autobiografia | GazzettaTorino https://www.gazzettatorino.it/wordpress Testata giornalistica dedicata all’informazione locale Tue, 27 Aug 2019 12:59:11 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.7 "Tutto ciò che resta è una potenziale biografia". Laboratorio di autobiografia. Per chi è in centro e per chi è in barriera.. https://www.gazzettatorino.it/wordpress/tutto-cio-che-resta-e-una-potenziale-biografia/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/tutto-cio-che-resta-e-una-potenziale-biografia/#respond Wed, 13 Jan 2016 10:13:13 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=13445 Dice Elena Pugliese, ideatrice e docente del laboratorio di scrittura autobiografica, “Per me scrivere biografie non è solo narrare storie ordinarie e straordinarie, ma è una ricerca che si muove continuamente su alcuni punti fermi: memorie personali e collettive, gli archivi come risorse vive, la poetica degli oggetti, i lasciti immateriali, l’autobiografia, l’urgenza di risignificare […]

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Dice Elena Pugliese, ideatrice e docente del laboratorio di scrittura autobiografica, “Per me scrivere biografie non è solo narrare storie ordinarie e straordinarie, ma è una ricerca che si muove continuamente su alcuni punti fermi: memorie personali e collettive, gli archivi come risorse vive, la poetica degli oggetti, i lasciti immateriali, l’autobiografia, l’urgenza di risignificare il passato. Di volta in volta questo materiale trova espressione in forme artistiche diverse“.

Ottima occasione per provare attraverso la scrittura a sapere chi si è o chi si è stato o magari per rimuovere completamente qualunque ricordo e inventarsi un passato nuovo di zecca. In ogni caso, conoscere il metodo e gli strumenti per saper parlare di se, risulta importante, e anche per i più narcisi saper descrivere a dovere l’immagine che l’acqua riflette può riservare notevoli difficoltà. Per partecipare ecco tutte le informazioni:
LABORATORIO DI SCRITTURA AUTOBIOGRAFICA 
I° LIVELLO
Perché mai uno dovrebbe scrivere di sé. Che anche a voler ricordare, mica ti ricordi tutto. Sai quanto tempo ci vuole. E forse neanche basta. Eppure qualcuno l’ha fatto, l’ho letto. Ma era gente che aveva da dire: romanzieri, scienziati, supereroi, gente con una vita da film. Ne ho lette tante di vite da film. Eppure anche altra gente l’ha fatto, l’ho sentito. Le ho ascoltate. Non le ho lette perché nessuno le ha mai scritte quelle storie, ma nel sentirle ho pensato che anche a leggerle sarebbero state belle uguali. 

Autobiografia significa ‘scrittura della propria storia di vita’.

Il laboratorio vuole avvicinare all’arte dell’autobiografia sperimentando, attraverso la scrittura, la ricostruzione della propria storia personale.

In 8 incontri, si alterna una dimensione di scrittura individuale a un’attività di gruppo, che scambia al proprio interno ascolto e narrazioni, secondo il metodo autobiografico.

www.elenapugliese.it
Rivolto a persone di ogni età e titolo di studioNon è richiesta alcuna abilità di scrittura.
LUOGHI
– MAGAZZINI OZ – VIA GIOLITTI 19/A – TORINO
dal 29 gennaio – 18 marzo 2016
Ogni venerdì ore 18.30 – 21.00
ISCRIZIONI – corsi@magazzinioz.it
– VIA BALTEA – VIA VIA BALTEA, 3 – TORINO
dal 3 febbraio – 23 marzo 2016
Ogni mercoledì ore 18.30 – 21.00
ISCRIZIONIinfo@elenapugliese.it

TEMI DEL LABORATORIO

– Apertura laboratorio. Presentazione del metodo autobiografico.

– Primi spunti autobiografici.

– I mentori e i propri maestri/e.

– La geografia autobiografica. Narrarsi attraverso i luoghi.

– Lo spaesamento. Il viaggio.

– Il corpo biografico.

– Le mie orme. Lasciare le proprie tracce.

– I riti

– Riflessioni sul lavoro svolto nel laboratorio e chiusura.

Contatto mail:
info@elenapugliese.it

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30 anni fa, di sabato https://www.gazzettatorino.it/wordpress/30-anni-fa-di-sabato/ https://www.gazzettatorino.it/wordpress/30-anni-fa-di-sabato/#respond Wed, 05 Feb 2014 18:09:24 +0000 http://www.gazzettatorino.it/?p=3286 Nell’Aprile del 1983 usciva “Un sabato italiano” un album che è riuscito a fare storia nella musica italiana; per chiarire, la rivista ROLLING STONE lo colloca al 37º posto fra i 100 album italiani mai registrati.  Scritto e suonato da Sergio Caputo riusciva ad imporre uno stile e un linguaggio esclusivi, difficilmente imitabili. Canzoni che […]

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Nell’Aprile del 1983 usciva “Un sabato italiano” un album che è riuscito a fare storia nella musica italiana; per chiarire, la rivista ROLLING STONE lo colloca al 37º posto fra i 100 album italiani mai registrati.  Scritto e suonato da Sergio Caputo riusciva ad imporre uno stile e un linguaggio esclusivi, difficilmente imitabili. Canzoni che a dispetto di ogni previsione continuano ad avere successo e che sono diventati dei classici, degli evergreen di chi mastica musica e jazz, memorabili in retro di copertina le composizioni dei cocktail più in voga.
La cosa davvero incredibile è, che da allora, sono passati 30 anni.
Scrive Carlo Massarini nella prefazione al libro autobiografico edito per Mondadori e inserito nella collana gli Oscar: “Sergio non ha niente del tipico cantautore, neanche della nuova generazione. Il suo dono e la leggerezza (intesa come contrario di “pesantezza”), lo humour, i giochi di parole che fanno sorridere. Le sue non sono storie lunghe e complesse, men che meno con un messaggio o una morale. Piuttosto una serie di fotogrammi, di sketch molto visuali, con salti di immagini e di location: sono il corrispettivo – suona abbastanza ovvio – di uno short pubblicitario. Il suo ambiente e la notte, coi suoi bar e nightclub, birre, whisky e altri drink assortiti, donne da abbordare e da cui cercare di farsi abbordare, scorribande in cerca di grandi imprese e amori fallimentari”.
Contemporaneamente al libro esce riveduto, riletto, e arrangiato a nuovo il remake dell’album “Un sabato italiano” costruito in versione più jazz ed arricchito di due brani inediti. Insieme a disco e libro è partito in dicembre il tour teatrale dal titolo “Un sabato italiano show”, e cosa mai fatta prima durante i concerti verrà suonato l’intero album, Sergio Caputo sarà  accompagnato da una band di sette elementi inclusa una sezione fiati.
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A GazzettaTorino racconta:
“Nel trentennale dell’album ho provato forte il bisogno di tornare in studio e risuonare questi pezzi, per sentirli di nuovo miei, dopo averli cantati e suonati per trent’anni anni in tutti i modi possibili e coi  musicisti più disparati, anche in America,  che è il posto da dove il jazz e lo swing sono venuti.
Con l’aggiunta di due nuovi brani come augurio di buon trentennio a venire: “C’est moi l’amour” e “I love the sky in September. Questo album è dedicato a tutti coloro che lo hanno amato in questi trent’anni e a tutti coloro che lo scopriranno oggi,in una versione più jazz, così come era idealmente nato, e come a me piace ascoltarlo e suonarlo”.
 A trainare l’album il pezzo inedito C’est moi l’amour, brano che apre l’album, nonchè il primo singolo che vanta un simpatico video dalla trama molto attuale.  Nell’era dei social network, un benevolo “stalker” – con naufragi amorosi alle spalle – tenta di sedurre la donna amata in video-chat. E di video-chat si tratta, il punto di vista è quello dello schermo del computer, e il tutto è affidato al brano pop-jazz, al testo graffiante tipico dell’autore e alla mimica di Sergio. La donna del video in chat è Cristina Zatti, moglie e grande amore del cantautore nella vita.  Per enfatizzare l’intenzione romantica del messaggio, appaiono i sottotitoli in francese – lingua spesso associata ai clichè della seduzione.

helpful than ever before.

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