Le Visioni di Giorgio Giraudi all’Agenzia Principale Torino Castello della Reale Mutua Assicurazioni.

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L’Agenzia Principale Torino Castello della Reale Mutua Assicurazioni, presso la Torre Littoria di Piazza Castello 111, è nota da tempo per il suo impegno nel campo della divulgazione in ambito artistico grazie alla Divisione Arte, che persegue con forza l’obiettivo di mettere a disposizione dei soci-clienti lo spazio all’interno della prestigiosa sede proprio nel cuore della città, dove ospitare e valorizzare l’arte e la cultura, con opere in permanenza, installazioni, mostre e incontri con artisti e critici.

Introdotta dalle parole del Dottor Antonio De Carolis, direttore commerciale della storica agenzia torinese, è stata inaugurata in settimana (sino all’8 di aprile) la personale di Giorgio Giraudi. Artista e scultore poliedrico nato a Torino nel 1936, Giraudi ha tra i suoi riferimenti culturali il Surrealismo, l’astrazione geometrica e l’Informale, il Futurismo, il gusto del post moderno e l’art brut di J. Dubuffet.

Reale Mutua

Le opere di Giorgio Giraudi sono inserite nel Catalogo d’Arte Moderna dell’Editoriale Giorgio Mondadori ed hanno scritto di lui critici come Vittorio Sgarbi che, a proposito delle sue opere viste in ottica prossima al Surrealismo, afferma: “La collocazione del lavoro di Giorgio Giraudi è di per sé contradditoria in quanto da una parte va stilisticamente annoverato in un ambito surreale, ma dall’altra va sottolineata la presenza evidente e costante di un progetto razionale, che riguarda il messaggio che egli vuole comunicare. Sia in pittura che in scultura Giraudi mostra una capacità tecnica che continuamente si evolve per piegarsi alle motivazioni e alle urgenze di diversi momenti espressivi. Ma è certo che i suoi documenti pittorici e plastici sono il risultato d’incursioni nel mondo del sogno, e che egli ha il potere di tradurre il mondo dei simboli onirici in una narrazione che concretizza un altrove del tutto riconoscibile”.

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Come riportato direttamente dall’artista a chi scrive, l’arte deve essere portatrice di messaggi positivi, e ogni spettatore deve poter essere libero di sviluppare una lettura autonoma, sempre diversa, tanto è vero che le opere in mostra sono tutte senza titolo, proprio per lasciare ampio spazio alla libera interpretazione. Un’interpretazione che certo può spaziare libera di fronte alle opere di Giraudi, sospese come sono tra il reale e l’irreale, il sogno e il quotidiano, percorse da piccole figure umane solo abbozzate, e ritagliate su tela grazie all’uso di una sottile corda che delimita i confini e li staglia sulla superficie pittorica.

Piatte campiture di colore sottolineano la dimensione fantastica, propria del sogno; i colori nettamente disposti come in un collage rimandano ad un universo pittorico gioioso, squillante, non privo tuttavia di una certa nota poetica e ludica, talvolta ironica, talvolta malinconica, che rimanda anche a temi più impegnati e riflessivi come il rispetto della natura e la solitudine dell’uomo. La natura è infatti tema ricorrente, in particolare gli alberi, così come le sedie e i palloncini, quasi come se Giraudi fosse attratto, come “narratore di favole moderne”, non solo dalla semantica, ma anche dalla struttura formale di curve, linee e prospettive che si prestano alle più svariate complessità e combinazioni segniche e che si sviluppano, coerentemente, nelle dinamiche sculture policrome in legno sagomato degli anni Novanta.

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Scrive Angelo Mistrangelo, concludendo il suo testo in catalogo: “Giraudi opera all’insegna di una strenua energia, di una indagine intorno ai mali del nostro tempo, che propone mediante l’impiego di un colore grumoso, a volte più disteso e limpido, contraddistinto dai giallo-ocra, dai verdi, dai blu, dai rossi. Pittura e denuncia, quindi, sono gli elementi del suo dettato”.

 

Ingresso libero alla mostra – dal lunedì al venerdì con orario: 9.00 -12.30 / 15.00 – 17.30

Visite organizzate su richiesta. Per maggiori informazioni: 011 537866 – mail: divisionearte@torinocastello.it

 

Paola Stroppiana

Autore: Paola Stroppiana

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