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Il Parlamento Europeo a portata di app. Nasce la Citizens’App.

Pubblicato da alle 17:11 in Fashion, galleria home page, Innovazione | 0 commenti

Il Parlamento Europeo a portata di app. Nasce la Citizens’App.

Da oggi, è disponibile una nuova applicazione mobile, progettata dal Parlamento Europeo, per aiutare i cittadini a scoprire ciò che l’UE ha fatto, sta facendo e intende fare. Con uno sguardo alle prossime elezioni europee, la Citizens’ App consente a tutti, ovunque, di verificare i risultati raggiunti dall’UE, i lavori in corso, gli obiettivi futuri e di spiegare il ruolo del Parlamento europeo. L’applicazione dà accesso a informazioni e iniziative organizzate per argomento e per località. Può essere personalizzata ed è disponibile in ventiquattro lingue. La Citizens’ App può essere scaricata gratuitamente dall’App Store e da Google Play. Ma a cosa serve questa applicazione, arrivata a dire il vero con un ritardo considerevole. La Citizens’App permettere di sapere cosa ha fatto, sta facendo e intende fare l’Unione Europea per i suoi cittadini.Ma a cosa serve questa applicazione, arrivata a dire il vero con un ritardo considerevole. La Citizens’App permettere di sapere cosa ha fatto, sta facendo e intende fare l’Unione Europea per i suoi cittadini. Da qui si verrà a conoscenza degli eventi, delle iniziative locali e nazionali su 20 diversi temi/argomenti. Permetterà di accedere a contenuti multimediali come video, podcast e presentazioni, filtrare le ricerche e visualizzare i risultati su una mappa. Con una funzione ad hoc si potrà adattarla ai propri interessi personali, come aggiungere eventi al proprio calendario personale, recensire le iniziative utilizzando lo strumento di feedback, ricevere notifiche sui temi di interesse personale, condividere le iniziative sui social media, via e-mail o SMS, e soprattutto visualizzare i risultati nella lingua UE di preferenza L’app consente inoltre di accedere facilmente ai dati del sito web “Cosa fa per me l’Europa“, progettato per mostrare l’impatto dell’UE sui cittadini. Speriamo ci sia anche un tasto per saldare questo piccolo continente alle sue prerogative...

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Grandi orizzonti. Negli open space si sussurrerà come cavalli, forse.

Pubblicato da alle 13:19 in Innovazione, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Grandi orizzonti. Negli open space si sussurrerà come cavalli, forse.

Si sa com’è con gli open space. Gli impiegati si parlano, si lasciano distrarre… Guardano le donne o gli uomini che passano e potrebbero perfino essere tentati a molestare qualcuno – e nell’orario di lavoro! Comunque sia, perdono tempo che potrebbe essere meglio dedicato al bene aziendale. A volte è necessario montare delle costose pareti divisorie per tenerli focalizzati sul da farsi. C’è però una soluzione a tutto ciò. La Future Life Factory, un centro di design della giapponese Panasonic, ha creato gli “human blinkers”, paraocchi per le persone, progettati per limitare i sensi sia della vista sia dell’udito dei dipendenti di modo che possano concentrarsi più efficacemente sul proprio lavoro – precisamente alla maniera in cui i paraocchi per i cavalli da traino proteggono gli animali dalle pericolose distrazioni. L’apparecchio, attualmente allo stadio di prototipo, si chiama “Wear Space” ed è stato sviluppato con la collaborazione del designer di moda giapponese Kunihiko Morinaga. Nel tagliare il campo visivo di chi lo porta di circa il 60%, dovrebbe incoraggiare a focalizzarsi maggioramente sui compiti che si hanno davanti. “Con la crescita degli open office e del nomadismo digitale”, secondo la Panasonic, “chi lavora trova sempre più importante ritagliarsi uno spazio personale dove possa concentrarsi. Wear Space crea istantaneamente questo tipo di spazio – usarlo è semplice come mettersi addosso un articolo di vestiario”. Il campo visivo dell’utente può essere aggiustato semplicemente allargando o restringendo le due ali laterali per raggiungere il livello di concentrazione desiderato. Al suo interno Wear Space contiene una cuffia che cancella i rumori molesti a tre diversi livelli d’intensità a secondo dell’ambiente circostante. Si collega all’esterno con WiFi o Bluetooth. Courtesy: James...

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Smorzare il Sole. Si surriscalda il dibattito sul riscaldamentro globale.

Pubblicato da alle 16:02 in Economia, galleria home page, Innovazione | 0 commenti

Smorzare il Sole. Si surriscalda il dibattito sul riscaldamentro globale.

Smorzare il sole — Senza scendere nei meriti del dibattito sul riscaldamento globale, una certezza chiara è emersa. Mentre i ricercatori che se ne occupano restano convinti dell’apocalisse in arrivo, il momento politico per farci qualcosa sta rapidamente passando. Una lezione recente l’hanno impartita i gilet jaunes in Francia—rimandando tra i denti di Emmanuel Macron un aumento delle tasse per finanziare il passaggio a un’economia più “verde”. L’ha ribadita poi il Presidente polacco Andrzei Duda, che all’apertura della conferenza sul clima COP24 di Katowice—per l’appunto in Polonia—ha dichiarato che il suo Paese “non può rinunciare al carbone”. Al momento copre l’80% del fabbisogno energetico polacco. L’argomento parrebbe essere un altro di quei temi—come l’economia o l’immigrazione—in qualche modo “troppo grandi” per essere affrontati dai governanti del momento. Perfino i fedayyin dell’IPCC, l’Intergovernmental Panel on Climate Change dell’Onu che studia il cambiamento climatico, hanno dovuto cedere all’eresia e autorizzare un primo esperimento di geoingegneria che mira a vedere se sia possibile “smorzare il sole” con mezzi tecnologici per contrastare l’aumento delle temperature. Tentativi del genere sono stati lungamente osteggiati dagli attivisti che preferiscono intervenire attraverso una revisione del comportamento umano. Nella prima metà del 2019 invece, un’equipe di Harvard condurrà una prova sul campo nel sudovest degli Stati Uniti per confermare se si possa ridurre l’impatto riscaldante del Sole rendendo l’atmosfera marginalmente più riflettente ai suoi raggi. La natura stessa ha condotto una prova di fattibilità nel 1991, quando l’eruzione del vulcano Pinatubo nelle Filippine ha iniettato milioni di tonnellate di anidride solforosa nella stratosfera, creando una sorta di sottile foschia che ha bloccato una parte dei raggi solari in arrivo, abbassando la temperatura globale di circa mezzo grado. Per 18 mesi la Terra è tornata al clima dell’epoca pre-industriale. I ricercatori americani sperimenteranno una sostanza meno allarmante della molto reattiva anidride solforosa. Piccole quantità di carbonato di calcio, un ingrediente degli antiacidi come l’Alka-Seltzer e dei dentifrici, saranno portate nella stratosfera da palloni teleguidati che, una volta rilasciate le dosi—un etto ciascuno —torneranno sui propri passi per misurare la dispersione del particolato bianco. Il pericolo maggiore secondo molti osservatori—specialmente di chi si oppone alla ricerca di soluzioni “non sociali”—è che possa funzionare, perché è lì che casca l’asino politico. Inoltre, ad “abbassare il termostato” all’intero pianeta, è inevitabile che ci saranno popolazioni che si sentiranno derubate della propria luce solare o temeranno che qualche vicino possa appropriarsi della loro pioggia. Dovrebbero essere proprio gli Usa i primi a soffrirne, ma non basterà. Secondo alcune stime, il riscaldamento globale degli ultimi anni avrebbe migliorato la resa degli sterminati campi di mais americani di circa il 20%. In sé, l’esperimento è modesto, un punto di partenza. Uno dei ricercatori, la dr.ssa Zhen Dai, ha detto alla rivista Nature: “Non è poi una bomba nucleare”. Un’attivista dall’altra parte della barricata, il canadese Jim Thomas, ribatte che l’esperimento potrebbe “cambiare delle norme sociali” ed è pertanto “al dl là dei limiti accettabili per la scienza”. È, per dire, una bomba dopotutto. Courtesy James Douglas...

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Mentre il dibattito legato all’alta velocità coinvolge la città, parte la corsa al velocipede.

Pubblicato da alle 16:35 in DOXA segnalazioni, Innovazione, MotorInsider, Prima pagina | 0 commenti

Mentre il dibattito legato all’alta velocità coinvolge la città, parte la corsa al velocipede.

Mentre il dibattito sulla realizzazione della Tav si fa ogni giorno più acceso e ricco di colpi di scena, o sotto la cintura, come quello di ieri, assai prevedibile, avvenuto con il voto della Città Metropolitana, il Comune va in “direzione ostinata e contraria” e mette sul piatto altre formule di mobilità. Archiviato il pattino elettrico, sparpagliati come girasoli i motorini  gialli, depredate come fossero predoni del deserto le corse degli autobus, costruito innovativi luoghi di aggregazione circolare in periferia vedi Piazza Baldissera, non c’era momento migliore per dare avvio al bando per l’autorizzazione al trasporto di persone con velocipedi. Il vecchio è amatissimo risciò per intenderci, noto in Asia e Africa con il simpatico nome di pousse-pousse. Apparsi in India attorno al 1880 i risciò  furono utilizzati inizialmente dai mercanti cinesi per trasportare le merci e solo dal 1914 vennero autorizzati al trasporto delle persone, il mezzo è inoltre protagonista involontario del libro La città della gioia di Dominique Lapierre e più di recente del film franco-vietnamita Cyclo di Tran Anh Hung, non proprio opere da catalogare come commedia brillante.   Se si legge con attenzione il comunicato cittadino si evince che nessun piede nudo percorrerà con la neve e con il caldo il macadam  della strada.   A breve anche a Torino i turisti potranno essere accompagnati nella visita della città, tra le piazze auliche e i principali monumenti del centro, a bordo di un triciclo a pedalata assistita. Si aprono oggi le iscrizioni per partecipare al concorso pubblico (per soli titoli) per l’assegnazione di dodici autorizzazioni per servizio turistico di trasporto di persone con velocipede.  In particolare, a chi è chiamato ad accompagnare i turisti spingendo sui pedali è richiesta un’età di almeno 21 anni, il possesso della patente di guida oltre che una specifica certificazione medica attestante, tra l’altro, ‘l’idoneità a svolgere attività di particolare ed elevato impegno cardiovascolare’. Oltre agli obblighi professionali ed etici, come quelli di presentare e mantenere pulito e in perfetta efficienza il veicolo o di consegnare al competente ufficio del Comune qualsiasi oggetto dimenticato dal cliente, per i conducenti di tricicli e motocarrozzette è previsto l’impegno a sottostare a un vero e proprio codice di abbigliamento. Il modello è scaricabile dal sito www.comune.torino.it/bandi  Le autorizzazioni saranno rilasciate a titolari di imprese artigiane (iscritti all’albo) e agli imprenditori privati e le domande (una per le persone fisiche e fino a un massimo di tre per le persone giuridiche) potranno essere presentate da oggi sino alle ore 14 del 21 gennaio 2019. La graduatoria avrà una validità di 4 anni dalla data di approvazione. Quindi Torino come una città della gioia, dove si verrà scorrazzati, a seguito di elevato impegno cardiovascolare con un triciclo, nessun riferimento a Shining o ad una infanzia irrimediabilmente perduta, a pedalata assistita e finché batteria non ci abbandoni. Una mobilità tutta da scoprire, soprattutto se tra piazza auliche e monumenti del centro non si desideri fare una capatina nelle vituperate periferie dalle piazze rozze e prive di equestri monumenti ancora una volta escluse dai percorsi. L’ispirazione di tale impulso alla modernità deriva probabilmente da Amsterdam dove la cosa è in uso da tempo, molti canali ma nessuna collina, in salita, chiama ad una gita romantica. Si spera che il pedale ad alta velocità non si inchiodi subito in agguerrite fazioni di...

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Scienza e arte alleate per un futuro più sostenibile con InBetween all’Environment Park.

Pubblicato da alle 15:18 in Eventi, Innovazione, Prima pagina, Università | 0 commenti

Scienza e arte alleate per un futuro più sostenibile con InBetween all’Environment Park.

Due mondi opposti che si attraggono: scienza e arte saranno protagonisti indiscussi a “InBetween” mercoledì 12 dicembre, a partire dalle 17 presso l’Environment Park, il Parco scientifico tecnologico di Torino focalizzato sull’ambiente sito in via Livorno 6o. Un evento aperto a tutti, per conoscere e condividere esperienze. Il primo passo di un percorso partecipato verso l’immaginazione di un futuro economicamente, socialmente e ambientalmente sostenibile. L’appuntamento InBetween punta infatti ad aprire un dialogo tra il mondo scientifico e quello artistico e creativo. Aziende e start up legate al Polo d’innovazione Clever, gestito e coordinato da Environment Park e da sempre concentrato nel creare soluzioni innovative in campo ambientale, si confrontano con il mondo accademico-scientifico dell’Università degli Studi di Torino, del Politecnico di Torino e con quello accademico-artistico e creativo dell’Accademia Albertina e di altre realtà innovative del territorio. Tre momenti di dialogo incentrati su società, economia circolare e ambiente, in cui gli esperti attiveranno un confronto aperto e ricco di spunti creativi. Ai talk saranno alternate performance di video-arte e da un’esposizione di lavori video degli studenti dell’Accademia Albertina sugli SDGs (obiettivi di sviluppo sostenibile proposti dall’ONU) e sull’idea di futuro sostenibile.  La serata si chiuderà con una tavola rotonda incentrata sull“Utopia sostenibile”. Questo primo incontro attiverà un percorso che si concluderà nel maggio 2019 in concomitanza con il Festival per lo Sviluppo Sostenibile. InBetween nasce dalla collaborazione tra greenTO (associazione che promuove la sostenibilità ambientale), il collettivo IF – Immaginare il Futuro (nato nel 2018 dall’Accademia Albertina di Torino per promuovere e sensibilizzare un futuro sostenibile attraverso l’arte e l’innovazione tecnologica) e il Polo d’innovazione Clever, uno dei 7 Poli di Innovazione della Regione...

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In mostra in 110 anni di innovazione dell’Olivetti.

Pubblicato da alle 10:34 in galleria home page, Innovazione, Mostre, Notizie | 0 commenti

In mostra in 110 anni di innovazione dell’Olivetti.

Un racconto che supera il secolo, 110 anni di impresa, frutto della capacità di una grande famiglia dell’industria italiana e dell’eredità di quel progetto visionario che prosegue nel presente con uno sguardo rivolto al futuro. È questo il filo conduttore della mostra “Olivetti 110 anni di innovazione”, inaugurata all’Officina H di Ivrea e realizzata con il patrocinio del Comune di Ivrea e in collaborazione con l’Associazione Archivio Storico Olivetti e la Fondazione Adriano Olivetti,  che resterà aperta al pubblico fino al 27 gennaio 2019. L’esposizione celebra il 110° anniversario della nascita di Olivetti e il recente riconoscimento UNESCO alla città di Ivrea, modello di riferimento sociale per la moderna visione della relazione tra industria e architettura sviluppatasi tra gli anni ’30 e ’60 del secolo scorso. Il percorso espositivo è composto da numerosi elementi che hanno caratterizzato la storia di Olivetti, ora polo digitale del Gruppo TIM. Si possono ammirare, infatti, una ricca selezione di manifesti tra i più significativi della produzione dell’azienda, una collezione delle locandine pubblicitarie di Giovanni Pintori e di artisti vari tra la fine degli anni ’50 e l’inizio dei ’60 e una importante raccolta di fotografie uniche. La capacità visionaria che caratterizzò la storia di Olivetti trova espressione nei prodotti iconici come le celebri macchine per scrivere “Lettera22”, nata nel 1950, e “ Valentina”, progettata nel 1968, per citare alcuni degli oggetti in mostra. Un excursus che arriva   fino al mondo digitale di oggi con il Form 200, registratore di cassa connesso e primo prodotto realizzato grazie all’Olivetti Design Contest promosso dall’azienda e rivolto agli studenti delle maggiori università europee di design. “Olivetti ha scritto pagine importanti nella storia industriale italiana e continua a puntare sulla costante capacità di innovare. Questa mostra vuole testimoniare il fil rouge tra passato, presente e futuro dell’azienda”, dichiara Antonio Cirillo, Amministratore Delegato di Olivetti. “Innovare significa non dimenticare i grandi insegnamenti che vengono dal nostro passato, e sono questi lo spirito e la convinzione con la quale abbiamo lavorato nel percorso espositivo che celebra 110 anni di una storia unica e straordinaria. E’ la nostra identità, sono le nostre radici, oggi finalmente riconosciute patrimonio di tutta l’Umanità. Per un futuro nel segno di Adriano Olivetti”, testimonia Beniamino de Liguori, Fondazione Adriano Olivetti. “La mostra per i 110 anni di Olivetti suggella e arricchisce di significato il recente riconoscimento UNESCO di “Ivrea, Città Industriale del XX Secolo” e costituisce un significativo tassello della proposta culturale che può emergere dalla straordinaria esperienza olivettiana. Una proposta che continua ad essere più che mai attuale e che può, solo investendo in un lavoro sinergico di tutta la comunità e dei soggetti pubblici e privati, traguardare una risonanza internazionale”, afferma Stefano Sertoli, Sindaco Città di...

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La delegazione torinese della Fondazione Umberto Veronesi organizza un convegno per il testamento biologico.

Pubblicato da alle 17:01 in Eventi, galleria home page, Innovazione, Medicina | 0 commenti

La delegazione torinese della Fondazione Umberto Veronesi organizza un convegno per il testamento biologico.

Giovedì 22 novembre avverrà un incontro pubblico sugli strumenti per tutelare le volontà individuali in vita e oltre la vita. L’iniziativa è promossa dalla delegazione torinese di Fondazione Umberto Veronesi e dal Consiglio Nazionale del Notariato. Un incontro pubblico sul testamento biologico e sui lasciti solidali per fare finalmente chiarezza sul diritto di decidere autonomamente, liberamente e consapevolmente sul fine vita, sia in relazione al proprio corpo che in relazione ai propri beni. L’iniziativa “Libertà di sapere, libertà di scegliere. Testamento biologico e testamento solidale: come decidere della propria vita e dei propri beni” sarà ospitata nella Sala Conferenze della Centrale del Latte di Torino, in via Filadelfia 220 domani, giovedì 22 novembre a partire dalle ore 18.00 ed è stata organizzata dalla delegazione di Torino di Fondazione Umberto Veronesi, in collaborazione e con il patrocinio del Consiglio Nazionale del Notariato. In occasione dell’incontro, anche alla luce della recente approvazione della legge sul testamento biologico e dell’interesse crescente degli italiani in relazione al testamento solidale, verranno offerte risposte chiare e dettagliate sull’importante e controverso tema dei diritti e delle scelte sul fine vita, sempre più bersagliato da confusione, inesattezze e vere e proprie fake news. Gli incontri sul territorio italiano “Libertà di sapere, libertà di scegliere” – spiega Monica Ramaioli, Direttore Generale di Fondazione Umberto Veronesi – nascono per fare chiarezza su due temi all’apparenza distanti, ma che hanno come denominatori comuni la libertà e la fiducia: libertà di scegliere cosa fare, in determinate circostanze e a determinate condizioni, del proprio corpo e libertà di scegliere come debbano essere utilizzati i propri beni nel rispetto delle proprie volontà e a favore delle generazioni future». «Per far sì che queste scelte siano condivise e accettate – aggiunge il Direttore Ramaioli– c’è bisogno, appunto, di fiducia verso lo Stato, verso i medici, fiducia nei propri cari e nei confronti degli enti del terzo settore impegnati ogni giorno a favore della collettività per il raggiungimento di obiettivi concreti». L’incontro pubblico, moderato dal Direttore del Magazine di Fondazione Umberto Veronesi Donatella Barus, sarà aperto dal notaio Gustavo Gili e dal notaio Maurizio Gallo Orsi, che parleranno delle novità e delle opportunità introdotte, sul fronte del testamento biologico, dalla legge “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento” e dell’importanza della figura del notaio a supporto della redazione di un lascito testamentario. Al fine di diffondere informazioni chiare e dettagliate sul biotestamento, Fondazione Umberto Veronesi ha recentemente messo a disposizione sul sito www.fondazioneveronesi.it un vademecum per rispondere alle domande più frequenti sul tema. Tra i relatori dell’incontro pubblico anche il bioeticista e ricercatore Fondazione Umberto Veronesi e CNR Marco Annoni, che parlerà dell’importanza della fiducia per l’autonomia delle scelte individuali. Uno studio della Fondazione Cariplo prospetta un sensibile aumento dei lasciti testamentari in Italia nel giro dei prossimi 15 anni, stimando che da qui al 2030 circa 420mila famiglie italiane utilizzeranno il testamento solidale per lasciare parte del proprio patrimonio a favore di cause sociali, scientifiche e umanitarie, nel rispetto dei diritti dei propri eredi. Ingresso libero fino ad esaurimento posti e previa gradita conferma di partecipazione, scrivendo all’indirizzo email info.torino@fondazioneveronesi.it o chiamando il numero 02...

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Giocattoli politici. Indottrinare i piccoletti al pensiero politico.

Pubblicato da alle 16:32 in Economia, Innovazione, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Giocattoli politici. Indottrinare i piccoletti al pensiero politico.

Giocattoli Politici Giusto in tempo per Natale, un’azienda americana, la Keep & Bear, ha lanciato una linea di Maga Toys  – il nome viene dallo slogan Trumpiano “Make America Great Again” – per aiutare a indottrinare i piccoletti al pensiero politico retto e sobrio. Il pezzo forte della linea è un kit in stile Lego che permette ai giovani costruttori di edificare quel muro per tenere fuori gli immigranti latino-americani che è stato uno dei pezzi forti della campagna presidenziale di Donald Trump nel 2016. Il muro  ancora non c’è, ma ora i giovani conservatori del futuro potranno farselo in casa. Il giocattolo – un centinaio di mattoncini più un piccolo e ringhiante Trump con il casco e la cravatta rossa “marchio di fabbrica” – arriva in una confezione dove si intravede sullo sfondo, pronto a varcare il confine, un immigrante messicano con tanto di sombrero per chiarire la nazionalità e il concetto. È in vendita a $29,95. I giocattoli politici hanno una lunga tradizione negli Usa. Già ai tempi dell’opposizione alla guerra nel Vietnam i contestatori usavano apparire con la maschera dell’allora Presidente Nixon. Il kit muro rovescia la consuetudine che voleva il giocattolo “di sinistra” di fronte ai Repubblicani sobri e impettiti a destra. È un cambiamento che forse riflette anche l’inattesa trasformazione del Partito Democratico, ormai dominato elettoralmente dai sobborghi ricchi delle grandi città americane, mentre i Repubblicani sempre più rappresentano la classe operaia e la delusa popolazione dei meno abbienti rurali. Courtesy James...

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Cosa diavolo fa per me l’Europa? Ecco la risposta da parte dell’Unione Europea.

Pubblicato da alle 13:36 in Innovazione, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Cosa diavolo fa per me l’Europa? Ecco la risposta da parte dell’Unione Europea.

Unione Europea Cosa diavolo fa per me l’Europa? Questa è una delle domande che molti cittadini europei si pongono nel loro quotidiano quando cercano di capire quale sia il reale impegno dell’Unione Europea e quale sia l’influenza che l’Europa ha nelle loro vite. Per rispondere a questa, e forse ad altre domande, e per mostrare quanto realmente l’Europa sia presente nel nostro quotidiano il Parlamento Europeo ha presentato il nuovo sito “Cosa fa l’Europa per me”, il quale racchiude più di 1800 brevi articoli (i quali vengono continuamente implementati e aggiornati) che mostrano esempi concreti dell’impatto che l’Unione ha sulla vita quotidiana dei propri cittadini.   All’evento di presentazione il Presidente Tajani ha avuto modo di dichiarare: “Gli europei si chiedono cosa abbia fatto l’Ue per loro. Questo nuovo sito fornisce risposte chiare e comprensibili. Sarà uno strumento prezioso per avvicinare l’Europa ai cittadini”. Il sito, disponibile in 24 lingue, presenta una serie di brevi articoli dedicati alle diverse azioni e ai risultati raggiunti dall’Unione. Tali articoli sono stati suddivisi all’interno del sito in tre sezioni: «Nella mia regione», che comprende tutti i progetti che sono stati resi possibili grazie all’aiuto dell’Unione Europea, progetti che permettono di constatare la presenza dell’Unione Europea nelle nostre città e Regioni; «Nella mia vita», che permette ai cittadini di capire come vengono influenzati dall’Unione aspetti quotidiani della loro vita, come ad esempio: assistenza sanitaria, hobby, viaggi, sicurezza, diritti dei lavoratori e diritti sociali, tv, musica e molto altro; «Focus», tale sezione è dedicata ad un approfondimento sulle politiche dell’Unione, mostrando con documenti dettagliati i risultati sin qui ottenuti e le prospettive per il futuro, con particolare attenzione alle tematiche che risultano maggiormente sentite dall’opinione pubblica e dai cittadini. Inoltre, nel sito sono presenti tutte le iniziative che l’Unione Europea ha promosso in favore delle...

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Parte da Torino il progetto “Dedicati” dell’associazione ACTO. Incontri di bellezza per prendersi cura di sé

Pubblicato da alle 12:43 in galleria home page, Innovazione, Medicina, ONG piemontesi | 0 commenti

Parte da Torino il progetto “Dedicati” dell’associazione ACTO. Incontri di bellezza per prendersi cura di sé

E’ stata presentata a Torino la prima tappa della campagna “Dedicati, Incontri di bellezza per prendersi cura di sé”, all’Ospedale Sant’Anna, Città della Salute e della Scienza di Torino.   La scelta del nome rappresenta al meglio la sensibilità di un progetto che come la lingua italiana, cambiando l’accento su una vocale, muta il senso di un vocabolo. Dedicati va pronunciato e inteso come verbo riflessivo, invita ad occuparsi di se stessi. Con diversa sfumatura d’accezione e di pronuncia Dedicati sono i promotori di questa iniziativa che riguarda un tema delicato e importante, ossia le donne affette da tumore ovarico. A muoversi in questa direzione è l’associazione nazionale ACTO, Alleanza contro il Tumore Ovarico – prima rete nazionale di associazioni pazienti impegnata nella lotta contro il carcinoma ovarico. Fondata nel 2010 da un gruppo di pazienti e di ginecologi oncologi e attualmente presieduta da Nicoletta Cerana. Acto  è  presente a Milano, Torino, Monza, Roma, Napoli e Bari e promuove iniziative volte a migliorare la conoscenza della malattia. Obiettivo dell’iniziativa torinese è offrire la possibilità di ritrovare, grazie all’aiuto degli esperti, un po’ di serenità. Dal 26 al 30 novembre all’Ospedale Ostetrico Ginecologico Sant’Anna, verranno proposti a tutte le pazienti trattamenti estetici, completamente gratuiti, per la cura dell’immagine. La campagna è realizzato con il supporto non condizionato di TESARO, un’azienda biofarmaceutica focalizzata in oncologia e dedicata ad offrire terapie innovative a persone che coraggiosamente affrontano il cancro e in partnership con APEO (Associazione Professionale di Estetica Oncologica), La Volpe Scalza e Francesca Ragone. In apposite sale messe a disposizione dall’ospedale, durante la settimana e previo appuntamento, le estetiste oncologiche di APEO offriranno alle pazienti trattamenti a scelta tra manicure, pedicure, trattamento viso, massaggio linfodrenante personalizzato della durata di un’ora mentre l’esperta d’immagine Francesca Ragone e gli esperti di parrucche dello staff di La Volpe Scalza dispenseranno consigli di stile individuali e di gruppo. In Italia 50.000 donne convivono con un tumore ovarico mentre sono 5.200 i nuovi casi ogni anno, di cui 420 in Piemonte. Il tumore ovarico è purtroppo una patologia grave, con percorsi di cura che influiscono pesantemente sul corpo e sulla psiche delle pazienti, arrivando a influenzare persino la risposta alle stesse terapie. In questo quadro, prendersi cura di sé, del proprio corpo e della propria bellezza aiuta ad affrontare meglio le cure. “Sostenere le pazienti e offrire loro opportunità terapeutiche innovative fa parte dell’impegno di TESARO nella lotta al tumore ovarico. Per questo motivo abbiamo voluto supportare questa bellissima iniziativa promossa da ACTO e siamo orgogliosi di poter essere al loro fianco, innanzitutto nel sostenere una sempre più capillare informazione su un tumore femminile così insidioso e subdolo, – ha affermato Roberto Florenzano, Vicepresidente e Amministratore Delegato di TESARO Bio Italy.   L’impegno di ACTO è rivolto anche a favorire la diagnosi tempestiva e  l’accesso a cure di qualità, stimolare e sostenere la ricerca scientifica, offrire servizi ai propri associati e promuovere campagne educative su tutte le forme di prevenzione. Ulteriori informazioni sono rintracciabili sul sito dell’associazione a questo link:  http://www.actoonlus.com/it   Riprese video di Andrea...

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