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La pittura: magnifica ossessione. Ricognizione nello studio del pittore Salvatore Zito.

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La pittura: magnifica ossessione. Ricognizione nello studio del pittore Salvatore Zito.

  La conversazione con Salvatore Zito, pittore dal curriculum importante e decennale, avviene nel suo studio di Via Po, sapientemente disordinato, ed è occasione per presentare il catalogo NICECREAM (più di 150 interpretazioni pittoriche dello stick, il gelato da passeggio, un leit-motiv che è diventato un suo marchio di fabbrica, variazione su un tema di grande successo) attualmente esposto nella vetrina della libreria Luxemburg, che racchiude gli ultimi vent’anni della sua ricerca. Del suo lavoro scrive acutamente Gianni Vattimo, negando l’aspetto immediatamente giocoso e innocuo del soggetto in questione, e in generale della sua pittura decisamente empatica: “Niente di tranquillizzante, niente di pacificamente ritornante su di sé, ma turbamento e un certo effetto di inquietudine decisamente provocatoria. Saranno questi coccodrilli, visti in forma di gelato, gli annunciatori di un mondo “altro”, preoccupante ma minaccioso solo entro il limite tollerabile del gioco, come si addice a ciò che rimanda all’arte e non “salta” risolutamente nel terreno della vita?” Uno sviluppato senso estetico (ma anche per il divertissment, la metafora, un ironico distacco) per Salvatore permea tutto il quotidiano, dal cibo agli oggetti e persino alle persone di cui ama circondarsi. La vocazione alla pittura è vissuta come contemplazione, una Dea esigente e al contempo generosa, che richiede una dedizione silenziosa, tempi dilatati, passione senza compromessi. Condizioni che fanno tremare i polsi degli animi fragili, e misurarsi con la difficile arte dell’equilibrio che troppa solitudine può compromettere.   La pittura dunque come strumento per accedere alla Bellezza, per migliorare e migliorarsi, in un percorso di auto-analisi che non indulge a facili assoluzioni: dipingere è compiere un eterno autoritratto, è specchio implacabile dello stato d’animo, è auto-terapia e citazione, riflessione e istinto. È se stessi e al contempo altro da sé, sino ad assumere i contorni di qualcosa che più non ti appartiene, perché fa parte di un universo di forme e colori che andranno ad emozionare qualcuno che nulla sa di te, ma che a te sarà legato. La magia che solo la pittura, quella vera, sa donare. Una pittura, quella di Zito, ludica, malinconica, sincera, tecnicamente sapiente. Salvatore, ci parli di questo tuo libro? E’ un libro d’artista (ci sono copertine diverse che si alternano) dedicato agli stick, volutamente senza sottotitoli. Sono più di 150, raggruppati per tipologia, da quelli vegetali (di cui molti spinosi, con gli aculei, a ricordare l’aggressività insita nella natura) a quelli animali, a quelli ludici, al tema gastronomico, al tema dedicato alla nostra città che ha dato vita al progetto “I Love Torino”… Gli stick sono i “pinguini” da passeggio (così il loro primo nome dello storico gelataio torinese -Pepino- che li ha inventati): l’applicazione della metafora, insieme all’ossimoro, permette di sviluppare un racconto, una nobile ossessione, più che un multiplo di derivazione pop-art. In fondo il gelato con lo stecco è nato un secolo prima della pop-art, con cui può esserci qualche contaminazione, ma non un rapporto diretto. Il mio primo stick è del 1997, ed è entrato in un discorso di scomposizione su grande scala di pieni e di vuoti, affiancato da un’installazione di stick tridimensionali, in scala 1:1, monocromi. Il primo dipinto aveva invece una veduta di Torino e successivamente alcuni sono anche sagomati ad evocare architetture, come la Mole.Dopo l’esperienza di pittura legata ad una certa idea di classicità, sentivo l’urgenza di lavorare...

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V come vivere, viaggiando. L’HomeExchange per scambiare città e abitazioni.

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V come vivere, viaggiando. L’HomeExchange per scambiare città e abitazioni.

Un sito, homeexhange.com, apre una prospettiva diversa sul viaggio per scambiare città e abitazioni. Avete presente quella cinematografia che offre un diversivo alla stanchezza mentale e vi pone in una condizione di meri spettatori?  Nel 2006  il film “L’amore non va in vacanza” con Cameron Diaz, Kate Winslet e Jude Law riprodusse sul grande schermo l’idea dello scambio casa, ispirandosi al progetto ‘HomeExchange’ creato e avviato, qualche anno prima, nel 1992, da Ed Kushins, un pioniere del consumo collaborativo di Los Angeles. Sono i numeri, oggi, a parlar chiaro: oltre un milione di scambi dal 1992 ad oggi,  67.000 soci di HomeExchange e, solo nel 2016,  135.000 scambi in 150 Paesi. Da marzo 2017 HomeExchange, acquisita dalla società GuesttoGuest , diventa francese e, pur mantenendo immutata la sua vision, si rende ancora più appetibile  per  un pubblico  giovane. A divulgare storia, filosofia ed esperienze legate all’homeexchange, ci ha pensato  Cristina Pagetti, da 15 anni referente per l’Italia dell’organizzazione internazionale HomeExchange.com e “scambista per casa” convinta, con il suo libro “ Benvenuto a casa tua”, una  riflessione culturale ma anche personale, sullo  Scambio Casa, una delle forme più autentiche di “sharing economy”, il cui obiettivo è quello di  viaggiare per il mondo, senza alcun costo se non l’iscrizione al sito. Costi contenuti, quindi, ma fino a che punto? « L’iscrizione a ScambioCasa.com – la costola italiana di HomeExchange.com – costa 130 euro l’anno e poi è possibile fare tutti gli scambi che si vogliono». Ci ricorda Cristina, ribadendo che, a differenza di altri  circuiti non è previsto alcun costo per l’alloggio, ma la semplice reciprocità su cui si basa il circuito internazionale che esiste in Italia dal 2000. Cinque, i must dello scambio casa: viaggiare con un budget preciso e stare comodi,  una modalità di fare vacanza differente dagli hotel e dalle case in  affitto, la propria “Casa dolce Casa” diventa un passaporto per viaggiare ovunque nel mondo, legalità e nessuna tassa,  un ecosistema basato sulla fiducia e sulla cordialità. Incuriositi da una nuova prospettiva del viaggio ci apriamo direttamente allo scambio casa e  sperimentiamo una diversa avventura sulla nostra pelle. Cosa cambia, dunque,  da un affitto casa qualsiasi all’homeexchange? Sicuramente, ciò che muta è la  lente, l’angolatura con cui si vive una città, lo sguardo. Un guardare che ha fatto a pugni con il solo vedere  per poter immergersi  nell’hummus di un’altra storia. La casa parigina di Emmanuelle e Sebastienne, a due passi dallo storico cimitero di Pere Lachaise, aveva un corpo e un’eco. Era bella, questo sì. Ma bella perchè vissuta. Legno, vetro e un inconfondibile amore per le cose del passato la caratterizzavano. Intonaci naturali, esotici o provenzali, un pout pourri di stili e poi, libri, chitarre, olii essenziali, collezioni di specchi rococò e spazzolini da denti anni ’30. Detta così potrebbe sembrare la fotografia di un museo. E, invece, era il contrario: la precisa e puntuale incarnazione del luogo con la l maiuscola. La Ville Lumiere,  con le sue luci e le sue ombre, ci è parsa così più  familiare:  un corpo da conoscere, da attraversare con scarpe meno strette ma più calde. Una mappa di cui scoprire la parte classica e quella più nascosta, gli angoli meno meno battuti e, soprattutto, i gusti dei  suoi abitanti. All’incirca la stessa cosa è accaduta con un breve soggiorno...

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Cortesie per Ian McEwan. Vincitore del Premio Bottari Lattes Grinzane 2017.

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Cortesie per Ian McEwan. Vincitore del Premio Bottari Lattes Grinzane 2017.

“Come si può comprendere la vita interiore di un personaggio, reale o fittizio che sia, se non si conosce lo stato delle sue finanze?” Questa frase, divenuta celebre per acume e realismo, la scrisse in Miele, romanzo edito da Einaudi, tradotto magistralmente da Susanna Basso per tutti coloro, soprattutto lo scrivente, a cui la prosa raffinata e affilata di Ian McEwan sarebbe stata inaccessibile nella lingua originale.   A dispetto di ogni superstizione e triscaidecafobia, ossia la pura del numero 13, proprio venerdì 13 ottobre, lo scrittore inglese sarà ad Alba (Cn) per tenere una lectio magistralis su un tema a sua scelta e ricevere il  Premio Bottari Lattes Grinzane 2017, sezione La Quercia dalle mani della giuria. La premiazione avverrà nel Teatro Sociale Busca con ingresso libero fino a esaurimento posti. Ian McEwan è nato nel 1948 ad Aldershot e da cinque anni vive nella campagna del Gloucestershire. È autore di due raccolte di racconti: Primo amore, ultimi riti e Fra le lenzuola; un libro per ragazzi: L’inventore di sogni; un libretto d’opera: For You. Ha pubblicato il saggio Blues della fine del mondo e i romanzi: Il giardino di cemento, Cortesie per gli ospiti, Bambini nel tempo, Lettera a Berlino, Cani neri, L’amore fatale, Amsterdam, Espiazione, Sabato, Chesil Beach, Solar, Miele, La ballata di Adam Henry e Nel guscio.  Ian McEwan è stato decretato vincitore dalla Giuria Tecnica del Premio, che così spiega nella motivazione del riconoscimento: “Dal suo esordio a metà degli anni Settanta fino a oggi, attraverso una quindicina di romanzi e diversi volumi di racconti, Ian McEwan, si è imposto come uno dei più importanti e letti scrittori europei contemporanei. Dotato di una proprietà ed eleganza di scrittura oggi non consuete, capace di ricostruire anche stilisticamente le situazioni più diverse, McEwan è narratore di vasta, varia e viva immaginazione, che spazia dall’attualità al recente passato, dalla realtà alla fantasia, dal tragico al comico, e si muove nei più diversi formati: romanzo, racconto, libri per bambini (L’inventore di sogni). In ogni romanzo e racconto McEwan assume una postazione narrativa particolare (sino all’incredibile feto narrante dal linguaggio shakespeariano del recentissimo Nel guscio), o fissa lungamente un dettaglio eccezionale, imprevedibile, drammatico (la mongolfiera che si alza in volo trascinando con sé un bambino e chi cerca di soccorrerlo, un aereo che sembra precipitare…), spesso spaventoso (la bambina che scompare al supermercato, l’incontro con i cani neri) e da questa angolazione speciale costruisce le sue storie, che padroneggia con lucidità e maestria, frutto di accurata documentazione storica e di impeccabile lavorazione stilistica. La vivacità e l’eleganza narrativa di McEwan non sono però fine a se stesse, ma sono la cifra morale da cui questo acuto osservatore della realtà si rapporta al nostro tempo, soprattutto alle sue ossessioni e alle sue crisi, alla sua banalità e alla sua malvagità, ai suoi modelli culturali e ai suoi stereotipi sociali, con invenzioni letterarie che sono anche limpide e persuasive analisi saggistiche. McEwan è tanto un grande narratore, uno dei massimi del nostro tempo, quanto un acuto e impegnato interprete (nell’opera e nella vita) della contemporaneità”. Per tutte queste ragioni la giuria è stata unanime nel conferirgli la Quercia del Premio Bottari Lattes.» Vittorio Coletti, membro della Giuria Tecnica. Il Premio Bottari Lattes Grinzane è organizzato dalla Fondazione Bottari Lattes, con il sostegno di: Mibac, Regione Piemonte, Fondazione CRC, Banca d’Alba, Città di...

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Rahcconto O’: un insolito archivio d’artista a Torino. Conversando con Marco Fattuma Maò.

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Rahcconto O’: un insolito archivio d’artista a Torino. Conversando con Marco Fattuma Maò.

  Rahcconto O’ è la storia  – in fase di pubblicazione, in sei volumi, presso Prinp 2.0 Editore – dell’artista italo somalo Marco Fattuma Maò.  E’ in seguito alla mostra Zungentatterich nel 1982, presso la galleria Franz Paludetto di Torino, che Marco si allontana volontariamente dal sistema ufficiale dell’arte, prediligendo un percorso artistico autonomo, di ricerca e sperimentazione in diversi ambiti. Dal 1981 l’artista raccoglie e cataloga tutti i progetti di arte, architettura e design che realizza fino al presente, con il desiderio di poterli un giorno pubblicare e divulgare come testimonianza storico-artistica di un percorso alternativo, fuori dal circuito dell’arte mainstream. Marco Maò attraverso la performance e la fotografia conduce un personale iter estetico e filosofico sui temi dell’incontro, del tempo e del viaggio. Giovanissimo, in seguito agli studi di fotografia, è assistente di Paolo Mussat Sartor, dando avvio alla ricerca Arte, Architettura e Vita.   Nel 1982, in collaborazione con l’architetto Loredana Dionigio, fonda INVENZIONE, uno studio di architettura, dove oltre alla produzione di progetti creativi, si attivano sinergie con artisti nazionali e internazionali. Attualmente collabora con il Comune di Torino per laboratori didattici con bambini e persone con disabilità.  Da allora ad oggi nell’ambito del progetto di vita Io sono un Artista, Marco si è dedicato ad un’accurata pratica di archiviazione del proprio lavoro, registrando in maniera particolareggiata ogni sua idea, atto performativo o produzione creativa.  Gli abbiamo rivolto alcune domande per meglio comprendere la sua ricerca. Come nasce la sua passione per l’arte? Ci può raccontare come ha esordito? Nel cuore mi sono sempre sentito un artista. Sono nato a Mogadiscio e nel maggio del 1957, all’età di 6 anni mi sono trasferito a Torino.  Ho sempre avuto una predilezione per il disegno fin dalla tenera età: a quattro anni tornavo dall’asilo e mi sedevo a disegnare in autonomia. Mi sono poi diplomato in fotografia e ho conseguito la maturità artistica e, successivamente, ho frequentato il Corso di Architettura al Politecnico di Torino per potermi misurare anche con spazi più ampi. Mi sono sempre distinto nel disegno in relazione a qualsiasi tipo di rappresentazione artistica.  La consapevolezza della dichiarazione d’artista è avvenuta a circa 16 anni in seguito alla mia collaborazione con Paolo Mussat Sartor, in qualità di suo assistente. Al terzo anno del Corso in Architettura iniziai a collaborare con l’architetto Loredana Dionigio con cui entrammo in società inaugurando lo studio INVENZIONE. Linguaggi di Architetture e Linguaggi di immagine. Erano i primi anni Ottanta e l’idea di progettazione di spazi era globale, includeva anche la moda, il design, proprio come succedeva nel Rinascimento. E’ stato proprio in quel periodo e precisamente nel 1981, che decisi di inviare la mia prima opera, La scatola senza tempo, alla Biennale di Barcellona.  L’anno successivo, nel 1982, allestii una mostra presso la galleria Franz Paludetto di Torino, dichiarando così di essere un artista. Anche sulla mia carta d’identità veniva indicata inequivocabilmente la mia professione!  Decisi così di iniziare a raccogliere e conservare, come in un archivio, tutti i progetti che realizzavo, in un percorso autonomo, fuori dal circuito mainstream, da quel momento fino al presente. Pensai di agire per mio conto con l’idea che se ce ne fosse stata la possibilità, in futuro, avrei raccontato la mia storia. Un suo  progetto particolarmente significativo? Nel 1975 ero assistente di Mussat Sartor, in quel...

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Salgari in Val di Susa. Il romanziere d’avventura attraverso rari documenti e memorabilia.

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Salgari in Val di Susa. Il romanziere d’avventura attraverso rari documenti e memorabilia.

Cascina Parisio è un grande agriturismo in Val di Susa, inserito a metà strada tra S. Giorio e Susa, nei pressi di Mattie. Qui oltre al buon cibo, agli animali, ai giochi per i bambini e ai campi coltivati che la circondano, ha trovato temporanea sede una mostra singolare. Il merito di aver raccolto e organizzato questa piccola e pregiata esposizione va al dott. Cristiano Daglio, medico e indipendent scholar, come preferisce definirsi soprattutto per i suoi svariati interessi che oltre a Emilio Salgari si concentrano sulla civiltà egizia. La Mostra presenta in varie edizioni tutti i romanzi di Emilio Salgari ambientati in India e nel subcontinente indiano, in tutto 10), a cui si aggiungono un discreto numero di racconti. Esistono anche numerosi apocrifi, comparsi nel primo dopoguerra. Molti furono gli imitatori di Salgari, in qualche caso coevi e al limite del plagio. Tra i manifesti originali in visione ci sono i celebri strangolatori – i thugs – e i meno celebri avvelenatori – i dacoiti, con alcuni acquerelli ottocenteschi di James Paton. Rarissimo materiale cinematografico arricchisce l’esposizione, com le mappe di Calcutta e di Nuova Delhi, con le vie da lui citate nei vari romanzi.   Fa bella mostra un album antologico dei romanzi illustrato da francobolli, figurine Liebig e Lavazza, foto d’epoca, e non possono mancare i fumetti tratti dai romanzi o ispirati ad essi: si trovano anche le due storie Disney italiane con protagonista Oscar Boom che cela il personaggio reale del celebre indologo Oscar Botto, a cui la Mostra è dedicata. Sono infine presenti alcune immagini dell’India in stereoscopia, in particolare la ricca documentazione degli americani View-Master degli anni ’50, unite ai cecoslovacchi Meopta, ai francesi Lestrade e agli italiani Stereorama dello stesso periodo. Un modo per rivivere l’avventura ed i luoghi che Salgari raccontò senza avervi mai vissuto, dove ambientò i suoi romanzi ma in cui non posò mai piede. Ancora oggi i suoi libri possiedono una fascinazione narrativa di rara suggestione e i memorabilia riportano in oggetto quel mondo. La mostra sarà visitabile gratuitamente fino a domenica 15 ottobre. Giuliano Sorel...

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Lo scrittore indiano Amitav Ghosh a Torino per parlare di cambiamenti climatici. Prima l’Off poi il Lingotto.

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Lo scrittore indiano Amitav Ghosh a Torino per parlare di cambiamenti climatici. Prima l’Off poi il Lingotto.

Doppio impegno per lo scrittore indiano Amitav Ghosh a Torino. Il soggiorno in città comincerà con il Salone Off 2017, dove giovedì 18 maggio alle 16.00 nelll’Aula Magna del Campus Einaudi, parteciperà ad un incontro sul tema “La narrativa dei cambiamenti climatici nell’era dell’Antropocene” aperto a tutti. Con lui interrverranno in conversazione i docenti dell’Università di Torino, Roberto Beneduce (Culture, Politica, Società), Carmen Concilio (Lingue, Letterature straniere e culture moderne) e Daniela Fargione (Studi Umanistici). Per l’incontro è prevista la presenza dei traduttori Anna Nadotti e Norman Gobetti. Il giorno seguente, venerdì 19 maggio alle ore 17.00 in Sala Azzurra al Lingotto , organizzato dall’editore Neri Pozza parteciperà al Festival Incroci di Civiltà di Venezia nell’ambito del Superfestival. Nato a Calcutta nel 1956, laureato in antropologia alla St. Hedmund di Oxford, ha inizialmente lavorato come giornalista per l'”Indian Express” di New Delhi. Vive tra il suo Paese natale e New York, dove, dal 1999, è stato professore universitario alla City University di New York e a Harvard, fino al 2005. È considerato uno dei più importanti scrittori indiani in lingua inglese, noto anche per la sua “trilogia della Ibis”, ambientata in India durante la guerra dell’oppio, di cui sono già comparsi i primi due volumi: “Mare di Papaveri” (Neri Pozza, 2009) e “Il fiume dell’oppio” (Neri Pozza, 2011). Tra le altre pubblicazioni in lingua italiana ricordiamo: “Il paese delle maree” (Neri Pozza, 2005), “Il palazzo degli specchi” (Neri Pozza, 2007), “Il cromosoma Calcutta” (Neri Pozza, 2008), “Lo schiavo del manoscritto” (Neri Pozza, 2009), “Le linee d’ombra” (Neri Pozza,...

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Il Salone del Libro fa BOOM. Presentato il programma della trentesima edizione.

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Il Salone del Libro fa BOOM. Presentato il programma della trentesima edizione.

Presentazione aulica oggi per il trentesimo Salone Internazionale del Libro di Torino, scelta la sala del primo Parlamento Italiano al Museo del Risorgimento. Mattinata di grande entusiasmo, allegria e un orgoglio raro da vedere nelle facce torinesi. Un programma imponente, variegato, colto che sa di Milano delenda est, come fosse Cartagine e Lagioia Catone.  45 mila metri quadri di superficie espositiva dei padiglioni del Lingotto Fiere: circa 11 mila i metri quadri commerciali (il 10% in più dello scorso anno) allo stato attuale occupati da 424 titolari di stand (nel 2016 erano 338), a cui si sommano i 9 stand dei progetti speciali. Complessivamente il trentesimo Salone del Libro propone ad oggi 1.060 case editrici, dando vita a un programma che conta circa 1.200 appuntamenti disseminati nelle 30 sale a disposizione del pubblico. Il totale delle case editrici è rappresentato dalle 390 con stand proprio, da altri 360 editori italiani e stranieri ospitati da stand di colleghi, dalle presenze di 10 fra case discografiche ed editori musicali accolti nell’area ad essi dedicata e da quelle inserite nei 12 spazi regionali di Piemonte, Toscana (regione ospite), Basilicata, Calabria, Friuli, Lazio, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e Valle d’Aosta, oltre all’area di Matera 2019, e nei trestand internazionali di Cina, Romania e Marocco, che insieme accolgono all’incirca ulteriori 300 realtà editoriali dei loro territori. Sul sito potete trovare il programma completo con gli ospiti e gli...

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Le “Pozzanghere” poetiche di Gabriella Mercuri al Pannunzio.

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Le “Pozzanghere” poetiche di Gabriella Mercuri al Pannunzio.

“Avrei voluto stringere                           In un abbraccio i sogni Lanciarli al cielo E regalarli alle stelle Ma ho abbracciato il nulla Perché i sogni sono annegati Tra pozzanghere di vita” Sono le parole di Pozzanghere, una delle poesie scritte dalla riccioluta  e carina Gabriella Mercuri, poetessa nata a Taviano, in provincia di Lecce, ma torinese d’adozione. Suo è il libro “Tre Assi di Cuori”, che il Centro Pannunzio della nostra città ha voluto presentare mercoledì nella sala gremita della propria sede di via Maria Vittoria. Sul palco il professor Vittorio Ferrero ha spiegato i poemi della Mercuri facendo azzeccatissimi esempi e paragoni per far avvicinare ancora di più gli spettatori alla vena poetica dell’autrice. C’erano anche gli attori Letizia Gariglio e Roberto Gho a leggerne con grande profondità i versi, alternandosi con la poetessa. Al loro fianco ha completato l’effetto scenico una bravissima musicista, la professoressa Katia Zunino: la quale ha accostato ai versi note dolcissime sapientemente tratte da una altrettanto dolcissima arpa celtica. “La poesia – ha spiegato la Mercuri – è legata a quello che ognuno di noi ha nel vissuto. La parola, il verso, costituiscono il mezzo per confrontare sé stessi e riuscire a capire sempre di più quel che ci circonda. Per me la poesia è questo: un incontro degli occhi con quello che vediamo in noi”. “I giorni sono diventati aurore – ha ribadito -, le lacrime scrosci di pioggia, i sorrisi spicchi di luna, la passione tramonti infuocati, i pensieri quel vento  che ognuno di noi vorrebbe acciuffare. Le emozioni sono quei bagliori di luna che catturano il cuore”. Non bisogna poi dimenticare la poesia “Linguaggi senza voce”, che ha permesso a Gabriella Mercuri di classificarsi prima al “Premio Opera Prima-Giornata Mondiale della Poesia” di Palazzo Vecchio, a Firenze. Inoltre il poema “Giorni di nuvole” (1° classificato al Premio Letterario “Parole in libertà”), la poesia “Pensieri accartocciati” (segnalazione di merito al Concorso Internazionale “Il Meleto di Guido Gozzano”) e “Allunare”, poesia classificatasi seconda al Premio Letterario “I 150 anni d’Italia”-OPE (Osservatorio Parlamentare Europeo e Consiglio d’Europa). Nonchè “Giocoliere dei Sogni” vincitrice del Concorso Internazionale di Poesia Premio Vittorio Bodini-Lecce e pluriclassificata sul secondo e terzo gradino del podio  in altri concorsi: un 2° a “Il numero UNO della poesia contemporanea italiana 2009” e un 3° al Meeting di Poesia “Poetessa dell’Anno 2010”. Gian Dell’Erba   “Tre Assi di Cuori” edizioni Luca Pensa  “collana alfa omega” – 61 pagine – prezzo € 12.  ...

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Laeffe, la tv della Feltrinelli vi domanda quali sono “I libri di una vita”. Un format culturale.

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Laeffe, la tv della Feltrinelli vi domanda quali sono “I libri di una vita”. Un format culturale.

  Laeffe incontra i lettori in una maratona con le storie che hanno cambiato, influenzato, accompagnato i momenti fondamentali della loro vita. Giovedì 9 marzo, alle ore 18, le domande del programma trovano risposta dal vivo al Circolo dei lettori di Torino. Questa volta, la parola va a chi legge proprio su un palco che ospita ogni giorno chi i libri li scrive. A condurre Giancarlo Cattaneo e Maurizio Rossato di Radio Capital, già noti agli appassionati di libri e lettura in Italia per il progetto multimediale Parole Note.   Per chi legge non esiste domanda più significativa e personale di Quali sono i tuoi libri preferiti?  Laeffe, tv dell’editore Feltrinelli, con il format Lettori. I libri di una vita, in onda ogni mercoledì alle 21.10 sul canale Sky 139, si spinge più in là. La domanda che rivolge agli appassionati di lettura è ancor più intima e comporta un’autentica riflessione su se stessi: Quali sono i libri che hanno segnato i momenti importanti della tua vita? In un solo anno di programmazione ed in due sole edizioni, Lettori. I libri di una vita ha saputo cambiare il modo di raccontare il libro in televisione e intercettare le community dei lettori italiani, da Nord a Sud, tracciandone una personalissima mappa di gusti, sensibilità e passioni. Un format culturale innovativo e originale che, giorno dopo giorno, ha superato i limiti del piccolo schermo esplodendo prima sul mondo digitale e ora anche sul territorio. Quando la lettura entra a far parte della vita, poi non se ne va più. Sono i libri a scandirla, a cambiarla, a rischiarare il buio. A ispirare un nuovo sguardo e nuovi gesti, perché i libri aiutano a comprendere se stessi in tutte le età dell’esistenza. Laeffe continua così il suo racconto originale, appassionante, mai superficiale, della lettura in Italia, proponendo una chiave di lettura “dal basso” della passione per la letteratura, e mostrando quanto chi legge sia partecipe della “vita” e del successo di un libro, attraverso la sua personale visione, che sommandosi a quella di tanti altri lettori, dà vita a un nuovo racconto collettivo. Ingresso...

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Quali sono le strategie per gestire i soldi ? Spiega tutto Debora Rosciani in un libro.

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Quali sono le strategie per gestire i soldi ? Spiega tutto Debora Rosciani in un libro.

Martedì 7 febbraio alle 18.00 si terrà al Museo del Risparmio la presentazione del libro “Donne di denari. Le strategie vincenti per gestire i tuoi soldi”, in collaborazione con la casa editrice De Agostini. Impostato come un percorso a tappe che traccia l’evoluzione anagrafica e finanziaria di una donna (da sola e in coppia, eredità, divorzio, la casa, mondo del lavoro, investimenti, gestione dei soldi, come investire sui figli, pensione, previdenza e salute), il libro rappresenta una sorta di guida pratica alla gestione del denaro al femminile, che spiega quali sono gli errori da evitare, fornisce consigli e contiene interviste a esperte ed esperti finanziari. In allegato la locandina. Interverranno Debora Rosciani, autrice del libro e conduttrice della rubrica “Cuore e denari” su Radio 24, e la giornalista economica Barbara de Amicis. La presentazione sarà seguita da un piccolo aperitivo. L’ingresso è gratuito e l’iscrizione è obbligatoria entro il 6 febbraio scrivendo a INFO@museodelrisparmio.it e indicando il proprio nominativo e il numero di eventuali accompagnatori. Le iscrizioni saranno accettate fino al raggiungimento della capienza massima della sala....

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