Mondovì | GazzettaTorino https://www.gazzettatorino.it/wordpress Testata giornalistica dedicata all’informazione locale Thu, 29 Aug 2019 12:39:25 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.7 La Bellezza del Frammento. Bouke de Vries al Museo della Ceramica di Mondovì https://www.gazzettatorino.it/wordpress/la-bellezza-del-frammento-bouke-de-vries-al-museo-della-ceramica-di-mondovi/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/la-bellezza-del-frammento-bouke-de-vries-al-museo-della-ceramica-di-mondovi/#respond Mon, 27 Nov 2017 09:50:44 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=18057 Un oggetto rotto può essere altrettanto bello quanto un oggetto perfetto. È questo l’assunto da cui parte la ricerca dell’artista Bouke de Vries (Utrecht, 1960) le cui opere, molte note sul panorama internazionale, sono oggi esposte per la prima volta in museo italiano. Un-damaged. Memorie dal contemporaneo, un progetto a cura di Alessandro Turci con […]

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Un oggetto rotto può essere altrettanto bello quanto un oggetto perfetto.

È questo l’assunto da cui parte la ricerca dell’artista Bouke de Vries (Utrecht, 1960) le cui opere, molte note sul panorama internazionale, sono oggi esposte per la prima volta in museo italiano. Un-damaged. Memorie dal contemporaneo, un progetto a cura di Alessandro Turci con la direzione scientifica di Christiana Fissore, è al Museo della Ceramica di Mondovì sino al prossimo 7 gennaio.

Sulle ragioni di tale collaborazione tra il Museo e l’artista anglo-olandese interviene la Direttrice del Museo, Christiana Fissore: “La poetica di Bouke de Vries ha incontrato felicemente la storia del Museo della Ceramica, nato per custodire e conservare la memoria di una tradizione plurisecolare legata alla ceramica, la cui produzione, qui a Mondovì, si è interrotta intorno agli anni ‘70 del ‘900.

Come progetto site-specific per il nostro museo l’artista ha lavorato su frammenti originali di antica e preziosa fattura scartati e dimenticati, in parte messi a disposizione dal nostro territorio, che sono diventate ora nuove opere d’arte, ricomponendone frammenti e storie: una memoria che continua a rinnovarsi e generare nuova bellezza.

Il direttore del Museo della Ceramica di Mondovì Christiana Fissore e Bouke de Vries

Il direttore del Museo della Ceramica di Mondovì Christiana Fissore e Bouke de Vries ph.courtesy Fondazione Museo della Ceramica Vecchia Mondovì

Il curatore Alessandro Turci ricorda l’esperienza nella moda di De Vries, che emerge nel gusto squisito degli accostamenti, nella sapienza estetica delle sue composizioni, vere e proprie nature morte spesso realizzate con l’ausilio di fiori, animali impagliati, frutti in cera.

A questa sua sensibilità ben si affianca la professione di restauratore di ceramiche antiche:… L’artista ricompone ceramiche rotte, alcune di queste molto preziose, che hanno perso la loro dignità di oggetto. Per la nostra sensibilità occidentale una frattura danneggia gravemente, se non irrimediabilmente, il valore di un’opera, per cui si cerca, ove possibile, di nasconderla con un buon restauro, altrimenti ci si disfa dell’oggetto stesso; in Oriente, al contrario, la rottura viene celebrata come parte della storia dell’opera, persino evidenziata, donando nuova armonia”” Gli opposti (damaged-undamaged) si incontrano in un comune senso ritrovato che genera bellezza per ricomporre, recuperare, capire il giusto valore delle cose, del tempo, della memoria”.

Bouke de Vries, Still life with hummingbird, 2017

Bouke de Vries, Still life with hummingbird, 2017 ph.c. Fondazione Museo della Ceramica Vecchia Mondovì

In mostra sette opere: la giara a bozzolo è riparata con la tecnica Kintsugi, una lacca d’oro che esalta il danno dell’oggetto diventando parte della sua nuova identità; l’artista ne ha fotografato anche ogni frammento per mostrare la bellezza e la struttura del singolo elemento, che va a ricomporre armonicamente il tutto.

Un altro vaso, Resurrection Jar, è come cristallizzato nel momento dell’esplosione o, viceversa, della sua ricomposizione: intorno ad esse si librano farfalle, che nell’iconografia nordica simboleggiano la resurrezione di Cristo, proprio come il vaso che risorge a nuova forma. Indubbio qui, come nel vaso con frutti e il martin pescatore, il riferimento alle nature morte, proprie della cultura nordica e in special modo olandese, a cui afferisce de Vries.

Bourke de Vries_Cocoon Jar, 2017

Bouke de Vries, Cocoon Jar, 2017, ph.courtesy Fondazione Museo della Ceramica Vecchia Mondovì

Al centro della sala l’Imperatrice Cyber, una delicata bambola / statua in cui sono presenti, rivisitati, elementi tradizionali della cultura Cinese quali l’abito e i ricami, riferibili alla cerimonia funebre della dinastia Han; l’artista crea un collegamento con la Cina contemporanea attraverso l’uso di micro chip, verdi come la giada che anticamente si applicava.

Bouke de Vries, Cyber Empress, 2017

Bouke de Vries, Cyber Empress, 2017 ph.courtesy Fondazione Museo della Ceramica Vecchia Mondovì

Bouke de Vries, Map of Italy, 2017

Bouke de Vries, Map of Italy, 2017, ph.c. Fondazione Museo della Ceramica Vecchia Mondovì

Sulle pareti, in muto dialogo, si contrappongono le mappe della Cina e dell’Italia: come ricorda l’artista, la prima mappa composta con frammenti di ceramica fu quella del suo paese di origine, l’Olanda, ottenuta combinando frammenti archeologici della Ceramica di Delft.

Per Mondovì l’artista ha voluto celebrare il paese che lo ospita con una mappa dello stivale, forma iconica estremamente riconoscibile, realizzata con una serie di frammenti policromi che si contrappongono al bianco e azzurro della mappa della Cina, prodotta con frammenti di porcellane cinesi del XVIII e XIX sec., suggerendo simbolicamente un’ideale dialogo tra Storia e cultura dei due Paesi.

Fino al 17 dicembre è inoltre possibile visitare all’ultimo piano del Museo “Il caso Manet. Indagini sul Signor Arnaud a cavallo della GAM di Milano”, ultimo grande appuntamento culturale organizzato dalla Fondazione CRC per festeggiare 25 anni di attività . L’evento espositivo porta in provincia di Cuneo un grande dipinto del noto pittore impressionista francese Edouard Manet (1832-1883) “Il Signor Arnaud a cavallo”, a seguito delle indagini scientifiche appena realizzate dal Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”.

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Polvere di stelle, ceramica d’artista al Museo della Ceramica di Mondovì https://www.gazzettatorino.it/wordpress/15823-2/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/15823-2/#respond Wed, 05 Oct 2016 08:00:10 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=15823 Ha inaugurato lo scorso 10 settembre presso il Museo della Ceramica di Mondovì la seconda edizione della rassegna biennale Polvere di Stelle, curata da Chiara Bertola con Christiana Fissore, direttrice del Museo: la rassegna, che  presenta opere contemporanee di artisti italiani e internazionali che si misurano con la ceramica, ha come sottotitolo “At the still […]

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Ha inaugurato lo scorso 10 settembre presso il Museo della Ceramica di Mondovì la seconda edizione della rassegna biennale Polvere di Stelle, curata da Chiara Bertola con Christiana Fissore, direttrice del Museo: la rassegna, che  presenta opere contemporanee di artisti italiani e internazionali che si misurano con la ceramica, ha come sottotitolo “At the still point of the turning world” (“Il punto fermo di un mondo che gira”), verso tratto dal primo dei Quattro Quartetti di T.S. Eliot., titolo scelto da Elisabetta di Maggio per una sua installazione.
Polvere di Stelle allude alla materia cui è costituita la ceramica: argille, sabbia, quarzo e pigmenti. Gli artisti, unendo alla ceramica i diversi linguaggi contemporanei, innalzano la materia sino a farla diventare espressione del loro sentire. Partendo dal “punto fermo di un mondo che gira” di Eliot, viene proposta al visitatore una riflessione sulla transitorietà delle cose, sulla loro insita fragilità, e sulla necessità di individuare un elemento che dia significato al tutto, al nostro essere, all’essenza ultima: ancora una volta, questo può essere raggiunto grazie all’azione rigeneratrice dell’Arte e della Bellezza.
Tra le vetrine disposte nelle sale in cui è esposta la collezione storica, all’interno del settecentesco Palazzo Fauzone di Germagnano, prestigiosa residenza nobiliare situata nel cuore di Mondovì Piazza, trovano spazio le porcellane finemente intagliate di Elisabetta Di Maggio, le opere di denuncia dell’artista cinese Ai Weiwei, “le Ricomposte Tinte”, formelle invetriate di Carla Accardi, la grande artista italiana recentemente scomparsa.

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Carla Accardi

Poetica l’installazione di Ai Weiwei, che presenta una riproduzione in porcellana dei tondini di ferro estratti dalle macerie di una delle venti scuole rase al suolo dal terremoto del maggio 2008 nella provincia cinese del Sichuan. All’origine di quest’opera l’installazione Straight (2008-2012) composta da duecento tonnellate di tondini di ferro raccolti, raddrizzati a mano uno per uno e ammassati con pazienza dall’artista e i suoi assistenti, in omaggio alle oltre cinquemila vittime, perlopiù bambini, di quella tragedia causata dal crollo di edifici scolastici costruiti al risparmio da una classe politica corrotta. La mostra si estende anche nelle vicine sale, recentemente restaurate, del Palazzo del Governatore, sede del Circolo Sociale di Lettura di Mondovì Piazza: qui è esposta la serie dei Coni della Accardi, le 16 fotografie di Franco Vimercati dal Ciclo della Zuppiera e l’installazione-proiezione interattiva I Mani di Hilario Isola, appositamente rielaborata in ceramica per questa occasione. La mostra sarà visitabile sino all’8 gennaio 2017.
Il Museo della Ceramica ha aperto nel dicembre 2010 e ha come nucleo originario la donazione da parte del dr. Marco Levi della Collezione Ceramica Baggioli e della sua collezione personale.
Meritano un nota a parte le due sale multimediali interattive allestite per il museo in permanenza “Fare Ceramica e “Apparecchiare la tavola” curate da Studio Azzurro e   “UP”, l’unità produttiva attrezzata nei sotterranei per realizzare tutte le fasi della lavorazione, che si propone come sede ideale per rilanciare e rivisitare la storica produzione del distretto monregalese e come luogo di sperimentazione e di confronto aperto ad artisti e designer contemporanei cultori dell’arte ceramica. L’unità produttiva è adesso messa anche a disposizione degli artisti contemporanei per produrre nuovi lavori all’interno di una continua sperimentazione.

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Gusto e bellezza dal giardino alla tavola https://www.gazzettatorino.it/wordpress/gusto-e-bellezza-dal-giardino-alla-tavola/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/gusto-e-bellezza-dal-giardino-alla-tavola/#respond Wed, 28 Oct 2015 16:19:04 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=12691 7 itinerari culturali incentrati sull’orto e il giardino in 7 località splendide del Cuneese L’Associazione Culturale Marcovaldo propone un ricco programma di mostre e un affascinante progetto dal titolo “GUSTO E BELLEZZA DAL GIARDINO ALLA TAVOLA“, incentrato sull’orto e il giardino, che coinvolgeranno le principali eccellenze museali cuneesi di Caraglio, Busca, Costigliole Saluzzo, Dronero, Mondovì, Saluzzo, […]

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7 itinerari culturali incentrati sull’orto e il giardino in 7 località splendide del Cuneese

L’Associazione Culturale Marcovaldo propone un ricco programma di mostre e un affascinante progetto dal titolo “GUSTO E BELLEZZA DAL GIARDINO ALLA TAVOLA“, incentrato sull’orto e il giardino, che coinvolgeranno le principali eccellenze museali cuneesi di Caraglio, Busca, Costigliole Saluzzo, Dronero, Mondovì, Saluzzo, Vinadio.
Ispirata anche dal tema dell’Expo “Nutrire il pianeta”, “Gusto e Bellezza dal Giardino alla Tavola” è una manifestazione che esalta i sapori e la cultura in Piemonte.

Caraglio

Filatoio di Caraglio

Punta di diamante di “GUSTO E BELLEZZA DAL GIARDINO ALLA TAVOLA” , sarà il Filatoio di Caraglio, la “fabbrica di seta” più antica d’Europa, che rappresenta un caso unico nel contesto produttivo del Piemonte seicentesco. All’interno del Filatoio, da anni sede di importanti mostre internazionali, verrà proposta la mostra “Orti del paradiso. Capolavori d’arte dal 1500 al 1900”, un’esposizione artistica delle più affascinanti vedute
paesaggistiche italiane.
Alle mostre e agli appuntamenti artistici si affiancherà una promozione e valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche che il territorio della Provincia di Cuneo offre, attraverso l’iniziativa I mercatini del gusto ritrovato, mercati ortofrutticoli allestiti intorno alle istituzioni museali sedi delle iniziative da aziende ortofrutticole della zona, attente alla produzione e alla conservazione del paesaggio così come alla qualità del prodotto. Il primo appuntamento si terrà a Costigliole Saluzzo nei giorni di Pasqua e Pasquetta in occasione di FLORA 2015: Fiori e Primizie, per un orto e un giardino facili e sostenibili. La mostra mercato, organizzata in collaborazione con l’Accademia Piemontese del Giardino, prevede l’esposizione al pubblico da parte dei più importanti florovivaisti del territorio ma anche la presentazione da parte delle Aziende Agricole dei prodotti stagionali dell’orto e dei suoi derivati.orto

Il programma della manifestazione:
ORTI DEL PARADISO
Capolavori d’arte dal 1500 al 1900
Caraglio (CN), Il Filatoio
5 settembre – 8 dicembre 2015
a cura di Martina Corgnati e Paolo Pejrone
SCONFINAMENTI
Immagini di Pino e Nicola Dell’Aquila sul territorio rurale cuneese
Busca (CN), Castello del Roccolo
25 luglio – 1 novembre 2015
GIARDINI PREZIOSI IN SALA DA PRANZO
La tavola imbandita nel settecento
Saluzzo (CN), Villa Belvedere
25 luglio – 1 novembre 2015
a cura di Andreina d’Agliano
I SAPORI DELLA MONTAGNA
Gesti e ricette dalle valli del Piemonte
Vinadio (CN), Forte Albertino
25 luglio 2015 – 25 ottobre 2015
a cura della Conservatoria delle Cucine Mediterranee
CONVIVIUM I
menù d’autore della Confraternita dell’antipasto caldo
Costigliole Saluzzo (CN), Palazzo Sarriod de La Tour, Centro Miche Berra per l’arte del ‘900
5 settembre 2015 – 10 gennaio 2016
a cura di Ivana Mulatero in collaborazione con Fiorenzo Cravetto

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COLLISIONI, grande musica e letteratura a Barolo https://www.gazzettatorino.it/wordpress/collisioni-grande-musica-e-letteratura-a-barolo/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/collisioni-grande-musica-e-letteratura-a-barolo/#respond Fri, 22 May 2015 10:56:26 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=10736 E’ giunto alla sua 7^ edizione il festival agrirock di letteratura e musica in collina a Barolo. Collisioni 2015 fin dal primo anno si è proposto come un’ideale punto di incontro tra musica e letteratura. La manifestazione promossa dalla Regione Piemonte si svolge nel cuore della bellissima zona delle Langhe, patrimonio UNESCO, nel paese di Barolo, conosciuto per l’eccellenza […]

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E’ giunto alla sua 7^ edizione il festival agrirock di letteratura e musica in collina a Barolo.

Collisioni 2015 fin dal primo anno si è proposto come un’ideale punto di incontro tra musica e letteratura. La manifestazione promossa dalla Regione Piemonte si svolge nel cuore della bellissima zona delle Langhe, patrimonio UNESCO, nel paese di Barolo, conosciuto per l’eccellenza dei suoi vini e della sua cultura enogastronomica, grazie alle quali accoglie ogni anno migliaia di turisti da tutto il mondo.
Nell’ambito dell’edizione 2015 del festival “Collisioni” si terranno, per la prima volta, due concerti fuori Barolo. A giugno si esibiranno infatti a Mondovì, in piazza della Repubblica, Francesco Renga (sabato 13) e i Subsonica (domenica 14).
11259812_775123052605520_960590464288059480_nIl Festival si aprirà venerdì 17 luglio alle 21,30, con un ospite speciale, VINICIO CAPOSSELLA. Un concerto unico e irripetibile pensato solo per Collisioni che vedrà la partecipazione anche della BANDA DELLA POSTA, CICC’BENNET  i CUMVERSAZIONEVOLI  e altri ospiti.
Ispirato dal suo secondo romanzo, “Il paese dei coppoloni”, Capossela sarà ospite anche sabato 18 luglio per raccontarlo nell’ambito del programma letteratura per un incontro pubblico con i lettori.
IL 18 luglio due nuove promesse della musica d’autore internazionale, PASSENGER e PAOLO NUTINI.
A seguire il 19 luglio a salire sul palco di Collisioni 2015 saranno FEDEZ e J-AX, un doppio concerto nella giornata dei giovani, ormai appuntamento fisso dedicato ai nuovi linguaggi della musica, al rap e all’hip hop.
Per concludere la grande rassegna estiva due grandi classici del rock mondiale: MARK KNOPFLER il 20 luglio e STING, l’ex leader dei Police, il 21 luglio.
Programma e orari su www.collisioni.it/it/programma
Inoltre, accanto ai grandi nomi mondiali della musica, della letteratura e dello spettacolo Collisioni, quest’anno più che mai, si prepara a portare a Barolo anche i grandi nomi del vino. Protagonisti di questo 2015 saranno il Nebbiolo del Barolo e del Barbaresco, ma anche i grandi Metodo Classico di Alta Langa, i vini prodotti da uve Barbera, Grignolino, Riesling e Freisa.
Il team di esperti, costituito dai più importanti giornalisti e critici vinicoli al mondo, sarà raddoppiato rispetto alla passata edizione, arricchito dalla presenza di sommelier di ristoranti stellati Michelin conosciuti in tutto il mondo. Esperti guideranno degustazioni e tavole rotonde per il pubblico e per i professionisti del settore nelle sale dedicate all’approfondimento della cultura enogastronomica.
Con le sue tante novità, Collisioni 2015 si proietta nel futuro portando nel borgo storico di Barolo critici, musicisti, autori, esperti del mercato del vino, sommelier, giornalisti, dando vita a interazioni e momenti di scambio culturale tra vignaioli, winelover e curiosi di racconti e storie bellissime.

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Una "Magnificat" occasione durante l’Expo. Vedere da vicino un affresco di 6000 mq. https://www.gazzettatorino.it/wordpress/una-magnificat-occasione-durante-lexpo-vedere-da-vicino-un-affresco-di-6000-mq/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/una-magnificat-occasione-durante-lexpo-vedere-da-vicino-un-affresco-di-6000-mq/#respond Mon, 16 Feb 2015 11:52:26 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=9070 Il Magnificat in re maggiore BWV  243 è conosciuto come una delle più importanti opere vocali di Johann Sebastina Bach. Si tratta di una cantata sacra composta per orchestra e coro a cinque voci e cinque solisti. Il testo è tratto dal cantico contenuto nel primo capitolo del Vangelo di san Luca  con il quale Maria loda e ringrazia Dio perché ha liberato il suo popolo. Il Magnificat, insieme alla Messa in […]

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Il Magnificat in re maggiore BWV  243 è conosciuto come una delle più importanti opere vocali di Johann Sebastina Bach. Si tratta di una cantata sacra composta per orchestra e coro a cinque voci e cinque solisti. Il testo è tratto dal cantico contenuto nel primo capitolo del Vangelo di san Luca  con il quale Maria loda e ringrazia Dio perché ha liberato il suo popolo. Il Magnificat, insieme alla Messa in Si minore , costituisce una delle due principali composizioni in lingua latina di Bach.
Nel 1993 è divenuto anche il titolo di un noto film diretto da Pupi Avati  ambientato nella settimana santa della Pasqua del 926 dopo Cristo.
Ma oggi Magnificat è anche il nome che ha preso una un’iniziativa di Kalatà – progetti per fare cultura, una delle prime imprese sociali italiane attive nel settore dei beni e delle attività culturali. L’iniziativa prevede la messa in sicurezza del percorso di salita alla cupola del Santuario di Vicoforte di Mondovì.  Una visita emozionante, indimenticabile,  per conoscere, gradino dopo gradino, gli aspetti architettonici, storici, artistici e le sofisticate tecnologie che oggi consentono il costante monitoraggio di questo eccezionale monumento d’arte e di fede. Si potrà entrare nel cuore dell’opera d’arte attraverso un percorso appositamente messo in sicurezza, che interessa locali mai aperti al pubblico, si potrà percorre gli antichi camminamenti riservati alle maestranze e, attraverso passaggi mozzafiato, raggiungere la sommità dell’edificio, ad oltre settanta metri di altezza.
La cupola del Santuario copre una superficie di oltre 6.000 metri quadrati, è decorata con l’affresco a tema unico più esteso al mondo: l’affresco, attraverso il tipico modello della “teologia per immagini” rappresenta alcuni momenti della vita di Maria e la sua gloriosa assunzione in cielo.
Francesco Gallo decise di lasciare perfettamente liscia la superficie interna della cupola (in termini tecnici definita “intradosso”), volendo offrire alla decorazione pittorica uno spazio ampio e continuo. La scelta è piuttosto inusuale, perché questa particolarità demanda al pittore il compito di immaginare una decorazione “architettonica” entro la quale collocare la parte figurativa dell’affresco.
Il primo tentativo, ad opera di Pietro Antonio Pozzo, fu ritenuto del tutto inadeguato e, di conseguenza, completamente cancellato. Nel 1741 venne chiamato a lavorare alla grande superficie affrescata il celebre architetto e scenografo Giuseppe Galli da Bibiena, a cui sono da attribuire alcuni elementi ad effetto prospettico ancora oggi visibili: tuttavia anche questo tentativo non riuscì a soddisfare le aspettative. Furono Mattia Bortoloni da Rovigo e il milanese Felice Biella a completare, fra il 1746 e il 1748, l’affresco: ne risultò un insieme “leggero” e luminoso, evidentemente ispirato alla pittura del veneto Giambattista Tiepolo.

La cupola sarà accessibile dal 1° maggio al 31 ottobre attraverso un percorso messo in sicurezza, i visitatori saranno accompagnati e provvisti di elmetto e imbragatura per evitare ogni pericolo. Il tragitto, di circa due ore, fra camminamenti mai aperti al pubblico, cornicioni e gradinate, condurrà alle tre balconate, a 23, 32 e 52 metri di altezza, e si concluderà con l’affaccio sul cupolino a 75 metri di altezza. Saranno così ammirabili da vicino i 6 mila metri quadri di affresco e la storia di un’impresa architettonica eccezionale.

Biglietto intero a 15 euro, percorso breve a 8 euro.
www.magnificat2015.com

 

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Le Regine Neogotiche di Titti Garelli regnano a Mondovì https://www.gazzettatorino.it/wordpress/le-regine-neogotiche-di-titti-garelli-regnano-mondovi/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/le-regine-neogotiche-di-titti-garelli-regnano-mondovi/#respond Fri, 11 Apr 2014 10:22:42 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=4898 Regina tra le “Regine del Neogotico” è l’artista torinese Titti Garelli. Sue infatti sono le opere esposte a Mondovì a partire da sabato 12 aprile fino a all’11 maggio nella mostra “Regine del Neogotico, inserita nel progetto culturale ed espositivo Cuneo Gotico, che la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo ha lanciato per il triennio 2014 […]

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Regina tra le “Regine del Neogotico” è l’artista torinese Titti Garelli. Sue infatti sono le opere esposte a Mondovì a partire da sabato 12 aprile fino a all’11 maggio nella mostra “Regine del Neogotico, inserita nel progetto culturale ed espositivo Cuneo Gotico, che la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo ha lanciato per il triennio 2014 – 2016.
Dedicato al tema del Neogotico storico e contemporaneo nelle arti, riconosciuto a livello internazionale e molto radicato nella tradizione locale del cuneese, basti pensare agli esempi delle architetture ottocentesche di Pelagio Pelagi, di Giovanni Battista Schellino, unito alle presenze delle “masche” o ai segni del passaggio dei Catari nel folklore delle Langhe, per avvertire quanto queste atmosfere siano famigliari, ironicamente suggestive e affascinanti.
Scrive l’ideatore e curatore della mostra Enzo Biffi Gentili,Titti Garelli, tra Le Regine Neogotiche raccolte in Santo Stefano a Mondovì, ne esibisce una intitolata Monregaleisa, concepita durante il famoso Carnevale locale. Festa che sempre e ovunque era ed è un’occasione di sovvertimento dell’ordine costituito, di scambio e inversione dei ruoli sociali. Quindi, non stupisca troppo vedere che questa Regina è divenuta una Prostituta, ma anch’essa di aristocratiche origini, almeno artistiche, locali. È stato infatti un giovane acuto studioso, Lorenzo Barberis, che è anche il curatore di un notevole blog “esoterico” monregalese  a suggerire come fonte di ispirazione a Titti Garelli gli straordinari affreschi gotici in San Fiorenzo a Bastia di Mondovì, ancor oggi perturbanti.
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Colpita in particolare da quello denominato La cavalcata dei Vizi, l’artista ne ha tratto un modello, la figura della Lussuria, incuriosita dal suo abbigliamento. Che poi si rivelò quello di una prostituta: non troppi hanno ben approfondito questo aspetto dell’affresco, risalendo con qualche lettura al fatto che la meretrice doveva avere come motivi distintivi nell’abbigliamento “tunica corta, parrucca bionda, mitria, toga aperta sul davanti e rossi calzari” (G. Greco, Lo scienziato e la prostituta. Due secoli di prostituzione, Edizioni Dedalo, Bari 1987). E guardando solo alla mitria, è interessantissimo capire come a Mondovì nel XV secolo resistesse ancora una iconografia derivata da “segni” imposti dalle autorità almeno a partire da due secoli prima: a esempio a Mantova le prostitute dovevano obbligatoriamente portare quel tipo cappello appuntito. Infatti negli Statuti della Signoria dei Bonacolsi di Mantova (1273-1328) era scritto che la prostituta doveva venire “In mitriata cum corone dipinte de disonestade et de diavolli, perché la se haveva facto coprire disonestamente”.

Titti Garelli lo ha scoperto, affascinata da quella cavalcata, nel caso della Lussuria di un Caprone, che rimanda anche a figure e tradizioni presenti nell’Apocalisse e nel Mitraismo, e tutto ciò in una frazione di Mondovì (di cui nel quadro di Titti compare lo stemma). Così, questa Monregaleisa segna anche una svolta nel suo lavoro: è infatti la prima Regina Neogotica molto truccata, rappresentata di tre quarti, non frontalmente, e che tra i suoi attributi ha sia quelli relati sia all’Eros (una Ball gag) che alla Morte (una farfalla Acherontia atropos). Ma tranquilli: porta anche come gioiello pendente un Moro: un simbolo del Carnevale locale, durante il quale ogni scherzo vale…”
 
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