Il progetto “Tutto è possibile” nel villaggio di Pomerini in Tanzania. Lo realizza la onlus Tulime

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Tutto è possibile ?

Ma cosa vuol dire essere – avere una disabilità mentale in una zona rurale della Tanzania? Può un NGO, come Tulime, aiutare le persone con tale disabilità a migliorare la loro condizione sociale ed economica? E, conseguentemente, può questa organizzazione non-governativa italiana, attraverso le sue pratiche,  sensibilizzare la popolazione locale verso una totale inclusione di questi individui?

Questi sono solo alcuni degli interrogativi a cui i volontari di Tulime Onlus hanno deciso di rispondere quando hanno intrapreso  il progetto “Tutto è possibile” nel villaggio di Pomerini. Prima che iniziasse tale progetto non c’era alcuna associazione che specificatamente si occupasse di disabilità mentale.

I volontari di Tulime avevano già maturato esperienza nel campo della disabilità grazie al progetto, “No More Discrimination Against People with Albinism”, sulle persone con albinismo nel distretto di Kilolo, avviato nel 2012. Alla luce di tutto questo, “Tutto è possibile”, iniziato nel 2014, è diventato pian piano una realtà stabile e riconosciuta all’interno del villaggio di Pomerini. Le ragazze/donne coinvolte hanno un’età variabile tra i 20 e i 35 anni, vivono tutte nel villaggio e giornalmente si recano nella loro classe all’interno del complesso del tabasamu (sorriso in kiswahili) per svolgere le loro attività quotidiane.

Si inizia con la colazione e il lavaggio di tutte le stoviglie. Gli insegnamenti sono dei più vari: i giorni della settimana, le date, i nomi degli studenti e degli insegnanti, il tempo, i numeri, i colori e le forme geometriche. Tra le più importanti attività del progetto ci sono la cura dell’orto, la cucina di alcune pietanze quali come maandazi (frittelle di farina), pane, chapati e chipsi (patate fritte) e laboratori. Le ragazze sono inoltre dotate di divise in modo da avere almeno un cambio alla settimana. I volontari di Tulime si occupano anche dell’intero aspetto sociale del progetto. E’ importante, infatti, colloquiare non soltanto con le famiglie delle cinque donne/ragazze con disabilità mentale, ma anche con gli altri membri della comunità di Pomerini in modo da raggiungere quello spazio neutro di negoziazione, fulcro etico e morale dell’organizzazione.

A tal fine, sono previsti aggiornamenti giornalieri con le famiglie delle ragazze e discussioni tra i volontari e i genitori. Questo modo di interazione serve per ridurre la “distanza” tra i volontari di Tulime e la popolazione locale. Lo spazio della comunicazione tra volontari e famiglie serve anche per comprendere quali sono gli aspetti più importanti su cui lavorare per una piena inclusione delle donne con disabilità mentale all’interno della comunità del villaggio. Da tale progetto, comunque, non ne traggono giovamento solo la comunità locale e le utenti. Ogni volontario, infatti, che contribuisce al progetto, ha la possibilità di vivere una esperienza appagante dal punto di vista etico e di entrare in contatto con una realtà difficile come lo è la disabilità in Tanzania.

Un progetto come Tutto è possibile non sarebbe stato concepito senza l’aiuto e la collaborazione con l’Istituto Tecnico di Avigliana con cui Tulime collabora da molto tempo e su molti fronti.

Tulime Onlus – Associazione di Cooperanti Coordinamento Nazionale

Francesca Maria PozziResponsabile Settore Comunicazione
Cell. 3285650866
comunicazione@tulime.org

Giuseppe Di Giorgio – Referente COP
Cell. 3282816254 gdigiorgio76@gmail.com 

www.tulime.org

Redazione GT

Autore: Redazione GT

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