eventi artistici e culturali della Città con un progetto originale e innovativo. Quali sono gli obiettivi della fiera? Intervenire in maniera efficace sulle criticità della distribuzione libraria, favorendo soprattutto la promozione diretta del libro, riconoscendone l’importante ruolo di tramite per la conoscenza e la diffusione dei linguaggi artistici contemporanei. Quale sarà l’elemento distintivo di FLAT? Sicuramente il ricco programma culturale che affiancherà la fiera: due mostre e una serie di conversazioni e di incontri con artisti e grandi protagonisti del panorama nazionale e internazionale, che offriranno l’occasione per riflettere sullo stato dell’editoria d’arte, sulle pratiche e le tematiche legate alla cultura del libro d’artista. Inoltre il debutto di FLAT è caratterizzato da due significative iniziative sostenute dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT: l’istituzione del Premio FLAT – Fondazione Arte CRT – assegnato ad un progetto editoriale individuato nell’ambito della fiera, da realizzare l’anno successivo – e l’istituzione del Fondo Giorgio Maffei – dedicato al grande bibliofilo e collezionista di libri rari sulle arti del ‘900 –  per raccogliere una serie di acquisizioni presso la GAM – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino. Quando e dove avrà luogo? Come si articolerà? Come verranno individuati gli espositori per questa prima edizione? La prima edizione si svolgerà dal 3 al 5 novembre 2017 negli spazi di Palazzo Cisterna, 2.000 metri quadrati nello storico edificio sei-settecentesco situato nel centro cittadino ed ospiterà circa 45 espositori, selezionati da un comitato scientifico internazionale sulla base della qualità e dell’originalità delle loro proposte editoriali, per dare vita a uno spazio dove promuovere il meglio della produzione di cataloghi di mostre, monografie, saggi, libri d’artista, edizioni rare, out of print...

Continua

Barbara Uderzo per il SeVeC: un workshop sul gioiello alla’Antica Fabbrica di Chiusa Pesio.

Pubblicato da alle 13:32 in .Arte, galleria home page, Innovazione, talenTO | 0 commenti

Barbara Uderzo per il SeVeC: un workshop sul gioiello alla’Antica Fabbrica di Chiusa Pesio.

  La storica dell’arte Andreina d’Agliano, presidente del Museo della Ceramica di Mondovì e responsabile del SeVeC (Seta, Vetro e Ceramica) e Ulderica Masoni, responsabile della comunicazione per il SeVeC hanno introdotto agli studenti dello IED di Torino il corso-workshop sul gioiello contemporaneo che avverrà dal 2 al 10 settembre negli spazi dell’antica fabbrica regia del vetro a Chiusa Pesio, oggi sede del Museo dei Vetri e dei Cristalli. Il SeVeC è un progetto culturale incentrato sulle arti applicate, nato con l’intento di porre in stretta relazione tre musei, il Museo della Ceramica di Mondovì, il Museo dei Vetri e Cristalli di Chiusa di Pesio e il Filatoio di Caraglio, per offrire un prodotto formativo, rivolto soprattutto a giovani talenti del mondo dell’Arte, del Design e della Moda, anche grazie alla stretta collaborazione di artisti affermati.   Nello specifico il workshop di Chiusa Pesio sarà tenuto dalla designer di gioielli Barbara Uderzo, creatrice di gioielli contemporanei e sculture da indossare di fama internazionale, e Patricia Lamouroux, artista nell’arte del vetro a lume, pasta di vetro e smalto. Nell’ambito del corso verranno realizzati da ciascuno studente più anelli partendo da una base in metallo grezza rifinita in modo da accogliere le miniature in vetro fuso, personalizzate in un lavoro individuale con l’aggiunta di piccoli oggetti legati alla storia personale che il singolo studente vorrà raccontare.   Andreina, come hai conosciuto Barbara e perché l’avete scelta per inaugurare i corsi SeVeC ? Barbara mi era stata segnalata dalla storica del gioiello Lia Lenti diversi anni fa, ci eravamo conosciute in una mostra al Filatoio di Caraglio che aveva come tema la rosa e i suoi gioielli mi avevano molto colpito, scultorei e portabili allo stesso tempo. Quando con Patricia abbiamo pensato ai corsi per il SeVeC l’idea era di portare una nuova creatività che non fosse meramente didascalica ma che sottolineasse l’importanza della tecnica e al contempo potesse dare libero sfogo alla espressione del singolo.      La mia speranza e l’obbiettivo di questi corsi è quello di poter dare nuova vita, attraversi giovani creativi, ai luoghi di antica produzione del nostro territorio. Ci tengo a sottolineare che per la prima volta la manifattura del vetro di Chiusa Pesio, in parte oggi ristrutturata, sarà riavviata alla produzione dalla sua chiusura, avvenuta nella seconda metà del 1800. Questo attraverso artisti e mentori di grande professionalità ed empatia come Barbara e Patricia: l’obbiettivo è di creare dunque una nuova comunità di artisti che riprendano le antiche conoscenze del passato coniugandole con le competenze di oggi. Barbara puoi parlarci della tua idea di gioiello contemporaneo e in particolare della tua ricerca? Il gioiello può essere declinato al contemporaneo sia da un punto di vista dei contenuti che delle forme e dei materiali; questa mia collezione, la serie dei Blob Rings, nasce da una mia idea primigenia che si è sviluppata negli anni e che è ancora in piena evoluzione: desideravo lavorare e sperimentare i materiali, ero attratta dai colori delle plastiche ma anche dalla loro magmaticità. Avevo interesse anche per la narrazione da realizzare con l’inclusione di piccoli oggetti: ho una collezione di elementi, objet trouvé, miniature anche molto semplici, oppure oggetti che creo io appositamente; questi elementi possono anche essere preziosi o semipreziosi, oppure in vetro. L’armonia tra i materiali va a creare un racconto, una narrazione...

Continua