terra di mezzo | GazzettaTorino https://www.gazzettatorino.it/wordpress Testata giornalistica dedicata all’informazione locale Tue, 27 Aug 2019 13:28:04 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.7 I liceali del Sociale di Torino alla scoperta della terra di mezzo. Pechino e dintorni. https://www.gazzettatorino.it/wordpress/gli-studenti-del-liceo-del-sociale-di-torino-alla-scoperta-della-terra-di-mezzo/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/gli-studenti-del-liceo-del-sociale-di-torino-alla-scoperta-della-terra-di-mezzo/#respond Wed, 02 Dec 2015 12:18:15 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=13187 Gli studenti del 5 anno del liceo classico e scientifico del Sociale di Torino a Pechino e dintorni. L’idea di andare a Pechino è nata nel lontano 2010, il quattrocentenario dalla morte di Padre Matteo Ricci (il Padre gesuita italiano che alla fine del ‘500 aprì i rapporti tra occidente e mondo cinese) quando venne […]

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Gli studenti del 5 anno del liceo classico e scientifico del Sociale di Torino a Pechino e dintorni.
L’idea di andare a Pechino è nata nel lontano 2010, il quattrocentenario dalla morte di Padre Matteo Ricci (il Padre gesuita italiano che alla fine del ‘500 aprì i rapporti tra occidente e mondo cinese) quando venne l’idea: “perché non andare a visitare la sua tomba?”. Detto, fatto. Si mise in moto la macchina organizzativa e nell’Ottobre del 2015 per il quinto anno gli studenti dell’ultimo anno del liceo classico e scientifico dell’Istituto Sociale di Torino, insieme agli altri cinque collegi gesuiti d’Italia (Leone XIII di Milano, Istituto Massimo di Roma, Istituto Pontano di Napoli e Istituto Cei di Palermo), si ritrovano nella terra di mezzo.

Piazza Tienanmen e Città Proibita
Il nostro grande viaggio di istruzione intercollegiale inizia con la visita ad uno dei luoghi più visitati di tutta la Cina, ovvero piazza Tienanmen. Questa piazza si apre ai nostri occhi come immensa e spaziosa nonostante le migliaia di persone che, come noi, si apprestano a visitarla. Questa è considerata uno dei luoghi piú importanti di tutta Pechino ed é sovrastata dalla gigantografia di Mao Tsetung che introduce alla città imperiale. La sensazione di essere spaesati e un po’fuori posto é forte, infatti si presenta di fronte a noi una realtà completamente diversa, architetture differenti, immensità di spazi e, addirittura, la sensazione di venerazione per una forma di governo a noi del tutto estranea.

Una lunga scalinata, la Via Imperiale, controllata lateralmente da guardie armate, conduce direttamente all’interno della Città Proibita e di colpo ci troviamo immersi nella scenografia del film di Bertolucci,L’ultimo imperatore. Questa fu il palazzo imperiale delle dinastie Ming e Qing  per quasi 500 anni e dunque centro cerimoniale e politico del governo cinese. infatti lo stesso nome viene dato dal fatto chel’ingresso era “proibito” a chiunque non avesse l’autorizzazione dell’imperatore. Le 9999 stanze ( numero che, attraveso la ripetizione del nove, afferma la figura maschile considerata forte e dominante secondo la simbologia dello Ying e Yang) lo rendono il più grande palazzo del mondo, ma allo stesso tempo le caratteristiche architettoniche della tradizione cinese  e l’intrigante simbolismo hanno un impatto decisamente forte. Il giallo, per esempio, colora tutti i tetti in quanto colore imperiale e la completa assenza di piante, considerate possibili nascondigli per i nemici dell’imperatore, mette in risalto gli edifici, tutti in legno. Ci lasciamo trascinare, da nord a sud in un vortice di stupore e incanto, aprendo questo primo giorno di scoperta della Cina in maniera eccezionale.
Riccardo Ragno

Fabbrica della seta.Tra bruchi, piumini , kimono. La seconda visita della prima giornata del nostro viaggio in Cina è stata ad una fabbrica di stato di seta. La lavorazione del materiale è così tanto lunga da far sembrare miracoloso il risultato finale, per esempio un vestito, una cravatta o un pigiama. Tutto comincia con un piccolo baco da seta lungo una decina di centimetri che riesce a creare un filo di 1300 metri di finissima seta. Ben 8 di questi animali sono necessari per creare un filo che deve poi essere cucito dalle laboriose operaie cinesi fino al risultato desiderato. Con meraviglia gli studenti dei nostri collegi hanno osservato il processo di produzione per recarsi infine al reparto vendite dove, tra smoking e cravatte di dubbio gusto e dai colori carnevaleschi qualcuno è riuscito a trovare un’occasione o un regalo da portare a casa.
Paolo Gitto

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