Torino per il turista

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Torino e i suoi musei

Percorsi d’arte e di cultura – Oggi a Torino e nei suoi dintorni sono aperti al pubblico oltre cinquanta tra musei, beni culturali, castelli, residenze e spazi espositivi che, nel loro insieme, costituiscono un’offerta culturale di livello internazionale.

“Torino e i suoi musei” propone sette itinerari (arancione, rosso, lilla, blu, azzurro, verde e grigio). Parte di essi si sviluppano nel centro cittadino ed è possibile percorrerli a piedi. Le residenze reali, situate intorno alla città, e alcuni musei di recente apertura sono comunque raggiungibili con mezzi pubblici.

Informazioni turistiche
Le informazioni di interesse per i turisti che vogliono visitare la città: come arrivare, dove alloggiare, cosa vedere e altri utili suggerimenti. Il sito è consultabile in otto lingue

In Piemonte, In Torino

Il portale degli eventi culturali in Piemonte e a Torino: mostre, musica, cinema, teatro, danza, eventi speciali: tutti gli appuntamenti del territorio in cinque lingue per programmare la vostra visita.

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#HANGARXFoTo, tra esposizioni e incontri le riflessioni sul fotografico contemporaneo.

Pubblicato da alle 17:48 in Eventi, Fashion, galleria home page, Mostre | 0 commenti

#HANGARXFoTo, tra esposizioni e incontri le riflessioni sul fotografico contemporaneo.

Ultima settimana per visitare alla CSA Farm Gallery la doppia personale GRAN TOUR CONTEMPORANEO. Ricordi a peso. Site specific di Pierluigi Manzone e la mostra STILL LIFE I Fotografie di Paolo Minioni: due differenti proposte, sia per i contenuti linguistici che per i risvolti poetici e concettuali, a conclusione della kermesse #HangarXFoTo, riflessioni sul fotografico contemporaneo fra antichi e nuovi linguaggi, autori e collezionismo, a cura di Daniela Giordi.  Filo conduttore dell’intero progetto la riflessione intorno alla fotografia come oggetto fisico ma anche culturale: come la materia dell’immagine, l’evoluzione tecnologica del mezzo di ripresa e restituzione a stampa o le nuove tecnologie, siano importanti ma relative in riferimento alla progettualità e all’approccio critico degli autori, dei collezionisti, dei curatori. Non secondario l’aspetto dell’individuazione e dell’affermazione delle differenti tipologie e valenze del linguaggio fotografico, fra fondi archivistici, immagini di reportage, fotografia d’arte tout court o come arte applicata, che diventa riferimento culturale grazie a una sedimentazione stratigrafica costruita dalle mode e dalla storia, fonte iconografica e d’ispirazione per nuovi contenuti autoriali e critici, nel continuo magma della produzione di immagini, assimilata e metabolizzata velocemente dalla società e dai produttori di contenuti culturali nella pubblicità, nella moda e nel cinema, cavalcata dai media, dai produttori di tecnologie e di applicazioni informatiche, destinate ad indirizzare mercato globale e gusti. #HangarXFoTo ha avuto inizio il 3 maggio 2018 e si è articolata attraverso esposizioni, cenacoli e conversazioni tenutesi da HANGAR studio, appuntamenti affiancati da una giornata di studi durante la quale, in compagnia di professionisti della conservazione e della valorizzazione della fotografia, artisti, autori e galleristi, si è parlato di comunicazione e trasmissione al futuro delle fonti fotografiche declinate nelle differenti valenze di documento, opera e linguaggio; la giornata dal titolo #HANGAR_Training day, Catalogo Interiore del Contemporaneo – immagini, fonti e linguaggi si è svolta il 31 maggio alla SPABA – Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti, sede scelta in omaggio alla fotografia torinese in quanto nella palazzina che ospita la SPABA vi fu all’ultimo piano la residenza dell’architetto e fotografo Carlo Mollino, oggi Museo Casa Mollino, mentre originariamente il palazzotto era la dimora di Vittorio Avondo, figura fondamentale per il patrimonio fotografico piemontese, la cui collezione di fototipi è oggi conservata presso l’archivio fotografico della Fondazione Torino Musei.  Complessivamente la rassegna, che ha coinciso con la ricorrenza del primo lustro di Catalogo Interiore del Contemporaneo, progetto sul fotografico di ABF | Scatola Chiara che pone le basi sul presupposto “alla sua nascita ogni espressione è contemporanea, perché questa possa diventare patrimonio comune entrano in campo molteplici elementi: la storia, la politica, il gusto, la fortuna, le scelte, le persone e le azioni”, ha abbracciato i temi dell’arte, del collezionismo, della stampa fine-art, della tutela, della conservazione, del mercato dell’arte e del diritto d’autore, in appuntamenti frequentati da pubblico di livello oltre che da universitari e studenti dell’Accademia di Belle Arti, dando adito a un bilancio positivo, da cui l’ipotesi di lavoro già in atto per il progetto Catalogo Interiore del Contemporaneo 2019. Tutto ciò è stato reso possibile grazie alla partecipazione dei fotografi Lorenzo Avico, Fulvio Bortolozzo, Franco Borrelli, Sophie Anne Herin, Claudio Isgrò, Antonio La Grotta, Paolo Minioni, Deka Mohamed, Enrico Peyrot, Nicolò Quirico, Paola Risoli, Laura Danna dell’Associazione per la Fotografia Storica, Elena e Patrizia Piccini della Fototeca Storica...

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Sixways a San Pietro in Vincoli. Quattro concerti per chitarra classica.

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Sixways a San Pietro in Vincoli. Quattro concerti per chitarra classica.

Diciotto candeline e maggiore età per Sixways, il Festival che presenta a Torino e in Piemonte grandi artisti della chitarra classica internazionale. Tra gli ospiti di quest’anno: l’inglese Raymond Burley, Pietro Locatto, Cristiano Poli Cappelli, FFFortissimo Guitar Quartet. Tra le tante sono le collaborazioni ci sono il Festival Borgate dal Vivo e il Conservatorio G. Verdi di Torino. A Torino sono previsti 4 concerti, ad ingresso gratuito, da lunedì 16 a giovedì 19 luglio, presso il cortile di San Pietro in Vincoli Zona Teatro.  Sixways è una delle più affermate rassegne di chitarra classica e contemporanea nel panorama regionale e nazionale, che unisce la qualità creativa ed esecutiva dei grandi artisti della chitarra con i luoghi storici ed evocativi del Piemonte. Si comincia lunedì alle pre 21 e 15 con FFFortissimo Guitar Quartet, composto da Laura La Vecchia, Daniele Ligios, Paolo Bianchi, Cristiano Arata, giovanissimi artisti uscenti dal Conservatorio Verdi di Torino. Il repertorio preferito è quello originale per quartetto di chitarre, in gran parte legato alla musica tradizionale di altre culture come quella africana, orientale, e sud americana. Il giorno seguente sarà la stella del Festival di quest’anno ad esibirsi con Giorgio Mirto: il chitarrista Raymond Burley, uno dei più importanti chitarristi inglesi, con importanti esperienze sia come interprete solista, sia come concertista per orchestre, colonne sonore, radio e televisione. Come solista ha suonato nei principali festival in Europa, Usa, Sud America, Canada e Asia. Burley ha suonato numerose volte presso la London’s Wigmore Hall, la South Bank Centre’s Purcell Room e la Birmingham’s Symphony Hall, suonando con le più importanti orchestre del Regno Unito comprese la BBC Symphony Orchestra, la Philharmonia, la English Chamber Orchestra e la Royal Philharmonic Orchestra. Mercoledì, sempre alla stessa ora l chitarrista romano Cristiano Poli Cappelli che si è diplomato in chitarra presso il conservatorio di Pescara con il massimo dei voti e la lode sotto la guida di Letizia Guerra, esibendosi in festival musicali in tutta Italie e all’estero producendo numerosi dischi con l’etichetta Brilliant Classic. Giovedì 19 luglio,  Pietro Locatto, chiude la rassegna torinese. Il musicista ha compiuto i suoi studi sotto la guida del M° Stefano Grondona presso il conservatorio di Vicenza. Dal 2012 volge attività didattica come M° assistente presso il Conservatorio di Alessandria. Dal 2013 è componente dell’ensemble di chitarre ‘Supernova’ diretto da Arturo Tallini. http://www.sixways.it...

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Prima gli italiani.

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Prima gli italiani.

Prima gli italiani. Davanti a tutti e senza remore. Si, prima gli italiani, soprattutto se hanno qualcosa da dire, qualcosa da insegnare, se sanno aprire ad un pensiero, se ci accompagnano in armonia verso la celebrazione di immagini che  generino un sussulto, un riflusso di epifania che indichino con dolcezza “il punto morto del mondo, l’anello che non tiene, il filo da sbrogliare che finalmente ci metta nel mezzo di una verità”, come scriveva un grande poeta, italiano anche lui, raramente primo se non,  di quando in quando, nei versi. A condurci nel mezzo di una verità, che ci ri-guarda da vicino, sono i quattordici artisti italiani e le loro 100 fotografie, selezionate con intelligenza affettuosa, ed esposte al primo piano della Galleria d’Arte Moderna di Torino.  Ci voleva la sensibilità di Riccardo Passoni, oggi Direttore del museo cittadino e curatore di queste “Suggestioni d’Italia” per riportare a galla una parte della grande collezione che è custodita negli archivi unendola ad un selezionato prestito della Fondazione CRT. Realizzate dalla fine del secondo dopoguerra ai primi anni Duemila, le foto provano a raccontare l’Italia, o un’idea di essa con le immagini.Il paesaggio e le città per primi,  identificano la nostra penisola esplorata da questi 14 grandi fotografi, che gettano la loro curiosità  nell’architettura come nella dimensione umana e sociale.  Le foto, in bianco nero e a colori, delineano un grande ‘esterno’, dall’arco alpino e toccano grandi città come Torino e Milano, per proseguire lungo la dorsale emiliana fino a scendere verso il Sud, tra Napoli, Matera, e infine toccare la Sicilia. Prima gli italiani, perché questi tipi di italiani non mancano di poesia, di allegria, del saper elargire bellezza semplicemente indicandola o prelevandola, per usare un’espressione di quel mondo. Ma chi sono questi italiani, di cui è bello pensarli primi ? Uno di essi si chiama Nino Migliori, Bologna gli ha dato i natali nel 1926 e alla presentazione della mostra era presente ma, pur essendo un ospite importante, un fotografo preceduto dalla propria fama, ha preferito accomodarsi in terza fila, pure un po’ di lato. Allora eccoli i primi: Nino Migliori, Gianni Berengo Gardin, Mario Cresci, Mimmo Jodice, Mario Giacomelli, Franco Fontana, Luigi Ghirri, Ugo Mulas, Ferdinando Scianna, Gabriele Basilico, Aurelio Amendola, Enzo Obiso e, unica donna Bruna Biamino. Torino è omaggiata con alcuni scatti di Basilico, tra questi spicca per chi scrive, un’immagine straordinaria di Largo Orbassano. Chi conosce la città sa che è un deserto urbanistico, un’euforia di desolazione cementizia larga e vuota. Eppure a guardarla e poi inquadrarla come sapeva fare lui, ci si trova di fronte qualcosa che ha un disegno e il disegno un’anima. Una parte non trascurabile della storia italiana della fotografia si snoda con inalterata qualità alla pareti della Galleria d’Arte Moderna di Torino, non ri-conoscerla o peggio che mai non conoscerla è una colpa senz’altro grave a cui si può porre rimedio.  Da subito. http://www.gamtorino.it/it      ...

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Accorgersi, fotografare e regalare. A Mezzenile la mostra “Ospiti” di Gianni Oliva.

Pubblicato da alle 13:45 in .Arte, Mostre, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Accorgersi, fotografare e regalare. A Mezzenile la mostra “Ospiti” di Gianni Oliva.

Gianni Oliva, torinese, classe 1964 non è l’ex assessore alla cultura della Regione Piemonte. E’ invece un noto fotografo che iniziò con Beniamino Antonello negli anni ‘80 lavorando con l’agenzia Armando Testa. Campagne pubblicitarie, poi gallerie e  infine riviste italiane e straniere. Nel 2015 è stato il vincitore di “Photissima art prize” con l’opera “Siauliai, la collina delle croci”. A Mezzenile, un piccolo e gradevole angolo della dimenticata Val di Lanzo, un tempo luogo ambito per la villeggiatura estiva, Gianni Oliva  ha saputo, con intelligenza cogliere un avvenimento. L’arrivo di una comunità di migranti, provenienti da paesi africani. Donne, bambine, famiglie, giovani sono stati accolti in un centro a Mezzenile. Inizialmente erano in sei oggi circa quarantacinque in attesa di un trasferimento per una destinazione definitiva. Gianni ha iniziato a vederli in paese, a rendersi conto del senso di provvisorietà, di desiderio di futuro, di una nuova comunità, di un certo isolamento, di difficoltà. Il suo istinto è stato quello di fare a loro un regalo, il ricordo di un momento a Mezzenile, facile da portare e da far vedere. Così è nata l’idea di fotografarli e di donare loro la fotografia che li ritrae. La montagna innevata fa da sfondo, il famoso “punctum” barthesiano che ospita i migranti protagonisti dell’immagine ma anche il fotografo, il paese e tutto il territorio circostante. La montagna, fondale naturale, ricco di forza che mai potrà svanire ma solamente lasciare spazio alla gente che camminerà in quella valle e che nelle fotografie di Gianni Oliva accentua il contrasto con le inusuali figure africane in posa davanti all’obiettivo. È un’operazione alla Malick Sidibé, non in studio ma all’aperto, non a Bamako ma a Mezzenile, non in bianco e nero ma a colori. In comune tra i due autori le generazioni di africani che continuano desiderose di farsi immortalare a oggetti-status symbol ‒ finti occhiali alla moda, finti orologi lussuosi, vestiti dal tipico sapore africano cuciti e realizzati da un sarto del gruppo ‒, emblema di una libertà, che nelle immagini di Sedibè era stata realmente conquistata e che in quelle di Oliva è la meta per la loro sopravvivenza. La spontaneità dei personaggi in posa e l’immediatezza dello sguardo creano un contrasto magrittiano, surreale tra il luogo e l’essenza delle persone.  La personalità degli africani, fuori contesto, inaspettata, senza apparire vittime o naufraghi di un viaggio è vincente.  Un’operazione contemporanea, senza retorica, che restituisce alla fotografia il compito di far pensare passando da quella sana spettacolarizzazione che in gergo viene chiamata arte. Sarà il Castello Francesetti ad ospitare questa mostra che porta il titolo “Ospiti” dal 20 fino al 29 luglio curata da Tiziana Bonomo di ArtPhotò; all’inaugurazione presenzierà il giornalista Domenico Quirico che scrive a riguardo: ”I proletari non hanno patria” assicurava Marx ed aveva ragione. Sì: da sempre nomadi, dalle campagne miserande alla città delle botteghe del Capitale. Oggi il filosofo tedesco li riconoscerebbe a prima vista, i suoi: i migranti proletari, come mai prima d’ora. Attraverso il mediterraneo , attraverso montagne e deserti, ai confini di frontiere senza pietà,  il Texas e i Balcani, Melilla e Lampedusa, i nuovo proletari del ventunesimo secolo sono davanti a noi, in mezzo a noi, zoccolo duro  della massa inesistente composta dagli ultimi arrivati. Queste foto li fissano, ironicamente o drammaticamente?...

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Il Teatro Regio con il “Sogno di una notte di mezza estate” nel quadrato magico di Piazzetta Reale.

Pubblicato da alle 12:36 in galleria home page, Musica, Spettacoli | 0 commenti

Il Teatro Regio con il “Sogno di una notte di mezza estate” nel quadrato magico di Piazzetta Reale.

L’estate torinese apre le piazze alla musica, così succede che nella programmazione di Torino Estate Reale –  festival di musica, danza e magia – il Teatro Regio presenti un concerto all’aperto. Venerdì 13 luglio, alle calare delle luci intorno alle 21.30, in Piazzetta Reale, l’Orchestra e il Coro del Regio, diretti da Alessandro De Marchi, interpretano le musiche di scena del Sogno di una notte di mezza estate di Felix Mendelssohn-Bartholdy (solisti: Maria de Lourdes Rodrigues Martins:  Primo Elfo, soprano; Claudia De Pian: Secondo Elfo, mezzosoprano) e, dalla Carmen di Georges Bizet, il Preludio e i tre Entr’Acte dell’opera nonché, dello stesso autore, la seconda suite per orchestra L’Arlesienne; maestro del Coro: Andrea Secchi. Le musiche di scena per la commedia di Shakespeare A Midsummer Night’s Dream (Sogno di una notte di mezza estate) con la celeberrima “marcia nuziale” e la partecipazione nel finale di due voci soliste e del coro femminile, immergono fin da subito l’ascoltatore in un’atmosfera fiabesca e luminosa. La seconda parte del concerto, dedicata a Georges Bizet, sarà invece caratterizzata da brani dal ritmo e dalla sensualità mediterranea, nei quali l’orchestra brillerà grazie a una strumentazione raffinata e suggestiva.   Partecipare costerà 12 euro per i posti numerati in platea, 10 euro in gradinata e 5 euro  i nati dal 2004. L’ingresso alle serate sarà soggetto a controlli di sicurezza. Gli spettacoli avranno luogo anche in caso di maltempo....

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I suoni del gusto: una nuova frontiera per la degustazione, a proporlo il Turin Palace Hotel.

Pubblicato da alle 15:04 in EATpiemonte, Fashion, Prima pagina | 0 commenti

I suoni del gusto: una nuova frontiera per la degustazione, a proporlo il Turin Palace Hotel.

Contaminazione e multisensorialità: l’approccio gourmet di nuova generazione crede nei sodalizi tra le arti e punta all’armonizzazione delle esperienze, affidate ai 5 sensi, con l’obiettivo di coinvolgere il commensale ben oltre la semplice degustazione. Se il food design ha fatto da apripista, ora ad occupare la scena è il trittico cibo-vino-musica in una variante inattesa, complice il contributo di professionalità sempre più dedicate alla valorizzazione del food. Ne è un esempio il sound sommelier che abbina una solida conoscenza del mondo vinicolo ad una competenza specifica dell’universo delle 7 note. Risultato? Il valore dell’assaggio viene amplificato dalla corretta combinazione tra etichetta-portata-armonia musicale.  Va in questa direzione la proposta de Les Petites Madeleines  che, dal 15 luglio, propone “I suoni del gusto”. Nell’anno in cui si ricorda il centenario della nascita di Leonard Bernstein e il Museo Nazionale del Cinema organizza la mostra #Soundframes (26 gennaio 2018 – 7 gennaio 2019), il ristorante del Turin Palace Hotel celebra l’iniziativa offrendo ai propri ospiti l’opportunità di assaggiare tre proposte della Carta – “Risotto, prezzemolo, bottarga, limone candito” abbinato a Langhe Doc Arneis 2017 “Blangè” Ceretto, “La mia versione di Bouillabaisse” associato a Nebbiolo d’Alba Doc 2016 “Bernardina” Ceretto  e “Cioccolati, cacao e meringa con cuore di sorbetto al kiwi” con  Barolo Chinato Cocchi” – nella variante multisensoriale. Da sottolineare l’opportunità estiva di usufruire di una mirabile terrazza con vista sulla città. Le portate saranno infatti servite con auricolari/cuffiette in cui verranno diffusi brani musicali ad hoc, una presentazione esplicativa della scelta sonora e una chiavetta USB con le ricette dei piatti assaggiati e relativi mp3 musicali cosi da poter replicare autonomamente l’esperienza.  “Con “I suoni del gusto” – spiega Piero Marzot alla guida del “Turin Palace Hotel” – vogliamo sottolineare il rapporto di forte identificazione tra la nostra struttura, il territorio e  la città, espresso da un “sentire” comune e dalla condivisione di iniziative di valore come la mostra #Soundframes, ma anche proporre a chi ci sceglie  un’esperienza non convenzionale capace di aprire nuove prospettive nel vivere la degustazione”. Nata dal dialogo e dal lavoro congiunto di tre talenti – Stefano Sforza (Executive Chef Les Petites Madeleines) per la scelta dei piatti e Luca Gigliotti (Sommelier Les Petites Madeleines) per la selezione dei vini, Paolo Scarpellini (Sound Sommelier) per l’abbinamento musicale – e di tre arti (gastronomia, enologia, musicologia), “I Suoni del Gusto” potrà essere sperimentato sino al 7 Gennaio 2019, data di chiusura dell’esposizione alla Mole. Axel Ottone...

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La coppa del mondo, divertimento estivo. In Russia la World Cup 2018.

Pubblicato da alle 14:35 in Prima pagina, Spettacoli, Sport | 0 commenti

La coppa del mondo, divertimento estivo. In Russia la World Cup 2018.

“World cup 2018“ Ogni anno  l’estate scalda il cuore e gli animi di chiunque ami questa stagione. Ancor di più se si tratta di appassionati di calcio che contano il loro tempo in base alla Coppa del Mondo, un evento che si ripete ogni quattro anni e che porta con sé aspettative, emozioni e vivacità senza eguali. Il più grande torneo calcistico del  globo rappresenta il principale divertimento popolare estivo, soprattutto da quando è possibile vederlo per televisione o da dispositivi mobili in qualunque angolo del pianeta. La VM 2018, che si gioca in Russia dal 14 giugno al 15 luglio, è alla sua edizione numero 21 di sempre e rappresenta come pochi altri eventi la vicinanza del pubblico alle grandi stelle dello sport. Non c’è dubbio, dunque, che durante il mese di gioco di questa coppa, molti italiani siano intrattenuti dalle tante partite che il calendario prevede. Sebbene la nazionale italiana non si sia qualificata per la fase finale per la prima volta dopo sessant’anni, gli appassionati di calcio nostrani difficilmente non seguiranno il torneo russo. Nonostante ci sia chi preferisce dilettarsi con varie applicazioni su dispostivi mobili connessi a Internet come ad esempio giochi di roulette o di altro tipo, molto in voga oggigiorno, il potere del mondiale è talmente forte che ogni partita capta l’interesse di chi ama il calcio. Al di là delle identificazioni nazionali, lo spettacolo del mondiale continua ad emozionare il pianeta intero, come ben dimostrano le prime partite giocate finora. L’emozionante pareggio per 3 a 3 tra Portogallo e Spagna è stato il biglietto da visita più divertente del mondiale fino ad ora. La tripletta di un Cristiano Ronaldo in formissima ha evidenziato lo straordinario momento dell’attaccante lusitano, che punta al Pallone d’oro, il suo sesto in totale. Un’altra partita particolare è stata quella tra Argentina e Islanda, con la squadra europea che ha realizzato una partita di sacrificio e di dedizione riuscendo a fermare con mezzi sempre puliti un Lionel Messi che non è sembrato ispiratissimo. Il numero 10 del Barcellona si è fatto anche parare un rigore dal portiere islandese, l’eroe di giornata. Anche il Brasile, una delle squadre favorite di questa competizione, non è andata al di là del pari nel match contro la Svizzera, terminato 1 a 1. La squadra allenata da Tité ha in Neymar il protagonista principale della maggior parte delle giocate. In effetti l’ex Barcellona è stato piuttosto intermittente contro la Svizzera, trovando poco spesso l’acuto e senza riuscire a fare la differenza come ci si aspetta da lui. Reduce da un infortunio al piede, il numero 10 verdeoro spera di recuperare quanto prima una condizione ottimale per provare a vincere la competizione più importante di tutte. Quel torneo che suscita in tutto il mondo emozioni uniche, quella coppa senza uguali che da la gloria...

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Il Presidente Tajani ha inaugurato la Conferenza sul Patrimonio culturale europeo.

Pubblicato da alle 12:16 in DOXA segnalazioni, Eventi, galleria home page | 0 commenti

Il Presidente Tajani ha inaugurato la Conferenza sul Patrimonio culturale europeo.

Parlamento Europeo. “I nostri valori e la nostra stessa identità europea affondano le loro radici in oltre 3000 anni di storia e cultura. Dalle antiche civiltà europee agli splendori del rinascimento con Leonardo da Vinci, Erasmo da Rotterdam e Van Eyck, dal barocco di Caravaggio, Bach o Velázquez sino al secolo dei lumi di Voltaire, la creatività europea ha forgiato un patrimonio immenso, inestimabile. Siamo il continente con oltre la metà dei siti Unesco, riconosciuti patrimonio dell’umanità”. Lo ha affermato il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, nell’aprire a Bruxelles la conferenza di alto livello sull’anno europeo del Patrimonio culturale. L’evento – “Cultural heritage in Europe: linking past and future” – è inserito nel quadro delle iniziative per l’Anno europeo 2018 dedicato al patrimonio culturale. Tajani ha tenuto  un discorso sull’importanza delle industrie creative e culturali, in Europa. Sono intervenuti tra gli altri,  il commissario europeo per la cultura, Tibor Navracsics, e vari rappresentanti dei governi nazionali e regionali, della società civile e dell’industria. “Ancor prima dell’economia, è la cultura – aggiunge Tajani – che contraddistingue, avvicina e unisce i popoli europei, offrendo una solida base per imprimere nuovo slancio al progetto dell’Unione”. “Con questa iniziativa abbiamo riportato l’attenzione sull’importanza, centrale e strategica, del patrimonio culturale europeo. La nostra identità comune affonda le radici in oltre tremila anni di storia e cultura. Questa identità è sorta tra le isole e sulle sponde del Mediterraneo, lungo i fiumi, frutto di uno scambio incessante di idee, conoscenze e merci. Un viaggio proseguito lungo le grandi vie consolari, negli anfiteatri, con le opere filosofiche, con i generi della satira, del teatro comico e della tragedia”, ha dichiarato il Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, aprendo a Bruxelles i lavori della Conferenza di alto livello sul Patrimonio culturale europeo. “Grazie al suo patrimonio storico, l’Europa è all’avanguardia nelle industrie creative e culturali. Il nostro continente è leader nel coniugare e fondere stile, design e bellezza con tecnologia, innovazione e saper fare industriale. Questi settori sono tra i più dinamici della nostra economia, in quanto offrono nuove opportunità di crescita e occupazione qualificata, soprattutto per i giovani. Per ogni singolo posto di lavoro diretto, le industrie culturali ne generano 27 indiretti; molti di più rispetto alla stessa industria dell’auto, tanto per fare un esempio. Tuttavia, la creatività necessita investimenti e condizioni favorevoli. Senza un giusto compenso e remunerazione, la creatività rischia di indebolirsi e spegnersi. Troppo spesso le piattaforme online diffondono in rete musica, film, libri o testi giornalisti, senza corrispondere alcun compenso agli autori. L’Unione deve garantire il buon funzionamento del mercato digitale, assicurando un’effettiva protezione dei diritti d’autore. Il patrimonio culturale resta un elemento chiave per l’economia e l’attrattività delle regioni e delle città europee. L’innovazione è la via maestra per valorizzare questo enorme potenziale”, ha concluso Tajani. Oltre a Tajani, sono intervenuti il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, il Commissario europeo responsabile per la Cultura e l’Educazione, Tibor Navracsiscs, nonché numerosi rappresentanti dei governi nazionali e regionali, della società civile e dell’industria. Jean-Michel Jarre, compositore, esecutore e produttore discografico, Daniel Barenboim, pianista e direttore d’orchestra, Ezio Bosso, direttore d’orchestra e compositore torinese, Radu Mihaileanu, regista, presidente di ARP (Società civile per scrittori, registi e produttori) e Thierry Marx, chef e Mathilde De L’Ecotais, fotografo, regista e designer, prenderanno parte all’evento. Tenuto nel quadro delle iniziative del...

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Torino è sempre più capitale della gastronomia sostenibile.

Pubblicato da alle 12:24 in EATpiemonte, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Torino è sempre più capitale della gastronomia sostenibile.

Il capoluogo piemontese è da tempo al centro di eventi finalizzati a promuovere una forma di “cucina consapevole“, rispettosa del pianeta e degli esseri umani. Da giugno, tuttavia, sembra essere ancora più attento a questo tipo di problematiche. Due sono le novità che riguardano la gastronomia e sono state annunciate nei giorni scorsi: la riduzione del biglietto d’ingresso al Salone del Gusto, che diventa davvero alla portata di tutti, e l’assegnazione del premio di studenti più “sostenibili” agli alunni di un istituto scolastico di Torino, che hanno partecipato ad un’iniziativa di sensibilizzazione alla “cucina antispreco“.   Gli studenti dell’istituto alberghiero promuovono la cucina sostenibile La cucina è un argomento talmente importante da essere studiato nelle scuole: lo sanno bene i ragazzi che frequentano gli istituti alberghieri del Belpaese. Non tutti gli istituti scolastici, tuttavia, hanno l’occasione di inserire nel proprio programma una parte dedicata al riutilizzo dei prodotti e alle regole antispreco, principio fondamentale dell’etica gastronomica contemporanea. Su questo fronte si sono impegnati gli alunni dell’istituto alberghiero Ipseoa Giolitti di Torino, che con i colleghi del San Paolo di Sorrento hanno partecipato al progetto pilota “Share a meal – Il sapore che unisce”. Alla base dell’iniziativa, l’idea di educare alla cucina antispreco e al riciclo creativo delle verdure, dai pomodori alle melanzane. L’evento era strutturato in due fasi: una serie di lezioni teoriche tenute dagli organizzatori (esperti di Knorr, Unilever Food Solutions e Ballarini) e una sfida pratica ispirata al programma televisivo Masterchef. A vincere è stata la squadra composta dagli studenti torinesi Emanuele Caviglia, Mattia De Agostini, Giulia Loi, Chiara Malafronte e Davide Migliore. Gli alunni si sono aggiudicati la vittoria con la ricetta “Ricordo di una pizza“, dedicata ad un piatto tipico della cucina italiana, giudicata da un pubblico di insegnanti e bambini delle scuole primarie, ed hanno battuto le ‘Linguine alle zucchine con crema di pomodorini gialli’ dei colleghi campani. L’anno prossimo l’evento coinvolgerà oltre 100 istituti alberghieri in tutta Italia.   L’ingresso al Salone del Gusto si democratizza L’annuncio è stato fatto nei giorni scorsi: l’ormai celebre evento Terra Madre – Salone del Gusto, organizzato da Slow Food con la Città di Torino e la Regione Piemonte, in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, avrà da quest’anno un prezzo decisamente basso. Se in passato l’iniziativa biennale dedicata all’agricoltura e al cibo sostenibile nel mondo costava 20 euro a persona, dalla prossima edizione l’ingresso ai padiglioni del Lingotto sarà accessibile ad un prezzo di 5 euro in prevendita o 10 euro alle casse. L’iniziativa si pone nel solco dell’edizione 2016, durante la quale si sono festeggiati i 30 anni del Salone del Gusto, con una serie di eventi aperti al pubblico che hanno coinvolto gran parte della città, dal Parco del Valentino alla Mole Antonelliana, al Teatro Carignano, fino al Museo Egizio e alla Reggia di Venaria Reale. La responsabile eventi di Slow Food, Carla Croccolo, ha precisato che il costo del biglietto è stato ridotto “al minimo sindacale”, aggiungendo che il ricavato delle vendite verrà destinato a sostenere le iniziative di Slow Food nei Paesi del Sud del Mondo e a coprire le spese sostenute dai delegati di Terra Madre. L’appuntamento con l’edizione 2018 di Terra Madre – Salone del Gusto è dal 20 al 24 settembre, e le prevendite dei biglietti sono già aperte....

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Per brevità chiamato artista. Mario Dondero una mostra e un premio per ricordarlo.

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Per brevità chiamato artista. Mario Dondero una mostra e un premio per ricordarlo.

Il 27 maggio, alla Fondazione Bottari-Lattes di Monforte d’Alba, ha inaugurato la mostra fotografica Lo scatto umano, promossa e prodotta dall’Associazione culturale Giulia Falletti di Barolo, insieme alla Galleria Ceribelli di Bergamo. Lo scatto è umano o meglio “umanista” come lo definì il parigino Willy Ronis la ‘photo humaniste’ per descrivere un modo di fotografare. Di questa definizione-casa, in cui forse Dondero ha abitato senza metterci radici, il tratto particolare che possiamo rilevare è senz’altro il poter incontrare la semplicità, la freschezza dello sguardo unito ad una profonda sensibilità per la realtà restituita in modo sempre elegante, collante delle situazioni e lontana dal calcare ogni dramma che le sue foto “imperfette” hanno rappresentato. Razionali, piane, ricche di suggestioni e citazioni, gravide di racconti coinvolgenti perché Dondero si faceva coinvolgere così le sue foto bussavano con delicatezza dalle pagine dei giornali, dei libri per stabilire un’intesa immediata, istintiva. Le fotografie di Mario Dondero, uno dei più importanti fotogiornalisti italiani, e leggere i suoi libri vale quanto lasciarsi catturare dai suoi scatti, per la prima volta saranno esposte insieme, in dialogo, alle foto di Lorenzo Foglio, portalettere-fotografo delle Langhe di inizio ‘900. Per equità, 30 immagini di Mario Dondero e 30 di Lorenzo Foglio, tutti in bianco e nero, che ci riportano le testimonianze di uomini e donne noti o meno noti, tradizioni perdute, storie quotidiane di vita contadina, mestieri e accaduti che hanno fatto la storia. Le fotografie di Mario Dondero esposte, sono parte della selezione realizzata da Tatiana Agliani in collaborazione con l’Archivio Dondero (Fototeca Provinciale di Fermo), diretto da Pacifico d’Ercoli. Le trenta fotografie di Lorenzo Foglio in mostra, sono state selezionate a partire da un archivio di lastre al bromuro d’argento, tutt’ora in possesso degli eredi. A Mario Dondero Nato a Milano nel 1928, il Macof di Brescia dedica la seconda edizione di un premio a lui intitolato.  Così il Macof nel raccontare l’iniziativa: “Il premio nasce come un omaggio a questo autore che ha saputo essere tenacemente controcorrente, un omaggio alla cultura e alla dolcezza del suo sguardo, ed è destinato a chi, fra i fotografi attivi in questi anni, cerca di raccogliere il testimone del suo impegno e di portare avanti la sua visione della fotografia. Con esso si propone un’occasione per seguire e valorizzare le esperienze del fotogiornalismo e della fotografia contemporanea d’impegno civile, tracciando anno dopo anno, una mappatura dell’attuale panorama del reportage d’indagine sociale, anche attraverso l’organizzazione di una mostra collettiva legata al premio” Il Premio Mario Dondero 2018 è aperto a tutti i fotografi di età superiore ai 18 anni, professionisti o dilettanti, italiani o stranieri che operano nel campo del reportage e mette in palio un importo di € 3.000,00. Inoltre le fotografie del vincitore insieme alle immagini più significative proposte da altri partecipanti al premio, selezionate dalla giuria, verranno esposte in una mostra collettiva presso il Ma.Co.F. In un testo degli anni Ottanta Mario Dondero scriveva: “Mentre diventano sempre più labili i confini fra giornalismo e pubblicità, la fotografia testimonianza sta perdendo terreno nei confronti della fotografia spettacolo. Cresce magari la finzione tecnica, l’involucro estetico, ma si fa debole il discorso interiore. Il documento semplice e duro lascia il posto all’illustrazione elegante, alla macchia cromatica fine a se stessa”...

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Il MARKETERs Club Torino prepara un evento dedicato a management e comunicazione.

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Il MARKETERs Club Torino prepara un evento dedicato a management e comunicazione.

Il MARKETERs Club Torino è lieto di annunciare il prossimo evento per gli appassionati di Marketing, Comunicazione, Management e Innovazione. Il giorno fatidico sarà venerdì 29 giugno, presso la Scuola di Management ed Economia di Torino, dove si terrà la prima edizione, del comitato torinese, del MARKETERs Day. Per chi non l’avesse mai sentito nominare il MARKETERs Day è uno degli appuntamenti targati MARKETERs Club, associazione riconosciuta a livello nazionale che realizza eventi con lo scopo di portare le migliori realtà aziendali e i migliori brand internazionali all’interno del mondo universitario. Il nome ed il tema dell’edizione 2018 è MARKETERs Day: Sport Players – Join the game. Durante la giornata verrà analizzato il mondo dello sport, di come sia cambiato negli anni fino a diventare una leva economica molto rilevante. Gli scorsi eventi hanno visto partecipare in veste di relatori: Tommaso Saronni Director PR, Social & Digital di Adidas Group, Simone Maggi CEO & Co-founder di Lanieri, Sabrina Ciamba Retail Area Manager di Falconeri, Maurizio “Juni” Vitale Founding Director di Movement Entertainment e Lorenzo Gianeri, in arte ”Lollino”, VP di Vari Productions srl Maria Fossarello Marketing Manager di BlaBlaCar, Simonluca Scravaglieri Marketing Manager di Ceres, Andrea Crociani Country Leader di oBike, Veronica Dolce Marketing Manager di Rolling Stone Italia, Alessandro Baldi Southern Europe Sales manager e Lucian Beierling Marketing & Communications Manager di Soundreef. Anche in occasione di questo evento tre ospiti terranno alto il livello raggiunto fino ad ora e ancora una volta saranno gli studenti e i neolaureati dell’Università degli Studi di Torino ad organizzare la giornata nella sua interezza con interventi proposti che non deluderanno le aspettative. Questo evento rappresenta l’atto conclusivo del primo anno del Comitato di Torino che proprio un anno fa, nel mese di giugno ha realizzato il primo evento contando più di 150 partecipanti. Nel mese di settembre ha avuto luogo la recruiting per i nuovi soci con il conseguente tesseramento e, ad oggi, il MARKETERs Club conta più di 1000 soci a livello nazionale. Ad oggi hanno già dato conferma della propria partecipazione nel ruolo di ospiti: Mauro Zanetti, PMO at Juventus FC Matteo Cappelli, Brand Manager La Gazzetta dello Sport at RCS MediaGroup     Grazie ai talk interattivi degli ospiti, che saranno annunciati nel corso della campagna di Comunicazione, il MARKETERs Club mostrerà come i grandi brand legati al mondo dello sport si siano evoluti negli anni, modificando le strategie di marketing e creando prodotti altamente customizzati per soddisfare i bisogni di consumatori sempre più esigenti e consapevoli. La giornata avrà inizio con l’accredito e proseguirà con i talk degli ospiti intervallati da un coffee break e da un pranzo. Il tutto sarà offerto dal MARKETERs Club e dagli Sponsor dell’evento, tra cui Lavazza, Raspini e OPES Piemonte. MARKETERs Club Torino è su Facebook, Twitter,...

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Il Faust nella cappella Juvariana. E’ una donna, in mano uno Stradivari e dà voce a Bach.

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Il Faust nella cappella Juvariana. E’ una donna, in mano uno Stradivari e dà voce a Bach.

Nella cappella juvarriana di Sant’Uberto al pian terreno della Reggia di Venaria Reale l’ultimo acquazzone di maggio è stato allietato dalle note del violino Stradivari che suonava il belga ottocentesco Henry Vieutemps.  Accanto alla Passione scolpita dal giavenese Luigi Stoisa, la virtuosa bionda nordica Isabelle Faust ha riportato l’attenzione dai tuoni assordanti alla rigorosa melodia di Johan Sebastian Bach,  il maestro di cappella per eccellenza. E finalmente ha fatto risuonare le volte di Sant’Uberto con una musica più che appropriata. Perché in precedenza, la chiesa della Reggia barocca era stata adibita, causa pioggia, a concerti che non le si confacevano affatto: jazz e pop. La scelta scenografica non è stata casuale e avrebbe fatto piacere all’amante degli allestimenti musicali negli innumerevoli contesti del Barocco piemontese, il contemporaneo Uto Ughi, oltre che senza dubbio allo stesso Sebastian Bach.  Tanto più che la Sonata e la Partita del kappelmaster sono state l’epilogo della visita alla raffinata mostra nella Sala dei Paggi di Venaria su tre secoli di liuteria in Europa, curata con grande erudizione da Giovanni Accornero.  Unica nel suo genere, l’esposizione si intitola “Preziosi strumenti e illustri personaggi”. I primi sono chitarre, mandolini, violini e lire accarezzati da compositori di flamengo e di classica che accompagnano in un excursus sul mestiere del fare e del tastare le corde.  Vi troneggia ovviamente lo Stradivari di Niccolò Paganini, ma anche quello del torinese Gaetano Pugnani, maestro di Giovanbattista Viotti, compositore piemontese che non ha bisogno di presentazioni. Ci sono le chitarre della regina Margherita di Savoia e di Beatrice di Belgioioso d’Este, antenata dell’eroina risorgimentale Cristina, più conosciuta della nostra contessa di Castiglione.  Noblèsse oblige, ma uno spazio maggiore queste raffinata rassegna lo meritava, anche perché manca all’appello il compositore astigiano Giovanbattista Polledro, stimato da Beethoven che lo volle come pianista.  Offuscato da stelle del firmamento musicale barocco come Corelli e Vivaldi, la sua figura è ancora poco conosciuta. Proprio per rivalutarlo l’orchestra giovanile che porta il nome del musicista settecentesco di Piovà Massaia, diretta dal chierese Federico Bisio, sta affermandosi a livello internazionale, contribuendo all’approfondimento storico e artistico  del Settecento musicale piemontese. Amedeo...

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L’associazione De Sono per la musica compie trent’anni e presenta la nuova stagione.

Pubblicato da alle 17:45 in Musica, Notizie, Prima pagina, Spettacoli | 0 commenti

L’associazione De Sono per la musica compie trent’anni e presenta la nuova stagione.

Trent’anni da celebrare nella stagione 2018-2019 sono quelli di attività della De Sono Associazione per la Musica, durante i quali le attività sono state davvero molte. Qualche numero: 45 pubblicazioni a carattere scientifico e divulgativo, 151 concerti a ingresso gratuito e sono state assegnate 250 borse di studio per giovani musicisti.  L’Associazione è presieduta da Carlo Pavesio ed è stata fondata dal direttore artistico Francesca Gentile Camerana, la quale celebra una ricorrenza così significativa perseguendo con rinnovata energia i propri obiettivi statutari: la valorizzazione di giovani talenti musicali, la promozione di ricerche musicologiche e lo sviluppo di sempre nuovi progetti di educazione all’ascolto. Sul fronte educational, è previsto un nuovo ciclo di lezioni-concerto al Dams di Torino e il rinnovo del progetto in collaborazione con la Fondazione Agnelli #NotediClasse, due tra le iniziative maggiormente apprezzate della scorsa stagione. Non mancheranno come di consueto i numerosi incontri di perfezionamento con Alessandro Moccia, Simone Briatore, Stefano Guarino, Thomas Demenga e le masterclass in Conservatorio con il violinista Ilya Gruber. Si rinnovano infine le sinergie della De Sono con MITO Settembre Musica e la Fondazione Renzo Giubergia, mentre del tutto inedita la collaborazione che s’instaura con Lingotto Musica in occasione della rassegna (As)saggi musicali.   Saranno sei gli appuntamenti a ingresso libero che costituiscono la stagione concertistica 2018-2019 presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino. Il primo concerto, il 16 ottobre, celebra il trentennale dell’Associazione con gli Archi De Sono – in una formazione composta dai migliori borsisti degli ultimi anni – impegnati nell’esecuzione di pagine scritte da Mozart e Beethoven proprio intorno al trentesimo anno di età. Alessandro Moccia, primo violino dell’Orchestre des Champs-Élysées, che da diversi anni partecipa alle attività formative e performative della De Sono, dirige l’organico nella Sinfonia n. 3 «Eroica» di Beethoven e la giovane borsista Chiara Biagioli, attualmente impegnata in un ciclo di perfezionamento presso la Hochschule für Musik und Tanz Köln, è solista al pianoforte del Concerto K. 488 di Mozart. Gli Archi De Sono, concertati da Helena Winkelman – violinista e compositrice di origine svizzero-olandese – sono nuovamente protagonisti il 29 novembre, in occasione della sesta edizione del Premio Giubergia, assegnato quest’anno al mezzosoprano Laura Capretti: diplomata con lode e menzione d’onore Conservatorio «Giuseppe Verdi» di Torino, si è perfezionata presso l’Innovative Musik Studio a Bülach e il Conservatorio di Ginevra. Un Omaggio a Claude Debussy nel centenario della morte, è in programma il 13 dicembre, con due ex-borsisti specializzati in questo tipo di repertorio: la cantante di origine bulgara Alena Dantcheva, che ha compiuto i suoi studi al Conservatorio di Torino, specializzandosi successivamente a Vienna e a Madrid, e il pianista Francesco Bergamasco, che dopo aver conseguito il Diplôme supérieur d’exécution presso l’École Normale de Musique “A. Cortot” di Parigi, collabora stabilmente con importanti realtà musicali nazionali tra cui l’Orchestra Sinfonica Nazionale Rai di Torino. Completano la rassegna il concerto Brahms il progressivo, che prevede musiche di Berg, Schönberg e di Brahms a confronto, e la serata dell’8 aprile – Quintetti – dedicata a due composizioni del genere quintettistico di Schumann e Šostakovič. In entrambi i casi sono in scena due ensemble formati da giovani talenti e attuali borsisti. Chiude la rassegna il 4 giugno un nuovo appuntamento del ciclo Ritorno al Futuro, che si propone di affiancare pagine contemporanee a capolavori del repertorio. Protagonista il pianista...

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Il Penthouse drink torinese. Un lounge bar ricco di emozioni e sensazioni.

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Il Penthouse drink torinese. Un lounge bar ricco di emozioni e sensazioni.

Piano 35. Bere per dimenticare il mal di mare, viscerale, che questo mondo ci da . . . potrebbe essere una buona soluzione, a suggerirlo con consapevole malizia, era una spregiudicata canzone italiana impastata di ottimo swing del Caputo Sergio. Per dimenticare a dovere però non basta un cocktail qualsiasi bevuto chissà dove. Meglio concedersi un momento di “Life on the top” e salire fino al Penthouse torinese che dalla balaustra completamente vetrata del trentasettesimo piano guarda alla città sottostante retto da un immenso telamone contemporaneo progettato da un archistar.  I più malandrini al richiamo della parola Penthouse ricorreranno immediatamente al ricordo di felici visioni patinate. Rompete l’incantesimo sognatori del proibito. Penthouse è un termine utilizzato in architettura, riguarda qualcosa di ancor più lussuoso di un attico, un luogo perfetto per guardare e farsi notare. Se le metropoli americane ne hanno a centinaia qui, nel bel paese, l’unico disponibile è a Torino e non bisogna architettare spettacolari bugie per accedervi. E’ aperto a tutti. Ad attendervi ci sarà il grand commis Mirko Turconi, che è un pluripremiato bartender e che sa, nel ricettacolo di un bicchiere pieno di ghiaccio, versare alcoliche e alchemiche pozioni dissipatrici di ogni tedio esistenzialista. Mirko ha preparato una nuova carta estiva, una cocktail list per accompagnare le notti d’estate. Nove i nuovi drink che si aggiungono a quelli già in carta e che potranno essere gustati fino all’autunno.  Una carta che vuole puntare sulle emozioni e sulle sensazioni. Drink che raccontano di mondi e terre lontane, ma che non dimenticano mai il territorio in cui nascono. Ogni miscela ha quel pizzico di torinesità che lo distingue da tutti gli altri. “Vista l’internazionalità che si riscopre ogni giorno su Torino, è bello poter portare tradizioni e storie di altri Paesi. La sfida è poi riuscire a fonderli insieme ai modi e alle usanze tipiche nostra città“, dice Mirko Turconi. I suoi cocktail sono l’occasione di ascoltare storie di paesi lontani, attraverso i prodotti utilizzati frutto di una costante ricerca e di una combinazione inedita. Tra le cose da sapere, c’è la disponibilità e il piacere di tutto lo staff di scavalcare il bancone del bar e venire a raccontare ogni cocktail scecherandolo nel timpano uditivo dei clienti con tutte le spezie e i profumi.  Poi ci sono quelli che preferiscono le macchinine. Nella down town che scende giù fino ai dimenticati Murazzi in un bar è in azione un robottino che mescia e serve drink ordinandoli con un app, definito il “futuro della movida”. Qualcuno lo ha paragonato al drone che sostituisce il fuoco d’artificio e altri, più letterati, hanno ripescato il libro di Vittorini “Uomini e no”. Per schiarirsi le idee sulla cosa, il consiglio di un uomo in carne e ossa, è quello di assaggiare, il Bicerin del Drugo.  Ecco Il drink in sinossi e accappatoio: “Il grande Lebowsky incontra lo storico drink torinese…”  La formula in dialetto torinese «Aum poc attucc», un po’ di tutto, decretò l’inizio e la codificazione, datata 1898, della ricetta del Bicerin. Se tra i grandi nomi che lo amavano ci fosse stato anche quello del celebre protagonista del film dei fratelli Cohen ? Il mitico ‘drugo’. Probabilmente avrebbe sicuramente trasformato tale storica ricetta in un White Russian, il suo drink preferito a base di vodka, liquore al Caffè e Panna. Ed...

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Torino diventa Capitale mondiale del motorismo storico. La FIVA prende casa a Villa Rey.

Pubblicato da alle 17:26 in Fashion, MotorInsider, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Torino diventa Capitale mondiale del motorismo storico. La FIVA prende casa a Villa Rey.

E’ stato firmato  in Comune nella Sala delle Colonne a Torino l’accordo tra l’Asi  – Automotoclub Storico Italiano – e la FIVA – Federation Internazionale des Vehicules Anciens – che prevede il trasferimento della Segreteria Generale di quest’ultima da Bruxelles  a Torino. Hanno firmato l’importante accordo il Presidente dell’Asi Maurizio Speziali ed il Presidente di Fiva Patrick Rollet. Si tratta di risultato molto significativo sia per il motorismo storico italiano rappresentato da Asi che per la città di Torino che di fatto assume il ruolo a pieno diritto di Capitale mondiale del motorismo storico. Sede degli uffici di Fiva sarà Villa Rey, la prestigiosa  e storica villa del ‘700 progettata e realizzata da Ludovico Quarini e di proprietà del Comune di Torino,  ubicata sulle colline torinesi e sede da diversi anni  del’Automotoclub Storico Italiano. “L’arrivo degli uffici della FIVA nella nostra sede di Villa Rey –ha detto il presidente dell’Asi Maurizio Speziali – riempie di orgoglio tutti i Club e i tesserati Asi e apre a tutto il movimento degli appassionati di motorismo storico nuove prospettive e opportunità. Intendo ringraziare il presidente della FIVA, Patrick Rollet e tutto il Consiglio per la fiducia accordata all’Asi in questa scelta, fatta con la consapevolezza che il nostro Paese può rappresentare il valore della storia, testimoniata da migliaia di opere d’arte e di costruzioni di gran pregio. Mi auguro che a Torino la FIVA possa trovare il modo di continuare ad affermarsi come riferimento per tutti gli appassionati di motorismo storico del mondo. Con l’arrivo della FIVA Torino raggiunge il suo ruolo di Capitale mondiale del motorismo storico”. Di concerto il presidente di FIVA Patrick Rollet: “Non c’è dubbio che questo nuovo ufficio sarà il simbolo di un’ulteriore fruttuosa cooperazione tra Asi e FIVA. Entrambi gli Enti rimarranno certamente indipendenti l’uno dall’altro ma la vicinanza sia geografica che filosofica potrà certamente favorire ulteriori sinergie. Ha inoltre detto Rollet –  il lungo rapporto  della FIVA con UNESCO si è anche concretizzato con il riconoscimento da parte di quest’ultima di Torino come Capitale mondiale del design motoristico”. Pier Sorel...

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La Moda Immortale: ICONICA – L’Amour Fou Celebra Yves Saint Laurent.

Pubblicato da alle 19:42 in Eventi, Fashion, galleria home page, Spettacoli | 0 commenti

La Moda Immortale: ICONICA – L’Amour Fou Celebra Yves Saint Laurent.

“Il più bell’abito che può abbigliare una donna sono le braccia dell’uomo che ama. Ma per chi non ha la possibilità di trovare questa felicità, io sono qui.”  Yves Saint Laurent   Per capire la genialità di Yves Saint Laurent bisogna partire dalla sua infanzia.  Il piccolo rou de Paris cresce sulle coste dell’Algeria francese, sviluppando un rapporto quasi simbiotico con la madre e le sorelle. È un ragazzino introverso e impacciato, con la testa piena di idee e grandi occhi scuri che scrutano il mondo con curiosità e diffidenza. Prima di trasferirsi a Parigi non apparteneva a nessun posto in particolare. La città delle luci gli ha dato un nome, la fama, l’immortalità, l’amore. Il suo maestro, Dior, lo stima tanto da lasciargli la direzione artistica della maison alla sua morte e modelle e attrici di tutto il mondo (prima fra tutte, l’eterna musa Catherine Deneuve) non sognano altro che essere vestite da lui. Passionale e anticonformista, Yves Saint Laurent ha portato all’attenzione del mondo dell’haute couture una femminilità ibrida e morbidamente trasgressiva: dal trench, al tempo capo esclusivamente maschile, alla sottile eleganza dello smoking.   A dieci anni dalla morte, la rassegna Iconica – L’amour fou aperta al pubblico dal 10 al 16 giugno e organizzata da Monica Bruno e Angela Varasano, intende celebrare colui che “insegnò la moda ai parigini” con una settimana di eventi tra sfilate, mostre, incontri e workshop, per riportare in vita un’epoca d’oro in cui la moda non era solo un capriccio del tempo libero, ma un creatore di profondi cambiamenti culturali.  Gli eventi clou? La mostra-percorso (dal 10 al 12 giugno) dei capi vintage della maison YSL e YSL Rive Gauche: una vera e propria passeggiata attraverso il tempo tra le creazioni più rappresentative dello stile Saint Laurent, dagli abiti agli accessori indossabili su richiesta (c’è addirittura un fotografo disponibile a immortalarvi in pose da diva, sacre-bleu!); la collezione esposta è poco nutrita, ma vince l’idea della moda condivisa e facilmente accessibile. Il programma entrerà nel vivo il 13 giugno, ore 20.00, alla Galleria Umberto I, che accoglierà la sfilata delle creazioni del couturier dagli anni ‘60 agli anni ’90 (l’evento è già sold-out). Le modelle scelte sono donne di tutte le età, a interpretare la modernità dello stilista. Tra i workshop più interessanti, è imperdibile Da Mondrian a Matisse, l’arte influenza il lavoro di Yves Saint Laurent di giovedì 14 giugno (Laboratorio Luparia) durante il quale si analizzeranno le ispirazioni pittoriche dello stilista e il pubblico avrà la possibilità di realizzare, su diversi materiali tessili, i pattern iconici di YSL. Ilaria...

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Il Bocuse d’Or non era mai stato così in alto. Al Piano 35 per celebrare Monsieur Paul.

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Il Bocuse d’Or non era mai stato così in alto. Al Piano 35 per celebrare Monsieur Paul.

In cima al suo ristorante, una palazzina dipinta di verde acceso con gli scuri delle finestre in rosso carminio, campeggiava una enorme scritta in bianco bordata in rosso con il suo nome. Paul Bocuse. Monsieur Paul, per tutti. A Torino festeggiamo e rendiamo merito al grandissimo chef francese con la manifestazione Bocuse d’Or, e la ricchissima sezione Off.  Per dare il giusto risalto alla sua cucina lo si è portato molto in alto. Nel ristorante più alto d’Italia. L’incantevole Piano 35. Qui un grande chef italiano, Marco Sacco, che ha conquistato e porta con invidiabile disinvoltura due stelle Michelin sulle spalline, e Due Forchette del Gambero Rosso, ha dato vita ad una serata in onore di Bocuse “interpretando i suoi piatti” come fosse una traduzione, un traghettare un mondo di qua delle Alpi.   Per chi ama le cose belle della vita, era il luogo e il momento da non farsi scappare per nessuna ragione al mondo. Ambiente rilassato e allegro, le luci del giorno che cedono alla sera attraverso le grandi vetrate per avvolgere la sala dentro un flou luminoso e discreto; personale gentilissimo, camerieri competenti, servizio raffinato e una serie di piatti che hanno qualcosa di proibito, di incantevole e che, accompagnati da champagne e vini ben accordati, aprono discorsi e pensieri di coinvolgente convivialità. Diviene quasi indelicato offrire sul piatto bianco della lettura, il ricco menù pensato dallo chef che arriva da Verbania. Ma nella tradizione letteraria francese, l’invidia è un ingrediente che ha insaporito mille romanzi.  Quindi eccolo: L’aperitivo ha le bollicine bionde dello Champagne Bauget-Jouette Extra Brut per stuzzicare, prima che in tavola arrivino le uova in camicia alla Beaujolaise, improvvisamente l’espressione essere nati con la camicia prende la consistenza della seta purissima, in abbinamento un Vette di San Leonardo 2017. Ora le cose si fanno serie, l’aspettativa sale finché i passi sicuri di un cameriere porgono sulla tavola i Gratin di Maccheroni con nel calice un Riesling 2015 in grado di sconfiggere ogni cattivo pensiero. La consistenza e il sapore del pollo della Bresse in fricassea con spugnole, che sono funghi piccoli e saporiti, è come se desse il via ad un “maestoso” per orchestra. Forse il piatto più complesso, più avventuroso che immaginiamo avrebbe regalato un sorriso soddisfatto a Monsieur Paul. In abbinamento c’era un San Leonardo 2011 di grande pienezza. Frastornati come dopo un lungo bacio inatteso alla Tarte Tatin con gelato non si è riusciti ad attribuire il giusto valore, anche se è stata in tavola giusto il tempo di una battuta salace, di una risata, di un piccolo racconto sulla leggendaria vita di Bocuse. La Stravecchia di San Leonardo invecchiata 5 anni avrebbe sciolto contegno e riservatezza anche ad un ufficiale di cavalleria inglese.  Invitato dall’organizzatore della serata Guido Barosio lo chef Marco Sacco ha preso posto, ha poggiato lievemente i gomiti sul tavolo e con pazienza e voce da clarino basso ha elargito qualche aneddoto di quando ragazzo bussò, senza preavviso, alla porta di Bocuse. Ma per sapere di più avreste dovuto esserci; gustare quei piatti, esagerare un po’ con i vini, per arrivare poi ai racconti, ai ricordi di Marco Sacco e finire a bagno in quell’atmosfera da Romanza per violino e orchestra Beethoveniana che solo l’ottimo cibo e la compagnia, persino se son giornalisti, può regalare. Alla morte di...

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Il volto di Torino Magazine in copertina per celebrare trent’anni di attività.

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Il volto di Torino Magazine in copertina per celebrare trent’anni di attività.

E’ dal 1998 che una testata racconta la città di Torino utilizzando un volto, una faccia, un viso di un persona nota dedicandogli lo spazio dell’intera copertina. Colto in primo piano, il personaggio, talvolta è capace di interpretare il momento, il carattere, l’indole, la natura di quella categoria sfuggente e inafferrabile che rappresenta la comunità dei cittadini di una piccola metropoli. Le foto rispettano il tratto individuale del prescelto e non trasformano mai le persone in personaggi, interpretando perciò al meglio la sottile diffidenza tipica del torinese che ama la ribalta per il tempo di un minuto per poi dedicarsi subito a cose concrete. Dietro a questa scelta c’è probabilmente molta della filosofia che guida una rivista al traguardo dell’età adulta: trenta primavere. Arrivandoci in piena salute, solida, apprezzata e vivace di curiosità leggera e  ben informata.    Per i suoi trent’anni cambia solo apparentemente modello e, in copertina mette se stessa. Fondo argentato, testo in rosso, anni di percorrenza in bianco in posizione centrale e 252 pagine di interviste esclusive e reportage con l’obiettivo di informare i torinesi, mostrando loro il meglio che Torino aveva e avrà da offrire. Uno storytelling corale che dal 1988 prosegue ancora oggi continuando ad animare e colorare il territorio. Dice il Direttore Guido Barosio “Se ci voltiamo indietro ad osservare il lavoro fatto non possiamo che farci prendere dall’emozione. Nelle nostre trentamila pagine abbiamo accompagnato la città nel suo cammino, abbiamo visto Torino trasformarsi e raccogliere tante sfide: le Olimpiadi, il Salone del Libro e quello del Gusto, i centocinquantanni dell’unità d’Italia, il rinnovamento urbanistico che oggi esibisce il grattacielo Intesa Sanpaolo, la nuova Porta Susa, la metropolitana e le OGR. E noi ci siamo stati sempre, abbiamo raccontato e abbiamo anticipatolo lo spirito dei tempi. Come quando Torino Magazine ha avvicinato la città a Expo 2015. Raccontare il patrimonio storico e culturale della città, documentare con attenzione il presente attraverso gli occhi dei protagonisti che nel corso del tempo si sono avvicendati tra le pagine e con questo spirito che oggi Torino Magazine si rivolge al futuro confermando il proprio legame con Torino.  Tiene a precisare Andrea Cenni, direttore editoriale della testata, «Questa è l’occasione per dire un grazie sincero a tutti i torinesi che in questi anni si sono ‘dati da fare’ in mille modi per questa città. sappiamo perfettamente che senza di loro Torino Magazine non sarebbe potuto esistere». Tornado ai volti che campeggiano le copertine di centinaia di numeri tornano in mente le parole di una canzone di Renato Zero che sembrano ben attagliarsi: Dietro questa maschera, c’è un uomo e tu lo sai! L’uomo di una strada che è la stessa che tu fai. E mi trucco perché la vita mia, non mi riconosca e vada via… Ogni giorno racconto la favola mia La racconto ogni giorno, chiunque tu sia… E mi vesto di sogno per darti se vuoi, L’illusione di un bimbo che gioca agli...

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Il Salone dell’Auto di Torino vince la grande pioggia. Al Parco del Valentino le auto dei sogni.

Pubblicato da alle 10:51 in Fashion, galleria home page, MotorInsider, Spettacoli, Università | 0 commenti

Il Salone dell’Auto di Torino vince la grande pioggia. Al Parco del Valentino le auto dei sogni.

È giunto alla sua IV edizione ma è già un successo al quale le case automobilistiche sembrano proprio non voler rinunciare. E insieme a loro nemmeno gli appassionati, i curiosi, gli interessanti a comprare un’auto nuova – beati loro che possono – che si aggirano numerosissimi tra i padiglioni. Tanto clamore ha portato, in questi seppur pochi anni, il Salone Parco del Valentino a ingrandirsi e “diffondersi” in praticamente tutto il centro di Torino, con sfilate, kermesse, iniziative dedicate non solo alle auto moderne e alle supercar ma anche ai modelli storici, i possessori dei quali sembrano partecipare con sempre rinnovato fervore. Il merito va soprattutto alla formula: nessun biglietto, nessuna coda ai botteghini, nessun parcheggio a pagamento (se non quelli ordinari della città) e nessuna struttura fieristica dove si sta assiepati come sardine e ti spennano per bere un caffè. Qui i padiglioni di esposizione – tutti uguali, semplicissimi, dove al centro dell’allestimento c’è prima di tutto la vettura – si dipanano tra le frescure e i monumenti del Parco del Valentino, storico polmone verde della città che, grazie anche a eventi del genere, si riprende un po’ dei suoi antichi fasti e si scrolla di dosso quella bruttissima fama che ormai ha di ricettacolo di malavita e violenza. Almeno per cinque giorni. Il circus è già cominciato ieri, 6 giugno, e andrà avanti fino a domenica notte. Dopo l’inaugurazione alla presenza dell’organizzatore di tutto, il vulcanico Andrea Levy, del neoministro delle infrastrutture Danilo Toninelli, della sindaca Chiara Appendino e del presidente della regione Sergio Chiamparino, un bel giro fra i 70 stand è d’obbligo. Balza subito all’occhio la presenza in pompa magna del gruppo FCA, con la presenza di ben 3 supercar Ferrari, delle veloci Stelvio e Giulia Quadrifoglio e Veloce e della nuovissima – è svelata in anteprima assoluta proprio qui – Jeep Renegade, coinvolta da un poderoso restyling di metà carriera e portabandiera degli inediti propulsori turbobenzina da 1 e 1,3 litri (potenze tra i 130 e i 180 CV). Dalla Francia con furore lo stand di Peugeot, dove è presentata la nuova berlina-coupé 508, una vera sorpresa, un’auto straordinaria, a nostro avviso. Non mancano i “big” tedeschi: Mercedes con due stratosferiche AMG-GT in versione a 2 e 4 porte e con la Classe A, appena presentata (presa d’assalto dai giovani); BMW punta tutto sull’elettrico con la bella i8; Volkswagen va fuoristrada con la completa gamma SUV composta da T-Roc, Tiguan e il nuovissimo Touareg; Audi con le sportive. Dall’Asia approdano Kia e Hyundai con i loro modelli ibridi; Suzuki con la sportiva Swift Sport; Honda in grande stile con auto e moto; Lexus con i suoi SUV ecologici e puliti (è stata la prima ad equipaggiarli con motori ibridi); Mazda con la cattivissima MX-5 Yamamoto. Poi ancora Land Rover con un bel Range Sport, Jaguar con la I-Pace, la sua prima vettura totalmente elettrica, Tesla, Volvo, Pagani, McLaren, Bentley. Ma non ci sono solo i grandi nomi: numerose e graditissime le partecipazioni di aziende che lavorano al futuro dell’auto con concept e soluzioni innovative (Giugiaro, IED Torino, Spice-X, UP Design). Molto apprezzata la rassegna dei prototipi (40 in tutto) di designer che hanno fatto la storia dell’automobilismo: Pininfarina, Stola, Spada, Touring Superleggera e Bertone, con la presentazione di quattro bei prototipi della collezione ora...

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Archivissima. Nasce in sordina una manifestazione dal grande potenziale.

Pubblicato da alle 11:34 in Fashion, Mostre, MotorInsider, Prima pagina | 0 commenti

Archivissima. Nasce in sordina una manifestazione dal grande potenziale.

Da oggi fino a venerdì, nella totale indifferenza un po’ di tutti, si terrà a Torino la prima edizione di una manifestazione interessantissima: “Archivissima”. Come dice la parola stessa che riprende le ben più famose e consacrate fiere d’arte che si tengono nella città sabauda, questa volta si parla di archivi i quali, non si possono comprare ma che aziende, associazioni, fondazioni, enti aprono al pubblico in maniera nuova, ossia dando accesso a documenti inediti e attraverso cui una storia si può approfondire e, scoprirla nell’interezza di tutti i suoi punti di vista: è infatti questo il grandissimo potere di un archivio, mettere a nudo ogni sfaccettatura possibile e permettere di ricostruire vicende spesso straordinarie.      L’iniziativa è stata concepita su tre direttrici principali: incontri, esperienze e contaminazioni. Gli interessati, dopo essersi registrati (obbligatoriamente) sul sito www.archivissima.it, possono scegliere fra laboratori, workshop, tavole rotonde, conferenze, tour in luoghi simbolo, seminari, panel, mostre temporanee, proiezioni, visite guidate e concerti, il tutto culminante ne La Notte degli Archivi di venerdì 8 giugno e assolutamente a ingresso libero. Variegatissima e davvero per tutti i gusti la proposta: si va dalla storia all’economia, dalla biblistica allo sport, dalla musica all’arte, dallo spettacolo all’artigianato, dalla letteratura e filosofia di genere alla sociologia, dalla scienza alla cucina, dall’industria all’agricoltura, dalla medicina alle nuove tecnologie. Il tutto in sedi esclusive e normalmente precluse al pubblico come gli archivi della Fondazione Alberto Colonnetti, della Mediateca Rai, del Fondo Tullio del Mauro, della Città di Torino, dell’Accademia delle Scienze, della Compagnia di San Paolo, di Stato di Torino, della Reale Mutua, del Centro Storico Fiat, solo per citarne alcuni. Numerosi gli ospiti che interverranno alla Notte dei Musei: Stefano Trinchero all’Archivio Storico Fiat, Piergiorgio Odifreddi all’Archivio Storico Italgas, Luca Beatrice al Centro Studi del Teatro Stabile, Luca Bianchini al FiorFood Coop, Andrea Scanzi alla Rai, Bruno Gambarotta su un tram Storico dell’ATTS-GTT (il programma completo sul sito).  L’evento, ideato e sostenuto da Promemoria e Archivissima, consta di partner importanti come Intesa San Paolo, la Compagnia di San Paolo e la Fondazione CRT, archivi storici TIM e SIAE, Reale Mutua, Lavazza, Italgas, FiorFood Coop, FCA Heritage, il quotidiano La Stampa, il magazine Archivio, GTT e la Scuola Holden. IN MOSTRA I BOZZETTI PER LE PUBBLICITA’ FIAT Una delle iniziative più interessanti all’interno del ricchissimo programma del quale abbiamo parlato, è stata presentata ieri al Centro Storico Fiat di via Chiabrera – antico stabilimento della fabbrica di automobili torinese – e si intitola “Dietro la Pubblicità”. È una bella mostra – possibile grazie alla sponsorship e all’interessamento di FCA Heritage, dipartimento del Gruppo dedicato alla valorizzazione del patrimonio storico industriale dei marchi Fiat, Abarth, Lancia e Alfa Romeo – di circa 1300 bozzetti presenti nel colossale archivio Fiat (ben 3 km di documentazione cartacea), per altro quasi completamente digitalizzati, che raccontano attraverso disegni, spesso vere e proprie opere d’arte, la storia dell’azienda ma anche le tecniche, le relazioni tra direzione, tecnici e pubblicitari per mettere in risalto questo o quel particolare, la ricerca di un linguaggio capace di colpire, di far leva sulla sfera emotiva e sublimare. Ed ecco allora sfilare sotto i nostri occhi tratti di autori che non hanno certo bisogno di presentazioni come Sironi, Romano, Codognato, Riccobaldi, Dudovich, Puppo. Si parte dai primi del Novecento con...

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