Pagine svelate

Il Salone del Libro fa BOOM. Presentato il programma della trentesima edizione.

Pubblicato da alle 17:41 in Eventi, galleria home page, Pagine svelate, talenTO | 0 commenti

Il Salone del Libro fa BOOM. Presentato il programma della trentesima edizione.

Presentazione aulica oggi per il trentesimo Salone Internazionale del Libro di Torino, scelta la sala del primo Parlamento Italiano al Museo del Risorgimento. Mattinata di grande entusiasmo, allegria e un orgoglio raro da vedere nelle facce torinesi. Un programma imponente, variegato, colto che sa di Milano delenda est, come fosse Cartagine e Lagioia Catone.  45 mila metri quadri di superficie espositiva dei padiglioni del Lingotto Fiere: circa 11 mila i metri quadri commerciali (il 10% in più dello scorso anno) allo stato attuale occupati da 424 titolari di stand (nel 2016 erano 338), a cui si sommano i 9 stand dei progetti speciali. Complessivamente il trentesimo Salone del Libro propone ad oggi 1.060 case editrici, dando vita a un programma che conta circa 1.200 appuntamenti disseminati nelle 30 sale a disposizione del pubblico. Il totale delle case editrici è rappresentato dalle 390 con stand proprio, da altri 360 editori italiani e stranieri ospitati da stand di colleghi, dalle presenze di 10 fra case discografiche ed editori musicali accolti nell’area ad essi dedicata e da quelle inserite nei 12 spazi regionali di Piemonte, Toscana (regione ospite), Basilicata, Calabria, Friuli, Lazio, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e Valle d’Aosta, oltre all’area di Matera 2019, e nei trestand internazionali di Cina, Romania e Marocco, che insieme accolgono all’incirca ulteriori 300 realtà editoriali dei loro territori. Sul sito potete trovare il programma completo con gli ospiti e gli...

Continua

Le “Pozzanghere” poetiche di Gabriella Mercuri al Pannunzio.

Pubblicato da alle 11:20 in Musica, Notizie, Pagine svelate, Prima pagina | 0 commenti

Le “Pozzanghere” poetiche di Gabriella Mercuri al Pannunzio.

“Avrei voluto stringere                           In un abbraccio i sogni Lanciarli al cielo E regalarli alle stelle Ma ho abbracciato il nulla Perché i sogni sono annegati Tra pozzanghere di vita” Sono le parole di Pozzanghere, una delle poesie scritte dalla riccioluta  e carina Gabriella Mercuri, poetessa nata a Taviano, in provincia di Lecce, ma torinese d’adozione. Suo è il libro “Tre Assi di Cuori”, che il Centro Pannunzio della nostra città ha voluto presentare mercoledì nella sala gremita della propria sede di via Maria Vittoria. Sul palco il professor Vittorio Ferrero ha spiegato i poemi della Mercuri facendo azzeccatissimi esempi e paragoni per far avvicinare ancora di più gli spettatori alla vena poetica dell’autrice. C’erano anche gli attori Letizia Gariglio e Roberto Gho a leggerne con grande profondità i versi, alternandosi con la poetessa. Al loro fianco ha completato l’effetto scenico una bravissima musicista, la professoressa Katia Zunino: la quale ha accostato ai versi note dolcissime sapientemente tratte da una altrettanto dolcissima arpa celtica. “La poesia – ha spiegato la Mercuri – è legata a quello che ognuno di noi ha nel vissuto. La parola, il verso, costituiscono il mezzo per confrontare sé stessi e riuscire a capire sempre di più quel che ci circonda. Per me la poesia è questo: un incontro degli occhi con quello che vediamo in noi”. “I giorni sono diventati aurore – ha ribadito -, le lacrime scrosci di pioggia, i sorrisi spicchi di luna, la passione tramonti infuocati, i pensieri quel vento  che ognuno di noi vorrebbe acciuffare. Le emozioni sono quei bagliori di luna che catturano il cuore”. Non bisogna poi dimenticare la poesia “Linguaggi senza voce”, che ha permesso a Gabriella Mercuri di classificarsi prima al “Premio Opera Prima-Giornata Mondiale della Poesia” di Palazzo Vecchio, a Firenze. Inoltre il poema “Giorni di nuvole” (1° classificato al Premio Letterario “Parole in libertà”), la poesia “Pensieri accartocciati” (segnalazione di merito al Concorso Internazionale “Il Meleto di Guido Gozzano”) e “Allunare”, poesia classificatasi seconda al Premio Letterario “I 150 anni d’Italia”-OPE (Osservatorio Parlamentare Europeo e Consiglio d’Europa). Nonchè “Giocoliere dei Sogni” vincitrice del Concorso Internazionale di Poesia Premio Vittorio Bodini-Lecce e pluriclassificata sul secondo e terzo gradino del podio  in altri concorsi: un 2° a “Il numero UNO della poesia contemporanea italiana 2009” e un 3° al Meeting di Poesia “Poetessa dell’Anno 2010”. Gian Dell’Erba   “Tre Assi di Cuori” edizioni Luca Pensa  “collana alfa omega” – 61 pagine – prezzo € 12.  ...

Continua

Laeffe, la tv della Feltrinelli vi domanda quali sono “I libri di una vita”. Un format culturale.

Pubblicato da alle 11:30 in Eventi, Innovazione, Pagine svelate, Prima pagina, Spettacoli | 0 commenti

Laeffe, la tv della Feltrinelli vi domanda quali sono “I libri di una vita”. Un format culturale.

  Laeffe incontra i lettori in una maratona con le storie che hanno cambiato, influenzato, accompagnato i momenti fondamentali della loro vita. Giovedì 9 marzo, alle ore 18, le domande del programma trovano risposta dal vivo al Circolo dei lettori di Torino. Questa volta, la parola va a chi legge proprio su un palco che ospita ogni giorno chi i libri li scrive. A condurre Giancarlo Cattaneo e Maurizio Rossato di Radio Capital, già noti agli appassionati di libri e lettura in Italia per il progetto multimediale Parole Note.   Per chi legge non esiste domanda più significativa e personale di Quali sono i tuoi libri preferiti?  Laeffe, tv dell’editore Feltrinelli, con il format Lettori. I libri di una vita, in onda ogni mercoledì alle 21.10 sul canale Sky 139, si spinge più in là. La domanda che rivolge agli appassionati di lettura è ancor più intima e comporta un’autentica riflessione su se stessi: Quali sono i libri che hanno segnato i momenti importanti della tua vita? In un solo anno di programmazione ed in due sole edizioni, Lettori. I libri di una vita ha saputo cambiare il modo di raccontare il libro in televisione e intercettare le community dei lettori italiani, da Nord a Sud, tracciandone una personalissima mappa di gusti, sensibilità e passioni. Un format culturale innovativo e originale che, giorno dopo giorno, ha superato i limiti del piccolo schermo esplodendo prima sul mondo digitale e ora anche sul territorio. Quando la lettura entra a far parte della vita, poi non se ne va più. Sono i libri a scandirla, a cambiarla, a rischiarare il buio. A ispirare un nuovo sguardo e nuovi gesti, perché i libri aiutano a comprendere se stessi in tutte le età dell’esistenza. Laeffe continua così il suo racconto originale, appassionante, mai superficiale, della lettura in Italia, proponendo una chiave di lettura “dal basso” della passione per la letteratura, e mostrando quanto chi legge sia partecipe della “vita” e del successo di un libro, attraverso la sua personale visione, che sommandosi a quella di tanti altri lettori, dà vita a un nuovo racconto collettivo. Ingresso...

Continua

Quali sono le strategie per gestire i soldi ? Spiega tutto Debora Rosciani in un libro.

Pubblicato da alle 13:42 in Economia, Notizie, Pagine svelate, Prima pagina | 0 commenti

Quali sono le strategie per gestire i soldi ? Spiega tutto Debora Rosciani in un libro.

Martedì 7 febbraio alle 18.00 si terrà al Museo del Risparmio la presentazione del libro “Donne di denari. Le strategie vincenti per gestire i tuoi soldi”, in collaborazione con la casa editrice De Agostini. Impostato come un percorso a tappe che traccia l’evoluzione anagrafica e finanziaria di una donna (da sola e in coppia, eredità, divorzio, la casa, mondo del lavoro, investimenti, gestione dei soldi, come investire sui figli, pensione, previdenza e salute), il libro rappresenta una sorta di guida pratica alla gestione del denaro al femminile, che spiega quali sono gli errori da evitare, fornisce consigli e contiene interviste a esperte ed esperti finanziari. In allegato la locandina. Interverranno Debora Rosciani, autrice del libro e conduttrice della rubrica “Cuore e denari” su Radio 24, e la giornalista economica Barbara de Amicis. La presentazione sarà seguita da un piccolo aperitivo. L’ingresso è gratuito e l’iscrizione è obbligatoria entro il 6 febbraio scrivendo a INFO@museodelrisparmio.it e indicando il proprio nominativo e il numero di eventuali accompagnatori. Le iscrizioni saranno accettate fino al raggiungimento della capienza massima della sala....

Continua

TorinoStoria compie un anno e festeggia con i suoi lettori all’Auditorium Vivaldi.

Pubblicato da alle 19:16 in Eventi, Innovazione, Notizie, Pagine svelate, Prima pagina | 0 commenti

TorinoStoria compie un anno e festeggia con i suoi lettori all’Auditorium Vivaldi.

Sala colma, pubblico curioso, tutte le copie predisposte all’entrata vendute nel giro di venti minuti; questa la premessa per la presentazione del numero monografico di Torino Storia dedicato interamente al Medioevo ospitata nella sala dell’auditorium Vivaldi di Piazza Carlo Alberto, venerdì 16 dicembre. Il Medioevo, per chi sa vederlo, è ancora presente e riscontrabile nel panorama architettonico della città. Vi sono chiese, mura, cripte dell’epoca e scoprirle sulle pagine a colori della rivista è un viaggio che istruisce, incuriosisce e diverte.   A coordinare l’incontro, che celebra un anno di vita della rivista TorinoStoria, Alberto Riccadonna direttore di Torino Storia e con lui Andrea Ciattaglia vicedirettore della testata, presenti Chiara Appendino, Sindaco di Torino, Paolo Verri, direttore della Fondazione Matera 2019 e già direttore di Torino Internazionale. TorinoStoria è stata una scommessa coraggiosa e intelligente, come scriveva George Orwell “Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato” e se le ambizioni della rivista sono sicuramente diverse conoscere chi siamo stati, come abbiano agito i nostri antenati, quali architetture abitavano, cosa pensavano, e come affrontarono i loro tempi risulta di sicuro interesse. Il tutto scritto con uno stile piano e piacevole, privo di barocchismi inutili, attuale, ben documentato, e chiaro nello spiegare fatti e luoghi. Ricco di infografiche che permettono di avere mappe visuali per confrontare il passato con la città come la conosciamo e percorriamo oggi. Si potrebbe dire che ancora una volta il passato è l’elemento su cui inventiamo il futuro, non per nulla la rivista gioca su più piani. Il digitale, con sito e pagine sui social ma quello che conquista sono la carta, le cento pagine da sfogliare, le foto, gli articoli, insomma l’oggetto in...

Continua

Il prezioso carteggio tra Camillo Benso di Cavour e Ottavio Thaon di Revel acquisito dalla Soprintendenza.

Pubblicato da alle 13:52 in Eventi, galleria home page, Notizie, Pagine svelate | 0 commenti

Il prezioso carteggio tra Camillo Benso di Cavour e Ottavio Thaon di Revel acquisito dalla Soprintendenza.

“Per il superiore interesse dello Stato” il carteggio tra Camillo Benso di Cavour e Ottavio Thaon di Revel, cronaca di un’operazione di rifinanziamento del debito del Regno di Sardegna, 1851 Mai titolo di una conferenza fu più opportuno e rispondente alle passate e attuali congiunture.  Martedì 8 novembre, nella sala conferenze dell’Archivio di Stato di Torino in Piazzetta Mollino 1, Il direttore Monica Grossi ha presentato la nuova acquisizione, da parte della Soprintendenza Archivistica del Piemonte, di un fondo di carte private di Ottavio Thaon di Revel, avvenuta su segnalazione di Roberto Cena, della Libreria antiquaria “Il Cartiglio” di Torino, già protagonista dell’acquisizione dei diari di Cavour da parte della Fondazione Cavour di Santena, avvenuta appena un anno fa. A dimostrazione che, anche per quanto concerne la tutela e la conservazione, il prevalere del “superiore interesse dello Stato” e la collaborazione tra pubblico e privato possono condurre a risultati di soddisfazione per tutte le parti coinvolte, a vantaggio della fruizione di studiosi e cittadini.  I documenti ora ritrovati sono alcune delle carte di Ottavio Thaon di Revel (1803-1868), Primo Segretario di Stato alle Finanze, poi Ministro delle Finanze e Senatore, già appartenenti all’archivio della famiglia Thaon di Revel (sec. XIV-1910), originariamente conservato presso la villa di famiglia a S. Raffaele Cimena (To). L’archivio era composto per lo più da documenti relativi all’amministrazione dei beni di famiglia, dalle carte attinenti l’attività politica di Ottavio e da complessi archivistici di famiglie legate ai Thaon di Revel da rapporti di parentela. I documenti in questione, con molta probabilità erano già conservati separatamente, quando nel 1969, il conte Carlo Francesco Thaon di Revel chiese ed ottenne di depositare le carte di famiglia presso l’Archivio di Stato di Torino (riordinate in 161 faldoni e sommariamente inventariate nel 1976). La dispersione degli scritti a carattere politico, avvenuta o perché lo stesso Ottavio conservava separatamente i carteggi di carattere pubblico da quelli relativi agli affari famigliari, o perché gli eredi, attribuendogli un particolare valore in relazione alla rilevanza storica del ministro Thaon di Revel, scorporarono tali documenti dall’archivio, trova ora ricomposizione. Parte della corrispondenza politica di Ottavio Thaon di Revel, un complesso documentario composto da 1271 carte ordinate in 60 fascicoli, era già ricomparsa sul mercato antiquario, messa all’asta da Christie’s a Roma, il 10 aprile 1990; in tale occasione il fondo venne acquistato dalla Soprintendenza Archivistica per il Lazio e consegnato all’Archivio di Stato di Torino, sua collocazione naturale.  Si ritiene che i documenti ora ritrovati, attinenti alla vicenda del prestito internazionale trattato da Ottavio Thaon di Revel nel 1851 a Londra su incarico del governo sardo, furono trattenuti dal conte Carlo Francesco e successivamente alla sua morte, avvenuta nel 1973, passarono nelle mani degli eredi Maurizio, Maria Teresa, Maria Grazia, Paola, Ludovica, Gabriella. Nella primavera del 2016, Maria Grazia Thaon di Revel e il fratello Maurizio hanno ceduto la totalità delle carte superstiti all’antiquario torinese Roberto Cena, che ha segnalato la disponibilità dei beni alla Soprintendenza Archivistica; su proposta di quest’ultima, ricevuto parere favorevole dell’Archivio di Stato di Torino, nell’ottobre 2016, la Direzione Generale Archivi del MiBACT ha acquistato il complesso archivistico (per la cifra di 22500 euro, valutazione in linea con il mercato), consentendo il ricongiungimento di questi documenti alla restante parte dell’archivio della famiglia, già  conservato presso l’Archivio di Stato.  L’esistenza delle...

Continua

“Un romanzo musicale”.

Pubblicato da alle 11:58 in Pagine svelate, Prima pagina, Racconti brevi | 0 commenti

“Un romanzo musicale”.

Svogliato e pigro, quanto meno in apparenza, Jean si sente un intellettuale, sognatore e velleitario; in realtà è poco più di un impiegato, frustrato e abitudinario. Viene dalla provincia, ma ora vive e lavora a Parigi, dove peraltro si sente esule e basta un nonnulla a riportarlo agli anni dell’infanzia e a restituirgli la fragranza di atmosfere lontane. Un’esistenza grigia e anonima – la sua – a far da sfondo lo scorrere monocromo dei giorni nello squallore di un ufficio di una ditta a metà strada tra agenzia artistica e società di consulenza per l’editoria e lo spettacolo, dal quale in realtà egli evade spesso, fantasticando e sognando ad occhi aperti. Guidato da una sorta di bizzarra  quanto patologica ipersensibilità olfattiva, Jean finisce per identificarsi coi musicisti che di volta in volta gli accade di incrociare, indotto da prosaiche ragioni di servizio. Sicché, sempre più spesso sperimentando una condizione di costante straniamento, gli sembra di vivere «nella pelle dei singoli compositori», quasi «assumendone misteriosamente l’identità». In bilico tra sogno e fantasticheria, spesso suo malgrado si trova catapultato in un’incredibile quantità di avventure, uno scenario privilegiato in cui collocare l’anziano Saint-Saëns che va a svernare in Algeria o l’iberico De Falla, ma anche occasione per evocare il viaggio italiano di Mendelssohn. E i sordidi bassi fondi di Buenos Aires dai quali Piazzolla trasse ispirazione per sensuali Milonghe e conturbanti Tanghi. L’ex ufficiale di marina Rimskij-Korsakov e il filantropo Schweitzer, provetto organista; il settecentesco Scarlatti in gara col sommo Haendel e lo sfortunato Granados incappato per tragica fatalità in una morte prematura. E ancora il novecentesco Britten che rientra fortunosamente in Europa a bordo di un cargo norvegese, in pieno clima bellico, i poco noti Yon e Delius e perfino Beethoven ‘spiato’ attraverso il buco della serratura da un’analfabeta e incolta domestica. Da ultimo l’indicibile abbaglio di un possibile scoop che, per il tramite del semi sconosciuto Schobert, lo conduce addirittura sulle tracce di Mozart, o più propriamente lo induce a rincorrere un’inesistente serie di Variazioni e così pure lo spinge a solipsistiche riflessioni sul significato dell’arte, sul senso della vita e della morte e lo porta talora allo scavo nei meandri oscuri e tra le zone inesplorate dell’animo umano. Un racconto cornice – quello che ha per protagonista Jean – va componendosi a poco poco come un puzzle, dipanandosi entro i vari episodi dagli allusivi titoli ‘musicali’, a far da collante ad altrettanti racconti: volti ad evocare di volta in volta musicisti celeberrimi ed altri meno noti ai più, ritratti nel divenire della loro quotidianità.   Racconto estratto dal libro “L’uomo nel metrò” di Attilio Piovano edito da Il Corriere Musicale. Attilio Piovano è nato a Torino nel 1958. È musicologo e scrittore, ha pubblicato (tra gli altri) Invito all’ascolto di Ravel (Mursia 1995), i racconti musicali La stella amica (Daniela Piazza 2002) e Il segreto di Stravinskij (Riccadonna 2006), i romanzi L’Aprilia blu (Daniela Piazza 2003) e Sapeva di erica, di torba e di salmastro (rue-Ballu 2009, prefazione di Uto Ughi). Coautore di una monografia su Felice Quaranta (con Ennio e Patrizia Bassi, Centro Studi Piemontesi 1994), del volume Venti anni di Festival Organistico Internazionale (con Massimo Nosetti, 2003), curatore e coautore del volume La terza mano del pianista (Testo & Immagine...

Continua

La scuola Holden ai blocchi di partenza per vincere il blocco dello scrittore.

Pubblicato da alle 09:49 in Notizie, Pagine svelate, Prima pagina, Spettacoli | 0 commenti

La scuola Holden ai blocchi di partenza per vincere il blocco dello scrittore.

  Il 18 ottobre la Holden inaugura l’inizio dell’anno con uno Start da olimpiade: tre settimane in cui trentaquattro narratori, provenienti dai mondi e dalle esperienze più diverse, raccontano agli allievi della Scuola cosa significa fare il loro mestiere e come sono arrivati a farlo. Gli ospiti italiani e internazionali che saliranno sul palco del General Store sono scrittori, giornalisti, digital strategist, attori, registi, poeti, produttori e manager della cultura: assistere alle loro lezioni sarà come sfogliare una sorta di enciclopedia vivente per farsi un’idea di cosa vuol dire diventare, oggi, uno storyteller. Tra gli ospiti: Francesco Costa, Cristiano Cavina, la diretta di Lateral con Luca Bottura, Don DeLillo, Han Kang, Saverio Raimondo, Francesco Piccolo, Gianluca Ferrato, Guido Catalano, Ezio Mauro, Andrea Guerra, Christian Greco, Giulio Ravizza, Nicola Giuliano, Paolo Verri, Carlo Freccero, Giacomo Durzi, Michel Reilhac, Stephen Amidon, Max Giovagnoli e chiaramente Alessandro Baricco. L’idea è quella di accendere negli allievi passioni inaspettate: se qualcuno arriva alla Holden ancora convinto che le storie si trovino solo nei libri, per esempio, dopo Holden Start dovrebbe aver capito che gli orizzonti della narrazione sono illimitati, e che non ci sono confini quando si tratta di trovare il mezzo più adatto per raccontare qualcosa. E’ possibile seguire online gli eventi attraverso gli account Facebook e Twitter della Scuola, con...

Continua

L’uomo che urlava alla luna – seconda parte

Pubblicato da alle 11:32 in Pagine svelate, Prima pagina, Racconti brevi | 0 commenti

L’uomo che urlava alla luna – seconda parte

Capitolo 5 PRIMA LUNA   Chandra l’attendeva sulla soglia della portafinestra della sala. Mavì prese il maglioncino per evitare ulteriori guai nel caso l’avessero scoperta. La gatta la guardò mentre indossava l’indumento a suo avviso inutile e aspettò che la ragazzina, con i suoi comodi, prendesse la torcia portatile e aprisse loro la via di fuga. Stette bene attenta a non fare nessun miagolio infastidito e neppure mosse un baffo. Appena la portafinestra scivolò silenziosa sul suo binario lei svisciolò fuori precedendo Mavì. Non poteva accendere nessuna luce esterna. Così tirò su il cappuccio del maglioncino leggero e quando fu  lontana dalle finestre della tata e del padre accese la torcia puntandola per terra. Quel tanto che bastava a distinguere i buchi dai ciottoli e da non inciampare nei vasi o nelle piante. Lei e la sua compagna felina si diressero verso il muretto. Dove la luce era più forte per via dei lampioni. Si avventurarono sotto l’albero con la chioma più folta, proprio quello più vicino al confine con il giardino dello strano e vecchio Babacar, e il loro. Si arroccarono sul muretto e seminascoste osservarono il lungo fiume e la passeggiata completamente vuota. Erano solo le undici quando scorse la luna fare capolino dietro a delle nuvole innaturalmente chiare. Il suo corpo di solito pieno era raggrinzito sin quasi al limite. Una piccola falce di luna illuminava ben poco di quello che avevano intorno. I suoi raggi chiari non penetravano neppure tra le foglie spesse sopra le loro teste. Spense immediatamente la torcia al fruscio che sentì dietro di sé e rimase immobile. Qualcosa di morbido le si appoggiava sulla schiena. Aldilà della rete fitta e verde. Aveva paura potesse essere un topo, o quel temibile essere che è la nutria, animale obbrobrioso e leggendario di cui gli aveva parlato Yasmin. A sua detta “Un topo gigante con i denti di un leone e la coda di un serpente velenoso.” Mavì era andata a cercare l’immagine della nutria in un enciclopedia vecchia come suo padre e suo nonno messi insieme, ma aveva trovato solo un piccolo essere che non sapeva se essere un topo o un castoro. Certo la coda era un pochetto stonata con il muso carino, ma nessuno era perfetto, no? Lentamente voltò il capo e un musetto curioso sbucò dall’altra parte. Il naso roseo e i baffi folti. Gli occhi incredibilmente verdi e brillanti. Era Vêre, la gatta di Babacar. Per un attimo le due gatte si scrutarono con intensità tant’è che Mavì ebbe paura si azzuffassero, invece Chandra si avvicinò alla loro vicina e le diede un colpetto con la zampetta senza tirar fuori gli artigli affilati. Vêre rispose al buffetto con un miagolio giocoso e così le tre stettero sedute a godersi la serata. Mavì guardò l’ora sul suo orologio di plastica rosso e notò che mancavano dieci minuti alla mezzanotte. Mentre stavano li appostate in attesa, dei ragazzi passarono sotto di loro. Fumavano qualcosa che aveva uno strano odore e se la passavano a rotazione, la musica pop sparata a tutto volume dalla piccola cassa del telefonino rendeva irrequiete le due gatte e infastidiva terribilmente Mavì. Per fortuna si allontanarono velocemente, con gli zaini svogliatamente sostenuti dalle spalle incurvate e i cappucci tirati su. «Di certo spero di non diventare come...

Continua

Talenti emergenti a Torino. Esercizi di vita, magia e scrittura

Pubblicato da alle 09:46 in Pagine svelate, Prima pagina, talenTO | 0 commenti

Talenti emergenti a Torino. Esercizi di vita, magia e scrittura

Vincitore della XIV Edizione del concorso letterario nazionale Premio InediTO-Colline di Torino, il romanzo ambientato a Torino,  “L’Anello Mancante”, con intervista a Saida El Gtay. Da quindici anni consecutivi l’Associazione culturale Il Camaleonte di Chieri (TO) bandisce il Premio InediTO – Colline di Torino, concorso letterario con  l’obiettivo di scoprire e valorizzare nuovi autori ed è l’unico nel suo genere ad essere dedicato a tutte le forme di scrittura, dalla poesia, al romanzo, alla narrativa breve. Vincitore della XIV edizione è il romanzo “L’anello Mancante”, scritto a quattro mani da Saida El Gtay e Nicolò Angellaro, un romanzo moderno, anticonformista, un intreccio ambientato nello sfondo oscuro, esoterico, e tuttavia sempre sottilmente seducente di una Torino magica e ammaliante, dove i due protagonisti affrontano prove legate alle forze occulte della città, alla ricerca dell’anello posseduto dal mago Gustavo Adolfo Rol.          “avvincente, ammaliante, anticonformista, e originale”             Franco Rol   Abbiamo avuto la possibilità di incontrare la coautrice del romanzo, Saida El Gtay ; Nata in Marocco,  il 23 gennaio 1990,  dopo gli studi in scienze sociale prosegue il suo percorso universitario iscrivendosi all’indirizzo di Beni Culturali all’Università degli Studi di Torino. Inizia a scrivere all’età di dodici anni e divora narrativa e poesia indiscriminatamente. Dal 2014 decide di dedicare buona parte del suo tempo alla scrittura  sperimentando sia in prosa che in poesia. Nel 2015 si lancia con Nicolò Angellaro nell’avventura del romanzo breve, facendo nascere L’Anello Mancante. Con quest’ultimo, appena pubblicato dalla Camaleonte Edizioni, vincono InediTO (Premio Colline di Torino). E’ inoltre Vincitrice della II edizione del concorso “Il colore delle donne” con il racconto Trasparenze , e selezionata per la raccolta “Lingua Madre” 2016. GT    Ne “l’anello mancante, Indira e Tommaso, i protagonisti, si aggirano tra le ombre di una Torino magica e spregiudicata, dalle tinte fosche, ma della quale si percepisce distintamente la seduzione. Qual’ è il suo rapporto con la città? S            Quando arrivi a Torino ci metti del tempo per abituarti alla “città”. Soprattutto se sei cresciuto in una cittadina di provincia come me. Poi con il passare delle stagioni e degli anni, vivendola, scatta qualcosa di letteralmente magico dentro. Dentro di me è scattato qualcosa diverse volte: la prima volta quando ho visto la città dall’alto, dal Monte dei Cappuccini, e la città s’è distesa davanti ai miei occhi in tutta la sua meraviglia, con i monti a farle da corona; la seconda volta mentre passeggiavo sul Lungo Po al tramonto. Mi sembrava di far parte di un quadro. Tutto era cangiante e vivo. Le persone con i cani al guinzaglio e i ragazzi seduti sulla panchina sembravano fermi immagine di chi sorride alla vita senza correre troppo. Torino è una città a misura d’uomo e anche a misura dei sogni che hai . Le probabilità che ti capiti qualcosa di miracoloso durante la giornata sono infinite se sai esser aperto. Culturalmente e artisticamente è un pentolone che ribolle in continuazione e puoi sentirlo e vederlo in ogni strada, in ogni negozio, e in ogni persona. Ecco perché la “magia” e il “mistero” che fa da sottofondo al romanzo l’Anello Mancante non è un finzione. E’ tutto vero e lo si può percepire in ogni via della città se si decide di sentire più profondamente.  La invito a fare questo esperimento: quando passeggia per...

Continua