watt | GazzettaTorino https://www.gazzettatorino.it/wordpress Testata giornalistica dedicata all’informazione locale Wed, 24 Jul 2019 10:15:52 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.7 Auto elettrica. La "Zele" la piccola cittadina tra passato e futuro. https://www.gazzettatorino.it/wordpress/auto-elettrica/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/auto-elettrica/#respond Mon, 28 May 2018 15:06:49 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=18978 Una nuova vettura totalmente elettrica e leggerissima, proiettata direttamente verso il futuro. Si chiama “Zele” ed è una curiosa proposta del carrozziere milanese Zagato. Pensata per le grandi città, sempre più caotiche e affollate, ha dimensioni contenute e due soli posti. Denominata “Zele 1000”, dove Zele sta per Zagato elettrica e 1000 è la potenza in watt […]

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Una nuova vettura totalmente elettrica e leggerissima, proiettata direttamente verso il futuro. Si chiama “Zele” ed è una curiosa proposta del carrozziere milanese Zagato. Pensata per le grandi città, sempre più caotiche e affollate, ha dimensioni contenute e due soli posti. Denominata “Zele 1000”, dove Zele sta per Zagato elettrica e 1000 è la potenza in watt del motore, disponibile però anche con potenza di 1500 e 2000 watt.
Fu Presentata al Salone di Torino del 1972, ed il modello discende direttamente dalla “Milanina” (altra vetturetta elettrica dell metà degli anni ’60), con carrozzeria e prestazioni decisamente più moderne.

La Zele di Zagato

La cosa curiosa è che la Zele aveva l’obbligo di essere targata ma era esente dal pagamento della tassa di possesso, come del resto è rimasto fino ad oggi per le vetture elettriche. Il prezzo di vendita non era concorrenziale, ci vogliono infatti ben 850.000 lire, che poche non sono per quegli anni,  quasi il costo di una Fiat 127 (920.000 lire).
La carrozzeria era in vetroresina molto leggera e proposta con colori sgargianti e giovanili. La forma a “cuneo” non fu propriamente aggraziata, ma nel complesso la rendeva comunque gradevole e simpatica e la linea nera centrale donava un pizzico di sportività. La presa di corrente posizionata sul posteriore poteva funzionare con qualsiasi utenza domestica.

L’interno, essenziale e spartano, quasi monastico, allestita con una panchetta unica in finta pelle in tinta con la carrozzeria. Le batterie furono allocate sotto il pianale in posizione centrale, leggermente avanzata, così da rendere equilibrato il baricentro. Il tempo di ricarica completo degli accumulatori era di circa 10 ore. L’autonomia dichiarata toccava i 70 chilometri, che per i piccoli spostamenti urbani potevano considerarsi adeguati.
Curiosamente la Zele venne venduta anche negli Stati Uniti, con il nome di “Elcar”, fu addirittura testata dalla Nasa per saggiarne le qualità. Gli esemplari venduti oltreoceano furono circa 400. In Italia il successo fu forse più mediatico che non altro, eppure ancora oggi qualsiasi appassionato di auto d’epoca ricorda la piccola Zele, che nacque forse troppo in anticipo sui tempi, ma sicuramente diventò fonte di ispirazione per molte moderne vetture che solcano le nostre strade di oggi.
Matteo Comoglio

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