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Il Centro per la Conservazione e il Restauro: “splendido scrigno” d’eccellenza culturale a Venaria.

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Il Centro per la Conservazione e il Restauro: “splendido scrigno” d’eccellenza culturale a Venaria.

  Una conversazione con il Presidente Stefano Trucco e la storica dell’arte Sara Abram. La Fondazione Centro per la Conservazione e il Restauro (CCR) dei Beni Culturali “La Venaria Reale” nasce nel 2005 quale Istituto per l’Alta Formazione e la ricerca nell’ambito del restauro e della conservazione del patrimonio culturale. I Soci Fondatori sono il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Piemonte, la Provincia di Torino, il Comune di Torino, il Comune di Venaria, l’Università degli Studi di Torino, il Politecnico di Torino (oggi dimesso), la Fondazione per l’Arte (oggi Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura) della Compagnia di San Paolo e la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino. Gli scopi statutari del CCR includono la formazione, la ricerca sperimentale, la promozione dello sviluppo di imprese sul territorio e la partecipazione a programmi internazionali di studio e conservazione, in particolare la convenzione con l’Università degli Studi di Torino è alla base del Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali. Il Centro si fonda su una metodologia integrata di competenze di restauratori, storici dell’arte e professionalità scientifiche, come la processualità del restauro suggerisce nell’ottica del confronto multidisciplinare e condiviso in termini di ricerca e innovazione. Siamo stati accolti nella sede del Centro, il monumentale complesso “La Venaria Reale”, negli spazi delle ex Scuderie e Maneggio settecenteschi progettati da Benedetto Alfieri e abbiamo conversato con Stefano Trucco, Architetto e Presidente del CCR, affiancato da Sara Abram, storica dell’arte e responsabile del settore Sviluppo Arte Contemporanea e Design. Con un’esperienza pluriennale da architetto restauratore, nel 2015 viene nominato Presidente del Centro di Conservazione e Restauro La Venaria Reale. Quali sono gli obiettivi che intende raggiungere nel corso del suo mandato?  Quando mi sono insediato, conoscevo molto bene la realtà “architettonica” del CCR, dopo aver lavorato come architetto restauratore per 35 anni, di cui 7 come responsabile del back office della Reggia di Venaria. Fin da subito mi sono occupato di obiettivi “architettonici”, che ritenevo indispensabili al buon funzionamento organizzativo del Centro come l’ottimizzazione degli spazi interni per creare migliori condizioni lavorative per i restauratori e gli altri professionisti che qui sono impiegati. Come prima cosa ho provveduto a far sgomberare la grande navata di fronte ai laboratori di restauro – un tempo adibita a deposito – e a far montare porte a vetri di accesso a ciascun laboratorio per consentirne una migliore fruibilità anche dall’esterno, senza dover interferire con le condizioni igrometriche interne. Inoltre mi sono adoperato affinchè tutti gli uffici fossero spostati in un’unica area, perché ho sempre ritenuto che la vicinanza personale possa velocizzare e snellire alcune pratiche gestionali, e mi sono impegnato per ottenere il certificato di prevenzione incendi per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Mi sono, anche interessato al recupero e al restauro della pensilina – elemento identificativo del restauro del CCR, ad opera dell’architetto De Rossi – che un tempo univa le due ali dell’edificio sede del Centro. La pensilina venne smontata per una mostra e da quel momento fu stoccata nei magazzini. Oggi vorrei ricollocarla nella sua sede originaria e in occasione del nuovo insediamento organizzare un convegno di esperti sull’Architettura italiana dagli anni Sessanta ai Duemila. Tale intervento di ripristino sarà possibile grazie al benestare dell’Architetto Luisa Papotti, Soprintendente Belle Arti e Paesaggio per...

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Alla Gam di Torino la Fondazione Veronesi con #FATTIVEDERE 2017. La prevenzione riguarda tutti.

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Alla Gam di Torino la Fondazione Veronesi con #FATTIVEDERE 2017. La prevenzione riguarda tutti.

#FATTIVEDERE 2017 WORKSHOP CINEMATOGRAFICO A TORINO Un progetto di Fondazione Umberto Veronesi, in collaborazione con SIAMO   Dopo il grande interesse riscosso lo scorso anno, sono stati predisposti 20 workshop cinematografici #fattivedere organizzati dalla Fondazione Umberto Veronesi in collaborazione con SIAMO (Società Italiana Adolescenti con Malattie Onco-Ematologiche) in altrettante città italiane, durante i mesi di gennaio, febbraio e marzo 2017. A Torino l’incontro è previsto per venerdì 24 febbraio, grazie alla collaborazione della delegazione di Torino guidata da Adele Artom. Parteciperanno Donatella Barus, giornalista e direttore del sito di Fondazione Umberto Veronesi, l’oncologa pediatra dell’Ospedale Regina Margherita di Torino Dott.ssa Eleonora Biasin e la psico-oncologa dell’Ospedale stesso Dott.ssa Tiziana Geuna. L’incontro si terrà dalle ore 9.30 alle ore 12.30 presso la Sala Conferenze della GAM di Torino. I workshop saranno dedicati all’importante tema della prevenzione negli adolescenti. Dopo la proiezione del film “Quel fantastico peggior anno della mia vita” (Alfonso Gomez-Rejon, 2015), ci sarà un dibattito con gli studenti in cui verrà presentata la campagna di prevenzione #fattivedere, ideata da Fondazione Umberto Veronesi e dedicata ai ragazzi di età compresa fra i 14 e i 19 anni con lo scopo di incoraggiarli a rivolgersi a un medico qualora dovessero insorgere sintomi sospetti e ad adottare uno stile di vita sano per mantenersi in perfetta salute anche in futuro. Prenderanno parte ai workshop i divulgatori scientifici di Fondazione Umberto Veronesi e specialisti oncologi e psico-oncologi pediatrici. Ad alcuni incontri saranno presenti anche i campioni di pallavolo Lorenzo Bonetti e Giacomo Sintini, ex pazienti, che hanno deciso di aderire all’iniziativa per testimoniare l’importanza della prevenzione verso i più giovani.      ...

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“Con usura nessuno ha una solida casa”. Un manuale online per conoscere e difendersi.

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“Con usura nessuno ha una solida casa”. Un manuale online per conoscere e difendersi.

Il nuovo Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia, il Presidente de La Scialuppa CRT Onlus Ernesto Ramojno e il Sindaco di Torino Chiara Appendino hanno aperto il convegno della Fondazione CRT  “Sovraindebitamento e usura: responsabilità e prevenzione”. L’occasione è stata propizia per la presentazione del volume “Per un uso responsabile del denaro”,  liberamente consultabile on line sul sito www.lascialuppacrtonlus.org: un Manuale anti usura, curato da Rodolfo Bosio ed edito da La Scialuppa CRT Onlus – Fondazione Anti Usura, che sarà distribuito anche durante gli incontri con gli studenti da parte dei volontari de La Scialuppa CRT Onlus. Il volume, pensato per una gestione più consapevole delle risorse finanziarie ha l’obiettivo di contrastare il fenomeno del sovraindebitamento e dell’usura – un business da oltre 80 miliardi di euro l’anno, secondo i dati Eurispes. La giornata sembra l’occasione giusta per ricordare il poeta statunitense Ezra Pound che scrisse sull’usura; all’argomento dedicò, oltre al Canto XLV dei suoi Cantos, due libri: Abc dell’Economia e Lavoro e Usura.  Con usura nessuno ha una solida casa di pietra squadrata e liscia per istoriarne la facciata, con usura non v’è chiesa con affreschi di paradiso harpes et luz e l’Annunciazione dell’Angelo con le aureole sbalzate, con usura nessuno vede dei Gonzaga eredi e concubine non si dipinge per tenersi arte in casa ma per vendere e vendere presto e con profitto, peccato contro natura, il tuo pane sarà staccio vieto arido come carta, senza segala né farina di grano duro, usura appesantisce il tratto, falsa i confini, con usura nessuno trova residenza amena. Si priva lo scalpellino della pietra, il tessitore del telaio Nell’ultimo anno La Scialuppa CRT ha gestito 793 richieste d’aiuto, di cui l’80% provenienti da persone (637) e il 20% da imprese (156), in Piemonte e Valle d’Aosta. Il 61% delle persone in difficoltà ha tra i 36 e i 55 anni, il 29% oltre i 56 anni, e solo il 10% fino a 35 anni.  Crescono i finanziamenti bancari alle famiglie, cresce il credito al consumo, ma cresce anche il sovraindebitamento, spesso anticamera dell’usura. Troppi debiti, accumulati anche a causa di imprevisti, e l’impossibilità di far fronte a tutti gli impegni finanziari, comportano molti rischi: il blocco dell’accesso a nuovi crediti, pignoramenti, sequestri, tagli di luce e gas, chiusura del riscaldamento, perdita della casa, ecc. Costituita quasi vent’anni fa (nel 1998) dalla Fondazione CRT che la sostiene, finora La Scialuppa CRT ha fornito gratuitamente consulenza e assistenza a quasi 13.000 famiglie e stanziato 34 milioni di euro a garanzia di circa 2.000 finanziamenti bancari a soggetti che, altrimenti, avrebbero rischiato di cadere vittime di usura. “La Fondazione CRT ha costituito la Fondazione Antiusura La Scialuppa CRT, in linea con il proprio impegno a favore delle persone economicamente e socialmente più fragili – ha detto il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia in apertura del convegno –. Accanto a interventi concreti di contrasto e aiuto per far fronte alla piaga sociale dell’usura, abbiamo messo in campo strumenti per diffondere una cultura della prevenzione e una maggiore consapevolezza economico-finanziaria tra i cittadini, in sinergia con le istituzioni del territorio”. Al convegno sono intervenuti: Gabriele Molinari, co-presidente dell’Osservatorio regionale sul fenomeno dell’usura; Daniele Ciravegna, professore emerito di Economia politica all’Università di Torino; Massimo Terzi, presidente del Tribunale di Torino; Luciana Malatesta, Consigliere delegato de La Scialuppa CRT Onlus; Giovanni Godino, socio AIDP Gruppo Regionale Piemonte – Associazione italiana per la direzione del personale.  ...

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Nella sede della Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura. Un ex educatorio divenuto cittadella culturale.

Pubblicato da alle 16:56 in Economia, galleria home page, Innovazione, Mostre | 0 commenti

Nella sede della Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura. Un ex educatorio divenuto cittadella culturale.

In Piazza Bernini 5 a Torino una vera e propria Cittadella della Cultura: alla scoperta della Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo [ Prima parte ] L’imponente edificio che chiude diagonalmente il lato sud di Piazza Bernini con due corpi laterali che si estendono verso via Duchessa Jolanda e Corso Ferrucci, già Educatorio Duchessa Isabella e oggetto in anni recenti di una considerevole riqualificazione, è dal 2015 sede della Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo; nell’ampio comprensorio trovano spazio uffici amministrativi e altri enti strumentali della Compagnia (ossia enti autonomi operativi su aree specifiche), come la Fondazione per la Scuola, l’Ufficio Pio e il centro amministrativo del Gruppo. La Fondazione gestisce l’Archivio Storico della Compagnia di San Paolo, vero e proprio patrimonio documentario che copre un periodo amplissimo, dal XVI al XX secolo, testimonianza della storia plurisecolare della Compagnia. I documenti derivano dall’Antica Compagnia e dal Monte di Pietà, dalle Opere Pie di San Paolo e dall’Istituto Bancario San Paolo di Torino: il patrimonio dell’Archivio – oltre due chilometri lineari – è una fonte di ricerca importante per la storia piemontese e nazionale, a disposizione di studiosi e cittadini che possono fare richiesta per usufruire della sala di consultazione. Incontriamo in questa sede, e in particolare negli uffici dove un tempo c’era la grande cappella rettangolare che occupava tutto il primo piano di cui rimane lo splendido soffitto a cassettoni, Anna Cantaluppi, direttrice, Elisabetta Ballaira, responsabile culturale e Ilaria Bibollet, responsabile dell’Archivio, per farci raccontare le attività della Fondazione 1563.   Dalle loro parole emergono con competenza ed entusiasmo le molte attività promosse, i progetti seguiti, le attività di conservazione e ricerca in ambito archivistico, storico, e storico artistico. La Fondazione ha come altro filone di attività fondamentale un articolato programma di studi sull’età e la cultura del barocco. L’impressione è che dietro alla sobria e severa facciata chiara di piazza Bernini ci sia oggi una vera e propria cittadella della cultura, operativa e vitale, che molti cittadini non hanno ancora scoperto nella sua ricchezza, specificità, multidisciplinarietà.  Una centrale operativa con un atteggiamento di grande apertura verso l’esterno che vale la pena di svelare e scoprire con attenzione, a partire dall’edificio. Ci facciamo accompagnare in un percorso di scoperta articolato e affascinante, che, data la vastità degli argomenti trattati, in questo primo incontro si focalizza sulla storia della Compagnia, sull’edificio e sulla preziosa quadreria. In un secondo momento analizzeremo gli archivi e i progetti di ricerca. Dottoressa Cantaluppi, ci racconta brevemente la storia della Compagnia?  La Compagnia nasce nel 1563 per iniziativa di 7 cittadini torinesi riunitisi per aiutare la gente povera nel solco della Controriforma. La novità è che non sono sette nobili ma sono esponenti delle nuove classi emergenti, borghesi, categoria sulla quale fa affidamento Emanuele Filiberto per fondare lo stato moderno del ducato sabaudo, infatti sin da subito sono registrati molti rapporti con la corte, con i diversi ordini sociali e anche con i gesuiti, che saranno punto di riferimento religioso per la Compagnia. È da ricordare anche la riapertura ad opera della Compagnia del Monte di Pietà cittadino per elargire prestiti che debellassero in qualche modo la piaga dell’usura: per farlo i confratelli (dal più ricco a quello che nei documenti viene definito “povero)” si autotassarono per...

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In Europa la riforma sul copyright. Appello ai parlamentari europei dall’Associazione Nazionale Stampa Online

Pubblicato da alle 13:18 in DOXA segnalazioni, Economia, Innovazione, Prima pagina | 0 commenti

In Europa la riforma sul copyright. Appello ai parlamentari europei dall’Associazione Nazionale Stampa Online

Riceviamo e pubblichiamo. Testo in discussione in Europa, ANSO – Associazione Nazionale Stampa Online – lancia un appello agli europarlamentari italiani affinché si attivino a tutela delle realtà editoriali.   Proteggere i contenuti originali dagli habitués del copia-incolla con una tassa sui link. Sembra andare in questa direzione la riforma europea sul copyright. Una direzione che «molto piace ai grandi editori, ma che finirà per danneggiare la piccola editoria digitale», denuncia il vice presidente di ANSO – Associazione Nazionale Stampa Online – Matteo Rainisio. «Facciamo quindi un appello ai nostri parlamentari europei affinché si impegnino a tutela delle migliaia di realtà presenti in Italia e che spesso rappresentano voci importanti dell’informazione locale e non solo». La questione è emersa nel recente appuntamento organizzato dallo European Internet Forum al quale Rainisio ha partecipato e che ha raccolto tutte le principali aziende IT, dal settore editoria (Sky, Guardian) a quello del commercio elettronico e non (ebay, Apple), dello streaming (Netflix, Amazon), oltre le principali compagnie telefoniche europee, la BEUC la principale associazione europea dei consumatori europei, decine di parlamentari e lobbysti (nel senso di americano del termine). All’ordine del giorno la riforma europea per il mondo del web. «Una risoluzione che dovrebbe essere approvata entro la fine del 2017 e che andrà a ridisegnare le regole del mercato europeo in materia di e-commerce, diritto d’autore e responsabilità di provider e gestori telefonici sulle azioni dei propri utenti/clienti», spiega il vicepresidente di ANSO. Dal punto di vista del mondo dell’editoria, l’articolo 11 della risoluzione, che una volta approvata dovrà essere applicata in tutti gli stati membri, ha il lodevole scopo di voler proteggere e valorizzare notizie e contenuti foto e video prodotte dalle testate presenti nel panorama europeo dal saccheggio che quotidianamente si verifica da parte di aggregatori e siti dediti al copia-incolla. «Per far questo però viene prevista l’introduzione dell’Ancillary Copyright o neighbouring rights che obbligherà chi condivide/linka/riproduce anche in forma parziale il contenuto a remunerare chi lo ha prodotto», precisa Rainisio. «L’introduzione di questi diritti piace molto ai grandi editori, ma finirà per danneggiare l’intero ecosistema della piccola editoria digitale in Italia e in Europa». Del resto, aggiunge, «dove una legge simile è in vigore – vedi Germania e Spagna -, i risultati hanno portato al fallimento di centinaia di start up editoriali. Addirittura, per com’è scritta oggi, la norma potrebbe imporre una vera e propria tassa sul link, anche a quelli condivisi su twitter. L’adozione di questo sistema obbligherebbe quindi i piccoli editori di tutta Europa a dover rinunciare al traffico proveniente da servizi come Google news o Facebook, aprendo così la strada ad una tassazione sui link presenti nei motori di ricerca. Ovviamente le aziende, come fatto in Spagna dove si è giunti alla chiusura del servizio di Google news, piuttosto che pagare vieteranno la condivisione di articoli danneggiando così i piccoli editori che perderanno un’autentica linfa vitale, mentre i grandi potranno da un lato guadagnare per i link, godere di una minore concorrenza e quindi di un aumento del traffico a discapito dei piccoli editori che invece, in molti casi, saranno costretti a spegnere i server». Di questo argomento, come spesso accade per tutto quello che riguarda l’iter legislativo del Parlamento Europeo, si parla poco. Il testo al momento è in Commissione e probabilmente approderà in Parlamento europeo solamente dopo l’estate...

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Il progetto di Confindustria sceglie Torino. Nascerà qui il primo Digital Innovation Hub.

Pubblicato da alle 19:38 in Economia, Eventi, Innovazione, Prima pagina, Università | 0 commenti

Il progetto di Confindustria sceglie Torino. Nascerà qui il primo Digital Innovation Hub.

La sede dell’Unione Industriale di Torino è stata scelta, prima in Italia, per la nascita e la Presentazione del primo Digital Innovation Hub. Questa Officina 4.0 sarà un soggetto che metterà in relazione i Competence Center, localizzati presso università e istituti di ricerca, luoghi ideali per sviluppare progetti ad alto contenuto tecnologico – e le imprese. Il piano prevede di aprirne una quindicina in tutta Italia. Nel suo intervento Elio Catania, Presidente di Confindustria Digitale, senza parafrasare ha evidenziato uno dei grandi problemi italiani, ossia la lentezza con cui abbiamo affrontato la rivoluzione digitale, un gap di circa 15 anni ci separa da altri paesi come la Germania. A questo problema si sta cercando una soluzione e i Digital Hub sono un passo nella direzione giusta. Necessitiamo una vera e propria trasformazione digitale finalizzata a rendere il paese più competitivo. Nel saluto rivolto alla platea ospitata nella sala dei 500, Dario Gallina, Presidente dell’Unione Industriale di Torino, ha ribadito che “la denominazione “Officina” intende sottolineare i caratteri tipici della cultura del lavoro propri della nostra area; concretezza, attenzione al particolare, capacità realizzative e nel contempo d’innovazione.  Nello stesso tempo, con il riferimento ad officina non intendiamo limitare alle attività manifatturiere questa indispensabile evoluzione, ma applicarla anche a tutte le attività di servizio.Quello che si prospetta è infatti un compito importantissimo, cruciale, per rendere più dinamiche ed efficienti le nostre imprese.  Si tratta di un passaggio fondamentale per consentire alla nostra manifattura e ai nostri servizi di restare competitivi a livello internazionale e al passo con i tempi. In concreto, il Digital Innovation Hub del Piemonte sarà a disposizione delle imprese per: sensibilizzarle rispetto alle opportunità di Industria 4.0, supportarle nell’accesso agli strumenti di finanziamento pubblici e privati e nella pianificazione degli investimenti, sostenerle nella crescita con un’attività di mentoring. Ma affinché l’operazione abbia successo è necessario che siano molte, moltissime le aziende che si rivolgeranno al Digital Innovatin Hub. E se non verrete voi da noi, verremo noi da voi. Perché oggi la trasformazione digitale è un passaggio fondamentale e necessario per ogni impresa che abbia a cuore il proprio futuro e che voglia confrontarsi ad armi pari con i concorrenti.  Sulla stessa linea Fabio Ravanelli, Presidente di Confindustria Piemonte, “vogliamo che la Governance di questo nuovo Digital Innovation Hub sia la più rappresentativa possibile, affinché ogni missione e ogni bandiera vi si possa riconoscere in un obiettivo condiviso. Presente anche Fabrizio Gea, Coordinatore Nazionale Hub Digitali, inserito nel gruppo di lavoro Nazionale guidato da Elio Catania, insieme hanno portato all’attenzione del Ministro Carlo Calenda.“I Digital Innovation Hub rappresentano un modello snello e concreto di supporto innovativo alle imprese con un coinvolgimento bottom up di territori, università e centri di ricerca di eccellenza e costituiscono un asset strategico per la crescita e lo sviluppo economico e industriale del nostro Paese. Il progetto ha l’obiettivo di creare una rete di “centri di competenza digitale” in grado di sviluppare servizi di orientamento, accompagnamento, studi di fattibilità e pre-analisi che consentano alle imprese di scegliere l’innovazione e applicarla in tempi e modi che ne consentano la massima valorizzazione sul piano tecnologico ed...

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Il My French Film Festival è tutto sul web. L’unico festival dedicato ai pigri.

Pubblicato da alle 13:36 in DOXA segnalazioni, Eventi, Innovazione, Notizie, Prima pagina, Spettacoli, talenTO | 0 commenti

Il My French Film Festival è tutto sul web. L’unico festival dedicato ai pigri.

        Amare il cinema francese nella stessa misura in cui si è indolenti, pigri e irresistibilmente catturati dalla forza soave e magnetica del sofà o del lettone di casa è qualcosa  che ha trovato un luogo di magica conciliazione. Questo posto ha un indirizzo. Non è un Quai, una Place, un boulevard, o il bas côté ma un digital www a cui aggiungere “My French Film Festival” punto com. Se si conoscono un minimo i francesi e il loro smodato campanilismo aver registrato il sito con un nome estraneo alla lingua di Flaubert, e aver scelto il “com” al posto del “fr”, sinonimo della Francia grandeur significa che oltralpe si vuole per una volta davvero essere internazionali. Non per nulla il MyFrenchFilmFestival ha lo scopo di far scoprire i giovani registi francesi permettendo ai naviganti globali del web di vedere il cinema francese. Giunto alla settima edizione il festival propone nuovi film, nuove piattaforme partner, e uscite di lancio nelle sale di molti paesi. Partito il 13 gennaio durerà fino al 13 febbraio i cinefili avranno sullo schermo del pc tutti i film del primo festival del cinema francese on line senza abbandonate l’adorata poltrona. Per commemorare il 50° anniversario della morte di Françoise Dorléac, questa edizione le rende omaggio con filmati ed inediti mai visti, ricordando che questa iconica attrice è la sorella di Catherine Deneuve. In concorso dieci lungometraggi e dieci cortometraggi francesi, si è  invitati a votare tutti i film e a lasciare commenti sul sito. La selezione conta due film belgi in concorso e, fuori concorso, un film storico, due film francofoni canadesi e due film francofoni svizzeri. Il festival è disponibile su una trentina di altre piattaforme partner, secondo i paesi, tra cui iTunes in 90 paesi ma non disdegna le sale vere e proprie. Alcune proiezioni saranno proiettate durante il festival in molte città, sul sito luoghi e orari per apprezzare il cinema nella sua forma originale. Persino se state volando il My French vi raggiungerà, le alte quote di alcune compagnie trasmetteranno i film. Vincitori e vinti.  Il  festival decreta tre premi : Il Premio dei Cineasti con una Giuria composta da registi internazionali, Il Premio Lacoste del Pubblico Gli internauti di tutto il mondo possono votare per i loro film preferiti sulla piattaforma del festival e Il Premio della Stampa Internazionale con una Giuria composta da giornalisti di grandi quotidiani stranieri. Le giurie dei cineasti e della stampa internazionale si riuniranno a Parigi durante il festival per votare per i film vincitori. I film premiati saranno diffusi a bordo degli aerei Air France per 6 mesi a partire da luglio 2017. Il festival sarà visibile gratuitamente in alcune aree del mondo, quest’anno le zone prescelte sono l’America latina, la Russia, la Polonia, la Romania, l’Africa e l’India, per tutti gli altri paesi, Italia compresa, sono previsti dei pacchetti a pagamento ma, bisogna ammetterlo, a prezzi molto accessibili, il noleggio di un lungometraggio a 1,99€ ed il pacchetto festival a 5,99€ per un accesso a tutti i film disponibili. Comodo, economico, e curioso. Wifi acceso… possono partire le...

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400 neodiplomati per tre mesi lontani dalla mamma. Un progetto della Fondazione CRT.

Pubblicato da alle 16:13 in Eventi, Innovazione, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

400 neodiplomati per tre mesi lontani dalla mamma. Un progetto della Fondazione CRT.

“Talenti Neodiplomati promuove e sviluppa le abilità e le competenze dei giovani, favorendone la crescita personale in un contesto interculturale sottolinea il Segretario Generale della Fondazione CRT Massimo Lapucci. Questo nostro progetto permette l’ampliamento dell’offerta formativa degli istituti scolastici, incoraggiando la creazione di una rete europea tra la scuola e il mondo del lavoro”. Ecco un esempio di emancipazione intelligente dalla famiglia e dai suoi agi, per affrontare il domani. Un lavoro vero, una libertà inedita e l’Europa da vivere da europei. Un’opportunità un tempo quasi impensabile, oggi possibile e foriera di esperienze importanti, adulte. È aperto fino al 17 febbraio sul sito www.fondazionecrt.it il nuovo bando “Talenti Neodiplomati” della Fondazione CRT, che mette a disposizione 1,8 milioni di euro. Circa 400 studenti che si diplomeranno quest’anno potranno fare un’esperienza di lavoro all’estero di tre mesi, partecipando ai progetti presentati dalle scuole. I ragazzi che partiranno la prossima estate si aggiungeranno ai 3.000 “colleghi” che, finora, hanno varcato i confini dell’Italia verso oltre 40 destinazioni europee: da Vilnius a Dublino, da San Pietroburgo a Malta, da Barcellona a Copenaghen. L’investimento economico della Fondazione CRT per i Talenti Neodiplomati è arrivato a toccare i 12 milioni di euro complessivi in tredici anni.  Talenti Neodiplomati è rivolto agli istituti di istruzione secondaria di secondo grado del Piemonte e della Valle d’Aosta, che prevedano l’attivazione di tirocini full-time all’estero per i propri neodiplomati, per un periodo non inferiore a 12 settimane. I ragazzi hanno l’opportunità di vivere un’esperienza oltre confine, toccando con mano il mondo del lavoro in enti e aziende che operano nei più svariati settori: dai charity shop alle aziende informatiche, dalle attività nelle scuole, nelle biblioteche e nelle palestre alle aziende ittiche e ai club nautici, dagli alberghi e dalle boutique alle officine meccaniche.   “Talenti Neodiplomati promuove e sviluppa le abilità e le competenze dei giovani, favorendone la crescita personale in un contesto interculturale sottolinea il Segretario Generale della Fondazione CRT Massimo Lapucci. Questo nostro progetto permette l’ampliamento dell’offerta formativa degli istituti scolastici, incoraggiando la creazione di una rete europea tra la scuola e il mondo del lavoro”.    “Quest’anno – spiega Lapucci – intendiamo valorizzare ulteriormente la progettazione propria delle scuole, cioè la creazione di partnership dirette tra i nostri istituti scolastici e soggetti pubblici o senza scopo di lucro di altri Paesi Europei, quali centri di formazione, istituzioni locali e altre scuole. L’obiettivo è la creazione di reti solide e durature, i cui membri condividano, pur in modi diversi, una vocazione comune: sostenere i giovani talenti. In tal modo, le esperienze all’estero dei ragazzi diventano più efficaci e complete. Sappiamo che ciò richiede un forte impegno da parte dei docenti, ed è per questo che nel bando c’è spazio anche per loro con appositi momenti di formazione: una sfida che, ne sono certo, le scuole accetteranno con la consueta passione”.   Le scuole possono candidarsi sul sito www.fondazionecrt.it fino al 17 febbraio 2017.  ...

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Nuovo bando Erasmus + per progetti di cooperazione diretti a istruzione e formazione.

Pubblicato da alle 13:15 in DOXA segnalazioni, Innovazione, Notizie, Prima pagina, Università | 0 commenti

Nuovo bando Erasmus + per progetti di cooperazione diretti a istruzione e formazione.

  Nell’ambito del programma Erasmus + è stato pubblicato un bando per “progetti europei di cooperazione lungimiranti nei settori dell’istruzione e della formazione”. I progetti di cooperazione lungimiranti sono progetti di cooperazione transnazionale volti a identificare, sperimentare, sviluppare o valutare approcci politici innovativi che abbiano il potenziale di essere integrati e fornire input utili a migliorare i sistemi di istruzione e formazione. Gli obiettivi specifici del presente invito sono i seguenti: avviare modifiche a più lungo termine e sperimentare sul campo soluzioni innovative alle sfide nei campi dell’istruzione e della formazione, che possano essere integrate e avere un impatto sostenibile e sistemico sui sistemi di istruzione e formazione; sostenere la cooperazione transnazionale e l’apprendimento reciproco su tematiche lungimiranti tra attori chiave; facilitare la raccolta e l’analisi di elementi di prova a sostegno di politiche e pratiche innovative. Possono partecipare le autorità pubbliche a livello nazionale/regionale/locale responsabili di istruzione e formazione; organizzazioni senza scopo di lucro (ONG), private o pubbliche; centri di ricerca; scuole e altri istituti d’istruzione; istituti di istruzione superiore; camere di commercio; reti di soggetti interessati; centri di riconoscimento; organismi di valutazione/garanzia della qualità; organizzazioni di categoria e datori di lavoro; sindacati e associazioni professionali; servizi per l’orientamento professionale;organizzazioni della società civile e culturali; imprese; organizzazioni internazionali appartenenti ai 28 Stati membri, ai paesi EFTA/SEE: Islanda, Liechtenstein e Norvegia; ai paesi candidati all’adesione all’UE: ex Repubblica jugoslava di Macedonia e Turchia. Le attività devono iniziare il 1o novembre 2017, il 1o dicembre 2017 o il 1o gennaio 2018 e la durata del progetto deve essere compresa tra 24 e 36 mesi. Le domande devono essere inviate entro e non oltre il 14 marzo 2017. Per ulteriori informazioni:...

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L’androgino Orlando debutta al Gobetti con il progetto “Il cielo su Torino” dedicato alle giovani compagnie.

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L’androgino Orlando debutta al Gobetti con il progetto “Il cielo su Torino” dedicato alle giovani compagnie.

    Dal 3 gennaio prenderà il via al Teatro Gobetti “Il cielo su Torino”, progetto dedicato alle giovani compagnie sostenute da Sistema Teatro Torino. Nell’ambito della terza edizione della rassegna debutteranno: Silvia Battaglio con Orlando. Le primavere (3 – 4 gennaio 2017, prima nazionale); Aurélia Dedieu e Giuseppe Vetti con S.O.S. Storie di un’odissea psicosomatica (6 – 7 gennaio, prima nazionale); Giuliano Scarpinato con Elettra da Hugo Von Hofmannsthal (9 – 10 gennaio); Compagnia Lanavesandri con Variazioni sulla libellula (11 – 12 gennaio, prima nazionale); Chiara Cardea e Elena Serra con Edith (14 – 15 gennaio, prima nazionale). Martedì 3 gennaio 2017, alle ore 19.30, al Teatro Gobetti di Torino andrà in scena, in prima nazionale, il primo spettacolo della rassegna: ORLANDO. LE PRIMAVERE con la regia, le coreografie e la drammaturgia di Silvia Battaglio, liberamente ispirato a Orlando di Virginia Woolf. Lo spettacolo è interpretato da Silvia Battaglio e Lorenzo Paladini, disegno luci di Massimiliano Bressan, suggestioni musicali di Luc Ferrari, Paolo Angeli, Officine Schwartz. Orlando. Le Primavere sarà replicato al Gobetti mercoledì 4 gennaio 2017, alle ore 20.45. Nella produzione letteraria di Virginia Woolf, Orlando costituisce un “libriccino”, “in stile di burla”. Di fatto, una appassionata lettera d’amore a Vita Sackville-West, amante per quasi un ventennio, un testo a metà tra la biografia romanzata, il poema e il saggio critico, ambientato tra l’epoca elisabettiana ed il Novecento, giocato sull’intercambiabilità dei sessi del protagonista, celebrazione del mito androgino così nodale nell’autrice anglosassone. Creatura in continua trasformazione, Orlando si modella su quell’idea di libertà che è strettamente connessa ai temi dell’identità e dell’appartenenza, facendosi tramite di valori unici quali amore, verità, onestà. In lei “maschile” e “femminile” non confliggono, ma sono i segni di energia e forza generatrice. Sognatrice, poetessa, refrattaria ai ruoli e alle definizioni, Orlando è un nobile e sensibile fanciullo inglese che attraversa l’esistenza dal 1600 per oltre tre secoli trasformandosi in una donna, facendo esperienza del mondo, dell’umano e dei cambiamenti, con la leggerezza dell’artista naif e la profondità dell’eroina romantica. Nel continuo ma fluido divenire scopre il segreto dell’eternità: attraverso le sue infinite primavere esperisce la ricerca e la consapevolezza del sé propria di ogni individuo illuminando l’universale e intimo bisogno di appartenenza a se stessi. Silvia Battaglio, autrice, regista, formatrice, ha alle spalle un lungo ed articolato percorso artistico: studia danza classica, contemporanea e teatro-danza, attivando poi importanti collaborazioni con Julia Varley e l’Odin Teatret di Eugenio Barba. Ha convogliato la propria cifra stilistica ed espressiva nella Compagnia Biancateatro, orientata alla sperimentazione e rivisitazione delle grandi opere letterarie e nell’indagine di tematiche quali identità, famiglia, femminile, potere, diversità. Una sinergia che riporta il corpo al crocevia di significati e simboli, contenitore di memoria, impulsi e fantasie: nascono così i suoi più recenti lavori (Io amo Helen, Lolita). (Scheda tratta dal programma del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale della Stagione...

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