[ Non ] Capire il Paesaggio. Un convegno tra Università di Torino e l’Industrial Landscape Biella

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La Compagnia di San Paolo ha lanciato una linea di finanziamento per progetti proposti da gruppi di studio delle Università piemontesi che abbiano potenziali ricadute di interesse sul territorio piemontese o sue parti. Una valente opportunità per le unità di ricerca dell’università, in perenne fame di risorse ; e forse anche un’occasione di riscatto per i frequentatori di materie considerate normalmente troppo astratte e distanti dalle esigenze che animano la società fuori dalle mura dell’accademia.

E’ così che un gruppo di filosofi estetici e teorici dei media, capeggiato dal professor Federico Vercellone, ha elaborato  « ILaB – Industrial Landscape Biella ».

Università di Torino

Cittadellarte-Fondazione Pistoletto

 

Trattasi di un progetto interdisciplinare che ha come obiettivo di studiare i processi di identità e di reciproco riconoscimento alla luce delle loro tracce sul paesaggio. Già la filosofia politica si occupa di identità e di riconoscimento, in termini di conflitto tra forze sociali, di riconoscimento dei diritti e di istituzioni, etc. La novità del progetto ILaB è doppia.

Da una parte, esso si propone, sotto il profilo teorico, di legare il dibattito sul riconoscimento (i cui riferimenti sono Habermas, Honneth, Ricœœur) allo stato sesibile dei luoghi. Profondi cambiamenti economici, sconvolgimenti occupazionali, ma anche evoluzioni demografiche, religiose e culturali possono mettere in crisi i rapporti di reciproco riconoscimento interni a una comunità, nonché la percezione di sé e del proprio luogo di appartenenza nel contesto di un mondo che cambia troppo rapidamente.

Lo studio estetico interviene a questo punto, nella misura in cui è in grado di cogliere, nelle trasformazioni sensibili del paesaggio, nelle sue ferite e cicatrici, nelle tracce di ciò che c’era e non è più e nei segnali di ciò che potrebbe essere, ma non è ancora, lo stato di un’identità culturale e i suoi orizzonti di possibilità.

La seconda novità è rappresentata dal fatto che questo studio teorico viene svolto in concomitanza con un lavoro di campo, svolto da un assegnista di ricerca. L’obiettivo è quello di comprendere le trasformazioni del paesaggio attraverso le interpretazioni che ne danno gli attori che ogni giorno hanno a che fare con esse. Sono stati intervistati per ora una quindicina tra istituzioni pubbliche, rappresentanze sindacali e datoriali, fondazioni culturali e associazioni informali.

La prima restituzione del lavoro svolto finora si terrà durante il convegno « (NON) capire il paesaggio », che si terrà il 25-26 maggio presso la sede di Cittadellarte-Fondazione Pistoletto, nell’ambito della manifestazione artistica da quest’ultima organizzata: « Arte al Centro ».

Università di Torino

Il convegno presenta un parterre di relatori di primo livello, dal notissimo antropologo Marc Augé al celebre studioso dei media Peppino Ortoleva, dallo studioso di public management alla Bicocca Giorgio Bigatti al professore di meccanica applicata dell’Istituto Superiore Sant’Anna Massimo Bergamasco, dallo stesso Federico Vercellone alla docente di storia del cinema Chiara Simonigh, i quali si alterneranno tra la mattina del 25 e la mattina del 26.

Il pomeriggio del 25, invece, sarà svolto nella forma di tavoli di lavoro, aperti a tutti, in cui in particolare gli attori e stakeholders locali saranno invitati a ragionare insieme su un obiettivo pratico comune : la realizzazione di un itinerario turistico di patrimonio industriale, la messa in rete degli archivi tessili, la demolizione intelligente di capannoni abbandonati inutilizzabili sono solo alcuni esempi che saranno sottoposti alla pubblica discussione.

Il convegno, aperto al pubblico, rappresenta una sfida per pensare in modo proattivo il cambiamento che attraversa la terra biellese, che vive nel bel mezzo di una crisi di identità dopo il pesante ridimensionamento del suo tradizionale settore tessile. Può sembrare curioso che a proporsi di condurre questa riflessione con un territorio siano i filosofi. Eppure, la filosofia nasce nelle ansie, nelle curiosità e nelle necessità della vita, della società, della politica. Chissà se con ILaB la filosofia potrà tornare con efficacia in mezzo alle cose stesse. Il compito sembra ambizioso, ma sicuramente è appassionante.

Paolo Furia

Università di Torino

Biella

Redazione GT

Autore: Redazione GT

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