conferenza | GazzettaTorino https://www.gazzettatorino.it/wordpress Testata giornalistica dedicata all’informazione locale Thu, 29 Aug 2019 12:39:35 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.7 A naso in sù sotto le cupole. Una conferenza per conoscere gli emisferici soffitti. https://www.gazzettatorino.it/wordpress/palazzo-madama/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/palazzo-madama/#respond Tue, 24 Apr 2018 10:07:52 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=18827 Palazzo Madama ospita giovedì 3 maggio 2018 alle ore 17.30 un incontro gratuito dedicato alla storia e all’evoluzione delle tecnologie usate nella costruzione di monumenti del passato. La conferenza, a cura del professor Giorgio Croci, esperto nello sviluppo di teorie e analisi innovative per la diagnostica e la salvaguardia dei monumenti, è organizzata grazie alla […]

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Palazzo Madama ospita giovedì 3 maggio 2018 alle ore 17.30 un incontro gratuito dedicato alla storia e all’evoluzione delle tecnologie usate nella costruzione di monumenti del passato. La conferenza, a cura del professor Giorgio Croci, esperto nello sviluppo di teorie e analisi innovative per la diagnostica e la salvaguardia dei monumenti, è organizzata grazie alla collaborazione con l’Associazione Amici della Fondazione Torino Musei.
L’incontro illustrerà, anche con supporto multimediale, il comportamento strutturale delle grandi volte e cupole di chiese e palazzi, e le soluzioni tecniche adottate in relazione alle conoscenze scientifiche e ai materiali che caratterizzano le diverse epoche e i differenti stili architettonici.
Oltre alla Domus Aurea, al Pantheon, a Santa Maria del Fiore e alla Basilica di San Pietro, che rappresenta l’apice di questa evoluzione, viene analizzato anche il comportamento di diverse altre strutture architettoniche e monumentali di varie epoche e nazioni. Infine viene indagata la cupola della Cappella della Santa Sindone, realizzata dall’architetto Guarino Guarini, che ha un comportamento strutturale eccezionalmente interessante benché poco visibile.

Palazzo Madama

Pantheon, Roma

A guidare la conferenza sarà l’esperienza del professor Giorgio Croci, nato a Roma nel 1936, laurea in Ingegneria Civile nel 1960. Nominato Professore Ordinario di “Tecnica delle Costruzioni” e di “Principi strutturali dei monumenti storici”, ha contribuito allo sviluppo di teorie e analisi innovative per la diagnostica e la salvaguardia dei monumenti.
Alle attività di studio e ricerca ha sempre corrisposto un’intensa e prestigiosa attività professionale. È stato membro delle commissioni per i progetti del Restauro del Colosseo, della salvaguardia dei templi di Angkor (Cambogia), della Torre di Pisa, di Santa Sofia in Istanbul e del Ponte di Messina.
Tra i suoi più significativi progetti ricordiamo inoltre gli interventi di restauro e consolidamento della Basilica di San Francesco di Assisi in seguito al terremoto del 1997, lo studio preventivo dello stato di conservazione del Palatino, il progetto di restauro e protezione sismica del complesso del Topkapi a Istanbul e il progetto di rinforzo strutturale del Tempio di Konarack in India.
Diversi sono i premi a lui conferiti, tra cui la “Medaglia d’Oro ai Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte”, conferita dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano.
L’ingresso è libero e ci saranno disposizione un centinaio di posti.

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Il Barocco. Una gigantesca metafora della società, del tempo, della festa, del suo potere sull’animo umano. https://www.gazzettatorino.it/wordpress/il-barocco-una-gigantesca-metafora-della-societa-del-tempo-della-festa-del-suo-potere-sullanimo-umano/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/il-barocco-una-gigantesca-metafora-della-societa-del-tempo-della-festa-del-suo-potere-sullanimo-umano/#respond Fri, 20 Feb 2015 09:50:24 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=9194 GazzettaTorino è lieta di ospitare  un estratto dell’intervento che il Professor Enrico Fubini ha tenuto per una conferenza a Palazzo Barolo.   Generalmente si fa risalire alla Musurgia universalis del grande erudito Athanaslus Kircher la prima compiuta formulazione della teoria degli affetti, che tanta parte avrà nella teoria e nella prassi musicale del XVII e […]

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GazzettaTorino è lieta di ospitare  un estratto dell’intervento che il Professor Enrico Fubini ha tenuto per una conferenza a Palazzo Barolo.
 

Generalmente si fa risalire alla Musurgia universalis del grande erudito Athanaslus Kircher la prima compiuta formulazione della teoria degli affetti, che tanta parte avrà nella teoria e nella prassi musicale del XVII e XVIII secolo.
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Può essere curioso e non privo di significato il fatto che nel tratteggiare tale teoria, quella teoria appunto che dovrebbe tendere a conferire alla musica una dimensione tutta terrestre e laica, sottolineandone l’efficacia psicologica, teoria che dovrebbe far piazza pulita di ogni residuo di teologismo medievale, Kircher parli ancora di “armonia universale”  intendendo con ciò che “la Natura dell’universo non è altro che Musica perfettissima”. Come si concilia la teoria degli affetti secondo la quale la musica sembra ridursi ad una tecnica seppur sofisticata per produrre effetti ed affetti sugli ascoltatori con l’idea di un’essenza sovramondana dell’arte dei suoni, di un suo legame con i più occulti segreti dell’universo? Si tratta di contraddizione, di un ibrido connubio tra dottrine radicalmente diverse, o esiste un livello in cui esse possono conciliarsi o addirittura implicarsi vicendevolmente?
Non è facile dare una risposta categorica a questo interrogativo perché teoria degli affetti e teoria dell’armonia del mondo attraversano tutto il Barocco e l’Illuminismo intrecciandosi e incrociandosi di continuo dal Rinascimento sino al Romanticismo. Non è facile pertanto individuare i legami teorici e pratici tra una concezione che tende a soggettivizzare la bellezza musicale riducendola alle sensazioni da essa prodotte e agli affetti suscitati e una concezione che mira invece ad oggettivizzare la musica facendola coincidere con una legge matematica, specchio di un ordine superiore. Teoria degli affetti o musica come rivelazione di un principio divino: questi sembrano i due poli opposti e inconciliabili in cui si muove e si articola il concerto barocco, compresenza di sensualità e di religiosità, di concretezza terrena e di astrazione teologica, di frivolezza e di solenne austerità, trionfo della fantasia, della libera divagazione e della ferrea razionalità. Come capire altrimenti musicisti quali J.S. Bach e la presenza, nella sua immensa produzione, di opere di controllata mondanità quali i Brandeburghesi accanto ad altre tese verso la più alta astrazione quali l’Offerta musicale o Arte della fuga?
Se questo è il carattere sia della musica strumentale barocca, si può dire altrettanto di quella vocale e si allude in particolare al melodramma, la forma profana per eccellenza, dove tutto sembra tradursi sul piano terreno degli affetti e degli effetti sul pubblico? Se si è individuato nella spettacolarità uno degli elementi caratteristici del concerto strumentale barocco, si può ripetere la stessa affermazione per il melodramma, dove tutto è essenzialmente spettacolo, dove l’elemento rappresentativo è connaturato alla sua essenza più profonda? Non bisogna dimenticare che se tutto il barocco tende alla melodrammaticità, il melodramma, nonostante le sue origini umanistiche e letterarie, è nato sin dalle sue prime manifestazioni come autocelebrazione della musica.
Non per nulla il mito di Orfeo è stato non solo il primo soggetto di melodramma, ma per due secoli è stato direttamente o indirettamente il soggetto principe, preferito da tutti i musicisti sino a Gluck. Orfeo viene fatto rivivere sulle scene per glorificare il potere della musica: ma Orfeo non ha solo una valenza emotiva, non ha solo la capacità di mettere in atto la teoria degli affetti nel confronti delle divinità infernali; con Orfeo è la natura stessa della musica che vince la natura, la morte, le leggi terrene a cui sembrano sottoposte tutte le creature terrestri. Il melodramma barocco è stato giustamente definito come una gigantesca metafora non solo della società del tempo, metafora della festa e dell’autocelebrazione della società barocca, ma metafora della musica e del suo potere sull’animo umano, potere non solo emotivo, ma metafisico.
Prof. Enrico Fubini

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Prima le parole, poi la musica. Conferenza e concerto a Palazzo Barolo. https://www.gazzettatorino.it/wordpress/prima-le-parole-poi-la-musica-conferenza-e-concerto-a-palazzo-barolo/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/prima-le-parole-poi-la-musica-conferenza-e-concerto-a-palazzo-barolo/#respond Fri, 13 Feb 2015 10:51:39 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=9064 La musica classica, volendo, può essere intesa anche come oggetto storico; per essere stata concepita in un determinato contesto, nelle condizioni di vita e pensiero specifiche del suo tempo. Eppure se osserviamo le copertine dei vinili nuovamente alla ribalta o meglio in proscenio, delle custodie dei cd, per illustrare una musica del XVII o del […]

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Particolare d’affresco. Palazzo Barolo, sala Mozart.

La musica classica, volendo, può essere intesa anche come oggetto storico; per essere stata concepita in un determinato contesto, nelle condizioni di vita e pensiero specifiche del suo tempo. Eppure se osserviamo le copertine dei vinili nuovamente alla ribalta o meglio in proscenio, delle custodie dei cd, per illustrare una musica del XVII o del XVIII secolo si utilizzano immagini dei secoli successivi con grande libertà.
Una sfasatura temporale che si può ricondurre all’idea che in musica non sempre è obbligato concettualizzare, verbalizzare, od essere la rappresentazione fonica di un determinato visibile di un’epoca. Questo perché riesce a superare l’appartenenza temporale, disarciona elegantemente il concetto di tempo dato, e sancisce un continuum che rende contemporanea ogni opera.
Così, in questa prospettiva, il concerto che i Musici di Santa Pelagia, per la rassegna le Regie Sinfonie, rivolgono al proprio pubblico, nelle sale auliche di Palazzo Barolo, dedicato al classicismo viennese e alla musica da camera, Franz Joseph Hayden in primis, i Trii e le arie per flauto, violoncello e fortepiano, caratterizzano un gusto, una stagione compositiva che ci appare riconoscibile e vicina esattamente come un quadro di Fragonard, magari quello dei “Felici casi dell’altalena”.
Per il ciclo Serate a Palazzo, il concerto verrà introdotto da una conferenza del Professor Enrico Fubini, esimio musicologo, dal titolo “La Teoria degli Affetti e l’ambiguità del Barocco”.

Fragonard –

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L’ossessione del collezionismo. Conferenza alla Pinacoteca Agnelli. https://www.gazzettatorino.it/wordpress/lossessione-del-collezionismo-conferenza-alla-pinacoteca-agnelli/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/lossessione-del-collezionismo-conferenza-alla-pinacoteca-agnelli/#respond Wed, 10 Dec 2014 11:44:29 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=8468 Conferenza alla Pinacoteca Agnelli dal titolo “Paolo Volponi e l’ossessione del collezionismo” condotta dalla sapiente voce di Marco Vallora oggi, 10 dicembre, alle ore 18 e 30. Tra i tanti aspetti di Paolo Volponi (Urbino 6 febbraio 1924 – Ancona 23 agosto 1994) scrittore, uomo d’azienda all’Olivetti, uomo politico, senatore della Repubblica Italiana per due […]

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Conferenza alla Pinacoteca Agnelli dal titolo “Paolo Volponi e l’ossessione del collezionismo” condotta dalla sapiente voce di Marco Vallora oggi, 10 dicembre, alle ore 18 e 30.
Tra i tanti aspetti di Paolo Volponi (Urbino 6 febbraio 1924 – Ancona 23 agosto 1994) scrittore, uomo d’azienda all’Olivetti, uomo politico, senatore della Repubblica Italiana per due legislature, non manca quello di esser stato un valoroso storico dell’arte autodidatta, occhio d’attribuzionista sicuro e collezionista spasmodico (acquisti coraggiosi, cambi frequenti, scambi con altri appassionati e mercanti). L’attività letteraria di Volponi gli valse importanti riconoscimenti: nel 1960 con le Le porte dell’Appennino vinse il Premio Viareggio; è stato uno dei pochi scrittori italiani a vincere per due volte il Premio Strega: nel 1965 con il romanzo La macchina mondiale vince e nel 1989 con Le mosche del capitale.
Una passione davvero bruciante è stata quella per l’arte, che lo ha portato ad avere una collezione assai rilevante di quadri, in parte moderni, Guttuso, Bartolini, Schifano, Barocci, ecc. soprattutto i suoi amici urbinati e marchigiani, ma poi soprattutto la pittura barocca e caravaggesca. La verifica è nella splendida selezione di opere che ha donato al Palazzo Ducale di Urbino, dove è esposta in una sezione a sè, donazione in ricordo del figlio Roberto, morto in un incedente aereo a Cuba.

Guttuso e Volponi, nel 1960

Marco Vallora racconterà l’ossessiva passione di Volponi collezionista, documentandola grazie alla ricerca minuziosa nel suo epistolario non ancora frequentato nè edito (Volponi dettava le lettere alla segretaria del suo ufficio Olivetti e dunque esistono le copie e anche qualche risposta). Si parlerà del suo rapporto con gli artisti, Guttuso, Schifano, Bartolini, Morlotti, Cucchi, Mattiacci, ecc. ma sopratutto con mercanti e critici, da Longhi a Briganti, da Harold Acton a Zeri, da Volpe a Mahon.
Le sue lettere sono molto vive, molto sincere, talvolta anche molto spettacolari, questo attraversamento nella sua mania di collezionista, al limite della confessione, risulta spesso sorprendente. 

 
 
Ingresso libero fino esaurimento posti
segreteria@pinacoteca-agnelli.it
T 011 0062008
www.pinacoteca-agnelli.it
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