Il nuovo anno del Carignano gioca le sue carte. Sul tavolo verde Fëdor Dostoevskij.

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Martedì 8 gennaio, alle ore 19.30, al Teatro Carignano debutta Il Giocatore, opera tratta da Fëdor Dostoevskij, nell’adattamento di Vitaliano Trevisan, con la regia di Gabriele Russo. Lo spettacolo sarà interpretato da Daniele Russo, Marcello Romolo, Camilla Semino Favro, Paola Sambo, Alfredo Angelici, Martina Galletta, Alessio Piazza, Sebastiano Gavasso. Le scene sono di Roberto Crea, i costumi di Chiara Aversano, il disegno luci di Salvatore Palladino e i movimenti scenici di Eugenio Dura.

Teatro Carignano

Il giocatore, è stato prodotto da Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini e Teatro Stabile di Catania, resterà in scena al Carignano per la Stagione in abbonamento del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale fino a domenica 20 gennaio.

La grande letteratura si fa teatro con una regia a cavallo tra passato e presente, il vizio per la roulette trova corrispondenza nell’attuale ossessione compulsiva per il videopoker.

Nella originale riscrittura di Vitaliano Trevisan, romanziere e drammaturgo vicentino (sceneggiatore e protagonista dell’acclamato film di Matteo Garrone Primo amore), il protagonista de Il giocatore Aleksej Ivànovic e il suo autore, Fëdor Dostoevskij, sono la stessa persona.

Teatro Carignano

Una coincidenza di ruoli sottolineata dalla regia dai toni pirandelliani di Gabriele Russo: «Una circolare dissolvenza in cui Aleksej si trasforma nello scrittore russo e viceversa».  Nella fittizia città termale di Roulettemburg, tra dramma e commedia, amore e casinò, Aleksej/Dostoevskij compie la sua parabola di “gambler” incallito (con i proventi del libro, come noto, l’autore pagò i suoi debiti di gioco).

Il romanzo analizza la passione compulsiva per l’azzardo in tutte le sue forme, mettendo a fuoco le varie tipologie di giocatori, dai ricchi nobili europei ai poveretti che puntano, e perdono, tutti i loro averi. Con un allestimento privo di connotati temporali, la regia multimediale di Gabriele Russo abbatte le barriere tra le epoche e fa vivere il capolavoro di vita nuova. I giocatori di Dostoevskij rimandano così ai pensionati o ai ragazzi di periferia di oggi, che bruciano i loro pochi averi nella febbre compulsiva per il videopoker. 

Teatro Carignano

Redazione GT

Author: Redazione GT

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